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giovedì 30 settembre 2010

ULTIMISSIME: il traduttore di GOOGLE da oggi anche per il LATINO

Grossa novità in casa Google. E' disponibile da oggi, tra le numerosissime lingue del traduttore automatico, anche l'opzione per la lingua LATINA. Penso che la festa di San Girolamo, il più grande santo-traduttore della Chiesa, sia un giorno davvero propizio per lanciare questo nuovo strumento.
Così, dopo l'interfaccia di Facebook nella lingua dei Santi Padri della Chiesa Romana, adesso anche il motore di Montain View sceglie di dare spazio al linguaggio classico, che trova sempre nuovi estimatori.
Potete provare la novità a questo link. Certamente non sarà un granchè all'inizio. I liceali possono scordarsi di usarlo per risolvere i loro problemi di versione di Cicerone, però potranno sicuramente velocizzare le ricerche di parole e di significati. E chissà, magari verrà voglia a qualche chierico di controllare il significato originale di certe collette o postcommunio... chissà... Prodigi della tecnologia!

http://translate.google.it

Questa la lettera del capo programmatore di Google che lancia la notizia, naturalmente in latino (fonte). Se non capite bene, provate il traduttore!

Veni, Vidi, Verba verti
Ut munimenta linguarum convellamus et scientiam mundi patentem utilemque faciamus, instrumenta convertendi multarum nationum linguas creavimus. Hodie nuntiamus primum instrumentum convertendi linguam qua nulli nativi nunc utuntur: Latinam. Cum pauci cotidie Latine loquantur, quotannis amplius centum milia discipuli Americani Domesticam Latinam Probationem suscipiunt. Praeterea plures ex omnibus mundi populis Latinae student.

Hoc instrumentum convertendi Latinam rare usurum ut convertat 
nuntios electronicos vel epigrammata effigierum YouTubis intellegamus. Multi autem vetusti libri de philosophia,de physicis et de mathematica lingua Latina scripti sunt. Libri enim vero multi milia inLibris Googlis sunt qui praeclaros locos Latinos habent.

Convertere instrumentis computatoriis ex Latina difficile est et intellegamus grammatica nostra non sine culpa esse. Autem Latina singularis est quia plurimi libri lingua Latina iampridem scripti erant et pauci novi posthac erunt. Multi in alias linguas conversi sunt et his conversis utamur ut nostra instrumenta convertendi edoceamus. Cum hoc instrumentum facile convertat libros similes his ex quibus edidicit, nostra virtus convertendi libros celebratos (ut Commentarios de Bello Gallico Caesaris) iam bona est.

Proximo tempore locum Latinum invenies vel auxilio tibi opus eris cum litteris Latinis, conare 
hunc. Jakob Uszkoreit, Ingeniarius Programmandi

Padova: Concerto Gregoriano in onore di San Francesco d'Assisi

Vi ricordo, carissimi lettori, il concerto che si svolgerà il 2 ottobre, alle ore 21, presso la Pontificia Basilica di Sant'Antonio a Padova. Canta la Schola Gregoriana Mediolanensis, con un programma che prevede oltre a brani del repertorio romano e ambrosiano, anche canti della tradizione gregoriana dell'Ordine Francescano.
Ringraziamo fin d'ora l'Arciconfraternita del Santo per la generosa organizzazione.
cliccare per ingrandire la locandina e il programma

mercoledì 29 settembre 2010

martedì 28 settembre 2010

Ancora sul canto del prefazio

Alcuni sacerdoti mi chiedono come cantare il prefazio, certamente una delle parti più complicate della liturgia romana, perchè la stessa melodia deve essere applicata a parole diverse.
L'unico luogo dove potete trovare tutti i prefazi notati, sia in tono semplice che solenne, per la Messa in forma ordinaria è il libro: "Ordo Missae in cantu".

Qui vi riporto un paio di altri esempi, oltre a quelli già postati in precedenti occasioni e che potete trovare qui:

Prefazio della SS. Trinità

Prefazio di Pentecoste (cantato da Benedetto XVI)

Prefazio I dei Santi Martiri: (ci vuole un po' di pazienza nel caricamento perchè cerca il punto giusto)


V. Dóminus vobíscum. R. Et cum spíritu tuo.
V. Sursum corda. R. Habémus ad Dóminum.
V. Grátias agámus Dómino Deo nostro. R. Dignum et iustum est.
Vere dignum et iustum est, aequum et salutáre,
nos tibi semper et ubíque grátias ágere:
Dómine, sancte Pater, omnípotens aetérne Deus:
Quóniam beáti mártyris N. pro confessióne nóminis tui,
ad imitatiónem Christi, sanguis effúsus tua mirabília maniféstat,
quibus pérficis in fragilitáte virtútem,
et vires infírmas ad testimónium róboras, per Christum Dóminum nostrum.
Et ídeo,
cum caelórum Virtútibus, in terris te iúgiter celebrámus,
maiestáti tuae sine fine clamántes:  Sanctus, Sanctus, Sanctus....

Il Maestro Vianini studia il prefazio Comune I in tono solenne:



V. Dóminus vobíscum. R. Et cum spíritu tuo.
V. Sursum corda. R. Habémus ad Dóminum.
V. Grátias agámus Dómino Deo nostro. R. Dignum et iustum est.

Vere dignum et iustum est, aequum et salutáre,
nos tibi semper et ubíque grátias ágere:
Dómine, sancte Pater, omnípotens aetérne Deus:
per Christum Dóminum nostrum.
In quo ómnia instauráre tibi complácuit,
et de plenitúdine eius nos omnes accípere tribuísti.
Cum enim in forma Dei esset, exinanívit semetípsum,
ac per sánguinem crucis suae pacificávit univérsa;
unde exaltátus est super ómnia
et ómnibus obtemperántibus sibi
factus est causa salútis aetérnae.
Et ídeo cum Angelis et Archángelis,
cum Thronis et Dominatiónibus,
cumque omni milítia caeléstis exércitus,
hymnum glóriae tuae cánimus, sine fine dicéntes: Sanctus, Sanctus, Sanctus

