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lunedì 16 aprile 2012

16 aprile: Memoria di Santa Bernadette Subirous, la veggente di Lourdes

Il Martirologio Romano, alla pagina odierna, riporta:

A Nevers sempre in Francia, santa Maria Bernarda Soubirous, vergine, che, nata nella cittadina di Lourdes da famiglia poverissima, ancora fanciulla sperimentò la presenza della beata Maria Vergine Immacolata e, in seguito, preso l’abito religioso, condusse una vita di umiltà e nascondimento.

Era il 16 aprile 1879. Bernadette aveva appena 35 anni.
Notate le ultime parole del ricordo del Martirlogio: "condusse una vita di umiltà e nascondimento". Non sono lì a caso, e paiono mettere in luce il comportamento di chi davvero ha fatto esperienza del misterioso contatto con la Vergine Maria. Questo tratto è comune a Berbardette e a Lucia di Fatima: lasciare i riflettori e i flash e i microfoni di Radio e TV, per nascondesi al mondo e vivere nascoste in Cristo. 
La Madonna, ci insegna Bernadette, non ha bisogno di pubblicità, e tantomeno di veggenti che continuano a girare il mondo con visioni "programmate" e ad affermare che proprio la Vergine di Nazareth vuole che "tutti credano alle sue apparizioni", sacerdoti compresi. Nemmeno la Chiesa pretende tanto per quelle che comunque restano sempre "rivelazioni private".

Le veggenti "riconosciute" dalla Chiesa non hanno costruito alberghi, non hanno "promosso" le loro visioni, non hanno dato avvio ad associazioni per raccogliere fondi. Solo obbedienza alla Chiesa e nascondimento al mondo. Dopo aver incontrato il soprannaturale non avevano più interesse per queste cose, pur buone, ma non più per loro. Che differenza con attuali esperienze che tante folle italiane attirano ad una parrocchia che vuol farsi passare per Santuario senza esserlo.

Oggi, dunque, ci rivolgiamo con fiducia alla giovane Santa di Lourdes, perché porti luce e consiglio ai tanti cristiani che, in barba alle indicazioni della Chiesa, elevano a eccessiva gloria mondana altri sedicenti veggenti senza approvazione. Il Signore mostri la sua verità, e permetta a quanti sono vittime inconsapevoli di inganni di vederla.

domenica 4 marzo 2012

Problemi parrocchiali a seguito dell'introduzione della forma straordinaria

Pare che in una parrocchia inglese, dove da ormai qualche tempo il reverendo ha introdotto la Forma straordinaria del Rito Romano, una signora molto devota si sia lamentata con il prete, sospirando in questi termini a proposito dei giovani:

"Eh certo, appena si finisce di tirar su un cerimoniere decente, ecco che se ne va. Presto perderemo il terzo....! Questo è il problema con la Messa antica.... continua a causare vocazioni!"

Fa sorridere, certo. Ma se l'osservazione della signora rispondesse proprio al vero? :-o

Fonte: Blog Mulier Fortis

sabato 25 febbraio 2012

Proposta per Pasqua in convento

Riprendo dal Blog "Vocazione Francescana" del caro confratello Alberto, questo post-locandina, per invitare ragazzi e ragazze che desiderano fare l'esperienza del triduo pasquale secondo la solenne liturgia della Basilica di Sant'Antonio, insieme a qualche giorno di ritiro, vita conventuale e incontro delle opere di carità di Sant'Antonio in cui sono impegnati i frati e le suore. Non so quanti posti ci siano ancora, di solito è tutto pieno fin dall'inizio di Quaresima, ma chi è interessato può mettersi in contatto con p. Alberto.


TRIDUO PASQUALE GIOVANI 2012
in convento con i frati francescani della BASILICA DI S. ANTONIO (Pd)
Dal pomeriggio del Giovedì santo (5 aprile)
al pranzo di Domenica di Pasqua (8 aprile)

(per Giovani dai 17 - 30 anni, ragazzi e ragazze).

Cinque "buoni" motivi per partecipare:
1) Per essere accolti in uno dei più importanti e antichi conventi francescani del mondo (più di 60 frati).
2) Per vivere in modo più intenso e profondo il mistero della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù.
3) Per condividere una fortissima esperienza comunitaria e di preghiera con altri giovani, con i francescani (i frati Minori conventuali) e le suore francescane (Elisabettine).
4) Per assaporare un grande coinvolgimento spirituale ed emotivo nelle splendide liturgie della Settimana Santa celebrate nella Basilica di S. Antonio.
5) Per stare accanto alla tomba del Santo più amato e conosciuto: S. Antonio
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Vedi Programma Dettagliato Per ogni informazione e l'iscrizione scrivimi al più presto (fino ad esaurimento posti): fra.alberto@davide.it

lunedì 6 febbraio 2012

San Pietro Batista e i martiri di Nagasaki

Oggi festeggiamo i primi martiri del Giappone, missionari e convertiti uccisi nel 1597. Per la maggior parte erano frati francescani (6 confratelli) e 17 terziari laici. Tra di essi c'erano anche tre gesuiti, tra cui il prete giapponese Paolo Miki. Qui la liturgia della Chiesa per celebrare questi santi.
Il capofila del gruppo è san Pedro Bautista, sacerdote del primo Ordine di San Francesco, che insieme a tanti confratelli fu crocifisso dai pagani per aver predicato la fede in Cristo.

