Cerca nel blog (argomenti, singole parole o frasi):

Condividi

Visualizzazione post con etichetta novus ordo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta novus ordo. Mostra tutti i post

lunedì 29 febbraio 2016

Canti in italiano per la IV domenica di Quaresima - anno C


La seconda puntata delle antifone proprie d'ingresso e comunione, più ritornello del salmo responsoriale, canti composti dal M° Aurelio Porfiri per la IV domenica di Quaresima. E' la domenica della gioia, la domenica Laetare, che invita - a metà del cammino quaresimale - a rallegrarsi per la conversione dei cristiani, raffigurati dall'antica Gerusalemme ricostruita (vedi: Laetare Jerusalem).
Cliccare qui per aprire e scaricare il file PDF che potete visionare qui sotto in anteprima:



Altri post per questa domenica:  I paramenti rosacei
                                                   Gregoriano per la IV domenica di Quaresima

sabato 21 giugno 2014

Canti per il Corpus Domini dal rituale italiano per il culto eucaristico

Tra i canti suggeriti dal libro liturgico che regola Il Rito della comunione fuori della Messa e culto eucaristico, tra cui l'Adorazione e le Processioni teoforiche (cioè che portano Dio stesso sotto le specie del pane), si può trovare una rielaborazione del Lauda Sion (qui testo e traduzione), un adattamento in forma semplice e con intercalare di acclamazioni che mi pare adatta ad ogni coro e, in particolare, all'occasione festosa del Corpus Domini. Fu composto da Federico Caudana nel 1927 per la cattedrale di Cremona. Vi riporto il testo, lo spartito come si trova nel rituale al num. 235 (qui lo spartito polifonico in PDF), e il video musicale con l'esecuzione del brano del Coro di Bonemerse (CR):




Lauda, Sion, Salvatorem,
lauda ducem et pastorem,
in hymnis et canticis.
Sit laus piena, sit sonora, 
sit iucunda, sit decora
mentis iubilatio.  R.

R. Christus vincit, 
    Christus regnat,
    Christus imperat!

Ecce panis angelorum,
factus cibus viatorum:
non mittendus cànibus.
Sit laus piena, sit sonora, 
sit iucunda, sit decora
mentis iubilatio.  R.

Bone pastor, panis vere,
tu nos bona fac videre,
in terra vivéntium.
Sit laus piena, sit sonora
sit iucunda, sit decora
mentis iubilatio.  R.

lunedì 9 giugno 2014

"Messa a scelta": per usare bene il Messale Romano durante il "Tempus per Annum".


Con il giorno di Pentecoste, nel Messale Romano di Paolo VI, si chiude il ciclo pasquale e si apre il "Tempus per Annum", tradotto un po' infaustamente  in italiano come: "Tempo Ordinario".
Questo lungo periodo dell'anno liturgico - che nel rito riformato ambrosiano ha conservato il suo bel nome antico di "Tempo dopo la Pentecoste" - non possiede dei formulari propri per le Messe dei giorni feriali (secondo l'antica costumanza della Chiesa di Roma). Per ogni giorno "verde" la Messa è la stessa della domenica precedente. In alcune settimane dove sono rare le memorie obbligatorie di Santi, il ripetere la stessa Messa risulta un po' pesante. Tuttavia, se il sacerdote non è pigro, questi giorni si prestano in modo speciale ad accogliere le celebrazioni "votive" o "ad diversa" cioè per varie necessità. I formulari di Messe votive sono davvero tanti nel più recente Messale Romano, e sarebbe un peccato non utilizzarli con una certa frequenza - senza però far prevalere i "gusti" del ministro sulle esigenze e necessità devozionali della porzione di popolo di Dio affidatagli.

I "Principi e Norme" per l'uso del Messale si esprimono così a proposito delle celebrazioni votive:
375. Le Messe votive dei misteri del Signore o in onore della beata Vergine Maria o degli Angeli o di qualche Santo o di tutti i Santi, si possono celebrare per la pietà dei fedeli nelle ferie del tempo ordinario, anche se ricorre una memoria facoltativa. Tuttavia non si possono celebrare come votive le Messe che si riferiscono ai misteri della vita del Signore o della beata Vergine Maria, eccetto la Messa della sua Immacolata Concezione, perché la loro celebrazione è in armonia con il corso dell' anno liturgico. 
377. Nelle ferie del tempo ordinario nelle quali ricorrono memorie facoltative o si fa l'ufficio della feria, si può celebrare qualunque Messa o utilizzare qualunque orazione per diverse circostanze, fatta eccezione per le Messe rituali. 
378. Si raccomanda particolarmente la memoria di santa Maria in sabato, perché nella Liturgia della Chiesa viene venerata in modo speciale e prima di tutti i Santi la Madre del Redentore.
Propongo alcuni esempi di sano "pluralismo" liturgico, che - ricordo - non è affatto una novità, ma è parte integrante della modalità romana di affrontare i giorni a cui non è assegnata una celebrazione obbligatoria particolare.

Dunque:
A) Nei giorni successi la Pentecoste (questa settimana....) perché non celebrare più frequentemente la "Messa votiva dello Spirito Santo", quasi a prolungare la gioia della Pentecoste appena celebrata, distendendo a mo' di antica "ottava" la meditazione sul dono dello Spirito Santo? Faccio notare che il Messale italiano riporta ben tre diversi formulari: ciò significa che quella dedicata al Santo Spirito è una Messa particolarmente consigliata e che si intende di frequente celebrazione. (Qui un vecchio post sull'argomento)

B) Le messe votive celebrano Dio stesso o un particolare aspetto del Mistero della Redenzione, la Vergine Maria o un Santo. Secondo il "consiglio" della Chiesa Romana è forte tradizione dell'Ordine Francescano (e di vari altri ordini e congregazioni) la celebrazione settimanale della Memoria mariana nel giorno di Sabato.
I titoli delle Messe votive da usare "a scelta" sono i seguenti:
  • Santissima Trinità
  • Mistero della Santa Croce
  • Santissima Eucaristia
  • Santissimo Nome di Gesù
  • Preziosissimo Sangue di Gesù Cristo
  • Sacratissimo Cuore di Gesù 
  • Spirito Santo 
  • Beata Vergine Maria (a cui si aggiungono anche tutti formulari del Comune)
  • Santi Angeli
  • San Giuseppe
  • Santi Apostoli Pietro e Paolo
  • Tutti i Santi Apostoli
  • San Pietro apostolo
  • San Paolo apostolo
  • Un santo apostolo
  • Tutti i Santi
C) Esistono poi le Messe che intendono focalizzare la preghiera del Popolo di Dio su alcuni aspetti particolari della vita quotidiana, dell'attualità ecclesiale, oppure su problemi emergenti da affidare al Signore, o per il doveroso ringraziamento da elevare a Dio:

Al primo posto troviamo una sezione di Messe per le necessità della "Santa Chiesa"
  • Per la Chiesa universale
  • Per la Chiesa locale
  • Per il Papa
  • Per il Vescovo
  • Per l'elezione del Papa o del Vescovo
  • Per un Concilio o un Sinodo
  • Per una riunione spirituale o pastorale
  • Per i sacerdoti
  • Per il sacerdote celebrante (3 formulari, uno specialmente per un sacerdote in cura d'anime, uno generico e uno nell'anniversario della propria ordinazione)
  • Per i ministri della Chiesa
  • Per i religiosi
  • Per i laici
  • Per le vocazioni agli Ordini Sacri
  • Per le vocazioni religiose
  • Per l'unità dei cristiani (3 formulari)
  • Per l'evangelizzazione dei popoli (2 formulari)
  • Per i cristiani perseguitati
Come chiede l'Apostolo Paolo (1Tm 2,1-2) bisogna poi pregare per i governanti e per la società civile, per poter condurre una vita tranquilla e sicura. Perciò esistono i seguenti formulari:
  • Per la patria o per la comunità civile 
  • Per le autorità civili 
  • Per gli organismi soprannazionali 
  • Per il presidente della repubblica
  • Per il progresso dei popoli
  • Per la pace e la giustizia
  • In tempo di guerra o di disordini
In diverse circostanze della vita sociale possono poi presentarsi delle occasioni particolari e straordinarie che suggeriscono di pregare per particolari esigenze o categorie di persone:
  • All'inizio dell'anno civile
  • Per la santificazione del lavoro
  • Nel tempo della semina
  • Dopo il raccolto
  • Per la fame nel mondo
  • Per i profughi e gli esuli
  • Per i migranti
  • Per i prigionieri
  • Per i carcerati
  • Per gli infermi e i moribondi
  • In tempo di terremoto
  • Per chiedere la pioggia
  • Per chiedere il bel tempo
  • Contro le tempeste 
  • Per qualunque necessità 
  • Per ringraziamento
Nell'ultima sezione il Messale non dimentica - mostrando saggezza e realismo pastorale - alcune "necessità particolari" tipicamente cristiane: il conservare la pace e favorire la riconciliazione tra le persone, nelle famiglie, tra i vicini e tra quelli che devono tornare ad esserlo. Ecco perciò le Messe della IV sezione "ad diversa":
  • Per la remissione dei peccati
  • Per chiedere la virtù della carità
  • Per la concordia
  • Per la famiglia
  • Per i parenti e gli amici
  • Per coloro che ci affliggono
  • Per chiedere la grazia di una buona morte
D) Vorrei infine ricordare le "Messe per i defunti". Non devono essere relegate per il giorno del funerale! Esistono moltissimi formulari per ricordare i nostri cari in diverse circostanze e magari, come si fa nelle famiglie religiose - e in parecchie parrocchie - dedicare una messa mensile a suffragio di tutti i defunti, anche quelli dimenticati.

giovedì 10 aprile 2014

Improperia del Venerdì Santo: una melodia più semplice per eseguirli

Trisagion sul frontone della Basilica di Guadalupe
I giorni della Settimana Santa, carichi di liturgie, mettono davanti alle piccole comunità cristiane un grande dilemma: visto che alcuni dei canti propri sono troppo difficili, o non esistono in melodie per questi canti in italiano, si deve decidere se sostituirli con "altri canti" (più o meno adatti) oppure optare per leggere il testo così come si presenta sul Messale o sui foglietti.
Questo è particolarmente vero per quei canti peculiari che accompagnano il momento dell'Adorazione della Croce nella solenne azione liturgica del Venerdì Santo.
In quest'occasione, e solo in questa occasione, è previsto uno dei canti più antichi della tradizione cristiana, un canto presente in tutte le chiese di tutte le famiglie liturgiche d'Oriente e Occidente, e che - per quanto riguarda la Chiesa Romana - viene eseguito soltanto una volta l'anno in questa precisa liturgia. O meglio, dovrebbe essere cantato una volta l'anno, ma siccome è un tantino complesso e magari nessuno ci ha pensato in tempo, lo si omette, sebbene a malincuore. Sto parlando dell'antichissimo "Trisaghion", che è attestato nelle liturgie occidentali almeno dal V secolo come un canto già tradizionale. Recita così: "Dio Santo, Santo forte, Santo immortale, abbi pietà di noi" (si può ascoltare qui)
La liturgia romana del Venerdì Santo (sia nella forma straordinaria che in quella ordinaria) ha conservato questa invocazione in greco, oltre che in traduzione latina affiancata, e questo testimonia l'antichità del canto (come il Kyrie eleison o l'Alleluia, mai tradotti) e attesta la comunione tra le differenti Chiese di diversa tradizione e provenienza. In Oriente questo ritornello è molto usato in tutte le liturgie (ascoltare qui), mentre in Occidente ne è rimasto solo il vestigio liturgico menzionato.
Dal punto di vista della devozione popolare, però, il Trisaghion è tra le preghiere inserite nella "Coroncina della Divina Misericordia" e grazie alla grande diffusione di questa pia pratica relativamente recente, l'antica preghiera di invocazione è ora ampiamente tornata anche sulla labbra dei cristiani latini
Tornando al Venerdì Santo, il Trisaghion viene intercalato con la prima parte dei cosiddetti "improperia", cioè con le frasi di lamento e di richiesta di spiegazioni rivolte a nome di Gesù al suo popolo che l'ha tradito e abbandonato alla morte di Croce.
Ho trovato una forma semplificata di questo canto, che fa uso di una melodia davvero facile e orecchiabile, studiata appositamente per i cori delle piccole chiese non preparati ad affrontare i canti elaborati del Graduale Romanum (ascoltare questa versione). E' proposta dalla spagnola Fraternidad de Cristo Sacerdote y Santa María Reina, che fornisce lo spartito (da scaricare qui) e ne ha registrato un'esecuzione di prova:


Il testo della prima parte dei "Lamenti del Signore", con il Trisaghion per ritornello, è preso dal Messale Romano attuale:

LAMENTI DEL SIGNORE - I

Popolo mio che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato? Dammi risposta.

Io ti ho guidato fuori dall'Egitto,
e tu hai preparato la Croce al tuo Salvatore.

Hágios o Theós. Sanctus Deus.
Hágios ischyrós. Sanctus fortis.
Hágios athánatos, eléison himás. Sanctus immortális, miserére nobis.

Perché ti ho guidato quarant'anni nel deserto,
ti ho sfamato con manna,
ti ho introdotto in paese fecondo,
tu hai preparato la Croce al tuo Salvatore.

Hágios o Theós...

Che altro avrei dovuto fare e non ti ho fatto?
Io ti ho piantato, mia scelta e florida vigna,
ma tu mi sei divenuta aspra e amara:
poiché mi hai spento la sete con aceto
e hai piantato una lancia nel petto del tuo Salvatore.

Hágios o Theós...

IN LATINO

Pópule meus, quid feci tibi? Aut in quo contristávi te? Respónde mihi!

Quia edúxi te de terra Ægypti: parásti Crucem Salvatóri tuo.

Hágios o Theós.
Sanctus Deus.

Hágios Ischyrós.
Sanctus Fortis.

Hágios Athánatos, eléison himás.
Sanctus Immortális, miserére nobis.

Quia edúxi te per desértum quadragínta annis,
et manna cibávi te, et introdúxi te in terram satis bonam:
parásti Crucem Salvatóri tuo.

Hágios o Theós....

Quid ultra debui facere tibi, et non feci?
Ego quidem plantavi te vineam meam speciosissimam:
et tu facta es mihi nimis amara:
aceto namque sitim meam potasti:
et lancea perforasti latus Salvatoris tui.

martedì 4 marzo 2014

E' possibile cantare il proprio della Messa in italiano? Proviamoci!


Inizia il tempo di Quaresima, un tempo davvero penitenziale per chi desidera cantare ogni giorno "qualcosa" alla S.Messa. Infatti i canti in italiano "adatti" alla Quaresima (e conosciuti da chi deve cantare...) non sono poi tantissimi, e alla messa feriale quotidiana, dopo un po', vengono a noia.
In più, aggiungiamo, spesso e volentieri la musica, il ritmo o qualche altra caratteristica, rende questo o quel canto inadatta alla celebrazione o al cantore di turno.
Quello che propongo in questo post può sembrare un po' drastico: infatti è ciò che intendevano i Padri del Vaticano II quando insistevano che bisogna cantare LA Messa, non cantare A Messa.
Mi sono chiesto: è possibile arrivare a cantare il proprio della Messa, tutti i giorni diverso, ma in italiano; in modo però semplice e snello, che non richieda particolare abilità e magari nemmeno un accompagnamento musicale? Sembra il desiderio di quadrare il cerchio... Eppure c'è una soluzione, di organico adattamento che, almeno per la Quaresima, è fattibile.
Tutti sanno che il Graduale Romanum post-conciliare (qui ora reso disponibile online) riporta per ogni giorno feriale di Quaresima dei canti propri (o appropriati).
Se prendiamo, per es., le antifone dell'introito (il canto d'ingresso) ci rendiamo conto che i testi proposti dal Graduale sono gli stessi che troviamo, in Italiano, ai corrispondenti giorni del Messale Romano. Attenzione: non sempre le antifone del Graduale e del Messale coincidono. In Quaresima si dà il caso che lo facciano. Perciò abbiamo la traduzione ufficiale di questi testi, per la gran parte testi biblici (e in particolare salmi).
Se dunque prendiamo i testi delle antifone del Messale, aggiungendo il versetto del salmo proposto dal Graduale, e utilizziamo gli otto toni gregoriani per rivestire il tutto di musica, otteniamo dei canti "propri" da intonare con "feriale" semplicità.

