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martedì 5 dicembre 2017

"Non ci indurre in tentazione" Papa Benedetto lo spiegò 10 anni fa...

Per recenti parole di Papa Francesco si è riaccesa la bagarre di chi vuole cambiare anche il Padre Nostro, a proposito della "traduzione" (in realtà "un calco") dell'espressione "non c'indurre in tentazione".
Riproponiamo con l'occasione - a vantaggio degli smemorati cronici - le pagine del primo tomo del libro "Gesù di Nazaret" di Benedetto XVI che, ben 10 anni fa, spiegava per bene, senza semplificazioni televisive, i termini della questione:

E non c'indurre in tentazione


Le parole di questa domanda sono di scandalo per molti: Dio non ci induce certo in tentazione! Di fatto, san Giacomo afferma: «Nessuno, quando è tentato, dica: "Sono tentato da Dio"; perché Dio non può essere tentato dal male e non tenta nessuno al male» (1,13).

 Ci aiuta a fare un passo avanti il ricordarci della parola del Vangelo: «Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo» (Mt 4,1). La tentazione viene dal diavolo, ma nel compito messianico di Gesù rientra il superare le grandi tentazioni che hanno allontanato e continuano ad allontanare gli uomini da Dio. Egli deve, come abbiamo visto, sperimentare su di sé queste tentazioni fino alla morte sulla croce e aprirci in questo modo la via della salvezza. Così, non solo dopo la morte, ma in essa e durante tutta la sua vita deve in certo qual modo «discendere negli inferi», nel luogo delle nostre tentazioni e sconfitte, per prenderci per mano e portarci verso l'alto. La Lettera agli Ebrei ha sottolineato in modo tutto particolare questo aspetto, mettendolo in risalto come parte essenziale del cammino di Gesù:
«Infatti, proprio per essere stato messo alla prova ed avere sofferto personalmente, è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova» (2,18). «Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità, essendo stato Lui stesso provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato» (4,15).

Uno sguardo al Libro di Giobbe, in cui sotto tanti aspetti si delinea già il mistero di Cristo, può fornirci ulteriori chiarimenti. Satana schernisce l'uomo per schernire in questo modo Dio: la sua creatura, che Egli ha formato a sua immagine, è una creatura miserevole. Quanto in essa sembra bene, è invece solo facciata.
In realtà all'uomo - a ogni uomo - interessa sempre e solo il proprio benessere. Questa è la diagnosi di
Satana, che l'Apocalisse definisce «l'accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte» (Ap 12,10). La diffamazione dell'uomo e della creazione è in ultima istanza diffamazione di Dio, giustificazione del suo rifiuto.

 Satana vuole dimostrare la sua tesi con Giobbe, il giusto: se solo gli venisse tolto tutto, allora egli lascerebbe presto perdere anche la sua religiosità. Così Dio concede a Satana la libertà di mettere alla prova Giobbe, anche se entro limiti ben definiti: Dio non lascia cadere l'uomo, ma permette che venga messo alla prova. Qui traspare già in modo sommesso e non ancora esplicito il mistero della vicarietà, che prende una forma grandiosa in Isaia 53: le sofferenze di Giobbe servono alla giustificazione dell'uomo. Mediante la sua  fede provata nella sofferenza, egli ristabilisce l'onore dell'uomo. Così le sofferenze di Giobbe sono anticipatamente sofferenze in comunione con Cristo, che ristabilisce l'onore di noi tutti al cospetto di Dio e ci indica la via per non perdere, neppure nell'oscurità più profonda, la fede in Dio.

