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venerdì 11 maggio 2012

Guerra santa delle traduzioni: i cristiani difendono l'originalità del Vangelo

Una notizia sconcertante, che mostra l'assenza di rispetto per la diversità religiosa tuttora strisciante in una cultura pur ufficialmente tollerante e laica come quella della Turchia moderna. Attraverso una traduzione, che "sterilizza" la diversità evangelica, si può far diventare musulmano anche il testo del Vangelo di san Matteo. Spero che anche cattolici e ortodossi si uniscano alla riprovazione di questi tentativi di assimilazione. Leggete qui la notizia riportata dall'Agenzia Fides:


Traduzione falsata del Vangelo, per renderlo “vicino ai musulmani”: proteste dei cristiani

Istanbul (Agenzia Fides) – Una traduzione del Vangelo falsata e non autorizzata dalle Chiese cristiane ha generato una pubblica protesta dei cristiani in Turchia. In un comunicato inviato all’Agenzia Fides, la “Alleanza delle Chiese protestanti” della Turchia, parte della “Alleanza Evangelica Mondiale”, stigmatizza “la traduzione fuorviante” di una edizione in turco del Vangelo di Matteo, pubblicato alla fine del 2011. Il testo è denso di errori in “parole molto importanti e fondamentali del Nuovo Testamento”, che rendono la traduzione “sbagliata ed estremamente negativa”. Le Chiese rimarcano l’urgenza di cambiare tali termini, definendo il Vangelo diffuso “inaccettabile e inutilizzabile”.
Quello a cui si fa riferimento è la rimozione di parole come “Padre” e “Figlio di Dio”, sostituite rispettivamente da “Dio” e “rappresentante di Dio”. Il versetto di Mt 28,19 che dice “battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”, è divenuto ad esempio “purificandole con l’acqua, nel nome di Allah, del suo Messia e del suo Santo Spirito”.
I leader cristiani affermano di aver segnalato tali incongruenze prima della pubblicazione, curata da tre enti cristiani americani (“Wycliffe Bible Translators”, “Summer Institute of Linguistics”-SIL e “Frontiers”) il cui scopo era quello di produrre una Bibbia “vicina alla sensibilità dei musulmani”. Per evitare che persone di lingua turca, cristiane o non cristiane, fossero esposte a insegnamenti sbagliati, le Chiese avevano chiesto al comitato di traduzione di mutare i punti che “minano la teologia cristiana”, ma così non è stato.
“Vogliamo che la Sacra Scrittura sia letta e compresa da tutti i settori della società. Le traduzioni prodotte dalla Società Biblica nella prima metà del XX secolo sono eccellenti, fedeli alla storia della teologia cristiana, ma anche eccellenti per le persone che si accostano alla Bibbia, per capire le espressioni della fede cristiana” nota il comunicato giunto a Fides.
L'Alleanza delle Chiese protestanti in Turchia rappresenta la maggior parte delle Chiese protestanti nel paese. Nel 2011 ha pubblicato il Rapporto sulle violazioni dei diritti dei cristiani in Turchia, che sono meno dello 0,1% della popolazione di 72 milioni di abitanti. (PA) (Agenzia Fides 10/5/2012)

mercoledì 25 aprile 2012

Allarme sondaggio: contribuite con i vostri voti a far appendere i crocifissi nella scuola

Mi avvisa un utente che sul quotidiano trentino "L'Adige", è stato lanciato un sondaggio che chiede: "Il crocifisso nella aule scolastiche, va messo?". Nonostante ormai tutti sappiano che la risposta "legale" è "il crocifisso deve rimanere dov'è", è bene che ciascuno vada a cliccare sul "Sì", per ribadire anche in questi sondaggi online che la maggioranza cristiana esiste e vuol farsi sentire.
Quindi contribuite con il vostro click a far entrare in circolo l'idea che il crocifisso sta benissimo nelle aule scolastiche.
Qui il link a cui trovare il sondaggio: http://www.ladige.it/sondaggi/crocifisso-aule-scolastiche-va-messo

Votate e diffondete!!

domenica 1 aprile 2012

La strage degli innocenti al "centro procreazione" di Roma

Potete leggere qui l'agghiacciante notizia.
AL SAN FILIPPO NERI di Roma: Guasto al centro procreazione, distrutti 94 embrioni. Il ministro invia ispettori

Proprio San Filippo Neri doveva avere la sventura di dare il nome allo scellerato "centro procreazione" dove in un sol colpo 94 embrioni sono andati distrutti per l'innalzamento della temperatura dell'azoto liquido dove erano conservati. Novantaquattro bambini, troppo piccoli per esser visti ad occhio nudo, ma comunque esseri umani: morti, distrutti, per una svista di qualche tecnico. Già è una cosa abominevole congelare degli esserini creati in provetta, non parliamo di lasciarli deperire per uno scongelamento non previsto. Anche Severino Antinori, uno dei più spregiudicati e amorali "medici della riproduzione" che ci siano sulla piazza ha duramente condannato il comportamento senza professionalità del Centro romano in questione e ne ha auspicato la chiusura. 

Per "guarire" 40 coppie dalla "malattia" del non riuscire ad avere un bimbo, ne sono stati sacrificati ben 94. E solo ieri, e solo in un piccolo centro romano. Chissà quanti milioni di embrioni prodotti e mal conservati non entreranno mai nelle classifiche degli aborti: eppure lo sono a tutti gli effetti.

Preghiamo il Signore che fermi questa strage senza senso, questa assurdo gioco a creare la vita quando non vuole spontaneamente venire, che fa da contraltare alla smania di spegnerla se nasce naturalmente dove non la si è programmata o proprio non la si vuole.

venerdì 2 marzo 2012

Primo anniversario del martirio di Shahbaz Bhatti, santo Ministro delle minoranze del Pakistan

Oggi ricorre il primo anniversario della morte violenta del Ministro del Pakistan Shahbaz Bhatti, ucciso con trenta colpi di mitra per aver difeso i cristiani perseguitati del suo paese e le altre minoranze religiose oppresse.
A pochi giorni dal suo martirio, il 31 di marzo 2011, i vescovi del Paese hanno inviato la lettera, che qui sotto vi riporto, indirizzata al Papa. E' una supplica ad aprire la causa per la canonizzazione di Bhatti. Preghiamo per vedere presto questo Santo additato all'esempio e alla preghiera di tutti i cristiani, per dare speranza ai tanti perseguitati per il nome di Gesù.
Ecco la richiesta formale della Confereza Episcopale Pakistana che chiede a Benedetto XVI l'iscrizione di Bhatti nell'elenco dei santi martiri della Chiesa:

Potete vedere qui i post dell'anno scorso:
Santo SUBITO: martirizzato Shahbaz Bhatti, ministro pachistano ucciso in odio alla fede cristiana

Il testamento spirituale del martire Shahbaz Bhatti

lunedì 13 febbraio 2012

Attirare i giovani e allontanare tutti gli altri: il nuovo precetto liturgico di Trento

Riassunto: Rock e lode in inglese va bene, ma guai se volete pregare come si prega da 15 secoli! Pensavo fosse uno scherzo degli "Ulras" della Messa in Latino, e invece la fantasia supera la realtà! Mentre il settimanale diocesano di Trento benedice la Messa "Rock", rifacimento simil-heavy-metal della "classica" messa Beat degli anni '60 (passata per un periodo a Messa "Pop"...), stimmatizza in maniera assurda, esponendo inutili "perplessità", l'iniziativa di un altro sacerdote della stessa diocesi che si è azzardato a celebrare per i giovani la Messa in forma straordinaria (pur rimanendo nella cattolicità - si affanna a dire la nota stampa!). Parole forti e assolutamente sconvenienti, che verrebbero da una "nota stampa" ufficiale (di cui però non c'è traccia nel sito ufficiale dell'Arcicdiocesi tridentina). Si dice anche che per questa "occasionale" Messa antica (= speriamo non si ripeta mai più), mica possono entrare tutti "indiscriminatamente" in chiesa. Si vede con chiarezza che la diocesi di Trento vuole fare "discriminazioni", non serve che lo scrivano.

Invece lodi sperticate e senza imbarazzi per i canti "con testi biblici", appiccicati ad una Messa "Rock e lode". Questa sì invece ad "ingresso libero".

