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giovedì 31 marzo 2011

Eccezionale documento: il video dell'ordinazione sacerdotale di padre Joseph Ratzinger

Quest'anno, il 29 giugno, Papa Benedetto XVI festeggerà il 60° anniversario della sua ordinazione sacerdotale. In anticipo sulla data è uscito e circola in internet in questi giorni un video, piuttosto lungo e di ottima qualità, che mostra il filmato originale della celebrazione svoltasi il giorno dei Santi Pietro e Paolo del 1951 nella cattedrale di Freising. Il cardinale arcivescovo di allora, Michael von Faulhaber, ordina una quarantina di ministri sacri, tra cui i giovani fratelli Joseph e George Ratzinger. Un grazie al Blog Te igitur che segnala questo video di GloriaTv.


Godetevi questa chicca, e pregate per le vocazioni al sacerdozio. Ce n'è sempre tanto bisogno.

Se vi interessa anche qualche immagine della Prima Messa (8 luglio 1951) celebrata dal futuro Papa Nostro Benedetto, potete guardare le foto a suo tempo offerte da NLM in questo post. Notate l'altare "sobriamente" adornato....!!!


La più recente consacrazione episcopale di Mons. Ratzinger come arcivescovo di Monaco e Frisinga, 24 maggio 1977, la troviamo anch'essa su YouTube, e nel vederla ci rendiamo conto di quanto, nel frattempo, siano cambiati il mondo e la Chiesa.

mercoledì 30 marzo 2011

Il santo della scala: Giovanni Climaco


Oggi, 30 marzo, le chiese cattoliche e ortodosse ricordano insieme San Giovanni Climaco (Ιωάννης της Κλίμακος).
Il suo soprannome è venuto dall'opera che l'ha reso celebre, uno dei capolavori dell'ascetica monastica: "La scala del Paradiso" (Κλίμαξ). San Giovanni Climaco, contemporaneo di Maometto, propone i trenta gradini che portano dalla terra fino al cielo, arrampicandosi sulla scala posta e sorretta da Cristo stesso, che per primo l'ha percorsa. Le icone che "fotografano" la scala giovannea mostrano la lotta spirituale: i monaci ascendono pericolosamente, senza reti di protezione, esortati dai santi, aiutati dagli angeli, ma insidiati dai demoni, che cercano di farli cadere per attirarli nel profondo dell'inferno. La visione "agonistica" della vita spirituale è qualcosa da recuperare nel nostro tempo, dove ormai domina uno psicologismo che rischia di rinchiudere in se stessi e nei propri limiti, problemi, inconsistenze, fermando all'analisi e spesso deresponsabilizzando ("sono fatto così!...).
Sul valore del testo di San Giovanni "della scala" i cristiani d'Oriente e Occidente sono sempre stati d'accordo, diffondendo enormemente questo libro, attraverso traduzioni in tutte le lingue antiche della cristianità. Nella tradizione Bizantina, la quarta domenica di Quaresima è dedicata alla commemorazione del Climaco, visto come un incoraggiante maestro sulla via dei propositi quaresimali e dei sacrifici connessi con la purificazione prepasquale per tutti i fedeli.
Vi propongo i link all'opera completa di Giovanni Climaco, secondo la traduzione italiana del 1874 del sacerdote Antonio Ceruti (1830-1918), archivista e viceprefetto della Biblioteca Ambrosiana di Milano. Potete così vedere, gradino per gradino, tutto il percorso ascensionale dell'anima proposto dal grande padre degli asceti. La lingua usata è alquanto ottocentesca, ma comunque ben comprensibile anche oggi.

INDICE della "Scala del Paradiso" di san Giovanni Climaco


L'inno Apolytikion* in greco per la memoria di san Giovanni Climaco
(* canto tipico di una memoria o festa, corrispondente alla colletta occidentale per il fatto che sintetizza il mistero o la vita del santo celebrato.)


Ἀπολυτίκιον
Ἦχος γ’. Θείας πίστεως.
Θεῖον κλίμακα, ὑποστηρίξας, τὴν τῶν λόγων σου, μέθοδον πάσι, Μοναστῶν ὑφηγητὴς ἀναδέδειξαι, ἐκ πρακτικῆς Ἰωάννη καθάρσεως, πρὸς θεωρίας ἀνάγων τὴν ἔλαμψιν. Πάτερ Ὅσιε, Χριστὸν τὸν Θεὸν ἱκέτευε, δωρήσασθαι ἠμὶν τὸ μέγα ἔλεος

Apolytikion 
Dopo aver elevato una scala sacra per mezzo delle tue parole, sei stato rivelato a tutti come un maestro di monaci; e tu ci porti, o Giovanni, dalla purificazione che viene attraverso la disciplina verso la luce della visione divina. Padre giusto, ti supplico, fa che Cristo Dio ci conceda grande misericordia.

martedì 29 marzo 2011

Libri così non se ne scrivono più: "L'utile spavento del peccatore", anno 1649

Un libro di tempi andati, eppure, a solo scorrere il lungo indice delle otto parti in cui è diviso, si può ben vedere quante attualissime domande pastorali già si agitavano nel XVII secolo.
"L'utile spavento del peccatore, ovvero la penitenza sollecita", opera del sacerdote Gianfrancesco Maia Materdona, è reperibile completamente online, scannerizzato da Google Books.
Il linguaggio è certo quello infiorato e barocco dell'epoca, alcune espressioni e ridondanze non possono non far sorridere, ma le argomentazioni, anche a spulciar solo qualcosa, danno da riflettere, soprattutto nella seconda parte (dove si dissuade il "peccatore habituato" dal confidare troppo, senza corrispondervi, alle frasi di misericordia e perdono che si trovano sparse nei libri biblici - anche oggi spesso agitate come amuleti, da chi non vuol convertirsi punto...) e nella sesta parte, che insegna come confessarsi e come fare poi la penitenza. Molto concreto e piano: dice pane al pane  e... peccato al peccato, proprio per far venire un "utile spavento" al peccatore abitudinario, spingendolo a non rimandare la conversione.
Un'ottima lettura per la Quaresima, soprattutto per i sacerdoti - magari mentre aspettano nel confessionale che qualche anima penitente ricerchi l'assoluzione divina e un buon consiglio.
Ecco qui sotto l'intera opera, che potete scaricare anche da questo link.

lunedì 28 marzo 2011

Patriarca a quarant'anni: insediato ieri il nuovo Arcivescovo Maggiore dei Greco-cattolici ucraini

