Blog per la discussione e diffusione della multiforme tradizione teologica, liturgica, musicale e artistica, patrimonio spirituale della chiesa di ieri, di oggi e di domani.
Vi segnalo un'applicazione sia per Iphone/Ipad che per Android (telefoni e tablet). Si chiama IChant (in italiano sarebbe: io canto gregoriano), ed è praticamente una utilissima tastiera musicale che può essere programmata a seconda della chiave (di Do o di Fa) e del rigo su cui porla. Automaticamente fornisce tutte le posizioni delle note quadrate che trovate sugli spartiti di musica gregoriana. Così per intonare o studiare meglio la melodia potete semplicemente premere il tasto della nota quadrata corrispondente a quella che vedete nello spartito e subito la sentirete suonare. Ha anche un sistema per abbassare o alzare di vari semitoni i canti troppo alti (o bassi). Davvero un utile strumentino, sempre a portata di mano, per provare (e trovare) le note giuste per intonare o imparare un canto Gregoriano. La tecnologia a servizio della tradizione liturgica.
Ecco qui alcune schermate per capire meglio di che cosa si tratta:
Come si presenta sugli Android
L'applicazione come appare sull'App Store
Ricapitolando: chi vuole saperne di più sulla App per gingilli Apple vada qui
Chi, invece, è interessato alle trappole di Google Android, può cliccare qui
Guardando ai numerosi, diversi accessi da "Vatican City" arrivati oggi, mi sono accorto di essere stato citato nel Blog di Raffaella (gli amici di Papa Ratzinger). Mi sorprende, comunque, che la semplice notizia della pubblicazione del documento (vedi il post) io l'ho presa dal sito Vaticano, l'ho rilanciata sul Blog che leggete, Raffaella l'ha ripresa, e parecchi computer del Vaticano stesso, sintonizzati sul Blog di Raffaella, sono passati da Cantuale Antonianum, per tornare alla loro "casa base", il sito della Santa Sede!
Potenza dei blog aggregatori di notizie e della Segretaria Generale ad honorem della Sala Stampa Vaticana, che quotidianamente sorveglia il WWW, fornendo a tanti monsignori e prelati una ghiottissima e aggiornata rassegna stampa. Grazie Raffaella per il tuo lavoro (e per i picchi nelle statistiche che ci mandi)!
Cliccare sull'immagine per ingrandire e leggere i dettagli. Si tratta dei log creati dagli accessi da Holy See (e solo quelli di cui mi sono accorto in alcuni orari). Passano tutti per la stessa via:
Sono state immesse ieri nel sito internet del Vaticano, ma sono quelle elaborate nel 1978: cioè, lo dobbiamo sempre ricordare e sottolineare, prima, ben prima, delle affermazioni intorno al presunto fenomeno di Medjugorje. Nessuno, quindi, potrà dire che sono state scritte apposta per screditare i veggenti o per opporsi ai fenomeni attuali. Perché è evidente che questa pubblicazione prelude al giudizio della "Commissione Ruini" atteso per il prossimo autunno.
C'era stata qualche mese fa una piccola discussione a proposito del significato di alcune di queste norme e del modo di intendere i termini latini che esprimono la valutazione sulla soprannaturalità degli eventi. Potete leggere qui , qui, e qui per gli antefatti.
Il card. Levada dice praticamente che, a seguito della divulgazione di questo documento - vi ricordo che era coperto dal segreto pontificio -, per togliere dalla circolazione traduzioni non approvate (soprattutto in inglese), la Congregazione per la Dottrina della Fede ha pensato bene di esporre in maniera ufficiale le cose come stanno, nelle principali lingue. La traduzione in italiano, da un rapido esame, mi sembra uguale a quella rivelata da Tornielli a febbraio.
Dopo aver citato i passi di Benedetto XVI sulla relatività dei messaggi e rivelazioni private, il cui contenuto deve essere sempre sottoposto e sottomesso alla Parola di Dio e al Magistero, senza indebite esagerazioni, conclude:
È viva speranza di questa Congregazione che la pubblicazione ufficiale delle Norme per procedere nel discernimento di presunte apparizioni e rivelazioni potrà aiutare l’impegno dei Pastori della Chiesa cattolica nell’esigente compito di discernimento delle presunte apparizioni e rivelazioni, messaggi e locuzioni o, più in generale, fenomeni straordinari o di presunta origine soprannaturale. Nel contempo si auspica che il testo possa essere utile anche ai teologi ed agli esperti in questo ambito dell’esperienza viva della Chiesa, che oggi ha una certa importanza e necessita di una riflessione sempre più approfondita.
Rimandando ad altro post questioni particolari e approfondimenti, come quella dei "frutti" e della loro valutazione, desidero solo far riflettere sul punto 2 della Nota preliminare, dove si fa corrispondere al giudizio constat de supernaturalitate la possibilità di autorizzare il culto o la devozione, e al giudizio non costat de supernaturalitate il proibire il culto o altre forme di devozione.
Medjugorje, a livello locale e di Conferenza episcopale, è stata per due volte oggetto del non constat de supernaturalitate, ma le conseguenze della mancata cautela, vigilanza e relativa obbedienza sono sotto gli occhi di tutti.