Vi propongo, qui sotto, un bellissimo quadro che mostra i santi Martiri in croce, coronati da angioletti. Se guardate bene sulla sinistra, noterete che fa capolino san Giuseppe che tiene in braccio un Gesù bambino... in abito francescano! Davvero un'iconografia originale: Gesù vestito da fratino che benedice il martirio dei frati (come vedete nell'innagine, sono ancora rappresentati in abito grigio-cenere, colore originale di tutta la famiglia francescana).
cliccate sulla foto per ingrandire.

Martirologio Romano: 
Memoria dei santi Paolo Miki e compagni, martiri, a Nagasaki in Giappone. Con l’aggravarsi della persecuzione contro i cristiani, otto tra sacerdoti e religiosi della Compagnia di Gesù e dell’Ordine dei Frati Minori, missionari europei o nati in Giappone, e diciassette laici, arrestati, subirono gravi ingiurie e furono condannati a morte. Tutti insieme, anche i ragazzi, furono messi in croce in quanto cristiani, lieti che fosse stato loro concesso di morire allo stesso modo di Cristo.

martedì 17 gennaio 2012

Sant'Antonio padre dei Monaci, rendici religiosi degni di questo nome!

Dagli Apoftegmi dei Padri del Deserto, tra i quali Antonio abate eccelse:

L'abate Antonio predisse all'abate Amun: « Tu farai molti progressi nel timor di Dio ». Poi lo condusse fuori dalla cella e gli mostrò una pietra: « Mettiti a ingiuriare questa pietra », gli disse, « e colpiscila senza smettere ». Quando Amun ebbe terminato, sant'Antonio domandò se la pietra gli avesse risposto qualcosa. « No », disse Amun. « Ebbene! anche tu », aggiunse l'anziano, « devi raggiungere questa perfezione e pensare che non ti si fa nessuna offesa ».

Alcuni fratelli di Scete vollero vedere l'abate Antonio. Salirono su una barca, e li trovarono un anziano che anche lui voleva andare da Antonio, ma i fratelli non ne sapevano niente. Seduti sulla barca conversavano sui detti dei padri, sulle Scritture e sui loro lavori manuali. L'anziano invece stava in silenzio. Giunti al porto, si accorsero che anche l'anziano andava dall'abate. Arrivati da Antonio, questi disse:
«Avete trovato un buon compagno di strada in questo anziano! ». E al vecchio: « E tu ti sei trovato con dei buoni fratelli, Padre! ». L'anziano rispose: « d'accordo, ma la loro casa non ha porte: entra chi vuole nella stalla e slega l'asino! ». Parlava così perché i fratelli dicevano tutto quello che passava loro per la testa.

L'abate Antonio disse all'abate Pastor: « La grande opera dell'uomo è di gettare la colpa su se stesso dinanzi a Dio e attendersi la tentazione sino all'ultimo soffio della sua vita».

L'abate Antonio scrutava la profondità dei giudizi di Dio; e domandò: «Signore perchè alcuni muoiono dopo breve vita, mentre altri giungono all'estrema vecchiezza? Perché alcuni mancano di tutto, e altri abbondano di ogni bene? Perchè i malvagi sono ricchi, e i buoni schiacciati dalla povertà? ». Una voce gli rispose: « Antonio, occupati di te stesso: questi sono i giudizi di Dio e non ti è utile capirli! ».
Le tentazioni di Sant'Antonio Abate

