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sabato 7 gennaio 2012

Il Natale dell'Ortodossia. Oggi.

Il Natale ortodosso, che celebra la nascita di Gesù Cristo, Figlio di Dio, dalla Vergine Maria, viene festeggiato il 7 di Gennaio, anche se sul calendario ecclesiastico, questo giorno appare segnato come "25 dicembre". Come si sa, lo slittamento di data è dovuto al fatto che la maggior parte delle chiese ortodosse continua ad utilizzare il calendario giuliano e non quello gregoriano (Russi, Ucraini - anche i cattolici -, Bielorussi, non invece i Romeni, che seguono tutti il calendario occidentale). Occorre tener presente che nel 1582 papa Gregorio XIII decise di modificare il calendario introdotto da Giulio Cesare (da cui giuliano), in virtù di tale fatto i giorni tra il 5 ed il 14 ottobre 1582 furono cancellati per recuperare il divario fra calendario e realtà astronomica. Dal XVI sec. ad oggi il calendario giuliano è rimasto ulteriormente in ritardo. Così il 25 dicembre arriva solo il 7 gennaio. 
Il Natale, nei paesi ortodossi, è preceduto da un periodo di digiuno e preghiera che dura 40 giorni (Quaresima di Natale), si mangia pesce nei giorni di mercoledì e venerdì. Nel giorno invece della Vigilia di Natale, 6 gennaio, il digiuno è più severo e prevede solo grano lesso e frutta. Il digiuno della vigilia si conclude generalmente in chiesa al tramonto. La liturgia vigiliare, oltre i solenni vespri e la Divina liturgia di  San Basilio Magno, prevede anche la benedizione dei cibi festivi: pane, grano, vino ed olio. Come si può vedere nel video che allego, e che mostra la liturgia vespertina celebrata ieri sera dal Patriarca di Mosca Kirill, terminata la Liturgia i fedeli intonano l’inno di Natale ed al centro della chiesa viene portata l’icona di Natale ed una candela accesa che simboleggia la Stella Cometa. A quel punto il digiuno è terminato ed il sacerdote si avvia a ungere i fedeli con l’Olio di letizia e questi consumano il pane benedetto.

Per capire e gustare meglio le tradizioni liturgiche natalizie delle Chiese orientali, vi consiglio di leggere questo articolo in Italiano del grande teologo ortodosso americano di origine russa A. Schmemann: I Servizi liturgici di Natale nella Chiesa Ortodossa

giovedì 5 gennaio 2012

Magi videntes: inno per il tempo dell'Epifania

Come l'inno di ieri, anche quello che propongo oggi Magi videntes è un inno per il tempo dell'Epifania, composto dal poeta cristiano Prudenzio, che si canta sulla ormai consueta melodia natalizia di A solis ortus cardine (usata anche dall'altro inno per l'Epifania, Hostis Herodes). Parla dell'incontro dei Magi con Gesù bambino, del significato dei loro doni e del Regno spirituale che il piccolo Re viene ad iniziare sulla terra. Impariamo la musica di questo canto con la guida di Giovanni Vianini e del suo studio di gregoriano, vediamone lo spartito dal Liber Hymanius, e leggiamo la traduzione qui sotto.


Magi vidéntes párvulum
eóa promunt múnera,
stratíque votis ófferunt
tus, myrrham et aurum régium.


Agnósce clara insígnia
virtútis ac regni tui,
Puer, cui trinam Pater
prædestinávit índolem:


Regem Deúmque annúntiant
thesáurus et fragrans odor
turis Sabæi, at mýrrheus
pulvis sepúlcrum prædocet.


O sola magnárum úrbium
maior Bethlem, cui cóntigit
ducem salútis cælitus
incorporátum gígnere!


Hunc et prophétis téstibus
îsdémque signatóribus
testátor et sator iubet
adíre regnum et cérnere:


Regnum quod ambit ómnia
dia et marína et térrea
a solis ortu ad éxitum
et tártara et cælum supra.


Iesu, tibi sit glória,
qui te revélas géntibus,
cum Patre et almo Spíritu,
in sempitérna sæcula. Amen.
I magi, al vedere il bambino,
mostrano i doni d’oriente e,
prostrati offrono, con preghiere,
incenso, mirra e oro regale.

Riconosci i simboli luminosi
del potere e del tuo regno,
o Bambino, cui il Padre predestinò
una triplice indole:

L’oro e il fragrante odor
dell’incenso di Saba
ti annunziano Dio e Re, ma la polvere di mirra presagisce il sepolcro.

O Betlemme unica più grande
tra le grandi città, alla quale toccò di generare, fatto carne,
il celeste condottiero di salvezza.

Secondo la testimonianza
firmata dai profeti,
il testatore e padre ordina che costui
inizi a regnare e comandi:

un regno che si estende a tutte le cose, divine, marine e terrestri,
da oriente ad occidente,
e gli inferi e il Paradiso.

A te sia gloria, Gesù,
che ti riveli alle genti,
con il Padre e il Santo Spirito,
nei secoli eterni. Amen.


mercoledì 4 gennaio 2012

Hostis Herodes: Perché temi, Erode? Un inno riassume i tre eventi dell'Epifania

La visita dei Magi guidati dalla stella, il battesimo di Cristo al Giordano e il primo miracolo alle nozze di Cana, tutto questo è concentrato nella festa dell'Epifania, come ci racconta il bellissimo inno Hostis Herodes, di cui ho già parlato in precedenza. Si tratta di una parte del lungo inno del poeta cristiano Celio Sedulio (+ 450) A solis ortus cardine, che racconta tutto il mistero del Natale.
Ve lo posto qui sotto in un'ottima esecuzione, con spartito e testo in calce.


E ora il testo in latino con, a fianco, la versione presente nel breviario:

Hostis Heródes ímpie,
Christum veníre quid times?
Non éripit mortália
qui regna dat cæléstia.