Vi posto, giusto perché vi rendiate conto di cosa si sono sorbiti, un paio di esempi del "Christian rock" tanto esaltato come nuova proposta "ringiovanente" la liturgia. Io, personalmente, non ho nulla contro i gruppi cristiani che vogliono esprimere con musica contemporanea i loro sentimenti religiosi. Ma certo queste prove devono stare FUORI della liturgia. Non sono nate per essa e non c'entrano niente con la preghiera pubblica della Chiesa, nè ora, nè mai, nonostante quello che pensino a Trento. E poi questi signori che si ravvoltolano nel giovanilismo, sono gli stessi che lanciano strali alle "messe concertate" del XVIII e XIX secolo, che mettevano la musica "moderna" di allora a servizio della liturgia, per attirare gente in chiesa! A me pare che comunque Mozart e Vivaldi diano ancora i loro bei punti agli Stryper... Ditemi un po' voi.
Il titolo della canzone è un gioco di parole: "[Mandiamo] all'inferno il diavolo".



Già il testo della "difesa" d'ufficio apparsa sul settimanale "La vita trentina" la dice lunga sul "mettere le mani avanti" per evitare polemiche... Leggete, leggete:
High Voltage, band rock trentina sulla scena locale da sedici anni, l'ha preso alla lettera. Sabato 11 febbraio alle 22.30 ad Albiano animerà infatti la prima "messa rock" della provincia, supportata da un coro di tutto rispetto.
I suoi trenta componenti - diretti da Nadia Folgheraiter- sono musicisti e cantanti (giovani ma non solo) quasi tutti provenienti da altre formazioni canore della Val di Cernbra, che si sono riuniti per l'occasione e che ormai da tre mesi lavorano a pieno ritmo al progetto.
Gli High Voltage eseguiranno durante la celebrazione sette brani, due degli Stryper e cinque, dalle sonorità più pacate, composti dal leader solista della band, Michael Sweet.
Gli Stryper sono i padri del "Christian metal" (o "white metal"), un sottogenere tematico dell'heavy metal che contiene espliciti richiami a testi, tematiche e professioni di fede cristiane, e che gli album della band californiana, grazie al loro successo mondiale, hanno contribuito a diffondere a livello mediatico.
Anche i testi delle canzoni che saranno eseguite durante la messa ad Albiano, concordati con il parroco don Stefano Zeni, sono ispirati alla Bibbia. Dunque appropriati per una funzione religiosa, solo a ritmo più... rock del solito.
Non si tratta però di un concerto né di una spettacolarizzazione, non sarà niente di sacrilego o ridicolo, ci tengono a precisare i musicisti trentini: sarà una vera e propria Santa Messa.
Se di primo acchito può sembrare una trovata fuori luogo, che fa storcere il naso, l'intento che ci sta dietro è buono e più che mai condivisibile: portare i giovani in chiesa.
L'idea è venuta tempo fa ad un ragazzo della band che, in vacanza a Riccione, ha assistito ad una messa con canzoni pop.
Da lì il desiderio di fare lo stesso nel suo paese, con la sua band e la loro musica metal.
Le cose non sono state fatte alla leggera, sull'onda dell'entusiasmo e della novità: l'idea è stata maturata e condivìsa tra i membri della band per diversi mesi ed è diventata presto un impegno serio, che ha avuto la fortuna di trovare fin da subito il sostegno di don Stefano Zeni.
Il parroco di Albiano si è preoccupato di mostrare i testi tradotti delle canzoni al vescovo Luigi Bressan, spiegandogli iprogetto di avvicinare i giovani alla chiesa anche con linguaggi nuovi e moderni a loro più vicini.
La musica è un modo per sintonizzarsi sulle stesse frequenze; al centro rimane la sacralità della liturgia.
Lo ha sottolineato il comunicato dell'ufficio stampa diocesano che, divulgando la notizia della messa rock, ha ripreso l'incoraggiamento della Cei del 1999 ("Educare i giovani alla fede"):
«In particolare occorre assumere appropriate categorie interpretative, che aiutino a conoscere e a comprendere le domande dì sempre dei giovani, ma anche le loro nuove culture, i linguaggi sempre più variegati e gli strumenti con cui si esprimono, con forme e modalità spesso di non facile interpretazione per il mondo degli adulti.
E io che pensavo i giovani preferissero i canti di Taizé. Forse a Trento non sono mai arrivati? Mandate qualche CD al Settimanale Diocesano!!
Evitando atteggiamenti di rifiuto, dobbiamo giungere a discernere il"vero"che queste culture presentano sotto le vesti del"nuovo"». L'evento trova il suo spazio, immancabile, anche su facebook.
Sul celebre social network sono quasi duecento coloro che assicurano di esserci sabato ad Albiano; nel frattempo l'invito alla messa rock ha già raggiunto telematicamente quasi 2500 giovani.

lunedì 6 febbraio 2012

San Pietro Batista e i martiri di Nagasaki

Oggi festeggiamo i primi martiri del Giappone, missionari e convertiti uccisi nel 1597. Per la maggior parte erano frati francescani (6 confratelli) e 17 terziari laici. Tra di essi c'erano anche tre gesuiti, tra cui il prete giapponese Paolo Miki. Qui la liturgia della Chiesa per celebrare questi santi.
Il capofila del gruppo è san Pedro Bautista, sacerdote del primo Ordine di San Francesco, che insieme a tanti confratelli fu crocifisso dai pagani per aver predicato la fede in Cristo.

Vi propongo, qui sotto, un bellissimo quadro che mostra i santi Martiri in croce, coronati da angioletti. Se guardate bene sulla sinistra, noterete che fa capolino san Giuseppe che tiene in braccio un Gesù bambino... in abito francescano! Davvero un'iconografia originale: Gesù vestito da fratino che benedice il martirio dei frati (come vedete nell'innagine, sono ancora rappresentati in abito grigio-cenere, colore originale di tutta la famiglia francescana).
cliccate sulla foto per ingrandire.

Martirologio Romano: 
Memoria dei santi Paolo Miki e compagni, martiri, a Nagasaki in Giappone. Con l’aggravarsi della persecuzione contro i cristiani, otto tra sacerdoti e religiosi della Compagnia di Gesù e dell’Ordine dei Frati Minori, missionari europei o nati in Giappone, e diciassette laici, arrestati, subirono gravi ingiurie e furono condannati a morte. Tutti insieme, anche i ragazzi, furono messi in croce in quanto cristiani, lieti che fosse stato loro concesso di morire allo stesso modo di Cristo.

martedì 17 gennaio 2012

Rapporto dell'Agenzia FIDES sulla drammatica situazione dei cristiani in Pakistan

"Fermate il massacro di cristiani innocenti", dice il cartello dei pakistani in protesta
Prima di leggere l'articolo, ci invito a riflettere e ricordare i principi fondamentali dell'indifferenza occidentale verso il massacro di indifesi cristiani  nei paesi in cui sono minoranza:
a) I cristiani non sono ebrei, quindi non è antisemitismo perseguitarli, si può far finta di non vedere.
b) E' colpa dei cristiani se non se vanno dalle loro case, dove abitano da secoli prima dell'arrivo dei musulmani. Potrebbero esser felici altrove.
c) Sicuramente non è odio religioso che spinge a queste violenze. Sembra, ma ci deve essere sotto un'altra valida spiegazione. Non si può pensare che oggi si uccida per la religione.


Aggiungete pure voi le altre "scuse" per non sentire e non sapere niente della cristianofobia (convenienza politica, petrolio....)