Il Libro di Giobbe può anche esserci d'aiuto nel discernimento tra prova e tentazione. Per maturare, per trovare davvero sempre più la strada che da una religiosità di facciata conduce a una profonda unione con la volontà di Dio, l'uomo ha bisogno della prova. Come il succo dell'uva deve fermentare per divenire vino di qualità, così l'uomo ha bisogno di purificazioni, di trasformazioni che per lui sono pericolose, che possono provocarne la caduta, che però costituiscono le vie indispensabili per giungere a se stessi e a Dio. L'amore è sempre un processo di purificazioni, di rinunce, di trasformazioni dolorose di noi stessi e così una via di maturazione. Se Francesco Saverio poté pregare Dio dicendo: «Ti amo, non perché puoi donarmi il paradiso o l'inferno, ma semplicemente perché sei quello che sei - mio re e mio Dio», era stato certamente necessario un lungo percorso di purificazioni interiori per giungere a quest'ultima libertà - un percorso di maturazioni, in cui era in agguato la tentazione, il pericolo della caduta - e tuttavia un percorso necessario.

Così possiamo ora interpretare la sesta domanda del Padre nostro già in maniera un po' più concreta. Con essa diciamo a Dio: «So che ho bisogno di prove affinché la mia natura si purifichi. Se tu decidi di sottopormi a queste prove, se - come nel caso di Giobbe - dai un po' di mano libera al Maligno, allora pensa, per favore, alla misura limitata delle mie forze. Non credermi troppo capace. Non tracciare troppo ampi i confini entro i quali posso essere tentato, e siimi vicino con la tua mano protettrice quando la prova diventa troppo ardua per me». In questo senso san Cipriano ha interpretato la domanda. Dice: quando chiediamo «e non c'indurre in tentazione», esprimiamo la consapevolezza «che il nemico non può fare niente contro di noi se prima non gli è stato permesso da Dio; così che ogni nostro timore e devozione e culto si rivolgano a Dio, dal momento che nelle nostre tentazioni niente è lecito al Maligno, se non gliene vien data di là la facoltà» (De dom. or. 25).

 E poi, ponderando il profilo psicologico della tentazione, egli spiega che ci possono essere due differenti motivi per cui Dio concede al Maligno un potere limitato. Può accadere come penitenza per noi, per smorzare la nostra superbia, affinché sperimentiamo di nuovo la povertà del nostro credere, sperare e amare e non presumiamo di essere grandi da noi: pensiamo al fariseo che racconta a Dio delle proprie opere e crede di non aver bisogno di alcuna grazia. Cipriano, purtroppo, non specifica poi il significato dell'altro tipo di prova: la tentazione che Dio ci impone ad gloriam - per la sua gloria. Ma in questo caso non dovremmo ricordarci che Dio ha messo un carico particolarmente gravoso di tentazioni sulle spalle delle persone a Lui particolarmente vicine, i grandi santi, da Antonio nel deserto fino a Teresa di Lisieux nel pio mondo del suo Carmelo? Tali persone stanno, per così dire, sulle orme di Giobbe come apologia dell'uomo, che è al contempo difesa di Dio. Ancor più: sono in modo del tutto particolare in comunione con Gesù Cristo, che ha sofferto fino in fondo le nostre tentazioni. Sono chiamate a superare, per così dire, nel proprio corpo, nella propria anima le tentazioni di un'epoca, a sostenerle per noi, anime comuni, e ad aiutarci nel passaggio verso Colui che ha preso su di sé il gravame di tutti noi.

 Nella preghiera che esprimiamo con la sesta domanda del Padre nostro deve così essere racchiusa, da un lato, la disponibilità a prendere su di noi il peso della prova commisurata alle nostre forze; dall'altro, appunto, la domanda che Dio non ci addossi più di quanto siamo in grado di sopportare; che non ci lasci cadere dalle sue mani. Pronunciamo questa richiesta nella fiduciosa certezza per la quale san Paolo ci ha donato le parole: «Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscita e la forza per sopportarla» (1Cor 10,13).

