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lunedì 11 dicembre 2017

"Luna septima" per la Kalenda di Natale 25 dicembre 2017

Tornano puntali le email natalizie: "Che luna si deve dire quest'anno al canto della Kalenda di Natale?", tradotto: "in che giorno lunare cade il Natale, in modo da poter cantare l'annuncio natalizio tradizionale del Martirologio in modo appropriato?" Qui il testo della Kalenda in latino e traduzione italiana.
Per chi desiderasse approfondire, consiglio questo post scritto a suo tempo.
Comunque, la "luna" per il Natale dell'anno liturgico 2018 è SEPTIMA (ovvero il 25 dicembre del calendario solare cade nell'anno 2017 il 7° giorno dall'ultima Luna Nuova. Non è difficile, basta consultare questo calendario e contare quanti giorni ha la luna!).
Il canto o l'annuncio in latino inizierà pertanto così "Octavo Kalendas Ianuarii, Luna septima....". In italiano "Luna settima" (qui il testo)
Come sempre, a questo link troverete lo spartito con la musica gregoriana: http://media.musicasacra.com/pdf/kalenda2009.pdf

lunedì 4 dicembre 2017

Obbligo di San Nicola dal 2017

Come sapete il nostro Blog, tra le sue altre devozioni - numerosissime in verità -, è particolarmente attento al culto di San Nicola di Bari, grande vescovo antiariano vissuto a cavallo tra III e IV secolo, tradizionale patrono dei fanciulli nel mese del Natale, tanto da esser diventato il prototipo della figura "laicizzata" del Babbo Natale (vedi qui).
Dunque, nell'imminenza della sua ricorrenza, desidero ricordare a tutti i sacerdoti italiani che il 6 dicembre, da quest'anno 2017, per volere della Conferenza Episcopale Italiana, si festeggia come obbligatoria in tutte le chiese della penisola la Memoria di San Nicola.
Per la liturgia della Parola, le Letture della Messa possono essere quelle del giorno oppure quelle proposte dal lezionario dei Santi (Is 49,1-6; Sal 88; Ef 4, 1-7. 11-13; Lc 12,35-40). L'eucologia è quella proposta dal Messale Romano alle pagg. 629 e 671 e seguenti.
Vi riporto qui la circolare con cui è stata elevata la sua memoria, precedentemente facoltativa:

Per chi desiderasse conoscere meglio la figura storica del Santo Taumaturgo di Myra e di Bari, che accomuna nella devozione Cattolici, Ortodossi e pure i Protestanti, c'è una scheda molto ben fatta, scaricabile da questo link.
E buon Avvento a tutti!


sabato 25 febbraio 2017

Il Kyrie per le domeniche del Tempo di Quaresima

Nelle domeniche di Quaresima non c'è il canto del Gloria, perciò si può opportunamente mettere in risalto il Kyrie eleison, magari cantandolo con l'antica melodia riservata ai tempi forti del rito latino. Nel Kyriale lo trovate alla messa XVII variante B. I Kyrie di Taizé sono belli, ma questo, sinceramente, è meglio, consacrato da centinaia di anni d'ininterrotto uso proprio nelle domeniche del tempo penitenziale. Anche le comunità più piccole e povere dal punto di vista musicale non possono avere particolari problemi nel metterlo in pratica:

Come si canta nella Forma Ordinaria (con duplice invocazione)

Come si canta nella Forma Straordinaria (con la triplice invocazione)

Per i giorni feriali c'è poi l'altra messa semplicissima che vi invito a tirar fuori dai cassetti. Qui il link per il post in cui ne parlavo.

martedì 29 novembre 2016

Kalenda: la luna del Natale di quest'anno liturgico (2016/2017)

Il quesito di ogni Avvento è: "Che luna si deve dire quest'anno al canto della Kalenda di Natale?", tradotto: che giorno lunare cade il Natale, in modo da poter cantare l'annuncio natalizio tradizionale del Martirologio in modo appropriato? Qui il testo della Kalenda in latino e traduzione italiana.
Per chi desiderasse approfondire, consiglio questo post scritto a suo tempo.
Comunque, la "luna" per il Natale dell'anno liturgico 2017 è vicesima sexta (ovvero il 25 dicembre del calendario solare cade nell'anno 2016 il 26° giorno dall'ultima Luna Nuova).
Il canto o l'annuncio inizierà pertanto così "Octavo Kalendas Ianuarii, Luna vicesima sexta....".
Come sempre, a questo link troverete lo spartito con la musica gregoriana: http://media.musicasacra.com/pdf/kalenda2009.pdf