Ibant magi, qua vénerant
stellam sequéntes præviam,
lumen requírunt lúmine,
Deum faténtur múnere.

Lavácra puri gúrgitis
cæléstis Agnus áttigit;
peccáta quæ non détulit
nos abluéndo sústulit.

Novum genus poténtiæ:
aquæ rubéscunt hýdriæ,
vinúmque iussa fúndere
mutávit unda oríginem.

Iesu, tibi sit glória,
qui te revélas géntibus,
cum Patre et almo Spíritu,
in sempitérna sæcula. Amen.



Perché temi, Erode,
il Signore che viene?
Non toglie i regni umani,
chi dà il regno dei cieli.

I Magi vanno a Betlem
e la stella li guida:
nella sua luce amica
cercan la vera luce.

Il Figlio dell'Altissimo
s'immerge nel Giordano,
l'Agnello senza macchia
lava le nostre colpe.

Nuovo prodigio, a Cana:
versan vino le anfore,
si arrossano le acque,
mutando la natura.

A te sia gloria, o Cristo,
che ti sveli alle genti,
al Padre e al Santo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.
Lo spartito completo con le note del canto gregoriano secondo il Liber Hymnarius attuale di Solesmes. (Cliccare per ingrandire e/o scaricare lo spartito).

martedì 3 gennaio 2012

Simboli religiosi in pubblico e libertà di culto: i presepi profanati

Anche il bue e l'asinello appaiono costernati per il Gesù bambino "gambizzato" a Varese
Grazie alla meticolosa opera di raccolta notizie fatta dalla Redazione del Sito della Diocesi di Porto-Santa Rufina, possiamo renderci conto di quanti furti, attacchi, danneggiamenti -  nell'Italia che si ritiene ancora cattolica - ci siano ai simboli religiosi. In particolare contro i presepi che spuntano un po' dappertutto durante le feste natalizie e sono, ormai da vari anni, e sempre di più: bersagli facili di chi vuole esprimere il suo odio a Gesù. Non si tratta di vandalismi qualunque, ma di colpire e sfregiare i sentimenti religiosi delle persone che hanno desiderato mostrare la loro fede nel Dio incarnato. Leggete la lista degli episodi che si sono succeduti nei giorni del Natale appena trascorso:

Breve rassegna delle profanazioni
avvenute nello scorso Natale '11

Salsomaggiore Terme - Sconcertante atto sacrilego a Salsomaggiore Terme, nel Parmense. Alcuni vandali, nel presepio della centralissima piazza Berzieri, di fronte all'edificio storico delle terme, hanno mozzato di netto la testa della statua del Bambino Gesù. La scoperta è stata fatta dai tecnici del Comune che stavano sistemando le aiuole della piazza e hanno dato l'allarme. La statua mutilata è stata subito rimossa dalla mangiatoia.

Sant'Ambrogio (Torino) - Nella notte di Capodanno alcuni vandali hanno decapitato le teste dei personaggi del presepe collocato nel giardino retrostante la Chiesa delle Grazie, in Borgata Bertassi. Le statue erano ad altezza d'uomo: sono state mozzate le teste di San Giuseppe e della Madonna. La statua di Gesù bambino è stata invece impiccata ed appesa ad un cartello stradale.

Induno Olona (Varese) - Durante la notte di Natale ignoti vandali hanno preso di mira il presepe allestito nella centralissima piazza del municipio, vicino alla chiesa parrocchiale di San Giovanni. Danneggiata la statuina di Gesù Bambino, alla quale sono state spaccate le gambe. Sconcerto e rabbia in paese.

Castegnato (Brescia) ennesimo atto vandalico contro una rappresentazione della Natività. Ignoti hanno dato fuoco al presepio all’aperto, allestito sul retro della Santella del Buon Viaggio, l’edificio più antico di Castegnato che risale al 1300-1400. Hanno bruciato la capanna ed interamente distrutto i personaggi di compensato al suo interno: San Giuseppe ed il Bambin Gesù, mentre della Madonna resta un pezzo del corpo scampato alle fiamme.

Roma - Rapito il bambinello dalla culla di Piazza Venezia. La piccola statua e' stata trovata in meno di un'ora dai carabinieri e rimessa al suo posto. A segnalare il misfatto al 112 erano stati alcuni cittadini e i controlli immediatamente disposti dai militari hanno portato a una rapidissima soluzione: il bambinello giaceva abbandonato su un marciapiede poco lontano, in via del Plebiscito.

Tirrenia, sul litorale pisano: rapita una statua di uno dei Re Magi. Il presepe e' stato allestito dalla Proloco in una casottino di legno nella centrale piazza Belvedere e mercoledi' mattina le statue dei magi erano state posizionate all'esterno, in attesa di essere sistemate al riparo di una teca di vetro.

Firenze, hanno portato via il bambin Gesu' del presepe di piazza Duomo, a Firenze, per abbandonarlo poche centinaia di metri piu' in la'. A trovarlo, su un marciapiede, e' stato un turista. Il bambinello, una statua a grandezza naturale, e' stato consegnato ai vigili urbani, che lo hanno rimesso al suo posto. Il presepe e' allestito dall'Opera del Duomo.

Lecce, furto nella notte ai danni del presepe allestito negli spazi dell’Anfiteatro di Lecce, nella centralissima Piazza Sant’Oronzo. Ignoti hanno fatto sparire la statua del bambinello. Nelle passate edizioni del presepe di Piazza Sant’Oronzo, voluto dall’amministrazione comunale di Lecce, si erano registrati episodi analoghi; negli scorsi anni, infatti, erano state rubate le statue dei Re Magi.

Brescia, quartiere Fiumicello: dopo aver subito numerosi atti vandalici, la Parrocchia ha dovuto togliere il presepe allestito nel parco antistante. Il Parroco promuove un momento di preghiera, al termine del quale resta un cartello, quello dei residenti di Fiumicello che recita sicuro questa è una «Casa costruita sulla Roccia».

