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venerdì 8 dicembre 2017

Un'antifona dell'Immacolata sparita dall'ufficio divino...ma ricomparsa.

Vi presento la bella antifona dei Secondi Vespri tradizionali della solennità dell'Immacolata Concezione, nell'ufficiatura postconciliare nel volume della Liturgia delle Ore sostituita dall'annuncio angelico dell'Ave Maria (ma di nuovo presente nell'Antiphonale Romanum del 2009...). Vale la pena riascoltarla e meditarne il contenuto. Come a Natale si proclama "Hodie", oggi è nato il Messia, il Sole che sorge, così all'Immacolata si canta "Hodie", oggi è sorta l'aurora che anticipa, annuncia e permette l'arrivo del Messia.
La mia traduzione mette in rilievo il complemento "ab ea" non come complemento d'agente (perché è Cristo che sconfigge il Male, non Maria!) ma nel senso ben attestato in latino di "punto di origine di qualcosa", nel nostro caso da dove si incomincia a vedere realizzata la redenzione. A partire da Maria - e in lei in modo perfetto - il demonio strisciante è stato schiacciato dalla Grazia del suo Figlio.

Hódie egréssa est virga de radíce Iesse: hódie sine ulla peccáti labe concépta est María: hódie contrítum est ab ea caput serpéntis antíqui, allelúia.
Oggi è spuntato il germoglio dalla radice di Iesse: oggi senza alcuna macchia di peccato è stata concepita Maria: quest'oggi a cominciare da lei viene schiacciata la testa dell'antico serpente, alleluia.

La musica come si trova nel Liber Usualis di Solesmes:

Spartito un pochino diverso, secondo l'Antiphonale Romanum del 2009, come viene cantato nei video che vi propongo:



mercoledì 29 novembre 2017

Novena dell'Immacolata Concezione: canto del Tota Pulchra

Inizia, come ogni anno, dal 29 novembre, la Novena in preparazione alla Solennità dell'Immacolata Concezione. Un bel video con il canto del Tota Pulchra eseguito dai Frati Francescani della Basilica di Sant'Antonio ogni sera, secondo il tono gregoriano in uso tra i Minori Conventuali, con alcune variazione rispetto a quello del Graduale.


lunedì 27 novembre 2017

Medjugorje. Le prime apparizioni raccontate dalla veggente Vicka

Presentiamo il libro di recente ripubblicato dalle Edizioni Messaggero Padova, originariamente intitolato nel 1985: "Mille incontri con la Madonna", e oggi, significamente modificato in "Medjugorje. Le prime apparizioni raccontate dalla veggente Vicka" . E' da notare che l'edizione degli anni '80, introvabile, è addirittura valutata su Amazon più di 300 euro sul mercato dell'usato (vedi qui)! Il libro è una pietra miliare a proposito della conoscenza del fenomeno Medjugorje nei suoi primissimi passi, ben prima della enorme pubblicità ricevuta e della commercializzazione che ne è seguita. E' inoltre testimonianza inattaccabile del cambiamento "inspiegabile" tra la modalità peculiari e infantili delle prime "apparizioni" e la modalità che poi è diventata classica: visione, messaggi...ecc.

Contenuto
Riedizione in una veste grafica nuova dell’importante documento storico pubblicato nel 1985, e subito riedito nel 1986, dalle Edizioni Messaggero Padova: la trascrizione delle registrazioni dei colloqui tra padre Janko Bubalo e Vicka, la maggiore dei «veggenti» di Medjugorje. P. Janko interrogò in maniera familiare e vivace, talvolta scherzosa, ma al tempo stesso incalzante e precisa Vicka facendosi raccontare, fin nei particolari più discussi o irritanti, i primi tre anni di apparizioni: dal 24 giugno 1981 al 31 dicembre 1983. Sono quindi pagine che rappresentano una testimonianza storica unica e imprescindibile per la conoscenza dei fatti. La Premessa alla prima edizione italiana fu firmata dai curatori dell’opera: il francescano Smiljan-Dragan Kožul e il paolino, divenuto poi celebre come esorcista della diocesi di Roma, Gabriele Amorth. Unica novità presente della nuova edizione è la Prefazione del mariologo Gian Matteo Roggio, docente presso la Pontificia facoltà teologica Marianum di Roma, che aiuta a comprendere, nell’attuale contesto storico ed ecclesiale, il valore di queste pagine.
Ecco un estratto dell'introduzione alla nuova edizione del libro e l'indice del testo:
Qualche battuta interessante dal testo: 
PADRE JANKO: Il 2 agosto 1981 [...] dopo che avete pregato, la Madonna ha detto che tutti i presenti potevano toccarla. Dicono che la gente si era messa in fila e che ad uno ad uno si avvicinavano e la toccavano. Marija indicava loro dov'era. 
VICKA: Va' avanti. 
PADRE JANKO: È capitato un fatto strano. Dal contatto delle mani di molti, rimaneva la macchia sulla Madonna, tanto che alla fine l'abito della Madonna sembrava tutto sporco e macchiato. 
VICKA: Questo lo so. Quando la toccavano quelli che avevano il cuore impuro, rimaneva sulla Madonna una specie di macchia. (!!!!)

Per acquistarlo:

martedì 8 dicembre 2015

Il saluto alla Piena di Grazia in Russo

Splendori del canto liturgico della Chiesa Russa-ortodossa in onore della Vergine Tuttasanta


Богородице Дево, ра­дуй­cя, Благодатная Ма­рие, Господь с Тобою: благословенна Ты в же­нах, и благословен плод чрева Твоего, яко Спаса родила еси душ наших.

