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lunedì 7 marzo 2016
Canti in italiano per la V domenica di Quaresima - anno C
Prosegue il progetto di offrire e divulgare alcune antifone proprie, in Italiano, per le Messe delle domeniche di Quaresima. Siamo giunti alla Quinta settimana. Ecco i testi musicali elaborati dal M° Porfiri dell'Antifona d'Ingresso, del ritornello del Salmo Responsoriale e dell'Antifona alla Comunione. PDF scaricabile con questo collegamento, oppure vedi in anteprima qui sotto:
venerdì 17 ottobre 2014
Otto secoli di paramenti liturgici dei Frati di Venezia
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| preziosa dalmatica in velluto con simboli eucaristici e cristologici |
Tutti sanno come San Francesco avesse un particolare gusto per la bellezza della liturgia e una cura speciale per le sacrestie (che spazzava e rassettava personalmente) e quanto circonda di rispetto e onore il Santissimo Sacramento. Da lui i francescani - e soprattutto i conventuali - hanno preso esempio, continuando la tradizione di bellezza liturgica che non è mai stata vista in concorrenza al voto di povertà. Non è infatti per l'uomo, ma davvero "a maggior gloria di Dio".
In quest'ottica i francescani della basilica dei Frari di Venezia hanno voluto compiere una grossa impresa. Con l'aiuto della Prof.ssa Doretta Davanzo Poli, sono stati studiati e catalogati i preziosi paramenti e tessuti liturgici presenti nella sacrestia. Dai cassetti e dagli armadi sono usciti veri e propri capolavori d'arte sacra, alcuni addirittura vecchi quanto l'Ordine Francescano, ricevuti in dono da qualche speciale benefattore 8 secoli fa!
La prof.ssa Poli - una delle massime esperte internazionali di storia del tessile - ha studiato ciascuno dei pezzi, e ne ha descritto fabbricazione, provenienza e quant'altro viene rivelato dall'analisi accurata di pianete e dalmatiche, selezionando poi una sessantina di esemplari più significativi per qualità tecnica ed estetica. Attraverso tali vesti liturgiche, databili tra il secolo XIII e l’inizio del XX, è possibile seguire le vicende stesse dell’arte tessile di Venezia, senza trascurare qualche esempio di alcune tra le più importanti manifatture seriche dell’Europa e del Mediterraneo.
Fra Apollonio Tottoli, valente fotografo, ha scattato immagini bellissime e dettagliate dei diversi pezzi dell'enorme collezione. Testi e foto sono confluiti poi in un vero e proprio catalogo illustrato:
Ne è nato così un libro dal titolo: Otto secoli di arte tessile ai Frari. Sciamiti, velluti, damaschi, broccati, ricami, pubblicato a cura del Centro Studi Antoniani dei Frati di Padova. (il libro è in vendita qui)
Un breve saggio di mons. Ivo Panteghini approfondisce i significati allegorici e simbolici dei paramenti che rivestono il celebrante durante la Messa o le processioni, in un rimando di forme, colori e simbolismi che manifestano il mistero celebrato.
Scrivendo, nella prefazione, del ricco patrimonio di tessili per la liturgia, il parroco padre Lino Pellanda sottolinea che «l’estasi prodotta da architettura, scultura e pittura, nella basilica dei Frari, è ravvivata dai tessili d’altare che hanno colorato nei secoli i riti liturgici e vengono ora custoditi come patrimonio prezioso. Vi trovi oggetti pregiati frutto di donazioni o di acquisti; incontri anche vesti liturgiche consunte e rattoppate, che raccontano di povertà e momenti difficili. Ai paramenti più belli del ‘400 si ispirò Giovanni Bellini quando nel polittico della sacrestia dipinse con tanta grazia le vesti liturgiche di S. Nicola, quasi a ricordare a noi sacerdoti quale dovrebbe essere il decoro dei nostri riti». E termina citando il cardinale Martini, il quale parlava di “scandalo del profumo di Betania” riferendosi a coloro che criticano le spese per il decoro liturgico. Diceva: «Gesù gradisce le cose belle, l’amore per il culto può essere giudicato spesa inutile solo dalla mentalità efficientistica di oggi».