lunedì 3 ottobre 2016

Franciscus vir catholicus: prima antifona della festa di San Francesco

B. Gozzoli, Francesco sostiene la Chiesa e Papa Innocenzo approva la Regola - Montefalco
Dall'Antiphonale Romano-Seraphicum ecco la prima antifona dei I Vespri della Solennità del Serafico Padre San Francesco, desunta dall'antico ufficio ritmico del XIII sec. composto da fra Giuliano da Spira.
Il testo è purtroppo oggi storpiato dall'adattamento italiano della Liturgia delle Ore che i frati usano, con una traduzione che oscura del tutto l'anima di questa antifona che dava l'avvio all'ufficiatura del Santo di Assisi. Oggi dunque troviamo nel breviario francescano: Francesco, uomo cattolico e tutto apostolico, fu inviato da Dio a predicare il Vangelo di pace. Bello, ma non corrispondente all'originale
Infatti il testo antico, fedele al dettato della vita del Santo scritta dallo stesso compositore Giuliano da Spira, ricalcando le preoccupazioni originarie dell'Assisiate, dice invece: Francesco, uomo cattolico e tutto apostolico, insegnò a mantenere integra la fede della Chiesa romana ed esortò a onorare, prima di tutti gli altri, i sacerdoti. 
Forse oggi queste sono osservazioni poco ecumeniche o poco egualitarie, ma tant'è: i contemporanei del Santo di Assisi, all'unanimità ci hanno tramandato di lui queste attenzioni. Probabilmente oggi tali semplici e concrete preoccupazioni del Poverello dovrebbero essere cantate nuovamente dai suoi frati, perché sia la fede cattolica che il riconoscimento del ruolo dei ministri della Chiesa, come ai tempi di Francesco, sono nuovamente messi in discussione e attaccati.
L'esecuzione nel video è della Schola Antiqua della Catedral Primada di Toledo - Spagna (registrata nel 2014)


Franciscus, vir catholicus,
et totus apostolicus,
Ecclesiae teneri 
fidem romanae docuit,
presbyterosque monuit
prae cunctis revereri.

domenica 2 ottobre 2016

Il transito del Beato padre Francesco d'Assisi in musica

In occasione della meditazione vigiliare per la festa di San Francesco, cioè il suo Transito da questo mondo a Dio (3 ottobre), ecco il mottetto cinquecentesco del compositore J. de Aliseda che riprende i versetti 1 e 8 del salmo 141(142), recitato dal Serafico Padre sul letto di morte secondo la testimonianza della Leggenda Maggiore XV,5.

Beatus Franciscus,
dum morti appropinquaret,
lacrimosis oculis
in coelum intendens dixit:
voce mea ad Dominum clamavi
voce mea ad Dominum deprecatus sum:
educ de custodia animam meam
ad confitendum nomini tuo
me expectant justi donec retribuas mihi.

Il beato Francesco
mentre si avvicinava alla morte,
con le lacrime agli oggi
fissando il cielo disse:
"Con la mia voce al Signore ho gridato aiuto,
con la mia voce ho supplicato il Signore.
Strappa dal carcere la mia anima,
perché io renda grazie al tuo nome
Mi attendono i giusti,
per il momento in cui mi darai la ricompensa".

San Bonaventura, Leggenda Maggiore (FF 1241-1243)
Avvicinandosi il momento del suo transito, [il beato Francesco] fece chiamare intorno a sé tutti i frati del luogo e, consolandoli della sua morte con espressioni carezzevoli li esortò con paterno affetto all'amore di Dio.
 Si diffuse a parlare sulla necessita di conservare la pazienza, la povertà, la fedeltà alla santa Chiesa romana, ma ponendo sopra tutte le altre norme il santo Vangelo.
 Mentre tutti i frati stavano intorno a lui, stese sopra di loro le mani, intrecciando le braccia in forma di croce (giacché aveva sempre amato questo segno) e benedisse tutti i frati, presenti e assenti, nella potenza e nel nome del Crocifisso.
 Inoltre aggiunse ancora: “State saldi, o figli tutti, nel timore del Signore e perseverate sempre in esso! E, poiché sta per venire la tentazione e la tribolazione, beati coloro che persevereranno nel cammino iniziato! Quanto a me, mi affretto verso Dio e vi affido tutti alla Sua grazia!
1242 Terminata questa dolce ammonizione, I'uomo a Dio carissimo comandò che gli portassero il libro dei Vangeli e chiese che gli leggessero il passo di Giovanni, che incomincia: “Prima della festa di Pasqua...”.
 Egli, poi. come poté, proruppe nell'esclamazione del salmo: “Con la mia voce al Signore io grido, con la mia voce il Signore io supplico” e lo recitò fin al versetto finale: “Mi attendono i giusti, per il momento in cui mi darai la ricompensa”. 
Quando, infine, si furono compiuti in lui tutti i misteri, quell'anima santissima, sciolta dal corpo, fu sommersa nell'abisso della chiarità divina e l'uomo beato s'addormentò nel Signore.

domenica 27 marzo 2016

Auguri di Pasqua in musica

Appena registrata dalla Messa solenne di Pasqua delle ore 11.00 dalla cantoria della Basilica di Sant'Antonio di Padova: la Sequenza Victimae Paschali e un potente alleluia accompagnato dalle trombe e timpani. Buona Pasqua a tutti gli ascoltatori!