Ave Maria, Ave, piena di grazia Maria, il Signore è con te: tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, perché tu hai portato il Salvatore delle nostre anime.

domenica 29 novembre 2015

Tutti i più bei canti mariani per la Messa consegnatici dalla tradizione latina

All'inizio della Novena in preparazione alla Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, propongo un disco registrato dai monaci benedettini dell'Abbazia di Solesmes, custodi e divulgatori del Gregoriano.
Nella prima parte si possono ascoltare tutti i canti propri per la Festa dell'Immacolata, nella seconda parte i canti per la Festa dell'Annunciazione, poi i canti tratti dal comune della Vergine Maria, compresi i canti dell'ordinario, e infine i canti propri della solennità dell'Assunzione. E' dunque un concentrato di canti mariani della tradizione latina: le più belle lodi alla Madonna innalzate dai cristiani d'Occidente per secoli e secoli, fino ad oggi.
Sotto il video trovate l'intero "indice" del disco. Accanto ad ogni titolo vi rimando allo spartito del canto (almeno per quelli che ho reperito). Buon ascolto. 


Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

1 Introito: Gaudens gaudebo (spartito)
2 Graduale: Benedicta es tu (spartito)
3 Alleluia: Tota pulchra es (spartito)
4 Offertorio: Ave Maria (spartito)
5 Communio: Gloriosa (spartito)
6 Sequenza: Ave mundi spes (spartito)
7 Inno: O gloriosa Domina (spartito)

Annunciazione della Beata Vergine Maria

8 Introito: Vultum tuum (spartito)
9 Kyrie IX (spartito)
10 Gloria IX (spartito)
11 Graduale: Diffusa est (spartito)
12 Tratto: Audi filia (spartito)
13 Offertorio: Ave Maria (spartito)
14 Sanctus IX (spartito)
15 Agnus Dei IX (spartito)
16 Communio: Ecce Virgo (spartito)

Per le Feste della Vergine Maria

17 Introito: Salve Sancta parens (spartito)
18 Kyrie X (spartito)
19 Gloria X (spartito)
20 Graduale: Benedicta et venerabilis (spartito)
21 Alleluia: Post partum (spartito)
22 Sanctus X (spartito)
23 Agnus Dei X (spartito)
24 Communio: Beata viscera (spartito)

Assunzione della Beata Vergine Maria al cielo

25 Introito: Signum magnum (spartito)
26 Graduale: Audi filia (spartito)
27 Alleluia: Assumpta est (spartito)
28 Offertorio: Assumpta est (spartito)
29 Communio: Beatam me dicent (spartito)
30 Responsorio: Vidi speciosam 
31 Salmo: Eructavit cor meum

domenica 1 novembre 2015

65 anni fa Pio XII proclamava il dogma dell'Assunzione di Maria

Il primo novembre 1950 Pio XII proclamava il dogma dell'Assunzione di Maria Santissima in anima e corpo, facendo uso - unica volta nella storia della Chiesa - della prerogatica dell'infallibilità pontificia definita al concilio Vaticano I. Leggendo la bolla Munificentissimus Deus il Papa assicurava al depositum fidei "Assumpta est Maria in caelum".
Ecco un bellissimo documento dell'Istituto Luce che ci fa rivivere quel giorno di sessantacinque anni or sono e ci fa riascoltare la voce del Pastore angelico:

martedì 8 settembre 2015

È nata la gloriosa Vergine Maria: in gregoriano e polifonia

Sant'Anna e Maria bambina e S.Francesco
di Jacopo da Bassano (1541)
La prima antifona delle lodi (e nella liturgia antica anche dei vespri) per la festa della Natività della Beata Vergine Maria:

Nativitas gloriosae Virginis Mariae * ex semine Abrahae, ortae de tribu Iuda, clara ex stirpe David.
È nata la gloriosa Vergine Maria, discendente da Abramo, della tribù di Giuda, della stirpe regale di Davide.
Ecco il testo cantato in gregoriano:


E lo stesso testo espresso in canto barocco, scritto da Pier Paolo Bencini (1680-1755):



Sant’Antonio di Padova ha quattro bellissimi sermoni in onore della Vergine Maria. Il primo è proprio quello per la sua Natività: con la nascita della Madonna inizia il tempo della rigenerazione, della nuova creazione dell’uomo. Maria è per il Santo la Stella del Mattino, Aurora che annuncia il sole ancora in mezzo alle nebbie della notte. È l’Annunciatrice del Salvatore che germoglia dalla radice di Iesse, attraverso il procedere tortuoso della storia della Salvezza, rappresentato dai tanti nomi degli antenati di Cristo.
Il Santo di Padova ci ricorda che ciò che è avvenuto storicamente in Maria, deve avvenire in ogni anima: e conclude perciò il suo sermone sulla Natività della Vergine (par. 3) prendendo spunto dal vangelo, lo stesso che leggiamo ancor oggi nella Messa, la genealogia di Gesù secondo Matteo. Antonio afferma che come ci sono tre grandi tappe nella genealogia di Gesù, così ciascun cristiano deve mettere all’inizio di tutto Abramo, cioè avere il cuore umile, di chi, come Abramo è sottomesso a Dio e ha completa fede in lui. Poi si deve arrivare a Davide, il re peccatore, ma retto di cuore perché capace di confessare con sincerità le sue colpe. Ma non basta la confessione, si deve poi sopportare l’esilio di Babilonia, cioè accettare il cambiamento di vita, anche faticoso, prendere sul serio il lungo cammino della penitenza, della riparazione che porta il frutto della misericordia. Il frutto è la vita nuova di Gesù che germoglia in chi è stato reso puro, come Maria alla sua nascita.

mercoledì 13 maggio 2015

Un bel docudramma sulla vicenda dei pastorelli di Fatima

Come ben sapete questo blog, dedicato a Sant'Antonio, diffonde fervorosamente anche  la devozione alla Vergine portoghese nostra Signora di Fatima, apparsa quasi cent'anni  fa (1917) ai tre pastorelli Lucia, Giacinta e Francisco. Sia S.Antonio che la Madonna di Fatima hanno come numero il 13. Oggi 13 maggio oltre a visitare il sito e la webcam sulla Capelina alla Cova d'Iria, potete anche vedere questo semplice docu-dramma, ben fatto e ben documentato, con la ricostruzione dei ricordi di Suor Lucia:

lunedì 4 maggio 2015

La "Regina della Pace" entra cent'anni fa nelle litanie per implorare la fine della I Guerra mondiale