Provando a mettere in pratica la teoria, ecco un esempio di quello che intendo. Certo sono solo una prova, un esperimento, a voi il giudizio e magari qualche commento per migliorare (ne sono già arrivati e perciò il lavoro è cambiato). Seguendo questo sistema, una volta ripassati i toni gregoriani, si possono eseguire le antifone d'introito, cantando così - pur se in maniera semplicissima - i testi propri di ogni Messa (invece che i soliti-quattro-canti-sempre-uguali-presi-dal-libretto).
Cliccando sull'immagine sottostante (o su questo collegamento) potete scaricare il PDF con lo spartito di esempio che riporta gli introiti per i primi cinque giorni feriali della Quaresima.


lunedì 16 dicembre 2013

Spartito con il Canto delle Profezie per la Novena di Natale: Regem venturum Dominum, venite adoremus!

Dal 16 al 24 dicembre si contano i giorni della Novena di Natale, la più antica, la "madre" di tutte le novene (leggete qui). In questo tempo si cantano anche le 7 antifone "O" (vedi qui).
Più tardive sono altre composizioni, entrate nell'uso devozionale del popolo di Dio, come il Canto delle Profezie, un invitatorio che si premette alla recita serale della Novena natalizia.
Ed ecco qui lo spartito in notazione quadrata, con il ritornello classico in latino ma con le strofe in adattamento italiano, per cantare le Profezie all'inizio di ogni celebrazione della Novena. Ve lo posto come immagine e, sotto, come PDF. 
Altri post con spiegazioni, testo originale, traduzione e file musicali da ascoltare delle Profezie della Novena li trovate qui:

- Il canto del Regem venturum Dominum...
- Il canto delle Profezie

cliccare per ingrandire














     Per scaricare il PDF cliccare qui

venerdì 22 novembre 2013

Iniziamo finalmente a mettere in pratica il Concilio per ciò che riguarda la musica sacra: l'appello di James MacMillan

Oggi è Santa Cecilia, patrona della Musica, e della Musica sacra in maniera del tutto particolare.
In questi giorni di preparazione alla sua festa è uscito sul giornale britannico Daily Telegraph un articolo di rara forza, firmato nientemeno che dal maestro James MacMillan, uno dei più grandi compositori cattolici viventi. Fu proprio lui ad essere scelto, fra tutti i musicisti del Regno Unito, per scrivere la Messa per la visita di Papa Benedetto XVI in Inghilterra e Scozia, in occasione della beatificazione del card. John Henry Newman.

Questo rinomato musicista scozzese compone opere sinfoniche e liriche, e la sua fede cattolica l'ha sempre ispirato, anche e soprattutto nel suo lavoro. Credente e praticante, oltre alla sua attività di professionista della musica nei circuiti internazionali, ha sempre curato con umiltà il coro della sua parrocchia, per il quale ha scritto tanto. E non solo per il coro, ma anche per i canti assembleari, secondo quello che fino a pochi anni fa era "sentito" come il solo desiderio dei Padri Conciliari riguardo la musica: cioè che tutti potessero cantare tutto. Il mito è crollato da tempo, ma resiste nella pratica parrocchiale. 

James MacMillan - come tanti e tanti prima e insieme a lui - non lesina accorate denunce alla sciatteria e al pressapochismo musicale in cui si è inabissata mediamente la musica liturgica cattolica. I soli canti assembleari non possono essere l'unica o la preponderante forma di musica per la liturgia. La gente fatica a cantare, non è preparata, e, prima di tutto, non può tenere a memoria tutto, ha bisogno di libretti, sussidi ecc., con il risultato che comunque, anche per le difficoltà tecniche di molti brani, ci si riduce ad un repertorio ristretto di "soliti" canti, utilizzati tutto l'anno liturgico. "Tanto perché bisogna cantare qualcosa".
Come il Card. Bartolucci, anche MacMillan ricorda che il Concilio non voleva che si cantasse "a Messa", questo lo si faceva anche prima del Concilio (il canto popolare in Chiesa non è nato nel 1965, come alcuni fanno finta di credere). I Padri volevano che si tornasse, come in antico, a "cantare LA Messa", cioè i testi propri della celebrazione. Prova ne sia lo sforzo profuso dopo il Concilio nel riorganizzare interamente il Graduale Romanum sulla scorta dell'Ordo Cantus Missae. Libri dimenticati dai litugisti-musicisti-traduttori, che anche in Italia hanno promosso "repertori nazionali" di canti (spesso pieni di composizioni degli stessi curatori....) a scapito della grande tradizione musicale anche parrocchiale (le corali con il loro dignitoso patrimonio) lasciate morire piano piano a vantaggio dei "ragazzi con la chitarra". 

Ma MacMillan non si limita alla lamentela. Non ci sarebbe nulla di nuovo. Egli invece ha una ricetta e un gesto simbolico. Ha promesso di non scrivere più nessuna composizione di canto assembleare. Ce ne sono già troppi di inni e cantici per l'assemblea, e questo - egli sostiene - ha ucciso il canto del Proprio della Messa.
Contestualmente indica la via da seguire per rinnovare in maniera semplice ma efficace la musica liturgica secondo il volere autentico del Concilio Vaticano II. Tornare alle forme della tradizione cattolica. Ciò significa sì guardare al gregoriano, ma con l'occhio rivolto al presente e al futuro. 
Imparando dalle soluzioni non applicate del Graduale Simplex e di altri pionieri, soprattutto americani, del ritorno al canto semplice, antifonale, proprio della liturgia romana più antica e più autentica.
Il testo deve prevalere sulle forme musicali, e queste devono essere semplici e adatte al popolo: antifone ripetute in maniera responsoriale, non lunghi inni o canti complicati. Alla Schola, che deve essere curata, deve tornare la ministerialità liturgica dei canti più complessi, quelli da ascoltare, secondo le melodie gregoriane più fiorite o la polifonia che penetra nell'anima di chi, in modo meditativo sa partecipare in maniera attiva "con le orecchie", e non solo con la bocca.