Guarda, guarda il risultato - parziale - del sondaggio, di cui abbiamo parlato qui. C'è ancora tempo per votare, se non l'avete ancora fatto. Andate al sito del quotidiano l'Adige, e inviate il vostro parere.
E' appena arrivata l'autorizzazione dal Servizio Internet Vaticano - Direzione delle Telecomunicazioni, con relativo invio del codice, ad esporre sul nostro Blog l'ambito e nuovissimo widget che permette l'accesso diretto alle risorse web della Santa Sede. Probabilmente anche voi lo vedete per la prima volta. Ma sono sicuro che fra qualche giorno apparirà in moltissimi siti cattolici, offrendo altrettante "finestre" per moltiplicare il ricorso veloce e agile al sito www.vatican.va.
Un ringraziamento ai membri dello staff del Servizio Internet Vaticano per questo nuovo strumento che ci permettono di utilizzare. Eccolo qui sotto, per ora, poi lo sposterò su una barra laterale. Aggiornato all'ultim'ora e perfettamente funzionante, con pulsanti per vedere anche Twitter e l'ultimo video del canale YouTube Vatican:
La Sacred Music Society del Canada, attraverso il maestro Uwe Lieflander, ha avuto l'ottima idea di far partire un nuovo programma a distanza per insegnare il canto gregoriano ai principianti assoluti. E funziona! Insieme ai ragazzi in aula, il maestro guida passo passo, anche i fruitori via Web, ad imparare l'introito della domenica di Pasqua: Resurrexi. Non preoccupatevi se non capite l'inglese, seguite sullo schermo la musica e cantate riga per riga, alla fine di un paio di video saprete a memoria uno dei più bei canti del Graduale.
Per ora sono uscite solo due puntate di questo programma casereccio ma molto efficace, dal titolo "Take a chants" (prendi un canto, letteralmente; ma in realtà è un gioco di parole su: take a chance, cioè "cogli l'occasione" o "corri il rischio").
Non perdetevi le prossime due puntate promesse. E speriamo ne escano parecchie altre.
Pensate cosa può diventare YouTube per il canto gregoriano (e quanto ha già fatto!) se tutte le Scholae iniziassero a mettere online le loro prove! E - se ci pensiamo - il carattere universale del canto proprio della Chiesa Cattolica si adatta perfettamente alla dimensione globale della rete: possiamo utilizzare video italiani, canadesi, giapponesi e siamo sempre a casa!!
Come bonus vi incollo qui sotto lo spartito del canto che viene insegnato nei video, così potete ripassarvelo con comodo:
Traduzione: Sal. 138, 18 e 5-6 - Sono risorto e sono ancora con te, alleluia: hai posto la tua mano su di me, alleluia: mirabile si è dimostrata la tua scienza, allelúia, allelúia. Sal. 138, 1-2 - O Signore, tu mi hai messo alla prova e mi hai conosciuto: hai conosciuto il mio riposo e il mio rialzarmi. Gloria al Padre… Sal. 138, 18 e 5-6 - Son risorto …
E ricordate. Se qualcuno vi chiede, magari per scherno, come mai siete "maniaci" del canto gregoriano, rispondete: "Perché questo comanda il Concilio Vaticano II", esattamente in Sacrosanctum Concilium: n. 114. Si conservi e si incrementi con grande cura il patrimonio della musica sacra... I vescovi e gli altri pastori d'anime curino diligentemente che in ogni azione sacra celebrata con il canto tutta l'assemblea dei fedeli possa partecipare attivamente,
n. 116. La Chiesa riconosce il canto gregoriano come canto proprio della liturgia romana; perciò nelle azioni liturgiche, a parità di condizioni, gli si riservi il posto principale.
Grazie all'aiuto di due gentilissimi lettori, Ludovico e Paolo, e alla cortesia dell'associazione "Amici della Liturgia" (che potrete visitare a questo link: www.liturgiaculmenetfons.it), abbiamo l'opportunità di godere del Concerto Sacro da loro ideato e realizzato.
Sono tutte musiche e canti per la liturgia della Settimana Santa. La parte del leone la fa il canto della Passione secondo Marco in italiano (secondo il testo del Lezionario CEI) ma con la melodia gregoriana, trascrizione a cura dall'organista prof. Fabio Miori. Le parti polifoniche della "turba" sono state composte dal M° Daniele Lutterotti. Il M° Giuliano Gardumi dirige il coro liturgico "Beato Antonio Rosmini", composto da vari elementi provenienti dalla val Lagarina e alto Garda. I solisti sono Stefano Miori, Ezio Salvaterra e Sandro Miori.
Oltre alla bellissima registrazione dell'intero "concerto sacro" siamo in grado anche di fornire lo spartito completo del canto del Passio, che è quello previsto per la prossima Domenica delle Palme, Anno B. Se qualche intraprendente corale, con appositi ministri consenzienti, volesse utilizzare questa preziosa risorsa per far gustare il canto della Parola di Dio, farà certamente cosa buona e giusta.
Quindi, eccovi a seguire sia il video che il PDF scaricabile dello spartino, di cui ancora una volta ringraziamo il sito www.liturgiaculmenetfons.it.
In questo file di presentazionetroverete altri approfondimenti sui canti offerti nel video, tutti canti strettamente litugici, presi o dalla tradizione gregoriana, o nell'interpretazione polifonica anche contemporanea.