lunedì 16 gennaio 2012

Se ne va uno degli ultimi Padri del Concilio Vaticano II: Antonio Mistrorigo


E' spirato nella serata di sabato 14 gennaio, verso le ore 20 S.E. mons. Antonio Mistrorigo, vescovo emerito di Treviso. La notizia è stata comunicata dal vicario generale, mons. Giuseppe Rizzo.
Da anni infermo, era quasi centenario - tra i 10 vescovi più anziani della Chiesa - , essendo nato a Chiampo (VI) il 26.03.1912 e ordinato sacerdote il 07.07.1935, è stato eletto Vescovo di Troia il 9.03.1955 e trasferito a Treviso il 25.06.1958,dove entrò il 03.08.1958; nominato Assistente al Soglio Pontificio il 20.09.1980. Mons. Mistrorigo era Vescovo emerito di Treviso dall'11.02.1989.
La sua principale preoccupazione e occupazione fu sempre la divina liturgia, sia prima che dopo il Concilio Vaticano II.
Dal 1962 al 1965 partecipò come vescovo alle sessioni del Concilio, dando il suo contributo soprattutto alla questione della riforma liturgica.
Presidente della Commissione episcopale per la liturgia (CEI), per molto tempo è stato anche presidente dell’Associazione italiana Santa Cecilia, per lo studio e lo sviluppo della musica sacra.
Curò parecchie edizioni liturgiche, 159 titoli in tutto, e libri per diffondere il canto gregoriano dopo la promulgazione di Sacrosanctum Concilium. Di un certo pregio il suo Dizionario Liturgico-pastorale, pubblicato nel 1977 e il Messalino festivo per la Messa, ristampato nel 2007 in occasione dell'uscita di Summorum Pontificum.
Uno dei messalini bilingui curato da Sua Ecc. Mons. Antonio
Come ricordo personale aggiungo la sua delicatezza unita al suo indomito desiderio di passare alle nuove generazioni di preti e religiosi il suo amore e il fuoco della divina liturgia. Appena da un anno vescovo emerito di Treviso, nel 1990-91, il monsignore ancora in ottima forma, veniva spessissimo al convento di San Francesco dei frati minori Conventuali di Treviso. Lì, oltre a presiedere spesso e volentieri le solenni celebrazioni, curava personalmente la preparazione liturgica dei giovani e numerosi postulanti (eravamo più di 20). Ci riuniva per le lezioni teoriche e poi si passava insieme in sacrestia e in chiesa per le lezioni pratiche. Mons. Antonio sapeva bene che la liturgia, in particolare quella pontificale, può mettere in soggezione i giovani seminaristi. E con la massima bontà e pazienza faceva le prove che ogni parroco farebbe con i suoi chierichetti, senza tralasciare di insegnare ai futuri cerimonieri quelle cose che diventano semplici con l'esperienza: come mettere e togliere la mitria al vescovo, facendo in modo che le infule cadano bene all'indietro. Si sedeva e chiamava il candidato di turno a imporgli e togliergli il copricapo, cosicché durante la celebrazione tutto fosse svolto con la massima serenità, scioltezza e compostezza. Non era una "mania" di perfezionismo, e questo lo si sentiva nelle sue spiegazioni. Era un modo per far entrare la nuova generazione di chierici nella preghiera liturgica, che non è solo conoscenza astratta, è anche azione, spostamento, oggetti e canti. Con i suoi consigli e la sua esperienza anche le elaborate liturgie pasquali venivano vissute senza ansia di sbagliare, ma con la compostezza e l'atmosfera orante che anche lui contribuiva a creare. Come testimoniano  i tantissimi fedeli che accorrevano al tempio francescano di Treviso, che ricordo gremito (ahimè, più della cattedrale...) quando il popolo sapeva che avrebbe celebrato il Vescovo emerito.

martedì 10 gennaio 2012

Un documentario da non perdere: La Chiesa altrove. La chiesa che prega, che pratica la carità e subisce il martirio

Il 6 gennaio 2012 è andato in onda su RAI 3 uno splendido - quanto raro oggigiorno - documentario della serie "La grande storia", dedicato a far conoscere gli aspetti meno conosciuti della Chiesa nei luoghi meno frequentati dal grande pubblico. Questi aspetti sono: la vita di preghiera (mostrata attraverso l'ottica della chiesa Siro-cattolica e di rito Copto-cattolico d'Etiopia), la vita di carità e di martirio dei cristiani. Ci vuole coraggio, oggi, a presentare in TV questi aspetti della vita cristiana, soprattutto quello del Martirio, troppo spesso dimenticato dagli stessi credenti. Vedere certe immagini, ascoltare alcune toccanti testimonianze di veri "confessori" della fede, che soffrono ogni giorno per mantenere il Vangelo, è salutare per tutti.

Così il sito di Rai 3 presenta il documentario:
La Chiesa Altrove è un viaggio in giro per il mondo, alla ricerca della Chiesa più remota, quella lontana dalla cupola di San Pietro. Un pellegrinaggio nei luoghi meno conosciuti e più nascosti del Cristianesimo. La Siria, l’Etiopia, l’Uganda, il Pakistan, la Turchia... sono luoghi di frontiera dove abitano donne e uomini che hanno fatto una scelta di vita radicale nel nome della propria fede. In questo modo La Chiesa Altrove mostra un’immagine della Chiesa contemporanea che va oltre l’ufficialità più nota, molto diversa da come è tradizionalmente conosciuta in Occidente.
Il documentario si struttura come un trittico intorno ai tre pilastri fondamentali del Cristianesimo: la prima arcata è dedicata alla Preghiera e al rapporto con il trascendente; la seconda affronta il tema della Carità, non tanto per individuare i grandi protagonisti di questa missione, ma le mille facce anonime della carità nel mondo; la terza campata infine vuole approfondire il tema della testimonianza, che comprende anche il discorso del Martirio cristiano.
Cliccate qui per andare a vedere questo documentario, oppure cliccate sull'immagine qui sotto:

giovedì 5 gennaio 2012

Primo giovedì dell'anno: preghiamo per le vocazioni

Tanti giovani chiedono: "Come si diventa sacerdoti?". La risposta più eloquente mi pare questa foto, scattata durante un'ordinazione: si diventa sacerdoti per "contagio", per una specie di desiderio di "essere come loro", come ci mostra questo bambino, che imita i gesti degli ordinandi. Oggi è il primo giovedì del mese di Gennaio, e quindi il primo giovedì dell'anno, dedicato alla preghiera insistente perché il Signore mandi operai nella sua messe, imitatori di Lui, per il bene della Chiesa e dell'umanità.