Il volume è stato presentato ieri nella cornice splendida della gotica basilica veneziana con l'intervento del Prof. Sergio Marinelli,docente di storia dell'arte all'università di Ca' Foscari
Il numero dei partecipanti mostra l'interesse che suscita tutt'oggi questa forma d'arte per la liturgia, fino a pochi decenni fa ancora coltivata nei monasteri e nei conventi soprattutto femminili. Perché i paramenti sacri hanno questo di particolare: sono indossati esclusivamente da maschi, ma vengono normalmente confezionati dalle sapienti mani di donne cristiane, in massima parte religiose, che in questo modo, hanno sempre inteso partecipare attivamente con il proprio lavoro artistico, al culto divino e alla lode di Dio.
In occasione dell'uscita del volume viene anche allestita una mostra temporanea con solo alcuni dei migliori paramenti. Questa mostrà sarà visitabile per poche settimane presso la Sala del Capitolo della Basilica dei Frari di Venezia.
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| La prof.ssa Poli cura l'allestimento della mostra dei delicati paramenti sacri |
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| La mostra allestita nella sala del capitolo del complesso basilicale dei Frari |
Per ulteriori informazioni: Basilica dei Frari, S. Polo, 3072 – Venezia. Tel. 041. 272 8611 email: basilica@basilicadeifrari.it
foto dalla pagina facebook della Basilica dei Frari
martedì 24 dicembre 2013
Messa della Notte di Papa Francesco: il libretto per seguirla
Alle 21:30 stasera, il Santo Padre Francesco celebrerà la Messa nella Notte Santa nella Basilica di San Pietro in Vaticano. E' stato diffuso, come al solito, il libretto della celebrazione per poter seguire anche da casa - per chi lo volesse - il sacro rito.
Il libretto, splendido, ci mostra una liturgia pienamente "mariniana", anche nell'impaginazione. E' tornata la pagina con le traduzioni sia in italiano che in inglese, perché la messa è in latino (con letture e preghiere dei fedeli plurilingue). L'ordinario della Messa sarà cantato in gregoriano: Missa cum Iubilo. E tanto gregoriano anche per le antifone d'ingresso e di comunione. Il Canto della Kalenda, o annunzio del Natale, precederà l'inizio della Messa, infatti non è parte della celebrazione eucaristica come spiegava qualche anno fa mons. Guido Marini.
Ecco quindi sotto il libretto (aprilo qui in un'altra schermata), e il video, che trasmetterà in diretta - a tempo debito - la Messa del Papa (e la mostrerà in replica dopo la messa in onda). Il bello del canale YouTube, rispetto alla TV è che potete seguire la Messa Papale senza commenti, in modo da non perdere i canti o le letture originali, proprio come se si fosse in Basilica.
venerdì 15 febbraio 2013
La processione quotidiana nella basilica del Santo Sepolcro
In questo primo venerdì di Quaresima desidero mostrare e raccogliere un po' di utile materiale sulla processione che i francescani di Gerusalemme compiono quotidianamente ai luoghi della Passione del Signore presenti nella Basilica del Santo Sepolcro. Si sviluppa come una vera e propria Via Crucis cantata, in gregoriano, che fa memoria della Passione, Morte e Risurrezione di Nostro Signore. Traggo alcune citazioni proprio dal sito della Basilica del Santo Sepolcro, dove si spiega:
Per quel che riguarda il contenuto e la storia della processione, leggiamo:La processione non nasce come una pratica rituale per i frati della comunità del Sepolcro, e non resta neanche una “liturgia” dedicata al solo culto dei cristiani locali, ma è dedicata a tutti i Cristiani pellegrini che giungono presso la basilica. Questo aspetto ha aiutato nel preservare l’origine dei santuari quali patrimonio della Chiesa Cattolica Universale.
