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lunedì 7 marzo 2016

Canti in italiano per la V domenica di Quaresima - anno C


Prosegue il progetto di offrire e divulgare alcune antifone proprie, in Italiano, per le Messe delle domeniche di Quaresima. Siamo giunti alla Quinta settimana. Ecco i testi musicali elaborati dal M° Porfiri dell'Antifona d'Ingresso, del ritornello del Salmo Responsoriale e dell'Antifona alla Comunione. PDF scaricabile con questo collegamento, oppure vedi in anteprima qui sotto:

lunedì 29 febbraio 2016

Canti in italiano per la IV domenica di Quaresima - anno C


La seconda puntata delle antifone proprie d'ingresso e comunione, più ritornello del salmo responsoriale, canti composti dal M° Aurelio Porfiri per la IV domenica di Quaresima. E' la domenica della gioia, la domenica Laetare, che invita - a metà del cammino quaresimale - a rallegrarsi per la conversione dei cristiani, raffigurati dall'antica Gerusalemme ricostruita (vedi: Laetare Jerusalem).
Cliccare qui per aprire e scaricare il file PDF che potete visionare qui sotto in anteprima:



Altri post per questa domenica:  I paramenti rosacei
                                                   Gregoriano per la IV domenica di Quaresima

lunedì 22 febbraio 2016

Canti in Italiano per la III domenica di Quaresima


In collaborazione col M° A.Porfiri e il suo blog "IlNaufrago" offriamo gli spartiti dell'Antifona d'ingresso, del ritornello del Salmo responsoriale e dell'Antifona di Comunione per la III Domenica di Quaresima anno C (cioè la prossima domenica).
Le antifone sono composte sul testo del Messale Romano, che non sempre coincide con il testo dell'antifona corrispondente nel Graduale. Per la III domenica, per es., il testo dell'introito preso da Ezechiele differisce dal salmo 24 tradizionalmente cantato (Oculi mei), mentre l'antifona alla comunione riporta gli stessi versetti 4-5 del salmo 84 (Passer invenit).
La melodia semplice e il testo in italiano dovrebbero favorire i cori, anche parrocchiali, ad accostarsi a questo genere di canto antifonale, tipico della liturgia, che concentra l'attenzione maggiormente sul testo biblico da meditare e gustare durante l'azione sacra, riservando infatti i canti variabili ogni domenica (proprio) alla Schola cantorum, e favorendo invece il canto dell'assemblea nelle parti invariabili dell'ordinario della messa.
Anche cantando in lingua italiana ci si può così maggiormente avvicinare a quell'obiettivo che il Concilio Vaticano II aveva posto al canto liturgico, che deve sempre tenere presente, come paradigma, l'esempio del canto gregoriano.

Potete scaricare i PDF della musica a questo collegamento o cliccando sull'immagine:



mercoledì 16 settembre 2015

Il canto del sacerdote e le risposte del popolo nel rito della Messa in Italiano

Non avendo trovato in rete un PDF con la Melodia per il rito della Messa in italiano, lo propongo qui, e credo che in giro ce ne sia un certo bisogno.
Spesso, infatti, si sentono celebranti pieni di buona volontà "inventare" con un certo pressapochismo, "ad orecchio", una melodia per il canto di una colletta o di un postcommunio. Onde evitare distrazioni per il popolo e impossibilità di rispondere (perché magari non riconosce la melodia), è meglio seguire le indicazioni che troviamo nell'appendice del Messale Romano e che qui vi ho fotocopiato in modalità digitale (è possibile anche scaricarle). 
Riporto la Seconda Melodia per il rito della Messa, di cui ho anche trovato la registrazione completa (che potete sentire, traccia per traccia, nella playlist di Soundcloud qui sotto).
La cosiddetta "seconda melodia" è in realtà esemplata sui toni "simplices" della liturgia romana tradizionale, per questo apparirà piuttosto familiare e facile da memorizzare (correttamente!).
Speriamo che questo ottimo materiale, a suo tempo fatto circolare anche su musicassetta dalla CEI, quando uscì la II edizione del Messale, possa essere utile per migliorare la cantillazione dei celebranti e la solennità delle celebrazioni.



lunedì 14 settembre 2015

Per il segno della Croce liberaci Signore!

Festa dell'Esaltazione della Santa Croce

Per signum Crucis de inimícis nostris líbera nos, Deus noster.
Per mezzo del segno della Croce liberaci dai nostri nemici, o nostro Dio

Mottetto di Francesco Durante (1684-1755)


In gregoriano: antifona alla comunione per il 14 settembre, Esaltazione della Santa Croce.