ASIA/PAKISTAN - Oltre 160 incriminati e 9 uccisi per “blasfemia” nel 2011; 1.800 ragazze cristiane e indù convertite a forza all’islam

Lahore (Agenzia Fides) – La controversa legge sulla blasfemia continua a mietere vittime in Pakistan, mentre le minoranze religiose soffrono per l’estremismo dilagante. Nel 2011, a causa della “legge nera” (composta dagli articoli 295b e 295c del Codice Penale), almeno 161 persone sono state incriminate e 9 uccise con esecuzioni extragiudiziali, vittime di accuse di blasfemia. Tali accuse, ha detto di recente un avvocato musulmano, anonimo per motivi di sicurezza, “sono false nel 95% dei casi”.
Secondo un Rapporto inviato all’Agenzia Fides dall’Asian Human Rights Commission, Ong che monitora i diritti umani nel continente, “il Pakistan ha fallito nel garantire il rispetto dei diritti umani al suo popolo”. La Commissione ha documentato nel 2011 l’uccisione di 18 difensori dei diritti umani e di 16 giornalisti, impegnati in un’opera di denuncia dei mali della società, della corruzione e dell’estremismo islamico.
San Shahbaz Bhatti
Il 2011 ha registrato l'uccisione di personalità di alto profilo, come il governatore del Punjab, Salman Taseer, e il Ministro federale degli affari delle minoranze, Shabhaz Bhatti, “omicidi compiuti da gruppi estremisti religiosi infiltrati nelle forze dell'ordine” nota la Commissione. “Lo stato ha giocato un ruolo ambiguo per placare l'estremismo religioso ed è rimasto muto spettatore di tali omicidi” si sottolinea. “Questa inettitudine del governo – prosegue il testo – ha favorito la conversione forzata all'Islam di ragazze provenienti da gruppi religiosi minoritari: in totale, nel 2011, circa 1.800 ragazze, fra indù e cristiane, sono state costrette a convertirsi all'islam, con mezzi come il rapimento e lo stupro”.
Il Rapporto, ricordando i 161 incriminati e 9 uccisi per “blasfemia”, rileva che “il governo non ha fatto alcun progresso sulla draconiana legge sulla blasfemia, che è costata molte vite”. “Le autorità – si afferma – hanno assunto, segretamente, un atteggiamento paternalistico verso i gruppi militanti. I tribunali hanno dimostrato di essere amici dei militanti e dei terroristi. In molti casi i terroristi sono stati rilasciati dai tribunali, con il pretesto di lacune formali o procedurali”. Il testo cita anche centinaia di morti per “delitto d’onore”, l’aumento di violenze settarie a Karachi (1.800 morti nel 2011) e nel Beluchistan (225 morti, oltre 6.000 dispersi).
La Commissione critica anche l’assenza di una riforma del sistema giudiziario penale. L'attuale sistema di giustizia penale esiste parallelamente alle leggi della Sharia: “Lo Stato di diritto si è deteriorato a causa di questo sistema” conclude. (PA) (Agenzia Fides 16/1/2012)

domenica 15 gennaio 2012

Dicono che la cristianofobia è un'invenzione...


Secondo voi cosa rappresentano le immagini soprastanti? A) Topolino e Minnie in abiti islamici  B) Topolino e Minnie travestiti da arabi fondamentalisti? C) Un feroce attacco contro la religione del profeta Maometto?
In Egitto parecchi, troppi, hanno votato C. Dando incarico ad avvocati di sporgere denuncia contro l'infame autore di queste caricature per oltraggio alla religione e perfino "crimine contro l'umanità". Non è uno scherzo, non è una barzelletta, anche se sembra più che surreale. Lo riporta l'agenzia ANSA. Che aggiunge, inoltre, che l'autore di queste "orrende" figure è fuggito ieri dal Cairo, insieme a suo figlio, alla volta di Parigi. Evidentemente non si sente al sicuro, pur essendo uno degli uomini più ricchi e più in vista del suo paese, Presidente del Consiglio di amministrazione della compagnia di telecomunicazioni WIND, e in corsa pure alle elezioni (libere?) del suo paese. Oh quasi dimenticavo: ha la disgrazia di essere cristiano, si chiama Naguib Sawiris. Ieri è iniziato il processo, nonostante il colpevole si sia già scusato chiedendo umilmente perdono per la cosa, sebbene, in se stessa, tutti vedono non aver nessuna rilevanza penale in qualsiasi ordinamento ragionevole.
E l'occidente cosa fa? Applaude ai maestri del teatro che lanciano "artisticamente" fango (ed altro) contro l'immagine di Gesù Cristo.
Ora capisco perché parecchi insistono sul bisogno di approfondire il dialogo con gli islamici. Abbiamo effettivamente molto da imparare da loro...

martedì 10 gennaio 2012

Un documentario da non perdere: La Chiesa altrove. La chiesa che prega, che pratica la carità e subisce il martirio

Il 6 gennaio 2012 è andato in onda su RAI 3 uno splendido - quanto raro oggigiorno - documentario della serie "La grande storia", dedicato a far conoscere gli aspetti meno conosciuti della Chiesa nei luoghi meno frequentati dal grande pubblico. Questi aspetti sono: la vita di preghiera (mostrata attraverso l'ottica della chiesa Siro-cattolica e di rito Copto-cattolico d'Etiopia), la vita di carità e di martirio dei cristiani. Ci vuole coraggio, oggi, a presentare in TV questi aspetti della vita cristiana, soprattutto quello del Martirio, troppo spesso dimenticato dagli stessi credenti. Vedere certe immagini, ascoltare alcune toccanti testimonianze di veri "confessori" della fede, che soffrono ogni giorno per mantenere il Vangelo, è salutare per tutti.

Così il sito di Rai 3 presenta il documentario:
La Chiesa Altrove è un viaggio in giro per il mondo, alla ricerca della Chiesa più remota, quella lontana dalla cupola di San Pietro. Un pellegrinaggio nei luoghi meno conosciuti e più nascosti del Cristianesimo. La Siria, l’Etiopia, l’Uganda, il Pakistan, la Turchia... sono luoghi di frontiera dove abitano donne e uomini che hanno fatto una scelta di vita radicale nel nome della propria fede. In questo modo La Chiesa Altrove mostra un’immagine della Chiesa contemporanea che va oltre l’ufficialità più nota, molto diversa da come è tradizionalmente conosciuta in Occidente.
Il documentario si struttura come un trittico intorno ai tre pilastri fondamentali del Cristianesimo: la prima arcata è dedicata alla Preghiera e al rapporto con il trascendente; la seconda affronta il tema della Carità, non tanto per individuare i grandi protagonisti di questa missione, ma le mille facce anonime della carità nel mondo; la terza campata infine vuole approfondire il tema della testimonianza, che comprende anche il discorso del Martirio cristiano.
Cliccate qui per andare a vedere questo documentario, oppure cliccate sull'immagine qui sotto:

martedì 3 gennaio 2012

Simboli religiosi in pubblico e libertà di culto: i presepi profanati

Anche il bue e l'asinello appaiono costernati per il Gesù bambino "gambizzato" a Varese
Grazie alla meticolosa opera di raccolta notizie fatta dalla Redazione del Sito della Diocesi di Porto-Santa Rufina, possiamo renderci conto di quanti furti, attacchi, danneggiamenti -  nell'Italia che si ritiene ancora cattolica - ci siano ai simboli religiosi. In particolare contro i presepi che spuntano un po' dappertutto durante le feste natalizie e sono, ormai da vari anni, e sempre di più: bersagli facili di chi vuole esprimere il suo odio a Gesù. Non si tratta di vandalismi qualunque, ma di colpire e sfregiare i sentimenti religiosi delle persone che hanno desiderato mostrare la loro fede nel Dio incarnato. Leggete la lista degli episodi che si sono succeduti nei giorni del Natale appena trascorso:

Breve rassegna delle profanazioni
avvenute nello scorso Natale '11

Salsomaggiore Terme - Sconcertante atto sacrilego a Salsomaggiore Terme, nel Parmense. Alcuni vandali, nel presepio della centralissima piazza Berzieri, di fronte all'edificio storico delle terme, hanno mozzato di netto la testa della statua del Bambino Gesù. La scoperta è stata fatta dai tecnici del Comune che stavano sistemando le aiuole della piazza e hanno dato l'allarme. La statua mutilata è stata subito rimossa dalla mangiatoia.

Sant'Ambrogio (Torino) - Nella notte di Capodanno alcuni vandali hanno decapitato le teste dei personaggi del presepe collocato nel giardino retrostante la Chiesa delle Grazie, in Borgata Bertassi. Le statue erano ad altezza d'uomo: sono state mozzate le teste di San Giuseppe e della Madonna. La statua di Gesù bambino è stata invece impiccata ed appesa ad un cartello stradale.

Induno Olona (Varese) - Durante la notte di Natale ignoti vandali hanno preso di mira il presepe allestito nella centralissima piazza del municipio, vicino alla chiesa parrocchiale di San Giovanni. Danneggiata la statuina di Gesù Bambino, alla quale sono state spaccate le gambe. Sconcerto e rabbia in paese.

Castegnato (Brescia) ennesimo atto vandalico contro una rappresentazione della Natività. Ignoti hanno dato fuoco al presepio all’aperto, allestito sul retro della Santella del Buon Viaggio, l’edificio più antico di Castegnato che risale al 1300-1400. Hanno bruciato la capanna ed interamente distrutto i personaggi di compensato al suo interno: San Giuseppe ed il Bambin Gesù, mentre della Madonna resta un pezzo del corpo scampato alle fiamme.