L'elezione di Sviatoslav Schevchuk ad Arcivescovo Maggiore della Chiesa Greco-Cattolica dell'Ucraina è stata confermata da Papa Benedetto XVI il 25 marzo, e ieri, domenica 27, il nuovo capo della più popolosa Chiesa orientale unita a Roma (oltre 5 milioni di fedeli) si è insediato nella sua cattedrale di Kyev.
Il Santo Sinodo ha scelto il più giovane dei suoi membri (il terzo più giovane di tutti i vescovi dell'orbe cattolico!), l'appena 40enne Sviatoslav Schevchuk, da nemmeno due anni ausiliare in Argentina, per gli ucraini in diaspora (più di 300 mila i greco-cattolici). Succede al cardinal Lubomyr Usar, ottuagenario leone che ha guidato la sua Chiesa, dopo le catacombe del regime comunista, fino alla fioritura attuale.
Sua novella Beatitudine Sviatoslav Schevchuk è nato il 5 maggio 1970 a Styj nella regione di Lviv. Ordinato sacerdote il 26 giugno 1994 è poi venuto in Italia, e ha conseguito la laurea in Teologia Morale presso la Pontificia Università di San Tommaso d’Aquino a Roma (1999). Ha ricoperto vari incarichi, tra cui: Prefetto del Seminario "dello Spirito Santo" di Lviv (1999-2000); Vice-Decano della Facoltà di teologia dell’Accademia di Teologia di Lviv (2001); Vice-Rettore del Seminario "dello Spirito Santo" a Lviv (2000-2007) e in seguito Rettore del medesimo Seminario (2007). Poi il 14 gennaio 2009 il Santo Padre lo ha nominato Vescovo titolare di Castra di Galba e Ausiliare dell’Eparchia di Santa Maria del Patrocinio in Buenos Aires (Argentina). Se il Papa decidesse, al prossimo Concistoro, di farlo cardinale - come quasi sempre avviene con il capo dei greco-cattolici ucraini - Schevchuk risulterebbe il più giovane cardinale dei tempi moderni, una quindicina d'anni più piccolo del più giovane attuale membro del senato papale!
Parla diverse lingue: spagnolo, inglese, polacco; legge e capisce anche lo slavonico, il  greco, e l'italiano.
Con grande umiltà e senso della continuità ha affermato, nelle sue prime interviste, che la cosa più importante per lui non è la pianificazione del futuro, ma consolidare ciò che è già stato realizzato dai sui predecessori: Slipyj, Lubachivsky e Husar, continuando ad essere un buon sacerdote, aperto alle persone che hanno sempre bisogno di essere condotte alla salvezza. (qui la fonte). La strategia unica è: santità e unità per il popolo di Dio, con l'occhio sempre rivolto alla Croce e alla Risurrezione del Signore.
Si è detto anche desideroso di continuare le aperture già promosse prima del suo avvento, in particolare quella che vede la Chiesa impegnata con il mondo della comunicazione di massa.

Anche se, formalmente, l'Arcivescovo Maggiore ucraino non ha il titolo di Patriarca, è già così che lo chiamano anche i telegiornali ucraini che, in questi giorni, stanno seguendo la notizia della sua nomina e della sua intronizzazione:


Il video della televisione ucraina mostra l'intronizzazione del nuovo capo della Chiesa Greco-Cattolica, la sua vestizione con i simboli del ministero suo proprio e il primo discorso. La traduzione in inglese è disponibile a questo link.
Curiosità per distinguere la gerarchia ucraina: l'omophorion di cui viene rivestito l'Arcivescovo Maggiore porta cinque barre orizzontali, che contraddistinguono il capo della Chiesa sui iuris (tre per un vescovo, quattro per un metropolita).

sabato 26 marzo 2011

Dominica III in Quadragesima: canti e celebrazione EF in HD

Grazie a Piscator TV, ecco l'intera celebrazione della messa cantata secondo la forma straordinaria, ripresa nella cappella dell'Istituto san Filippo Neri a Berlino. Semplice nella sua solennità e tedesco rigore, senza fronzoli, ma essenziale e ben cantata. Si tratta della Messa di domani, III domenica di Quaresima:


Tutti i canti e gli spartiti si possono trovare a questo collegamento

Il Proprio della Messa e le letture (latino e italiano) le trovate qui.

venerdì 25 marzo 2011

25 marzo: è anche la memoria del "buon Ladrone", san Disma.. e di molto altro

Oggi, come ci ricorda il calendario della Chiesa di Roma, oltre alla ricorrenza solenne dell'Annunciazione, si fa anche memoria di San Disma, ovvero del santo Ladrone, che riconoscendo Cristo in croce, si sentì dire: "oggi sarai con me nel Paradiso": Commemoratio sancti latronis, qui, in cruce Christum confessus, ab eo meruit audire: “Hodie mecum eris in paradiso”.

Per capire come mai proprio oggi si ricorda questo santo così legato alla Passione del Signore, bisogna rammentare che per i Padri della Chiesa e per tutti gli autori medievali, il 25 marzo non è solo il giorno dell'annunciazione, ma è anche il giorno preciso della Crocifissione e Morte del Salvatore. La vita umana del Verbo di Dio inizia e termina in questo giorno venticinquesimo del mese di Marzo. Il cerchio perfetto si apre e chiude nello stesso giorno. Ed essendo Gesù morto insieme al buon ladrone, la memoria di quest'ultimo rimane fissata al giorno in cui la tradizione ha collocato il primo Venerdì santo della storia.

Ma il 25 marzo, che anticamente corrispondeva all'equinozio di primavera, segnava anche il capodanno, essendo la data "presunta" della creazione del mondo, e perfino la data, anch'essa presunta ovviamente, della morte di Adamo. Simbolicamente la prima creazione e la nuova creazione (annunciazione) cominciano nello stesso giorno, la morte del primo Adamo che introduce nel mondo il peccato e la morte del secondo Adamo, colui che toglie i peccati del mondo, avvengono pure nello stesso giorno.
Il 25 marzo è lo snodo simbolico del tempo e della storia: alla confluenza tra creazione e redenzione, peccato e perdono.

L'abbinamento fra crocifissione e annunciazione è un tema che si è conservato nell'arte medievale fino al Rinascimento, come ci mostrano gli esempi che pongo sotto, tra gli innumerevoli possibili:

Scuola fiorentina, Crocifissione e annunciazione insieme

Giovanni Angelo d'Antonio, XV sec., Dittico di Annunciazione e Crocifissione.

Cosmè Tura, XV sec. Crocifissione con Annunciazione ai lati.

Jacquerio Giacomo, XV sec. Crocifisso sovrastato dall'Annunciazione.

L'angelus Domini: per ricordare quotidianamente l'Incarnazione del Signore, come nella solennità dell'Annunciazione

In questo giorno di festa solenne ricordiamo la risposta generosa e totale del Verbo di Dio alla vocazione del Padre che desiderava la salvezza del genere umano. Vocazione eterna che si manifesta nella discesa nel tempo, nella condiscendenza del Figlio consustanziale al Padre, che entra nel mondo per salvarlo: vero Dio e vero Uomo. E insieme, mentre celebriamo l'iniziativa, mirabile nell'umiltà, dell'Incarnazione del Signore, festeggiamo anche la vocazione della Vergine Maria, la quale, accogliendo l'annuncio dell'Angelo, ha permesso il compiersi della volontà salvifica nell'opera della Redenzione.
Il video di oggi è, appropriatamente, il canto dell'Angelus Domini in gregoriano, eseguito dalle suore americane della congregazione semi-contemplativa delle Figlie di Maria, madre del Salvatore, una giovane comunità fondata nel 1984. Per sentire altri canti di queste sorelle, potete andare all'apposita pagina nel loro sito web.
A seguire trovate il testo latino (con gli accenti per la corretta pronuncia) e il testo italiano ufficiale della preghiera.