Il video comincia con il canto Christus factus est, al minuto 3:25 inizia la Passione del Signore
Ho scoperto alcuni video con le canzoni del musical "Fra' Cielo e Terra", spettacolo di Ivo Valoppi (che ha firmato anche "C'è da non crederci", su Don Bosco) dedicato al Santo di Padova, alla sua vita, combattimento con il male, predicazione e miracoli. Il genere è quello "pop/rock" dei musical sui santi, tutti discendenti di "Forza Venite Gente", che racconta in maniera naif la vicenda del serafico poverello Francesco, con intermezzi recitati, canzoni e coreografie.
"Fra' Cielo e Terra" era uscito per il Giubileo del 2000 e aveva riscosso un certo successo. Ne aveva parlato bene anche il Messaggero di Sant'Antonio (vedi qui).
Per avere un'idea migliore di questo musicale, c'è un sito del 2006 della compagnia teatrale FARiT di Trieste che l'ha realizzato per un certo tempo.
Ascoltiamo un paio di canzoni di questa commedia musicale che fa conoscere il nostro grande Patrono:
A mia penitenza e per vostra conoscenza, posto oggi qualche brano del "gruppo" musicale cattolico e metallaro "Cradle Catholic" (qui il canale Youtube), che vorrebbe dire: "cattolici fin dalla culla", dalla nascita, non convertiti (come spesso avviene in paesi a maggioranza protestante).
Comunque, vi posto alcuni video di questa band (composta in realtà da un unico membro: Michael Jonathon Constantine Brumley), che canta in latino, sui testi della liturgia, ma in musica metallica. Latin + heavy metal è il motto. Non è per un motivo blasfemo che fa questo, ma alla ricerca sincera, per quanto non troppo condivisibile, di rivestire di musica contemporanea (?!) i testi della tradizione.
Di per sé questo l'hanno fatto tutti i compositori della grande musica liturgica del passato, certo con risultati più apprezzabili dalle orecchie semplici di noi poveri esseri umani lontani dal rock. Ad un certo punto i nuovi cantautori di Dio hanno deciso che oltre alla musica, era ormai tempo di inventare anche nuove parole. E lì, per questo cambiamento epocale, si è rotta l'alleanza tra musicisti e Chiesa, perché i testi liturgici sono e devono rimanere indisponibili, anche per chi ha buone intenzioni di migliorarli. Molta della produzione "di chiesa" invecchia velocemente non solo perché la musica segue troppo i gusti "leggeri" del momento, ma anche per la "leggerezza" o "pochezza" dei testi inventati.
Quindi: forse le melodie e le sonorità metal non vi piacciono, forse invece vi conquistano, non importa. E' comunque interessante e da studiare questo fenomeno, più diffuso di quanto pensassi, dell'Heavy Metal cristiano e specificamente cattolico, in reazione contro la diffusione di quello che viene chiamato "satanismo musicale" dell'heavy metal classico.
Un altro gruppo di Metal Cattolico che potete "assaggiare" è la band "Seven Sorrows" (intitolata ai Sette dolori dell'Addolorata), un gruppo più attento alle questioni morali, ma che ha all'attivo un album sulle stazioni della via Crucis, con testi niente male (anche se la musica, per me, è davvero insopportabile). Cantano in inglese.
Certo è da escludere un uso liturgico di tutte queste canzoni. Ovvio e neppure da sussurrare col pensiero. Ma qualche concerto sulla piazza del paese o davanti alla Chiesa? Per attirare l'attenzione degli appassionati del genere su testi che mai avrebbero preso in considerazione? Perché no, sarei possibilista, con tutte le cautele del caso. Rimarrei un tantino aperto... Anche se io non resisterei più di due minuti al frastuono. Eppure c'è chi ama questo genere. Dite pure la vostra (con carità e dignità, se no sapete che ho la censura facile :-))
Le Laudes divinae (Dio sia benedetto, benedetto il suo Santo Nome....)
Come sapete gli indirizzi vaticani non sono rilevati da Google Analytics, che proprio non li vede (o se li vede non te lo dice...). Ma altri avvisi arrivano ai blogger cattolici, che aspettano sempre, come graditi ospiti, gli officiali della Santa Sede. Eccone uno, rimasto "impigliato" nelle maglie delle statistiche.
Consiglio: dovrebbe aggiornare il browser. Non è per nulla consigliato usare oggi Explorer 7, un po' troppo vecchiotto, come mi indica il log file di questa visita; è a rischio malintenzionati.
E di questi tempi ce ne sono parecchi di malintenzionati tecnologici contro le risorse internet del Vaticano... Meglio aggiornare gli antivirus, i firewalls, ma anche i browsers dei singoli computer, per non lasciare alcun varco aperto nelle sacre mura digitali.