Per implorare la pace in piena I Guerra Mondiale, Benedetto XV, nel mese dedicato alla Vergine Santa, fece aggiungere alle litanie lauretane l'invocazione "Regina della pace, prega per noi". La lettera che stabilisce questo è solo del 5 maggio 1917. Ma fin dal 1915, come ricorda lo stesso Papa, egli aveva permesso ai vescovi di aggiungere "temporaneamente" la stessa invocazione. Rileggiamo il documento che dalle parole con cui inizia (non dalla data della sua pubblicazione) prende il titolo "Il 27 aprile 1915". Nel 1916 fu coniata la medaglia che vedete nell'immagine. Rappresenta i cinque continenti presentati dal Papa alla Madonna, mentre implorano il dono della pace dalla Regina della pace che tiene in mano un ramoscello d'olivo (cliccare sull'immagine per ingrandire).

Epistola del Papa Benedetto XV al Cardinal Pietro Gasparri, Segretario di Stato, affinché i vescovi di tutto il mondo aggiungano nelle litanie lauretane l'invocazione "Regina pacis, ora pro nobis"

Signor Cardinale,
il 27 aprile 1915, con la Lettera diretta al rev. P. Crawley-Boevey, Noi estendemmo a tutti coloro i quali consacrassero la loro casa al Sacratissimo Cuore di Gesù, le Indulgenze due anni prima concesse per tale atto di pietà dal Nostro Predecessore Pio X, di venerata e santa memoria, alle famiglie della Repubblica Cilena. Ci arrideva allora, vivida e serena, la speranza che il Divin Redentore, chiamato a regnare visibilmente nei focolari domestici, vi diffondesse gl’infiniti tesori di mitezza e di umiltà del Suo Cuore amantissimo e preparasse tutti gli animi ad accogliere il paterno invito alla pace, che Ci proponevamo d’indirizzare nel Suo Augusto Nome ai popoli belligeranti ed ai loro Capi nel primo anniversario dello scoppio dell’attuale terribile guerra. L’ardore con cui le famiglie cristiane, ed anche i soldati dei varî eserciti combattenti, offrirono da quel giorno a Gesù l’omaggio di amorosa sudditanza tanto accetto al Suo Cuore Divino, accrebbe la Nostra speranza e Ci confortò a levare più alto il paterno grido di pace.

Indicammo allora ai popoli l’unica via per comporre — con onore e con beneficio di ciascuno di essi — i loro dissidi e, tracciando le basi su le quali dovrà posare, per essere duraturo, il futuro assetto degli Stati, li scongiurammo, in nome di Dio e dell’umanità, ad abbandonare i propositi di mutua distruzione e addivenire ad un giusto ed equo accordo.

Ma la Nostra voce affannosa, invocante la cessazione dell’immane conflitto, suicidio dell’Europa civile, quel giorno ed in appresso rimase inascoltata! Parve che salisse ancor più la fosca marea di odî dilagante tra le Nazioni belligeranti, e la guerra, travolgendo nel suo spaventevole turbine altri paesi, moltiplicò le rovine e le stragi.

Eppure, non venne meno la Nostra fiducia! Ella lo sa, Signor Cardinale, che ha vissuto e vive con Noi nell’ansiosa attesa della sospirata pace. Nell’inesprimibile strazio dell’animo Nostro e tra le lagrime amarissime, che versiamo sugli atroci dolori accumulati sopra i popoli combattenti da questa orribile procella, Noi amiamo sperare omai non più lontano l’auspicato giorno, nel quale tutti gli uomini, figli del medesimo Padre Celeste, torneranno a considerarsi fratelli. Le sofferenze dei popoli, divenute presso che importabili, hanno reso più acuto e intenso il generale desiderio di pace. Faccia il Divin Redentore, nell’infinita bontà del Suo Cuore, che anche negli animi dei governanti prevalgano i consigli di mitezza, e che, conscii della propria responsabilità innanzi a Dio ed innanzi all’umanità, essi non resistano più oltre alla voce dei popoli invocante la pace!

A tal fine salga a Gesù, più frequente, umile e fiduciosa, specialmente nel mese dedicato al Suo Cuore Santissimo, la preghiera della misera umana famiglia e Ne implori la cessazione del terribile flagello. Si purifichi ciascuno più spesso nel salutare lavacro della sacramentale Confessione, e all’amantissimo Cuore di Gesù, congiunto al suo nella Santa Comunione, porga con affettuosa insistenza le sue suppliche. E poiché tutte le grazie, che l’Autore d’ogni bene si degna compartire ai poveri discendenti di Adamo, vengono, per amorevole consiglio della sua Divina Provvidenza, dispensate per le mani della Vergine Santissima, Noi vogliamo che alla Gran Madre di Dio in quest’ora tremenda più che mai si volga viva e fidente la domanda dei Suoi afflittissimi figli. Diamo, quindi, a Lei, Signor Cardinale, l’incarico di far conoscere a tutti i Vescovi del mondo il Nostro ardente desiderio che si ricorra al Cuore di Gesù, trono di grazie, e che a questo trono si ricorra per mezzo di Maria. Al quale scopo Noi ordiniamo che, a cominciare dal primo dì del prossimo mese di giugno, resti fissata nelle Litanie Lauretane l’invocazione «Regina pacis, ora pro nobis», che agli Ordinarii permettemmo di aggiungervi temporaneamente col Decreto della Sacra Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinarii in data del 16 novembre 1915.

Si levi, pertanto, verso Maria, che è Madre di misericordia ed onnipotente per grazia, da ogni angolo della terra, nei tempi maestosi e nelle più piccole cappelle, dalle regge e dalle ricche magioni dei grandi come dai più poveri tugurî, ove alberghi un’anima fedele, dai campi e dai mari insanguinati, la pia, devota invocazione e porti a Lei l’angoscioso grido delle madri e delle spose, il gemito dei bimbi innocenti, il sospiro di tutti i cuori bennati: muova la Sua tenera e benignissima sollecitudine ad ottenere al mondo sconvolto la bramata pace e ricordi, poi, ai secoli venturi l’efficacia della Sua intercessione e la grandezza del beneficio da Lei compartitoci.