lunedì 7 marzo 2016

Canti in italiano per la V domenica di Quaresima - anno C


Prosegue il progetto di offrire e divulgare alcune antifone proprie, in Italiano, per le Messe delle domeniche di Quaresima. Siamo giunti alla Quinta settimana. Ecco i testi musicali elaborati dal M° Porfiri dell'Antifona d'Ingresso, del ritornello del Salmo Responsoriale e dell'Antifona alla Comunione. PDF scaricabile con questo collegamento, oppure vedi in anteprima qui sotto:

lunedì 29 febbraio 2016

Canti in italiano per la IV domenica di Quaresima - anno C


La seconda puntata delle antifone proprie d'ingresso e comunione, più ritornello del salmo responsoriale, canti composti dal M° Aurelio Porfiri per la IV domenica di Quaresima. E' la domenica della gioia, la domenica Laetare, che invita - a metà del cammino quaresimale - a rallegrarsi per la conversione dei cristiani, raffigurati dall'antica Gerusalemme ricostruita (vedi: Laetare Jerusalem).
Cliccare qui per aprire e scaricare il file PDF che potete visionare qui sotto in anteprima:



Altri post per questa domenica:  I paramenti rosacei
                                                   Gregoriano per la IV domenica di Quaresima

lunedì 22 febbraio 2016

Canti in Italiano per la III domenica di Quaresima


In collaborazione col M° A.Porfiri e il suo blog "IlNaufrago" offriamo gli spartiti dell'Antifona d'ingresso, del ritornello del Salmo responsoriale e dell'Antifona di Comunione per la III Domenica di Quaresima anno C (cioè la prossima domenica).
Le antifone sono composte sul testo del Messale Romano, che non sempre coincide con il testo dell'antifona corrispondente nel Graduale. Per la III domenica, per es., il testo dell'introito preso da Ezechiele differisce dal salmo 24 tradizionalmente cantato (Oculi mei), mentre l'antifona alla comunione riporta gli stessi versetti 4-5 del salmo 84 (Passer invenit).
La melodia semplice e il testo in italiano dovrebbero favorire i cori, anche parrocchiali, ad accostarsi a questo genere di canto antifonale, tipico della liturgia, che concentra l'attenzione maggiormente sul testo biblico da meditare e gustare durante l'azione sacra, riservando infatti i canti variabili ogni domenica (proprio) alla Schola cantorum, e favorendo invece il canto dell'assemblea nelle parti invariabili dell'ordinario della messa.
Anche cantando in lingua italiana ci si può così maggiormente avvicinare a quell'obiettivo che il Concilio Vaticano II aveva posto al canto liturgico, che deve sempre tenere presente, come paradigma, l'esempio del canto gregoriano.

Potete scaricare i PDF della musica a questo collegamento o cliccando sull'immagine:



martedì 9 febbraio 2016

Chi può imporre le ceneri? Quando e come si danno? Le risposte del Vicariato di Roma

Ogni anno, con il Mercoledì delle Ceneri, si scatena una delle giornate più "fantasiose" dei cattolici: tutti devono avere la loro spruzzatina delle preziosissime ceneri. Molti, soprattutto poco praticanti, affollano le chiese il Mercoledì dell'inizio della Quaresima, perché quando si "prendono le ceneri" , guai, non si può mancare. Pare a volte incredibile l'effetto di questa distribuzione e le proteste per avere le ceneri a qualunque ora e in qualunque momento. Ed effettivamente questo sacramentale è davvero per tutti, perché tutti siamo peccatori (magari i bambini piccoli da poco battezzati no, ma sorvoliamo...), però con un po' d'ordine! La cenere è comunque per tutti, come - d'altronde - la morte di cui la cenere è segno e richiamo: "Ricordati uomo che sei polvere, e in polvere ritornerai", recita l'ammonimento del ministro che impone l'austero segno quaresimale sul capo del penitente.
Tuttavia, meglio ribadirlo a scanso di equivoci, la cenere del mercoledì NON E' UN SACRAMENTO e non è nemmeno strettamente necessario per la salvezza. Quindi si dovrebbero osservare le norme che vi ricopio devotamente qui sotto, onde evitare "Fai-da-te" liturgici. Queste, naturalmente, valgono solo per il rito romano. A Milano, per intenderci, non ho idea di come funzioni (anche perché non hanno il mercoledì delle Ceneri e la quaresima ambrosiana inizia direttamente domenica prossima!)

INDICAZIONI LITURGICO - PASTORALI

PER LA CELEBRAZIONE DEL MERCOLEDI' DELLE CENERI
(a cura dell'Ufficio Liturgico del Vicariato di Roma)

- La benedizione e l’imposizione delle ceneri si fanno a ogni messa, secondo la forma indicata dal messale (pp. 65-67): dopo il saluto liturgico iniziale segue subito la colletta, poiché l’atto penitenziale è sostituito dal rito delle ceneri. Dopo l’omelia, il sacerdote benedice le ceneri con una delle due orazioni previste e con l’aspersione. Segue l’imposizione delle ceneri e si conclude con la preghiera universale. La celebrazione prosegue come al solito.

- Se è presente un secondo ministro ordinato, questi impone le ceneri al celebrante principale, usando le formule consuete.

- Si invitano i ministri a valorizzare entrambe le formule proposte dal Messale (eventualmente alternandole): la prima (= Convertitevi, e credete al Vangelo) è appello alla conversione, la seconda (= Ricòrdati che sei polvere, e in polvere tornerai) lo motiva. Rimane comunque la possibilità di scegliere e utilizzare una sola delle due formule, recitandola per ogni fedele (nb: meglio la seconda!).