Ci stiamo appena riprendendo dallo "shock" per l'attacco riuscito di Anonymous contro il sito del Vaticano (leggi qui i particolari), con tanto di rivendicazioni farneticanti, che ci viene incontro quest'altra, incredibile, notizia:
(ANSA) - ROMA, 8 MAR ore 20:18 - Un falso tweet in 4 lingue, sul profilo Twitter intestato al cardinale Tarcisio Bertone, questa sera ha annunciato l'avvenuta morte di papa Benedetto XVI. Naturalmente una notizia falsa. ''E' una cosa senza alcun fondamento, sia il tweet che la notizia riportata'', ha spiegato, interpellato dall'ANSA, il direttore della sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi. ''Una cosa che non ha senso, priva di ogni credibilita' - ha aggiunto - e quindi non degna di qualsiasi attenzione''.
Ma che cosa è notizia falsa? Non si capisce! Che è morto il Papa? Che il Cardinale abbia un profilo Twitter? Che ci sia stato un falso tweet in 4 lingue? Padre Lombardi dice che è "senza alcun fondamento" sia il tweet che la notizia riportata. Ma si riferisce al contenuto o all'esistenza del tweet stesso? Non è la stessa cosa, ovviamente.
Eccovi la "foto" della schermata incriminata. Ma sarà veramente di Bertone la pagina? Io non lo so, certo dice di essere "pagina ufficiale" e non è stata smentita nelle sue pretese, né, finora, rimossa (vedi qui se c'è ancora)
Insomma, non abbiamo capito se Bertone ce l'ha davvero twitter e lo usa, e qualcuno si è introdotto nel suo account per confezionare una notizia falsa, o se è proprio inventato che il Cardinale si cimenti con i cinguettii dell'uccellino azzurro e quindi sia tutta una montatura anche l'affermazione che Bertone usi normalmente Twitter.
Mi chiedo: come si fa a scrivere un take di agenzia di questo genere?
E ancor di più chiedo a voi, cari lettori: non vi sembra che cardinali, vescovi, papi e altri rappresentanti di istituzioni dovrebbero rinunciare ad usare personalmente (ovvero a nome proprio) i social network che li espongono a queste tristi situazioni? Lo so che fa molto "cool" e giovanile. Però non mi sembra serio che coloro che dovrebbero tutelare l'immagine di una istituzione ecclesiale, la quale normalmente usa portavoce e filtri appositi, poi scavalchi tutto con l'uso dei famigerati FaceBook e Twitter, esponendosi a inevitabili errori o dicerie.
Che ci sia più di un cardinale personalmente "twittante" non è un mistero. Che gli account siano sempre forzabili è un fatto, e quelli attribuiti a persone in vista sono più appetitosi per gli hacker (e quelli dei Cardinali segretari di Stato, sono parecchio ghiotti come eventuale bersaglio di giovani curiali in vena di prendere in giro il loro superiore, già tanto bersagliato di recente...)
Con gli attacchi in corso da parte di vari pirati informatici contro il Vaticano, non sarebbe il caso di difendere anche i singoli utenti, magari un po' attempati e perciò non proprio addentro alle "nuove tecnologie"? E' solo una domanda...
Non si trovava da nessuna parte, non era mai stato pubblicato, nemmeno negli Acta Apostolicae Sedis. E infatti questo documento, (le Norme del 1978 della CdF che guidano il modo di procedere della gerarchia nei casi di rivelazioni private e apparizioni), mi era stato detto essere "sub secreto pontificio", protetto da sguardi indiscreti con il rischio di scomunica "ferendae sententiae" per quanti lo divulgassero (come tutti i documenti sub secreto di questo tipo). Comunque ora è stato divulgato e c'è persino allegata la traduzione italiana! ("segreto di Pulcinella", perché circolavano già - comunque - un paio di versioni inglesi, vedi qui e qui, ma non ufficiali).
Queste Norme sono importanti perché risalgono a più di due anni prima dell'inizio dei fenomeni connessi a Medjugorje, e quindi non possono essere tacciate di "prevenzione" nei confronti degli eventi che non si erano ancora verificati.
Comunque sia, sfidando le minacciose pene spirituali per le sue fonti, l'impavido Tornielli è riuscito in nell'impresa ottenere il documento originale che non era mai circolato pubblicamente, fuori dei sacri palazzi. Lo ringraziamo per questo dono, (che risparmia a noi il rischio della scomunica) e ringraziamo le sue fonti generose e precise. Adesso, però, gli lanciamo un'altra sfida:
Carissimo Andrea, riuscirai almeno tu a procurarci gli scritti del Direttorio per la Catechesi del Cammino Neocatecumenale? (documenti che non dovrebbero essere segreti, e infatti ne è autorizzata la pubblicazione, eppure sono introvabili).
Riassunto: Rock e lode in inglese va bene, ma guai se volete pregare come si prega da 15 secoli! Pensavo fosse uno scherzo degli "Ulras" della Messa in Latino, e invece la fantasia supera la realtà! Mentre il settimanale diocesano di Trento benedice la Messa "Rock", rifacimento simil-heavy-metal della "classica" messa Beat degli anni '60 (passata per un periodo a Messa "Pop"...), stimmatizza in maniera assurda, esponendo inutili "perplessità", l'iniziativa di un altro sacerdote della stessa diocesi che si è azzardato a celebrare per i giovani la Messa in forma straordinaria (pur rimanendo nella cattolicità - si affanna a dire la nota stampa!). Parole forti e assolutamente sconvenienti, che verrebbero da una "nota stampa" ufficiale (di cui però non c'è traccia nel sito ufficiale dell'Arcicdiocesi tridentina). Si dice anche che per questa "occasionale" Messa antica (= speriamo non si ripeta mai più), mica possono entrare tutti "indiscriminatamente" in chiesa. Si vede con chiarezza che la diocesi di Trento vuole fare "discriminazioni", non serve che lo scrivano.