Roma - Rapito il bambinello dalla culla di Piazza Venezia. La piccola statua e' stata trovata in meno di un'ora dai carabinieri e rimessa al suo posto. A segnalare il misfatto al 112 erano stati alcuni cittadini e i controlli immediatamente disposti dai militari hanno portato a una rapidissima soluzione: il bambinello giaceva abbandonato su un marciapiede poco lontano, in via del Plebiscito.

Tirrenia, sul litorale pisano: rapita una statua di uno dei Re Magi. Il presepe e' stato allestito dalla Proloco in una casottino di legno nella centrale piazza Belvedere e mercoledi' mattina le statue dei magi erano state posizionate all'esterno, in attesa di essere sistemate al riparo di una teca di vetro.

Firenze, hanno portato via il bambin Gesu' del presepe di piazza Duomo, a Firenze, per abbandonarlo poche centinaia di metri piu' in la'. A trovarlo, su un marciapiede, e' stato un turista. Il bambinello, una statua a grandezza naturale, e' stato consegnato ai vigili urbani, che lo hanno rimesso al suo posto. Il presepe e' allestito dall'Opera del Duomo.

Lecce, furto nella notte ai danni del presepe allestito negli spazi dell’Anfiteatro di Lecce, nella centralissima Piazza Sant’Oronzo. Ignoti hanno fatto sparire la statua del bambinello. Nelle passate edizioni del presepe di Piazza Sant’Oronzo, voluto dall’amministrazione comunale di Lecce, si erano registrati episodi analoghi; negli scorsi anni, infatti, erano state rubate le statue dei Re Magi.

Brescia, quartiere Fiumicello: dopo aver subito numerosi atti vandalici, la Parrocchia ha dovuto togliere il presepe allestito nel parco antistante. Il Parroco promuove un momento di preghiera, al termine del quale resta un cartello, quello dei residenti di Fiumicello che recita sicuro questa è una «Casa costruita sulla Roccia».

Milano Marittima . i ladri hanno fatto visita al presepe artistico di Milano Marittima, facendo sparire una delle quarantatre pecore. "Questo grave episodio si aggiunge ad un vero e proprio atto vandalico compiuto qualche settimana fa sulla figura del pastore - si legge nella nota della proloco - a cui era stata amputata una mano, in seguito ripristinata dal restauro a Milano".

Castenedolo (Brescia). Quattro minorenni fra i 15 e i 16 anni di età e una 19enne danno fuoco al presepe allestito davanti alla Parrocchia di San Bartolomeo. Notati da alcuni passanti, sono stati identificati dai Carabinieri.

Brescia - Sono tre gli episodi di danneggiamento su cui stanno indagando le forze dell’ordine di Brescia. L’ultimo raid notturno contro il personaggi del presepe è stato messo a segno lunedì in via Volturno, vicino all’incrocio con via Manara, a poca distanza dall’Iveco. In questo caso ad essere prese di mira le statuine di San Giuseppe e quella di uno dei Re Magi. Altri casi simili si sono verificati in piazzale Arnaldo dove la mano degli ignoti vandali si è scagliata contro l’effige della Madonna e dell’asinello. Non si è sottratto alle mire degli ignoti nemmeno il presepe allestito in piazza della Loggia.

Uboldo (Varese) - Hanno preso i personaggi del presepe e li hanno gettati per strada. L'ennesima impresa dei vandali ha disgustato il paese: una banda di ragazzi ha letteralmente fatto scempio del presepe allestito in piazza Conciliazione. L'autore, Lino Ciceri, ha poi vagato per chilometri trovando le sue opere gettate per strada in vari punti del paese.

Gardone (Varese) - Un gesto da condannare e aggravato dal fatto che sia successo il giorno di Natale. E’ accaduto al tradizionale presepe, giunto alla ventiduesima edizione, allestito dal comitato Acqualunga Centro Storico in via Zanardelli. Stavolta, però, come l’anno scorso, il Natale della zona è stato “rovinato” dal furto simbolico di una delle cassette allestite intorno alla Natività e destinate alle offerte. Tutto il ricavato sarà devoluto in beneficenza.

Nuoro - Vandali in azione la notte scorsa a Macomer. Dopo aver sottratto alcune statuine, compresa quella del Bambin Gesu' dal presepe parrocchiale, durante la notte ignoti hanno dato fuoco alle luminarie dell'albero addobbato per le festivita' natalizie nella piazza principale. Sul posto sono arrivati i Vigili del fuoco del distaccamento del Marghine che hanno provveduto a spegnere le fiamme, dopo aver accertato la dolosita' dell'evento.

Arzignano (Vicenza) - Rubata la statua del Bambino Gesù, ritrovata dopo 48 ore. Dal presepe allestito in piazza il giorno di Natale è scomparso il soggetto principale. Poi, dopo le ricerche, è stato ritrovato. A distanza di due giorni. La statua era di legno, molto pesante e a grandezza naturale.

Montagna (Sondrio) - Quattro minorenni, tra i 13 e i 17 anni, due maschi e due femmine, la vigilia di Natale non hanno trovato di meglio che distruggere il suggestivo presepe preparato con cura. Non si sono limitati a mettere sottosopra l'opera artigianale, portando via del muschio e distruggendo alcune statuine, ma hanno anche rubato buona parte dei dolciumi contenuti in un cestino messo a disposizione dei bambini.

San Marino - “Sono 16 anni che faccio il presepe alla Porta del Paese e sono 16 anni che i vandali me lo distruggono”. E' arrabbiato, Massimo Agostini, del ristorante il “Ritrovo” di San Marino perché il presepe non vogliono proprio lasciarlo stare. Tre anni fa hanno rubato la statuetta della Madonna. Agostini ogni anno riceve l'incarico, dalla Giunta di Castello, di allestire il presepe davanti alla porta principale del centro storico di San Marino; ma i vandali di notte si sbizzarriscono a distruggere l'opera.

Felino (Parma) - Atto vandalico contro un'altra immagine sacra. Attorno alle 2 alcune persone si sono accanite su una Maesta' posta all' ingresso del paese. I vandali hanno prima divelto l'inferriata, che protegge l'immagine della Madonna, con un bastone e poi, dopo avere rotto il vetro, l'hanno sfregiata ed infine fatta saltare con una piccola bomba carta. Risultato: distaccamento di una parte dell'affresco e danni ingenti alla struttura. Indagano i carabinieri.

Carrara - Non ha pace il presepe realizzato sul sagrato del duomo di Carrara: dopo il furto delle statue della Madonna e del Bambin Gesu', avvenuto prima di Natale, la capanna riallestita dagli artisti del borgo con le canne di bambu' e corredata da altre statue in marmo, e' stata spazzata via da una folata di libeccio.

Portocannone (Campobasso) – Devastato dai vandali il presepe. Lo ha denunciato il sindaco del paese che si recherà presso la caserma dei Carabinieri per presentare formale querela contro ignoti. Il presepe era stato allestito nella piazza principale di Portocannone.

Borgo a Mozzano (Lucca) - Rubata la statua del Gesù Bambino dal presepio allestito davanti alla sede storica della Misericordia di Borgo a Mozzano.

Noale (Venezia) – I Re Magi che portano al bambin Gesù oro e incenso, sono spariti dal presepe di Noale proprio la notte di Natale. Il quadretto della natività era stato allestito dalla Pro loco la vigilia stessa, per la prima volta, sotto il grande albero in piazza XX Settembre.

Castellammare (Napoli) - Rapito bambino Gesù dal Presepe dalla vetrina di un negozio che aveva aderito alla manifestazione "Natale in vetrina". Gesù sara' comunque al suo posto grazie al gentile dono di alcune suore.

Olbia - Rubate da un grande presepe in Via Lituania, nel centro di Olbia, le statue della Sacra Famiglia e di un pastore vicino alla greppia.

Civita di Bagnoregio, danneggiate le strutture del presepe vivente che viene realizzato ogni anno.

Torre Pedrera (Rimini) - Danneggiato da alcuni vandali e ricostruito dagli scultori della sabbia con l'aiuto della popolazione il presepe di sabbia di Torre Pedrera. Si è registrata una vera e propria gara di solidarietà da parte della gente, che per aiutare gli artisti ha trasportato secchi d'acqua e sacchi di sabbia. Resta l'amarezza per il gesto insensato dei vandali che l'hanno devastato a sprangate alcune notti fa.

Terzigno (Napoli) - Ignoti hanno distrutto il presepe allestito in Piazza Immacolata. I malviventi che hanno distrutto l’opera si sono accaniti con sdegno e brutalità sulle statue del presepe.