- Le ceneri si ottengono bruciando i rami di olivo e di palma benedetti la domenica delle Palme dell’anno precedente. Le ceneri avanzate si disperdono nella terra.

- Ministro dell’imposizione delle ceneri è soltanto il vescovo, il presbitero e il diacono. Il Messale non prevede di affidare l’imposizione delle ceneri a ministri istituiti o a ministri straordinari della comunione; né prevede di inviare i ministri straordinari perché rechino le ceneri ai malati. Potrebbe essere opportuno che nei primi giorni della Quaresima il parroco e i sacerdoti visitino i malati per incoraggiarli e per confermare loro che la sofferenza, cristianamente accettata e offerta, è atto penitenziale di altissimo valore.

- Il gesto dell’imposizione delle ceneri consiste nello spargere le ceneri sul capo, recitando la formula per ogni fedele. Pur senza eccessi impropri, va assicurata una materialità davvero visibile e percepibile del segno, sia quando si presentano le ceneri per la preghiera di benedizione, sia quando si impongono sul capo del fedele.

- Poiché le ceneri vanno imposte all’interno di un contesto celebrativo, la benedizione con l’imposizione delle ceneri può svolgersi anche durante una celebrazione della Parola. In questo caso il rito si modella sulla Liturgia della Parola della Messa, come indicato a p. 68 del Messale. Tale modalità celebrativa può essere molto utile nella pastorale dei luoghi di lavoro o nelle rettorie (aperte anche negli orari della pausa pranzo per gli uffici), nei luoghi di cura, o qualora la celebrazione si svolgesse in orari serali, per venire incontro a lavoratori e studenti.

- Il Messale prevede il rito delle ceneri solo nel primo mercoledì di quaresima. Non può essere spostato in altro giorno, e mai va compiuto di Domenica, neppure fuori della Messa: il forte monito penitenziale e il digiuno non sono compatibili con il fondamentale carattere pasquale della Domenica.



PS. Vorrei aggiungere un suggerimento utile, preso dalla tradizione: Come si danno le ceneri alle suore? Nell'antichità e nel medioevo tutte le donne andavano a messa con il capo coperto: ad esse le ceneri non venivano messe sopra il velo, ma imposte in forma di croce segnando la fronte con le ceneri stesse. Agli uomini invece si spargevano sul capo scoperto. Per questo, per es., nei paesi anglosassoni, le ceneri si impastano con un po' d'acqua benedetta, in modo che aderiscano alla fronte (e in questa maniera vengono amministrate a tutti i fedeli oggi).
Nulla vieta - anzi questo è il modo tradizionale - di offrire alle suore le ceneri in questo modo, segnando la loro fronte con il pollice intriso delle sacre ceneri.

mercoledì 16 dicembre 2015

"Che luna è"? Anche quest'anno vi rivelo il giorno lunare per la Kalenda...


Ogni anno, la settimana che precede il Natale - se non mi sono organizzato prima (vedi qui) - sono inondato di email che chiedono tutte quante: "Padre, che cosa dobbiamo cantare nella Proclamazione del Natale (la Kalenda) dove dice luna.... Che luna è quest'anno?"
Bene, ora risponderò all'arcano sciogliendo il mistero. Ma vi ricordo che basta consultare un qualunque calendario del Rito Romano tradizionale (vetus Ordo, Forma Straordinaria, come preferite...) per avere la risposta - se proprio non avete voglia di calcolare il giorno lunare in cui cade il Natale.

Dunque la luna è......rullo di tamburiiii.......:"quinta decima"!

E non chiedetemi "che numero è quinta decima??". Comunque in italiano è quindicesima (perché la luna nuova si verifica quindici giorni prima, e infatti Natale, quest'anno, cade con la LUNA PIENA)

Per conoscere meglio la "Kalenda" o "annuncio del Natale", vedi qui oppure qui

martedì 8 dicembre 2015

Il saluto alla Piena di Grazia in Russo

Splendori del canto liturgico della Chiesa Russa-ortodossa in onore della Vergine Tuttasanta


Богородице Дево, ра­дуй­cя, Благодатная Ма­рие, Господь с Тобою: благословенна Ты в же­нах, и благословен плод чрева Твоего, яко Спаса родила еси душ наших.

Ave Maria, Ave, piena di grazia Maria, il Signore è con te: tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, perché tu hai portato il Salvatore delle nostre anime.

sabato 14 novembre 2015

Messa consigliata in questi giorni di tragedia


La Chiesa, nella sua bimillenaria storia di preghiera e culto, ha un formulario adatto per ogni circostanza, soprattutto per i tempi di angoscia e attacchi come quelli che stiamo vivendo. La preghiera ci aiuta ad affrontare i momenti di terrore senza cedere all'odio, ma senza nemmeno abdicare alla ricerca di giustizia senza cui non c'è vera pace. Papa Francesco ha definito i recenti attacchi a Parigi come "un pezzo" di quella Terza guerra mondiale "a pezzi" che si va combattendo da tempo.
Perciò cari confratelli sacerdoti e cari laici collaboratori pastorali, usiamo in questi giorni, tra le Messe "per varie necessità" del Messale Romano, quella dal titolo "In tempo di guerra o di disordini", il cui formulario vi riporto qui di seguito:

IN TEMPO DI GUERRA O DI DISORDINI
(colore liturgico penitenziale: viola)

ANTIFONA D’INGRESSO
Dice il Signore:
«Io ho progetti di pace e non di sventura;
voi mi invocherete e io vi esaudirò
e vi farò tornare
da tutti i luoghi dove vi ho dispersi». Ger 29, 11.12.14

Oppure:
Flutti di morte mi hanno circondato,
mi hanno stretto dolori d’inferno;
nella mia angoscia ho invocato il Signore,
dal tuo tempio ha ascoltato la mia voce. Sal 17, 5-7


COLLETTA
O Dio, forte e misericordioso,
che condanni le guerre
e abbatti l’orgoglio dei potenti,
allontana i lutti e gli orrori che affliggono l’umanità,
perché tutti gli uomini, pacificati tra loro,
possano chiamarsi veramente tuoi figli.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli

Oppure:
O Dio, amico della pace,
conoscerti è vivere, servirti è regnare;
libera da ogni aggressione il popolo che confida in te,
perché, sotto la tua difesa e protezione,
possa dedicarsi senza timore al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.


SULLE OFFERTE
Ricordati, o Padre,
che il tuo Figlio è la nostra pace,
e nel suo sangue ha distrutto le nostre discordie:
per questa rinnovata offerta del suo sacrificio
rendi all’umanità che tu ami
la tranquillità e la pace.
Per Cristo nostro Signore.


ANTIFONA ALLA COMUNIONE
«Vi lascio la pace,
vi dò la mia pace», dice il Signore;
«non come la dà il mondo, io la do a voi.
Non si turbi il vostro cuore
e non abbia timore». Gv 14, 27


DOPO LA COMUNIONE
Signore, che ci hai nutriti con la dolcezza di quest’unico pane,
che ci conforta nelle prove della vita,
concedi all’umanità, sconvolta dalla guerra,
di ricuperare il bene della pace,
per vivere secondo la tua legge
nella giustizia e nella fraternità.
Per Cristo nostro Signore.

Originale Latino dal Messale di Paolo VI:

TEMPORE BELLI VEL EVERSIONIS

Ant. ad introitum 
Dicit Dóminus: Ego cógito cogitatiónes pacis et non afflictiónis; invocábitis me, et ego exáudiam vos, et redúcam captivitátem vestram de cunctis locis. Jr 29,11-12 Jr 14

Oppure:
Circumdedérunt me gémitus mortis, dolóres inférni circumdedérunt me; et in tribulatióne mea invocávi Dóminum, et exaudívit de templo sancto suo vocem meam.Cf. Ps 17,5-7

Collecta
Deus miséricors et fortis, qui bella cónteris deprimísque supérbos, immanitátes a nobis et lácrimas dignáre festinánter arcére, ut omnes in veritáte tui nominári fílii mereámur. Per Dóminum.

Oppure:
Deus, auctor pacis et amátor, quem nosse vívere, cui servíre regnáre est, prótege ab ómnibus impugnatiónibus súpplices tuos, ut, qui in defensióne tua confídimus, nullíus hostilitátis arma timeámus. Per Dóminum.

Super oblata
Memoráre, Dómine, Fílium tuum, qui est ipse pax, ódia nostra suo Sánguine peremísse, et, mala nostra propitiátus aspíciens, da, ut homínibus quos díligis pacem hæc hóstia cum tranquillitáte restítuat. Per Christum.

Ant. ad communionem
Pacem relínquo vobis, pacem meam do vobis, dicit Dóminus; non quómodo mundus dat, ego do vobis. Non turbétur cor vestrum neque formídet. Jn 14,27

Post communionem
Uno pane, qui cor hóminis confírmat, suáviter satiátis, da nobis, Dómine, et belli furóres superáre felíciter, et tuam amóris ac iustítiæ legem fírmiter custodíre. Per Christum.


L'autoambulanza della Misericordia: prendere alla lettera le parole del Papa

Grazie al sempre splendido fr.Z e al suo blog aggiornatissimo, ho trovato questa notizia che, spero, ispiri qualcuno a imitare lo zelo dei confratelli americani! Sappiamo tutti quanto il Santo Padre insista sul sacramento della Confessione. Anche quello che qui viene presentato è un modo per rendere piuttosto visibile la possibilità di accedere alla riconciliazione, giocando sulla metafora cara a Papa Francesco della "Chiesa-ospedale da campo".
Traduco al volo la notizia che trovate in originale su questo sito americano.

Autoambulanza trasformata in confessionale mobile: l'emergenza della conversione!

La diocesi americana di Lafayette (Lousiana) ha pensato ad un nuovo mezzo per rendere più semplice il contatto con la Chiesa Cattolica, soprattutto per i più lontani (dovete pensare alle distanze degli Stati Uniti e alla rarità delle chiese in cui si può trovare un confessore...)