V/. Angelus Dómini nuntiávit Maríæ,
R/. Et concépit de Spíritu Sancto.
Ave María, grátia plena, Dóminus tecum. Benedícta tu in muliéribus, et benedíctus fructus ventris tui, Jesus.
Sancta María, Mater Dei, ora pro nobis peccatóribus, nunc et in hora mortis nostræ. Amen.

V/. "Ecce Ancílla Dómini."
R/. "Fiat mihi secúndum Verbum tuum."
Ave María, grátia plena...

V/. Et Verbum caro factum est.
R/. Et habitávit in nobis.
Ave María, grátia plena...

V/. Ora pro nobis, Sancta Dei Génetrix.
R/. Ut digni efficiámur promissiónibus Christi.

Oremus
Grátiam tuam quǽsumus, Dómine, méntibus nostris infúnde; ut qui, angelo nuntiánte, Christi Filii tui Incarnatiónem cognóvimus, per passiónem eius et crucem, ad resurrectiónis glóriam perducámur.
Per eundem Christum Dóminum nostrum. Amen.

Gloria patri.. (ter); Requiem æternam...

traduzione --------------

V/. L'angelo del Signore portò l'annuncio a Maria,
R/. Ed ella concepì per opera dello Spirito Santo.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

V/. "Ecco sono la serva del Signore."
R/. "Si compia in me la tua parola."
Ave Maria, piena di grazia...

V/. E il verbo si fece carne.
R/. E venne ad abitare in mezzo a noi.
Ave Maria, piena di grazia...

V/. Prega per noi santa Madre di Dio.
R/. Perché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.

Preghiamo.
Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre, tu, che nell'annuncio dell'Angelo, ci hai rivelato l'Incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Al termine dell'Angelus si recita il Gloria per tre volte ed l'Eterno riposo una volta.

Maria arcobaleno di Grazia: la lode di Sant'Antonio alla Vergine annunziata



"Maria fu poi arcobaleno splendente nel concepimento del Figlio di Dio...
Dice l'Ecclesiastico: "Osserva l'arcobaleno e benedici colui che l'ha fatto: è bellissimo nel suo splendore. Avvolge il cielo con un cerchio di gloria" (Eccli 43,12-13). Contempla l'arcobaleno, considera cioè la bellezza, la santità, la dignità della beata Vergine Maria e benedici con il cuore, con la bocca e con le opere il suo Figlio, che così l'ha voluta. È veramente stupenda nello splendore della sua santità, sopra tutte le figlie di Dio. Ella avvolse il cielo, cioè circondò la divinità, con un cerchio di gloria, vale a dire con la sua gloriosa umanità.
Orsù, dunque, nostra Signora, unica speranza! Illumina, ti supplichiamo, la nostra mente con lo splendore della tua grazia, purificala con il candore della tua purezza, riscaldala con il calore della tua presenza. Riconcilia tutti noi con il tuo Figlio, affinché possiamo giungere allo splendore della sua gloria.
Ce lo conceda colui che oggi, all'annuncio dell'angelo, ha voluto prendere da te la sua carne gloriosa e restare chiuso per nove mesi nel tuo grembo. A lui onore e gloria per i secoli eterni. Amen".

(S. Antonio di Padova, Sermone per l'Annunciazione [I], §6)


giovedì 24 marzo 2011

Il gregoriano del XVII secolo: la Missa Regia di Henri du Mont

Henri (anche Henry) du Mont, compositore francese del pieno XVII secolo, oltre a centinaia di mottetti, ha scritto anche 5 messe in canto gregoriano. Qualcosa di abbastanza originale e infrequente nella sua epoca. Sono state composte per la cappella di corte, ma ebbero comunque una notevole diffusione, soprattutto in Francia. La più famosa è quella che vi presento qui sotto, in video e spartito gregoriano completo. Viene eseguita fino ad oggi in varie occasioni, essendo piuttosto semplice ma insieme solenne. Il tema che ricorre nell'incipit dei vari pezzi contribuisce sia all'unità della composizione di questo Ordinario, sia alla facilità di apprendimento da parte dei cantori interessati. Una validissima alternativa all'onnipresente Missa de Angelis per i cori e le cappelle musicali interessate al gregoriano "moderno".

Ecco la playlist con tutti i brani di seguito, (si caricano da soli):


--> Lo spartito con la musica in notazione quadrata (clicca qui) <--

mercoledì 23 marzo 2011

Quaresima bizantina: il Grande Canone di Sant'Andrea di Creta

Una bellissima e partecipata preghiera delle chiese bizantine (sia cattoliche che ortodosse), tipicamente quaresimale, è il Canone di Sant'Andrea di Creta, una serie di odi da recitare alla sera nei primi quattro giorni di Quaresima (e da riprendere nella quinta settimana). Risale al VII-VIII secolo ed è amatissimo dal popolo, che deve intercalare ogni versetto dei tropari con il canto ripetuto dell'invocazione penitenziale: pietà di me o Dio, pietà di me!
Nel video (segnalato da NLM) possiamo vedere e ascoltare la versione slavonica del Canone di Sant'Andrea, officiato dal Patriarca di Mosca Kirill e dal coro della cattedrale di Mosca (da notare il colore nero penitenziale del suo mandias e dei paramenti di diaconi e accoliti).


Il testo completo in Italiano delle quattro Odi e dei tropari che compongono questo canone, profondamente radicato nella sacra Scrittura e nello spirito dei Padri della Chiesa, lo trovate a questo link


Così presenta il Grande Canone e l'autore di esso il sacerdote dell'eparchia cattolica Italo-albanese di Lungro Papas Remo Càlin Mosneag (dal suo blog cattolicogreco.com):