Milano Marittima . i ladri hanno fatto visita al presepe artistico di Milano Marittima, facendo sparire una delle quarantatre pecore. "Questo grave episodio si aggiunge ad un vero e proprio atto vandalico compiuto qualche settimana fa sulla figura del pastore - si legge nella nota della proloco - a cui era stata amputata una mano, in seguito ripristinata dal restauro a Milano".

Castenedolo (Brescia). Quattro minorenni fra i 15 e i 16 anni di età e una 19enne danno fuoco al presepe allestito davanti alla Parrocchia di San Bartolomeo. Notati da alcuni passanti, sono stati identificati dai Carabinieri.

Brescia - Sono tre gli episodi di danneggiamento su cui stanno indagando le forze dell’ordine di Brescia. L’ultimo raid notturno contro il personaggi del presepe è stato messo a segno lunedì in via Volturno, vicino all’incrocio con via Manara, a poca distanza dall’Iveco. In questo caso ad essere prese di mira le statuine di San Giuseppe e quella di uno dei Re Magi. Altri casi simili si sono verificati in piazzale Arnaldo dove la mano degli ignoti vandali si è scagliata contro l’effige della Madonna e dell’asinello. Non si è sottratto alle mire degli ignoti nemmeno il presepe allestito in piazza della Loggia.

Uboldo (Varese) - Hanno preso i personaggi del presepe e li hanno gettati per strada. L'ennesima impresa dei vandali ha disgustato il paese: una banda di ragazzi ha letteralmente fatto scempio del presepe allestito in piazza Conciliazione. L'autore, Lino Ciceri, ha poi vagato per chilometri trovando le sue opere gettate per strada in vari punti del paese.

Gardone (Varese) - Un gesto da condannare e aggravato dal fatto che sia successo il giorno di Natale. E’ accaduto al tradizionale presepe, giunto alla ventiduesima edizione, allestito dal comitato Acqualunga Centro Storico in via Zanardelli. Stavolta, però, come l’anno scorso, il Natale della zona è stato “rovinato” dal furto simbolico di una delle cassette allestite intorno alla Natività e destinate alle offerte. Tutto il ricavato sarà devoluto in beneficenza.

Nuoro - Vandali in azione la notte scorsa a Macomer. Dopo aver sottratto alcune statuine, compresa quella del Bambin Gesu' dal presepe parrocchiale, durante la notte ignoti hanno dato fuoco alle luminarie dell'albero addobbato per le festivita' natalizie nella piazza principale. Sul posto sono arrivati i Vigili del fuoco del distaccamento del Marghine che hanno provveduto a spegnere le fiamme, dopo aver accertato la dolosita' dell'evento.

Arzignano (Vicenza) - Rubata la statua del Bambino Gesù, ritrovata dopo 48 ore. Dal presepe allestito in piazza il giorno di Natale è scomparso il soggetto principale. Poi, dopo le ricerche, è stato ritrovato. A distanza di due giorni. La statua era di legno, molto pesante e a grandezza naturale.

Montagna (Sondrio) - Quattro minorenni, tra i 13 e i 17 anni, due maschi e due femmine, la vigilia di Natale non hanno trovato di meglio che distruggere il suggestivo presepe preparato con cura. Non si sono limitati a mettere sottosopra l'opera artigianale, portando via del muschio e distruggendo alcune statuine, ma hanno anche rubato buona parte dei dolciumi contenuti in un cestino messo a disposizione dei bambini.

San Marino - “Sono 16 anni che faccio il presepe alla Porta del Paese e sono 16 anni che i vandali me lo distruggono”. E' arrabbiato, Massimo Agostini, del ristorante il “Ritrovo” di San Marino perché il presepe non vogliono proprio lasciarlo stare. Tre anni fa hanno rubato la statuetta della Madonna. Agostini ogni anno riceve l'incarico, dalla Giunta di Castello, di allestire il presepe davanti alla porta principale del centro storico di San Marino; ma i vandali di notte si sbizzarriscono a distruggere l'opera.

Felino (Parma) - Atto vandalico contro un'altra immagine sacra. Attorno alle 2 alcune persone si sono accanite su una Maesta' posta all' ingresso del paese. I vandali hanno prima divelto l'inferriata, che protegge l'immagine della Madonna, con un bastone e poi, dopo avere rotto il vetro, l'hanno sfregiata ed infine fatta saltare con una piccola bomba carta. Risultato: distaccamento di una parte dell'affresco e danni ingenti alla struttura. Indagano i carabinieri.

Carrara - Non ha pace il presepe realizzato sul sagrato del duomo di Carrara: dopo il furto delle statue della Madonna e del Bambin Gesu', avvenuto prima di Natale, la capanna riallestita dagli artisti del borgo con le canne di bambu' e corredata da altre statue in marmo, e' stata spazzata via da una folata di libeccio.

Portocannone (Campobasso) – Devastato dai vandali il presepe. Lo ha denunciato il sindaco del paese che si recherà presso la caserma dei Carabinieri per presentare formale querela contro ignoti. Il presepe era stato allestito nella piazza principale di Portocannone.

Borgo a Mozzano (Lucca) - Rubata la statua del Gesù Bambino dal presepio allestito davanti alla sede storica della Misericordia di Borgo a Mozzano.

Noale (Venezia) – I Re Magi che portano al bambin Gesù oro e incenso, sono spariti dal presepe di Noale proprio la notte di Natale. Il quadretto della natività era stato allestito dalla Pro loco la vigilia stessa, per la prima volta, sotto il grande albero in piazza XX Settembre.

Castellammare (Napoli) - Rapito bambino Gesù dal Presepe dalla vetrina di un negozio che aveva aderito alla manifestazione "Natale in vetrina". Gesù sara' comunque al suo posto grazie al gentile dono di alcune suore.