Anche sulla questione della lingua MacMillan è molto pratico, eppure fedele: le melodie sillabiche gregoriane sono nate per potersi adattare a testi differenti, e non solo nella lingua latina. Un esempio della "soluzione semplice" che propugna è il Graudale Parvum, elaborato dal sacerdote oratoriano Guy Nicholls. Si tratta di una semplificazione ulteriore del Simplex, che si può cantare sia in inglese che in latino: musica semplice, cantabile e funzionale alla liturgia. A proposito: se qualcuno con le necessarie competenze ne facesse un adattamento anche in italiano, sarebbe da considerare benemerito della più autentica riforma liturgica!
Potete scaricare questo splendido libro di musica liturgica semplicissima a questo link.
James MacMillan scende dunque in campo a favore dell'adattamento del grande patrimonio di melodie modali trasmessoci dalla tradizione. Non si tratta di tradurre i canti gregoriani, ma, fedeli alla tradizione di prendere esempio dal modo antico di comporre e adattare i testi e rilanciare questo modo, che tanto bene si adatta alle assemblee liturgiche, permettendo loro di pregare cantando. Non riempiendosi la bocca di canzoncine senza alcun valore dottrinale o riferimenti biblici e fornite di melodie scadenti e ritmi da balera, ma cantando i testi propri della Messa, anche nelle lingue moderne, ma secondo le formule musicali tramandateci dai secoli passati e mai - fino a poco tempo fa - cadute completamente in disuso.

venerdì 8 novembre 2013

Missale Romanum cum lectionibus: tutto online il messale con lezionario latino di Paolo VI


Un enorme dono si aggiunge in questi giorni alle altre risorse liturgiche già disponibili in rete. E' stato digitalizzato e messo in internet, a disposizione di tutti, il "Missale Romanum cum lectionibus" cioè il Messale Romano quotidiano (I edizione) provvisto di lezionario in latino, in quattro volumi. Un'opera degli anni '70, esaurita da tempo, ma che farebbe tanto comodo avere a chi vuole studiare approfonditamente la riforma liturgica e le traduzioni, non solo dell'eucologia, ma altresì di tutta la liturgia della Parola nella Messa.
Dobbiamo tributare, perciò, un altro grosso applauso di gratitudine alla Jean de Lalande Library per questo sforzo di scannerizzazione delle 7,777 pagine (numero perfettissimo!). Chi volesse può anche sostenere economicamente le attività liturgiche e musicali di questo ramo della benemerita Corpus Christi Watershed.
Qui di seguito tutti i file da scaricare sul vostro PC per avere a disposizione i PDF di questo mastodontico e meraviglioso lavoro:


+  PRIMO VOLUME • Pages 1-733   (Missale Romanum cum lectionibus)

+   PRIMO VOLUME • Pagg. 733-1273   (Missale Romanum cum lectionibus)

+   PRIMO VOLUME • Pagg. 1273-1983   (Missale Romanum cum lectionibus)

+   SECONDO VOLUME • Pagg. 1-613   (Missale Romanum cum lectionibus)

+   SECONDO VOLUME • Pagg. 613-1305   (Missale Romanum cum lectionibus)

+   SECONDO VOLUME • Pagg. 1305-1932   (Missale Romanum cum lectionibus)

+   TERZO VOLUME • Pagg. 1-739   (Missale Romanum cum lectionibus)

+   TERZO VOLUME • Pagg. 739-1303   (Missale Romanum cum lectionibus)

+   TERZO VOLUME • Pagg. 1303-2031   (Missale Romanum cum lectionibus)

+   QUARTO VOLUME • Pagg. 1-575   (Missale Romanum cum lectionibus)

+   QUARTO VOLUME • Pagg, 575-1189   (Missale Romanum cum lectionibus)

+   QUARTO VOLUME • Pagg, 1189-1831   (Missale Romanum cum lectionibus)


giovedì 31 ottobre 2013

Iustorum Animae: canto di Offertorio della Messa di Tutti i Santi

Un bellissimo testo per il canto di offertorio della Messa di Tutti i Santi è, senza dubbio, quello detto "proprio" (che a volte potrebbe essere sostituito, e invece lo è quasi sempre!). L'antifona offertoriale è la stessa sia nella forma Ordinaria che Straordinaria del Rito Romano.
Il testo biblico è tratto dal libro della Sapienza (Sap 3, 1.2.3) e oggi è un brano usato spessissimo dalla liturgia come prima lettura dei funerali:


Iustórum ánimæ in manu Dei sunt, et non tanget illos torméntum malítiæ.
Visi sunt óculis insipiéntium mori, illi autem sunt in pace.
Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio e nessun tormento li tocca.
Pàrvero morire agli occhi degli stolti, ma invece essi sono nella pace.

Il canto gregoriano è piuttosto difficile, ma un coro anche piccolo può dirottare verso il mottetto del Perosi che potete ascoltare nel video allegato al post. L'animo sacerdotale e pastorale di don Lorenzo Perosi sapeva scrivere musica semplice eppure capace di nobilitare anche le celebrazioni delle parrocchie piccole e prive di mezzi particolari.
Scarica qui lo spartito del Perosi, Iustorum animae a due voci dispari con accompagnamento d'organo.


Canta: il Coro della Polifonica Ambrosiana, Giuseppe Biella.

giovedì 10 ottobre 2013

L'intero Messale Italiano-Latino del 1965 (feriale) digitalizzato e disponibile nel web

E' stata una grande fatica e un'impresa non da poco scansionare una ad una le oltre mille pagine del Messale feriale Italiano-Latino del 1965, e comprimere poi abbastanza il PDF per postarlo sul Web (sono venuti comunque più di 230MB!). Ma ce l'abbiamo fatta e ne valeva la pena.
In collaborazione con altri confratelli che hanno dato una mano notevole, ecco a voi - credo per la prima volta tutto intero in formato digitale - il Messale feriale del 1965.
Dico "feriale", perché la traduzione "provvisoria" postconciliare del Messale del 1962 era uscita in due volumi (uno per le domeniche e solennità e l'altro per i giorni feriali). Molti ne hanno sentito parlare, ma non avevano avuto la possibilità di vedere questo primo frutto della riforma liturgica secondo le indicazioni di Sacrosanctum Concilium e il volere del Papa Paolo VI.
Il testo latino, in carattere più piccolo, corre su ogni pagina e la traduzione accurata e letterale (a volte troppo letterale) l'accompagna, permettendo un passaggio "soft" tra l'antica e la nuova forma. Il calendario e i formulari sono identici a quelli del Messale del 1962, mentre le rubriche sono già semplificate rispetto al Vetus Ordo. C'è anche da dire che a questo stadio della riforma, durato dal 1964/5 al 1969/70, avevano aderito pressoché tutti. Anche Mons. Lefebvre non aveva problemi con questa soluzione ed esperimento pratico della riforma liturgica (vedi questo post)
Se, in seguito, alcuni non avessero avuto tanta fretta di arrivare a definire la forma nuova della Messa, ma si fosse proceduto con la calma dell'albero secolare che cresce (invece che con la rapidità del condominio da costruire), probabilmente oggi la questione liturgica sarebbe molto meno segnata da cicatrici e risentimenti.
Potete scaricare al collegamento qui sotto il prezioso volume in formato PDF. Google Drive dice che il file supera la dimensione massima gestibile dal sito, ma comunque fa iniziare il download confermando la richiesta

venerdì 28 giugno 2013

Il canto solenne del Papa Giovanni Paolo II nella Messa dei SS. Pietro e Paolo.

Era il 29 giugno del lontano 1985, Papa Giovanni Paolo II, nel pieno delle sue forze canta la Messa solenne dei Santi Patroni di Roma. L'Ordinario della Messa dell'incoronazione di Mozart fu eseguito per l'occasione dall'Orchestra filarmonica di Vienna e il coro Wiener Singverein, diretti dal celeberrimo maestro Herbert von Karajan. Potete ascoltare a questo link tutte le parti cantate.
Nei tre videoclip sottostanti vi faccio sentire solo alcune preghiere cantate dal Pontefice polacco, con la sua voce potente e intonata. Si tratta della colletta della Messa del giorno, del prefazio in tono solenne e della benedizione finale. Il canto delle preghiere presidenziali ha il vantaggio di "rallentare" la dizione dei testi e di sottolinearne i parallelismi con le cadenze (come si può notare nella colletta e meglio ancora nel prefazio).
Dopo aver ascoltato i testi cantati dal Beato Wojtyla si coglie meglio perché il canto del celebrante non vada considerato trascurabile o retaggio medievale da superare. Si pone piuttosto come "collante sonoro" che annoda il vecchio e il nuovo rito e rende "udibile" la continuità pur nella diversità dei testi. Potremmo parlare di "ermeneutica musicale" dei testi liturgici?