La Chiesa vive la sua dimensione penitenziale in questi giorni di Quaresima quando il popolo di Dio è chiamato ha prepararsi per la Santa Resurrezione di Gesù Cristo nostro Signore.... Un viaggio spirituale nella Quaresima è infatti un viaggio nella liturgia, e le soste del viaggio sono le Ufficiature che santificano, formano e orientano il credente all’incontro con il Cristo Risorto.
All’inizio della Quaresima, troviamo il canone di Sant’Andrea di Creta, il Grande Canone penitenziale che da inizio al buon combattimento dove ognuno può usare della preghiera come di un arma per vincere le tentazioni.
Diviso in quattro parti, viene letto al Grande Apodhipnon – la Grande Compieta, la sera dei primi quattro giorni di Quaresima.
Sant’Andrea di Creta è nato a Damasco in una famiglia cristiana intorno all’anno 660. Egli diventa monaco a Gerusalemme, lavora come segretario del patriarca di Gerusalemme e verso l’anno 685 viene inviato a Costantinopoli come delegato del patriarca di Gerusalemme al sesto Concilio Ecumenico, concilio che ha condannato l’eresia monotelita (una sola volontà nella persona del Signore Gesù Cristo). Dopo il concilio, il monaco Andrea resta a Costantinopoli svolgendo una grande opera filantropica dirigendo un orfanotrofio e una casa per gli anziani. Nell’anno 692 viene eletto vescovo in una delle città della Creta (Gortyna), e si dimostra ad essere un grande vescovo missionario. Costruisce molte chiese, monasteri, sviluppa le opere sociali e filantropiche della sua diocesi, si prende cura dell’educazione dei giovani. Andrea di Creta è stato un grande predicatore, e ha incoraggiato la partecipazione del popolo alla vita liturgica della Chiesa, egli stesso componendo una moltitudine di canti e inni religiosi. Egli è considerato il primo autore di canoni liturgici, tra cui Il Grande Canone, che è entrato nel libro del Tryodion e rappresenta un momento molto importante nell’economia della Quaresima.
Nel Grande Canone, Andrea di Creta, grazie alla sua maturità spirituale e con un’arte straordinaria, ha riportato i grandi temi della Sacra Scrittura: come Adamo ed Eva, il paradiso e la caduta, Noè e il diluvio, i Patriarchi, Davide, la terra promessa, Cristo e la sua Chiesa. Essendo un canone, o una lamentazione penitenziale, l’autore ha intrecciato i temi biblici con la confessione dei peccati e con il pentimento: Pietà di me, o Dio, pietà di me.


Vi aggiungo il testo apparso sull'Osservatore Romano del 9 marzo 2011 a firma di Manuel Nin, OSB, Archimandrita e Rettore del Pontificio collegio Greco di Roma, che presenta e commenta il contenuto del Grande Canone di Sant'Andrea di Creta:

Il canone di Andrea di Creta all'inizio della quaresima bizantina
Dammi o Verbo la bevanda della tua Parola

di MANUEL NIN
Le Chiese di tradizione bizantina durante la prima settimana della grande quaresima all'ufficiatura dell'apòdipnon (compieta) cantano diverse parti del canone penitenziale di sant'Andrea di Creta, vissuto tra il 660 e il 740.
Nella prima ode la vicenda di Adamo ed Eva e di Caino e Abele è intrecciata alle parabole del Figliol prodigo e del Buon Samaritano: "Avendo emulato nella trasgressione Adamo, il primo uomo creato, mi sono riconosciuto spogliato di Dio, del regno e del gaudio eterno, a causa del mio peccato.Ahimé, anima infelice! Perché ti sei fatta simile alla prima Eva? Hai toccato l'albero e hai gustato sconsideratamente il cibo dell'inganno. Cadendo con l'intenzione nella stessa sete di sangue di Caino, sono divenuto l'assassino della mia povera anima. Consumata la ricchezza dell'anima con le dissolutezze, sono privo di pie virtù, e affamato grido: O padre di pietà, vienimi incontro tu con la tua compassione. Sono io colui che era incappato nei ladroni, che sono i miei pensieri, mi hanno riempito di piaghe: vieni dunque tu stesso a curarmi, o Cristo".
Ancora le figure di Adamo ed Eva sono accostate nella seconda ode a quelle del pubblicano e della prostituta: "Ho oscurato la bellezza dell'anima con le voluttà passionali, e ho ridotto totalmente in polvere il mio intelletto. Ho lacerato la mia prima veste, quella che ha tessuta per me il creatore. Ho indossato una tunica lacerata, quella che mi ha tessuto il serpente col suo consiglio, e sono pieno di vergogna. Anch'io ti presento, o pietoso, le lacrime della meretrice: siimi propizio, o salvatore, nella tua amorosa compassione. Anche le mie lacrime accogli, o salvatore, come unguento. Come il pubblicano a te grido: Siimi propizio!".
Vengono poi presentate nelle odi successive la fede di Abramo, la scala di Giacobbe, la figura di Giobbe, la croce come luogo dove Cristo rinnova la natura decaduta dell'uomo, l'esperienza del deserto e delle infedeltà del popolo e dei re d'Israele, e Cristo che guarisce e salva: "Crocifisso per tutti, hai offerto il tuo corpo e il tuo sangue, o Verbo: il corpo per riplasmarmi, il sangue per lavarmi; e hai emesso lo spirito, per portarmi, o Cristo, al tuo genitore. Hai operato la salvezza in mezzo alla terra. Per tuo volere sei stato inchiodato sull'albero della croce e l'Eden che era stato chiuso, si è aperto".
L'ottava ode canta i grandi penitenti dell'Antico e del Nuovo Testamento: "Hai sentito parlare, o anima, dei niniviti, della loro penitenza in sacco e cenere davanti a Dio: tu non li hai imitati, ma sei stata più stolta di tutti coloro che hanno peccato prima e dopo la Legge. Come il ladrone, grido a te: Ricordati! Come Pietro, piango amaramente; perdonami, salvatore, a te io grido come il pubblicano; piango come la meretrice: accogli il mio gemito".
Infine, nell'ode nona è presentato tutto il mistero salvifico di Cristo che guarisce, chiama l'umanità per seguirlo e salva: "Ti porto gli esempi del Nuovo Testamento, o anima, per indurti a compunzione: Cristo si è fatto uomo per chiamare a penitenza ladroni e prostitute. Cristo si è fatto bambino secondo la carne per conversare con me, e ha compiuto volontariamente tutto ciò che è della natura, eccetto il peccato".
Il grande canone di Andrea di Creta racconta la storia della salvezza operata da Dio verso ognuno di noi. In un testo che ci mette davanti i diversi aspetti con cui la Chiesa lungo la quaresima ci confronta, cioè la misericordia di Dio e per mezzo di essa il nostro cammino di ritorno a Dio, avendo Cristo stesso come pastore e come guida, che finalmente il giorno di Pasqua prende di nuovo per mano Adamo ed Eva per farli uscire dagli inferi e riportarli nel paradiso.

martedì 22 marzo 2011

Le messe trasmesse via Webcam dai santuari internazionali e dalle parrocchie

Il webcasting dai luoghi della fede, o dalle semplici cappelle di sperdute parrocchie è una pratica che sta prendendo piede ovunque. Ha certo dei pregi, ma rimane problematica.
Nonostante ciò non sia propriamente permesso dalle regole cattoliche vigenti per la teletrasmissione della Santa Messa (che non prevedevano il webcast e perciò non potevano vietarlo....), sempre più si diffonde da santuari e parrocchie la messa via webcam, o la diretta 24/7 da particolari siti religiosi, comprese le celebrazioni liturgiche, perfino l'adorazione eucaristica. Senza regia, senza supervisione: basta mettere una buona webcam fissa e il gioco è fatto. Si apre istantaneamente una finestra virtuale sul luogo della propria devozione, come potete vedere qui sotto. Che cosa ne pensate? Non si rischia di abusare dell'immagine virtuale per "motivi religiosi"? A chi sono dirette queste iniziative di webcasting....? Sono un modo di dare visibilità o di suscitare devozione?

webcam dalla capelinha di Fatima


webcam dalla grotta di Lourdes

Messa solenne quotidiana in internet dalla Basilica di Guadalupe
(diligentemente trasmessa e registrata)

Tempo fa avevo anche trovato la webcam dalla tomba di san Pio da Pietrelcina dalla chiesa di San Giovanni Rotondo, ma da quando è stato traslato il corpo del Santo, non mi pare sia stata ripristinata la diretta internet dal suo santuario. Ma potrei sbagliarmi.

