Per chi si fosse perso questo pezzo del TG1 di qualche giorno fa. Continuiamo a meditare.
Visualizzazione post con etichetta eutanasia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta eutanasia. Mostra tutti i post
venerdì 13 febbraio 2009
sabato 7 febbraio 2009
I negazionisti della vita di Eluana
Sembra che la lucidità di sopprimere gli handicappati non mancasse a quell'Hitler di terrifica memoria, il quale - oltre a sterminare gli ebrei - non andava certo per il sottile con parecchie altre categorie di esseri umani.
Negare la Shoah ha giustamente scatenato, in questi giorni, il putiferio mediatico. Ma negare la vita ad un essere umano palesemente vivo, negargli acqua e cibo, questo invece richiede "silenzio e rispetto" - a detta di parecchi fra i nostri illustri politicanti (quelli di loro al governo si muovono adesso, come se non avessero avuto mesi di tempo per far qualcosa). Silenzio e rispetto per che cosa poi? Dobbiamo tacere perchè gridino le pietre? Dobbiamo far tacere la coscienza perchè i malati cronici costano troppo ed è meglio imparare fin d'oggi a eliminare il problema?
Dopo aver ammesso l'aborto, e quella volta senza maschere e ipocrisie, adesso, per spingere ad accettare l'eutanasia attiva, gli stessi politicanti (invecchiati di parecchi lustri) si trasvestono da compassionevoli crocerossine dei malati terminali. Ma Eluana non è malata, è solo handicappata, disabile gravissima, e ha solo bisogno di essere riportata dove è stata accudita e accolta negli ultimi 17 anni.
Aspettiamo e preghiamo, non solo per lei, ma per i suoi carnefici. Perchè così si chiamano quei talebani del liberalismo assoluto, cultura di morte al pari di tante altre ideologie, travestita ipocritamente da amorevole assistenza: assistenza ad una condannata alla pena capitale, senza colpe e senza prove.
martedì 3 febbraio 2009
Eluana in viaggio verso l'esecuzione della sentenza capitale
La notizia e il suo commento----------------------------
Trieste, 3 feb. (Adnkronos) - ''Eluana non soffrirà, perchè Eluna è morta 17 anni fa''. Lo ha detto ai microfoni della Rai del Friuli Venezia Giulia l'anestesista Amato De Monte, che ha viaggiato da Lecco a Udine a bordo dell'ambulanza insieme a Eluana Englaro, spiegando: ''Premetto che questa sarà la mia prima e ultima intervista che rilascio sull'argomento e penso di potermi fare portavoce anche della famiglia Englaro nel reclamare assolutamente la piu' totale privacy in questo dolorosissimo momento''.Amato De Monte ha riferito che per Eluana ''verrà seguito un protocollo concordato con i consulenti, che sono il prof. Borasio della Clinica di cure palliative di Monaco di Baviera e il prof. Defanti, che da anni segue la signor Englaro e che effettuerà quanto previsto dal decreto della Corte d'appello di Milano''. Così De Monte parla del percorso in ambulanza al capezzale di Eluana: ''Questa sicuramente è la cosa più angosciante, che mi ha accompagnato per tutto il viaggio, ed è stato toccare con mano la grossa diversità che c'è stata tra il vissuto che abbiamo avuto tutti, penso''.
Amato descrive il dolore provato nell'assistere ''questa ragazza, che ci è stata presentata - spiega - nel fiore della giovinezza, una bella ragazza con la gioia di vivere, e trovarsi invece davanti a una persona che e' completamente diversa, e dalle immagini concrete, e dall'immaginario che penso ognuno di noi si era creato di questa ragazza''.
''Il mio stato d'animo - aggiunge De Monte - completamente devastato, come uomo, come padre, come medico e come cittadino. Però tutto questo passa nettamente in secondo piano davanti al dolore della famiglia Englaro. Io penso che tutta la società civile dovrebbe fare un grosso ripensamento su questa tematica e soprattutto sullo scollamento che su questo problema esiste tra il sentire sociale e la posizione della politica e della Chiesa''.
Dell'incontro con Bepino Englaro, De Monte è stato colpito dal ''modo con cui ha espresso questo suo perseverare nel cercare di esaudire la volontà della figlia e in particolar modo quello di volerla liberare''.
Il papà di Eluana, ha spiegato l'anestesista, ha usato proprio ''questa parola ed è una parola che non dimenticherò mai''.