Olbia - Rubate da un grande presepe in Via Lituania, nel centro di Olbia, le statue della Sacra Famiglia e di un pastore vicino alla greppia.

Civita di Bagnoregio, danneggiate le strutture del presepe vivente che viene realizzato ogni anno.

Torre Pedrera (Rimini) - Danneggiato da alcuni vandali e ricostruito dagli scultori della sabbia con l'aiuto della popolazione il presepe di sabbia di Torre Pedrera. Si è registrata una vera e propria gara di solidarietà da parte della gente, che per aiutare gli artisti ha trasportato secchi d'acqua e sacchi di sabbia. Resta l'amarezza per il gesto insensato dei vandali che l'hanno devastato a sprangate alcune notti fa.

Terzigno (Napoli) - Ignoti hanno distrutto il presepe allestito in Piazza Immacolata. I malviventi che hanno distrutto l’opera si sono accaniti con sdegno e brutalità sulle statue del presepe.

Morbegno (Sondrio) - Furto al presepe della Croce Rossa. Non si è salvato nemmeno quest'anno l'allestimento della Natività sistemato come da tradizione di fronte all'ospedale, a piazza sant'Antonio, dagli amici della Croce Rossa.

E, non meno grave ...

Scoglitti (Ragusa) - due tunisini nascondono la droga nel presepe di casa. Arrestati.

Bergamo - Gesu’ bambino, il bue, l’asinello e due San Giuseppe. E’ l’iniziativa del piu’ frequentato centro sociale bergamasco, il Paci’ Paciana, che ha allestito un presepe senza Maria, ma col bambinello accudito da due statuette di Giuseppe.

E meno male che era una "Breve" rassegna! Leggere in fila tutte queste notizie fa pensare. Non si tratta di un gesto sporadico, ma di una vera e propria "cristianofobia" o meglio di una vera e propria persecuzione dei sentimenti e delle manifestazioni religiose cristiane. Ma siccome le maggioranze non hanno bisogno di tutela e non fanno notizia (se non in tempo di voto), finché non arriveremo al livello della Nigeria, questi episodi li troverete solo nascosti nelle pagine dei giornali di provincia, o nei siti cattolici che si interrogano su cosa sta succedendo.

domenica 1 gennaio 2012

Anno nuovo, libretti pontifici nuovi: l'inglese si fa strada nella liturgia papale

Con il 1° Gennaio mons. Marini ha deciso di fare un utile restyling ai consueti libriccini che aiutano i presenti alle celebrazioni papali a seguirle meglio e con "attiva partecipazione". Questi messalini, completi di canto gregoriano sono una miniera di informazioni sulle liturgie pontificie e da qualche anno vengono postati su internet in anticipo, così anche chi segue via Web o TV le sante Messe del Pontefice, può avvalersi di questi sussidi.
La grossa novità del libretto che ho sotto gli occhi, cioè quello della Messa della Santa Madre di Dio, Primo Gennaio 2012, è che a differenza dei precedenti, la pagina destra è dedicata al testo in latino, che il Papa e i ministri pronunciano e ai canti, mentre la pagina sinistra è occupata da una duplice traduzione "a fronte": in italiano e in inglese. La grande novità è proprio l'inglese. Con l'apparire della fiammante traduzione ICEL, inaugurata con la prima domenica di Avvento, la lingua degli anglosassoni non si deve più vergognare di esporre la sua versione della liturgia cattolica (la precedente versione del messale inglese era tra le più orripilanti e ideologizzate che esistessero sulla faccia della terra!).
Giustamente i liturgisti vaticani hanno aggiunto l'inglese come punto di riferimento: tantissimi possono così comprendere meglio le letture e le preghiere, seguendo in sinossi il testo stesso che viene in quello stesso momento recitato o cantato. 
L'italiano resiste, l'inglese avanza, il Latino si impone: ancora una volta, passo dopo passo, anche la ricerca di nuove soluzioni tipografiche, mostra che l'uso della lingua propria del Rito Romano non è un problema (se non per i celebranti che la ignorano....), anzi è un modo per rendere veramente di tutti la celebrazione.
Speriamo che tanti Santuari e Cattedrali prendano esempio da San Pietro e imitino, in qualche modo, questa impostazione.
Cliccare sulle immagini per ingrandirle, oppure scaricate qui l'intero libretto in formato PDF


sabato 31 dicembre 2011

Il Te Deum, canto di ringraziamento e di lode alla Trinità

Grazie a mons. Andrea Caniato, incaricato diocesano di Bologna per la Pastorale delle Comunicazioni Sociali, vi posto questa video-spiegazione sul Te Deum, il canto di ringraziamento della Chiesa. Questo inno non viene usato solo a fine anno, come parecchi possono pensare, ma è cantato ad ogni festa e solennità: l'Ufficio delle Letture (Mattutino) si conclude sempre, nelle occasioni festive, con la lode gioiosa per le grandi opere della Trinità:


In questi post trovate tutto il necessario per conoscere meglio il testo e il canto gregoriano del Te Deum:

Te Deum: il canto di ringraziamento.

TE DEUM: grazie Signore per l'anno che si chiude

A questo link, per finire, potete scaricare e leggere il Libretto completo della celebrazione dei Primi Vespri della Solennità della Madre di Dio, con adorazione eucaristica e canto del Te Deum, che Papa Benedetto XVI presiederà questa sera nella Basilica di San Pietro.

venerdì 30 dicembre 2011

L'inno per la festa della Sacra Famiglia: "O lux beata caelitus"

Un esempio di gregoriano "moderno" è l'inno per la festa della Sacra Famiglia. Fu scritto, infatti, da Papa Leone XIII, lo ascoltiamo nello studio che ci propone, come al solito, Giovanni Vianini da Milano:



O lux beáta cælitum
et summa spes mortálium,
Iesu, cui doméstica
arrísit orto cáritas;


María, dives grátia,
o sola quæ casto potes
fovére Iesum péctore,
cum lacte donans óscula;


Tuque ex vetústis pátribus
delécte custos Vírginis,
dulci patris quem nómine
divína Proles ínvocat:


De stirpe Iesse nóbili
nati in salútem géntium,
audíte nos, qui súpplices
ex corde vota fúndimus.