Se avete altre segnalazioni interessanti, postatele negli eventuali commenti.

Il vescovo di Roma dedica una chiesa parrocchiale della sua diocesi. Speriamo che sia ancora da finire...

Il Papa, domenica scorsa, ha presieduto la dedicazione della chiesa parrocchiale di San Corbiniano al quartiere romano dell'Infernetto (ma sarebbe meglio dire paradisetto, perchè non è per nulla un brutto posto, pur essendo fuori mano). Siamo nella settore ecclesiale sud di Roma, zona cresciuta tumultuosamente negli ultimi decenni. E sono spuntate tante delle "nuove chiese" della diocesi del Pontefice. Anche quest'ultima, ahimè, non è eccezione alla regola: cemento armato, cartongesso, angoli e spigoli senza alcun richiamo alle forme del tempio cristiano. Aula liturgica di un bianco accecante, in cui si perde l'altare di marmo bianco, in un presbiterio bianco, dotato di un ambone anch'esso candido. L'unica icona: l'enorme crocifisso che capeggia dietro la schiena del celebrante. 
Il Papa, giustamente, aveva  occhi solo per la sua gente, i cristiani che lo chiamano "nostro vescovo", la chiesa di mattoni (pardon: di cemento) non era certo il suo primo interesse. Tuttavia, come mostra bene il video-reportage che vi allego (e come testimonia il sito della parrocchia) c'è tanto entusiasmo sia nel clero parrocchiale che nei giovani fedeli. Speriamo che possano - almeno per l'interno della loro chiesa - rimediare qualche dipinto, qualche segno di devozione, che impedisca di far assomigliare una parrocchia cattolica  ad un tempio del più rigido calvinismo iconoclasta.



Tanti auguri ai cristiani dell'Infernetto, sperando che riescano a voler bene alla Chiesa, nonostante il piccolo sgorbio di edificio (non mostruoso come altri, ma solo "bruttarrello forte" e un po' insignificante, sebbene funzionale - come dice il parroco).
Quei muri, con buona volontà tirati su, sono diventati la casa di Dio. La famiglia di Dio che li abita, faccia le migliorie possibili!



Altro video-notizia con panoramiche della chiesa di san Corbiniano

lunedì 21 marzo 2011

Aumentano le persecuzioni contro i preti in Messico

L'agenzia FIDES lancia le conclusioni allarmanti sul computo dell'aumento esponenziale di violenza e intimidazione verso i sacerdoti nel Messimo, un fenomeno in espansione proprio in questi ultimi anni. Non si parla, dunque, di un paese in cui il Cristianesimo è minoranza sparuta, e non pare sia un risorgente anticlericalismo politico, quanto piuttosto un odio da parte della malavita organizzata contro la Chiesa, ultimo baluardo di predicazione morale per la società e di freno per i comportamenti antisociali.


Rapporto sull’aumento della violenza contro i sacerdoti in Messico

Città del Messico (Agenzia Fides) – L'anno scorso più di mille sacerdoti sono stati vittime di tentate estorsioni (per la loro “protezione” sono stati chiesti importi che vanno da diecimila a due milioni di pesos messicani), circa 162 sono stati minacciati di morte, due sacerdoti sono stati rapiti e uccisi. Negli ultimi sei anni, i più violenti di tutti i tempi, sono stati uccisi 12 religiosi. Secondo l'analisi del Centro Cattolico Multimedia (CCM), i criminali vanno in cerca di denaro in cambio di una protezione, mentre i pastori sono minacciati con l'incendio della chiesa.
Confrontando le cifre, si osserva che durante l'amministrazione di Ernesto Zedillo (1994-2000) sono stati commessi tre omicidi di sacerdoti. Durante il governo di Vicente Fox (2000-2006) ci sono state quattro aggressioni perpetrate contro sacerdoti, mentre sotto l'attuale governo di Felipe Calderón si registra il più alto numero di omicidi di sacerdoti: 12. Gli stati con la più alta incidenza di crimini contro sacerdoti e religiosi sono il Distretto Federale, Chihuahua, Guerrero, Jalisco, Oaxaca, Veracruz, Michoacán, Hidalgo, Aguascalientes, Coahuila e Puebla.
Il rapporto elaborato dal Centro di ricerca del Centro Cattolico Multimedia (CCM) sulla violenza contro i sacerdoti in tutto il paese, è articolato in due parti, e va indietro nel tempo fino al 1993 per arrivare ai nostri giorni. Questo lavoro non presenta solo i dati raccolti, ma elabora anche una serie di risposte alla domanda: “Perché si perseguitano e si uccidono i sacerdoti in Messico?”. Le diverse risposte concordano nel delineare una neo-persecuzione nei confronti dei sacerdoti per quello che essi rappresentano nella comunità. Si cerca di intimidirli, di perseguitarli o di limitare la loro libertà perchè i sacerdoti, alla fine, svolgono una funzione pubblica che disturba l'agire della delinquenza in generale.
(CE) (fonte: Agenzia Fides, 18/03/2011)


venerdì 18 marzo 2011

I cattolici giapponesi chiedono aiuto ai fratelli di fede in tutto il mondo

In Giappone i cattolici sono distribuiti in 16 diocesi. Sono quattro le diocesi più colpite dal terremoto e dalle sue disastrose conseguenze: Sendai (nella cui circoscrizione c'è Fukushima e Miyagi), che ha subito i danni maggiori, e inoltre Sapporo, Saitama e Tokyo.
Caritas Giappone, molto piccola ma anche molto attiva - e la Chiesa, attraverso le 4 diocesi, le numerose parrocchie, i volontari e lo staff stanno contribuendo in maniera coordinata allo sforzo che a livello nazionale si sta facendo per fornire gli aiuti alla popolazione.

Ieri il vescovo di Sendai, Martin Tetsuo Hiraga, ha registrato un videomessaggio che vi riporto e che traduco dall'inglese (il filmato e il comunicato originale sono a questa pagina)

Carissimi concittadini giapponesi, sono Tetsuo Hiraga, vescovo cattolico della Diocesi di Sendai.
In questo tragico momento di una catastrofe senza precedenti, causata dal grande terremoto e dal successivo tsunami che ha colpito le aree costiere del nord-est del paese, abbiamo ricevuto una serie di messaggi di cordoglio e di sincera vicinanza, e offerte provenienti da tutto il paese e dall'estero.
Vi ringraziamo molto per il vostro pensiero, le preghiere, e per il vostro generoso aiuto.

