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venerdì 25 maggio 2012

Canto di comunione per la Pentecoste

Il Graduale Simplex, libro liturgico post-conciliare per il canto gregoriano nelle chiese "minori" e meno musicalmente dotate, suggerisce (vedi pag. 193) come canto di comunione per il giorno di Pentecoste, l'antica antifona "Spiritus qui a Patre procedit" , normalmente impiegata dal Graduale Romanum come canto per la Messa votiva allo Spirito Santo. E' davvero semplicissima e alla portata di tutti. I versetti del salmo che si può  lodevolmente intercalare alla ripetizione dell'antifona, si cantano nel conosciutissimo tono VIII e sono da trarre dal Salmo 78 (in latino: Ps. 77).

Spiritus qui a Patre procedit, alleluia: ille me clarificabit, alleluia, alleluia.
Lo Spirito che procede dal Padre, alleluia: lui mi glorificherà, alleluia, alleluia.

Popolo mio, porgi l'orecchio al mio insegnamento, *
ascolta le parole della mia bocca.

Diremo alla generazione futura †
le lodi del Signore, la sua potenza *
e le meraviglie che egli ha compiuto.

Ha comandato ai nostri padri di farle conoscere
ai loro figli, †
perché le sappia la generazione futura, *
i figli che nasceranno.

Anch'essi sorgeranno a raccontarlo ai loro figli *
perché ripongano in Dio la loro fiducia

E non dimentichino le opere di Dio, *
ma osservino i suoi comandi.

Ecco, egli percosse la rupe e ne scaturì acqua, *
e strariparono torrenti.

«Potrà forse dare anche pane *
o preparare carne al suo popolo?».

Comandò alle nubi dall'alto *
e aprì le porte del cielo.

Fece piovere su di essi la manna per cibo *
e diede loro pane del cielo:

L'uomo mangiò il pane degli angeli, *
diede loro cibo in abbondanza.

Mangiarono e furono ben sazi, *
li soddisfece nel loro desiderio.

Ecco ora una rarissima incisione del canto di cui stiamo parlando, registrato dai monaci di St. Benoit-du-Lac (Quebec- Canada) nel 1936. 

giovedì 24 maggio 2012

Quando la tecnologia aiuta il Gregoriano: le app per la notazione quadrata

Vi segnalo un'applicazione sia per Iphone/Ipad che per Android (telefoni e tablet). Si chiama IChant (in italiano sarebbe: io canto gregoriano), ed è praticamente una utilissima tastiera musicale che può essere programmata a seconda della chiave (di Do o di Fa) e del rigo su cui porla. Automaticamente fornisce tutte le posizioni delle note quadrate che trovate sugli spartiti di musica gregoriana. Così per intonare o studiare meglio la melodia potete semplicemente premere il tasto della nota quadrata corrispondente a quella che vedete nello spartito e subito la sentirete suonare. Ha anche un sistema per abbassare o alzare di vari semitoni i canti troppo alti (o bassi). Davvero un utile strumentino, sempre a portata di mano, per provare (e trovare) le note giuste per intonare o imparare un canto Gregoriano. La tecnologia a servizio della tradizione liturgica.
Ecco qui alcune schermate per capire meglio di che cosa si tratta:
Come si presenta sugli Android
L'applicazione come appare sull'App Store
Ricapitolando: chi vuole saperne di più sulla App per gingilli Apple vada qui
Chi, invece, è interessato alle trappole di Google Android, può cliccare qui

mercoledì 23 maggio 2012

Nuova linfa per il canto sacro, in special modo il Gregoriano: le promesse della Congregazione per il Culto Divino

Sandro Magister, presente al convegno di sabato scorso a Lecce, rilancia la notizia - diffusa direttamente dal Sottosegretario della Congregazione per il Culto Divino, Juan-Miguel Ferrer Grenesche - a proposito della riorganizzazione della stessa Congregazione e delle nuove competenze assegnatele dal Motu Proprio Quaerit semper. Potete leggere qui tutta intera la relazione, di cui cito solo le conclusioni con qualche commento in rosso.

Il nuovo regolamento, ancorché dipendente dalla conferma da parte della segreteria di Stato, prevede il mantenimento di quattro sezioni, per non alterare l’organico, che saranno però in linea di principio le seguenti:

– l'ufficio liturgico I;
– l'ufficio liturgico II;
– l’ufficio disciplinare, nel quale si sommano le competenze di disciplina liturgica e tutte quelle che riguardano i sacramentali;
l’ufficio per le arti e la musica liturgiche.

In ogni caso, qualunque sia la configurazione finale di questo dipartimento per le arti e la musica, si prevede che al suo interno ci si occupi con una certa differenziazione di competenze dei temi di musica e di quelli di architettura, pittura, scultura e arti cosiddette minori.

A sua volta, ciò esigerà la nomina di una serie di collaboratori esterni o consultori, con specifiche competenze in questi settori.