Morbegno (Sondrio) - Furto al presepe della Croce Rossa. Non si è salvato nemmeno quest'anno l'allestimento della Natività sistemato come da tradizione di fronte all'ospedale, a piazza sant'Antonio, dagli amici della Croce Rossa.

E, non meno grave ...

Scoglitti (Ragusa) - due tunisini nascondono la droga nel presepe di casa. Arrestati.

Bergamo - Gesu’ bambino, il bue, l’asinello e due San Giuseppe. E’ l’iniziativa del piu’ frequentato centro sociale bergamasco, il Paci’ Paciana, che ha allestito un presepe senza Maria, ma col bambinello accudito da due statuette di Giuseppe.

E meno male che era una "Breve" rassegna! Leggere in fila tutte queste notizie fa pensare. Non si tratta di un gesto sporadico, ma di una vera e propria "cristianofobia" o meglio di una vera e propria persecuzione dei sentimenti e delle manifestazioni religiose cristiane. Ma siccome le maggioranze non hanno bisogno di tutela e non fanno notizia (se non in tempo di voto), finché non arriveremo al livello della Nigeria, questi episodi li troverete solo nascosti nelle pagine dei giornali di provincia, o nei siti cattolici che si interrogano su cosa sta succedendo.

lunedì 2 gennaio 2012

Riti diversi nella stessa Chiesa diocesana? Non è una novità di questi anni. Anzi!

Pare che viga da parecchio (si parla di secoli) l'obbligo dei vescovi che qualcuno si ostina a supporre introdotto da Summorum Pontificum o da Universae Ecclesiae o ancora da Anglicanorum Coetibus, cioè quello di rispettare e favorire attivamente tutti i riti nell'unità della stessa fede. Da ieri è nato il secondo Ordinariato Anglicano, in America, anche questo con la sua forma liturgica da rispettare. Sono tornati all'unità nel recente passato tanti tradizionalisti, e - speriamo - il nuovo anno porterà a casa anche i più testardi: pure ad essi è e sarà consentito l'uso della propria liturgia... Voci insistenti fanno inoltre balenare che, fra non molti giorni, uscirà anche un'approvazione del rito "Romano-Neocatecumenale"!
Il Concilio Ecumenico Lateranense IV, resosi conto che in varie circoscrizioni ecclesiastiche convivevano gruppi di cattolici di diversa lingua, alcuni attaccati ai loro riti tanto da far continue polemiche e litigi con i vescovi che non volevano concedere la celebrazione secondo i loro venerandi libri liturgici, risolse - come potete leggere qui sotto - la questione: dando ragione a quei "gruppi stabili", in massima parte greci, che volevano conservare il loro rito, anche se viventi in mezzo a una maggioranza schiacciante di latini. Tutto questo avveniva nel 1215. 
Tuttavia la Chiesa - è risaputo - ci mette molto tempo a recepire e ad implementare i decreti di ogni Concilio Ecumenico. Ma Papa Benedetto continua a ricordare con i suoi documenti che - a differenza di quanto comunemente si pensa - ogni rito approvato dalla Madre Chiesa è buono quanto un altro, soprattutto per coloro che proprio vi sono spiritualmente e umanamente congiunti e strettamente legati.
Canone IX:  Riti diversi nella stessa fede 
Poiché in più parti, entro l'ambito della stessa città e diocesi sono raccolti popoli di diverse lingue, che nell'ambito dell'unica fede hanno riti e costumi diversi, comandiamo severamente che i vescovi di queste città o diocesi nominino persone adatte, che possano celebrare nei diversi riti e lingue gli uffici divini e amministrare loro i sacramenti, istruendoli con la parola e con l'esempio...
(consulta qui l'originale completo)

Semplice ed efficace. Paradossalmente oggi sono tutelate tutte le lingue di ogni popolo migrante e itinerante, stanziale o di passaggio sul territorio diocesano, e ad esse si dedicano messe domenicali e cappellanie nazionali. Però il rito latino, autoctono, non gode solitamente non dico di protezione, ma almeno di legittima libertà, e i pochi aderenti ad essi si ritrovano stranieri in patria propria... D'altra parte è anche evidente che il Concilio voleva porre un freno a chi non vedeva altro che il rito della Chiesa Romana, come se tutto quello che si discosta da esso sia da rigettare come fosse eresia: lingua, musica, tradizioni, preghiere. Anche questo è inconcepibile.

Ma se ci arrivavano quegli "oscurantisti" di Medievali nel loro buio periodo storico, come mai oggi che siamo tutti illuminati e adulti non ci arriviamo più e continuiamo a confondere unità con uniformità?

lunedì 26 dicembre 2011

Santi Martiri Nigeriani che seguite l'agnello appena nato, pregate per noi!

"Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. 
Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato"
Vangelo di oggi, 26 dicembre: Mt 10,17-22

Santo Stefano, il primo martire, la cui memoria è collocata a ridosso del Natale non è lì per caso: sta a ricordarci continuamente che il Bambino di Betlemme è fonte di contraddizione, e tanti - ai suoi tempi e ai nostri - tentano di chiudere la bocca a lui e ai suoi testimoni. Il bambino Gesù che è nato è fin da subito minacciato e insidiato dall'"enorme drago" dell'Apocalisse, che vuole ingoiarlo insieme a sua Madre, la Vergine fatta Chiesa.
Ancora bombe islamiche hanno insanguinato una comunità in preghiera, nella notte del 25 dicembre. Qui la notizia dell'ANSA. La parrocchia cattolica di Santa Teresa, nella capitale della Nigeria, è stata assaltata con autobombe durante la Messa natalizia, 19 - per ora - i morti accertati. Anche altre comunità cristiane, non cattoliche, hanno subito vergognosi attacchi durante la preghiera. In tutto 32 i caduti. 
Nuovi martiri, per i quali vi invito non tanto a pregare, ma ad invocarli subito, sperando che anche la Santa Sede nei suoi comunicati, sappia con coraggio riprendere le parole scandalose di perdono di Santo Stefano mentre veniva lapidato per la sua testimonianza a Cristo: "Signore, non imputare loro questo peccato!" (At 7,60). Preghiamo, allora, perchè Dio perdoni quanti compiono queste scelleratezze e li converta; e come San Paolo fu conquistato da Santo Stefano, così questi fondamentalisti di oggi possano essere conquistati a Cristo dalle loro vittime innocenti.

venerdì 23 dicembre 2011

E poi parlano del VATICANO!!! La Chiesa paga e i Radicali prendono.

Notiziola del giorno, attinta in rete:
"Radio Radicale. Concessi sette milioni di euro a Radio Radicale per l'anno 2012".

Lo riporta il sito di Repubblica, riferendo sui contenuti del decreto "milleproroghe" in corso di approvazione al Parlamento. La RAI aumenta il canone, e i Radicali, per la loro insostituibile Radio di "servizio pubblico" (ma le bestemmie sono a carico del servizio pubblico?), si fanno dare la mancia.
E poi da quella stessa radio osano fare le prediche a proposito di ICI sull'oratorio o la canonica... i privilegi della Chiesa-piovra e giù giù fino a "Vaticano pagaci tu la manovra"...
Chissà se i radicali vorranno rinunciare a questi soldoni pubblici; visto che il decreto non è ancora approvato possono sempre fare un gesto di grande cuore verso le casse piangenti dello Stato!
E' il caso di dire: "da che pulpito viene la predica!"

venerdì 16 dicembre 2011

Il Papa e l'ermellino: ci risiamo

Ogni scusa è buona per avere un po' di visibilità, e fare appelli al Papa è sempre di gran moda, soprattutto quando lo si deve tirare per la giacchetta, pardon: tirare per la mozzetta.
E' di ieri, infatti, l'ennesimo appello: Papa, rinuncia all'ermellino! Smetti di usare la pelliccia dei poveri animaletti bianchi. Gli animalisti si scatenano con la bordura erminea della "stola" (?) papale che richiederebbe, secondo i loro conti, la vita di ben 25 ermellini.
Così riporta la Stampa
«Papa Benedetto XVI, per Natale ci faccia un regalo: rinunci all’ermellino», chiede l’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa), che ha promosso per questo una petizione. «Sono quasi settemila gli italiani che la stanno sottoscrivendo a ritmo sostenuto - riferisce Aidaa in una nota - per chiedere al pontefice di fare, in occasione del Natale, un gesto che sarebbe particolarmente gradito al mondo animalista (compresi i milioni di cattolici animalisti), di rinunciare cioè per sempre e in via definitiva alla stola di ermellino esibita come ornamento della mozzetta (la mantellina rossa papale) proprio nelle maggiori feste tra cui quella del Natale».
e prosegue in un ridicolo crescendo:
i promotori e in particolare il presidente nazionale di Aidaa Lorenzo Croce chiedono al Papa di: «rinunciare alla stola di Ermellino che nulla ha a che fare con i paramenti sacri. Nel rispetto della vita in tutte le sue forme e per ricordare che anche gli animali sono creature di Dio o comunque per chi non crede gli animali sono comunque creature senzienti che hanno diritto di vivere come tutte le altre e che al pari nostro soffrono e sentono dolore e paura quando vengono portate alla morte per soddisfare in brame umane in tutte le sue forme».
Qualche risposta e precisazione è meglio darla, visto che ci sono giornalisti che ormai fanno solo "copia-incolla" dei comunicati stampa e non aiutano ad approfondire,  nè capire.