Con questa fiducia nel cuore, Noi imploriamo da Dio su tutti i popoli, che abbracciamo con eguale affetto, le più elette grazie ed impartiamo a Lei, Signor Cardinale, e a tutti i figli Nostri la Benedizione Apostolica.

Dal Vaticano, 5 maggio 1917.

BENEDICTUS PP. XV

lunedì 8 dicembre 2014

L'inno greco alla Vergine santissima: Axion estin

Tutta pura...più onorabile dei Cherubini... più gloriosa dei Serafini
Axion estin: "E' veramente giusto" è il titolo dell'inno bizantino in onore della Tuttasanta Madre di Dio che oggi ascoltiamo, festeggiando in Occidente come "Vergine Immacolata".
Si tratta di un megalinarion (cioè un inno di lode) e theotokion (perché è riferito alla Vergine theotokos= genitrice di Dio), cantato a mattutino e a compieta nell'ufficiatura monastica. Almeno una parte dell'inno, dice la tradizione greca, sarebbe stata rivelata dallo stesso Arcangelo Gabriele ad un monaco del monte Athos dell'VIII sec. 
Ve lo propongo nell'esecuzione solistica di Divna Ljubojević, una grande cantante, originaria della Serbia, specializzata nel canto sacro delle chiese d'Oriente.


Testo greco, pronuncia e traduzione italiana

Ἄξιόν ἐστιν ὡς ἀληθῶς,
μακαρίζειν σε τὴν Θεοτόκον,
τὴν ἀειμακάριστον καὶ παναμώμητον
καὶ μητέρα τοῦ Θεοῦ ἡμῶν.
Τὴν τιμιωτέραν τῶν Χερουβεὶμ
καὶ ἐνδοξοτέραν ἀσυγκρίτως τῶν Σεραφείμ,
τὴν ἀδιαφθόρως Θεὸν Λόγον τεκοῦσαν,
τὴν ὄντως Θεοτόκον,
σὲ μεγαλύνομεν.
Axion estìn os alithos
makarizien se tin Theotokon,
tin aimakariston ke panamomiton,
ke mitera tu Theu imon.
Tin timioteran ton Heruvim,
ke endoksoteran asingritos ton
Serafim,
Tin adiafthoros Theon Logon tekusan,
tin ontos Theotokon,
Se megalinomen.

È veramente giusto proclamarti beata, o Madre di Dio,
beatissima e tutta pura, Madre del nostro Dio.
Noi magnifichiamo Te, che sei più onorabile dei cherubini,
incomparabilmente più gloriosa dei serafini.
Tu, che senza perdere la tua verginità,
hai messo al mondo il Verbo di Dio.
Tu, che veramente sei la Madre di Dio.

Un'altra esecuzione dello stesso canto con lo spartito da seguire:


L'arcangelo rivela a San Cosma innografo
il canto "Axion estin" alla Vergine Maria

lunedì 1 dicembre 2014

Tota pulchra es amica mea, antifona gregoriana per l'Immacolata

Il canto dell'antifona gregoriana che accompagna la devozione a Maria Immacolata, applicando a lei versetti presi dal Cantico dei Cantici. Ne avevo parlato in un altro post, riportando qualche commento a questo canto (e una registrazione di polifonia medievale).
Ecco qui il testo in traduzione italiana, il canto gregoriano e lo spartito (da Cantus Selecti di Solesmes) di Tota pulchra es amica mea.

Tutta bella tu sei, amica mia, nessuna macchia è in te. Le tue labbra un favo stillante, c'è miele e latte sotto la tua lingua. L'odore dei tuoi profumi sorpassa tutti gli aromi. Ecco, l'inverno è passato, è cessata la pioggia, se n'è andata; i fiori sono apparsi nei campi, le viti fiorite spandono fragranza e la voce della tortora ancora si fa sentire nella nostra campagna. Alzati, affrettati, amica mia: vieni dal Libano, vieni, sarai incoronata.




venerdì 15 agosto 2014

Virgo prudentissima: antifona e Magnificat dei Vespri dell'Assunta


Salutiamo la festa della Madonna assunta in cielo con l'ascolto dell'antifona al Magnificat Virgo prudentissima (dei I vespri, in realtà) con il cantico della Beata Vergine, eseguiti dal coro "Vox clamantis", gruppo della Repubblica Estone, nel loro disco Filia Sion.




Vergine sapiente più di tutte, dove te ne vai come aurora tanto rutilante? Figlia di Sion, così avvenente e soave: bella come la luna, fulgida come il sole.

La Messa "Assumpta est" di Palestrina, per la solennità di oggi

Difficilmente l'ascolterete nella vostra Chiesa, fosse anche una cattedrale famosa (tra l'altro moltissime, in Italia, sono proprio dedicate alla Madonna Assunta): si sa, è piena estate. Chiuso per ferie... Però grazie a YouTube, possiamo iniziare la giornata festiva del "Ferragosto" gustando la Missa "Assumpta est Maria" composta da Giovanni Pierluigi da Palestrina.
Questa registrazione dei Tallis Scholars contiene l'ordinario della messa preceduto dal mottetto che musica le parole dell'antifona d'Introito della solennità odierna, a cui aggiunge il versetto 6,9 (6,10 in italiano) del Cantico dei Cantici. 
Se vi interessa lo spartito del mottetto, potete scaricarlo a questo collegamento. Qui, invece, gli spartiti della Messa. Sotto il video musicale trovate testo e traduzione di "Assumpta est Maria in coelum".



Assumpta est Maria in coelum,
gaudent angeli,
laudantes benedicunt Dominum.
Gaudete et exsultate omnes recti corde, quia hodie Maria virgo cum Christo regnat in aeternum.