Nel campo specifico della musica sacra torneranno a stabilirsi specifiche relazioni a livello istituzionale con il Pontificio Istituto di Musica Sacra, come pure con l’Abbazia di Saint-Pierre di Solesmes e altre associazioni e istituzioni che lavorano nel campo della musica per la liturgia, sia dal punto di vista scientifico, sia dal punto di vista accademico, sia nella prospettiva della creazione di nuove musiche o della pastorale.

A livello di obiettivi o sfide immediate ne segnalo alcuni che risultano certamente evidenti:

a. Attualizzare e completare la serie dei libri musicali per la liturgia in lingua latina, sia per quanto riguarda la santa messa, sia per l’ufficio divino, i sacramenti e i sacramentali. Raggiunto tale traguardo, converrà probabilmente realizzare una edizione completa e più facilmente fruibile di molti di questi materiali nella forma di una sorta di "liber usualis". [Un liber usualis per la forma ordinaria!!]

b. Sembra altresì urgente ricompilare e precisare le diverse norme e gli orientamenti del magistero pontificio più recente sulla musica sacra per offrire un testo di base per un direttorio per il canto e la musica nella celebrazione liturgica ad uso delle diverse conferenze dei vescovi, cui è affidato il compito di elaborare direttori e repertori per le rispettive nazioni. [Un direttorio che aiuti chi vuole fare le cose giuste a poterle sostenere con un documento essenziale, senza dover citare continuamente a destra e sinistra pronunciamenti vari, ma di difficile reperibilità]

Tale direttorio, per quanto riguarda il canto gregoriano, dovrà superare le dispute tra i criteri puramente paleografici e quelli pastorali, come pure, in relazione con il competente dicastero, porre i problemi dell’uso del gregoriano secondo edizioni anteriori al 1962 nella cosiddetta "forma straordinaria" del rito romano.

c. Con l’aiuto delle istituzioni accademiche e pastorali competenti, sarà necessario promuovere, almeno nelle principali o più diffuse lingue moderne, in armonia con i criteri esposti in un opportuno direttorio, modelli di nuove composizioni che aiutino a verificare le proposte teoriche e a discernerle a livello locale.

Resta il dubbio quale sia la strategia migliore per giungere a tale risultato. Per il momento, si resta in attesa che i nuovi organismi interni alla congregazione, membri e consultori, si confrontino in merito, dall’edizione di repertori per le celebrazioni internazionali all’organizzazione di premi o concorsi internazionali di composizione, a corsi per compositori, direttori e interpreti e a molte altre proposte concrete da valutare.

Ricapitolando, è evidente che per ricondurre il tema della musica nelle celebrazioni liturgiche la congregazione, facendo propri gli insegnamenti di papa Benedetto XVI e dei suoi immediati predecessori in materia, deve garantire:

1. la preparazione di strumenti attualizzati e ufficiali per poter celebrare con il canto la liturgia romana in lingua latina;

2. chiarezza e facilità per la celebrazione del rito romano nella forma ordinaria in lingua vernacola, cantando in parte o per intero l’ordinario e/o il proprio della messa o l’ufficio divino con melodie gregoriane o polifoniche basate sul testo liturgico in latino; [vuol dire: anche se la messa è in italiano non c'è nessun problema a tornare a cantare in latino, sia in gregoriano che in polifonia, e pure nell'ufficio divinol Questa è una grande affermazione]

3. l’esistenza di alcuni criteri attualizzati per poter applicare i principi di gradualità definiti in "Musicam sacram", sia per la celebrazione in lingua latina, sia per la celebrazione in lingua vernacola (direttorio); [Si riferisce ai vari gradi di partecipazione al canto: dal canto delle risposte e dei dialoghi tra sacerdote e assemblea, al canto dell'Ordinario, fino al canto del proprio della Messa, che non è da considerare "furto al popolo" se resta appannaggio delle Scholae]

4. l’esistenza di un quadro normativo certo e rispondente al fine di stabilire opportuni repertori nazionali destinati ad assumere di volta in volta un valore ufficiale, in modo tale che l’impiego di altri canti richieda un’autorizzazione "ad casum" da parte del rispettivo ordinario: anche questa materia del futuro direttorio.  [Un restringimento enorme, almeno in teoria, sugli "altri canti adatti" al posto di quelli propri]
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Bellissima anche la relazione di Fulvio Rampi sul Gregoriano come "Lectio divina" musicale, esegesi in canto della Parola di Dio, fatta propria dalla spiritualità della Chiesa latina. Potete leggere anche questa relazione a questo link: Il Canto Gregoriano: un estraneo a casa sua

giovedì 10 maggio 2012

Santa Ildegarda finalmente proclamata santa

Sembra un titolo contraddittorio ma è proprio quello che Papa Benedetto ha fatto e di cui oggi viene data notizia.
Il Papa ha esteso alla Chiesa Universale il culto liturgico in onore di Santa Ildegarda di Bingen, monaca benedettina tedesca vissuta nel dodicesimo secolo, iscrivendola nel catalogo dei Santi. La mistica tedesca Ildegarda era già venerata come Santa dalla Chiesa, anche se il processo di canonizzazione non era mai giunto a compimento: il Papa, che ora la iscrive ufficialmente nel catalogo dei Santi, le aveva dedicato due intense catechesi nel settembre del 2010.