lunedì 27 settembre 2010

I veggenti di Medjugorje e il fallimento della prova dell'obbedienza

Il blog Te Deum Laudamus! ci informa dell'ennesima disobbedienza dei cosiddetti "veggenti" di Medjugorje. Come sapete la Chiesa sta indagando con una apposita commissione pontificia sul caso in questione, e come sempre accade, aveva chiesto riservatezza e soprattutto silenzio a coloro che in prima persona sono coinvolti nella vicenda. Il Vescovo della diocesi di Mostar e tutta la Conferenza Episcopale di Bosnia-Erzegovina hanno da tempo preso provvedimenti per arginare l'espandersi incontrollato di un fenomeno non riconosciuto dalla Chiesa come soprannaturale (e invece dato per sicuro e di "origine divina" da veggenti e altri propagatori dei messaggi di Nostra Signora).
Il cardinale di Vienna, Schonborn, con estrema noncuranza, ha invitato nella sua cattedrale due dei veggenti: Ivan e Marija, non solo a parlare e pregare, ma anche per una "programmata" apparizione della Madonna! Già lo stesso cardinale era andato pubblicamente in pellegrinaggio alla parrocchia di Medjugorje, senza neppure avvertire il suo confratello vescovo del luogo, ed era stato richiamato per questo comportamento da Roma. Adesso sgancia un ulteriore e gratuito schiaffo in faccia al Vescovo di Mostar, il quale aveva ribadito nel giugno 2009, per quando riguarda la sua giurisdizione, che:
Non è permesso che in qualsiasi tempo, specialmente in occasione delle „apparizioni“ di Medjugorje, i “veggenti” e le “veggenti” siano invitati e compaiano nella chiesa parrocchiale o in qualsiasi ambiente ecclesiastico per propagare i loro „messaggi” e „apparizioni“ private. Quindi, non mescoliamo il non riconosciuto col riconosciuto, il privato coll'ufficiale, il non liturgico col liturgico. (qui il documento)
Ma per il Cardinale, quello che è proibito a Medjugorje è permesso a Vienna. E così, ignorando le cautele del loro Ordinario e legittimo vescovo, il buon Schonborn offre la cattedrale di santo Stefano come palcoscenico agli ormai attempati ragazzi, per le "visioni ad orologeria" che da anni avvengono dovunque nel mondo (e non più a Medjugorje).
l'invito alla apparizione programmata per le 12:40 del 23 settembre

Il blogger statunitense che ha rilanciato la notizia si chiede con ragione:
Ma davvero la Vergine Maria apparirebbe a veggenti che sono disobbedienti (al vescovo di Medjugorje), in una cattedrale di un cardinale che non è in linea con il modo tradizionale di gestire apparizioni non approvate, e che manca di considerazione per la collegialità episcopale? Che questo, poi, sia avvenuto nel giorno della Festa di Padre Pio è ancora più offensivo, data la solida obbedienza di Padre Pio, anche a fronte di persecuzioni dall'interno della Chiesa. Sull'obbedienza Padre Pio non ha mai avuto esitazioni.

Per quanto riguarda poi l'argomento principe dei "buoni frutti", agitato dai fautori di Medjugorje, il nostro blogger ci ricorda che, certo vengono da lì buoni frutti, ma è tutto da dimostrare che siano da attribuire alle apparizioni, piuttosto che al ritorno ai Sacramenti da parte di tanta gente. E poi ci sono anche tanti frutti cattivi,  mescolati a quelli buoni. E questo è accaduto, per es., nel caso dei Legionari di Cristo: quanti ottimi sacerdoti ci sono tra le loro fila! Ma questo non fa sì che Maciel possa essere considerato un santo. Rimane un truffatore e un criminale. Bisogna imparare dalla lezione del caso dei Legionari. Buoni frutti possono darsi anche là dove c'è falsità e peccaminosità. Dopotutto Rm 5,20-21 dice espressamente che dove ha abbondato la colpa, proprio lì sovrabbonda la grazia. Ma guai a noi dire che la grazia è frutto della colpa!

Per leggere tutto l'articolo interessantissimo (ma in inglese) di Te Deum, ecco il link:
http://te-deum.blogspot.com/2010/09/another-slap-from-vienna-as-cardinal.html

Altri documenti ufficiali della Chiesa locale sulla vicenda Medjugorje li trovate qui:
http://medjugorjedocuments.blogspot.com/2009/10/september-26-2009-statement-of-bishop.html

venerdì 24 settembre 2010

Domani: la prima beata teenager italiana. Chiara Badano 1971-1990.

Se ne sente parlare troppo poco nei canali online, eppure sabato 25 settembre (a Roma, al santuario del Divino Amore) verrà beatificata una ragazza diciottenne di Sassello, volata in cielo nel 1990 e che ha lasciato in terra una scia luminosa come il suo nome: Chiara Luce. Ad appena 20 anni dalla sua morte si è concluso e positivamente il processo (aperto nel 1999 chiuso nel 2009), sia nella fase diocesana che romana, tra l'altro con la conferma di un miracolo impressionante (clicca qui per leggerne il racconto).
Chiara, appartenente al movimento dei Focolari è la prima tra i membri del movimento ad essere elevata alla gloria degli altari.
Per conoscere meglio la storia semplice e folgorante di questa giovanissima beata, vi segnalo il sito ufficiale: www.chiaralucebadano.it

Anche SantieBeati.it offre una scheda sulla beatificanda Chiara Luce Badano:

Savona, 29 ottobre 1971 – Sassello, Savona, 7 ottobre 1990
Visse a Sassello con il padre Ruggero, camionista, e la madre Maria Teresa, casalinga. Volitiva, tenace, altruista, di lineamenti fini, snella, grandi occhi limpidi, sorriso aperto, ama la neve e il mare, pratica molti sport. Ha un debole per le persone anziane che copre di attenzioni. A nove anni conosce i ‘Focolarini’ di Chiara Lubich ed entra a fare parte dei ‘Gen’. Dai suoi quaderni traspare la gioia e lo stupore nello scoprire la vita. Terminate le medie a Sassello si trasferisce a Savona dove frequenta il liceo classico.
 A sedici anni, durante una partita a tennis, avverte i primi lancinanti dolori ad una spalla: callo osseo la prima diagnosi, osteosarcoma dopo analisi più approfondite. Inutili interventi alla spina dorsale, chemioterapia, spasmi, paralisi alle gambe. Rifiuta la morfina che le toglierebbe lucidità. Si informa di tutto, non perde mai il suo abituale sorriso. Alcuni medici, non praticanti, si riavvicinano a Dio. La sua cameretta, in ospedale prima e a casa poi, diventa una piccola chiesa, luogo di incontro e di apostolato: "L’importante è fare la volontà di Dio...è stare al suo gioco...Un altro mondo mi attende...Mi sento avvolta in uno splendido disegno che, a poco a poco, mi si svela...Mi piaceva tanto andare in bicicletta e Dio mi ha tolto le gambe, ma mi ha dato le ali..." Chiara Lubich, che la seguirà da vicino, durante tutta la malattia, in un’affettuosa lettera le pone il soprannone di ‘Luce’. Mons. Livio Maritano, vescovo dicocesano, così la ricorda: "...Si sentiva in lei la presenza dello Spirito Santo che la rendeva capace di imprimere nelle persone che l’avvicinavano il suo modo di amare Dio e gli uomini. Ha regalato a tutti noi un’esperienza religiosa molto rara ed eccezionale". Negli ultimi giorni, Chiara non riesce quasi più a parlare, ma vuole prepararsi all’incontro con ‘lo Sposo’ e si sceglie l’abito bianco, molto semplice, con una fascia rosa. Lo fa indossare alla sua migliore amica per vedere come le starà. Spiega anche alla mamma come dovrà essere pettinata e con quali fiori dovrà essere addobbata la chiesa; suggerissce i canti e le letture della Messa. Vuole che il rito sia una festa. Le ultime sue parole: "Mamma sii felice, perché io lo sono. Ciao!". Muore all’alba del 7 ottobre 1990. E’ “venerabile” dal 3 luglio 2008.
leggi l'intera scheda