Quae est ista, quae progreditur quasi aurora consurgens,
pulchra ut luna, electa ut sol,
terribilis ut castrorum acies ordinata?
Gaudete et exsultate omnes recti corde, quia hodie Maria virgo cum Christo regnat in aeternum.

Maria è assunta in celo,
si rallegrano gli angeli,
lodano e benedicono il Signore.
Rallegratevi ed esultate voi tutti retti di cuore, perché oggi la Vergine Maria insieme a Cristo regna per l’eternità.

Chi è costei che avanza come aurora che sorge, bella come la luna, fulgida come il sole, terribile come esercito a vessilli spiegati?
Rallegratevi ed esultate voi tutti retti di cuore, perché oggi la Vergine Maria insieme a Cristo regna per l’eternità.

giovedì 14 agosto 2014

S.Massimiliano Kolbe, francescano conventuale e martire, sale al cielo la vigilia dell'Assunzione dell'immacolata Madre di Dio

Oggi 14 agosto, vigilia della Pasqua di Maria, festeggiamo il ricordo di uno dei più devoti e ardenti cavalieri della Vergine Immacolata: san Massimiliano Kolbe, frate minore conventuale, missionario, evangelizzatore con i mezzi di comunicazione sociale, intraprendente organizzatore e costruttore tutto "per l'Immacolata", fino all'estremo sacrificio consumato nel campo di sterminio di Auschwitz per sostituirsi ad un compagno di prigionia condannato a morte.
"Ognuno può diventare santo, e grande santo, con l'aiuto dell'Immacolata, purché lo voglia"
S. Massimiliano Maria Kolbe
Nel servizio di TG1 dialogo di qualche mese fa, un ricordo-testimonianza sulla figura del martire francescano:



Se poi avete più tempo, potete guardate questa intervista-conferenza a P. Egidio Monzani, confratello di padre Kolbe, per molti anni direttore del Cavaliere dell'Immacolata, edizione italiana del giornale fondato dal Santo polacco:

mercoledì 13 agosto 2014

Canti russi in onore della Dormizione/Assunzione della Madre di Dio


La festa della Dormizione e Assunzione della Madre di Dio accomuna tutte le chiese di tradizione apostolica fin dai tempi più antichi. Oriente e Occidente concordano nella celebrazione a metà agosto della morte e risurrezione della Vergine, che la tomba non potè trattenere. Preghiere e canti bellissimi sono composti per la liturgia del giorno (anche i cristiani che seguono il calendario giuliano festeggiano il "15 agosto" che cade per loro il 28 del mese).
I primi due canti della raccolta di inni polifonici della liturgia bizantina-russa per la festa dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, sono il Tropario e il Kontakion del giorno, di cui trovate, sotto il video, testo e traduzione:



Тропарь
В рождестве Девство сохранила еси,/ во успении мира не оставила еси, Богородице,/ преставилася еси к животу,/ Мати сущи Живота,// и молитвами Твоими избавляеши от смерти души наша.

Tropario
Nella maternità hai conservato la verginità e nella dormizione non hai abbandonato il mondo, o Madre di Dio; sei stata trasferita alla Vita essendo madre della Vita e con le tue preghiere liberi dalla morte le nostre anime.

Кондак
В молитвах неусыпающую Богородицу/ и предстательствах непреложное упование/ гроб и умерщвление не удержаста:/ якоже бо Живота Матерь,/ к животру престави// во утробу Вселивыйся приснодевственную.

Kontàkion
La tomba e la morte non poterono trattenere la Madre di Dio sempre vigilante nella preghiera, e nella cui intercessione resta ferma speranza. Infatti Colui che abitò un seno sempre vergine ha assunto alla vita colei che è Madre della vita.


Ai Vespri bizantini della festa dell'Assunta (qui il testo completo) viene recitata anche questa dossologia in lode alla Vergine:
La tua gloriosa Dormizione rallegra i cieli, fa esultare le schiere degli Angeli: tutta la terra è nella gioia elevando a te un canto di commiato, o Madre del Signore di ogni cosa, Vergine santissima ignara di nozze e che hai liberato il genere umano dall’ancestrale condanna. 
Ad un segno divino i Principi degli Apostoli accorsero dai confini del mondo per seppellirti; e vedendoti elevata da terra verso l’alto, con gioia ripetevano la parola di Gabriele, esclamando: Rallegrati, ricettacolo di tutta la divinità! Rallegrati, tu che sola con la tua maternità hai unito le realtà della terra a quelle del cielo. 
O Vergine Madre, Sposa di Dio, avendo tu generato la vita, nella venerata Dormizione ti sei trasferita alla vita immortale, scortata dagli Angeli, Arcangeli e Potenze, dagli Apostoli, dai Profeti e da tutta la creazione, e tuo Figlio ha ricevuto nelle sue mani pure la tua anima immacolata. 
Gloria... Ed ora. 
Alla tua immortale Dormizione, Genitrice di Dio e Madre della vita, le nubi rapirono nell’aria gli Apostoli: sebbene fossero dispersi per il mondo furono riuniti in un solo coro attorno al tuo corpo purissimo; avendolo seppellito con reverenza ti cantavano le melodiose parole di Gabriele: Rallegrati, Piena-di-grazia, Vergine Madre ignara di nozze; il Signore è con te! Supplica il tuo Figlio e nostro Dio di salvare le nostre anime.

Dopo la Grande Dossologia, si conclude col Tropario della festa: “Nella maternità hai conservato la verginità....”. Lo stesso Tropario e il Kontàkion: “La tomba e la morte...” sono ripetuti a ogni Ora dell’ufficio fino al 23 agosto e sono cantati anche alla Liturgia.

martedì 12 agosto 2014

"Solis, o Virgo radiis amicta": inno alla Vergine assunta, rivestita di sole


La solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, pur essendo antichissima, ha anche testi liturgici alquanto "nuovi". Per esempio l'inno che oggi vi propongo. Il Liber Hymnarius attuale lo colloca alle Lodi del 15 agosto. Il testo è opera dell'innografo ufficiale della Congregazione dei Riti, il gesuita Vittorio Genovesi (1887-1967), in carica dal 1942, raffinato latinista e poeta nella lingua di Roma: le sue composizioni vinsero, tra l'altro vari premi internazionali e compose anche l'inno dei vespri di Cristo Re (Te saeculorum principem). Ecco il testo e la traduzione (ritoccata a partire da questa fonte):

Solis, o Virgo, rádiis amícta,
bis caput senis redimíta stellis,
luna cui præbet pédibus scabéllum,
ínclita fulges.