------------------------------
E mentre i pietosissimi boia di Eluana cercano di convincerci che la Chiesa è scollata dalla realtà e che la Politica, cioè la legge dell'Italia laica è anch'essa retrograda perchè non prevede ancora la pena di morte per handicappati gravi (effettivamente Hitler su questo punto era più avanzato), nella messa di oggi ogni sacerdote ha letto queste parole che forse non a caso tornano nella liturgia di questa triste giornata (Mc 5,21-43):
Si recò da Gesù uno dei capi della sinagoga, di nome Giairo, il quale, vedutolo, gli si gettò ai piedi e lo pregava con insistenza: “La mia figlioletta è agli estremi; vieni a imporle le mani perché sia guarita e viva”. Gesù andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno...
Mentre ancora parlava, dalla casa del capo della sinagoga vennero a dirgli: “Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?”. Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: “Non temere, continua solo ad aver fede!”. E non permise a nessuno di seguirlo fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava. Entrato, disse loro: “Perché fate tanto strepito e piangete? La bambina non è morta, ma dorme”. Ed essi lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della fanciulla e quelli che erano con lui, ed entrò dove era la bambina. Presa la mano della bambina, le disse: “Talità kum”, che significa: “Fanciulla, io ti dico, alzati!”. Subito la fanciulla si alzò e si mise a camminare; aveva dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. Gesù raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e ordinò di darle da mangiare.
Gesù ci insegna ad aver fede oltre ogni speranza, anche oltre l'ostacolo insormontabile della morte. A nessuno è lecito decidere di togliere acqua e cibo a un'altra persona con l'ipocrita convinzione che "tanto è già morta". Se fosse morta non bisognerebbe ucciderla, non trovate?
Non è la Chiesa ad essere fuori fase, anzi, finchè segue Gesù può star sicura. E' quando volesse seguire il flusso del mondo, perchè è trendy, che si perderebbe davvero. Lasciate che i Radicali, che appoggiano e spalleggiano questa assurda campagna di morte, strumentalizzando un povero padre, deridano tutti quelli che hanno ancora un po' di umanità, lasciate che deridano Gesù, il suo messaggio e i suoi messaggeri: "Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia" (MT 5,11). Eravamo stati avvertiti.
Solo "la verità vi farà liberi" (Gv 8,32) ci ricorda Gesù, non l'ha detto un papa o l'altro. Non basta, caro anestesista dire che tutto deve tornare nell'ombra della privacy: chi si nasconde nel buio e non vuole farsi vedere, lo vuole perchè sa di non compiere il bene. Il maligno agisce così, nascondendosi.
Una volta uccisa Eluana, anche politicamente verrà giù una diga. Dopo l'aborto, sarà la volta dell'eutanasia, fatta passare come pietoso non-accanimento (ma una cosa è uno dare una medicina inutile ad un moribondo - e su questo sono tutti d'accordo- un'altra cosa è far morire di fame un handicappato pur gravissimo ma per niente in agonia). Al matrimonio omosessuale siamo arrivati, adesso in agenda dobbiamo mettere la poligamia e poi lo sposarsi tra uomini e animali. Oggi sembrano ridicoli, ma domani, state tranquilli, in nome della libertà e dei diritti individuali, arriveremo anche a questo. Chi vivrà vedrà. Non si sa se sia meglio che qualcuno ci ammazzi prima, magari per liberarci pietosamente dal vedere questo fosco futuro.
Alle persone di buona volontà: uniamoci alla preghiera invocata dal Vescovo di Udine, Pietro Brollo, per la sopravvivenza di Eluana, e perchè qualcuno dei nostri governanti (ai quali forse non interessa più di tanto la vita di questa ragazza) abbia almeno un rigurgito di legalità e fermi questa assurda sentenza di morte palesemente illegale (almeno nel nostro paese) oltre che totalmente irrazionale.