Deus, qui huius diéi venerándam sanctámque lætítiam in apostolórum Petri et Pauli sollemnitáte tribuísti, da Ecclésiæ tuæ eórum in ómnibus sequi præcéptum, per quos religiónis sumpsit exórdium.Per Dóminum nostrum Iesum Christum Filium tuum, qui tecum vívit et régnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum. Amen.
O Dio, che allieti la tua Chiesa con la solennità dei santi Pietro e Paolo, fa' che la tua Chiesa segua sempre l'insegnamento degli Apostoli dai quali ha ricevuto il primo annunzio della fede.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen


Vere dignum et iustum est, æquum et salutáre,
nos tibi semper et ubíque grátias ágere:
Dómine, sancte Pater, omnípotens ætérne Deus.

Quia nos beáti apóstoli Petrus et Paulus tua dispositióne lætíficant:
hic princeps fídei confiténdæ,
ille intellegéndæ clarus assértor;
hic relíquiis Isræl instítuens Ecclésiam primitívam,
ille magíster et doctor géntium vocandárum.
Sic divérso consílio unam Christi famíliam congregántes,
par mundo venerábile, una coróna sociávit.

Et ídeo cum Sanctis et Angelis univérsis
te collaudámus,
sine fine dicéntes:
È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.

Tu hai voluto unire in gioiosa fraternità  i due santi apostoli:
Pietro, che per primo confessò la fede nel Cristo,
Paolo, che illuminò le profondità del mistero;
il pescatore di Galilea, che costituì la prima comunità con i giusti di Israele,
il maestro e dottore, che annunziò la salvezza a tutte le genti.
Così, con diversi doni, hanno edificato l'unica Chiesa,
e associati nella venerazione del popolo cristiano
condividono la stessa corona di gloria.

E noi, insieme agli angeli e ai santi,
cantiamo senza fine l'inno della sua lode:



Benedizione solenne

domenica 2 giugno 2013

Canto di comunione per il Corpus Domini (Anno C)


Il canto di comunione proposto dal Graduale Romanum per la solennità del Corpus Domini (per l'Anno C del lezionario festivo) riprende il testo della seconda lettura - i versetti 24 e 25 del cap. 11 della Prima lettera di san Paolo ai Corinzi - che riporta le parole di Cristo:
«Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». ... «Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me».

Questo canto è previsto di norma per la prima domenica di Passione (la V domenica di Quaresima), ma è utilizzato ogni 3 anni anche in nell'occasione odierna. Ecco il video musicale e sotto anche lo spartito.



venerdì 31 maggio 2013

Il prefazio del Corpus Domini

Ascoltiamo il prefazio per la festa del Corpus Domini cantato in tono solenne, è il praefazio I De Eucharistia. Benedetto XVI, oltre alla buona intonazione fin nella tarda età, aveva un'altra qualità nel cantare o leggere in latino non comune tra i suoi conterranei: la pronuncia romana. Se avete presente come pronunciano solitamente il latino ecclesiastico i tedeschi (o i polacchi...), potete capire quanto diversa e "inculturata" era la scelta fatta da Papa Ratzinger (e prima di lui da Giovanni Paolo II). Qualche esempio per capire meglio: leggiamo "angeli" e non "angheli", pronunciamo la "c" con suono dolce e non trasformandola in "z" (caeli caelorumque....zeli zelorumque), con queste e altre attenzioni i papi "stranieri" sapevano rendere il loro latino perfettamente "italiano" e gradevole da ascoltare per le orecchie italiche.



Vere dignum et iustum est, æquum et salutáre,
nos tibi semper et ubíque grátias ágere:
Dómine, sancte Pater, omnípotens ætérne Deus:
per Christum Dóminum nostrum.

Qui, verus æternúsque Sacérdos, formam sacrifícii perénnis instítuens,
hóstiam tibi se primus óbtulit salutárem,
et nos, in sui memóriam, præcépit offérre.
Cuius carnem pro nobis immolátam dum súmimus, roborámur,
et fusum pro nobis sánguinem
dum potámus, ablúimur.

Et ídeo
cum Angelis et Archángelis,
cum Thronis et Dominatiónibus,
cumque omni milítia cæléstis exércitus,
hymnum glóriæ tuæ cánimus,
sine fine dicéntes:

A differenza della Forma Straordinaria che utilizzava il prefazio del Natale anche per il Corpus Domini, la Forma Ordinaria ha ben due prefazi De SS. Eucharistia (e ne ha molti altri in più). Può sembrare bizzarra la scelta del messale antico (nota: pre 1962), e invece, se ci pensiamo, è piuttosto consona alla teologia eucaristica romana medievale: nell'eucaristia vedo visibilmente il corpo del Signore, come lo vedevano quanti incontravano il Verbo incanato. Ora, nel sacramento, posso entrare in contatto e in comunione con ciò che vedo "corporalmente" del Verbo di Dio: così, per es., diceva anche san Francesco, secondo quanto afferma il prefazio natalizio: dum visibiliter Deum cognoscimus, per hunc in invisibilium amorem rapiamur (mentre conosciamo Dio visibilmente, per mezzo di ciò siamo rapiti all'amore delle realtà invisibili). In Cristo vediamo l'umanità e crediamo alla divinità. Nell'Eucaristia non vediamo né umanità, né divinità, ma crediamo sulla Parola di Gesù che ha detto: "Questo è il mio corpo"!
Il prefazio "nuovo" invece lega il sacrificio della Croce alla comunione eucaristica, vedendo l'identità del corpo immolato del Salvatore e del sangue da lui versato con i santi doni che vengono assunti nella celebrazione del "perenne sacrificio" che "l'eterno Sacerdote" ci ha comandato di offrire. Penso che oggi questa accentuazione sia quanto mai importante da sottolineare.

domenica 12 maggio 2013

Il Graduale Simplex completo in versione digitale e gratis! Stellare!

Un altro spettacolare dono messo in rete dalla Associazione americana Musica Sacra. Questa volta si tratta del testo completo digitalizzato a colori e reso in file PDF del libro di canto gregoriano per le "chiese minori", ovvero il "Graduale simplex" postconciliare, l'unico libro di canti nato per mandato esplicito del Concilio Vaticano II (cf. Sacrosanctum Concilium 117) studiato per accompagnare il rito della Messa nella forma ordinaria.
Questo libro completamente scannerizzato contiene testi e melodie gregoriane autentiche, spesso più antiche (e per questo più semplici) dei corrispondenti canti ornati da melismi di difficile esecuzioni che si trovano nel Graduale Romanum. Molte antifone sono riprese anche dall'Ufficio Divino e utilizzate, per l'identità del testo, come introiti, offertori o canti di comunione. E' un gran bel libro (leggi qui), che i seminaristi e i cori parrocchiali dovrebbero senza dubbio tener presente e frequentare, sia per imparare il canto semplice dell'ordinario della Messa (è incluso un "Kyriale simplex), e ancor più per i canti "appropriati" alle diverse solennità e tempi liturgici dell'anno. Una perla poco conosciuta finora. Speriamo che la digitalizzazione ne favorisca la diffusione, secondo lo spirito autentico del Concilio Vaticano II.

Scaricatelo e copiatevelo sui vostri PC! Lo trovate a questo link (84MB) da non perdere, assolutamente.

martedì 12 marzo 2013

I libretti per seguire i riti di oggi: la Messa pro eligendo e l'ingresso in Conclave


L'ufficio delle celebrazioni papali ci offre i PDF dei libretti preparati per i riti che accompagneranno oggi le fasi iniziali dell'elezione del nuovo Pontefice. Sul sito del Vaticano, naturalmente, ci sarà la diretta streaming (vedi qui).
E' dunque disponibile il libretto per seguire la Messa "pro eligendo Romano Pontifice", che verrà presieduta alle 10 dal card. Sodano, con la partecipazione di tutti i cardinali. A seguire trovate il libretto per l'ingresso in Conclave e per il solenne giuramento dei cardinali. Come vedete, a differenza del testo per la Messa, che riporta le solite traduzioni a fronte in italiano e inglese, il testo per l'inizio del Conclave è solo in latino, perché non è pensato "per motivi pastorali", ma solo per i cardinali e gli altri prelati e chierici che devono officiare i riti preelettorali: si intende che almeno essi sappiano il semplice latino che è loro presentato....