Mortis, inférni domitríxque culpæ,
ássides Christo studiósa nostri,
teque regínam célebrat poténtem
terra polúsque.

Asseclas diæ fídei tuére;
díssitos adduc ad ovíle sacrum;
quas diu gentes tegit umbra mortis
úndique coge.

Sóntibus mitis véniam precáre,
ádiuva flentes, ínopes et ægros,
spes mica cunctis per acúta vitæ
certa salútis.

Laus sit excélsæ Tríadi perénnis,
quæ tibi, Virgo, tríbuit corónam,
atque regínam statuítque nostram
próvida matrem. Amen.
O Vergine, vestita di raggi di sole,
incoronata di dodici stelle, la luna si offre a sgabello dei tuoi piedi, tu illustre risplendi.

Vincitrice della morte, dell’inferno e della colpa, siedi accanto a Cristo, sollecita nei nostri confronti, e la terra e il cielo ti celebrano potente regina

Proteggi i seguaci della divina fede; riconduci i lontani al sacro ovile; raduna da ogni dove le genti che a lungo ha ricoperto l’ombra della morte.

Implora, mite, perdono per i peccatori, aiuta i piangenti, i poveri, gli ammalati, brilla come speranza certa di salvezza per tutti,
nelle difficoltà della vita.

Lode perenne sia alla Trinità eccelsa,
che a te, o Vergine, ha assegnato una corona e t’ha stabilito come regina e provvida madre nostra. Amen.

La musica di cui è rivestito questo testo nel Liber Hymnarius, nel modo I, è bellissima, ma comune alla maggior parte degli inni mariani di strofe saffica, potete ascoltarla qui.
Vi posto invece lo spartito presente nel buon vecchio Liber Usualis, nel modo IV, melodia semplicissima, di cui abbiamo un video musicale con il canto dei famosi monaci spagnoli del monastero di Santo Domingo di Silos. Le parole hanno minime varianti, e una strofa in più, rispetto al testo ufficiale in uso oggi.


martedì 25 marzo 2014

L'annuncio dell'angelo a Maria, antifona dell'Annunciazione

L'antifona al Magnificat dei Vespri della Solennità odierna: una meditazione gregoriana che riassume la pagina del Vangelo di Luca che oggi rileggiamo e ce la porge rivestita di suoni squillanti come la voce dell'arcangelo.




L'angelo Gabriele disse a Maria:
Ave, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne

lunedì 9 dicembre 2013

Qualche immagine della Processione dell'Immacolata 2013 con i frati di Padova

Ogni 8 dicembre, da almeno 750 anni (probabilmente qualcuno di più....) i Francescani conventuali della Basilica di Sant'Antonio di Padova festeggiano la loro Patrona e Regina, la Vergine Immacolata, con una solenne processione vespertina che si svolge all'interno della Basilica.
Tra i canti della Cappella Musicale Antoniana e la partecipazione del Popolo di Dio e delle Associazioni e Confraternite legate alla Basilica, è un'occasione di vera devozione e pietà popolare in onore dell'Immacolata Concezione di Maria.
La statua "protagonista" dell'evento è l'Immacolata scolpita a metà del XIX sec. dall'artista neoclassico Rinaldo Rinaldi (1793 - 1873), discepolo del Canova, per la Basilica del Santo di Padova.
Ecco un videomontaggio con le foto scattate ieri dal solerte fra Andrea. Potete vedere tutti i suoi scatti a questo link.

domenica 8 dicembre 2013

750° anniversario della celebrazione della Festa dell'Immacolata Concezione tra i frati francescani

Regina Immaculata et Mater Ordinis Minorum
Nel 1263, quindi giusto 750 anni fa, con una storica decisione, il Capitolo Generale di Pisa dei Frati Minori (figli di san Francesco guidati allora dal Ministro Generale san Bonaventura) decretò che in tutto l'Ordine si tenesse da allora in poi l'annuale celebrazione della Concezione di Maria Santissima.
Questa festa era già osservata da più di un secolo in Francia, sebbene con alterne vicende. Nonostante non fosse recepita dalla Chiesa di Roma (solo nel 1325 papa Giovanni XXII celebrò per primo la Messa della Concezione di Maria) era comunque tollerata e ammessa. San Bonaventura pur non risolvendo da teologo la quaestio dell'Immacolata, da devoto, nondimeno, approvò l'adozione liturgica della festa mariana di oggi.
Nello stesso Capitolo pisano i religiosi francescani decisero di celebrare nei sabati del tempo per annum la memoria settimanale di "Santa Maria in Sabato", in onore della Vergine che, il Sabato Santo fu l'unica fiammella di fede ancora presente sulla terra, con incrollabile fiducia nel suo Figlio, ancorché nel sepolcro. Infine, per accrescere la pietà mariana, san Bonaventura fece approvare la recita delle tre Ave Marie al suono della campana in ricordo dell'Annunciazione. Poi, nel capitolo del 1269 divennero quello che è oggi denominata preghiera dell'Angelus.
Tra il 1319 e il 1322 appare nel Breviario fran­cescano la festa della Concezione con una ufficiatura propria.
I Frati minori conventuali nel capitolo di Roma del 1719 elessero l’Immacolata Concezione patrona e regina dell’Ordine, come già aveva fatto il ramo dell'Osservanza nel Capitolo Generale di Toledo del 1633.
Finalmente, l'8 dicembre 1708, papa Clemente XI emana la bolla Commissi nobis con cui estende la festa della Concezione a tutta la Chiesa: solo nel 1854, dopo secoli di pietà liturgica, Pio IX proclamerà il dogma dell'Immacolata Concezione di Maria Santissima.