Lo stesso testo cantato in modo più semplice come antifona del vespro. Cantano i monaci cistercensi austriaci di Heiligenkreuz:




giovedì 4 giugno 2015

La Processione del Corpus Christi a Toledo


Non c'è un'altra processione del Corpus Domini (o Corpus Christi come dicono all'estero) come quella di Toledo (Spagna) in tutto il mondo. Roma compresa. Il Santissimo Sacramento, intronizzato nella spettacolare custodia gotica voluta dal Card. Cisneros, cesellata da Enrique de Arfe e conservata nella Catedral Primada (18 kg d'oro, più argento e altri metalli e pietre preziose), passa per le vie e i vicoli della città primaziale del regno spagnolo, in un tripudio di fede, di tradizione di devozione popolare, scortato dal clero, dalle confraternite, dal popolo e dalle autorità. Una processione che diventa segno di comunione e di unità, cristiana e di unione sociale, anche con significati civili. 
Ecco il video di questa mattina, 4 giugno 2015:

domenica 31 maggio 2015

Canti Gregoriani dall'Ufficio e Messa di Sant'Antonio di Padova (rito Romano)

Iniziamo per bene oggi, 31 di maggio, i tredici giorni di preparazione alla festa del nostro Patrono. Questa cosiddetta "tredicina" ricorda il tempo trascorso tra la canonizzazione di frate Antonio, avvenuta a Spoleto il 31 maggio 1232, e la prima ricorrenza liturgica in suo onore, fissata per il giorno della sua morte: il 13 giugno. Ci fu davvero poco tempo, in termini non solo medievali, per far giungere la gioiosa notizia della canonizzazione a Padova e organizzare anche le prime solennità antoniane della storia.
A questo proposito ho trovato su youtube l'intera Messa e buona parte dell'ufficiatura del giorno di Sant'Antonio di Padova in canto Gregoriano secondo il rito Romano (non tutti i testi, dunque, corrispondono a quelli utilizzati dai Francescani nella liturgia propria, che ha il grado di festa, non semplice memoria). Attualmente, comunque, al posto di "Os iusti" come introito, anche il rito romano utilizza "In medio ecclesiae" (come hanno da sempre fatto i frati, in anticipo) perché il Santo di Padova è stato ufficialmente riconosciuto come Dottore della Chiesa da Pio XII nel 1946. L'ordinario della Messa è dal Kyriale XIV, il proprio è quasi tutto dall'ufficio dei Confessori con qualche parte dall'ufficio dei Dottori.
Se vi interessasse invece lo spartito gregoriano dell'ufficiatura francescana "pre-conciliare", potete dare uno sguardo a questa pagina.



Ad Missam
1. Introitus "Os iusti meditabitur" 2:32
2. Kyrie XIV 2:09
3. Graduale "Justus ut palma" 4:25
4. Alleluia "Justus germinabit" 3:18
5. Offertorium "Veritas mea" 1:12
6. Sanctus XIV 1:53
7. Agnus Dei XIV 1:22
8. Communio "Beatus servus" 3:55
9. Ite missa est 0:42

Ad matutinum
10. Ad invitatorium "Fontem sapientiae" Psalmus 94 "Venite, exultemus" 4:16
11. Hymnus "Jesu, redemptor omnium" 3:17

Ad laudes
12. Antiphona "Domine quinque talenta" 0:40
13. Antiphona "Euge serve bone" 0:29
14. Antiphona "Fidelis servus" 0:25
15. Antiphona "Beatus ille servus" 0:37
16. Antiphona "Serve bone et fidelis" 0:23
17. Responsorium brevis Amavit eum Dominus" 1:12
18. Versus "Justum deduxit Dominus" 0:38
19. Antiphona ad Benedictus "Serve bone et fidelis" 0:51

Ad vesperas
20. Responsorium brevis "Os iusti" 1:53
21. Versus "Amavit eum" 0:42
22. Antiphona ad Magnificar "O doctor optime" 3:59
Magnificat
23. Benedicamus Domino 0:55

sabato 23 maggio 2015

Veni Creator di Oreste Ravanello, musica facile e solenne per ogni coro

Il Maestro Ravanello, per molti anni Direttore della Cappella musicale della Basilica Antoniana di Padova e professore al Conservatorio Pollini della città, sapeva scrivere, anche per i cori meno dotati, musica solenne eppure dotata di nobile semplicità. Un esempio è il Veni Creator Spiritus preso dalla Secunda Anthologia Vocalis (che potete scaricare qui), dove le strofe polifoniche del coro si alternano alle parti in gregoriano per l'assemblea (che già prima del Concilio Vaticano II - come si potrà notare - partecipava attivamente al canto... forse più di oggi....).
Nel video, del 2013, l'inno è eseguito dall'australiana Schola Cantorum della Saint Patrick's Church a Albury, nel Nuovo Galles del Sud.
La musica del maestro padovano è arrivata agli antipodi!