I genitori di Chiara parlano di lei nel programma A Sua immagine:

giovedì 23 settembre 2010

San Pio da Pietrelcina, memoria: tutti i testi per la liturgia su Maranatha.it

Per chi non lo sapesse (?) oggi si celebra la memoria di San Pio da Pietrelcina, obbligatoria per i francescani di tutte le famiglie.
Se non avete ancora i testi (ovviamente non presenti in molti Breviari e nei Messali), potete recuperarli qui sul sito di Maranatha.it

Testi per la Santa Messa secondo il Messale Romano  (in Italiano e Latino)

Testi per la Santa Messa secondo il proprio del rito Romano-Serafico (francescani)

Ufficio delle Letture *  Lodi * Ora Media * Vespri

Messa di Ringraziamento per la beatificazione di J.H. Newman. Un esempio di liturgia secondo il desiderio del Concilio Vaticano II

Guardando alcune immagini scattate da James Bradley durante la messa del 20 settembre all'Oratorio di Birmingham, ci si potrebbe domandare se la celebrazione fosse secondo la Forma Ordinaria o invece la Forma Straordinaria. I concelebrant, la lettura non fatta dal suddiacono, e altri particolari ancora, rivelano con certezza che questa è una celebrazione secondo il Messale di Paolo VI.
Cosa rarissima ai nostri giorni, seppure ben prevista dal Caeremoniale Episcoporum del 1984, è l'assistenza pontificale del Vescovo diocesano; una forma di presenza dell'Ordinario del luogo che sarebbe molto gradita, per esempio, in particolari celebrazioni di religiosi o (come gli oratoriani) di società di vita apostolica. Il Vescovo interviene sì alla messa, ma lascia che essa sia celebrata da un presbitero, (magari il superiore della comunità religiosa) pur presiedendola personalmente in vesti pontificali (e qui si vede che non sempre presidente corrisponde a celebrante!!!). L'omelia può essere tenuta dal vescovo oppure no (come nel presente caso).
NLM ci suggerisce queste foto, non tanto da ammirare, ma da imitare: questa è la via della vera riforma: non contrapporre l'antico al nuovo, ma vedere l'evoluzione organica delle forme, facendo attenzione in particolare ai testi liturgici, non solo a come stanno nei libri, ma anche a come questi vengono realmente vissuti nella celebrazione, secondo una sana e devota ermeneutica della continuità.

Slideshow con le foto della celebrazione a Birmingham

mercoledì 22 settembre 2010

Filippo Neri sbanca l'auditel: la fiction religiosa piace al pubblico e ripaga (chi la produce)

Lunedì e martedì sono andate in onda su Rai Uno due puntate del film per la TV della LUX VIDE su San Filippo Neri, che tra l'altro è l'ispiratore spirituale di John H. Newman nel seguire la via oratoriana.
Lunedì 20 settembre, il primo posto dell'Auditel è stato conquistato dalla miniserie “Preferisco il Paradiso”, per la regia di Giacomo Campiotti, con Gigi Proietti, Francesco Salvi e Roberto Citran, che racconta la vita e le opere di Filippo Neri, il sacerdote che dedicò la sua vita ai bambini e ai ragazzi fino alla fondazione dell’Oratorio. Sono stati a guardarlo 6.345.000 telespettatori, il 23,88% di share.
La seconda puntata, andata in onda ieri, 21 settembre, è andata ancora meglio: ha vinto di nuovo gli ascolti di prima serata con 7.165.000 telespettatori e il 27,37% di share.
Si conferma, se ce ne fosse bisogno, che l'agiografia in televisione va forte e continua ad attirare con facilità milioni di spettatori, incollandoli al video per riascoltare (o conoscere per la prima volta) le storie degli eroi cristiani, i santi.

Come al solito si possono trovare tanti difetti nelle riduzioni televisive delle vite dei Santi. In questo film, per esempio, c'è una esagerata (e non storicamente sostenibile) opposizione di un cardinale e perfino del Papa alle attività di Filippo. Certo, il "cattivo" serve sempre, nelle narrazioni filmiche, ma possibile che la gerarchia debba sempre essere rappresentata come retriva, reazionaria, sospettosa e poco illuminata?
Nonostante questa ed altre minori pecche, il prodotto è quantomai godibile e insieme fa pensare, proprio secondo l'indole di San Filippo, riflessiva e mistica, ma insieme popolare e ilare.
In particolare è sono da apprezzare alcune sottolineature: a) l'apostolato della confessione esercitato da San Filippo (e rimarcato in parecchie scene del Film); b) la sua propensione alla mistica (purtroppo rappresentata un po' goffamente sullo schermo); c) l'intuizione filippina di un oratorio in cui poveri e ricchi, plebei e nobili stessero insieme (e questo è davvero uno dei fili rossi della presente fiction).
Memorabile resterà senza dubbio la scena del racconto della parabola del Figliol prodigo applicata dal Gigi Proietti-Filippo ad uno dei suoi giovani sacerdoti non proprio contento del ritorno di un giovane scapestrato cresciuto all'Oratorio insieme a lui.

PS. La musica e i canti, di Mons. Frisina, non sono - purtroppo - lontanamente all'altezza dei capolavori di Branduardi che ornavano l'altro grande film dedicato alla figura dell'apostolo di Roma, cioè "State buoni, se potete" con Johnny Dorelli nei panni di Filippo.

martedì 21 settembre 2010

Il Papa a Venezia e, possiamo ben sperare, anche a Padova!