Così la presenta il Martirologio Romano, in cui il suo nome già compare, nonostante la mancanza del sigillo papale arrivato solo oggi:
17 settembre: Nel monastero di Rupertsberg vicino a Bingen nell’Assia, in Germania, santa Ildegarda, vergine, che, esperta di scienze naturali, medicina e di musica, espose e descrisse piamente in alcuni libri le mistiche contemplazioni, di cui aveva avuto esperienza.

La grande badessa di Bingen (1098-1179), la più anticonformista e geniale delle monache del XII sec., giunge anche formalmente alla gloria degli altari, proprio mentre le attempate suore americane (ma non solo) sono nel bel mezzo di una disputa con il Vaticano, a proposito delle loro convinzioni di fede ed espressioni teologiche.

Anche Ildegarda ebbe non pochi contrasti con il clero della sua epoca, eppure già allora la Chiesa valutava con deferenza la sua cultura e la sua conoscenza mistica, tanto che la nostra monaca poteva corrispondere con San Bernardo di Chiaravalle, suo contemporaneo, e lo stesso papa Eugenio III leggeva gli scritti di lei e li citava in pubblico. Questa monaca si occupava non solo del Sacro Sapere, della teologia insomma (sia dogmatica che morale), ma pure di scienze naturali, di filosofia, poesia e soprattutto musica, lasciando alcune bellissime composizioni. Ma scrisse pure di medicina, e  - con una libertà che sconcerta chi pensa al cliché dell'oscuro medioevo - anche di fisiologia femminile.

Si definisce, nel titolo di una sua opera capitale: "Simplex Homo": semplice essere umano, non usava l'appellativo "mulier". Anzi talvolta usa l'aggettivo muliebre in senso spregiativo, ma questo è un portato della sua epoca che a volte lei stessa definisce un tempo debole ed effemminato. L'intero corpus degli scritti di Ildegarda di Bingen è conservato nel volume 179 della biblioteca del Migne, unica voce femminile incastonata in uno sterminato numero di tomi di autori maschili (trovate tutto online a questo link)

Compose pure un esorcismo, da far pronunciare a sette sacerdoti, che comunque non riuscirono nell'intento di liberare la povera Sigewize dal demone che la ottenebrava. Solo anni dopo, per le preghiere e i digiuni di Ildegarda, delle monache e monaci e laici della sua abbazia, finalmente la notte di Pasqua del 1169, dopo anni di tormenti, il demonio lascio la sventurata Sigewize, nel frattempo detenuta nell'abbazia stessa, e la donna liberata rimase poi, volontariamente, per il resto della vita, come conversa a Bingen.

Comunque sia, questa santa tedesca ha in comune con l'attuale papa germanico il desiderio della purificazione della Chiesa, lo splendore della sposa di Cristo troppo spesso contaminato da clero e laici che non aspirano alla gloria celeste quanto a quella mondana. Ildegarda vive e lavora fino a tarda età, continuando a sognare una Chiesa formata tutta di "corpi brillanti di purezza e anime di fuoco", come le sono apparsi in una visione; e liberata dall’inquinamento di altri cristiani che le sono pure apparsi: "corpi ripugnanti e anime infette"... I suoi Carmina contengono parecchie espressioni poetiche sulla Chiesa, e di sicuro piacciono a Benedetto: lui che si è definito "l'umile lavoratore nella Vigna del Signore", sa di certo che Santa Ildegarda vedeva "il fumo nella Vigna", fumo satanico da cacciare dalla Chiesa, sempre bisognosa di riforma e purificazione.

Di seguito una sequenza alla Vergine Maria: testo e musica della nuova, antica, Santa Ildegarda, composta dopo il 1140. Un grazie particolare al prof. Volpato di Roma che mi suggerito alcune correzioni al testo che avevo trascritto un po' in fretta.


O Virga, ac diadema
Purpure regis
Que es in clausura tua
Sicut lorica.

Tu frondens floruisti
In alia vicissitudine
Quam Adam omne genus
Humanum produceret.

Ave, ave, de tuo ventre
Alia vita processit
Quam Adam filios suos
Denudaverat.

O Flos, tu non germinasti
De rore
Nec de guttis pluvie
Nec aer de super te volavit
Sed divina claritas
In nobilissima Virga
Te produxit.

O Virga, floriditatem tuam
Deus in prima die
Creature sue previderat
Et de verbo suo
Auream materiam
O Laudabilis, Virgo fecit.

Un altro bellissimo canto di questa Santa musicista, corredato dalla visione del Codice che lo contiene:


Caritas abundat in omnia, de imis excellentissima super sidera, atque amantissima in omnia, quia summo Regi osculum pacis dedit.

sabato 5 maggio 2012

Io sono la vite e voi i tralci: canto di comunione della 5a Domenica di Pasqua

Io sono la vite e voi i tralci
Ascoltiamo "Ego sum vitis vera", antifona di comunione della V domenica di Pasqua, anno B, nella Forma Ordinaria, cantata dai monaci di Holy Cross (Santa Croce), monastero benedettino di Chicago (www.chicagomonk.org). E' molto simile nella musica a quella della settimana scorsa: "Ego sum Pastor bonus", che potete confrontare ascoltando il canto riportato in questo post. Quasi ad creare una continuità ideale-musicale tra le rivelazioni che Gesù dà di se stesso (io sono...) attraverso le metafore evocative e polisemiche offerte nel vangelo di Giovanni.