Qua vestra sedes flóruit
virtútis omnis grátia,
hanc detur in domésticis
reférre posse móribus.


Iesu, tuis obœdiens
qui factus es paréntibus,
cum Patre summo ac Spíritu
semper tibi sit glória. Amen.
Luce beata dal cielo e massima speranza dei mortali, Gesù, cui, al nascere, arrise l'amore familiare;


Maria, ricca di grazia, [tu] che, sola, potesti nutrire Gesù al casto petto donandogli baci, insieme con il latte;

e tu, dagli antichi padri scelto custode della Vergine, [tu] che il Figlio Divino chiama con il dolce nome di padre:

Nati dalla nobile stirpe di Jesse per la salvezza delle genti, ascoltate noi che supplici sciogliamo preghiere dal cuore.

Avvenga che questa vostra dimora, che rifulge per la grazia di ogni virtù, possa esser d’esempio nei costumi familiari.

Gesù, che ti sei fatto obbediente ai tuoi genitori, sia sempre gloria a te con l'Altissimo Padre e lo Spirito. Amen


Traduzione di Cattolici Romani

Nello spartito si noterà una strofa in più, la numero 5, che è stata tolta dall'inno nella nuova liturgia delle Ore, eliminando il riferimento vespertino, per poter utilizzare questo testo anche alle lodi.

La Comunità Europea si incontra quest'anno a Berlino: convocata dai fratelli di Taizé

C'è l'Unione Europea basata sulla moneta comune, e l'Unione Europea fondata sulla comune fede cristiana. La prima fa fatica ad incontrarsi e mettersi d'accordo. La seconda, cioè quella che conta davvero, si incontra annualmente per celebrare il passaggio da un anno all'altro, in preghiera, accoglienza e fraternità. La città scelta per il meeting europeo dei giovani convocati dai frères di Taizé è Berlino, simbolo di riunificazione europea, dopo dissidi, guerre, e sofferenze. Dal 28 dicembre al 1° gennaio, dunque, la capitale della Germania è anche capoluogo dei giovani cristiani europei, che vivono una piccola GMG europea dove non è presente il Papa, ma non è "senza" il Papa, che vuole unirsi anche lui alla preghiera. Benedetto XVI ha fatto indirizzare ai convenuti questo messaggio: 
"Mentre siete riuniti a Berlino con migliaia di giovani di tutta l’Europa ed anche di altri continenti, per cercare insieme ai fratelli della Comunità di Taizé di approfondire le sorgenti della fiducia, Sua Santità, Papa Benedetto XVI si unisce a voi nella preghiera e vi incoraggia ad aprire percorsi di fiducia in tutto il mondo.
Voi lo sapete, la fiducia non è cieca ingenuità. Liberandovi dalla schiavitù della paura, questa fiducia, attinta nella vostra fede in Cristo e nella vita del suo Spirito Santo nei vostri cuori, vi rende più lungimiranti e disponibili per rispondere alle numerose sfide e difficoltà alle quali devono far fronte gli uomini e le donne di oggi"
Sul sito della Comunità di Taizé potete leggere alcune testimonianze, e - se la connessione regge - partecipare in streaming alle sessioni del convegno e ai momenti di preghiera. E' inoltre possibile leggere qui le meditazioni di Frère Alois, priore di Taizé.
I canti di Taizé sanno unire le voci e le nazioni diverse, usando spesso e volentieri il latino, la lingua del cristianesimo europeo, lingua di tutti e di nessuno in particolare. Spesso i testi di questi canti, anche se i giovani non se ne rendono conto, sono antichissime antifone tratte dal Graduale Romanum. Magari non ci si pensa, ma i canti di Taizé funzionano perché sono nipoti del canto gregoriano e figli piccolini della polifonia. Senza parentale, grazie a Dio, con la Pop music...
Un video di presentazione di questi incontri annuali:

giovedì 29 dicembre 2011

Niente presepio a Rieti? Ma è proprio così...?