Ratzinger in visita a Sant'Antonio di Padova - 1995
Pare prendere sempre più concretezza la visita di Sua Santità alla città lagunare nel maggio dell'anno venturo.
Ecco qui la notizia dal Corriere.
Ma non è quasi possible pensare che una visita nel Veneto comprenda solo una capatina a Venezia per un'inaugurazione di realtà accademiche. Sarebbe proprio strano che il Papa, di passaggio a poco più di 30 km, non si affacciasse a vedere una delle sue case in Italia. E una delle più prestigiose: la Pontificia Basilica di Sant'Antonio. Una sosta del Papa a Padova renderebbe vero e proprio pellegrinaggio religioso una visita altrimenti destinata ad esser sì di alto livello, ma con poco appeal popolare.
Dopotutto il Papa, che ha visitato Assisi e Loreto, Pompei e Torino e perfino santuari non proprio famosi come Manopello, può forse farsi sfuggire l'opportunità di venerare il Santo che il mondo ama? Il "santo dei miracoli" e "dottore della Chiesa"?
Il Santo protettore dei bambini, raffigurato sempre con Gesù bambino in braccio e il candido giglio in mano, potrebbe inoltre essere un ottimo modello e un alleato celeste importante per lo sforzo di ricostruzione dell'immagine di clero e religiosi nella mente e cuore dei fedeli.
Possiamo esser certi che gli appartamenti pontifici della Basilica, che non vedono da quasi trent'anni il loro proprietario, sarebbero ben felici di accogliere Benedetto XVI come, nel 1982, accolsero Giovanni Paolo II:


sabato 18 settembre 2010

Papa Benedetto tra gli anglicani nel segno di Leone XIII

Mi sono accorto solo oggi, dando un'occhiata ai vari blog e forum che riportano belle foto della celebrazione ecumenica di ieri a Westminster Abbey, alla quale ha partecipato il Papa, di un particolare cripto-messaggio lanciato da Benedetto XVI. 
Sua Santità, infatti, sfoggiava un'insolita stola neogotica con ricami di santi e sante. Come i lettori sapranno, solo i Papi hanno il privilegio di portare sulla stola le proprie insegne araldiche, per questo motivo si può facilmente identificare a quale pontefice era appartenuta originariamente una data stola. Ebbene, quella indossata da Papa Ratzinger ieri era nientemeno che di Leone XIII. La bestia nera degli anglicani! Il pontefice che stabilì in modo irrevocabile (con la Apostolicae Curae) che le ordinazioni anglicane sono assolutamente "nulle e invalide", per cui l'Eucaristia celebrata dai sacerdoti anglicani non è a sua volta valida, non avendo essi la potestas consecrandi. [potete rileggere anche questo post]
Non è certo un caso se il Papa, nella sua visita alla chiesa anglicana, a cui ha ricordato di essere, personalmente, il successore di Pietro e il custode dell'unità dei cristiani, il nostro Benedetto (che ben conosce la storia) ha indossato un così vistoso paramento del suo venerato e chiaro predecessore. Riaffermare anche con i simboli e gli scudi araldici la continuità del magistero. Così, sorvolando volutamente nel suo discorso a proposito dei problemi teologici che dividono cattolici e anglicani, con quella stola ha ribadito la posizione cattolica tradizionale. Ma non dimentichiamo che, il Papa dell'Unità, ha già pensato alla soluzione: gli "Ordinariati" per gli anglicani di ritorno non vedono l'ora di poter prendere avvio...
Pio XI con la stessa stola usata ieri da Benedetto XVI

venerdì 17 settembre 2010

Papa a Londra: Preghiera vespertina ecumenica. Il decano mostra al papa le statue dei martiri cattolici moderni

Accoglienza splendida alla Westminster Abbey, la chiesa reale, santuario nazionale e cuore spirituale di Londra. E' la prima volta che un Papa varca la soglia di questa chiesa. Il coro dell'Abbazia è spettacolare, come sempre, e certamente il Papa invidierà il livello eccelso di questa corale (pensando alla sua povera Cappella Sistina...). Tra l'altro il direttore del Coro di Westminster Abbey è cattolico, e prima di lavorare qui,  prestava il suo servizio nella cattedrale cattolica. Da 500 anni non prendevano un cattolico come direttore di questo coro: deve essere davvero bravo!
All'arrivo alla porta dell'Abbazia, il Decano ha accolto il Papa e dalla TV si poteva sentire il saluto amichevole e il benvenuto. Si è anche sentito che venivano mostrate a Papa Benedetto, non senza compiacimento, le statue sovrastanti il portale ovest. Sono le statue dei martiri del XX secolo. Tra di essi il Decano ha indicato in particolare San Massimiliano Kolbe, francescano conventuale, la cui effige è stata inaugurata nel 1998 e il servo di Dio Oscar Romero, vescovo di El Salvador, ucciso nel 1980 per il suo impegno a favore dei poveri e gli sfruttati del suo popolo.


Durante la preghiera il Papa ha baciato il Vangelo, un prezioso manoscritto del VI secolo, di origine italica, che probabilmente fu portato nel 597 dallo stesso sant'Agostino di Canterbury, inviato ad evangelizzare la Britannia da Papa Gregorio Magno.

Si noti, di passaggio, la disposizione degli altari in questa collegiata anglicana, sia l'altar maggiore:

sia questo qui sotto, nella cappella che racchiude le spoglie del santo Re Edoardo il confessore:

Nonostante tutti i piviali e i cerimoniali, ricordo però che noi cattolici non consideriamo validamente ordinati nè i preti nè i vescovi anglicani, per difetto di intenzione nel fare ciò che fa la Chiesa (nell'ordinare un sacerdote, appunto). Per questo non mi è piaciuta (come detto in anticipo, qui) la benedizione finale congiunta, data dal Papa con il Dott. Williams, primate di Canterbury:

Festa delle Stimmate di San Francesco (2010). Canti e preghiere

Un riepilogo dei post degli anni scorsi a proposito di questa festa tipicamente francescana, che celebra l'impressione delle sacrosante Stimmate nel corpo del Serafico Padre San Francesco:

L'inno delle Stimmate, il famoso Crucis Christi.

Inno dei II vespri per le feste di san Francesco

L'antifona Salve Sancte Pater

L'antifona Caelorum candor  in onore delle Stimmate del Santo di Assisi

Vi aggiungo oggi, in parallelo, le collette della festa delle Stimmate, nella versione classica e in quella riformata del nuovo messale Romano-Serafico:

Domine Jesu Christe, qui frigescente mundo, ad inflammandum corda nostra tui amoris igne, in carne beatissimi Patris nostri Francisci Passionis tuae sacra Stigmata renovasti; concede propitius, ut eius meritis et precibus Crucem jugiter feramus, et dignos fructus poenitentiae faciamus. Qui vivis et regnas in saecula saeculorum.  Amen.