Invece lodi sperticate e senza imbarazzi per i canti "con testi biblici", appiccicati ad una Messa "Rock e lode". Questa sì invece ad "ingresso libero".
Vi posto, giusto perché vi rendiate conto di cosa si sono sorbiti, un paio di esempi del "Christian rock" tanto esaltato come nuova proposta "ringiovanente" la liturgia. Io, personalmente, non ho nulla contro i gruppi cristiani che vogliono esprimere con musica contemporanea i loro sentimenti religiosi. Ma certo queste prove devono stare FUORI della liturgia. Non sono nate per essa e non c'entrano niente con la preghiera pubblica della Chiesa, nè ora, nè mai, nonostante quello che pensino a Trento. E poi questi signori che si ravvoltolano nel giovanilismo, sono gli stessi che lanciano strali alle "messe concertate" del XVIII e XIX secolo, che mettevano la musica "moderna" di allora a servizio della liturgia, per attirare gente in chiesa! A me pare che comunque Mozart e Vivaldi diano ancora i loro bei punti agli Stryper... Ditemi un po' voi.
Il titolo della canzone è un gioco di parole: "[Mandiamo] all'inferno il diavolo".
Già il testo della "difesa" d'ufficio apparsa sul settimanale "La vita trentina" la dice lunga sul "mettere le mani avanti" per evitare polemiche... Leggete, leggete:
High Voltage, band rock trentina sulla scena locale da sedici anni, l'ha preso alla lettera. Sabato 11 febbraio alle 22.30 ad Albiano animerà infatti la prima "messa rock" della provincia, supportata da un coro di tutto rispetto.
I suoi trenta componenti - diretti da Nadia Folgheraiter- sono musicisti e cantanti (giovani ma non solo) quasi tutti provenienti da altre formazioni canore della Val di Cernbra, che si sono riuniti per l'occasione e che ormai da tre mesi lavorano a pieno ritmo al progetto.
Gli High Voltage eseguiranno durante la celebrazione sette brani, due degli Stryper e cinque, dalle sonorità più pacate, composti dal leader solista della band, Michael Sweet.
Gli Stryper sono i padri del "Christian metal" (o "white metal"), un sottogenere tematico dell'heavy metal che contiene espliciti richiami a testi, tematiche e professioni di fede cristiane, e che gli album della band californiana, grazie al loro successo mondiale, hanno contribuito a diffondere a livello mediatico.
Anche i testi delle canzoni che saranno eseguite durante la messa ad Albiano, concordati con il parroco don Stefano Zeni, sono ispirati alla Bibbia. Dunque appropriati per una funzione religiosa, solo a ritmo più... rock del solito.
Non si tratta però di un concerto né di una spettacolarizzazione, non sarà niente di sacrilego o ridicolo, ci tengono a precisare i musicisti trentini: sarà una vera e propria Santa Messa.
Se di primo acchito può sembrare una trovata fuori luogo, che fa storcere il naso, l'intento che ci sta dietro è buono e più che mai condivisibile: portare i giovani in chiesa.
L'idea è venuta tempo fa ad un ragazzo della band che, in vacanza a Riccione, ha assistito ad una messa con canzoni pop.
Da lì il desiderio di fare lo stesso nel suo paese, con la sua band e la loro musica metal.
Le cose non sono state fatte alla leggera, sull'onda dell'entusiasmo e della novità: l'idea è stata maturata e condivìsa tra i membri della band per diversi mesi ed è diventata presto un impegno serio, che ha avuto la fortuna di trovare fin da subito il sostegno di don Stefano Zeni.
Il parroco di Albiano si è preoccupato di mostrare i testi tradotti delle canzoni al vescovo Luigi Bressan, spiegandogli iprogetto di avvicinare i giovani alla chiesa anche con linguaggi nuovi e moderni a loro più vicini.
La musica è un modo per sintonizzarsi sulle stesse frequenze; al centro rimane la sacralità della liturgia.
Lo ha sottolineato il comunicato dell'ufficio stampa diocesano che, divulgando la notizia della messa rock, ha ripreso l'incoraggiamento della Cei del 1999 ("Educare i giovani alla fede"):
«In particolare occorre assumere appropriate categorie interpretative, che aiutino a conoscere e a comprendere le domande dì sempre dei giovani, ma anche le loro nuove culture, i linguaggi sempre più variegati e gli strumenti con cui si esprimono, con forme e modalità spesso di non facile interpretazione per il mondo degli adulti.
E io che pensavo i giovani preferissero i canti di Taizé. Forse a Trento non sono mai arrivati? Mandate qualche CD al Settimanale Diocesano!!
Evitando atteggiamenti di rifiuto, dobbiamo giungere a discernere il"vero"che queste culture presentano sotto le vesti del"nuovo"». L'evento trova il suo spazio, immancabile, anche su facebook.
Sul celebre social network sono quasi duecento coloro che assicurano di esserci sabato ad Albiano; nel frattempo l'invito alla messa rock ha già raggiunto telematicamente quasi 2500 giovani.