Certe notizie bisogna darle bene e COMPLETE, altrimenti si provoca un maremoto per nulla. Però anche chi compie certe scelte, magari, potrebbe fare dei comunicati stampa che aiutano i giornalisti a non ingannarsi e trarre in errore il pubblico, scatenando reazioni scomposte.
     Oggi, con sconcerto, leggevo su La Bussola quotidiana : "A Rieti hanno ucciso il presepe" e sul blog di Tornielli si rincarava "A Rieti hanno abolito il presepe". Pareva che nella Cattedrale di Rieti, in segno di "sobrietà" e di "crisi" non avessero fatto il presepio. Inorridito da questa corbelleria, perpetrata tra l'altro a pochi passi da Greccio (in diocesi di Rieti), luogo di nascita del presepio, mi sono un po' informato. Non potevo credere che in una cattedrale del genere si premeditasse qualcosa di simile: non allestire il presepio! La sede del vescovo ha dato forse ragione al politicamente corretto delle scuole pubbliche che ostracizzano la natività?
     Allora come stanno le cose? Quello che manca, quest'anno, è il presepio monumentale, storico, quello artistico che tutti i reatini aspettano come tradizione vuole. MA LA RAPPRESENTAZIONE DELLA NATIVITA' NON MANCA! E' stata allestita più semplicemente, in maniera comunque degna e visibile, come testimoniano le foto che sono apparse sul sito del settimanale diocesano e che qui riproduco:
Presepe della Cattedrale di Rieti - 2011: c'è, ma semplice e spoglio.
Ho tratto un sospiro di sollievo, ma non del tutto. La motivazione della scelta del minimalismo presepistico, comunque, rimane risibile, anzi, "piangibile", ed è giustamente fustigata dal pezzo di Tornielli. Che cosa significa: "l'assenza vale più della presenza" - come affermano i responsabili del sobrio presepe? Si sta parlando di sacre rappresentazioni, di visibilità della fede, di espressioni sensibili di ciò che è creduto! Il presepio è esattamente il contrario: "la presenza è necessaria alla speranza"! E san Francesco lo insegna bene: a Natale niente risparmio, non è tempo di far penitenza (altro che "sobrietà"). Anche i muri vanno spalmati di carne, pure se il Natale capitasse di venerdì, arrivò ad affermare il Santo di Assisi in una sua nota iperbole. (Celano, Vita Seconda, FF 787: "Voglio che in un giorno come questo anche i muri mangino carne; e se questo non è possibile, almeno che ne siano spalmati all'esterno.")
         E allora? Volete insegnare a Francesco la sobrietà? L'amore per la povertà? La salvaguardia del creato?
La storia del presepe di Rieti è un grande autogol comunicativo della diocesi, e su questo non c'è dubbio. Ma non esageriamo, però, amici giornalisti, con le critiche ideologiche ai poveri gestori della cattedrale di Rieti: pensavano di aver fatto una bella trovata, e invece si trovano in mezzo all'aspra bufera del popolo di Internet; non avevano calcolato che se non si è attenti, l'uso disinvolto dei simboli può ritorcersi contro chi li maneggia senza rendersi conto della loro "esplosività" emotiva.
     Intendiamoci: la sobrietà è un valore. Ma non iniziamo dalla liturgia e dal tempio. Se la Chiesa vuole spogliare se stessa e dare una mano alla crisi può guardare prima nei propri conti in banca, e invece di risparmiare e tesaurizzare, per le istituzioni è proprio il momento di spendere e far circolare soldi, dare lavoro perchè nessuno ne dà, commissionare opere e far girare un pochino l'economia.
Forse, invece di fare il presepio minimalista, era proprio il momento di comprare un altro paio di statue del presepe storico, così da aiutare gli artigiani del legno a rischio chiusura.... Un'idea per combattere la crisi dove sta: nel mercato, non sotto le navate della chiesa.

mercoledì 28 dicembre 2011

Santi innocenti: libretto della santa messa solenne dai francescani di Betlemme

Ho scoperto in rete questo bel libretto, che riporta la Messa dei SS. Innocenti, con il grado di solennità, come si celebra presso la Basilica di Betlemme, nella grotta dei sepolcri dei santi bambini.
Potete scaricarlo a questo collegamento. Oppure sfogliatelo "virtualmente" qui sotto:

lunedì 26 dicembre 2011

Il canto del prefazio di Natale (praefatio de Nativitate Domini)

Il prefazio del tempo di Natale è una perla della liturgia romana, tratto dagli scritti di San Leone Magno, se non composto tale e quale lo abbiamo dal santo Dottore stesso. Questo testo è passato dall'antico al nuovo messale, senza cambiamenti. Il Papa, nonostante l'età e la voce non più saldissima, l'ha cantato in mondovisione durante la Messa della Notte. Un modello e uno sprone per i nostri ben più giovani celebranti: imparate il vostro mestiere sacerdoti, e ricominciate a cantare LA messa. In italiano, in latino o altra lingua, ma ricominciate a cantare le VOSTRE parti nella santa liturgia. Prendete esempio dal Santo Padre:

PRÆFATIO I DE NATIVITATE DOMINI


Si dice nelle Messe di Natale e della sua ottava; tra l’ottava di Natale, anche nelle Messe con prefazio proprio, fatta eccezione per le Messe che hanno un prefazio proprio dei divini misteri o delle Persone divine; si dice inoltre nelle ferie del Tempo di Natale.

Vere dignum et iustum est, æquum et salutáre,
nos tibi semper et ubíque grátias ágere:
Dómine, sancte Pater, omnípotens ætérne Deus:
Quia per incarnáti Verbi mystérium nova mentis nostræ óculis lux tuæ claritátis infúlsit:
ut, dum visibíliter Deum cognóscimus, per hunc in invisibílium amórem rapiámur.
Et ídeo cum Angelis et Archángelis, cum Thronis et Dominatiónibus,
cumque omni milítia cæléstis exércitus, hymnum glóriæ tuæ cánimus,
sine fine dicéntes:
Sanctus, Sanctus, Sanctus....


Traduzione CEI: Prefazio di Natale I
Cristo Luce

E' veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Nel mistero dei Verbo incarnato
è apparsa agli occhi della nostra mente
la luce nuova del tuo fulgore,
perché conoscendo Dio visibilmente,
per mezzo suo siamo rapiti all’amore delle cose invisibili.
E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli,
ai Troni e alle Dominazioni
e alla moltitudine dei Cori celesti,
cantiamo con voce incessante l’inno della tua gloria:
Santo, Santo, Santo …



Santi Martiri Nigeriani che seguite l'agnello appena nato, pregate per noi!

"Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. 
Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato"
Vangelo di oggi, 26 dicembre: Mt 10,17-22

Santo Stefano, il primo martire, la cui memoria è collocata a ridosso del Natale non è lì per caso: sta a ricordarci continuamente che il Bambino di Betlemme è fonte di contraddizione, e tanti - ai suoi tempi e ai nostri - tentano di chiudere la bocca a lui e ai suoi testimoni. Il bambino Gesù che è nato è fin da subito minacciato e insidiato dall'"enorme drago" dell'Apocalisse, che vuole ingoiarlo insieme a sua Madre, la Vergine fatta Chiesa.
Ancora bombe islamiche hanno insanguinato una comunità in preghiera, nella notte del 25 dicembre. Qui la notizia dell'ANSA. La parrocchia cattolica di Santa Teresa, nella capitale della Nigeria, è stata assaltata con autobombe durante la Messa natalizia, 19 - per ora - i morti accertati. Anche altre comunità cristiane, non cattoliche, hanno subito vergognosi attacchi durante la preghiera. In tutto 32 i caduti. 
Nuovi martiri, per i quali vi invito non tanto a pregare, ma ad invocarli subito, sperando che anche la Santa Sede nei suoi comunicati, sappia con coraggio riprendere le parole scandalose di perdono di Santo Stefano mentre veniva lapidato per la sua testimonianza a Cristo: "Signore, non imputare loro questo peccato!" (At 7,60). Preghiamo, allora, perchè Dio perdoni quanti compiono queste scelleratezze e li converta; e come San Paolo fu conquistato da Santo Stefano, così questi fondamentalisti di oggi possano essere conquistati a Cristo dalle loro vittime innocenti.