Altre notizie sul caso: http://www.asca.it/copertina-ELUANA__A_UDINE_PER_L'ULTIMO_VIAGGIO__CEI__E'_EUTANASIA-976.html
L'appello del Vescovo di Udine: http://s2ew.udine.chiesacattolica.it/pls/udine/V3_S2EW_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=1744
Per chi non sapesse ancora di cosa si tratta, ricordo che Eluana non è attaccata ad alcuna "macchina" da "spegnere", ma è solo aiutata a mangiare e bere:
mercoledì 9 luglio 2008
E l'eutanasia arrivò in Italia: condannata a morire di fame e sete Eluana Englaro
I giudici hanno deciso. Con una circonlocuzione dichiarano ammissibile "sospendere l'alimentazione e l'idratazione" artificiale di Eluana Englaro, ragazza che da 16 anni vive in stato vegetativo permanente.Viene condannata, diciamolo chiaro, a morire di FAME E DI SETE, per affermare il diritto all'eutanasia. Altro che eutanasia, questa è una morte lenta e feroce, come affermano fior fior di dottori, per es. il famoso Bruno Dallapiccola:
La sentenza della Corte d'Appello civile? E' di un livello di crudelta' inaudito, il peggiore della specie animale, meglio sarebbe stata una siringa o la sedia elettrica. E' la secca risposta del genetista Bruno Dallapiccola alla sentenza con cui e' stata autorizzato lo stop all'alimentazione forzata per Eluana Englaro in coma dal 1992 dopo un incidente stradale. "Vorrei ricordare la morte atroce che subi' Therry Schiavo dopo la sospensione dell'alimentazione - avverte Dallapiccola che e' anche presidente di 'Scienza e Vita' - non e' che sospesa l'alimentazione e l'idratazione arriva la morte immediata: per questo la sentenza e' di un livello inaudito di crudelta'". Poi aggiunge "il peggiore della specie animale: sarebbe stato piu' civile l'impiego - conclude Dallapiccola - di una siringa oppure della sedia elettrica piuttosto che una morte lenta e queste cose le dico da medico".
Altri commenti a caldo:
E' critico sulla decisione dei giudici sul caso Englaro il centro di bioetica dell'universita' Cattolica di Roma diretto dal professor Adriano Pessina. 'L'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione comporteranno una lenta agonia di Eluana Englaro, colpevole soltanto di essere ancora viva - si legge in una nota - ci auguriamo che questa decisione non venga attuata e ci appelliamo, ancora una volta, al sig. Beppino Englaro affinche' permetta che Eluana continui a vivere'. 'Si deve constatare - afferma la nota - la gravita' di una simile decisione, che di fatto scardina il principio della non disponibilita' della vita umana e del dovere, proprio di ogni societa' civile, di non legittimare forme di abbandono terapeutico e assistenziale nei confronti dei propri cittadini, che non sono in grado di provvedere a loro stessi. Di fatto viene attribuito a un tutore un vero e proprio potere di vita e di morte nei confronti della persona che gli e' affidata, stravolgendo lo stesso significato della tutela. Questa decisione, inoltre, introduce un serio e grave problema deontologico nella medicina: sospendere trattamenti ordinari come quelli somministrati a un paziente in stato vegetativo a motivo di una decisione che non ha fondamento clinico, significa di fatto scardinare il dovere fondamentale del prendersi cura dei pazienti che non sono in grado di intendere e volere'.
"Non ho mai ritenuto che l'idratazione a le nutrizione potessero configurare una condizione di accanimento terapeutico nei malati in coma vegetativo". Cosi' Enzo Saraceni, presidente dell'Associazione italiana dei medici cattolici (Amci). "Mi sembra pertanto- sottolinea- che la decisione della Corte d'appello di Milano, di cui pure bisognera' leggere con attenzione la motivazione, vada oltre ogni orientamento giustamente favorevole all' autodeterminazione del paziente e dei suoi familiari nelle condizioni irreversibili di fine vita e introduca un precedente pericoloso a favore della pratica dell'eutanasia".
E mentre i Radicali esultano per una battaglia vinta, si spera ancora nella Cassazione, perchè se passa questo provvedimento, diventerà un precedente per staccare non la spina di un respiratore, ma il mangiare e il bere, a qualunque malato non possa nutrirsi da solo e per il quale non ci siano prospettive di guarigione.
Capisco il dolore estremo di un padre nel vedere la figlia in quello stato. Ma che dei giudici dicano che dare acqua e cibo a chi non riesce a procurarseli da solo sia ACCANIMENTO TERAPEUTICO, questo è proprio aberrante.
Notizia intera e commenti:
http://www.aduc.it/dyn/eutanasia/noti.php?id=226210
This sad story in English by Reuters:
Iscriviti a:
Post (Atom)