Hanno perciò trasformato una vecchia ambulanza in un confessionale su ruote, chiamandolo più o meno "pronto soccorso spirituale". Sulla fiancata un'immagine di Gesù misericordioso e versetti biblici, la nuova unità mobile è pronta per le emergenze spirituali, ristrutturata com'è per la preghiera e la riconciliazione sacramentale.

"E' un modo per dare espressione pubblica della nostra fede cattolica con un po' d'orgoglio, perché la fede non è da confinare tra le quattro mura d'una chiesa, ma può andare sulle strade", dice Don Michael Champagne, sacerdote della Diocesi di Lafayette.

L'ambulanza-confessionale fa parte del progetto per l'anno giubilare della Misericordia indetto da Papa Francesco e che inizierà l'8 dicembre. Grazie ad un'offerta anonima in due settimane si è potuta completare quella che Don Champagne chiama una chiesa su ruote. "Dobbiamo andare dove sta la gente. Le persone vengono in chiesa come ad un centro di culto e di preghiera, ma anche noi abbiamo bisogno di uscire e raggiungere la gente" dice sempre il sacerdote.

Il veicolo non rappresenta solo un modo per portare più persone alla Chiesa cattolica, ma rende più facile ai fedeli con agende piuttosto affollate accostarsi alla confessione.

"Papa Francesco ci chiede di uscire verso le periferie della Chiesa e ora abbiamo i mezzi per farlo" ha affermato il vescovo Michael Jarrell.

Dentro l'ambulanza ci sono Bibbie, corone del rosario e perfino acqua benedetta. E' completamente equipaggiata per la cura spirituale di chi ne ha bisogno.

"Non c'è nessun peccato in tutto il mondo troppo grosso per la misericordia di Dio", afferma Don Champagne "E noi vogliamo allargare la portata del vangelo della misericordia predicandolo alla nostra gente".

L'unità di cura spirituale farà varie tappe nella zona della Louisiana francese a partire dall'8 dicembre, per l'inizio dell'Anno santo della Misericordia.


E c'è pure la video notizia! Grandiosi!!

venerdì 30 ottobre 2015

Tutti i santi in un'unica antifona: meraviglie del gregoriano


Per i primi vespri della Solennità di Tutti i Santi abbiamo un'antifona al Magnificat particolarmente lunga ed elaborata. In essa - utilizzata tuttora dalla liturgia romana per la vigilia della festività- vengono menzionate le diverse categorie di Santi, ma non si dimentica di premettere ad essi i nove cori angelici, con i loro rispettivi nomi, anche se in un ordine che non rispecchia quello classico di san Gregorio Magno. Tutti i santi, schiere angeliche comprese, sono così contemplati in un'unica antifona e a tutti insieme si chiede l'intercessione per noi, quaggiù, davanti a Dio.

Ecco il testo e la traduzione:
Ángeli, * Archángeli, Throni et Dominationes, Principátus et Potestátes, Virtútes cælórum, Chérubim atque Séraphim, Patriarchæ et Prophétæ, sancti legis Doctóres, Apóstoli, omnes Christi Mártyres, sancti Confessores, Vírgines Dómini, Anachoritæ Sanctique omnes intercedite pro nobis.
Angeli, Arcangeli, Troni e Dominazioni, Principati e Potestà, Virtù dei cieli, Cherubini e Serafini, Patriarchi e Profeti, Dottori santi della Legge, Apostoli, Martiri tutti di Cristo, santi Confessori, Vergini del Signore, Monaci e Santi tutti intercedete per noi.
Il video musicale, con l'esecuzione dell'antifona e del Magnificat da parte della Cappella Sistina. Sotto lo spartito gregoriano nella revisione di Solesmes.



sabato 23 maggio 2015

Veni Creator di Oreste Ravanello, musica facile e solenne per ogni coro

Il Maestro Ravanello, per molti anni Direttore della Cappella musicale della Basilica Antoniana di Padova e professore al Conservatorio Pollini della città, sapeva scrivere, anche per i cori meno dotati, musica solenne eppure dotata di nobile semplicità. Un esempio è il Veni Creator Spiritus preso dalla Secunda Anthologia Vocalis (che potete scaricare qui), dove le strofe polifoniche del coro si alternano alle parti in gregoriano per l'assemblea (che già prima del Concilio Vaticano II - come si potrà notare - partecipava attivamente al canto... forse più di oggi....).
Nel video, del 2013, l'inno è eseguito dall'australiana Schola Cantorum della Saint Patrick's Church a Albury, nel Nuovo Galles del Sud.
La musica del maestro padovano è arrivata agli antipodi!


Lo spartito (cliccare per ingrandire e salvare l'immagine):

venerdì 22 maggio 2015

Si compiono i giorni della Pentecoste


Mottetto tratto dal responsorio Dum complerentur di Giovanni Pierluigi da Palestrina, eseguito dal Coro del New College di Oxford, un coro attivo fin dal 1379, diretto da Edward Higginbottom (2003):



Dum complerentur dies Pentecostes, erant omnes pariter dicentes, alleluia,
et subito factus est sonus de coelo, alleluia,
tamquam spiritus vehementis, et replevit totam domum, alleluia.
Dum ergo essent in unum discipuli congregati, propter metum Iudæorum, sonus repente de coelo venit super eos, tamquam spiritus vehementis, et replevit totam domum, alleluia.

Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme e dicevano: alleluia,
venne all'improvviso dal cielo un rombo, alleluia
come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa, alleluia
Mentre dunque i discepoli erano radunati insieme per paura dei Giudei, venne all'improvviso sopra di loro un rombo dal cielo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta a casa, alleluia
(Cf. At 2,1-2 e Gv 19,38)

lunedì 4 maggio 2015

La "Regina della Pace" entra cent'anni fa nelle litanie per implorare la fine della I Guerra mondiale


Per implorare la pace in piena I Guerra Mondiale, Benedetto XV, nel mese dedicato alla Vergine Santa, fece aggiungere alle litanie lauretane l'invocazione "Regina della pace, prega per noi". La lettera che stabilisce questo è solo del 5 maggio 1917. Ma fin dal 1915, come ricorda lo stesso Papa, egli aveva permesso ai vescovi di aggiungere "temporaneamente" la stessa invocazione. Rileggiamo il documento che dalle parole con cui inizia (non dalla data della sua pubblicazione) prende il titolo "Il 27 aprile 1915". Nel 1916 fu coniata la medaglia che vedete nell'immagine. Rappresenta i cinque continenti presentati dal Papa alla Madonna, mentre implorano il dono della pace dalla Regina della pace che tiene in mano un ramoscello d'olivo (cliccare sull'immagine per ingrandire).

Epistola del Papa Benedetto XV al Cardinal Pietro Gasparri, Segretario di Stato, affinché i vescovi di tutto il mondo aggiungano nelle litanie lauretane l'invocazione "Regina pacis, ora pro nobis"

Signor Cardinale,
il 27 aprile 1915, con la Lettera diretta al rev. P. Crawley-Boevey, Noi estendemmo a tutti coloro i quali consacrassero la loro casa al Sacratissimo Cuore di Gesù, le Indulgenze due anni prima concesse per tale atto di pietà dal Nostro Predecessore Pio X, di venerata e santa memoria, alle famiglie della Repubblica Cilena. Ci arrideva allora, vivida e serena, la speranza che il Divin Redentore, chiamato a regnare visibilmente nei focolari domestici, vi diffondesse gl’infiniti tesori di mitezza e di umiltà del Suo Cuore amantissimo e preparasse tutti gli animi ad accogliere il paterno invito alla pace, che Ci proponevamo d’indirizzare nel Suo Augusto Nome ai popoli belligeranti ed ai loro Capi nel primo anniversario dello scoppio dell’attuale terribile guerra. L’ardore con cui le famiglie cristiane, ed anche i soldati dei varî eserciti combattenti, offrirono da quel giorno a Gesù l’omaggio di amorosa sudditanza tanto accetto al Suo Cuore Divino, accrebbe la Nostra speranza e Ci confortò a levare più alto il paterno grido di pace.

Indicammo allora ai popoli l’unica via per comporre — con onore e con beneficio di ciascuno di essi — i loro dissidi e, tracciando le basi su le quali dovrà posare, per essere duraturo, il futuro assetto degli Stati, li scongiurammo, in nome di Dio e dell’umanità, ad abbandonare i propositi di mutua distruzione e addivenire ad un giusto ed equo accordo.

Ma la Nostra voce affannosa, invocante la cessazione dell’immane conflitto, suicidio dell’Europa civile, quel giorno ed in appresso rimase inascoltata! Parve che salisse ancor più la fosca marea di odî dilagante tra le Nazioni belligeranti, e la guerra, travolgendo nel suo spaventevole turbine altri paesi, moltiplicò le rovine e le stragi.

Eppure, non venne meno la Nostra fiducia! Ella lo sa, Signor Cardinale, che ha vissuto e vive con Noi nell’ansiosa attesa della sospirata pace. Nell’inesprimibile strazio dell’animo Nostro e tra le lagrime amarissime, che versiamo sugli atroci dolori accumulati sopra i popoli combattenti da questa orribile procella, Noi amiamo sperare omai non più lontano l’auspicato giorno, nel quale tutti gli uomini, figli del medesimo Padre Celeste, torneranno a considerarsi fratelli. Le sofferenze dei popoli, divenute presso che importabili, hanno reso più acuto e intenso il generale desiderio di pace. Faccia il Divin Redentore, nell’infinita bontà del Suo Cuore, che anche negli animi dei governanti prevalgano i consigli di mitezza, e che, conscii della propria responsabilità innanzi a Dio ed innanzi all’umanità, essi non resistano più oltre alla voce dei popoli invocante la pace!