domenica 25 dicembre 2011

Responsorio di Natale gregoriano: Verbum caro factum est

Il responsorio breve vespertino del tempo di Natale, con il tono solenne. Da ascoltare e da scaricare e usare nelle celebrazioni del vespro (Scaricate qui tutto il libretto, con le note gregoriane, per lodi e vespri di Natale):

verbum caro factum est (responsorio) 


     


Un'altra esecuzione dello stesso resposorio

Omelia del Papa per la Messa della Notte di Natale 2011: San Francesco e il vedere il volto di Dio



Cari fratelli e sorelle,
La lettura tratta dalla Lettera di san Paolo Apostolo a Tito, che abbiamo appena ascoltato, inizia solennemente con la parola “apparuit”, che ritorna poi di nuovo anche nella lettura della Messa dell’aurora: apparuit – “è apparso”. È questa una parola programmatica con cui la Chiesa, in modo riassuntivo, vuole esprimere l’essenza del Natale. Prima, gli uomini avevano parlato e creato immagini umane di Dio in molteplici modi. Dio stesso aveva parlato in diversi modi agli uomini (cfrEb 1,1: lettura nella Messa del giorno). Ma ora è avvenuto qualcosa di più: Egli è apparso. Si è mostrato. È uscito dalla luce inaccessibile in cui dimora.  
         Egli stesso è venuto in mezzo a noi. Questa era per la Chiesa antica la grande gioia del Natale: Dio è apparso. Non è più soltanto un’idea, non soltanto qualcosa da intuire a partire dalle parole. Egli è “apparso”. Ma ora ci domandiamo: Come è apparso? Chi è Lui veramente? La lettura della Messa dell’aurora dice al riguardo: “apparvero la bontà di Dio … e il suo amore per gli uomini” (Tt 3,4). Per gli uomini del tempo precristiano, che di fronte agli orrori e alle contraddizioni del mondo temevano che anche Dio non fosse del tutto buono, ma potesse senz’altro essere anche crudele ed arbitrario, questa era una vera “epifania”, la grande luce che ci è apparsa: Dio è pura bontà. Anche oggi, persone che non riescono più a riconoscere Dio nella fede si domandano se l’ultima potenza che fonda e sorregge il mondo sia veramente buona, o se il male non sia altrettanto potente ed originario quanto il bene e il bello, che in attimi luminosi incontriamo nel nostro cosmo. “Apparvero la bontà di Dio … e il suo amore per gli uomini”: questa è una nuova e consolante certezza che ci viene donata a Natale.
      In tutte e tre le Messe del Natale la liturgia cita un brano tratto dal Libro del Profeta Isaia, che descrive ancora più concretamente l’epifania avvenuta a Natale: “Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il potere e il suo nome sarà: Consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace. Grande sarà il suo potere e la pace non avrà fine” (Is 9,5s). Non sappiamo se il profeta con questa parola abbia pensato a un qualche bambino nato nel suo periodo storico. Sembra però impossibile. Questo è l’unico testo nell’Antico Testamento in cui di un bambino, di un essere umano si dice: il suo nome sarà Dio potente, Padre per sempre. Siamo di fronte ad una visione che va di gran lunga al di là del momento storico verso ciò che è misterioso, collocato nel futuro. Un bambino, in tutta la sua debolezza, è Dio potente. Un bambino, in tutta la sua indigenza e dipendenza, è Padre per sempre. “E la pace non avrà fine”. Il profeta ne aveva prima parlato come di “una grande luce” e a proposito della pace proveniente da Lui aveva affermato che il bastone dell’aguzzino, ogni calzatura di soldato che marcia rimbombando, ogni mantello intriso di sangue sarebbero stati bruciati (cfr Is 9,1.3-4).
            Dio è apparso – come bambino. Proprio così Egli si contrappone ad ogni violenza e porta un messaggio che è pace. In questo momento, in cui il mondo è continuamente minacciato dalla violenza in molti luoghi e in molteplici modi; in cui ci sono sempre di nuovo bastoni dell’aguzzino e mantelli intrisi di sangue, gridiamo al Signore: Tu, il Dio potente, sei apparso come bambino e ti sei mostrato a noi come Colui che ci ama e mediante il quale l’amore vincerà. E ci hai fatto capire che, insieme con Te, dobbiamo essere operatori di pace. Amiamo il Tuo essere bambino, la Tua non violenza, ma soffriamo per il fatto che la violenza perdura nel mondo, e così Ti preghiamo anche: dimostra la Tua potenza, o Dio. In questo nostro tempo, in questo nostro mondo, fa’ che i bastoni dell’aguzzino, i mantelli intrisi di sangue e gli stivali rimbombanti dei soldati vengano bruciati, così che la Tua pace vinca in questo nostro mondo.