Cercando ispirazioni sulla festa della Presentazione del Signore al Tempio, con il suo bel contorno di tradizioni legate alla luce e alle candele, mi sono imbattuto per caso in questo video che vi allego. Parla la maga Ornella Brunelli e spiega un rituale celtico (!) per propiziare nella notte tra l'uno e il due febbraio, "energie" per il benessere economico e materiale, a suon di candele. Un rito druido precedente di 2000 anni la venuta di Cristo!
E' davvero interessante (ma dà i brividi) il tentativo di paganizzare o ri-paganizzare le feste cristiane, un segno eloquente della problematica tenuta dell'evangelizzazione nello stesso calendario popolare, che pare disgregarsi e ripiombare in una significazione non certo dei misteri di Cristo, ma neppure primordial-comunitario, quanto di natura magico-individualista, ben in linea con le esigenze del "consumatore religioso" di oggi.
Meglio riascoltare e meditare con Giovanni Vianini, "mago" del gregoriano su YouTube, l'introito della Festa della Presentazione del Signore: Suscepimus Deus. Nella Forma Ordinaria questo canto non c'è se la Messa del giorno è preceduta dalla tradizionale benedizione delle candele e processione prevista per questa ricorrenza liturgica.
Ps 47, 10-11 Suscépimus, Deus, misericórdiam tuam in médio templi tui: secúndum nomen tuum, Deus, ita et laus tua in fines terræ: justítia plena est déxtera tua.
Ps. ibid., 2. Magnus Dóminus, et laudábilis nimis:
in civitáte Dei nostri, in monte sancto ejus.
Abbiamo accolto, o Dio,
la tua misericordia in mezzo al tuo tempio.
Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode
si estende ai confini della terra:
di giustizia è piena la tua destra.
Grande è il Signore e degno di ogni lode:
nella città del nostro Dio, sul suo monte santo.
Mi scrive un giovane prete: "Caro padre... sono Don... sacerdote da tre anni... Da qualche tempo seguo il suo blog e mi sono interessato alla celebrazione della Messa tridentina. Devo confessare che purtroppo mi è molto difficile capire le rubriche e le lunghe spiegazioni del messale in latino. Non ho studiato tanto questa lingua in seminario... Pronunciare e capire le parti della Messa è meno difficoltoso, mi sembra invece molto complicato seguire tutte le prescrizioni del rito. Non è che conosce dei testi che spiegano in italiano che cosa deve fare il sacerdote?...."
Da una parte è consolante che giovanissimi confratelli nel sacerdozio si interessino alla Forma straordinaria del Rito Romano (non chiamiamola "Messa tridentina" come fanno gli americani!!).
Dall'altra parte mi rendo sempre più conto di quanto abbia ragione Benedetto XVI nel parlare di "sacerdos idoneus" nei documenti che ha emanato o fatto emanare sulla questione (cioè Summorum Pontificume Universae Ecclesiae). C'è bisogno di formazione in tutta la vita sacerdotale, ovviamente, in particolare in quella che viene chiamata "ars celebrandi". L'apprendere a celebrare la liturgia antica insegna ai sacerdoti anche a celebrare meglio la liturgia nuova. Con più calma, con gesti misurati e composti e non "di testa propria", con la necessaria attenzione a quello che si dice e quello che si fa.
La celebrazione nella forma straordinaria ha quindi - come minimo - un alto valore educativo per il presbitero, perché è molto esigente e chiede di essere conosciuta bene. Inoltre la lingua latina costringe, intanto, a ripassare la lingua della Chiesa occidentale, e poi a leggere prima di ogni celebrazione almeno tutto il Proprio della Messa del giorno, sia le letture che le orazioni, per poterle capire e leggere con senso (si dovrebbe fare anche se si celebra in italiano, ma quanti - con la scusa del tempo - lo fanno davvero?).
E veniamo alla domanda del nostro Don. Sì, ci sono parecchie risorse, anche in Internet, per studiare la celebrazione della Messa in forma straordinaria.
Per la particolare necessità espressa, posso segnalare il sussidio composto recentemente (novembre 2011) dal carmelitano p. Giorgio Maria Faré Apprendere la celebrazione della "Messa Bassa".E' un utile compendio riassuntivo delle parole, pronuncia, posizione e movimenti del celebrante nella Messa letta (detta anche "Messa Bassa"), secondo le norme del Messale Romano del 1962. Molto preciso e dettagliato, risponde ad ogni dubbio.
A qualcuno potrà parere eccessivamente "rubricistico". Bisogna tuttavia tener conto che la mens del rito romano tradizionale non è una rigidità formalistica fine a se stessa, ma una fedeltà all'uniforme esecuzione dei riti e delle preghiere, in modo che l'attenzione dei fedeli non sia distratta da "novità" o "individuali peculiarità" di questo o quel prete, ma abbia la possibilità di concentrarsi esclusivamente sulla ripresentazione sacramentale dei Misteri di Cristo e sul loro significato. Sono il rito e le preci a dover "parlare", non la personalità più o meno dotata del sacerdote.
Se - comunque - si ha la possibilità di imparare da un altro sacerdote, magari anziano, e di lasciarsi istruire e correggere da lui, questa rimane certo la migliore opzione.