“Io sono la vera vite e voi i tralci, chi rimane in me e io in lui,
porta molto frutto”. Alleluia, Alleluia. (Gv 15,1.5)


Scarica qui lo spartito

giovedì 26 aprile 2012

Per chi si "illude" che "belare in gregoriano" avvicini a Dio: i canti del Buon Pastore

Domenica prossima, la IV di Pasqua nella forma Ordinaria, è la "Domenica del Buon Pastore" (nella Forma Straordinaria era domenica scorsa, cioè la II post Pascha). I canti proposti dal Graduale post-conciliare, ovviamente canti gregoriani, sono adatti a noi, povere pecorelle a cui piace "belare in gregoriano", come ha recentemente svilito il canto proprio della Chiesa romana lo storico del Concilio Alberto Melloni (leggete qui l'articolo riportato dal prof. Augé).
Melloni, pur sapendo benissimo che i belati gregoriani sono stati autorevolmente promossi dai documenti conciliari, dice - stranamente - che non possono essere considerati come una regola. E invece, dobbiamo ribadirlo, sono proprio una "regola", nel senso che il canto gregoriano rimane il punto di paragone, il metro di misura, per verificare ogni musica sacra e ogni canto per la liturgia. Non si deve sempre cantare in gregoriano, ovviamente, ma si deve riconoscere che è e rimane il canto proprio della Liturgia, la radice da cui può germogliare la novità, sia essa polifonia o canto più popolare.
Quindi, per onorare con santi "belati" il buon Pastore, che festeggeremo fra pochi giorni, riascoltiamo (e magari impariamo) l'alleluia e il canto di comunione di domenica prossima. Il testo dei due canti è lo stesso (nel nuovo Graduale, non è del tutto identico in quello vecchio, da cui ho attinto il video dell'alleluia):
Io sono il buon pastore e pascolo le mie pecore

Io sono il buon pastore e conosco le mie pecore ed esse conoscono me

Scrivevo in tempi non sospetti a proposito dell'antifona di comunione (vedi qui). Questo testo ci fa risentire proprio l'onomatopea della pecorella (in quel "cognoscunt me meae" in cui il suono della "e" appare proprio un belare!). Ai "cristiani adulti", non so perché, non piace sentirsi pecorella del Signore, a noi francescani all'antica, che discendiamo teologicamente da Agostino, piace invece ripetere col Dottore d'Ippona: "per voi sono pastore, con voi faccio parte del gregge".


Alleluia Ego sum Pastor Bonus (scarica qui lo spartito in PDF)


Antifona alla Comunione: Ego sum Pastor Bonus (Scarica qui lo spartito dell'antifona)

giovedì 12 aprile 2012

Un ripasso del canto Regina Caeli

L'antifona mariana del tempo di Pasqua, in gregoriano:



Testo, traduzione e altra musica sul saluto mariano di Pasqua, lo trovate a questo post dell'anno scorso: Regina coeli: lode alla Vergine nel tempo di Risurrezione

domenica 8 aprile 2012

Vespri Pasquali in canto gregoriano

La cappella Giulia canta il vespro in gregoriano: lo trovate in questa registrazione che ho fatto dalla Radio Vaticana:
Vespri pasquali. Pascal Vespers  cantualeantonianum

Potete seguire e cantare insieme da pag. 13 del libretto qui sotto (che contiene lodi e vespri del giorno di Pasqua). Il cantico dell'Apocalisse però è cantato con una melodia diversa da quella contenuta nel libretto, come pure il responsorio e il Padre Nostro.

Tropario Pasquale: Cristo ha calpestato la morte

Anche quest'anno buona Pasqua con l'antico annuncio della Risurrezione del Signore che ha calpestato la morte con la sua morte, e a quelli che erano negli inferi ha comunicato la sua vita immortale!



Χριστός ανέστη εκ νεκρών, θανάτω θάνατον πατήσας, και τοις εν τοις μνήμασι ζωήν χαρισάμενος.
pronuncia:
Christós anésti ek nekrón, thanáto thánaton patísas, kié tis en tis mnímasi zoín harisámenos.

traduzioni:

ITA:
Cristo è risorto dai morti, con la morte ha vinto la morte, e a quelli nelle tombe ha donato la vita!

ENG:
Christ is risen from the dead, trampling down death by death, and to those in the tombs, granting life.

RUS:
Христос Воскресе из мертвых, смертию смерть поправ и сущим во гробех живот даровав

ROM:
Hristos a înviat din morţi, cu moartea pre moarte călcând, Şi celor din morminte viaţă dăruindu-le!