Signore Gesù Cristo, che quando il mondo si stava raggelando, per infiammare i nostri cuori del tuo amore, hai rinnovato le sacre Stimmate della tua Passione nella carne del Beatissimo Padre nostro Francesco, concedici propizio, per i suoi meriti e le sue preghiere, di portare sempre la Croce e di fare frutti degni di penitenza. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
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Deus, qui ad inflammandum corda nostra tui amoris igne, passionis Filii tui signa in carne beati Patris nostri Francisci mirifice renovasti; concede, ipso intercedente, ut morti eiusdem Filii tui configurati, simul et resurrectionis participes efficiamur. Per Dominum...

O Dio, che per infiammare i nostri cuori del tuo amore, hai rinnovato in modo mirabile i segni della passione del tuo Figlio nella carne del Beato Padre nostro Francesco, concedici, per sua intercessione, di essere configurati alla morte dello stesso tuo Figlio, per essere insieme partecipi della risurrezione. Per il nostro Signore....

Interessante il confronto tra queste due collette, che ho cercato di tradurre in modo letterale.
Salta agli occhi che la prima versione era diretta al Figlio, mentre la nuova - secondo i canoni - è diretta al Padre. Però, nel cambiare la destinazione della Persona Divina a cui è rivolta la preghiera, gli estensori non hanno cambiato alcune parti della formula. Perciò, l'amore che infiamma i cuori prima era di Cristo, adesso è l'amore del Padre. Mentre, ovviamente, le stimmate (ora solo segni) sono sempre quelle del Figlio. E' caduta l'espressione pittoresca: frigescente mundo (al tempo di Francesco, il mondo si stava raffreddando di devozione, il cuore della società stava diventando gelido, tutto preso dal denaro e dal potere...come adesso?) espressione tanto cara alla devozione francescana (e che risaltava nel contrasto sensibile tra freddo del cuore raggelato del mondo e caldo del fuoco dell'amore).
Ma, cosa più evidente, è cambiata la richiesta dopo la parte anamnetica della colletta.
Prima si chiedeva, con parole tipicamente francescane, di poter imitare Cristo nel portare la croce e produrre frutti di penitenza: Croce (riferimento visivo alle stimmate e alla configurazione a Cristo di san Francesco e di ogni cristiano) e Penitenza (non dimentichiamo che Francesco volle fondare il gruppo dei "penitenti di Assisi", il carattere penitenziale è tipico delle origini francescane): due parole chiavi del pensiero francescano.
Adesso l'immagine, così evangelica e francescana, del "portare la croce" è scomparsa (cf. Ammonizioni, V: "In questo possiamo gloriarci, ... nel portare sulle spalle ogni giorno la santa croce del Signore nostro Gesù Cristo [cf. Lc. 14,27]") , lasciando spazio all'espressione sostitutiva teologico-liturgica "configurati alla morte" (che non è, direttamente, una metafora visiva, nè così come tale, un'espressione biblica sebbene richiami Rm 6,5).
Ma soprattutto è sparito il riferimento, altrettanto evangelico (Lc 3,8) e francescano, ai "frutti degni di penitenza". Scrive il francescanista Cesare Vaiani, a proposito della Lettera ai fedeli scritta dal Serafico Padre:
Francesco esorta a «far frutti degni di penitenza» , a «perseverare nella vera fede e nella penitenza, perché nessuno può salvarsi in altro modo» e pone proprio in questo atteggiamento un chiaro criterio di riferimento per tutti i cristiani, dividendo la lettera che indirizza a tutti i fedeli in due parti, intitolate proprio "Di coloro che fanno penitenza" e "Di coloro che non fanno penitenza".
Nella nuova colletta si chiede direttamente la risurrezione, il fine, senza menzionare i mezzi (penitenza): e dire che il Padre Serafico avesse ammonito "coloro che non vogliono fare penitenza" che non possono altrimenti salvarsi (= giungere alla risurrezione insieme a Cristo).
La critica alla nuova colletta, dunque, è di dissimulare e appiattire ciò che prima invece era messo in chiaro e comprensibilissimo a chi, come i membri dei tre Ordini, usava l'antica colletta e aveva ben in mente il linguaggio tipico del fondatore e la propria scelta di vita.

giovedì 16 settembre 2010

Omelia del Papa a Glasgow, tutta centrata su Fede e cultura: la Fede deve trasformare e plasmare la cultura

La predica del Papa, è stata un messaggio - come al solito - accuratamente cesellato. Ruota tutta attorno al rapporto Fede e Cultura. L'occasione è stata la festa di san Ninian, evangelizzatore della Scozia, mandato dal Papa di Roma. Ecco il mio personale commento:
Benedetto XVI ha parlato con chiarezza di "evangelizzazione della cultura", una parola chiave nella teologia fondamentale e pastorale di lingua inglese, che si contrappone in senso complementare alla più divulgata locuzione: "inculturazione della fede". Il Papa, finalmente, punta tutto sull'evangelizzazione della cultura (da non intendersi come arte, scienza o cultura elitaria, ma cultura vissuta, modelli di vita e valori quotidiani). I suoi messaggi alle singole categorie di persone (vescovi, preti e religiosi, laici, giovani...) hanno messo poi in chiaro il valore contro-culturale della fede cristiana, che non si lascia vincere dal relativismo (spesso ahimè contrabbandato come inculturazione della fede o aggiornamento). Ha detto il Papa: "L'evangelizzazione della cultura è quanto mai importante nella nostra epoca, in cui la "dittatura del relativismo" minaccia di oscurare l'immutabile verità sulla natura dell'uomo, sul suo destino, sul suo bene ultimo."
E' una chiamata alla nuova evangelizzazione che non ha paura di contestare i disvalori proposti dal mondo e dalla società, e cerca attivamente di cambiarli e trasformarli, senza lasciarsi ingannare dal fiume uniformante della cultura dominante che tutto trascina e tutto pretende di inculturare (o meglio permeare), anche la fede:
"San Ninian, il primo evangelizzatore, non ha avuto paura di essere una voce solitaria (diremmo in italiano: fuori dal coro) sulle orme degli Apostoli prima di lui". Un richiamo alla dimensione pubblica e vissuta della fede, proprio in un paese, la Gran Bretagna, che vuole la privatizzazione totale dei credi e delle religioni, soprattutto della fede cristiana. 

PS. Vedo ora che Fr. Z punta sulle stesse parole centrali, riportando tutto il testo dell'omelia con le sue note.

20:08 .PPS: La traduzione ufficiale del testo dell'omelia papale.