Lo spartito (cliccare per ingrandire e salvare l'immagine):

venerdì 3 aprile 2015

Haec dies quam fecit Dominus: canti per il giorno e l'ottava di Pasqua

Otto giorni un'unica giornata festiva: è l'ottava di Pasqua. Il tempo si dilata nel giorno della Risurrezione, e i cristiani pregustano liturgicamente l'eternità, continuando per una settimana a ripetere ad ogni momento di preghiera: "Questo è il giorno che ha fatto il Signore, rallegriamoci ed esultiamo!". Antifone, responsori e graduali continuamente ripropongono: "Haec dies quam fecit Dominus, exsultemus et laetemur in ea", intercalando gioiosi "Alleluia".
Vi propongo due modalità facili per il canto di questo ritornello pasquale, tratto dal Salmo 117,24. La prima viene dal Graduale Simplex, che adatta il testo e la musica popolarissima del canto conosciuto come "lapis revolutus est" e lo pone come canto d'ingresso per la Messa del giorno a Pasqua. La seconda modalità utilizza lo stesso testo del Graduale Simplex, musicato però da Marco Frisina (compositore contemporaneo che a me non dispiace, e non capisco perché susciti tanto astio in alcuni....).

Qui per scaricare lo spartito dal Graduale Simplex



Altra esecuzione dello stesso canto: qui.



Lo spartito del canto di Frisina è a questo collegamento

giovedì 19 febbraio 2015

"Audi Benigne Conditor" della band polacca "Mistic"

Il Gregoriano continua ad essere fonte di ispirazione per la musica sacra di ogni tempo, ma anche della musica pop. Ne sono un esempio i membri del gruppo Mistic, dalla Polonia, che dal 2006 cantano con l'inconfondibile stile reso popolare dalla band tedesca di cover "rock-monastiche" Gregorian. La peculiarità di questo quintetto polacco è che non solo riprendono l'ispirazione dalla "musica da Chiesa", ma anche i testi. Il loro disco del 2011 è emblematico. Mentre negli altri lavori utilizzano la lingua polacca, nel CD "Glorifica" tutti i testi sono religiosi e in latino: inni, antifone e sequenze del repertorio liturgico romano remixati in Tecno-electronic-pop.
So già che a qualcuno - più d'uno - queste cose fanno rizzare i capelli dall'orrore, ma io continuo a dire che segnali del genere mostrano la vivacità di testi che non possono tramontare e tradizioni musicali che continuano a persistere nella cultura europea - magari nell'ambito laico - dopo che sono state imprudentemente marginalizzate dalla comunità cristiana che le ha prodotte e sviluppate lungo i secoli.
E questo deve far pensare.

Vi propongo - in linea con il tempo liturgico che stiamo vivendo - il brano "Audi benigne Conditor" dei Mistic, che altro non è se non l'inno proprio della Quaresima (vedi qui e qui l'originale e la traduzione), in una veste sonora contemporanea che affonda le radici in terreni profondi e antichi, tutta da ascoltare:



Il contenuto dell'intero CD, dedicato al Papa polacco S. Giovanni Paolo II, con i link per ascoltare altri brani dei Mistic:

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martedì 17 febbraio 2015

"Ricordati che sei polvere, e in polvere tornerai": le parole delle Ceneri illuminate da Papa Benedetto XVI