PREGHIERA PER LE VOCAZIONI
del Beato Papa Giovanni Paolo II

Gesù, Figlio di Dio, in cui dimora la pienezza della divinità,
Tu chiami tutti battezzati "a prendere il largo", percorrendo la via della santità.
Suscita nel cuore dei giovani il desiderio di essere nel mondo di oggi
testimoni della potenza del tuo amore.
Riempili con il tuo Spirito di fortezza e di prudenza che li conduca nel profondo del mistero umano perché siano capaci di scoprire la piena verità di sé e della propria vocazione.
Salvatore nostro, mandato dal Padre per rivelarne l'amore misericordioso, fa' alla tua Chiesa il dono di giovani pronti a prendere il largo,
per essere tra i fratelli manifestazione della tua presenza che rinnova e salva.
Vergine Santa, Madre del Redentore,
guida sicura nel cammino verso Dio e il prossimo, Tu che hai conservato le sue parole
nell'intimo del cuore,
sostieni con la tua materna intercessione le famiglie e le comunità ecclesiali, affinché aiutino gli adolescenti e i giovani a rispondere generosamente
alla chiamata del Signore. Amen.

Se non l'avete ancora visto, vi allego anche il bel video-spot sulla "sfida" eroica della vocazione sacerdotale, commissionato dall'arcidiocesi di Brooklyn.

giovedì 15 dicembre 2011

I francescani e l'Immacolata: i giovani fratelli di padre Kolbe ne perpetuano la missione

Molti non sanno che a Roma, sotto la colonna con in cima la statua dell'Immacolata, per tutta la giornata dell'8 dicembre, si dispiega un vero e proprio pellegrinaggio di gente che viene a porre un omaggio floreale alla Vergine Santa. Alla fine, nel pomeriggio, arriva in piazza di Spagna anche il Papa, con il suo cesto di rose (e questo tutti lo sanno). Il gioioso compito di coordinare, disporre e animare con la preghiera questo via vai nel giorno festivo è onore e onere, da sempre, dei giovani frati francescani conventuali. Tra di essi militò padre Massimiliano Maria Kolbe, il santo dell'Immacolata, che proprio a Roma, durante gli studi teologici, fondò con altri confratelli del Collegio internazionale la Milizia di Maria Immacolata. Lo stesso Collegio internazionale (un tempo ubicato vicino al Circo Massimo, poi trasferito all'EUR sulla via Laurentina), provvede fin dalle prime luci dell'alba a inviare i volonterosi e devoti frati per sottolineare l'inscindibile amore dell'Ordine dei Francescani conventuali alla loro Patrona e Regina, la Vergine Immacolata.
Vi posto alcune foto arrivatemi soltanto oggi, dove si vedono gli infreddoliti fraticelli svolgere il compito che fu di padre Kolbe:
a fine giornata: stanchi, ma felici: per l'Immacolata e il Papa!






martedì 22 novembre 2011

Il vescovo che volle farsi parroco: si è spento mons. John Jukes, OFM conv.

Padre John Jukes era un frate minore conventuale, un francescano inglese, nato a Londra nel 1923, da madre convertita dall'Anglicanesimo e da padre cattolico. Mentre studiava agronomia e lavorava, a circa 23 anni, fu colto dalla vocazione e chiese di essere accolto nel convento dei frati di Liverpool. Dopo gli studi, in patria e a Roma, tornò stabilmente in Inghilterra. Esercitò poi parecchi ministeri per l'Ordine e per la Chiesa locale: rettore di seminario, parroco a Manchester (1959-1964), poi Vicario provinciale, ancora parroco, a Londra (Waterloo) fino al 1969. Da quell'anno fino al 1979 torno a insegnare a tempo pieno (diritto canonico) e potè collaborare alla realizzazione del Centro di Studi Francescani di Canterbury, collegato all'Università del Kent, uno dei fiori all'occhiello della Provincia Inglese. Nel frattempo non smetteva di aiutare il tribunale ecclesiastico della diocesi di Southwark (Londra Sud) e di ricoprire il ruolo di Vicario episcopale per la vita consacrata. Un tempo pieno di attività e di ministero. Nel '79 fu eletto Ministro Provinciale, cioè superiore, dei frati di Inghilterra e Galles. Ma durò poco, perchè nel gennaio del 1980 fu ordinato Vescovo ausiliare della diocesi di Southwark. Qui spese molte delle sue energie non solo come pastore dell'area del Kent, ma anche nelle commissioni episcopali sulla Bioetica e sulle questioni degli armamenti: da vero francescano qual era metteva a disposizione dei confratelli vescovi il suo carisma religioso e le sue competenze di canonista. Mente brillante e forte spiritualità, sempre pronto a difendere la Chiesa e le sue tradizioni.