Come sapete, vaste aree della costa nord-est sono state colpite e la nostra Curia diocesana deve ancora riuscire a cogliere tutti i dettagli dei danni.
Insieme con lo sviluppo imprevedibile della crisi della centrale nucleare di Fukushima, attendiamo l'arrivo di molte altre notizie che potranno condizionare la nostra vita ancor di più.
Per rispondere alle attuali avversità, abbiamo tenuto una riunione con il presidente della Caritas giapponese Isao Kikuchi, Vescovo di Niigata, i membri dello staff della Caritas in Giappone e il Vescovo Daiji Tani di Saitama, e si è deciso di istituire un centro di emergenza per coordinare le operazioni di aiuto umanitario a Sendai.
Il centro si chiama "Centro di supporto della Diocesi di Sendai" e farà del suo meglio con l'aiuto delle vostre preghiere, incoraggiamento e assistenza.
Il centro sta anche cercando di dare quante più informazioni e aggiornamenti possibili, ma, nella sua fase iniziale di attività, in questo potrebbe deludere le vostre aspettative. Vi prego di scusarci se ciò avviene.

Il Vangelo della messa di oggi riporta il passo "Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete".
Noi crediamo fermamente in Dio che è amore, anche se siamo stati duramente colpiti da questa catastrofe.
Siamo determinati a fare il meglio che possiamo, mano nella mano, in modo che le nostre attività di soccorso alle persone colpite e sofferenti possano testimoniare l'amore di Dio.
Molte Grazie

Da Sendai,17 marzo 2011

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Caritas Giappone (www.caritas.jp), in costante coordinamento con le altre realtà presenti sul territorio, ha messo a disposizione le proprie strutture e si sta coordinando col governo per assistere i casi più bisognosi, in particolare le persone anziane, i disabili e le famiglie con bambini piccoli. Poi si concentrerà, in particolare nelle fasi di riabilitazione e sviluppo, nel medio e lungo periodo, con grande attenzione anche al sostegno psicologico. Qui potete leggere un'intervista a mons. Kikuchi, presidente della Caritas giapponese a proposito del'organizzazione degli aiuti.
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Per sostenere gli interventi dall'Italia si possono inviare offerte a:
Caritas Italiana tramite c/c postale n. 347013 specificando nella causale: "Emergenza Giappone 2011".

Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:
UniCredit, via Taranto 49, Roma
Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119

Intesa Sanpaolo, via Aurelia 396/A, Roma
Iban: IT 95 M 03069 05098 100000005384

Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma
Iban: IT 29 U 05018 03200 000000011113

CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana
tel. 06 66177001 (orario d'ufficio)

Si possono fare offerte direttamente anche a CARITAS INTERNATIONALIS via Web, questo è l'indirizzo: https://secure.caritas.org/donation.aspx?DonationTo=E&Emergency=34

giovedì 17 marzo 2011

Una preghiera per la nostra Italia

Santi Patroni d'Italia, pregate per noi!

Dal Messaggio del Santo Padre in occasione del
150° anniversario dell'unità politica d'Italia:

...San Francesco di Assisi, si segnala anche per il contributo a forgiare la lingua nazionale; santa Caterina da Siena offre, seppure semplice popolana, uno stimolo formidabile alla elaborazione di un pensiero politico e giuridico italiano.


.. Invoco di cuore sul popolo italiano l’abbondanza dei doni celesti, affinché sia sempre guidato dalla luce della fede, sorgente di speranza e di perseverante impegno per la libertà, la giustizia e la pace.


Oremus (colletta della Messa per la patria o per la comunità civile)
Deus, qui mirábili consílio univérsa dispónis, súscipe benígnus quas pro pátria nostra tibi fúndimus preces, ut sapiéntia moderatórum et honestáte cívium concórdia et iustítia firméntur, atque fiat cum pace prospéritas perpétua. Per Dóminum...

O Dio, che guidi l’universo con sapienza e amore, ascolta la preghiera che ti rivolgiamo per la nostra patria:
fa’ che fiorisca la giustizia e la concordia, e per l’onestà dei cittadini e la saggezza dei governanti si attui un vero progresso nella pace. Per il nostro Signore Gesù Cristo....

traduzione letterale: O Dio, che disponi ogni cosa con sapienza mirabile, ascolta benigno le preghiere che effondiamo per la nostra patria, affinchè per la saggezza dei governanti e l'onestà dei cittadini, si rafforzi la concordia e la giustizia, e insieme alla pace ci sia anche continua prosperità.

Il glorioso san Patrizio e la convalescente Chiesa d'Irlanda

Oggi, 17 marzo, festa di San Patrizio, auguri a tutti gli amici Irlandesi che onorano il loro evangelizzatore e patrono.
Scrive di lui il Martirologio Romano: "San Patrizio, vescovo: da giovane fu portato prigioniero dalla Britannia in Irlanda; recuperata poi la libertà, volle entrare tra i chierici; fatto ritorno nella stessa isola ed eletto vescovo, annunciò con impegno il Vangelo al popolo e diresse con rigore la sua Chiesa, finché presso la città di Down in Irlanda si addormentò nel Signore".
Un santo identificato con la terra d'adozione, tanto da diventare un simbolo per i cattolici e anche per i protestanti. Sempre rappresentato in paramenti verdi di speranza, colore dell'isola di smeraldo, san Patrizio protegga la Chiesa che ha fondato e che deve ritrovare la strada della penitenza e del rinnovamento, come Papa Benedetto ha autorevolmente mostrato nella sua forte lettera dello scorso anno alla Chiesa cattolica d'Irlanda. L'anno di penitenza chiesto da Sua Santità si concluderà a Pasqua prossima ventura. Quindi, accompagniamo anche con la nostra preghiera quest'ultimo tornante quaresimale dei discepoli di san Patrizio.
Per sottolineare la gioiosa festa anniversaria vi posto l'inno a San Patrizio, che si canta su una popolare melodia irlandese. Accanto alle parole inglesi una mia traduzione conoscitiva. In appendice lo spartito e il MIDI e pure un video con questo famoso canto popolare.

Hail, glorious Saint Patrick,
dear Saint of our isle!
On us thy poor children,
bestow a sweet smile;
And now thou art high
in the mansions above,
On Erin's green valleys
look down in thy love.

Salve, glorioso san Patrizio, caro Santo della nostra isola! Su noi tuoi poveri figli, volgi un dolce sorriso; e ora che sei in alto, nelle dimore superne, giù, sulle verdi vallate d’Irlanda guarda col tuo amore
Hail, glorious Saint Patrick,
thy words were once strong
Against Satan's wiles
and a heretic throng;
Not less in thy might now
in heaven thou art
Oh, come to our aid,
in our battle take part.

Salve, glorioso san Patrizio, le tue parole un tempo furono forti contro le insidie di Satana e l’orda degli eretici; non meno sei forte ora nei cieli, oh, vieni in nostro aiuto, prendi parte alla nostra battaglia.
In the war agaisnt sin,
in the fight for the faith,
Dear Saint, may thy children
resist to the death;
May their strength be in meekness,
in penance, and prayer,
Their banner the Cross,
which they glory to bear.