Il passaggio della Catechesi di mercoledì 17 febbraio 2010, in cui Papa Benedetto si sofferma a spiegare il contenuto pasquale delle parole bibliche tradizionali che il sacerdote proferisce su ciascuno dei penitenti che, a capo chino, vengono a ricevere l'imposizione delle ceneri all'inizio della Quaresima. Molti oggi le trascurano e le evitano, Benedetto, ancora, ce le illumina e fa gustare in questo passo e, per chi vuole approfondire ulteriormente, nella splendida omelia delle Ceneri del 2012 (vedi qui).
Il momento favorevole e di grazia della Quaresima ci mostra il proprio significato spirituale anche attraverso l’antica formula: Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai, che il sacerdote pronuncia quando impone sul nostro capo un po’ di cenere. Veniamo così rimandati agli inizi della storia umana, quando il Signore disse ad Adamo dopo la colpa delle origini: “Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, finché non ritornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere ritornerai!” (Gen 3,19). Qui, la parola di Dio ci richiama alla nostra fragilità, anzi alla nostra morte, che ne è la forma estrema. Di fronte all’innata paura della fine, e ancor più nel contesto di una cultura che in tanti modi tende a censurare la realtà e l’esperienza umana del morire, la liturgia quaresimale, da un lato, ci ricorda la morte invitandoci al realismo e alla saggezza, ma, dall’altro lato, ci spinge soprattutto a cogliere e a vivere la novità inattesa che la fede cristiana sprigiona nella realtà della stessa morte.
L’uomo è polvere e in polvere ritornerà, ma è polvere preziosa agli occhi di Dio, perché Dio ha creato l’uomo destinandolo all’immortalità. Così la formula liturgica “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai” trova la pienezza del suo significato in riferimento al nuovo Adamo, Cristo. Anche il Signore Gesù ha liberamente voluto condividere con ogni uomo la sorte della fragilità, in particolare attraverso la sua morte in croce; ma proprio questa morte, colma del suo amore per il Padre e per l’umanità, è stata la via per la gloriosa risurrezione, attraverso la quale Cristo è diventato sorgente di una grazia donata a quanti credono in Lui e vengono resi partecipi della stessa vita divina. Questa vita che non avrà fine è già in atto nella fase terrena della nostra esistenza, ma sarà portata a compimento dopo “la risurrezione della carne”. Il piccolo gesto dell’imposizione delle ceneri ci svela la singolare ricchezza del suo significato: è un invito a percorrere il tempo quaresimale come un’immersione più consapevole e più intensa nel mistero pasquale di Cristo, nella sua morte e risurrezione, mediante la partecipazione all’Eucaristia e alla vita di carità, che dall’Eucaristia nasce e nella quale trova il suo compimento. Con l’imposizione delle ceneri noi rinnoviamo il nostro impegno di seguire Gesù, di lasciarci trasformare dal suo mistero pasquale, per vincere il male e fare il bene, per far morire il nostro “uomo vecchio” legato al peccato e far nascere l’”uomo nuovo” trasformato dalla grazia di Dio.

martedì 16 dicembre 2014

Traduzione per favorire la Tradizione, non il Tradimento


"Ho saputo che Papa Innocenzo III, sotto cui venne celebrato il concilio del Laterano (il Lateranense IV), uomo di grande cultura, una volta, mentre predicava il giorno della festa della Maddalena tenne presso di sé un diacono che reggeva un'omelia di san Gregorio Magno su quella festa, e lui, il Papa, parola per parola traduceva in volgare ciò che vi era scritto in latino, domandando come proseguisse a colui che reggeva il volume, quando non si ricordava. Quando poi, dopo la predica, gli domandarono per quale ragione si era comportato in quel modo, dal momento che era perfettamente in grado di dire molte altre cose, rispose che lo aveva fatto per rimproverare ed istruire coloro che disdegnano di ripetere quanto è già stato detto da altri".

U. di Romans, De eruditione praedicatorum, in ID., Opera de vita regulari, II, Marietti, Torino 1956, p. 397.
E' un aneddoto riportato da Umberto di Romans (+1277), priore della provincia francese dei Domenicani; nel 1241 rischiò pure di diventare Papa. Venne invece eletto nel 1254 quinto Maestro Generale dei frati predicatori.
Questo religioso ci illustra un fatterello che dimostra come già nel XIII sec., il periodo di San Francesco, Sant'Antonio e San Domenico, le abitudini di preti e predicatori non fossero tanto dissimili da quelle odierne. Nella Chiesa il prurito di novità era grande, come lo è oggi. L'insofferenza per la retta dottrina e per la provata disciplina non era inferiore a quanto si manifesta ai nostri giorni.
E un grande Papa come Innocenzo III, che non aveva timore delle novità dello Spirito (convocava Concili e approvava la forma di vita di 12 poverelli di Assisi...), dava anche prova di umiltà e concretezza nella predicazione: in certe occasioni preferiva tradurre, ovvero adattare al suo uditorio, le prediche dei Padri della Chiesa, piuttosto che inventare qualcosa di nuovo. Non perché non sapesse farlo, ma per dare un esempio: comunicare in forme adatte ai tempi ciò che sempre è stato creduto, vissuto e celebrato nella Chiesa di Cristo è diverso - ieri come oggi - dal "cambiare", "inventare", "rivoluzionare", come qualcuno pretenderebbe. Giovanni XXIII ragionava come Innocenzo III quando ribadiva all'inizio del Vaticano II: "occorre che questa dottrina certa ed immutabile, alla quale si deve prestare un assenso fedele, sia approfondita ed esposta secondo quanto è richiesto dai nostri tempi". Tradurre sì, travisare no.
La dottrina e la disciplina della Chiesa crescono come un bambino che diventa adulto, si adattano, ma non cambiano, non mutano DNA, non spunta qualche dottrina nuova, o quella che ieri era prassi fondata sulla Scrittura domani può essere tralasciata e mutata nel suo contrario.
Dobbiamo sempre temere che, chi "disdegna di ripetere quanto è già stato detto da altri" ignori perfino ciò che è stato detto dallo stesso Gesù Cristo, di cui tutti - spero - vogliamo essere più possibile fedeli ripetitori.