St. Margaret chapel - Huntley
A 75 anni rassegnò le sue dimissioni, accettate nel 1998 da Giovanni Paolo II. Ma invece di andarsene tranquillamente in pensione, magari ritirandosi in un convento a studiare e godersi la vecchiaia, fece una scelta davvero profetica: si mise a disposizione del suo confratello vescovo di Aberdeen, nell'alta Scozia, lontano da casa e da qualunque convento dei frati, e gli chiese di poter servire come parroco in una parrocchia che altrimenti non avrebbe ricevuto un prete: "Eccomi, manda me!". E così, il professore, superiore, vescovo, si fece parroco di campagna. Dal 2001 al 2008 rimase quindi a Huntely, presso la Chiesetta di Santa Margherita, dove il vescovo del luogo non avrebbe saputo chi mandare. Jonh Jukes era il primo frate conventuale a far ritorno nelle terre scozzesi dal tempo della Riforma, quando erano stati soppressi e cacciati tutti i religiosi. Di questo andava giustamente fiero. Per infermità ormai aggravatasi il vescovo-parroco dovette lasciare la guida della sua comunità cattolica. Così scriveva ai suoi parrocchiani, quasi incredulo che le sue preghiere fossero state esaudite: "Cari parrocchiani, circa un anno fa decisi che, a causa della mia crescente infermità, non mi era più possibile servirvi in maniera appropriata come parroco, ma avevo paura che fosse difficile, se non impossibile, per il Vescovo Peter, trovare un prete per il vostro servizio. Ma con grandissima gioia ho appreso che il vescovo ha contattato il superiore dei Frati inglesi per chiedere una comunità di francescani per il ministero nella diocesi di Aberdeen...". Il seme dava i suoi primi, piccoli frutti, non ancora maturati. Monsignore si ritirò in una casetta presa apposta per lui dalla diocesi non lontano dalla sua parrocchia tanto amata. Nel frattempo arrivò prima padre Patrick, in prestito dagli USA e poi padre Gerald, di origini scozzesi, per finire con p. Maximilian McKeown. I francescani, dopo 470 anni, tornavano nell'estrema periferia del cattolicesimo, luoghi certo difficili, e fra tanta indifferenza religiosa - come ammetteva Mons. Jukes, ma dove i pochi cattolici, discendenti da quelli che tanto hanno sofferto per la loro fede o dei nuovi immigrati, sono come querce nella steppa spazzata dai venti nordici: tenaci e attaccati alla Chiesa. Speriamo che, per le preghiere di mons. John, si possa un giorno arrivare ad una comunità formata e più stabile nella zona di Aberdeen.

Il frate-vescovo-parroco, che aveva lasciato Londra e il suo fascino, per ritirarsi a servire come buon pastore i più poveri di clero, è partito ieri, 21 novembre, festa della Presentazione di Maria al Tempio, per incontrare il suo Signore che per tanti anni ha servito fedelmente. Pochi possono dubitare che, come nella parabola, Gesù gli dirà: "Invece di sederti al primo posto (come tanti altri vescovi), ti sei scelto l'ultimo e il più sperduto. Passa più avanti, amico!". E tra l'ammirazione di tutti, ecco che possiamo già immaginarcelo seduto accanto al Signore, a gustarsi il banchetto eterno.
Oggi e domani le sue spoglie mortali sosteranno nella chiesa di Santa Margherita di Huntley, prima di far ritorno al Londra, alla cattedrale dove fu vescovo ausiliare.
Mons. Jukes davanti alla porta della sua parrocchia

martedì 4 ottobre 2011

San Francesco e la rinuncia: un'interessante trasmissione di Radio Rai sul patrono d'Italia. Da riascoltare

E' andata in onda questa mattina su Radio 1 la trasmissione "Benfatto" dedicata alla figura di san Francesco, nel giorno della sua festa. L'invitato speciale è il professor Franco Cardini. A parte le sue poco storiche illazioni "en passant" sulle probabilità che Francesco in gioventù possa o meno aver ucciso in guerra o avuto figli fuori del matrimonio, il professore è sempre competente ed è davvero bravo a dipingere con le parole gli scenari medievali e le figure anche religiose che si muovono in essi. Il modo di affrontare anche filosoficamente e culturalmente le scelte di rinuncia del Poverello merita davvero di essere ascoltato. Bravi anche gli intervistatori, nonostante qualche gaffe sulle date e la citazione finale di una frase di san Francesco di pura fantasia: forse l'hanno trovata su qualche sito internet più che nei suoi scritti. Controllare sempre le fonti, amici giornalisti, soprattutto le Fonti Francescane!

Vi incollo qui il Podcast della trasmissione di Benfatto di questo 4 ottobre 2011:


giovedì 11 agosto 2011

Lo scandaloso "privilegio capovolto" della Madre Santa Chiara

Chiara d'Assisi, di cui oggi ricorre la festa, chiese ed ottenne da Papa Gregorio IX, tre anni dopo la morte di San Francesco, un privilegio che nessuno aveva mai osato chiedere. Di solito il papa (ieri come oggi) si sentiva domandare conferme di possedimenti, benefici ecclesiastici da sfruttare, terreni della chiesa da aggiungere ai beni di un monastero, profitti e proventi e cose del genere. Figuratevi lo stupore di Gregorio (che comunque già ben conosceva l'originalità e la radicalità francescane), nel sentirsi chiedere una bolla papale per avere in perpetuo il privilegio di non possedere nulla!
In questo, infatti, consiste il "Privilegio della Povertà" che la Madre Chiara volle per sé e per le sue figlie, perché potessero vivere - anche se recluse - lo stesso ideale di Francesco, il poverello d'Assisi. In questo modo Chiara si differenziava definitivamente da ogni altra forma di vita religiosa femminile del suo tempo. Le monache di ogni spiritualità, pur vivendo in clausura e in povertà personale, avevano ampi possessi come monastero. Una vita garantita dalla rendita fondiaria. Chiara, fedele a Francesco, vuol vivere del lavoro delle sue mani e della carità del prossimo. E così riuscirà a fare, spuntandola su giuristi e canonisti preoccupati più delle cose di questo mondo che della Provvidenza.
Ecco il testo:

Bolla "Privilegio della povertà"

Gregorio Vescovo, servo dei servi di Dio, alle dilette figlie in Cristo Chiara e alle altre ancelle di Cristo, viventi in comune presso la chiesa di San Damiano, nella diocesi di Assisi, salute e apostolica benedizione.