giovedì 22 ottobre 2015

La "misericordia" rarefatta nei Salmi della Bibbia


Sembra un titolo spaventoso, e un po' lo è. Ma non si tratta del contenuto della Bibbia, quanto della traduzione italiana CEI in vigore dal 2008 nelle nostre edizioni bibliche e soprattutto nei lezionari liturgici.
A fronte di una più precisa e migliore traduzione in molti punti, penso in particolare alle lettere di San Paolo, non si può non sentire una certa "nostalgia" per la traduzione precedente. in special modo per i Salmi.
In vista dell'Anno della misericordia volevo prendere spunto per un ciclo di catechesi proprio dalla terminologia della misericordia. Ma mi sono sorpreso nel notare che la mia memoria (ma anche il mio breviario) non andavano d'accordo con quello che diceva la mia Bibbia!

Ci siamo persi - nel cambio - un po' di misericordia....
Mi sono accorto, per esempio, attraverso un semplice conteggio oggi facile attraverso i siti che mettono a confronto le traduzioni, che nell'edizione CEI74 il termine "misericordia" (anche al plurale) ricorre ben 209 volte. Però nella revisione CEI08 mancano all'appello 69 ricorrenze, essendo sceso il computo a solo 140. Praticamente una volta su tre dove era tradotto "misericordia" ora c'è una parola diversa. Ma una variazione in meno del 33% non è cosa da poco.

La maggior parte delle sparizioni mi risulta essere nel libro dei Salmi, dove misericordia è spesso sostituito dal generico "amore", ma anche da "bontà", "fedeltà"....
La traduzione dei Salmi, lo si vede anche ad una lettura approssimativa, ha subito non un semplice ritocco, ma un serio rimaneggiamento rispetto alla traduzione CEI precedente (1974), la quale - comunque - rimane per ora nei nostri breviari e continua ad accompagnarci nella preghiera della Liturgia delle Ore.
Per comodità del lettore ho preparato lo specchietto sottostante, dove metto in sinossi i versetti dei Salmi delle due traduzioni. 
Come si può notare nei Salmi solo in 17 casi il termine "misericordia"(singolare o plurale) compare negli stessi versetti delle due traduzioni. In 53 casi appare nella CEI74 e non nella CEI08 e in 3 casi appare nella seconda senza corrispettivo nella precedente.
D'altra parte l'aggettivo "misericordioso" appare solo 3 volte nella traduzione del 1974 dei Salmi e 7 volte in quella del 2008.
A voi, cari lettori, andare alla ricerca di ulteriore misericordia. Sapendo comunque che: "le misericordie del Signore non sono finite" (Lam 3,22 - 1974) cioè "non sono esaurite le sue misericordie" (Lam 3,22 - 2008)
Corrispondenze e discrepanze nella ricorrenza del termine “misericordia” nel Libro dei Salmi secondo la traduzione CEI 1974 e CEI 2008.

CEI 1974
CEI 2008
Sal 6,5 Volgiti, Signore, a liberarmi,
salvami per la tua misericordia.


Sal 13,6 Nella tua misericordia ho confidato.
Gioisca il mio cuore nella tua salvezza
e canti al Signore, che mi ha beneficato. 



Sal 17,7 mostrami i prodigi della tua misericordia,
tu che salvi dai nemici chi si affida alla tua destra.

Sal 25,6 Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
Sal 25,7 Non ricordare i peccati della mia giovinezza:
ricordati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore. 

Sal 25,7 I peccati della mia giovinezza
e le mie ribellioni, non li ricordare:
ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.
Sal 25,16 Volgiti a me e abbi misericordia,
perché sono solo ed infelice.


Sal 26,11 Integro è invece il mio cammino;
riscattami e abbi misericordia. 


Sal 30,11 Ascolta, Signore, abbi misericordia,
Signore, vieni in mio aiuto. 


Sal 31,17 fà splendere il tuo volto sul tuo servo,
salvami per la tua misericordia. 