ARAB:
المسيح قام من بين الاموات  و وطيء الموت بالموت  و وهب الحياة للذين في القبور

Spartito (cliccare per ingrandire)

giovedì 5 aprile 2012

Venerdì della Passione e Morte del Signore: Ecco il legno della Croce

L'ostensione della Croce, con il canto: "Ecce lignum Crucis". Dalla celebrazione di Benedetto XVI della Passione del Signore, Venerdì Santo 2011. Il Papa ci mostra come fare le cose nella liturgia: senza fretta, con il canto, con adorazione. In alcune chiese ci si dimentica anche di inginocchiarsi tutti insieme, qualche momento, in adorazione tra un "ecce lignum" e l'altro, per la fretta di arrivare... all'adorazione personale con il bacio della Croce! "Flectamus genua" ricorda il diacono: "pieghiamo le ginocchia"!

Il canto in onore dei Santi Olii: O redemptor sume carmen

Il Canto che accompagna la processione con cui i diaconi portano i recipienti degli olii santi da benedire e consacrare, durante la Missa Chrismatis, la Messa del Crisma celebrata la mattina del Giovedì Santo, è un canto comune alla tradizione romana e ambrosiana (anche se in quest'ultima ha un paio di strofe che non si trovano nel testo romano). Una melodia semplice e antica, che accompagna le parole "mediterranee", le quali esaltano l'olio d'oliva, presentato al vescovo perché lo benedica facendolo diventare olio dell'unzione esorcistica (l'olio dei catecumeni) e lo consacri con il balsamo per farne il Crisma che fa affluire lo Spirito Santo. Non è ricordato dal canto l'olio degli infermi, il terzo olio benedetto nella celebrazione odierna. 
Oltre agli spartiti e ai video (more romano e more ambrosiano), trovate sotto anche il testo latino con traduzione a fronte del testo breve romano.







Scarica qui lo spartito in notazione moderna con l'accompagnamento dell'organo

R. O Redemptor, sume carmen
 R. Accogli, o Redentore
temet concinentium.

 il canto della nostra lode.

Arbor foeta alma luce
 Cresciuto ai raggi fecondi della luce, un albero
hoc sacrandum protulit:
 ha prodotto l'olio che oggi consacriamo:
fert hoc prona praesens turba
 i fedeli presenti lo offrono adoranti
salvatori saeculi.
 al Salvatore del mondo.
R.
 R.

Consecrare tu dignare,
Tu degnati di consacrare,
rex perennis patriae,
o eterno Re dei cieli,
hoc olivum, signum vivum,
il frutto dell'ulivo, segno vivo
iura contra daemonum.
di vittoria contro le forze del Maligno.
R.
R.
.

Ut novetur sexus omnis,
Perché si innovi ogni essere umano,
unctione Chrismatis:
con l'unzione del Crisma:
ut sanetur sauciata
sia gloriosamente risanata
dignitatis gloria.
la sua dignità ferita dalla colpa.
R.
R.
.

Lota mente sacro fonte
Lavata al sacro fonte
aufugantur crimina,
l'anima è purificata dalle colpe;
uncta fronte sacrosanta
la fronte riceve la sacra unzione,
influunt charismata.
i doni dello Spirito affluiscono.
R.
R.
.

Corde natus ex Parentis,
Tu che sei nato dal seno del Padre,
alvum implens Virginis,
e abitasti nel grembo della Vergine,
praesta lucem, claude mortem
effondi la tua luce e allontana la morte
Chrismatis consortibus.
da quelli che ricevono il tuo Crisma.
R.
R.
.

Sit haec dies festa nobis
Sia questo per noi un giorno di festa
saeculorum saeculis;
che duri in eterno;
sit sacrata digna laude,
sia giorno consacrato dalla lode,
nec senescat tempore.
e non invecchi col tempo.
R.
R.

domenica 1 aprile 2012

Domenica delle Palme: i riti della Chiesa di Gerusalemme

I francescani di Terra Santa ci offrono una "finestra" virtuale per un'occhiata sui riti della Domenica delle Palme nel luogo dove tutto si svolse: Gerusalemme. Ecco il video di oggi, con l'inizio della Settimana Santa alla Basilica della Risurrezione del Signore, il Santo Sepolcro:

lunedì 26 marzo 2012

Canto di offertorio per la messa dell'Annunciazione: naturalmente "Ave Maria"

L'antifona all'offertorio della festa dell'Annunciazione, secondo il Graduale Simplex, è costituita dal saluto angelico a Maria, che non è solo una preghiera popolare - come alcuni credono - ma prima di tutto un versetto del vangelo di Luca (1,28) accostato ad un altro versetto dal passo delle stesso vangelo a proposito della visitazione (1,42): "Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne". Ecco, di seguito, il canto e  lo spartito. Come strofe sono indicati per l'Annunciazione i versetti del salmo 84.

venerdì 23 marzo 2012

Canto alla comunione per la V domenica di Quaresima, anno B. Proposta di rinnovamento nella continuità

Il canto di comunione proposto dal Graduale Romanum per la V domenica di Quaresima nell'anno B, riprende il versetto 26 del cap. 12 di Giovanni, letto al Vangelo: "Se qualcuno mi vuol servire mi segua e là dove sono io sarà anche il mio servitore".
Un'antifona molto bella, ma non facilmente maneggiabile da tutti. Eccola qui:















Ma per i cori parrocchiali, o per i principianti del gregoriano è sicuramente più accessibile lo stesso testo nel rivestimento musicale sillabico che troviamo a pag. 365 nel Graduale Simplex. Melodia anche questa autenticamente gregoriana, mentre le parole sono le stesse dell'antifona precedente:
L'esecuzione di questo canto la trovate qui: www.youtube.com/watch?v=DZu-ca-Y3PY 

Però anche questa soluzione può sembrare troppo ostica, nonostante la soavità di questa semplicissima melodia. Il latino non è ancora facilmente digerito. Bene. Come io sostengo, bisogna iniziare a far risentire i modi gregoriani, che possono benissimo vivere - nelle melodie semplici e sillabiche - anche senza la lingua originale. Per questo ho cercato di adattare all'italiano la musica del Graduale Simplex. Ne è uscita questa antifona che vi posto. E' solo un esempio e una prova. Però penso sia utilizzabile, per questo aggiungo anche le strofe del salmo 33 da cantare tra una ripetizione e l'altra dell'antifona (in forma di ritornello).

martedì 20 marzo 2012

Un corso di gregoriano su YouTube: collegamento con il Canada per imparare i canti della Pasqua

La Sacred Music Society del Canada, attraverso il maestro Uwe Lieflander, ha avuto l'ottima idea di far partire un nuovo programma a distanza per insegnare il canto gregoriano ai principianti assoluti. E funziona! Insieme ai ragazzi in aula, il maestro guida passo passo, anche i fruitori via Web, ad imparare l'introito della domenica di Pasqua: Resurrexi. Non preoccupatevi se non capite l'inglese, seguite sullo schermo la musica e cantate riga per riga, alla fine di un paio di video saprete a memoria uno dei più bei canti del Graduale. 
Per ora sono uscite solo due puntate di questo programma casereccio ma molto efficace, dal titolo "Take a chants" (prendi un canto, letteralmente; ma in realtà è un gioco di parole su: take a chance, cioè "cogli l'occasione" o "corri il rischio").
Non perdetevi le prossime due puntate promesse. E speriamo ne escano parecchie altre.
Ecco il link da tenere d'occhi: http://www.sacredmusicsociety.com/take-a-chants/

E qui sotto i due video da seguire:


Seconda parte del "Resurrexi"


Pensate cosa può diventare YouTube per il canto gregoriano (e quanto ha già fatto!) se tutte le Scholae iniziassero a mettere online le loro prove! E - se ci pensiamo - il carattere universale del canto proprio della Chiesa Cattolica si adatta perfettamente alla dimensione globale della rete: possiamo utilizzare video italiani, canadesi, giapponesi e siamo sempre a casa!!
Come bonus vi incollo qui sotto lo spartito del canto che viene insegnato nei video, così potete ripassarvelo con comodo:

Traduzione: Sal. 138, 18 e 5-6 - Sono risorto e sono ancora con te, alleluia: hai posto la tua mano su di me, alleluia: mirabile si è dimostrata la tua scienza, allelúia, allelúia. Sal. 138, 1-2 - O Signore, tu mi hai messo alla prova e mi hai conosciuto: hai conosciuto il mio riposo e il mio rialzarmi. Gloria al Padre… Sal. 138, 18 e 5-6 - Son risorto …

E ricordate. Se qualcuno vi chiede, magari per scherno, come mai siete "maniaci" del canto gregoriano, rispondete: "Perché questo comanda il Concilio Vaticano II", esattamente in Sacrosanctum Concilium:
n. 114. Si conservi e si incrementi con grande cura il patrimonio della musica sacra...
I vescovi e gli altri pastori d'anime curino diligentemente che in ogni azione sacra celebrata con il canto tutta l'assemblea dei fedeli possa partecipare attivamente,

n. 116. La Chiesa riconosce il canto gregoriano come canto proprio della liturgia romana; perciò nelle azioni liturgiche, a parità di condizioni, gli si riservi il posto principale.

venerdì 16 marzo 2012

Canto liturgico per la Settimana Santa: Cantare la Passione del Signore

Grazie all'aiuto di due gentilissimi lettori, Ludovico e Paolo, e alla cortesia dell'associazione "Amici della Liturgia" (che potrete visitare a questo link: www.liturgiaculmenetfons.it), abbiamo l'opportunità di godere del Concerto Sacro da loro ideato e realizzato.
Sono tutte musiche e canti per la liturgia della Settimana Santa. La parte del leone la fa il canto della Passione secondo Marco in italiano (secondo il testo del Lezionario CEI) ma con la melodia gregoriana, trascrizione a cura dall'organista prof. Fabio Miori. Le parti polifoniche della "turba" sono state composte dal M° Daniele Lutterotti. Il M° Giuliano Gardumi dirige il coro liturgico "Beato Antonio Rosmini", composto da vari elementi provenienti dalla val Lagarina e alto Garda. I solisti sono Stefano Miori, Ezio Salvaterra e Sandro Miori.