È noto che, volendo voi dedicarvi unicamente al Signore, avete rinunciato alla brama di beni terreni. Perciò, venduto tutto e distribuitolo ai poveri, vi proponete di non avere possessioni di sorta, seguendo in tutto le orme di colui che per noi si è fatto povero, e via e verità e vita (cfr. Mt. 19,21). Né, in questo proposito, vi spaventa la privazione di tante cose: perché la sinistra dello sposo celeste è sotto il vostro capo, per sorreggere la debolezza del vostro corpo, che con carità bene ordinata avete assoggettato alla legge dello spirito.

E infine, colui che nutre gli uccelli del cielo e veste i gigli del campo, non vi farà mancare né il vitto né il vestito, finché nella vita eterna passerà davanti a voi e vi somministrerà se stesso, quando cioè la sua destra vi abbraccerà con gioia più grande, nella pienezza della sua visione (Ct 2,6).

Secondo la vostra supplica, quindi, confermiamo col beneplacito apostolico, il vostro proposito di altissima povertà, concedendovi con l’autorità della presente lettera che nessuno vi possa costringere a ricevere possessioni.

Pertanto a nessuno, assolutamente, sia lecito invalidare questa scrittura della nostra concessione od opporvisi temerariamente. Se qualcuno poi presumesse di attentarlo, sappia che incorrerà nell’ira di Dio onnipotente e dei beati apostoli Pietro e Paolo.

Dato a Perugia il 17 settembre, anno secondo (1228) del Nostro Pontificato.

La bolla del Privilegio conservata ad Assisi

lunedì 1 agosto 2011

Anglicanorum Fratribus!


Mi arriva oggi la notizia, quanto mai gradita, che l'Ordine dei Frati Minori Conventuali, i Grey Friars inglesi, ha accolto la domanda di due frati francescani anglicani che cercavano la comunione con la Chiesa di Roma. I due religiosi della Society of Saint Francis in Inghilterra, lo scorso maggio, dopo la loro formale accettazione nella Chiesa, hanno intrapreso subito l'anno di noviziato. Fra Paschal Worton e Fra Maximilian Martin sono stati anche "raccomandati" in modo speciale dall'Arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, che - una volta capito il loro desiderio di "varcare il Tevere", ha cercato di aiutarli a continuare nella loro genuina esperienza francescana. Ambedue erano professi nella congregazione anglicana da 25 anni. Non dunque dei ragazzotti che danno un colpo di testa. I nostri frati inglesi, con molto tatto, ma con molta letizia e accoglienza, li hanno benevolmente accolti, istituendo solo per loro un particolare noviziato, che li aiuti a diventare bravi frati e cattolici.
Queste conversioni singole - e ce ne sono parecchie - non le troverete nelle statistiche dell'Anglicanorum Coetibus, cioè dell'Ordinariato istituito per la riunione corporativa degli anglicani alla Chiesa di Roma, eppure anche questi piccoli numeri contano.
San Francesco gioisce e il suo Ordine si rallegra.
PS.: Se vi interessa capire qualcosa del colore originale dei frati francescani, che non è il marrone o altro colore - come molti ritengono - ma il grigio cenere, leggete questo post del mio caro confratello Fra Alberto.

Leggi la notizia in inglese nel sito della Provincia Francescana di Gran Bretagna e Irlanda

venerdì 10 giugno 2011

Corso di canto gregoriano al Monastero di Norcia

I benemeriti Benedettini di Norcia organizzano presso il loro monastero il 6° Corso estivo di Canto Gregoriano, dal 18 al 24 luglio 2011, in collaborazione con l'Associazione Internazionale Studi di Canto Gregoriano.
Sono previste sezioni per i principianti e per chi invece è già più avanti nella conoscenza del canto della Chiesa romana.

Nel sito del Monastero ci sono tutte le spiegazioni logistiche, gli orari e le materie sia teoriche che pratiche del corso proposto.

Qui trovate tutte le indicazioni nel pieghevole in PDF, con le istruzioni per iscriversi.

sabato 16 aprile 2011

Chiara d'Assisi, madre di tutti i figli e le figlie di San Francesco: 800 anni fa iniziava la sua vita religiosa

Domenica delle Palme 1211, Assisi, notte fonda, la giovane Chiara esce dalla "porta dei morti" del nobile palazzo di famiglia per correre alla chiesetta della Porziuncola, dove il Serafico Padre Francesco la consacra a Dio, tagliandole i capelli. Nasce in quel momento la famiglia femminile del francescanesimo, e Chiara diventerà per tutti, frati, suore e laici, la "Madre" accanto al "Padre".

Domenica delle Palme 2011: da questa sera, tutti i figli e le figlie di Francesco e Chiara ricordano l'anno centenario della scelta coraggiosa e controcorrente della ragazza di Assisi, che si fece povera e reclusa per essere sposa di Cristo e madre di innumerevoli sante vergini.

Avevo preparato un post già l'anno scorso con testi e video su questo snodo fondamentale della Storia francescana. Lo trovate a questo collegamento dove potete leggere il Capitolo IV della Legenda di Santa Chiara in cui troviamo il resoconto dell'avvenimento.