Nella guerra contro il peccato, nella lotta per la fede, caro Santo, possano i tuoi figli resistere fino alla morte; stia la loro forza nella mitezza, nella penitenza e nella preghiera, loro vessillo la Croce, che si glorino di portare.
Thy people, now exiles
on many a shore,
Shall love and revere thee
till time be no more:
And the fire thou hast kindled
shall ever burn bright
Its warmth undiminished,
undying its light.

Il tuo popolo, ora esule su tanti lidi, ti amerà e onorerà fino al termine del tempo: e il fuoco che tu hai acceso arderà brillante per sempre, il suo calore senza diminuire e la sua luce senza morire.
Ever bless and defend
the sweet land of our birth,
Where the shamrock still blooms
as when thou went on earth,
And our hearts shall yet burn,
wheresoever we roam,
For God and Saint Patrick
and our native home.
Benedici e difendi sempre il dolce paese dove siam nati, dove i trifogli ancor fioriscono come quando tu eri su questa terra.
E i nostri cuori ancora bruceranno, dovunque vaghiamo, per Dio e per San Patrizio e per la nostra patria.


Qui un altro spartito in tonalità originale: prima pagina - seconda pagina.


Il video qui di seguito non esegue la melodia scritta nello spartito presentato, ma un'altra con variazioni più popolarmente cantate, in modo da rendere ancor più semplice la musica; inoltre ripete come ritornello l'ultima riga di ogni strofa per tre volte. Trovate lo spartito del video a questo link

mercoledì 16 marzo 2011

Violato il sito web del Centro san Patrizio in Irlanda da parte di hacker islamici dell'Arabia Saudita, proprio alla vigilia della festa del Santo

Stavo cercando di consultare il sito del St Patrick centre, che avevo visitato un paio d'anni fa durante un pellegrinaggio alla tomba di San Patrizio nella cittadina di Down (Irlanda del Nord). Presso la cattedrale anglicana del paese si trova il luogo di riposo di Patrizio e il centro di diffusione della sua storia e del suo culto.
Con sorpresa e disgusto ho visto che degli hacker sedicenti "islamici" hanno occupato con i loro deliranti proclami, sia grafici che sonori, l'home page e le pagine interne del sito web del museo-centro studi in onore del Patrono d'Irlanda. E questo proprio oggi, giorno della vigilia della sua festa (il 17 marzo è St Patrick's Day)
Un insulto triste e inutile da parte di intolleranti che non rispettano i sentimenti religiosi del prossimo.

Se volete vedere di persona, vi allego l'immagine fotografata:

Il sito del St. Patrick centre è qui www.saintpatrickcentre.com


San Patrizio, evangelizzatore dell'Irlanda, prega per noi e proteggici dagli stupidi (anche se sono musulmani)
La pietra tombale di San Patrizio nel cimitero presso la Cattedrale della Chiesa anglicana d'Irlanda a Downpatrick

martedì 15 marzo 2011

I figli (in gestazione) della Santa Madre Chiesa Cattolica in Inghilterra

Pasqua, tempo di battesimi e "iniziazione cristiana degli adulti", comprese - per quel che riguarda il Regno Unito - le conversioni alla Chiesa Cattolica.
Apprendiamo oggi dalla Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles che quest'anno in totale si uniranno alla Chiesa Cattolica (sia per via di Battesimo che di ricezione in piena comunione) ben - udite, udite - 4.700 persone. Numeri ufficiali e impressionanti, perchè qui non si parla di bambini da battezzare nella notte di Pasqua, ma di giovani e adulti inglesi e gallesi che scelgono consapevolmente di entrare nella Chiesa in comunione con Roma e che domenica scorsa hanno iniziato la preparazione prossima al passo più importante della loro vita.
Di questi 4700 quasi 900 sono gli ex-anglicani che si apprestano a confluire nell'Ordinariato di Nostra Signora di Walsingham istituito per loro da Papa Benedetto. Tra di essi ci sono ben 61 ex-ministri anglicani, molti dei quali poi chiederanno di poter essere formati e infine ordinati preti cattolici. Pare che non se ne aspettassero più di 40 al massimo 50, nella prima "ondata" di conversioni, e invece l'entusiasmo degli ex-pastori supera le previsioni.
Davvero un sorprendente strascico della visita di Papa Benedetto alla Nazione Britannica l'anno scorso!

Nella foto la gioia del gruppo dei "neo-eletti" all'accoglienza nella Chiesa Cattolica, fotografati nella cattedrale di Southwark:


Qui la fonte: il Sito della Catholic Church in England and Wales 

lunedì 14 marzo 2011

All'Angelus di ieri il Papa esorta anche i ragazzi a studiare il Latino.

All'Angelus di domenica 13 marzo Papa Benedetto, tra i vari saluti dopo la preghiera, ha rivolto un particolare incoraggiamento ai ragazzi del Liceo cristiano di Veenendaal in Olanda in visita culturale a Roma. Il Papa ha parlato loro in Latino, non in olandese, invitandoli a proseguire con lo studio della lingua antica, che aiuta a conoscere il passato, ma anche a riflettere (ponderare) sugli eventi più recenti, penetrandoli maggiormente (rispetto a chi non possiede questa chiave linguistica). Come non pensare agli "eventi recenti" della liberalizzazione della Messa antica, che unisce tutti i cattolici di ogni lingua attraverso l'uso del comune linguaggio della liturgia romana dei secoli?




Lycei Christiani Veenendaliensis discipulos discipulasque necnon magistrum libenter salutamus. Valde laetamur eos Romam advenisse, ut in proposito linguae Latinae colendae confirmarentur. His namque sermo multum conferre potest tum ad antiquiora altius vestiganda, tum ad recentiora acrius ponderanda.

domenica 13 marzo 2011

Preghiere più fedelmente tradotte: La colletta della Prima Domenica di Quaresima

Una meditazione sulle orazioni del Messale, alla ricerca del significato recondito delle "oscure" formulazioni latine, spesso rese "facili" - ma un pochino ingannevoli - dall'attuale traduzione CEI degli oremus liturgici.
Il caso della colletta della Prima Domenica di Quaresima è alquanto interessante. Ecco la preghiera del Missale Romanum:

Concéde nobis, omnípotens Deus, ut, per ánnua quadragesimális exercítia sacraménti, et ad intellegéndum Christi proficiámus arcánum, et efféctus eius digna conversatióne sectémur. Per Dóminum.

traduzione CEI:
O Dio, nostro Padre, con la celebrazione di questa Quaresima, segno sacramentale della nostra conversione, concedi a noi tuoi fedeli di crescere nella conoscenza del mistero di Cristo e di testimoniarlo con una degna condotta di vita.

traduzione personale:
Concedi a noi, Dio onnipotente, per mezzo delle annuali osservanze esteriori del tempo sacramentale dei Quaranta giorni, di poter crescere nella comprensione del segreto di Cristo, e di conseguirne gli effetti con un giusto comportamento [oppure: seguire ciò che Cristo ha effettuato con un comportamento che ne sia degno].