Le orazioni della Messa, nella forma ordinaria e straordinaria coincidono:
Coll.: Deus, qui per immaculátam Vírginis Conceptiónem dignum Fílio tuo habitáculum præparásti, quæsumus, ut, qui ex morte eiúsdem Fílii tui prævísa, eam ab omni labe præservásti, nos quoque mundos, eius intercessióne, ad te perveníre concéda
O Dio, che nell'Immacolata Concezione della Vergine hai preparato una degna dimora per il tuo Figlio, ti supplichiamo: tu che in previsione della morte dello stesso tuo Figlio l'hai preservata da ogni macchia di peccato, anche a noi , per sua intercessione, concedi di giungere purificati fino a te.
Sup.Obl./Secreta: Salutárem hóstiam, quam in sollemnitáte immaculátæ Conceptiónis beátæ Vírginis Maríæ tibi, Dómine, offérimus, súscipe dignánter, et præsta, ut, sicut illam tua grátia præveniénte ab omni labe profitémur immúnem, ita, eius intercessióne, a culpis ómnibus liberémur. 
Accetta, o Signore, questo sacrificio di salvezza che ti offriamo nella solennità dell’Immacolata Concezione della beata Vergine Maria: e fa che, come per la tua grazia preveniente la crediamo immune da ogni colpa, così, per sua intercessione, siamo liberati da ogni peccato 
Post Comm.: Sacraménta quæ súmpsimus, Dómine Deus noster, illíus in nobis culpæ vúlnera réparent, a qua immaculátam beátæ Maríæ Conceptiónem singuláriter præservásti. 
I sacramenti ricevuti, o Signore Dio nostro, ripàrino in noi le ferite di quella colpa dalla quale hai preservato in modo unico la concezione immacolata della beata Maria.


La chiesa gotica di S.Francesco a Pisa dove si tenne il Capitolo del 1263

sabato 7 dicembre 2013

La questione dell'Immacolata Concezione nei Sermoni di Antonio di Padova, capostipite della scuola teologica francescana

Riflettendo sulla Mariologia di sant'Antonio vi offro questo estratto da un testo che sto scrivendo a proposito della questione della mancanza del peccato in Maria. Il Santo di Padova pur conoscendo senz'altro la festa della Concezione di Maria santissima, che già si osservava ai suoi tempi in Francia, era comunque teologicamente figlio del suo tempo, ma pare certamente propendere per un desiderio fortissimo di anticipare fin dall'inizio dell'esistenza della Vergine Maria l'immacolata prerogativa della sua condizione, donatale da Dio in vista della missione di Madre del Verbo incarnato.