Vi posto qui tutto il programma degli eventi di questo 8° Centenario in onore di Madre Chiara:

Scarica qui il PDF con il programma annuale delle Celebrazioni del Centenario clariano

Infine, una "video-ispirazione" con la bella canzone di Santa Chiara dal Musical "Forza Venite Gente", accompagnata da foto dei luoghi cari all'iniziatrice delle Povere Dame:

venerdì 25 marzo 2011

L'angelus Domini: per ricordare quotidianamente l'Incarnazione del Signore, come nella solennità dell'Annunciazione

In questo giorno di festa solenne ricordiamo la risposta generosa e totale del Verbo di Dio alla vocazione del Padre che desiderava la salvezza del genere umano. Vocazione eterna che si manifesta nella discesa nel tempo, nella condiscendenza del Figlio consustanziale al Padre, che entra nel mondo per salvarlo: vero Dio e vero Uomo. E insieme, mentre celebriamo l'iniziativa, mirabile nell'umiltà, dell'Incarnazione del Signore, festeggiamo anche la vocazione della Vergine Maria, la quale, accogliendo l'annuncio dell'Angelo, ha permesso il compiersi della volontà salvifica nell'opera della Redenzione.
Il video di oggi è, appropriatamente, il canto dell'Angelus Domini in gregoriano, eseguito dalle suore americane della congregazione semi-contemplativa delle Figlie di Maria, madre del Salvatore, una giovane comunità fondata nel 1984. Per sentire altri canti di queste sorelle, potete andare all'apposita pagina nel loro sito web.
A seguire trovate il testo latino (con gli accenti per la corretta pronuncia) e il testo italiano ufficiale della preghiera.





V/. Angelus Dómini nuntiávit Maríæ,
R/. Et concépit de Spíritu Sancto.
Ave María, grátia plena, Dóminus tecum. Benedícta tu in muliéribus, et benedíctus fructus ventris tui, Jesus.
Sancta María, Mater Dei, ora pro nobis peccatóribus, nunc et in hora mortis nostræ. Amen.

V/. "Ecce Ancílla Dómini."
R/. "Fiat mihi secúndum Verbum tuum."
Ave María, grátia plena...

V/. Et Verbum caro factum est.
R/. Et habitávit in nobis.
Ave María, grátia plena...

V/. Ora pro nobis, Sancta Dei Génetrix.
R/. Ut digni efficiámur promissiónibus Christi.

Oremus
Grátiam tuam quǽsumus, Dómine, méntibus nostris infúnde; ut qui, angelo nuntiánte, Christi Filii tui Incarnatiónem cognóvimus, per passiónem eius et crucem, ad resurrectiónis glóriam perducámur.
Per eundem Christum Dóminum nostrum. Amen.

Gloria patri.. (ter); Requiem æternam...

traduzione --------------

V/. L'angelo del Signore portò l'annuncio a Maria,
R/. Ed ella concepì per opera dello Spirito Santo.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

V/. "Ecco sono la serva del Signore."
R/. "Si compia in me la tua parola."
Ave Maria, piena di grazia...

V/. E il verbo si fece carne.
R/. E venne ad abitare in mezzo a noi.
Ave Maria, piena di grazia...

V/. Prega per noi santa Madre di Dio.
R/. Perché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.

Preghiamo.
Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre, tu, che nell'annuncio dell'Angelo, ci hai rivelato l'Incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Al termine dell'Angelus si recita il Gloria per tre volte ed l'Eterno riposo una volta.

venerdì 14 gennaio 2011

Beato Odorico da Pordenone: i diari della sua missione in Cina e la colletta della memoria

Particolare tomba B. Odorico
Oggi è la festa del Beato Odorico da Pordenone, di cui ho parlato un paio d'anni fa in questo post, missionario in Estremo Oriente.
Un santo spedito in Cina dai superiori verso il1320 alla veneranda età - per l'epoca - di 55 anni. Arrivato dopo un viaggio di 8 anni (!) a Pechino, rimane solo tre inverni nella capitale del Celeste Impero, per poi far ritorno, via Tibet, Persia e Armenia alle terre venete da cui era partito. Nel Convento di Sant'Antonio di Padova, nel 1330 detterà la relazione del suo viaggio missionario per terra e per mare, vero emulo di Marco Polo.

E' possibile leggere per intero questo preziosissimo testo del grande viaggiatore e apostolo dei Cinesi. Lo trovate a questo indirizzo (nella duplice versione A e B nelle quali è giunto a noi).
La Provincia dei Frati Minori Conventuali del Nord Italia è impegnata a far conoscere questa figura francescana e, se vuole il Signore, a diffonderne la venerazione, perchè possa essere proclamato Santo per la Chiesa universale. Ecco le pagine della Postulazione per la sua causa di canonizzazione

I viaggi e la predicazione di Odorico per piantare la Chiesa in Cina ci spingono a pregare per la difficile situazione dei cristiani cinesi, fino ad oggi privati della libertà di religione e di culto. Intercedano i santi evangelizzatori dell'Oriente perchè i desideri del Santo Padre Benedetto XVI per gli amati figli della Chiesa cinese possano trovare realizzazione.

Colletta della Messa del Beato Odorico:

Deus, qui per beati Odorici apostolicam curam
multis Orientis populis
Evangelii lumine Ecclesiam tuam amplificasti,
da nobis, eius intercessione, 
in fidei stabilitate consistere, 
et in spe Evangelii, quod predicavit, constanter permanere. Per Dominum....

