C'è un numero particolarmente interessante, per la sua chiarezza e il suo riferimento, nella recente istruzione
Universae Ecclesiae (per l'attuazione del Motu Proprio Summorum Pontificum, sulla Messa
more antiquior). Si tratta del num. 19, che recita così:
19. Christifideles celebrationem secundum formam extraordinariam postulantes, auxilium ne ferant neque nomen dent consociationibus, quae validitatem vel legitimitatem Sanctae Missae Sacrificii et Sacramentorum secundum formam ordinariam impugnent, vel Romano Pontifici, Universae Ecclesiae Pastori quoquo modo sint infensae.
I fedeli che chiedono la celebrazione della forma extraordinaria non devono in alcun modo sostenere o appartenere a gruppi che si manifestano contrari alla validità o legittimità della Santa Messa o dei Sacramenti celebrati nella forma ordinaria e/o al Romano Pontefice come Pastore Supremo della Chiesa universale.
Dunque, esaminando con più precisione, rispetto alla traduzione ufficiale, possiamo dire:
a) Questo numero riguarda il diritto di chiedere la forma straordinaria: celebrationem secundum formam extraordinariam postulantes
b) Chi la chiede deve avere i requisiti qui stabiliti: 1) non dare aiuto (auxilium ne ferat) nè tantomeno essere in qualche modo iscritto (neque nomen dent) ai gruppi o associazioni (consociationibus) che si oppongano (impugnent) alla validità o anche solo alla legittimità della Messa e dei sacramenti celebrati secondo la forma ordinaria.
c) Inoltre tali gruppi a cui eventualmente si appartiene non devono essere ostili in alcun modo (quoquo modo) verso il Romano Pontefice come Pastore della Chiesa Universale. Infensus vuol dire "ostile, nemico, arrabbiato con.."
Di chi si parla, perciò, in questo numero 19?
Certamente dei Sedevacantisti, quegli strambi personaggi che son convinti che l'ultimo papa valido sia stato Pio XII, dopo di chè la Sede di Pietro è occupata da usurpatori. Questi sono assolutamente contrari al Papa di Roma in quanto Pastore della Chiesa universale. Ma di questi nemmeno ci occupiamo.
La questione diventa tuttavia più delicata quanto pensiamo a chi non riconosce la validità della Messa e dei sacramenti nell forma Ordinaria. Sono pochi i gruppi, forse c'è qualcuno - personalmente - che ha questa idea. Se la manifesta così, è chiaro che si mette fuori della comunione della Chiesa e non può nemmeno chiedere la forma straordinaria (tanto più non la chiederebbe a chi è stato ordinato con il rito ordinario, e quindi sarebbe invalidamente ordinato). Mi pare che solo alla luce di questa cautela si capisce perchè l'ordinazione rimane per tutti in forma ordinaria: per mettere a tacere i pochi - che pure esistono - i quali cianciano dell'invalidità dei sacramenti celebrati con i libri riformati.
Più complessa è la questione concernente chi sostiene che la messa ordinaria non avrebbe "legittimità". Che cosa si intende per "legittimità": non è solo la liceità dell'atto di celebrare la messa Novus Ordo, ma si tratta del più radicale dubitare che sia stata legittimamente promulgata e che - comunque - il messale di Paolo VI sia un bene e non un male per la Chiesa.
Ci sono gruppi che la pensano così? Putroppo sì. Nella Fraternità Sacerdotale di San Pio X, i lefebvriani, questo mettere in questione la legittimità del Novus Ordo non è nascosto a nessuno. E sono parecchi anche tra i commenti in alcuni blog che mostrano con tutta evidenza la stessa posizione da parte di fedeli che si dicono in piena comunione con il Papa.
La richiesta di questo num. 19 non è in sostanza differente dalla condizione posta nel famoso indulto del 1984 nella lettera
Quattuor abhinc annis del 1984, anzi - se si vuole - è più mite:
a) Con ogni chiarezza deve constare anche pubblicamente che questi sacerdoti ed i rispettivi fedeli in nessun modo condividano le posizioni di coloro che mettono in dubbio la legittimità e l'esattezza dottrinale del Messale Romano promulgato dal Papa Paolo VI nel 1970.
Se dunque, domani, viene a bussare alla mia sagrestia un sacerdote della FSSPX con un gruppo che chiede di celebrare la Messa in forma straordinaria o anche solo un gruppo legato pubblicamente a una cappella dei lefebvriani, devo accogliere queste richieste? La risposta è no. Non perchè io sia contrario alla forma della celebrazione straordinaria, ma perchè chi lo chiede non è in comunione piena con il Sommo Legislatore della Chiesa, ed è in questo in polemica con il Papa; il quale non solo ritiene legittima la forma ordinaria, ma ordinariamente la celebra. La carità non può e non deve essere disgiunta dalla verità. E viceversa.
Ricordo, a chi spesso lo dimentica, che comunque i sacerdoti della FSSPX non esercitano legittimamente nessun ministero nella chiesa cattolica, le loro confessioni sono invalide per mancanza di giurisdizione (a parte in pericolo di morte), e anche i matrimoni celebrati dai sacerdoti lefebvriani sono invalidi per lo stesso motivo.
Questo numero 19 è pertanto un monito e un richiamo ai fedeli che frequentano certi gruppi non in comunione con la Chiesa, o ancora non del tutto in comunione (come i lefebvriani); un richiamo a ricordare che l'unità ecclesiale è il primo requisito per chiedere la celebrazione della Messa, unità non solo formale, ma sostanziale, che non mette in dubbio la validità e la legittimità dei sacramenti secondo le forme approvate dalla stessa Santa Madre Chiesa.