Trittico di S. Antonio con eventi di Rimini: con la mula, mentre insegna ai frati, mentre predica ai pesci. (1485-1490 Borgonga)
Chi l'avrebbe detto? Eppure pare che a Rimini e dintorni la frequenza all'ora di religione non solo tenga, ma sia alta e in rialzo. Come mai? Che sia forse per il passaggio di Sant'Antonio, che tanti secoli or sono ricatturò l'anima dei riminesi, pericolosamente incline all'eresia catara? Famosa la sua predica prima ai pesci e poi agli umani, e la disfida con Bononillo: Antonio mostrò l'ostensorio alla mula che si inginocchiò, nonostante il digiuno di più giorni, riconoscendo la presenza reale di Cristo, quando invece i bipedi razionali ne dubitavano. Quel che è sicuro è che in nessuna città della Romagna sono attestati miracoli antoniani di tal genere: non rivolti a riconquistar la salute, il lavoro o gli affetti, ma ciò che viene prima ed è più importante - per un cristiano - ossia la Fede. Una lezione che, almeno a scuola, pare durare. Ecco la notizia:
Il 91,3% degli studenti riminesi frequenta l'ora di religione Sono stati diffusi i dati sull'insegnamento della religione cattolica. A Rimini un'ora molto apprezzata, in controtendenza positiva rispetto alla media regionale. Newsrimini.it
Agli studenti riminesi piace l'ora di religione. In controtendenza al resto della regione, che in media si ferma all'84%, in provincia oltre il 91% di bambini e ragazzi a scuola si avvale dell'insegnamento della religione cattolica. Un dato particolarmente rilevante è quello relativo alle scuole superiori, dove la percentuale, con l'89,4%, è di quasi 5 punti superiore alla media nazionale. Per le altre fasce di età si riscontra un 89,7% di avvalentesi nella scuola per l'infanzia, 93,1 nelle primarie, 92,2 nelle medie. Una materia apprezzata, che aiuta a dare risposte alle domande sul senso della vita, che approfondisce la tradizione cattolica, dove il Vangelo è presentato in dialogo e a confronto con le altre religioni. E poi c'è il valore aggiunto di tanti insegnanti che con professionalità e passione ogni giorno incontrano diverse centinaia di ragazzi, con la tensione a creare con ciascuno di loro una relazione significativa. L'insegnamento della religione, come è stato recentemente ribadito in un messaggio della conferenza episcopale italiana rivolto a studenti e famiglie non solo di fede cattolica, “vuole porsi come significativa risorsa di orientamento per tutti, perchè non manchi alle giovani generazioni l'opportunità di una proposta inerente la dimensione religiosa e di una cultura umanistica e sapienziale che li abiliti ad affrontare la sfide del nostro tempo”. Un invito che a Rimini sembra abbia colpito nel segno.
Incuriosito dalla scoperta di Tornielli in un negozio di giocattoli di Londra (potete leggere qui il suo racconto e vedere l'immagine da lui scattata), ho voluto vedere se anche qui da noi, in Italia, la corporation tedesca del giocattolo Playmobil offriva in vendita scatole di costruzioni per fare il presepio.
Con mia sorpresa mi sono accorto che l'offerta di scene della natività in plastica, per bambini dai 4 anni in sù, è davvero abbondante e varia! Molto più di quanto sospettassi.
Per cominciare, c'è la scatola Playmobil 4885, quella intravista da Tornielli da Hamleys. Questa presenta una semplice sacra famiglia in ambiente innevato, con una capanna a forma di albero addobbato alle spalle (foto a destra). San Giuseppe sembra un contadinello preso da qualche altra scatola e riutilizzato apposta. Ma fa lo stesso la sua figura.
Per i più esigenti e "tradizionali", esiste invece la lussuosa confezione Playmobil 4884 Grande presepe con stalla. Presenta un gran numero di animali e di personaggi, compresi pastori, angeli, pecorelle e naturalmente l'asino e il bue. L'ambientazione è proprio carina:
E non è finita qui! Ci sono anche le "espansioni", come in tutti i giochi contemporanei che si rispettino. Così abbiamo la possibilità di comprare anche il set completo dei Tre Re Magi, con tanto di scrigni e cammello. E' il gioco Playmobil 4886.
Infine, la scatola targata Playmobil 4887 contiene le ultime statuine di grido: una possente angiolotta e nientemeno che San Nicola, il vero Babbo Natale, con tanto di mitria e pastorale di ordinanza. Peccato che in italiano non sia stato riconosciuto e venga presentato con la strana dicitura: "Sacerdote e Angi":
E poi dicono che il Natale non è più una festa che attira!
Così, mentre le scuole materne, infettate dal virus del "religiosamente corretto", fanno a gara per impedire ai bimbi di fare il presepe con le loro manine paffutelle, ecco che c'è chi pensa a guadagnare qualche cosa in barba ai moderni dogmi anticristiani. E le statuette di gesso buttate fuori della finestra, rientrano dalla porta fatte di plastica.
Far giocare i più piccoli con Maria, Giuseppe e Gesù e i loro amici della scena del Natale è, in definitiva, un ottimo modo e una splendida occasione per raccontare ai bambini la Storia delle Storie, che solo loro sanno ascoltare e rivivere come fosse appena stata scritta.