Scarica qui il libretto


Scarica qui il libretto

giovedì 28 febbraio 2013

Messa Pro eligendo Pontifice

Come ricorda il num. 19 dell'Ordo dei Riti del Conclave, non solo i Cardinali, ma anche i fedeli e i pastori sparsi in tutto il mondo hanno un compito importante durante il tempo della Sede vacante: pregare perché il Signore si degni di dare un nuovo Sommo Pontefice alla sua chiesa, in maniera sollecita e unanime: 
Tutti i pastori e i fedeli, in tutto il mondo, elevino a Dio ferventi orazioni perché illumini le menti degli Elettori e li renda concordi nello svolgimento del loro ufficio, sì che l’elezione del Romano Pontefice sia sollecita, unanime e giovi alla salvezza delle anime e al bene di tutto il popolo di Dio.
(Officium de liturgicis celebrationibus Summi Ponteficis, Ordo Rituum Conclavis, 19)
Per questo nel Messale Romano esiste il formulario della Messa per l'elezione del Romano Pontefice che è bene dire - nonostante la Quaresima - in alcuni giorni della Sede Vacante, a cominciare, per es., da domani. Questa Messa non si può utilizzare nelle domeniche del tempo di Quaresima, ma nei giorni feriali, vista la "grave necessità" è addirittura cosa buona e ben giusta utilizzare il formulario seguente, che di solito è non solo permesso, ma anche proposto ai loro presbiteri dagli Ordinari diocesani.
Vi riporto il formulario in maniera completa, anche con le letture proprie e con le parti del proprio in latino, per confrontare la traduzione.... (Qui potete scaricare il formato .Doc dal sito della CEI: è la Messa in occasione della Sede Vacante del 2005) 

Al collegamento seguente trovate - e potete scaricare in PDF - tutti i testi della Missa Pro eligendo in Forma Ordinaria in lingua Latina. Ci sono anche gli spartiti in canto gregoriano.

ATTENZIONE SACERDOTI: Durante la Preghiera Eucaristica (il Canone) non si deve né si può più menzionare il nome di Benedetto XVI, il quale, pur non essendo affatto morto, non può né deve essere considerato più "Sommo Pontefice" (nonostante i titoli che la Sala Stampa afferma continuerà ad usare, ai quali comunque non corrisponde alcun ufficio o potestà).
Questo non è un dettaglio da poco: se la Sede di Pietro non fosse davvero "vacante", non si potrebbe affatto procedere all'elezione di un nuovo Papa. Anzi, un Papa eletto durante il pontificato del suo predecessore canonicamente in carica, sarebbe semplicemente un Antipapa (Dio non voglia!). Il non menzionare il Papa (defunto o rinunciante) nel linguaggio liturgico dice che chiediamo a Dio l'elezione del nuovo e unico Papa, perché la Chiesa non può rimanere senza il supremo pastore visibile.



MESSA PER L’ELEZIONE DEL ROMANO PONTEFICE

ANTIFONA D’INGRESSO 1Sam 2,35

«Farò sorgere al mio servizio un sacerdote fedele che agirà secondo i desideri del mio cuore;
io gli darò una casa stabile e camminerà alla mia presenza per sempre»

Suscitábo mihi sacerdótem fidélem, qui iuxta cor meum et ánimam meam fáciet;
et aedificábo ei domum fidélem, et ambulábit coram me cunctis diébus.

COLLETTA
Preghiamo.
O Dio, pastore eterno, che governi il tuo popolo con sollecitudine di padre, dona alla tua Chiesa un pontefice a te accetto per santità di vita, interamente consacrato al servizio del tuo popolo. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. R. Amen.

Oremus. Deus, qui, pastor aetérnus, gregem tuum assídua custódia gubérnas, eum imménsa tua pietáte concédas Ecclésiae pastórem, qui tibi sanctitáte pláceat, et vígili nobis sollicitúdine prosit. Per Dóminum.

LITURGIA DELLA PAROLA

PRIMA LETTURA
Il Signore mi ha mandato a portare il lieto annunzio

Dal libro del profeta Isaia. 61, 1-3a. 6a. 8b-9

Lo spirito del Signore Dio è su di me
perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione;
mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai miseri,
a fasciare le piaghe dei cuori spezzati,
a proclamare la libertà degli schiavi,
la scarcerazione dei prigionieri,
a promulgare l’anno di misericordia del Signore,
un giorno di vendetta per il nostro Dio,
per consolare tutti gli afflitti,
per allietare gli afflitti di Sion,
per dare loro una corona invece della cenere,
olio di letizia invece dell’abito da lutto,
canto di lode invece di un cuore mesto.
Voi sarete chiamati sacerdoti del Signore,
ministri del nostro Dio sarete detti.
Così dice il Signore:
«Io darò loro fedelmente il salario,
concluderò con loro un’alleanza perenne.
Sarà famosa tra i popoli la loro stirpe,
i loro discendenti tra le nazioni.
Coloro che li vedranno ne avranno stima,
perché essi sono la stirpe che il Signore ha benedetto.

Parola di Dio
R. Rendiamo grazie a Dio.


SALMO RESPONSORIALE dal Salmo 88 (89)

Rit. Signore, la tua misericordia canterò in eterno.

«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
ti darò un trono che duri nei secoli. Rit.

Ho trovato Davide, mio servo,
con il mio santo olio l’ho consacrato.
La mia mano è il suo sostegno,
il mio braccio è la sua forza. Rit.

La mia fedeltà e la mia grazia saranno con lui
E nel mio nome si innalzerà la sua potenza.ù
Egli mi invocherà: Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza». Rit.

SECONDA LETTURA
Il corpo riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini. 4, 11-16

Fratelli, Cristo ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo. Questo affinché non siamo più come fanciulli sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, secondo l’inganno degli uomini, con quella loro astuzia che tende a trarre nell’errore. Al contrario, vivendo secondo la verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo, dal quale tutto il corpo, ben compaginato e connesso, mediante la collaborazione di ogni giuntura, secondo l’energia propria di ogni membro, riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità.

Parola di Dio
R. Rendiamo grazie a Dio.

CANTO AL VANGELO Gv 15,9

Alleluia, alleluia,  (oppure, in Quaresima: Lode a te o Cristo, Re di eterna gloria)
Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi.
Rimanete nel mio amore.
Alleluia.

VANGELO
Io vi ho scelti e vi ho costituiti perché portiate frutto

Dal Vangelo secondo Giovanni. 15, 9-17

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando.
Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri».

Parola del Signore
R. Lode a te, o Cristo.

PREGHIERA DEI FEDELI

Fratelli carissimi, rivolgiamo la nostra fervida preghiera a Dio, Padre onnipotente, che vuole la salvezza di tutti gli uomini chiamandoli alla conoscenza della verità.

Il Lettore: Preghiamo il Signore: Noi ti preghiamo, ascoltaci.

1. Per la Chiesa diffusa su tutta la terra: perché Iddio la custodisca e la protegga, preghiamo il Signore:
Rit. Noi ti preghiamo, ascoltaci.

2. Per i Cardinali chiamati ad eleggere il Romano Pontefice: perché illuminati dalla grazia dello Spirito Santo,
indichino un degno padre e pastore alla Chiesa, che si dedichi con tutte le forze al servizio del popolo di Dio, preghiamo il Signore:
Rit. Noi ti preghiamo, ascoltaci.

3. Per tutti i popoli della terra: perché tra coloro che costituiscono una sola famiglia di figli di Dio, regnino la pace e la concordia, preghiamo il Signore:
Rit. Noi ti preghiamo, ascoltaci.