1) Il Papa non usa mai una "stola" di pelliccia! Nè paramenti sacri di ermellino! La bordura di pelo di ermellino è riservata alla mozzetta invernale, che fa parte del suo abito di rappresentanza. E questa il Papa ce l'ha già e non la rifà, ovviamente, ogni anno. Se la si guarda bene nessuno può pensare che richieda 25 ermellini.

2) Perchè non chiedere invece, cara Associazione Animalista, di risparmiare le centinaia di ermellini che servono per fare la toga dei giudici italiani di cassazione o di quelli francesi? O dei professori di alcune università? Perchè non chiedere ai Lord che siedono al Parlamento inglese di cessare il genocidio per le loro fluenti cappe? E la zarina di Russia la graziamo? Ancor oggi si conserva il suo smodato manto di ermellino; poi c'è l'attuale regina di Inghilterra, con la bordura della sua regal corona, orlata di pelo del mustilide? E l'esagerato strascico ermellinato del re di Svezia, dove lo mettiamo!!! Se poi siete di area massonica, potete andare su questo sito, dove vendono completi per la massoneria in scarlatto e pelliccia di ermellini (tra l'altro davvero a buon mercato).
Invece è meglio tirare in ballo la Chiesa, sempre e sola. Guardate e innoridite:

3) Per quello che riguarda le motivazioni teologiche: Non sapete, cari animalisti, che il primo vestito in pelle fu confezionato dallo stesso Dio in persona? Lo riferisce la Bibbia stessa, quando parla della nudità di Adamo ed Eva dopo il peccato e prima della cacciata dal Paradiso terrestre: "Il Signore Dio fece all'uomo e alla donna tuniche di pelli e li vestì" (Genesi 3,21).

4) Gli animali , inoltre, sono dati all'uomo per le sue necessità. E, guarda un po', li usa per nutrirsi, oltre che coprirsi. Certo le pellicce prese alle specie protette e in via di estinzione sono un abominio, ma non perchè sono pellicce, quanto piuttosto per il modo con cui vengono prese e per i danni che causano alla natura. Come mai nessuno protesta per i poveri maiali macellati per fare scarpe, oltre che salsicce, o per i manzi e vitelli, che forniscono cuoio, oltre che fettine e hamburger?

5) Nello specifico, l'ermellino, non è per niente una specie minacciata, nè tantopoco in estinzione. Anzi. E' talmente invasiva e si riproduce facilmente dove è stata introdotta, che è stata messa di diritto nell'eleno delle 100 specie aliene più dannose al mondo!! Trovate i particolari su questa pagina di Wikipedia. Quindi, pare che ridurre il numero di ermellini sia, addirittura, una cosa positiva per il mondo. Ma pensa.

Dobbiamo continuare o è meglio pensare prima di pubblicare e dare risonanza a colpi di grancassa che servono solo a certe associazioni per attirare attenzione su di sé, usando e imbrattando anche l'immagine del Papa? Cari giornalisti, non sarebbe ora di finirla o almeno di dare le notizie complete e con un minimo di confronto e dibattito? 

lunedì 10 ottobre 2011

Persecuzioni antiche e contemporanee: l'intolleranza contro i cristiani non è solo del medioevo

I santi Daniele di Calabria e compagni
Il Martirologio Romano e quello Francescano oggi riportano:
10 ottobre: A Ceuta nel territorio dell’odierno Marocco, passione di sette santi martiri dell’Ordine dei Minori, Daniele, Samuele, Angelo, Leone, Nicola e Ugolino, sacerdoti, e Domno, che, mandati da frate Elia a predicare il Vangelo di Cristo ai Mori e patiti insulti, carcere e torture, conseguirono, infine, con la decapitazione la palma del martirio.

San Daniele di Calabria e i suoi compagni francescani non erano sicuramente campioni di dialogo religioso, come potete leggere nella "Passio" scritta da un contemporaneo, che vi riporto qui sotto (si legge come II lettura dell'Ufficio secondo il calendario Romano-Serafico). Ma certo sono dei veri testimoni di Cristo, che con la loro semplicità e caparbietà ci fanno arrossire:

"Frate Daniele, uomo religioso, sapiente e prudente, già Ministro di Calabria, e altri sei frati devoti e pieni di spirito, desiderando con tutte le loro forze la salvezza eterna dei saraceni, non temettero di esporre se stessi per guadagnarli a Dio. Perciò un venerdì s'intrattennero a parlare della salvezza delle proprie anime e di quelle degli altri; l'indomani, frate Daniele ascoltò la loro confessione sacramentale, e tutti devotamente ricevettero la santa Eucaristia, affidandosi completamente al Signore. Così armati nello spirito, questi soldati del Signore, la domenica, di primo mattino, entrarono segretamente nella città con i capelli cosparsi di cenere, e senza alcun timore, corroborati dallo Spirito Santo, si aggiravano qua e là per la piazza annunciando il nome del Signore, e affermando che non vi è salvezza, se non in lui. Le loro parole ardevano come fuoco nel loro cuore ed essi si sentivano venire meno, non potendo sostenere tanta dolcezza di amore divino. I saraceni li assalirono, coprendoli di improperi e di percosse. Infine furono presi e condotti dinanzi al re. Questi li ascoltò per mezzo di un interprete. Dopo averli presi per pazzi e derisi, ordinò che fossero messi in carcere e legati con catene di ferro. Dal carcere essi mandarono una lettera commovente al cappellano dei Genovesi di nome Ugo, e ad altri due sacerdoti, di cui uno era dell'Ordine dei Frati Minori e l'altro Domenicano, rientrati in quei giorni dalle regioni interne dei saraceni, e ad altri cristiani che abitavano a Septa. La lettera diceva: «Benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre delle misericordie e Dio di ogni consolazione, che ci consola in ogni tribolazione. Egli preparò la vittima per l'olocausto del patriarca Abramo. Questi per comando del Signore era uscito dalla sua terra, pur non sapendo dove andare. Tale cosa gli fu attribuita a giustizia, per cui fu chiamato amico di Dio. Cosi chi è sapiente, si faccia stolto per essere sapiente, poiché la sapienza di questo mondo è stoltezza di fronte a Dio. Abbiate presenti le parole di Gesù "Andate e predicate il Vangelo a tutte le creature", e "Non vi è servo più grande del suo padrone", come pure "Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi". Egli ha diretto i nostri passi nelle sue vie per la sua lode, per la salvezza dei credenti e per l'onore dei cristiani, e per la condanna degli infedeli, come dice l'Apostolo: "Siamo il buon odore di Cristo, per alcuni odore di vita nella vita, per altri odore di morte per la morte". "Infatti, se non fossi venuto - disse Cristo - e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato". Per cui è stato annunciato alla presenza del re il nome di Cristo ed è stato proclamato per nostro mezzo che non vi è altra salvezza se non in lui, e lo abbiamo dimostrato con convenienti ragioni di fronte ai suoi sapienti. Sia dunque al Re dei secoli, incorruttibile, invisibile e unico Dio, onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen». La mattina della domenica, durante la recita dell'ufficio divino, i sei frati furono prelevati e condotti dal carcere alla presenza del re. Interrogati se volessero ritrattare quanto avevano detto contro la legge e contro Maometto, risposero di no, e aggiunsero che non avrebbero potuto salvarsi se non mediante il battesimo e la fede in Cristo Signore, per il quale erano pronti a morire. Allora gli invitti soldati di Cristo vennero spogliati, le loro mani furono legate dietro le spalle e andarono gioiosi incontro alla morte, come se andassero ad un convito. Giunti al luogo del supplizio, furono decapitati e così le loro anime imporporate di sangue volarono al Signore".