Sal 31,17 sul tuo servo fa' splendere il tuo volto,
salvami per la tua misericordia.
Sal 40,12 Non rifiutarmi, Signore, la tua misericordia,
la tua fedeltà e la tua grazia
mi proteggano sempre,

Sal 40,12 Non rifiutarmi, Signore, la tua misericordia;
il tuo amore e la tua fedeltà mi proteggano sempre,
Sal 44,27 salvaci per la tua misericordia. 

Sal 44,27 Àlzati, vieni in nostro aiuto!
Salvaci per la tua misericordia!
Sal 48,10 Ricordiamo, Dio, la tua misericordia
dentro il tuo tempio.


Sal 51,3 Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia;
nella tua grande bontà cancella il mio peccato.

Sal 51,3 Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Sal 59,18 O mia forza, a te voglio cantare,
poiché tu sei, o Dio, la mia difesa,
tu, o mio Dio, sei la mia misericordia. 


Sal 66,20 Sia benedetto Dio che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia. 

Sal 66,20 Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia.
Sal 77,10 Può Dio aver dimenticato la misericordia,
aver chiuso nell'ira il suo cuore? 

Sal 77,10 Può Dio aver dimenticato la pietà,
aver chiuso nell'ira la sua misericordia?
Sal 79,8 Non imputare a noi le colpe dei nostri padri,
presto ci venga incontro la tua misericordia,
poiché siamo troppo infelici.

Sal 79,8 Non imputare a noi le colpe dei nostri antenati:
presto ci venga incontro la tua misericordia,
perché siamo così poveri!
Sal 85,8 Mostraci, Signore, la tua misericordia
e donaci la tua salvezza. 

Sal 85,8 Mostraci, Signore, la tua misericordia
e donaci la tua salvezza.
Sal 85,11 Misericordia e verità s'incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.


Sal 86,5 Tu sei buono, Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi ti invoca. 

Sal 86,5 Tu sei buono, Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi t'invoca.
Sal 86,13 perché grande con me è la tua misericordia:
dal profondo degli inferi mi hai strappato. 

Sal 86,13 perché grande con me è la tua misericordia:
hai liberato la mia vita dal profondo degli inferi.
Sal 86,16 volgiti a me e abbi misericordia:
dona al tuo servo la tua forza,
salva il figlio della tua ancella. 


Sal 100,5 poiché buono è il Signore,
eterna la sua misericordia,
la sua fedeltà per ogni generazione.


Sal 102,14 Tu sorgerai, avrai pietà di Sion,
perché è tempo di usarle misericordia:
l'ora è giunta.


Sal 103,4 salva dalla fossa la tua vita,
ti corona di grazia e di misericordia;

Sal 103,4 salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia,
Sal 103,11 Come il cielo è alto sulla terra,
così è grande la sua misericordia su quanti lo temono;

Sal 103,11 Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
Sal 106,1 Alleluia. 
Celebrate il Signore, perché è buono,
perché eterna è la sua misericordia.



Sal 106,46 Li affidò alla misericordia
di quelli che li avevano deportati.
Sal 107,1 Alleluia. 
Celebrate il Signore perché è buono,
perché eterna è la sua misericordia.


Sal 107,8 Ringrazino il Signore per la sua misericordia,
per i suoi prodigi a favore degli uomini;


Sal 107,15 Ringrazino il Signore per la sua misericordia,
per i suoi prodigi a favore degli uomini;


Sal 107,21 Ringrazino il Signore per la sua misericordia
e per i suoi prodigi a favore degli uomini.


Sal 107,31 Ringrazino il Signore per la sua misericordia
e per i suoi prodigi a favore degli uomini.


Sal 109,12 Nessuno gli usi misericordia,
nessuno abbia pietà dei suoi orfani.


Sal 109,16 Perché ha rifiutato di usare misericordia
e ha perseguitato il misero e l'indigente,
per far morire chi è affranto di cuore.


Sal 118,1 Alleluia. 
Celebrate il Signore, perché è buono;
perché eterna è la sua misericordia. 