4. Per tutti coloro che sono oppressi da varie difficoltà: perché Dio si degni di confortarli, preghiamo il Signore:
Rit. Noi ti preghiamo, ascoltaci.

5. Per noi stessi: perché Dio ci renda degni di unirci all’offerta del Cristo, preghiamo il Signore:
Rit. Noi ti preghiamo, ascoltaci.

O Dio, nostro rifugio e nostra forza, accogli l’umile preghiera della tua Chiesa: tu che infondi in noi una fiducia filiale nel tuo amore di Padre, donaci di ottenere con pienezza ciò che ti domandiamo con fede.
Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.

SULLE OFFERTE

Apri, Signore, i tesori della tua misericordia e per quest’offerta, espressione viva della nostra fede, allieta la tua Chiesa con il dono di un papa secondo il tuo cuore. Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.

Tuae nobis, Dómine, abundántia pietátis indúlgeat, ut, per sacra múnera quae tibi reverénter offérimus, gratum maiestáti tuae pastórem Ecclésiae sanctae praeésse gaudeámus. Per Christum

PREFAZIO

(DELLE DOMENICHE DEL TEMPO ORDINARIO IX*:  La missione dello Spirito nella Chiesa 
oppure: PREFAZIO DEGLI APOSTOLI I )


C. Il Signore sia con voi.
R. E con il tuo spirito.
C. In alto i nostri cuori.
R. Sono rivolti al Signore.
C. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
R. E’ cosa buona e giusta.

E’ veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.

In ogni tempo tu doni energie nuove alla tua Chiesa
e lungo il suo cammino
mirabilmente la guidi e la proteggi.
Con la potenza del tuo Santo Spirito
le assicuri il tuo sostegno,
ed essa, nel suo amore fiducioso,
non si stanca mai d’invocarti nella prova,
e nella gioia sempre ti rende grazie
per Cristo nostro Signore.

Per mezzo di lui cieli e terra inneggiano al tuo amore;
e noi, uniti agli angeli e ai santi,
cantiamo senza fine la tua gloria: Santo, Santo, Santo…

PREFATIO DE APOSTOLIS I: Vere dignum et iustum est, aequum et salutáre, nos tibi semper et ubíque grátias ágere: Dómine, sancte Pater, omnípotens aetérne Deus: Qui gregem tuum, Pastor aetérne, non déseris, sed per beátos Apóstolos contínua protectióne custódis, ut iísdem rectóribus gubernétur, quos Fílii tui vicários eídem contulísti praeésse pastóres. Et ídeo cum Angelis et Archángelis, cum Thronis et Dominatiónibus, cumque omni milítia caeléstis exércitus, hymnum glóriae tuae cánimus, sine fine dicéntes: Sanctus, Sanctus, Sanctus Dóminus Deus Sábaoth. Pleni sunt caeli et terra glória tua. Hosánna in excélsis. Benedíctus qui venit in nómine Dómini. Hosánna in excélsis.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Gv 13,34
Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore: che vi amiate a vicenda, come io ho amato voi.
Mandátum novum do vobis, ut diligátis invicem, sicut diléxi vos, dicit Dóminus.

oppure Gv 15,16: "Io vi ho scelto perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto rimanga", dice il Signore.
Ego elégi vos et pósui vos, ut fructum afferátis, et fructus vester máneat, dicit Dóminus.

DOPO LA COMUNIONE

Preghiamo.
O Padre, che in questo sacramento di salvezza ci hai ristorato con il corpo e sangue del tuo Figlio, donaci un pastore santo che illumini il tuo popolo con la verità del Vangelo e lo edifichi con la testimonianza della vita
Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.

Oremus. Reféctos, Dómine, Córporis et Sánguinis Unigéniti tui salubérrimo sacraménto, nos mirífica tuae maiestátis grátia de illíus pastóris concessióne laetíficet, qui et plebem tuam virtútibus ínstruat, et fidélium mentes evangélica veritáte perfúndat. Per Christum.

mercoledì 16 gennaio 2013

Si fa dire al Cardinale una cosa in italiano e tutto il contrario in inglese e spagnolo...


Leggevo una notizia su ZENIT - versione italiana - , dove si riportano le affermazioni di una conferenza del Cardinal Cañizares, a proposito di un sussidio o manuale per la corretta celebrazione della Messa, di prossima edizione (in estate) da parte della Congregazione del Culto Divino da lui presieduta. E fin qui tutto bene. Anche se ero perplesso: ci sono già tanti documenti chiari, se un prete non vuole adeguarsi non si adeguerà per un ennesimo "libriccino vaticano".... Poi, però, mi imbatto in una frase che mi pareva alquanto strana e mi fa sobbalzare, perché messa in bocca a Sua Eminenza:
[Il Cardinale] Ha poi rimarcato che il Concilio ha specificamente parlato della Messa rivolta verso il popolo e dell'importanza di Cristo sull'altare [forse intende il crocifisso?], in modo da non escludere i fedeli presenti, in particolare dalla parola di Dio. Ha anche sottolineato la necessità della nozione del “mistero” e di alcuni particolari interessanti prima molto più rispettati, come “l'altare a est” o la coscienza del “significato sacrificale dell'Eucaristia”.
E mi chiedo: ma in quale punto della Sacrosanctum Concilium si parla del prete che celebra la messa "verso il popolo"? Possibile che non me ne sia mai accorto? Ne hanno discusso i padri in commissione, ma poi non se ne è fatta menzione nel testo della Costituzione. C'è nei Principi e Norme del Messale Romano, a proposito dell'altare staccato dalla parete perché ci si possa girare intorno ed eventualmente celebrare verso il popolo. Ma non mi pareva che si menzionasse la questione nei documenti stessi del Concilio. Così, per curiosità, sono andato a controllare le altre lingue in cui ZENIT si esprime. Sorpresa delle sorprese: in Inglese e Spagnolo il senso della frase è esattamente l'opposto e ci sono ben altri particolari espunti dalla versione italiana (il riferimento al modo di celebrare in cappella Sistina di Benedetto XVI). Proprio questi particolari mi fanno dubitare che sia stata preparata una versione "adattata al gusto mainstream italiano" e sia stata invece lasciato l'originale delle affermazioni del Prefetto nelle altre lingue... Anche i titoli della notizia sono molto diversi: in Inglese si insiste sul fatto che il Vaticano sta preparando un sussidio per aiutare i preti a celebrare correttamente la Messa, in Italiano, invece, si cerca di sintetizzare il messaggio del Cardinale così: "La liturgia non "spettacolo" ma comunicazione diretta con Dio".

Versione inglese
He added that the Council did not speak of the priest celebrating Mass facing the people, that it stressed the importance of Christ on the altar, reflected in Benedict XVI's celebration of the Mass in the Sistine Chapel facing the altar. This does not exclude the priest facing the people, in particular during the reading of the word of God. He stressed the need of the notion of mystery, and particulars such as the altar facing East and the fact that the sacrificial sense of the Eucharist must not be lost.
Versione spagnola (originale, perché è la lingua in cui il Cardinale parlava):
Añadió que en concreto el Concilio no habló de la misa cara al pueblo, de la importancia de Cristo en el altar [qui si capisce che si parla di Cristo rappresentato dall'altare], lo que le permitió a Benedicto XVI celebrar la misa en la Capilla Sixtina hacia el altar, lo que no excluye la cara al pueblo, en particular durante la palabra de Dios. Subrayó la necesidad de la noción del misterio, y de algunos particulares interesantes que se respetaban como el altar hacia el oriente, y que no se pierda el sentido sacrifical de la eucaristía.
Anche RomeReports ha un pezzo sulla conferenza di oggi tenutasi all'Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede sul tema: "La Liturgia cattolica a partire dal Vaticano II: continuità ed evoluzione". Il sommario del video dice: "Cardinal Canizares: Il futuro della Chiesa dipende dalla sua formazione liturgica".

domenica 23 dicembre 2012

IV Domenica d'Avvento, canto alla comunione

Nell'una e nell'altra forma del Rito Romano, da sempre (e probabilmente per sempre), il canto di comunione della IV domenica d'Avvento è lo stesso, e propone l'antifona con queste parole di Isaia 7,14, riprese dall'Evangelista Luca:

Ecce Virgo concipiet et pariet filium: et vocabitur nomen eius Emmanuel
Ecco la Vergine concepirà e darà alla luce un figlio, che sarà chiamato Emmanuele.