lunedì 8 dicembre 2014

L'inno greco alla Vergine santissima: Axion estin

Tutta pura...più onorabile dei Cherubini... più gloriosa dei Serafini
Axion estin: "E' veramente giusto" è il titolo dell'inno bizantino in onore della Tuttasanta Madre di Dio che oggi ascoltiamo, festeggiando in Occidente come "Vergine Immacolata".
Si tratta di un megalinarion (cioè un inno di lode) e theotokion (perché è riferito alla Vergine theotokos= genitrice di Dio), cantato a mattutino e a compieta nell'ufficiatura monastica. Almeno una parte dell'inno, dice la tradizione greca, sarebbe stata rivelata dallo stesso Arcangelo Gabriele ad un monaco del monte Athos dell'VIII sec. 
Ve lo propongo nell'esecuzione solistica di Divna Ljubojević, una grande cantante, originaria della Serbia, specializzata nel canto sacro delle chiese d'Oriente.


Testo greco, pronuncia e traduzione italiana

Ἄξιόν ἐστιν ὡς ἀληθῶς,
μακαρίζειν σε τὴν Θεοτόκον,
τὴν ἀειμακάριστον καὶ παναμώμητον
καὶ μητέρα τοῦ Θεοῦ ἡμῶν.
Τὴν τιμιωτέραν τῶν Χερουβεὶμ
καὶ ἐνδοξοτέραν ἀσυγκρίτως τῶν Σεραφείμ,
τὴν ἀδιαφθόρως Θεὸν Λόγον τεκοῦσαν,
τὴν ὄντως Θεοτόκον,
σὲ μεγαλύνομεν.
Axion estìn os alithos
makarizien se tin Theotokon,
tin aimakariston ke panamomiton,
ke mitera tu Theu imon.
Tin timioteran ton Heruvim,
ke endoksoteran asingritos ton
Serafim,
Tin adiafthoros Theon Logon tekusan,
tin ontos Theotokon,
Se megalinomen.

È veramente giusto proclamarti beata, o Madre di Dio,
beatissima e tutta pura, Madre del nostro Dio.
Noi magnifichiamo Te, che sei più onorabile dei cherubini,
incomparabilmente più gloriosa dei serafini.
Tu, che senza perdere la tua verginità,
hai messo al mondo il Verbo di Dio.
Tu, che veramente sei la Madre di Dio.

Un'altra esecuzione dello stesso canto con lo spartito da seguire:


L'arcangelo rivela a San Cosma innografo
il canto "Axion estin" alla Vergine Maria

domenica 2 novembre 2014

Requiem aeternam di Pierre de la Rue

Il Requiem di Pierre de la Rue è famoso per le sue note estremamente basse in alcune sezioni, come in questo introito, per cui normalmente viene trasposto per adattarsi meglio alla vocalità dei diversi cori. E' considerato comunque uno dei pezzi più impegnativi, ma anche più attraenti della polifonia del Rinascimento, Lo ascoltiamo e lo studiamo in questa giornata dedicata alla preghiera per i nostri cari defunti. Canta la Cappella Pratensis, coro olandese.


Il sito che fornisce lo spartito è a questo collegamento. Riporto per comodità anche le immagini delle singole pagine, cliccando su di esse possono essere ingrandite:



giovedì 30 ottobre 2014

Come celebrare la liturgia quando il 2 novembre, commemorazione dei defunti, cade di domenica