Sal 118,2 Dica Israele che egli è buono:
eterna è la sua misericordia.


Sal 118,3 Lo dica la casa di Aronne:
eterna è la sua misericordia.


Sal 118,4 Lo dica chi teme Dio:
eterna è la sua misericordia. 


Sal 118,29 Celebrate il Signore, perché è buono:
perché eterna è la sua misericordia. 


Sal 119,156 Le tue misericordie sono grandi, Signore,
secondo i tuoi giudizi fammi vivere.

Sal 119,77 Venga su di me la tua misericordia e avrò vita,
poiché la tua legge è la mia gioia.

Sal 119,77 Venga a me la tua misericordia e io avrò vita,
perché la tua legge è la mia delizia.
Sal 119,132 Volgiti a me e abbi misericordia,
tu che sei giusto per chi ama il tuo nome.


Sal 130,7 Israele attenda il Signore,
perché presso il Signore è la misericordia
e grande presso di lui la redenzione.

Sal 130,7 Israele attenda il Signore,
perché con il Signore è la misericordia
e grande è con lui la redenzione.
Sal 136,1 Alleluia. 
Lodate il Signore perché è buono:
perché eterna è la sua misericordia.


Sal 136,2 Lodate il Dio degli dei:
perché eterna è la sua misericordia.


Sal 136,3 Lodate il Signore dei signori:
perché eterna è la sua misericordia. 


Sal 136,4 Egli solo ha compiuto meraviglie:
perché eterna è la sua misericordia.


Sal 136,5 Ha creato i cieli con sapienza:
perché eterna è la sua misericordia.


Sal 136,6 Ha stabilito la terra sulle acque:
perché eterna è la sua misericordia.


Sal 136,7 Ha fatto i grandi luminari:
perché eterna è la sua misericordia.


Sal 136,8 Il sole per regolare il giorno:
perché eterna è la sua misericordia;


Sal 136,9 la luna e le stelle per regolare la notte:
perché eterna è la sua misericordia. 


Sal 136,10 Percosse l'Egitto nei suoi primogeniti:
perché eterna è la sua misericordia.


Sal 136,11 Da loro liberò Israele:
perché eterna è la sua misericordia;


Sal 136,12 con mano potente e braccio teso:
perché eterna è la sua misericordia. 


Sal 136,13 Divise il mar Rosso in due parti:
perché eterna è la sua misericordia.


Sal 136,14 In mezzo fece passare Israele:
perché eterna è la sua misericordia.


Sal 136,15 Travolse il faraone e il suo esercito nel mar Rosso:
perché eterna è la sua misericordia. 


Sal 136,16 Guidò il suo popolo nel deserto:
perché eterna è la sua misericordia.


Sal 136,17 Percosse grandi sovrani
perché eterna è la sua misericordia;


Sal 136,18 uccise re potenti:
perché eterna è la sua misericordia.


Sal 136,19 Seon, re degli Amorrei:
perché eterna è la sua misericordia. 


Sal 136,20 Og, re di Basan:
perché eterna è la sua misericordia.


Sal 136,21 Diede in eredità il loro paese;
perché eterna è la sua misericordia;


Sal 136,22 in eredità a Israele suo servo:
perché eterna è la sua misericordia. 


Sal 136,23 Nella nostra umiliazione si è ricordato di noi:
perché eterna è la sua misericordia;


Sal 136,24 ci ha liberati dai nostri nemici:
perché eterna è la sua misericordia.


Sal 136,25 Egli dà il cibo ad ogni vivente:
perché eterna è la sua misericordia. 


Sal 136,26 Lodate il Dio del cielo:
perché eterna è la sua misericordia. 


Sal 138,2 mi prostro verso il tuo tempio santo.
Rendo grazie al tuo nome
per la tua fedeltà e la tua misericordia:
hai reso la tua promessa più grande di ogni fama.

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