Commento: stavolta tradurre letteralmente la colletta non è davvero fattibile. Ho trovato parecchie diverse traduzioni, che partono dai significati multipli della parola "sacramentum", "arcanum", ed "effectus".
Di certo la colletta non ha nessun riferimento alla "celebrazione" in senso liturgico della Quaresima, come pare mettere in evidenza la traduzione ufficiale (in rosso ho evidenziato i concetti non presenti nell'originale e che troviamo invece nell'adattamento italiano). "Celebrare" non c'è proprio come concetto. Si parla invece di un "esercitarsi" che molti traducono proprio nel senso di "esercitazioni militari", per questo ho proposto "osservanze esteriori": l'accento è messo sugli esercizi quaresimali (digiuno, preghiera ed elemosina). Questi esercizi segnano il "sacramento dei Quaranta giorni": la Quaresima è vista come un vero è proprio segno esteriore di una grazia interiore (questo è un sacramento). Tradurre "segno sacramentale della conversione" svia il discorso. La Quaresima non è segno sacramentale di qualcos'altro, fosse pure la nostra conversione (che la colletta non cita). E' un tempo di grazia, in questo senso un "tempo sacramentale" che torna "annualmente" (come dice la colletta) a proporci sani esercizi per la nostra vita cristiana.
Che cosa chiediamo nella preghiera di oggi? Due sono le richieste: 1) che gli esercizi della quaresima ci portino a comprendere meglio il segreto di Cristo. "Arcanum" non è mysterium, per questo non dovrebbe essere tradotto: "mistero di Cristo", ma piuttosto è "enigma", "cosa incomprensibile". Si fa qui riferimento, ovviamente, alla "disciplina dell'arcano", tipica della comunità cristiana primitiva, che svelava solo progressivamente ai catecumeni e ai neofiti il segreto della fede: la morte e risurrezione di Cristo, da penetrare anche con l'intelletto, pur nella loro inesauribile profondità. Quindi qui si fa riferimento proprio al lato "misterioso" e "non comprensibile a tutti" del Mysterion della morte e risurrezione del Signore.
2) La seconda richiesta è meno chiara della prima, e la traduzione può essere molteplice nelle sue sfumature. Infatti si può intendere che chiediamo di poter ricercare gli effetti dell'arcano di Cristo che si concretizzano in una condotta di vita giusta e santa (digna conversatione), oppure che preghiamo per poter "seguire" con il nostro comportamento ciò che Cristo ha fatto (ha compiuto efficacemente): essendo la preghiera della prima Domenica di Quaresima, si può presumere che chiediamo, implicitamente, di ripercorrere i quaranta giorni di lotta vittoriosa contro il diavolo che Cristo stesso combattè nel deserto. Comunque sia la categoria di "testimonianza" qui non c'entra nulla. E' una questione che riguarda noi e il nostro rapporto con l'efficacia dell'azione di Cristo. La preghiera - oggi - parla di "seguire" o "correre dietro", "ricercare"; dunque non di "far vedere ad altri", quanto piuttosto di sperimentare in noi e nel nostro stile di vita rinnovato la realtà salvifica incontrata.

sabato 12 marzo 2011

Prima puntata del programma "La Domenica con Papa Benedetto" andato in onda oggi su TV2000. Buona TV con ottimi contenuti

Non c'è dubbio che la TV dei vescovi, finalmente, ha fatto centro. La parola di Dio della liturgia domenicale, commentata dal Papa, dall'arte figurativa e dal canto gregoriano, buca lo schermo, come facilmente aveva profetato Sandro Magister in questo post
La prima puntata del tanto atteso programma è stata davvero interessante, realizzata con cura e ricca di contenuti presentati in modo attraente e con buon ritmo televisivo (cosa ancora abbastanza rara nella programmazione cattolica, che tende ad essere noiosetta...).
Un applauso, dunque, agli autori e curatori del programma e auguri per le future puntate.
Intanto, per chi si fosse persa la messa in onda di oggi pomeriggio, ecco che viene in soccorso YouTube. Qualche anima pia ha già provveduto a postare, in due video, l'intera puntata.



Sant'Antonio sulle tentazioni di Cristo e dei Cristiani (Prima Domenica di Quaresima)

Ecco una parte dei paragrafi 24-26 del sermone di sant'Antonio per la Prima Domenica di Quaresima, dove interpreta le tentazioni di Gesù nel deserto e fa delle opportune applicazioni ai cristiani (e soprattutto ai sacerdoti): applicazioni che paiono essere sempre di grande attualità. Leggere e meditare.

Come il diavolo tentò il Signore di gola nel deserto, di vanagloria nel tempio e di avidità sul monte, così fa anche con noi ogni giorno: ci tenta di gola nel deserto del digiuno, di vanagloria nel tempio dell'orazione e dell'ufficiatura, e di tante forme di avidità sul monte delle nostre cariche.
Mentre digiuniamo ci tenta di gola, con la quale pecchiamo in cinque modi, come è detto nel seguente versetto di san Gregorio: Troppo presto, lautamente, troppo, voracemente, con raffinatezza...
Parimenti il diavolo ci tenta di vanagloria nel tempio. Infatti mentre siamo in preghiera, mentre recitiamo l'ufficio divino e siamo occupati nella predicazione, siamo assaliti dal diavolo con i dardi della vanagloria e, purtroppo, molto spesso feriti. Ci sono infatti alcuni che vogliono esser visti mentre pregano e fanno genuflessioni e mandano sospiri. E ci sono altri che quando cantano in coro modulano la voce e gorgheggiano, e desiderano essere ascoltati. E ci sono altri ancora che, quando predicano, e tuonano con la voce, e moltiplicano le citazioni, le commentano a modo loro e si attorcigliano, bramano esser lodati. Tutti questi mercenari, credetemi, «hanno già ricevuto la loro ricompensa» (Mt 6,2)....
Inoltre sul monte delle nostre cariche, della nostra transitoria dignità, siamo tentati a commettere molti peccati di avidità. Non c'è solo l'avidità del denaro ma anche quella dell'esser ritenuti i primi (non tantum est avaritia pecuniae sed etiam excellentiae). Gli avidi più hanno e più bramano di avere, e coloro che sono posti in alto, quanto più salgono tanto più si forzano di salire, e così avviene che crollino con una caduta molto più rovinosa...
Dice Salomone in proposito: «Il fuoco non dice mai: basta!» (Pro 30,16). Il fuoco, cioè l'avarizia del denaro e della eminenza, non dice mai: basta! Ma cosa dice? «Dammi, dammi!» (Pro 30,15). O Signore Gesù, togli, togli (aufer, aufer) questi due «dammi, dammi» (affer, affer) dai prelati della tua chiesa, che si pavoneggiano sul monte delle dignità ecclesiastiche e sperperano il tuo patrimonio, da te conquistato con gli schiaffi, con i flagelli, con gli sputi, con la croce, con i chiodi, con l'aceto, con il fiele e la lancia.
                                                                                    (Sant'Antonio di Padova)


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