A tal fine salga a Gesù, più frequente, umile e fiduciosa, specialmente nel mese dedicato al Suo Cuore Santissimo, la preghiera della misera umana famiglia e Ne implori la cessazione del terribile flagello. Si purifichi ciascuno più spesso nel salutare lavacro della sacramentale Confessione, e all’amantissimo Cuore di Gesù, congiunto al suo nella Santa Comunione, porga con affettuosa insistenza le sue suppliche. E poiché tutte le grazie, che l’Autore d’ogni bene si degna compartire ai poveri discendenti di Adamo, vengono, per amorevole consiglio della sua Divina Provvidenza, dispensate per le mani della Vergine Santissima, Noi vogliamo che alla Gran Madre di Dio in quest’ora tremenda più che mai si volga viva e fidente la domanda dei Suoi afflittissimi figli. Diamo, quindi, a Lei, Signor Cardinale, l’incarico di far conoscere a tutti i Vescovi del mondo il Nostro ardente desiderio che si ricorra al Cuore di Gesù, trono di grazie, e che a questo trono si ricorra per mezzo di Maria. Al quale scopo Noi ordiniamo che, a cominciare dal primo dì del prossimo mese di giugno, resti fissata nelle Litanie Lauretane l’invocazione «Regina pacis, ora pro nobis», che agli Ordinarii permettemmo di aggiungervi temporaneamente col Decreto della Sacra Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinarii in data del 16 novembre 1915.

Si levi, pertanto, verso Maria, che è Madre di misericordia ed onnipotente per grazia, da ogni angolo della terra, nei tempi maestosi e nelle più piccole cappelle, dalle regge e dalle ricche magioni dei grandi come dai più poveri tugurî, ove alberghi un’anima fedele, dai campi e dai mari insanguinati, la pia, devota invocazione e porti a Lei l’angoscioso grido delle madri e delle spose, il gemito dei bimbi innocenti, il sospiro di tutti i cuori bennati: muova la Sua tenera e benignissima sollecitudine ad ottenere al mondo sconvolto la bramata pace e ricordi, poi, ai secoli venturi l’efficacia della Sua intercessione e la grandezza del beneficio da Lei compartitoci.

Con questa fiducia nel cuore, Noi imploriamo da Dio su tutti i popoli, che abbracciamo con eguale affetto, le più elette grazie ed impartiamo a Lei, Signor Cardinale, e a tutti i figli Nostri la Benedizione Apostolica.

Dal Vaticano, 5 maggio 1917.

BENEDICTUS PP. XV

venerdì 10 aprile 2015

La Divina Misericordia nella mistica di Angela da Foligno

Un passo molto bello del Libro della santa mistica francescana Angela da Foligno (presentata qui da Papa Benedetto XVI), ci introduce nella comprensione della Divina Misericordia come "medico" che risana l'essere umano con il perdono e "medicina" che lo mantiene in salute attraverso la conversione e la vita di penitenza.
La misericordia di Dio - ci spiega Angela, illuminata da rivelazioni interiori - dev'essere accolta come un dono gratuito, ma essa non agisce in modo "indolore", richiede cambiamento, allontanamento dal peccato, rimorso per il passato e "desiderio di liberarsi dalla malattia". Mostrarsi al medico è la prima cosa da fare, senza dimentica di fare tutto ciò che egli prescrive!
In questo modo va inteso il processo di liberazione dal peccato, non una dichiarazione forense di amnistia, ma un gioioso, sebbene faticoso, cammino di guarigione.

S. Angela da Foligno (1248-1309), Memoriale, cap. IV, il 21° passo
10. La divina misericordia...Ora nuovamente mi ha rivelato una cosa e me l’ha così impressa nel cuore e dimostrata tanto chiaramente, che a fatica posso trattenermi dal gridarla a tutti.
È questa: nessuna persona potrà portare scuse in ordine alla salvezza, perché non c’è bisogno che faccia se non come fa con il medico il malato, che gli manifesta la malattia e si prepara a mettere in atto le cose che gli dice. Così, non è necessario che una persona faccia di più o che si procuri altre medicine; deve soltanto mostrarsi al medico e disporsi a fare tutto quello che lui gli dice; e si guardi bene dal mischiarvi cose contrarie.L’anima capì che la medicina era il suo sangue e che gliela dava lui stesso. Il malato non deve fare altro che prepararsi e allora il medico gli ridà la salute e guarisce la sua malattia.
Qui l’anima capì che tutte le membra avevano una malattia particolare e indicò i loro peccati. Cominciò a contare tutte le membra e le loro colpe, che vide e specificò mirabilmente. Egli ascoltò tutto pazientemente e dopo affermò molto gioiosamente e piacevolmente che la guariva subito e aggiunse: «Maria Maddalena provò dolore, perché era malata, ed ebbe il desiderio di liberarsi dalla malattia. Chiunque ha questo desiderio può trovare come lei la salvezza».
Fece un altro esempio, sebbene fermandomi e meditando sul primo ne avessi per tutta la giornata. Disse: «Quando tornano al Padre i figlioli che con il peccato si allontanarono dal mio regno e si fecero figli del diavolo, egli prova gioia per il loro ritorno e mostra ad essi una letizia speciale, tanta è quella che gusta, e dà loro una grazia particolare, che non concede agli altri che furono vergini e non si separarono da lui. Questo avviene per l’amore del Padre e perché essi, ritornando, si dolgono d’aver offeso una maestà tanto grande, capiscono d’essere degni dell’inferno e hanno una tale conoscenza dell’amore del Padre, che provano un piacere speciale». 
Se volete leggere l'intero "Memoriale" di Sant'Angela da Foligno, lo trovate qui in formato PDF 
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