Vergine pura per accogliere il Purissimo
Ogni discorso su Maria proposto da Sant’Antonio ha sempre, inevitabilmente un legame stretto con Gesù. Possiamo davvero dire che per Antonio la Vergine santa è tutta relativa a Gesù, alla sua missione di madre di lui. A proposito di ogni prerogativa o di ogni privilegio che si può ascrivere a Maria, Antonio insegna a chiedersi: “a che scopo è stato dato questo a Maria?”, non quindi a esaltare come fosse un merito ciò che è tutta grazia di Dio, data gratuitamente: senza merito, ma con motivo.
Scrive Antonio, allineandosi alla posizione di sant'Agostino, nel Sermone per la III Domenica di Quaresima §2:
Beato dunque il grembo della Vergine gloriosa, della quale sempre sant'Agostino, nel trattato Della natura e della grazia, dice ancora: «Parlando del peccato, non voglio neppure nominare la Vergine Maria, per il sommo rispetto che è dovuto al suo Figlio. Sappiamo bene infatti che, per vincere il peccato in ogni sua manifestazione, è stata conferita una grazia maggiore a colei che meritò di concepire e di generare colui che era senza peccato. E se potessimo riunire tutti i santi e tutte le sante, e domandassimo loro se hanno commesso dei peccati, tutti, ad eccezione della santa Vergine Maria, non potrebbero che rispondere con le parole di Giovanni: «Se dicessimo che non abbiamo peccato, inganneremmo noi stessi e non ci sarebbe in noi la verità» (1Gv 1,8). La Vergine gloriosa infatti fu prevenuta e colmata con una grazia singolare, per poter avere come frutto del suo grembo proprio colui che fin dall'inizio credette e adorò quale Signore dell'universo»[1].
Pur non parlando direttamente di immacolatezza di Maria fin dalla sua concezione – questo dogma verrà definito ben sei secoli più avanti – Antonio non nega mai esplicitamente questa possibilità, ma rimanendo comunque fedele alle acquisizioni dottrinali del suo tempo afferma che la Madonna fu “santificata ancora nel grembo di sua madre”[2] (sanctificata in utero), per poi ricevere una rinnovata effusione dello Spirito Santo nel giorno dell’Annunciazione. Quando lo Spirito Santo stende la sua ombra su Maria (cf Lc 1,35) – afferma Antonio – viene estinto completamente in colei che è piena di grazia anche il “fomite del peccato”, cioè non rimane nemmeno l’ultima conseguenza del peccato originale, la concupiscenza che invece inclina tutti noi a peccare[3]. Nessun peccato infatti poteva albergare in colei che doveva accogliere il Santo dei Santi[4], e infatti mai Maria peccò, questo è evidente per i dottori cattolici fin dai tempi di Agostino, ma la Vergine era considerata comunque almeno come “portatrice sana” della comune eredità dell’umana generazione, anche se in lei, per grazia, il peccato non aveva effetto e la concupiscenza era stata estinta. Antonio, al riguardo, afferma con cristallina chiarezza che la Vergine non è solo "candida per l'innocenza", ma anche: "a peccato immunis", immune dal peccato (cf. V Domenica dopo Pentecoste §14).
Nel Sermone per la Domenica di Quinquagesima §16, il Santo Dottore arriva ad esplicitare, nella linea appena affermata: "Il Padre rivestì il figlio suo Gesù di una veste bianca, vale a dire «la carne, monda da ogni macchia di peccato», presa dalla Vergine immacolata". L'immacolatezza di Gesù deve presupporre l'immacolatezza della Vergine Madre. Ma anche questa affermazione apparentemente per noi esplicita, in realtà chiarisce l'esito della purezza di Maria, ma non specifica l'origine (prima o dopo la sua concezione) di questa immacolatezza ricevuta in vista della missione.
Tuttavia nel sermone mariano dell’Assunzione al cielo possiamo intravedere qualcosa di più riguardo questo punto controverso sull’immunità di Maria dal peccato. Nel §3 del sermone, che tratta della “santità e gloria” della Vergine, sant'Antonio afferma che Maria è stata la donna più amata da Dio, ed essa ha trovato in Dio “grazia e misericordia” più di tutte le altre donne. Non dice solo "grazia", ma aggiunge “misericordia”. Quindi il nostro Santo si lascia andare ad alcune esclamazioni di meraviglia, dove viene magnificata l’ “ininvestigabile profondità di misericordia” di cui è stata fatta oggetto la Vergine santissima:
O inextimabilis Mariæ dignitas! O inenarrabilis gratiæ sublimitas! O ininvestigabilis misericordiæ profunditas! Quæ tanta gratia, quæ tanta misericordia angelo vel homini umquam facta fuit vel fieri potuit, quanta beatæ Virgini, quam Deus Pater sui proprii Filii, sibi æqualis, ante sæcula geniti, Matrem esse voluit?
 Oh incomparabile dignità di Maria, oh ineffabile sublimità di grazia, oh imperscrutabile abisso di misericordia! Quando mai ad angelo, o a uomo, fu o potè esser data tanta grazia e tanta misericordia, quanta ne fu data alla beata Vergine, che Dio Padre ha voluto fosse la Madre del suo Figlio, uguale a se stesso e generato prima di tutti i secoli?
Antonio afferma chiaramente che c’è un mistero imperscrutabile da contemplare, quello della misericordia data in tale abbondanza alla Vergine, in previsione della sua maternità divina, che mai fu data, ma neppure potè esser data né ad angelo né ad uomo. Questo mostra come per il nostro Dottore evangelico Maria sia un caso unico nella storia, non solo per la dotazione di grazia incomparabile rispetto a tutti gli altri esseri creati, ma anche per la misericordia di cui ha goduto (misericordia che sorpassa ogni umano intendere e che potrebbe aver finanche prevenuto la Vergine dall'essere sfiorata dal peccato). Antonio qui mostra un’apertura all’idea, che poi sarà sviluppata da Duns Scoto, della possibilità di una redenzione preventiva: la misericordia di Dio, così grande, ha potuto prevenire la Vergine perfino dal rimanere macchiata dal peccato originale, redimendola in anticipo non solo rispetto al tempo della morte in croce di Cristo, quando avviene la redenzione, non solo rispetto alla nascita di Maria (a cui credevano i contemporanei[5]), ma risalendo fin al primo istante dell’esistenza della Santa Vergine, già predestinata fin dall’origine del tempo ad essere madre del Verbo incarnato.
La dignità inestimabile e la grazia inenarrabile vanno insieme alla misericordia ininvestigabile, riversata da Dio sulla beata Madre del Salvatore. 



[1] «Beatus ergo venter gloriosae Virginis, de qua dicit beatus augustinus, in libro "De natura et gratia": Excepta sancta Virgine Maria, de qua propter honorem Domini nullam prorsus, cum de peccatis agitur, haberi volo quaestionem. Inde enim scimus quod ei plus gratiae sit collatum ad vincendum ex omni parte peccatum, quod concipere et parere meruit quem constat nullum habuisse peccatum. Hac igitur Virgine excepta, si omnes sancti et sanctae congregari possent et quaereretur ab eis an peccatum haberent, quid responderent, nisi quod Ioannes ait? "Si dixerimus quod peccatum non habemus, nos ipsos seducimus, et veritas in nobis non est" (1Io 1,8). Illa autem gloriosa Virgo singulari gratia praeventa est atque repleta, ut ipsum haberet ventris sui fructum, quem ex initio habuit universitatis Dominum».
[2]Sermone In Nativitate B.M.V §4: «Sed gloriosa Virgo nec in sua Nativitate habuit maculam, quia in utero matris fuit santificata…».
[3] Sermone Dom. V dopo Pasqua §8: «dallo Spirito Santo fu appunto “adombrata” (cf. Lc 1,35), apportandole così il refrigerio ed estinguendo totalmente in lei il fomite del peccato» (fomitem peccati omnino in ea extinxit). Si capisce da qui che Antonio segue la dottrina tradizionale, della santificazione post concezione e per gradi anche dopo la nascita della Vergine Maria.
[4] Bisogna comunque osservare che il modo comune di intendere il “peccato originale” ai tempi di Antonio (come ci attesta san Bernardo) era la concupiscenza che si esprime principalmente nell’atto generativo (concezione attiva). A partire da questa idea l’atto della concezione non poteva essere immacolato. Ma dopo il Concilio di Trento, che corregge tale interpretazione e sancisce il contenuto del peccato originale come “mancanza della santità originale”, allora si apre la strada alla definizione dogmatica che si avrà nel XIX secolo. Per questo si sostiene che Maria, frutto del concepimento, è ricolmata di grazia fin dal primo istante (concezione in senso passivo).
[5] La differenza consiste dunque nel quando e nel modo con cui si ritiene Maria resa immune dal peccato: o “liberata” dal peccato originale nel corso della gestazione, ossia prima della sua nascita; oppure – come ritiene la dottrina dell’Immacolata concezione – “preservata” immune, cioè senza contrarre affatto la colpa, perché fin dal primo istante del suo concepimento Maria fu in maniera unica, ripiena di grazia: quella grazia santificante, la cui privazione costituisce l'essenza del peccato originale in tutti gli altri discendenti di Eva.

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