Paramenti neri ricamati per i defunti - Wurzburg, Germania.
Quest'anno il giorno 2 novembre è domenica. Il problema liturgico che si pone è il seguente: la liturgia romana dal 1969 in qua prevede che nonostante sia il Giorno del Signore, per opportunità pastorale e devozionale del Popolo, anche se è domenica si celebri la Messa della Commemorazione di tutti i fedeli defunti. Certo non è la prima volta che capita: dal 1969, anno di entrata in vigore del nuovo messale, l'occorrenza si è ripetuta però solo 6 volte: nel 1975, 1980, 1986, 1997, 2003, 2008. Il 2014 segna la settima occasione. Questa coincidenza, come ben si sa, era assolutamente proibita nei tempi (bui) preconciliari, dove la domenica era sempre e comunque il giorno della Risurrezione. Vi si potevano sovrapporre altre feste, ma non la "ricorrenza dei morti" e nemmeno una normale messa funebre. La Missa pro defunctis, inoltre, con il suo carattere marcatamente penitenziale, non si addice proprio alla giornata domenicale. E così, per chi tuttora celebra nella forma straordinaria, il giorno della commemorazione dei defunti viene spostato al 3 novembre.
Comunque sia, le rubriche del Messale attuale sono inoppugnabili:
a) Il 2 novembre, la Commemorazione dei defunti prevale sulla domenica del Tempo Ordinario

Si deve perciò presumere che quest'anno la liturgia del giorno domenicale sia completamente sostituita da quella del santorale. E invece no. L'ufficio divino rimane quello della domenica XXXI del Tempo Ordinario, solo la Messa cambia (come precisa la rubrica apposta al 2 novembre nella Liturgia delle Ore). E già qui i preti iniziano a fare un po' di confusione, anche perché le norme liturgiche affermano che, nel caso si celebrino lodi o vespri col popolo, allora in quel caso si possono fare dall'Ufficio dei defunti. Da soli no, in compagnia sì.

Ma come se non bastasse ci sono altri dubbi: essendo Domenica, si deve dire il Gloria anche in una messa per i morti? La risposta logica dovrebbe essere no, infatti il formulario della Messa per i defunti non prevede il Gloria (come non è previsto nelle domeniche di Quaresima...).
E il Credo? La Messa dei defunti non lo prevede, perché di solito è celebrata in giorni feriali, ma in Domenica il Credo si dice sempre, anche nei tempi penitenziali, quindi ci andrà - suppongo io - ma il libretto "Ordo missae celebrandae" per la Chiesa universale, il vademecum di ogni prete che vuol sapere cosa celebrare e come ogni giorno dell'anno, indica che né il Gloria, né il Credo vanno eseguiti.. (di solito indica sempre se sono da dire sia l'uno che l'altro).

Quanto al colore: il nero è il colore che la tradizione - fino ad oggi - riserva per la celebrazione dei defunti. Ma usare il nero in giorno di domenica non può assolutamente essere fatto passare come qualcosa di tradizionale, mai fino al 1975 si era celebrata la ricorrenza dei morti nel giorno del Signore, dopotutto, e il nero di domenica era inammissibile. Adesso invece, l'Ordo, per domenica prossima dice "viola o nero". Dunque, almeno quest'anno, per il 2 novembre sarebbe meglio ricorrere all'opzione del Messale Romano che prevede di poter usare il violaceo nelle messe dei defunti. Colore che viene tradizionalmente assunto anche nella messa "tridentina" quando si celebrasse pro defunctis in una chiesa in cui c'è l'esposizione eucaristica.

Per il giorno commemorativo dei defunti, infine, sono previsti tre formulari diversi (con relative diverse letture) per i sacerdoti che vogliano (o debbano) celebrare fino a tre volte la Santa Messa (OGMR 204). Essendo domenica, i preti che dovessero binare o trinare una "missa cum populo", come si dovranno comportare? Secondo le norme tradizionali se celebravano in chiese differenti potevano sempre usare il primo formulario, se nella stessa chiesa, allora dovevano usare prima il primo, poi il secondo e infine il terzo formulario. Ma a quei tempi durante le messe per i defunti non c'era mai la predica. Oggi che deve esserci - perché è pure domenica - e dovrebbe essere anche agganciata alla liturgia della Parola, dovranno i cari parroci prepararsi non una ma ben tre diverse omelie? Anche questo non è specificato.

PS. Da un breve controllo, vi posso già comunicare che la prossima coincidenza tra Domenica e Commemorazione dei fedeli defunti avverrà solo nel 2025.


mercoledì 29 ottobre 2014

For all the Saints - Per tutti i santi (inno inglese)



Le parole di questo bellissimo inno inglese sono del vescovo anglicano William Walsham How, composte nel 1864 e la musica è: "Sine nomine, Pro omnibus Sanctis" scritta da Ralph Vaughan Williams nel 1906 appositamente per questo testo. Come tanti inni di origine protestante, anche questo canto, adatto specialmente alle ricorrenze dei morti e dei Santi, è tutto intessuto di rimandi biblici:
st. 1 = Ap 14,13, Eb 12,1-2
st. 3 = Ap 2,10
st. 4 = Gv 17,22
st. 6 = Prov 4,18
st. 7 = Ap 7,9-17

Eccone il testo in originale e in adattamento moderno in latino:

Testo originale inglese

For all the saints, who from their labours rest,
who thee by faith before the world confessed,
thy name, O Jesus, be forever blessed.
Alleluia, Alleluia!