La BBC impazzisce per il papa: i giornalisti inviati al Bellahouston Park contagiati dall'atmosfera cattolica

La cosa più impressionante che si nota, seguendo la diretta su BBC della visita del Papa, che si appresta a celebrare la Messa a Glasgow, è come sia cambiato l'umore dei giornalisti che sono "sul campo" a seguire "live" la visita del Papa. Sono tutti presi dai commenti gioiosi e dall'entusiasmo della folla. Parlano di "grande partenza", "tremendo successo" ecc. ecc... Si stupiscono del fatto che ci siano persone anziane (la più vecchiotta ha 106 anni), giovani e perfino bambini (il più piccolo tre mesi) tutti insieme: è una cosa che non riescono a spiegare (perchè di solito i megaraduni sono per i giovani). Spiegano addirittura in modo giusto ed contenti che il latino usato dal Papa nella Messa sarà un segno di unità universale dei cattolici, che non è solo una chiesa nazionale (come dimostrano le persone di ogni razza e nazione poco fa intervistate dalla stessa BBC).
Speriamo che questa prospettiva "dal campo" abbia il sopravvento nei commenti di questi giorni, invece delle ideologie prefabbricate che non hanno alcun riferimento o contatto con la realtà dei fedeli e dell'accoglienza calorosissima riservata al Papa tedesco in Gran Bretagna.

Visita papale in UK: diretta sul sito thepapalvisit

Per chi volesse durante questi giorni dare un'occhiatina alla visita del Papa in Gran Bretagna, è possibile collegarsi al sito http://www.thepapalvisit.org.uk che trasmette in diretta ogni momento, 24/7, in webcast a questa pagina SENZA COMMENTATORE:
http://www.thepapalvisit.org.uk/webcast

Invece potete seguire anche su BBC News con commento continuo (a volte eccessivo)
http://www.bbc.co.uk/news/uk-politics-11313672


Il papa sta ora andando in macchina a Edinburgo, la Guardia degli ARCERI REALI [!] si sta preparando a ricevere il papa al Palazzo di Holyrood, residenza della Regina degli Scozzesi.
Il Papa incontrerà qui a Edinburgo la Regina Elisabetta. Come ricorda il libretto di preparazione alla visita, qui in Scozia la Regina NON è il "capo della Chiesa di Stato". Infatti la Church of Scotland non è in comunione con la Chiesa Anglicana inglese. E' infatti di stampo calvinista e viene chiamata "chiesa presbiteriana". La Regina non appartiene a questa Chiesa e non ha gli stessi compiti che invece ha verso la Chiesa d'Inghilterra.

PS: la Regina è in abito e cappello bianco-ghiaccio. Quando lei va dal Papa, essendo regina protestante, deve vestirsi - secondo il protocollo - tutta in nero (solo le regine cattoliche possono presentarsi al Papa vestite di bianco). Qui a casa sua, evidentemente, vuole la rivincita di un colore simile a quello di Sua Santitià.

mercoledì 15 settembre 2010

Il duplice parto, gioioso e doloroso, della Vergine Maria secondo il pensiero di Sant'Antonio di Padova

Un duplice parto: il primo nella gioia, il secondo nel dolore. Così commenta sant'Antonio, echeggiando evidentemente san Bernardo, il brano della predizione del vecchio Simeone a proposito dei dolori che la Vergine Maria avrebbe provato:

«E anche a te una spada trafiggerà l'anima» (Lc 2,35). Il dolore che la beata Vergine Maria soffrì nella passione del suo Figlio fu come una spada che trapassò la sua anima. È quanto dice Isaia: «Prima di avere i dolori ha partorito» (Is 66,7). Il parto della beata Vergine Maria fu duplice: uno nella carne e l'altro nello spirito. Il parto della carne fu verginale e ricolmo di ogni gioia, perché la beata Vergine partorì senza dolore il «gaudio degli angeli». E quindi dice insieme con Sara: «Il Signore mi ha dato il sorriso, e chiunque lo saprà, sorriderà con me» (Gn 21,6).
Con la beata Maria dobbiamo sorridere e godere della nascita del Figlio suo; ma dobbiamo partecipare anche al suo dolore: nella passione del Figlio la sua anima fu trapassata da una spada, e quello fu il secondo parto, doloroso e ricolmo di ogni amarezza. E questo non deve far meraviglia, perché quel Figlio di Dio che lei, per opera dello Spirito Santo, vergine aveva concepito e vergine aveva dato alla luce, lo vedeva appeso alla croce con i chiodi, sospeso tra due ladroni. C'è forse da meravigliarsi, se una spada le trapassò l'anima? «Considerate e vedete se c'è un dolore simile al suo dolore!» (Lam 1,12). Prima dunque di partorirlo nella passione, lo partorì nel giorno della natività (prima di partorirlo nel dolore, lo partorì nella gioia).
(Sermoni, I domenica dopo Natale, § 14)


Newman: non ancora beato, e fa già il miracolo per la sua canonizzazione.

Vi traduco questo emozionante articolo che rivela l'esistenza di un presunto strepitoso miracolo che porterebbe il non-ancora Beato Newman, in brevissimo tempo, al titolo di Santo. L'originale lo trovate qui sul sito del CNS:

Gli officiali della Congregazione delle cause dei santi pronti a investigare su un secondo miracolo attribuito a J. H. Newman

Di Simon Caldwell per il Catholic News Service

LONDRA (CNS) - Officiali della Chiesa Cattolica stanno aprendo un'istruttoria sulle dichiarazioni a proposito di un bambino diagnosticato come feto gravemente malformato e nato invece in condizioni assolutamente normali dopo che la madre del bambino ha pregato il Cardinale John Henry Newman per ricevere un miracolo.

Andrea Ambrosi, l'avvocato incaricato dal Vaticano per la causa di canonizzazione del Cardinal Newman, ha rivelato in un programma della BBC, che andrà in onda 18 settembre, la sua speranza che questa guarigione inspiegabile possa essere il miracolo necessario per canonizzare il Cardinal Newman come prossimo santo della Gran Bretagna.

Papa Benedetto XVI proclamerà beato il Cardinale Newman in una grande celebrazione all'aperto presso il Cofton Park di Birmingham, il 19 Settembre, ultimo giorno della sua visita di quattro giorni a Inghilterra e Scozia. Tuttavia, è necessario un secondo miracolo per ascrivere il nome del cardinale del XIX secolo tra i santi.

"Sto per partire per Città del Messico, proprio perché questo potrebbe essere il miracolo per la sua canonizzazione ", ha detto Ambrosi nel documentario intitolato "Newman: santo o peccatore?" - Estratti del quale sono già stati divulgati dalla BBC il 9 settembre.

"Siamo in una fase preliminare", ha aggiunto. "Non posso dire nulla ancora, ma questo mostra come cardinale risponda alle preghiere ".