Se vi viene voglia di regalare a nipotini o figliolini queste intriganti costruzioni, potete trovarle tutte su Amazon.it a buon prezzo (ecco i link: qui; qui, qui e qui), ma sono vendute anche su Ebay.
I prodotti di massa indicano sempre un trend. Se le multinazionali fiutano l'affare, vuol dire che c'è. E se questo ha un carattere religioso, a loro non importa. Ma a noi sì! E mettere in vista sugli scaffali dei giocattoli le statuine del presepio è senza dubbio un forte segnale: Gesù vuole tornare a far parlare di sé e ad essere parte della vita e della cultura quotidiana. A partire dai più piccini. Come è sempre stato.
Il testo latino della Messa (N.O.) del proprio dell'Ordine Serafico per la Festa delle Stimmate di San Francesco (17 settembre) è scaricabile a questo link. L'eucologia, le letture e le antifone sono sostanzialmente le stesse che nell'antico messale Romano-Seraphicum, a testimonianza di una continuità lineare per quanto riguarda i testi di questa messa così tipica e cara alla spiritualità dei seguaci del Poverello di Assisi.
Qui sotto la potete vedere in anteprima leggibile. E' tratta dal Missale Seraphicum post-conciliare dell'Ordine Francescano. La traduzione completa (e approvata per l'uso liturgico) la trovate su Maranatha.it a questo collegamento
In questo giorno di festa solenne ricordiamo la risposta generosa e totale del Verbo di Dio alla vocazione del Padre che desiderava la salvezza del genere umano. Vocazione eterna che si manifesta nella discesa nel tempo, nella condiscendenza del Figlio consustanziale al Padre, che entra nel mondo per salvarlo: vero Dio e vero Uomo. E insieme, mentre celebriamo l'iniziativa, mirabile nell'umiltà, dell'Incarnazione del Signore, festeggiamo anche la vocazione della Vergine Maria, la quale, accogliendo l'annuncio dell'Angelo, ha permesso il compiersi della volontà salvifica nell'opera della Redenzione.
Il video di oggi è, appropriatamente, il canto dell'Angelus Domini in gregoriano, eseguito dalle suore americane della congregazione semi-contemplativa delle Figlie di Maria, madre del Salvatore, una giovane comunità fondata nel 1984. Per sentire altri canti di queste sorelle, potete andare all'apposita pagina nel loro sito web.
A seguire trovate il testo latino (con gli accenti per la corretta pronuncia) e il testo italiano ufficiale della preghiera.
V/. Angelus Dómini nuntiávit Maríæ, R/. Et concépit de Spíritu Sancto. Ave María, grátia plena, Dóminus tecum. Benedícta tu in muliéribus, et benedíctus fructus ventris tui, Jesus. Sancta María, Mater Dei, ora pro nobis peccatóribus, nunc et in hora mortis nostræ. Amen.
V/. Et Verbum caro factum est. R/. Et habitávit in nobis. Ave María, grátia plena...
V/. Ora pro nobis, Sancta Dei Génetrix. R/. Ut digni efficiámur promissiónibus Christi.
Oremus
Grátiam tuam quǽsumus, Dómine, méntibus nostris infúnde; ut qui, angelo nuntiánte, Christi Filii tui Incarnatiónem cognóvimus, per passiónem eius et crucem, ad resurrectiónis glóriam perducámur.
Per eundem Christum Dóminum nostrum. Amen.
Gloria patri.. (ter); Requiem æternam...
traduzione --------------
V/. L'angelo del Signore portò l'annuncio a Maria,
R/. Ed ella concepì per opera dello Spirito Santo. Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
V/. "Ecco sono la serva del Signore."
R/. "Si compia in me la tua parola." Ave Maria, piena di grazia...
V/. E il verbo si fece carne.
R/. E venne ad abitare in mezzo a noi. Ave Maria, piena di grazia...
V/. Prega per noi santa Madre di Dio.
R/. Perché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.
Preghiamo.
Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre, tu, che nell'annuncio dell'Angelo, ci hai rivelato l'Incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Al termine dell'Angelus si recita il Gloria per tre volte ed l'Eterno riposo una volta.
Henri (anche Henry) du Mont, compositore francese del pieno XVII secolo, oltre a centinaia di mottetti, ha scritto anche 5 messe in canto gregoriano. Qualcosa di abbastanza originale e infrequente nella sua epoca. Sono state composte per la cappella di corte, ma ebbero comunque una notevole diffusione, soprattutto in Francia. La più famosa è quella che vi presento qui sotto, in video e spartito gregoriano completo. Viene eseguita fino ad oggi in varie occasioni, essendo piuttosto semplice ma insieme solenne. Il tema che ricorre nell'incipit dei vari pezzi contribuisce sia all'unità della composizione di questo Ordinario, sia alla facilità di apprendimento da parte dei cantori interessati. Una validissima alternativa all'onnipresente Missa de Angelis per i cori e le cappelle musicali interessate al gregoriano "moderno".
Ecco la playlist con tutti i brani di seguito, (si caricano da soli):
--> Lo spartito con la musica in notazione quadrata (clicca qui) <--