Oltre alla bellissima registrazione dell'intero "concerto sacro" siamo in grado anche di fornire lo spartito completo del canto del Passio, che è quello previsto per la prossima Domenica delle Palme, Anno B. Se qualche intraprendente corale, con appositi ministri consenzienti, volesse utilizzare questa preziosa risorsa per far gustare il canto della Parola di Dio, farà certamente cosa buona e giusta.
Quindi, eccovi a seguire sia il video che il PDF scaricabile dello spartino, di cui ancora una volta ringraziamo il sito  www.liturgiaculmenetfons.it.
In questo file di presentazione troverete altri approfondimenti sui canti offerti nel video, tutti canti strettamente litugici, presi o dalla tradizione gregoriana, o nell'interpretazione polifonica anche contemporanea.

Il video comincia con il canto Christus factus est, al minuto 3:25 inizia la Passione del Signore





Scarica qui lo spartito o sfoglialo nella finestra:

domenica 11 marzo 2012

Un canto proprio per ogni occasione, anche per la cacciata dei venditori dal tempio

Il canto per l'antifona al Magnificat questa III domenica di Quaresima anno B, coincide con il brano parallelo in Luca 19,46-46 del vangelo Giovanneo oggi proclamato a Messa (Gv 2,13-25). Pensate cosa ci fa cantare la santa Madre Chiesa;: anche Gesù che si lamenta con i giudei perché hanno reso la casa di Dio una spelonca di ladri, diventa motivo di canto e di lode, non solo di meditazione e di "pesanti" omelie.
E voi che cosa avete sentito cantare oggi in chiesa? Certo non queste parole, che - nel rito ordinario molto elastico - nessuno vieta di utilizzare anche come canto di offertorio o comunione durante la Messa....
Ancora più interessante notare che la traduzione italiana di questa antifona nella Liturgia delle Ore è stata "epurata". Infatti è presente solo la prima parte e suona così: La casa del Padre mio è casa di preghiera, dice il Signore. 
L'originale - riportato nell'Antiphonale romanum nuovo (di cui è uscito finora il Vesperale festivo) che vi incollo qui sotto con tanto di musica, dice invece: Scriptum est enim: quia domus mea domus oratiónis est cunctis gentibus: vos áutem fecístis illam spelúncam latrónum. Et erat quotídie docens in templo., cioè: E' scritto infatti: la casa del Padre mio è casa di preghiera per tutti i popoli: voi invece ne avete fatto una spelonca di ladri. E tutti i giorni [Gesù] insegnava nel Tempio.

Non meno appropriate le antifone al Benedictus e Magnificat di lodi e vespri di questa domenica, secondo la precedente edizione, che riporta per i II vespri un'antifona diversa da quella qui sopra evidenziata, ma sempre tratta dal vangelo del giorno, come potete vedere comodamente qui.

mercoledì 7 marzo 2012

I Francescani scendono in campo, o meglio: in coro. Settimane estive di Gregoriano ad Assisi

Una gran bella iniziativa dei Frati Minori della Porziuncola (Assisi) che merita ampia risonanza e... iscrizione.
Un corso di canto gregoriano dedicato alla pratica del canto proprio del Rito Romano, secondo i dettami del Concilio Vaticano II. Un'ottima iniziativa, pensata sia per esperti, sia per chi si avvicina al Gregoriano (teoria e pratica). E finalmente viene rivalutata la pubblicazione liturgica post-conciliare meno fortunata di tutte: il Graduale Simplex.
In vacanza ad Assisi per una settimana, con studio di gregoriano in un posto davvero mistico. Meglio di una crociera ai Caraibi, anche nel prezzo.


“La Chiesa riconosce il canto gregoriano come canto proprio della liturgia romana;
perciò nelle azioni liturgiche, a parità di condizioni, gli si riservi il posto principale” (SC 116)