L'ex Ministro del governo britannico Ann Widdecombe - che, come il cardinal Newman, era anglicana prima di diventare cattolica - presenterà il programma televisivo. Ha detto al Catholic News Service il 13 settembre che la presunta guarigione è avvenuta dopo ecografie prenatali che rivelavano come il nascituro fosse "gravemente malformato".

I medici, ha detto, erano convinti di non poter fare nulla per aiutare il feto, ma la madre, cattolica praticante, ha insistito per portare a termine la gravidanza.

"Il bambino è nato perfetto in seguito alla preghiera della madre rivolta a Newman, e gli scienziati non sanno dare una spiegazione dell'avvenuto", ha dichiarato Widdecombe.

Padre Richard Duffield, rettore dell'Oratorio di Birmingham, ha confermato in una e-mail a CNS che "un tribunale inquirente su un ulteriore miracolo... sta per essere aperto nell'arcidiocesi di Città del Messico".

"Il miracolo riferito ha avuto luogo dopo l'annuncio formale della beatificazione di Newman (luglio 2009)," ha detto Duffield. "Ciò significa che, se risulta essere vero, sarebbe preso in considerazione come il secondo miracolo necessario per la canonizzazione di Newman. Si prevede che le dichiarazioni dei testimoni sia da parte di chi è coinvolto in prima persona sia dei medici, saranno pronte per essere inviate a Roma nei primi mesi del 2011.

"Il processo di indagine deve essere molto approfondito, e bisogna essere cauti", ha detto. "Ma è sempre emozionante sentire i racconti dell'intercessione di Newman e dell'evidente devozione che c'è nei suoi confronti lui in tutto il mondo".

Il Diacono statunitense Jack Sullivan di Marshfield, Massachusetts, la cui guarigione da una condizione spinale paralizzante nell'agosto del 2001 è stata il miracolo che ha permesso la beatificazione del Cardinale Newman, proclamerà il Vangelo durante la Messa di beatificazione.

Papa Benedetto XVI ha fatto un'eccezione alle proprie regole nel presiedere la liturgia invece di inviare un delegato del Vaticano per lo svolgimento della cerimonia.

Il Cardinal Newman era un teologo anglicano che divenne cattolico, dopo aver fondando il Movimento di Oxford per cercare di restituire la Chiesa d'Inghilterra alle sue radici cattoliche.
reliquiario del Beato John Henry Newman

Celebrazioni papali in Scozia e Inghilterra: il messalino per seguirle è online

Vi segnalo il link del messalino che l'Ufficio delle celebrazioni del Sommo Pontefice ha preparato per l'imminente visita del Papa in Gran Bretagna. Eccolo qui, in formato PDF.


In generale mi pare che questo libretto sia ben fatto, come al solito. Con tanto di musica gregoriana e canti del celebrante (magari invoglia anche i vescovi e i preti a cantare come fa il Papa...). Solo due particolari sarebbero da correggere:
a) Un'errore di stampa grosso come una casa a pagina 50, durante l'incontro a Lambeth Palace con il primate inglese Dott. Rowan Williams, proprio nel testo del Padre Nostro (in inglese), due mezze righe sono diventate una sola. Perciò si finisce per dire: dacci oggi i nostri peccati, come noi li rimettiamo...(Give us this day our trespasses...) Grammaticalmente sensato, probabilmente per questo il correttore di Word non ha segnalato l'orrore al distratto estensore. Susciterà un po' di ilarità tra i presenti distraendoli dalla preghiera.
b) Il secondo particolare che non mi piace per niente è invece a pag. 64, al termine di una simil-Evensong (vespro anglicano) come incontro di preghiera ecumenica. Alla fine di questo vespro, quasi a tradimento, si fa dare al Papa insieme al Dott. Williams la benedizione. Il testo della benedizione è tipicamente anglicano. La chiesa ospitante è anglicana, il rito celebrato è anglicano, il presidente del rito pure. Ora, non si capisce perchè, a parte un breve discorso che il Papa potrà tenere e qualche preghiera di devozione che pronuncerà al sacello di Sant'Edoardo il confessore, Sua Santità debba essere coinvolto a dare la benedizione liturgica con chi egli, ufficialmente, non riconosce neppure come sacerdote validamente ordinato. Anzi, con un vero e proprio - scusate il termine - pastore eretico (ha usato già questo termine forte in relazione alla deriva anglicana, facendo capire il perchè, sua eccellenza il Metropolita Hilarion di Volokolamsk, in un potente discorso, tenuto il 9 settembre proprio al palazzo arcivescovile anglicano di Londra. Da leggere!) .
Il Dott. Williams sostiene l'ordinazione episcopale delle donne (non parliamo di quella presbiterale), non si è opposto al matrimonio gay, e - come capo della Comunione Anglicana - non ha agito con sufficiente forza per frenare le ordinazioni episcopaliane-omosessuali in America. E adesso, come niente fosse, questo capo di una comunità ecclesiale liberal e sacramentalmente allo sbando, dà insieme al Papa di Roma la benedizione episcopale? Mi pare alquanto fuori luogo. Poi già non posso vedere più preti dare "insieme" la benedizione (anche questa si "concelebra"?) figuriamoci il Papa con qualcun altro. Se si voleva fare un gesto di gentilezza si sarebbe potuto invitare il Papa a benedire tutti i presenti (come è suo diritto anche quando assiste alla celebrazione presieduta da altri), oppure il Primate anglicano, in casa sua, poteva ben concludere alla sua maniera solita la preghiera da lui presieduta.
Pazienza. Però sono gesti che fanno discutere e fanno girare nella tomba il buon Leone XIII (che è appena stato festeggiato in pompa magna), autore della tanto sofferta lettera Apostolicae Curae (e ora si vede quanto fosse lungimirante).
L"arcivescovo" di Canterbury si rallegra con la Reverenda Joyce Bennett (prima donna anglicana ordinata), in occasione del di lei 35° di "ministero".
Il medesimo "arcivescovo", in visita a Roma, mentre scuote le mani di Sua Santità

martedì 14 settembre 2010

Come minare la strada prima che il Papa atterri in Gran Bretagna. L'importante è lanciare accuse e diffamazioni, qualcosa resterà.