Italiano (dal Messale Serafico)
O Dio che per lo zelo apostolico del beato Odorico
hai condotto alla tua Chiesa molti popoli dell'Oriente,
concedici, per sua intercessione,
di restare saldi nella fede e di vivere nella speranza del Vangelo da lui predicato.
Per il nostro Signore...

Trattasi di un mix (taglia incolla) delle collette del Comune dei Pastori - per i missionari - leggermente adattate al caso. Gli originali dai quali è stata costruita la presente colletta, con l'inizio di una e il finale dell'altra, dicono:

Deus, qui Ecclesiam tuam beati N.
religionis zelo et apostolicis curis amplificasti,
eius intercessione concede,
ut fidei et sanctitatis nova semper incrementa suscipiat.

Deus, qui per beatum N.
infideles populos de tenebris ad lucem veritatis venire tribuisti,
da nobis, eius intercessione,
in fidei stabilitate consistere,
et in spe Evangelii, quod praedicavit, constantes permanere



lunedì 27 dicembre 2010

Presepi dal Convento dei Frati Conventuali

Nei giorni di preparazione al Natale nella casa dei Frati francescani del Santo di Padova sono fioriti, come ogni anno, svariati presepi: da quello enorme del chiostro, alla Natività nel presbiterio, alle composizioni artistiche in sacrestia, fino ai presepi di casa. Farò qualche post per illustrarvi questi bellissimi lavori, tipicamente francescani, per contemplare la Natività di Nostro Signore:

Iniziamo dal grandioso presepio che quest'anno il nostro carissimo fra Daniele ha allestito nel corridoio maggiore del convento. Oltre 80 anni di età, ma entusiasmo giovanile nel fare i presepi: con tanto di torrente ad acqua corrente!





Il devotissimo fra Ambrogio ha addobbato così la sacrestia, ponendo il piccolo Gesù in trono sotto lo sguardo del ritratto di Papa Benedetto che campeggia sopra il mobile centrale:

continua.....

martedì 7 dicembre 2010

San Massimiliano Kolbe, francescano conventuale, e la consacrazione all'Immacolata

San Massimiliano Kolbe, il martire di Auschwitz, è anche il più grande cantore della Vergine Immacolata, patrona e regina dell'Ordine Francescano. Per lei ha lavorato, in suo onore si è speso non solo nell'ultimo momento della vita, ma lungo tutta la sua esistenza. Era un "cavaliere dell'Immacolata" e per lei ha fondato l'associazione mariana della Milizia di Maria Immacolata, un'attiva organizzazione di laici e religiosi dedita alla diffusione del Vangelo con ogni mezzo, all'interno della cultura e della società di oggi, sotto la guida e lo sguardo dell'Immacolata, colei che rimanda a Gesù e dice: "fate quello che vi dirà".
Nei confronti della Vergine Immacolata p. Kolbe propugna la consacrazione: un atto di totale affidamento alle sue mani, per essere come lei e per lei strumento nelle mani di Dio. Questa sera o domani è giorno propizio per seguire l'esempio di San Massimiliano, "santo per il nostro difficile tempo" lo definì Giovanni Paolo II, nell'amore e nel consacrarsi alla Vergine Immacolata:

SOLENNE CONSACRAZIONE ALL'IMMACOLATA (composta da san Massimiliano)

O Immacolata,
Regina del cielo e della terra,
Rifugio dei peccatori
e Madre nostra amorosissima,
Cui Dio volle affidare
l'intera economia della misericordia,
io, indegno peccatore, mi prostro ai tuoi piedi,
supplicandoTi umilmente
di volermi accettare tutto e completamente
come cosa e proprietà Tua,
e di fare ciò che Ti piace di me
e di tutte le facoltà della mia anima
e del mio corpo,
di tutta la mia vita, morte ed eternità.
Disponi pure, se vuoi, di tutto me stesso,
senza alcuna riserva, per compiere
ciò che è stato detto di Te:
"Ella ti schiaccerà il capo" (Gn 3,15),
come pure: "Tu sola hai distrutto
tutte le eresie sul mondo intero" (Lit.),
affinché nelle Tue mani immacolate
e misericordiosissime
io divenga uno strumento utile
per innestare e incrementare
il più fortemente possibile la Tua gloria
in tante anime smarrite e indifferenti
e per estendere in tal modo,
quanto più è possibile,
il benedetto regno del SS. Cuore di Gesù.
Dove Tu entri, infatti, ottieni la grazia
della conversione e santificazione,
poichè ogni grazia scorre, attraverso le Tue mani,
dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi.

V. Concedimi di lodarTi , o Vergine santissima.
R. Dammi forza contro i Tuoi nemici.

ATTO DI CONSACRAZIONE (quotidiano)


Vergine Immacolata, Madre mia, Maria,
io rinnovo a Te oggi e per sempre,
la consacrazione di tutto me stesso
perché tu disponga di me
per il bene delle anime.
Solo Ti chiedo,
o mia Regina e Madre della Chiesa,
di cooperare fedelmente alla Tua missione
per l'avvento del Regno di Gesù nel mondo.
Ti offro, pertanto,
o Cuore Immacolato di Maria, le preghiere,
le azioni e i sacrifici di questo giorno.