Thou wast their Rock, their Fortress and their Might;
thou, Lord, their Captain in the well fought fight;
thou, in the darkness still their one true Light.
Alleluia, Alleluia!

O may thy soldiers, faithful, true, and bold,
fight as the saints who nobly fought of old,
and win, with them the victor's crown of gold.
Alleluia, Alleluia!

O blest communion, fellowship divine!
we feebly struggle, they in glory shine;
Yet all are one in thee, for all are thine.
Alleluia, Alleluia!

And when the strife is fierce, the warfare long,
steals on the ear the distant triumph song,
and hearts are brave again, and arms are strong.
Alleluia, Alleluia!

The golden evening brightens in the west;
soon, soon to faithful warriors comes their rest;
sweet is the calm of paradise the blessed.
Alleluia, Alleluia!

But lo! there breaks a yet more glorious day;
the saints triumphant rise in bright array;
the King of glory passes on his way.
Alleluia, Alleluia!

From earth's wide bounds, from ocean's farthest coast,
through gates of pearl streams in the countless host,
singing to Father, Son and Holy Ghost:
Alleluia, Alleluia!


Testo latino adattabile

Ob sanctos, qui nacturi requiem
te per suam confessi sunt fidem,
te salutamus, Jesu, celebrem.
Alleluia, Alleluia!

Saxum fuisti, turris atque vis,
dux in pugnatis bene proeliis,
illorum una lux in tenebris.
Alleluia, Alleluia!

Constanter pugnent tui milites,
Ut pugnavere sancti veteres,
laurusque mereantur similes.
Alleluia, Alleluia!

Nos debiles at illi splendidi,
divine sed sumus compositi,
in hoc uniti, quod sumus tui.
Alleluia, Alleluia!

Belli durantibus saevitiis
distans triumphus in auriculis
est, fitque virtus nova, nova vis.
Alleluia, Alleluia!

En ubi sol rubescens occidit!
Merentibus mox otium venit,
in Paradiso quod suave fit.
Alleluia, Alleluia!

Sed en ubi est aurora pulchrior
sanctorum et surgentium nitor!
It rex, supremus cuius est honor.
Alleluia, Alleluia!

Longe remotis e litoribus
innumeratus intrat en! chorus,
a quo Triunus audit Dominus
Alleluia, Alleluia!

Spartito in formato PDF stampabile. Qui la registrazione della sola musica senza canto. E qui lo spartito per organo.

L'intero testo è composto di 11 strofe e ricorda le varie categorie di Santi del paradiso, tra cui riposano già anche tanti dei nostri cari defunti e, speriamo, di poter un giorno giungere tra loro anche noi. Ecco tutto il canto con la traduzione conoscitiva in italiano:

For all the saints, who from their labours rest,
Who Thee by faith before the world confessed,
Thy Name, O Jesus, be forever blessed.
Alleluia, Alleluia!

Thou wast their Rock, their Fortress and their Might;
Thou, Lord, their Captain in the well fought fight;
Thou, in the darkness drear, their one true Light.
Alleluia, Alleluia!

For the Apostles’ glorious company,
Who bearing forth the Cross o’er land and sea,
Shook all the mighty world, we sing to Thee:
Alleluia, Alleluia!

For the Evangelists, by whose blest word,
Like fourfold streams, the garden of the Lord,
Is fair and fruitful, be Thy Name adored.
Alleluia, Alleluia!

For Martyrs, who with rapture kindled eye,
Saw the bright crown descending from the sky,
And seeing, grasped it, Thee we glorify.
Alleluia, Alleluia!

O blest communion, fellowship divine!
We feebly struggle, they in glory shine;
All are one in Thee, for all are Thine.
Alleluia, Alleluia!

O may Thy soldiers, faithful, true and bold,
Fight as the saints who nobly fought of old,
And win with them the victor’s crown of gold.
Alleluia, Alleluia!

And when the strife is fierce, the warfare long,
Steals on the ear the distant triumph song,
And hearts are brave, again, and arms are strong.
Alleluia, Alleluia!

The golden evening brightens in the west;
Soon, soon to faithful warriors comes their rest;
Sweet is the calm of paradise the blessed.
Alleluia, Alleluia!