Il centro d'attenzione di questa antifona domenicale è il miracoloso e arcano concepimento della Vergine Maria, come nel giorno dell'Annunciazione (l'antifona all'offertorio è il saluto angelico dell'Ave Maria, mentre l'Introito ripete l'invocazione al cielo perché mandi il redentore: Rorate coeli desuper Is 45,8).

Ascoltiamo questo canto nella sublime polifonia Tudor di William Byrd, il grande compositore inglese:


L' orazione colletta di oggi:
Grátiam tuam, quæsumus, Dómine, méntibus nostris infúnde, ut qui, Angelo nuntiánte, Christi Fílii tui incarnatiónem cognóvimus, per passiónem eius et crucem ad resurrectiónis glóriam perducámur. Per Dóminum.

Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre, tu, che nell'annunzio dell'angelo ci hai rivelato l'incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Letteralmente: La tua grazia, ti preghiamo o Signore, nelle nostre anime infondi, affinché noi, che per l'annunzio dell'Angelo abbiamo potuto conoscere l'incarnazione di Cristo tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce siamo condotti fino alla gloria della risurrezione.

venerdì 14 dicembre 2012

E l'Economist affermò: "E' trendy essere tradizionali nella Chiesa Cattolica"!


L'Economist, che di solito non si occupa di religione, quanto - ovviamente - di economia e politica, non disdegna di occuparsi di cultura e costume. In questa linea di attenzione, nella prossima edizione internazionale in edicola domani, uscirà con un articolo che suonerà stridente a molti, in particolare nella nostra italietta provincial-cattolica.
Ve lo anticipo, visto che è già in rete, però ve lo dovete leggere in inglese: 

Il titolo del pezzo è "Un'avanguardia tradizionalista", sottotitolo "Fa tendenza essere tradizionali nella Chiesa Cattolica". L'uso del termine "traditionalist" non è mi pare usato in maniera corrispondente all'accezione italiana, spesso ahimè sinonimo di "Lefebvriano", ma piuttosto nel senso di "chi vuole tornare alla sana Tradizione".
L'autore dell'articolo, in maniera giornalistica, mostra quello che vede e i dati che coglie, numeri alla mano, età dei frequentatori delle messe tradizionali e così via. Moda passeggera o avvisaglie di una svolta che  è qui per imporsi e rimanere? Non è ancora chiaro e l'autore non dà giudizi. Certo la sua prospettiva è anglo-americana: ma si sa che i trend culturali che si anticipano negli USA e a Londra, presto o tardi sbarcano anche qui da noi. L'articolista non ne vede una minaccia, né parteggia in maniera faziosa. Tuttavia si fa delle domande e guarda le cose con una certa curiosità, perché coglie il "trend". Sarebbe bello che deposte ideologie e cattiverie reciproche, anche tanti cattolici italiani riuscissero ad essere sereni a proposito dell'enorme patrimonio teologico, spirituale, liturgico, musicale, artistico e pastorale che in parecchi si ostinano a credere "superato" o "perduto", "obliato" o "obliterato" (contenti o piangenti a seconda del partito preso in questo campo). 
Naturalmente l'articolo riconosce in Benedetto XVI colui che ha mosso la prima "palla di neve", diciamo così, provocando - come si vede nei cartoni animati (sono sempre metafore mie...)- una valanga rotolante sempre più grande.... Per esempio si citano i nuovi Ordinariati ex-anglicani, qui da noi invisibili, ma in Inghilterra e America realtà vivaci e in rapida crescita (a volte anche troppo rapida....).

Voi lettori sapete che questo non è un blog "tradizionalista" (in senso stretto), è piuttosto "benedettiano", questo sì e lo rivendica orgogliosamente: come ogni francescano il carisma di chi lo scrive è semplicemente quello di schierarsi dalla parte del Papa e della Chiesa di Roma (per quello che riguarda la dottrina, l'insegnamento, e perfino la liturgia), e per il resto (e che resto....!) di cercare di riformare la Chiesa non attraverso crociate riformistiche o contrapposizioni protestanti, ma sull'esempio e con lo stile forte e amabile di san Francesco.

Leggete il pezzo, discutete e decidete se anche per voi la tradizione ha un futuro d'avanguardia, da dispiegare in avanti, o è solo un "guardare indietro" di chi non riesce a stare nel mondo moderno da cristiano. Un bel dilemma. Io, intanto, sto con Benedetto.

Leggete qui, se volete, in pessima traduzione automatica 

mercoledì 12 dicembre 2012

E' proprio necessario celebrare la messa ad ogni funerale?

Tornielli ha lanciato un grido di dolore per la triste situazione creatasi nel modo di celebrare il funerale di Riccardo Schicchi, detto il "Re del Porno". Devo dire che sono pienamente d'accordo con lui, e mi chiedo come possano sfuggire certi contro-messaggi, di certo non voluti (ma immortalati da foto e video), e come non si arrivi a prevedere che, in un certo tipo di ambiente e con alcune persone sia necessaria un'attenzione pastorale supplementare, soprattutto in momenti delicati come i funerali. Precauzione, tra l'altro, raccomandata e non solo permessa dalla Santa Chiesa.

C'è chi si chiede come poteva un parroco evitare di dare la comunione a tutte le pornostar e pornodivi che gli si presentavano, non sapendo - giustamente - se si fossero previamente confessati, decidendo di lasciare il loro turpe mestiere. Giusta preoccupazione, alla quale si sarebbe dovuto pensare prima, leggendo quanto i nostri cari vescovi hanno fatto tanta fatica a scrivere e ad approvare. Cioè il "Rito delle Esequie" seconda edizione!

Infatti nelle Precisazioni al nuovo rituale delle Esequie, ufficialmente in vigore dallo scorso 2 novembre, si chiarisce senza lasciare ombre di dubbio (pag. 29):
2. Possono presentarsi situazioni pastorali nella quali è opportuno, o addirittura doveroso, tralasciare la celebrazione della Messa e ordinare il rito esequiale in forma di Liturgia della Parola....
Questo riprende e ribadisce quanto già stabilito nelle Premesse Generali, a pag. 19, dove di tratta esplicitamente delle Esequie nella Liturgia della Parola.

Forse accettare di celebrare il funerale del "Re del Porno" poteva essere una di quelle "situazioni pastorali" che consigliava doverosamente di adottare tale forma rituale?

Esiste anche un "secondo tipo" di celebrazione, più "appartata": le Esequie nella Cappella del Cimitero, anche queste senza la Messa (Premesse Generali num. 7). Perché non prendere in considerazione anche quest'altra opportunità di "flessibilità pastorale"?

Per quanto riguarda i possibili discorsi, che il rituale (Precisazioni num. 6, pag. 30) descrive come: "brevi parole di cristiano ricordo nei riguardi del defunto", subito si precisa: "Il testo sia precedentemente concordato e non sia pronunciato dall'ambone". Non si leggono care poesie o ricordi da dove si legge la Parola di Dio, e non si fanno proclami di "amore libero" e "contro la società bacchettona" in Chiesa. Il sacerdote deve vigilare e concordare con amici e parenti cosa si dirà e si farà.

Con un po' di attenzione pastorale e di delicatezza si possono evitare tanti imbarazzi alla Madre Chiesa e compiere allo stesso tempo il giusto ufficio della Misericordia nei confronti dei defunti cristiani.

Cari sacerdoti, leggete le rubriche prima di lamentarvi e dire: "non potevo fare altrimenti...!".
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online