             Natale è epifania – il manifestarsi di Dio e della sua grande luce in un bambino che è nato per noi. Nato nella stalla di Betlemme, non nei palazzi dei re. Quando, nel 1223, San Francesco di Assisi celebrò a Greccio il Natale con un bue e un asino e una mangiatoia piena di fieno, si rese visibile una nuova dimensione del mistero del Natale. Francesco di Assisi ha chiamato il Natale “la festa delle feste” – più di tutte le altre solennità – e l’ha celebrato con “ineffabile premura” (2 Celano, 199:Fonti Francescane, 787). Baciava con grande devozione le immagini del bambinello e balbettava parole di dolcezza alla maniera dei bambini, ci racconta Tommaso da Celano (ivi). Per la Chiesa antica, la festa delle feste era la Pasqua: nella risurrezione, Cristo aveva sfondato le porte della morte e così aveva radicalmente cambiato il mondo: aveva creato per l’uomo un posto in Dio stesso. Ebbene, Francesco non ha cambiato, non ha voluto cambiare questa gerarchia oggettiva delle feste, l’interna struttura della fede con il suo centro nel mistero pasquale. Tuttavia, attraverso di lui e mediante il suo modo di credere è accaduto qualcosa di nuovo: Francesco ha scoperto in una profondità tutta nuova l’umanità di Gesù. Questo essere uomo da parte di Dio gli si rese evidente al massimo nel momento in cui il Figlio di Dio, nato dalla Vergine Maria, fu avvolto in fasce e venne posto in una mangiatoia. La risurrezione presuppone l’incarnazione. Il Figlio di Dio come bambino, come vero figlio di uomo – questo toccò profondamente il cuore del Santo di Assisi, trasformando la fede in amore. “Apparvero la bontà di Dio e il suo amore per gli uomini”: questa frase di san Paolo acquistava così una profondità tutta nuova. Nel bambino nella stalla di Betlemme, si può, per così dire, toccare Dio e accarezzarlo. Così l’anno liturgico ha ricevuto un secondo centro in una festa che è, anzitutto, una festa del cuore.
            Tutto ciò non ha niente di sentimentalismo. Proprio nella nuova esperienza della realtà dell’umanità di Gesù si rivela il grande mistero della fede. Francesco amava Gesù, il bambino, perché in questo essere bambino gli si rese chiara l’umiltà di Dio. Dio è diventato povero. Il suo Figlio è nato nella povertà della stalla. Nel bambino Gesù, Dio si è fatto dipendente, bisognoso dell’amore di persone umane, in condizione di chiedere il loro – il nostro – amore. Oggi il Natale è diventato una festa dei negozi, il cui luccichio abbagliante nasconde il mistero dell’umiltà di Dio, la quale ci invita all’umiltà e alla semplicità. Preghiamo il Signore di aiutarci ad attraversare con lo sguardo le facciate luccicanti di questo tempo fino a trovare dietro di esse il bambino nella stalla di Betlemme, per scoprire così la vera gioia e la vera luce.
Sulla mangiatoia, che stava tra il bue e l’asino, Francesco faceva celebrare la santissima Eucaristia (cfr 1 Celano, 85: Fonti, 469). Successivamente, sopra questa mangiatoia venne costruito un altare, affinché là dove un tempo gli animali avevano mangiato il fieno, ora gli uomini potessero ricevere, per la salvezza dell’anima e del corpo, la carne dell’Agnello immacolato Gesù Cristo, come racconta il Celano (cfr 1 Celano, 87: Fonti, 471). Nella Notte santa di Greccio, Francesco quale diacono aveva personalmente cantato con voce sonora il Vangelo del Natale. Grazie agli splendidi canti natalizi dei frati, la celebrazione sembrava tutta un sussulto di gioia (cfr 1 Celano, 85 e 86: Fonti, 469 e 470). Proprio l’incontro con l’umiltà di Dio si trasformava in gioia: la sua bontà crea la vera festa.
                Chi oggi vuole entrare nella chiesa della Natività di Gesù a Betlemme, scopre che il portale, che un tempo era alto cinque metri e mezzo e attraverso il quale gli imperatori e i califfi entravano nell’edificio, è stato in gran parte murato. È rimasta soltanto una bassa apertura di un metro e mezzo. L’intenzione era probabilmente di proteggere meglio la chiesa contro eventuali assalti, ma soprattutto di evitare che si entrasse a cavallo nella casa di Dio. Chi desidera entrare nel luogo della nascita di Gesù, deve chinarsi. Mi sembra che in ciò si manifesti una verità più profonda, dalla quale vogliamo lasciarci toccare in questa Notte santa: se vogliamo trovare il Dio apparso quale bambino, allora dobbiamo scendere dal cavallo della nostra ragione “illuminata”. Dobbiamo deporre le nostre false certezze, la nostra superbia intellettuale, che ci impedisce di percepire la vicinanza di Dio. Dobbiamo seguire il cammino interiore di san Francesco – il cammino verso quell’estrema semplicità esteriore ed interiore che rende il cuore capace di vedere. Dobbiamo chinarci, andare spiritualmente, per così dire, a piedi, per poter entrare attraverso il portale della fede ed incontrare il Dio che è diverso dai nostri pregiudizi e dalle nostre opinioni: il Dio che si nasconde nell’umiltà di un bimbo appena nato.
           Celebriamo così la liturgia di questa Notte santa e rinunciamo a fissarci su ciò che è materiale, misurabile e toccabile. Lasciamoci rendere semplici da quel Dio che si manifesta al cuore diventato semplice. E preghiamo in quest’ora anzitutto anche per tutti coloro che devono vivere il Natale in povertà, nel dolore, nella condizione di migranti, affinché appaia loro un raggio della bontà di Dio; affinché tocchi loro e noi quella bontà che Dio, con la nascita del suo Figlio nella stalla, ha voluto portare nel mondo. Amen.

© Copyright 2011 - Libreria Editrice Vaticana

sabato 24 dicembre 2011

35mila volte Buon Natale!

A tutti i visitatori del Blog un carissimo augurio di un Santo Natale! Mi avete sorpreso in questo mese con le quasi 35.000 visite in 30 giorni: un grazie anche per questo gradito segno di interesse che, non lo posso negare, stimola e rallegra. Un regalo natalizio, insomma.
Tanti AUGURI!