Eppure queste vicende non rimangono confinate al lontano anno 1227. Purtroppo ogni giorno ci arrivano notizie di nuove persecuzioni - e diciamo pure la parola: persecuzioni islamiche - contro cristiani indifesi. Anche da luoghi che, nella comune immaginazione, sono sinonimo di accoglienza e cordialità (se sei un ricco occidentale....forse). Leggete questa notizia riportata su Zenit. Non è incredibile. Eppure è vero: si può ancora subire il carcere per il semplice possesso di un rosario e di una Bibbia. Che ti accusano di essere Cristiano:

MALDIVE: CATTOLICO INDIANO IN PRIGIONE PERCHÉ AVEVA UNA BIBBIA E UN ROSARIO

ROMA, lunedì, 10 ottobre 2011 (ZENIT.org).- Un cattolico indiano di 30 anni, Shijo Kokkattu, è stato incarcerato nelle Maldive perché aveva in casa una Bibbia e un rosario. Nelle Maldive la religione di Stato è l'islam e non c'è libertà di culto.
Kokkattu, riferisce AsiaNews, è originario dello Stato indiano del Kerala e insegna da due anni nella scuola Raafainu a Raa Attol, un atollo dell'arcipelago maldiviano.
Mentre trasferiva alcuni dati su un computer scolastico, ha copiato accidentalmente alcune canzoni mariane e un’immagine della Madonna. Gli altri professori se ne sono accorti e hanno avvisato la polizia. Gli agenti hanno fatto irruzione nella casa di Kokkattu e lo hanno arrestato dopo aver trovato la Bibbia e il rosario. Da oltre una settimana è rinchiuso in prigione.
“La mancanza di giustizia e l’intolleranza religiosa si riflettono nelle azioni del Governo maldiviano”, ha affermato Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic).
“Questa è la peggior forma di persecuzione religiosa. Il Governo indiano deve pretendere le scuse per il trattamento meschino a cui è stato sottoposto un suo cittadino”.
Per Sajan George, il caso di Shijo Kokkattu sottolinea il grande paradosso dello Stato maldiviano: “mentre si vanta di essere una delle mete turistiche più ambite al mondo, arrestando innocenti rivela la sua intolleranza e discriminazione versi i non musulmani, e impone restrizioni della libertà di coscienza e di fede”.
La libertà religiosa, ha aggiunto, “rimane un argomento tabù nell’arcipelago. Tra i musulmani, rifiutare di praticare il culto in modo diverso da quello approvato dallo Stato può condurre all’arresto. Inginocchiarsi, congiungere le mani o usare simboli religiosi, come croci, candele, immagini o statuette possono provocare un’azione del Governo”.
“Tutto ciò – ha sottolineato Sajan George – è una chiara violazione dei diritti umani universali. Mentre i musulmani che vivono nei Paesi non islamici chiedono diritti religiosi, lo spirito di reciprocità dovrebbe esistere anche in Paesi come le Maldive e l’Arabia Saudita”.
Nel 2008 un emendamento costituzionale ha negato ai non musulmani la possibilità di ottenere la cittadinanza maldiviana.

sabato 8 ottobre 2011

Per i gesuiti americani le chierichette sono in pericolo di estinzione. Che abbiano ragione?

Leggete e commentate, se volete, questo articolo del vaticanista Galeazzi, preso da Vatican Insider, che rilancia l'allarme dell'apertura della "caccia alle chierichette" che pare diffondersi nelle parrocchie degli Stati Uniti.  E si sa che gli americani sono avanti: quello che loro iniziano a fare, dopo qualche anno cominciano a copiarlo anche gli europei. Chierichette come Panda? Scherzi a parte, i sacerdoti "osano" pensare alle vocazioni all'Ordine sacro e ricominciano ad usare i mezzi pastorali che si sono sempre rivelati idonei. Ma questo viene letto addirittura come sopruso e una negazione di diritti! Non ci siamo proprio. Chi conosce un pochino i "maschietti" sa bene quanta fatica si fa a tenerli anche solo accanto alle "femmine", figuriamoci far fare loro un lavoro "da femminucce" (che di solito li fanno sfigurare, perché sono più brave!). Certo è solo psicologia, ma il discernimento al sacerdozio inizia anche da queste piccole cose. Se poi volessimo entrare nel merito teologico, già il nome di "piccole chieriche" fa capire che non è tutto chiaro....

SALVATE LE CHIERICHETTE!

I gesuiti americani lanciano una campagna per difendere la presenza delle bambine all’altare, un servizio nel quale i parroci favoriscono i maschi come possibili sacerdoti del futuro


CITTA' DEL VATICANO
«Save the altar girls». La prestigiosa e influente rivista America dei gesuiti americani, da sempre vicina alle istanze più liberal del cattolicesimo made in Usa, lancia una campagna per salvare le chierichette (le "altar girls"), penalizzate dai parroci per favorire i maschi in quanto «potenziali sacerdoti del futuro».

I gesuiti, i cui articoli non passano inosservati oltre il Tevere, ricordano che servire la messa non è un sacramento e nemmeno un ministero. E’ semplicemente un «servizio» aperto a tutti, anche alle laiche. La questione delle bambine chierichette, infatti, è squisitamente «pastorale». Le prime chierichette avevano fatto la loro comparsa subito dopo il Concilio Vaticano II proprio in Paesi liturgicamente più «progressisti», come gli Stati Uniti, l’Olanda e la Francia, dove fino al 1994 questa «apertura» rimaneva per le autorità vaticane un «abuso» tollerato. Per le ragazze entrare nello spazio dell'altare ha significato la fine di ogni attribuzione di impurità al loro sesso, ha significato la possibilità di vivere anch’esse questa rilevante esperienza formativa nell'educazione religiosa, un’attenzione diversa alla liturgia e un avvicinamento alla fede nell'accostarsi al suo stesso cuore.

Attraverso «America», la sua rivista settimanale, la Compagnia di Gesù difende la presenza sull’altare delle ministranti, sostituite da coetanei maschi in alcune diocesi Usa (da Phoenix in Arizona a Lincoln in Nebraska) per decisione dei parroci. I gesuiti contrastano la tendenza «maschilista» che spinge alcuni sacerdoti ad escludere per le messe la presenza di ragazze come «chierichette». L’allontanamento delle fanciulle da quest’ufficio viene giustificato in alcune parrocchie con la necessità di favorire il coinvolgimento in quel ruolo dei bambini per incentivarne il percorso di fede versoun’eventuale vocazione sacerdotale.

E’ stato Giovanni Paolo II il primo Papa a farsi assistere da chierichette nel 1995 (un anno dopo l’emanazione della nota del Culto Divino sulla possibilità che anche delle donne prestino servizio all'altare) e lo stesso ha fatto Benedetto XVI. Il 5 novembre 1995 accadde, infatti, una piccola rivoluzione storico-liturgica intorno al Papa. Per la prima volta, in una parrocchia romana, 4 bambine servirono la messa celebrata da Karol Wojtyla. Mai, nel passato, in una chiesa italiana e tantomeno a Roma, il Pontefice era stato affiancato da ragazzine durante l' Eucarestia, anche se risale al marzo del 1994 l’approvazione vaticana delle chierichette. Prima del ‘94, la presenza delle bimbe sugli altari era stata autonomamente decisa da alcuni parroci, col tacito placet di qualche vescovo più coraggioso. Allo stesso Papa polacco durante i viaggi all’estero capitò a volte di essere «aiutato» sull’altare da gruppi di bambine. La mattina del 5 novembre 1995 il ghiaccio fu spezzato nella parrocchia dei «Santi Mario e famiglia martiri» della borgata Romanina, alla periferia della capitale, dove Karol Wojtyla celebrò affiancato da Michela, Eleonora, Giovanna e Serena. Le bambine, tutte undicenni, servirono con grande naturalezza la messa insieme ai chierichetti, circondate dai sacerdoti concelebranti e dall’allora cardinale vicario Camillo Ruini. Bambine e bambini indossavano il "tarcisiano", la caratteristica tunica lunga bianca con due righe laterali rosse, senza tradire imbarazzo o esitazione. Alla fine della celebrazione, il parroco, don Giuseppe Manfredi commentò:«Per noi è normale che le bambine servano messa. Oggi, per la celebrazione del papa, abbiamo scelto le più grandicelle». La Santa Sede si limitò a definire «normale che delle bambine servano la messa accanto al Papa, perché lo prevede un documento vaticano», precisando che «questo però non significa che la Chiesa voglia rivedere il suo no al sacerdozio femminile».

chierichetti in formazione d'attacco!!
Ora la «controriforma» anti-chierichette fa infuriare i gesuiti americani. Sono passati quasi due decenni da quando la congregazione vaticana per il culto divino, dopo aver studiato a lungo la questione, ha formalmente dato il «via libera» ai vescovi per autorizzare i sacerdoti ad ammettere le bambine in cotta bianca e sottanina nel «presbiterio», una volta zona sacra assolutamente interdetta al gentil sesso. Ad evitare che il pur minimo spiraglio venga socchiuso a rivendicazioni femminili per il sacerdozio, in Vaticano ci si affrettò nel 1994 a sottolineare che tale decisione non mutava in alcun modo l’atteggiamento verso il sacerdozio che, per la Chiesa cattolica, rimane precluso alle donne. Nella storia della Chiesa ci sono tanti esempi di sacerdoti divenuti tali anche a motivo del servizio all’altare reso da piccoli come chierichetti. Il servizio all’altare è stato per loro una porta verso il sacerdozio.