But lo! there breaks a yet more glorious day;
The saints triumphant rise in bright array;
The King of glory passes on His way.
Alleluia, Alleluia!

From earth’s wide bounds, from ocean’s farthest coast,
Through gates of pearl streams in the countless host,
And singing to Father, Son and Holy Ghost:
Alleluia, Alleluia!
Per tutti i santi - che riposano dalle loro fatiche,
e che per fede di fronte al mondo ti han confessato -
il tuo Nome, o Gesù, sia sempre benedetto.
Alleluia, Alleluia!

Tu eri loro roccia, loro fortezza e forza;
tu, Signore, il loro capitano nella buona battaglia;
tu, nel buio tetro, la loro unica vera Luce.
Alleluia, Alleluia!

Per la gloriosa schiera degli Apostoli -
che portando la Croce per terra terra e mare
hanno scosso tutto il mondo possente - cantiamo a te:
Alleluia, Alleluia!

Per gli Evangelisti - per la cui parola benedetta,
come da quadruplice torrente il giardino del Signore
è reso bello e fecondo - il tuo nome adoriamo.
Alleluia, Alleluia!

Per i martiri - che con occhio acceso d’estasi,
videro la corona splendente scendere dal cielo,
e vedendola, l’afferrarono - noi ti glorifichiamo.
Alleluia, Alleluia!

O beata comunione, unione divina!
Noi lottiamo deboli, loro rifulgono nella gloria;
Tutti sono uno in te, perché tutti sono tuoi.
Alleluia, Alleluia!

O possano i tuoi soldati, fedeli, veritieri e audaci,
lottare come i santi che nobilmente combatterono in passato
e conquistar con loro la corona d’oro dei vincenti.
Alleluia, Alleluia!

E quando la lotta è feroce, lunga la guerra,
si sente in lontananza il canto del trionfo,
e i cuori si fanno coraggiosi, ancora una volta, e le braccia forti.
Alleluia, Alleluia!

Il tramonto d'oro splende all’occidente;
Presto ai guerrieri fedeli giungerà il riposo;
Dolce è la pace del paradiso benedetto.
Alleluia, Alleluia!

Ma ecco irrompe un giorno ancor più glorioso;
i santi sorgono trionfante in luminose vesti;
Il Re della gloria marcia sul suo cammino.
Alleluia, Alleluia!

Dai confini della terra, dalla più lontana costa dell'oceano,
attraverso porte di perle entra l’immensa schiera
cantando al Padre, Figlio e Spirito Santo:
Alleluia, Alleluia!

venerdì 15 agosto 2014

La Messa "Assumpta est" di Palestrina, per la solennità di oggi

Difficilmente l'ascolterete nella vostra Chiesa, fosse anche una cattedrale famosa (tra l'altro moltissime, in Italia, sono proprio dedicate alla Madonna Assunta): si sa, è piena estate. Chiuso per ferie... Però grazie a YouTube, possiamo iniziare la giornata festiva del "Ferragosto" gustando la Missa "Assumpta est Maria" composta da Giovanni Pierluigi da Palestrina.
Questa registrazione dei Tallis Scholars contiene l'ordinario della messa preceduto dal mottetto che musica le parole dell'antifona d'Introito della solennità odierna, a cui aggiunge il versetto 6,9 (6,10 in italiano) del Cantico dei Cantici. 
Se vi interessa lo spartito del mottetto, potete scaricarlo a questo collegamento. Qui, invece, gli spartiti della Messa. Sotto il video musicale trovate testo e traduzione di "Assumpta est Maria in coelum".



Assumpta est Maria in coelum,
gaudent angeli,
laudantes benedicunt Dominum.
Gaudete et exsultate omnes recti corde, quia hodie Maria virgo cum Christo regnat in aeternum.

Quae est ista, quae progreditur quasi aurora consurgens,
pulchra ut luna, electa ut sol,
terribilis ut castrorum acies ordinata?
Gaudete et exsultate omnes recti corde, quia hodie Maria virgo cum Christo regnat in aeternum.

Maria è assunta in celo,
si rallegrano gli angeli,
lodano e benedicono il Signore.
Rallegratevi ed esultate voi tutti retti di cuore, perché oggi la Vergine Maria insieme a Cristo regna per l’eternità.

Chi è costei che avanza come aurora che sorge, bella come la luna, fulgida come il sole, terribile come esercito a vessilli spiegati?
Rallegratevi ed esultate voi tutti retti di cuore, perché oggi la Vergine Maria insieme a Cristo regna per l’eternità.

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