Con il patrocinio del Pontificio Istituto di Musica Sacra, dal 2 al 7 luglio 2012 si terrà ad Assisi, presso la Basilica Papale di S. Maria degli Angeli in Porziuncola, il corso di canto gregoriano “Cantemus Domino” tenuto dai docenti Frati Minori:
  • p. Maurizio Verde (teoria e pratica)
  • p. Matteo Ferraldeschi (teoria e pratica)
  • p. Andrea Dall'Amico (Liturgia)
Il corso, di durata triennale (una settimana per ogni annualità), è rivolto a Maestri di coro, cantori e musicisti, animatori del canto sacro, liturgisti, sacerdoti, religiosi e religiose, cultori e amatori del canto gregoriano.
Le finalità che si intendono perseguire, attraverso lezioni teoriche e pratiche, sono la conoscenza, l'analisi, l'interpretazione e la direzione del repertorio gregoriano della Messa e dell’Ufficio. Il corso include lezioni di Liturgia.
Gli orari del corso sono i seguenti:
  • 8.30-10.20: Teoria
  • 10.40-11.30: Liturgia
  • 11.40-12.50: Laboratorio Corale
  • 15.30-17.20: Teoria
  • 17.40-18.50: Laboratorio Corale
Programma del primo anno:
Teoria A (Ferraldeschi)
  • Breve excursus storico
  • Le attuali edizioni a stampa del canto gregoriano
  • La notazione gregoriana vaticanae le regole del tetragramma.
  • Esercizi di lettura secondo il principio della mobilità della chiave.
  • Il Graduale Simplex e la sua struttura.
  • Repertorio dell’Ordinario e Proprio della Messa
  • I toni semplici della Salmodia
  • I toni del celebrante, le risposte, le acclamazioni della Messa e dell’Ufficio.
Teoria B (Verde)
  • Aspetti della Paleografia musicale gregoriana.
  • Le notazioni neumatiche di San Gallo e di Laon
  • Elementi introduttivi alla semiologia gregoriana di E. Cardine: dai neumi semplici alle forme neumatiche sviluppate.
  • La liquescenza
  • Il Graduale Triplex e la sua struttura.
  • Repertorio dell’ Ordinario e Proprio della Messa.
  • I toni semiornati dell’Introito e del Communio.
Liturgia (Dall’Amico)
  • La Celebrazione Eucaristica
Il giorno 6 luglio, alle ore 21.15, presso il Santuario della Porziuncola, è prevista una pubblica esecuzione di Canto Gregoriano a cura dei corsisti. Per l’occasione è necessario indossare una divisa di colore nero: ciascuno dovrà provvedere personalmente. (Sacerdoti e religiosi possono indossare l’abito proprio).
Il giorno 7 luglio, sabato mattina, sarà dedicato alle ultime comunicazioni e ad una visita guidata ai luoghi delle memorie francescane.


Info e iscrizioni:
In allegato il depliant ed il Modulo di Iscrizione
Tel: 075.80.51.430 (ore: 9.00-12.30/15.00-18.00 giorni feriali)
www.porziuncola.org
Termine iscrizioni20 maggio 2012
*Agli iscritti si chiede di munirsi dei seguenti testi: Graduale Triplex – Graduale Simplex (acquistabili presso le Librerie Cattoliche e/o Musicali).

Scarica gli allegati
Depliant e Modulo di Iscrizione

martedì 6 marzo 2012

Una radio di Gregoriano 24/7: per maniaci del canto sacro

Non è proprio tutto tutto gregoriano: c'è anche qualche cosina di polifonia antica e di musica strumentale, ma per il resto la radio olandese che vi suggerisco programma canti gregoriani notte e giorno. Ottimo sottofondo per la vostra meditazione biblica o lo studio. Non è mica Heavy Metal cattolico, dopotutto!
Vi incollo qui sotto il canale, che come sentite parte in automatico. Vi dice nel box azzurro anche i titoli dei pezzi che vengono cantati. Cosa si può volere di più?! 
Il link per sentirla per conto vostro è: www.concertzender.nl/swfplayer2.php?cid=19&mode=theme

sabato 3 marzo 2012

Preci litaniche ambrosiane per la II e IV settimana di Quaresima: esempio di preghiere dei fedeli

Per completare il post della settimana scorsa, sulle preci litaniche ambrosiane, oggi usate anche come preghiere dei fedeli, vi mostro questo sabato lo schema per le "domeniche pari" della Quaresima (II e IV). Ancora più semplici le preghiere, intercalate dal ritornello sempre uguale: "Kyrie, eleison":




PRECI LITANICHE (Domenica II e IV di Quaresima)

Dicamus omnes: Kyrie eleison.

Domine, Deus omnipotens patrum nostrorum. Kyrie eleison.

Respice de caelo, et de sede sancta tua. Kyrie eleison.

Pro Ecclesia tua sancta catholica, quam conservare digneris. Kyrie eleison.

Pro Papa nostro N. et Pontifice nostro N. et sacerdotio eorum. Kyrie eleison.

Pro universis Episcopis, cuncto clero, et populo. Kyrie eleison.

Pro civitate hac, omnibusque habitantibus in ea. Kyrie eleison.

Pro aerum temperie, et foecunditate terrarum. Kyrie eleison.

Libera nos, qui liberasti filios Israel. Kyrie eleison.

In manu forti, et brachio excelso. Kyrie eleison.

Exurge, Domine, adjuva nos, et libera nos propter nomen tuum. Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

Diciamo unanimi: Kyrie eleison

O Signore, onnipotente, Iddio dei nostri padri. Kyrie eleison

Rivolgi lo sguardo dal cielo e dal tuo santo trono. Kyrie eleison.

Noi ti preghiamo per la Chiesa tua santa, affinché ti degni conservarla.Kyrie eleison.

Per il nostro Papa N., per il nostro Arcivescovo N. e per il loro clero.Kyrie eleison.

Per tutto l’episcopato e per tutto il clero ed il popolo. Kyrie eleison.

Per la nostra città e per tutti i suoi abitanti. Kyrie eleison.

Per la clemenza dell’aria e la fecondità dei campi. Kyrie eleison.

Liberaci tu, che liberasti già i figli di Israele. Kyrie eleison.

(Tu, che li liberasti) con mano forte e braccio sicuro. Kyrie eleison.

Sorgi, o Signore, ed aiutaci a liberarci in virtù del tuo nome. Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.



Spartito delle Preces, cliccare sull'immagine per ingrandire