Dal 1994 spetta alla discrezionalità dei singoli vescovi consentire l’accesso al servizio all’altare anche alle chierichette. Per molti nella chiesa questa concessione è un problema perché potrebbe comportare che le bambine in futuro chiedano di essere ordinate. Nell’agosto 2010 se ne occupò in prima pagina l’Osservatore Romano con un pezzo firmato da Lucetta Scaraffia e intitolato «A scuola dai chierichetti» nel quale si legge che «l’esclusione delle bambine dal servizio all’altare ha significato una disuguaglianza profonda all’interno dell’educazione cattolica». E ancora:«Per le ragazze entrare nello spazio dell’altare ha significato la fine di ogni attribuzione di impurità al loro sesso». Fare il chierichetto costituisce un modo intenso e responsabile di vivere la propria identità cristiana, un'esperienza che non ha eguali, ben diversa dalla lettura delle Sacre scritture o dalla frequentazione del catechismo, anch'essi senza dubbio momenti centrali di una educazione cattolica, sottolinea il quotidiano della Santa Sede. «Ma servire messa vuol dire assistere da vicino, anzi collaborare direttamente al mistero centrale della nostra fede, ed esservi attenti significa farsi responsabili della riuscita di quel miracolo costante che è ogni celebrazione liturgica- evidenzia Lucetta Scaraffia-.E si sa che per i ragazzini la partecipazione concreta, l'esperienza, hanno un peso molto maggiore che non il solo apprendimento o la sola lezione morale. Lo sapeva anche una grande educatrice come Maria Montessori, che arrivò a far costruire per i suoi allievi degli oggetti liturgici e degli altari in miniatura, suscitando molte perplessità nella Chiesa. Si possono ben capire i problemi che poneva questa singolare forma di educazione alla vita religiosa, ma è interessante che la pedagogista avesse colto l'importanza per i più giovani di questo modo privilegiato di avvicinarsi alla sfera del sacro».
Fare il chierichetto è sempre stato percepito, infatti, come un servizio ma insieme come un privilegio perché porta al cuore della celebrazione liturgica, nello spazio dell'altare, a contatto diretto con l'Eucaristia. L’esclusione delle bambine da tutto questo, per il solo motivo di appartenere al sesso femminile, «è sempre pesata molto e ha significato una disuguaglianza profonda all'interno dell'educazione cattolica, che per fortuna è stata cancellata ormai da qualche decennio». Anche se forse molti parroci si sono rassegnati alle chierichette «solo in assenza di ragazzi disponibili, per le giovani superare questa frontiera è stato molto importante, e così infatti è stato compreso».

domenica 26 giugno 2011

Il Santissimo Sacramento torna, dopo 93 anni, in processione per le strade della Russia!

La Catholic News Agency, CNA, ha diramato la seguente notizia, che qui vi traduco. Questo sì che è vero ecumenismo! E' chiaro ed evidente a tutti infatti, che senza il consenso del Patriarcato Ortodosso di Mosca, non si sarebbe potuta svolgere una tale manifestazione pubblica. Sempre più vicino l'incontro tra il Papa e il Patriarca Kirill, e questi gesti di disponibilità e vera amicizia ecumenica lasciano ben sperare:
La chiesa cattolica di S. Caterina sulla Prospettiva Nevsky - San Pietroburgo
Dopo 93 anni dall'ultima volta, torna a San Pietroburgo, in Russia, la processione cattolica del Corpus Domini.
Il sindaco di San Pietroburgo, la Russia ha concesso il permesso per la prima processione del Corpus Domini che si terrà in città dal 1918.

L'annuncio è stato confermato dall'Arcidiocesi della Madre di Dio a Mosca, lo ha riferito la Radio Vaticana. La processione avrà luogo Domenica 26 giugno [cioè oggi, per chi legge], attraverso la Prospettiva Nevsky, la strada principale della città.

Il viale è stato tradizionalmente chiamato la "via della tolleranza religiosa", perché è fiancheggiata dagli edifici di culto cattolici, ortodossi, luterani e da chiese armene. Secondo funzionari dell'arcidiocesi, l'ultima volta che la processione del Corpus Domini si è svolta sul viale è stato nel 1918.
Ora, 93 anni dopo, i cattolici torneranno sulla Prospettiva Nevsky, guidati da Mons. Paolo Pezzi di Mosca. La processione partirà dopo la Messa di mezzogiorno dalla chiesa di Santa Caterina di Alessandria.
All'interno di questa chiesa, ristrutturata dopo la lunga tormenta del comunismo ateo, i cattolici di San Pietroburgo hanno voluto conservare l'altare laterale del Crocifisso nelle condizioni pietose in cui era stato ridotto dalla dissacrante opera vandalica dei bolscevichi, in modo da ricordare alle future generazioni la persecuzione subìta:

lunedì 21 marzo 2011

Aumentano le persecuzioni contro i preti in Messico

L'agenzia FIDES lancia le conclusioni allarmanti sul computo dell'aumento esponenziale di violenza e intimidazione verso i sacerdoti nel Messimo, un fenomeno in espansione proprio in questi ultimi anni. Non si parla, dunque, di un paese in cui il Cristianesimo è minoranza sparuta, e non pare sia un risorgente anticlericalismo politico, quanto piuttosto un odio da parte della malavita organizzata contro la Chiesa, ultimo baluardo di predicazione morale per la società e di freno per i comportamenti antisociali.


Rapporto sull’aumento della violenza contro i sacerdoti in Messico

Città del Messico (Agenzia Fides) – L'anno scorso più di mille sacerdoti sono stati vittime di tentate estorsioni (per la loro “protezione” sono stati chiesti importi che vanno da diecimila a due milioni di pesos messicani), circa 162 sono stati minacciati di morte, due sacerdoti sono stati rapiti e uccisi. Negli ultimi sei anni, i più violenti di tutti i tempi, sono stati uccisi 12 religiosi. Secondo l'analisi del Centro Cattolico Multimedia (CCM), i criminali vanno in cerca di denaro in cambio di una protezione, mentre i pastori sono minacciati con l'incendio della chiesa.
Confrontando le cifre, si osserva che durante l'amministrazione di Ernesto Zedillo (1994-2000) sono stati commessi tre omicidi di sacerdoti. Durante il governo di Vicente Fox (2000-2006) ci sono state quattro aggressioni perpetrate contro sacerdoti, mentre sotto l'attuale governo di Felipe Calderón si registra il più alto numero di omicidi di sacerdoti: 12. Gli stati con la più alta incidenza di crimini contro sacerdoti e religiosi sono il Distretto Federale, Chihuahua, Guerrero, Jalisco, Oaxaca, Veracruz, Michoacán, Hidalgo, Aguascalientes, Coahuila e Puebla.
Il rapporto elaborato dal Centro di ricerca del Centro Cattolico Multimedia (CCM) sulla violenza contro i sacerdoti in tutto il paese, è articolato in due parti, e va indietro nel tempo fino al 1993 per arrivare ai nostri giorni. Questo lavoro non presenta solo i dati raccolti, ma elabora anche una serie di risposte alla domanda: “Perché si perseguitano e si uccidono i sacerdoti in Messico?”. Le diverse risposte concordano nel delineare una neo-persecuzione nei confronti dei sacerdoti per quello che essi rappresentano nella comunità. Si cerca di intimidirli, di perseguitarli o di limitare la loro libertà perchè i sacerdoti, alla fine, svolgono una funzione pubblica che disturba l'agire della delinquenza in generale.
(CE) (fonte: Agenzia Fides, 18/03/2011)