Ho visto, penso uno dei pochi coraggiosi, il presunto documentario intitolato The trouble with the pope, [da tradurre: il MIO problema con il Papa] di P. Tatchell, andato in onda ieri sera su Channel 4. Chiariamo subito che è tutto tranne un documentario. Un filmato che non cerca di preparare gli spettatori a comprendere meglio la prima visita di Stato di un Papa alla Gran Bretagna, con un minimo di obiettività, ma piuttosto tenta di minare accuratamente la strada, riutilizzando ogni argomento possibile (e già visto) contro il papa tedesco, bersaglio unico e causa di quasi tutti i mali di questo mondo, secondo l’aperto autore di questo spettacolo televisivo.
Secondo Peter Tatchell, che si considera «impegnato per i valori della democrazia e dei diritti umani e giustizia sociale», l’insegnamento morale di Papa Benedetto mette in pericolo questi stessi valori. Per questo si sente in dovere di portare un attacco continuo ai «dogmi indiscutibili» che il Papa di Roma «impone» ai cattolici, rovinando le loro vite. Il tutto viene condito con interviste e storie personali, come un sapiente gioco di propaganda sa fare. Non chiamiamolo, dunque, documentario. E’ piuttosto un panflet, una visione personale e acida, ma non certo un reportage in stile britannico, dove i fatti sono rigidamente separati dalle opinioni.
«Ho visto famiglie condannate alla povertà, perché il Papa dice che il controllo delle nascite è un peccato». «Io credo che questo Papa stia causando un vero danno» – afferma Tatchell – e subito dopo parla di un caso di abuso da parte di un prete accaduto 50 anni fa: ma la colpa è sempre del Papa!
E anche quando Benedetto XVI chiede perdono pubblicamente, durante l’incontro con il clero per la chiusura dell’anno sacerdotale, questo non basta: «Non è veramente preoccupato per i bambini». E poi arrivano bordate (sparate?) gratuite del tipo: «E’ più interessato alla copertura che alla giustizia, non è una sorpresa che la gente critichi il Papa. Questa [quella della pedofilia] è la crisi più grande dai tempi della Riforma e Benedetto rifiuta di ammetterlo».
Attacchi continui, come in un tribunale in cui l’imputato non ha nessuna possibilità di difendersi, solo l’accusa ha diritto di parola.
Avanti tutta con le leggende: il teologo così liberale Joseph Ratzinger, uno dei fautori della riforma della Chiesa al cuore del Concilio Vaticano II, come mai si è trasformato in un “arciconservatore”? Meno male che Kung – appositamente intervistato – ce lo spiega!Poi giù botte al Papa per la «più vergognosa delle sue decisioni», quella di voler riconciliare con la Chiesa un famoso negatore dell’Olocausto: il vescovo Richard Williamson (che lo si ricorda di passaggio ma è Inglese, mica tedesco) adesso sarebbe – secondo l’autore - un «membro della Chiesa cattolica approvato dal Papa. «Una decisione profondamente immorale» nonostante il Vaticano continui ad affermare che la riabilitazione non c’entra niente (come ahimè tutti dovrebbero sapere) con le posizioni negazioniste di Williamson. Triti e ritriti argomenti, ma sapientemente e diabolicamente conditi dall’autore del filmato con interviste emotivamente cariche e che attirano compassione o immedesimazione. Infine una canonizzazione di un prete liberale nelle filippine che celebra in  maniera creativa, non tiene conto dei diktat del «Rotweiler di Dio», e rigetta la sua politica sull’impedire la contraccezione. Una versione del cattolicesimo che piace a Tatchell.
Non parliamo poi della parte sugli embrioni e il loro uso per la sperimentazione e ricerca di medicinali: il «Vaticano» continuerebbe ostinatamente a considerare gli embrioni come esseri umani (ma si tace accuratamente sul fatto che molte chiese ortodosse, e pure tutti i musulmani e tanti altri hanno la stessa, medievale e offensiva credenza di questo «papa dogmatico». E si tace pure sulle cellule staminali adulte). Intelligente e diabolica strategia mediatica, poverissimo servizio di informazione; strategia condita di narrazione di esperienze, selezione accurata di casi umani e generazione di conflitto. Comprese le voci di omosessualità su Newman e il suo antagonismo contro la Chiesa Cattolica (non si capisce perché ci sarebbe entrato, se era così dissenziente con essa…). Ma il Papa «sta reinventando» Newman, per servirsene! Ultimo colpo di scena di uno spettacolo che usa tutti gli ingredienti a disposizione per attirare il pubblico, presentandogli una immagine distorta del Papa (intollerante, inaccettabile e che non si dovrebbe neanche accogliere in Gran Bretagna) e tutto a pochi giorni dal suo arrivo tra i destinatari di questo cosiddetto “documentario”.


© Cantuale Antonianum, 2010

Antifone moderne su testi antichi: l'esempio musicale di Taizè

Il successo enorme e internazionale dei canti proposti dalla comunità monastica di Taizé è dovuto semplicemente al fatto di essere in continuità con la tradizione musicale dell'occidente cristiano: 1) testi dalla Bibbia, spesso secondo la lettura delle antifone tramandate per l'ufficio divino. 2) Musica semplice, ma che non rinuncia alla polifonia, spesso in forma di canone. 3) Conservare la lingua universale perchè i canti possano unire i fedeli di ogni nazionalità, ma non disdegnare - dove possibile - l'offerta di testi alternativi nelle varie lingue.

Ascoltiamo oggi un tris di antifone nello stile tipico di Taizé adatte allo spirito di questa giornata festiva, l'Esaltazione della Santa Croce. Uno dei momenti centrali della preghiera proposta ai giovani dalla comunità di Taizé è proprio l'adorazione della Croce, per questo hanno sviluppato parecchi canti per accompagnare questo gesto cultuale:

Per Crucem tuam adoramus te, Domine. (canto polacco nello stile di Taizé)


Crucem tuam adoramus Domine, resurrectionem tuam laudamus Domine. Laudamus et glorificamus: resurrectionem tuam laudamus Domine. (un classico)


Per crucem et passionem tuam, Libera nos Domine. Per sanctam resurrectionem tuam, Libera nos Domine. (altro classico, con testo preso dalle litanie)


lunedì 13 settembre 2010

Terzo anniversario di "Summorum Pontificum": la messa letta, come si celebra?

In occasione del terzo anniversario della entrata in vigore di "Summorum Pontificum", nella festa dell'Esaltazione della Santa Croce del 2007, segnalo a chi non ha mai assistito alla messa in "forma straordinaria", la presenza su YouTube di una serie di video che divulgano il contenuto del DVD didattico preparato dalla stessa Pontificia Commissione Ecclesia Dei, incaricata dal Papa per vigilare su e promuovere l'applicazione del Motu Proprio:
Si tratta della celebrazione completa della santa messa "letta" (cioè non solenne - ovvero senza ministri - nè cantata dal celebrante), non è quindi la celebrazione più "tipica" e rappresentativa del rito romano antico, ma di sicuro la più diffusa, soprattutto come messa quotidiana dei sacerdoti.
Il formulario usato è proprio quello della festa del 14 settembre, che trovate qui.

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