Con l’arrivo dei frati minori nella Basilica (presenti nel S. Sepolcro da tempo, ma riconosciuti ufficialmente dai Papi nel 1342) questi ripristinarono il culto cristiano nei Luoghi santi, da molto tempo in mano alle autorità musulmane, per custodire i santuari e celebrare la liturgia. Il più antico testo della processione risale al 1431 con il diario di Mariano da Siena. La comunità dei frati accoglieva i pellegrini introducendoli e guidandoli nel Luogo Santo, i pellegrini dopo l’ingresso pomeridiano, compivano la visita del santuario sotto forma processionale e dopo una notte di preghiera trascorsa in basilica la peregrinatio veniva conclusa con l’Eucaristia solenne e comunitaria celebrata dal Guardiano francescano.Dal XVI sec. con l’aumento dei religiosi residenti al Sepolcro, ma soprattutto a causa della venuta dell’Impero Ottomano, la processione iniziò a diventare una pratica quotidiana della comunità, piuttosto che non un rituale legato all’arrivo dei pellegrini, perdendo così parte del suo carattere pastorale, a causa di fattori storici evidenti.Riforma sostanziale della processione si ebbe nel 1623 con il Custode Tommaso Obicini, sotto la custodia del quale venne pubblicato un processionale ufficiale, Ordo Processionalis.Nel 1924 l’allora Custode Ferdinando Diotallevi aggiunse tra le stazioni della processione quotidiana la stazione dell’Addolorata al Calvario. L’anno seguente entrò in vigore una nuova versione della processione in cui furono apportate modifiche agli inni per adeguarli all’edizione ufficiale dell’Antifonale Romano.
L'intero libretto della Processione è ora reso disponibile in PDF, completo di testo latino e spartiti degli inni, traduzione italiana, inglese e francese. Potete scaricarlo a questo collegamento:
Qui sotto metto anche un video che riassume alcune delle tappe della stessa processione: al Calvario, alla pietra dell'Unzione, alla cappella dell'incontro con la Maddalena, al Sepolcro vuoto:
Itinerario
Al suono delle campane, la comunità dei frati si reca nel coro per la recita della Liturgia delle Ore; in seguito escono dal coro e inizia la processione. Questa, composta di quattordici stazioni, inizia e termina nello stesso luogo, ossia nella cappella del santissimo Sacramento o dell’Apparizione di Gesù risorto a sua Madre. Partecipano alla processione i frati della comunità e alcuni provenienti da San Salvatore.
Ad ogni stazione si recita o canta un inno adatto al luogo, segue un antifona e la colletta, infine vengono recitati un Pater, Ave e Gloria. Fino alla settima stazione la processione è recitata recto tono, cioè utilizzando sempre la stessa nota, e in seguito viene cantata.
Anticamente partecipavano alla processione anche i sacerdoti delle altre confessioni, ma questa pratica andò in disuso con il tempo.
I frati hanno anche il diritto di incensare e pregare davanti agli altari di altre confessioni cristiane. La processione segue questo itinerario:
•I. All’altare del Santissimo Sacramento
•II. Presso la Colonna della flagellazione
•III. Al Carcere di Cristo
•IV. All’altare della divisione delle vesti di Cristo
•V. Nella Cripta del ritrovamento della Croce
•VI. Alla cappella di Sant’Elena
•VII. Alla cappella della coronazione e degli improperi
•VIII. Al luogo della Crocifissione sul Calvario
•IX. Al luogo dove Cristo spirò sulla Croce
•X. All’altare dell’Addolorata
•XI. Alla Pietra dell’unzione
•XII. Al glorioso Sepolcro di Nostro Signore Gesù Cristo
•XIII. Al luogo dell’apparizione di Gesù a Maria Maddalena
•XIV. Alla cappella dell’Apparizione di Gesù risorto a sua Madre
sabato 5 gennaio 2013
L'Ufficio della Stella: dramma liturgico del XIII sec. per l'Epifania
In questa vigilia dell'Epifania vi propongo la registrazione del dramma liturgico dell'Officium Stellae. Non si tratta di una sacra rappresentazione, ma di quello sviluppo scenico, nato dall'ufficiatura liturgica, atto a favorire l'"attiva partecipazione" dei laici, coinvolgendoli nell'ufficio corale in latino dei monaci o dei canonici, con una semplice drammatizzazione dei testi cantati dialogicamente, secondo le rubriche del codice del XIII secolo dell'abbazia di Fleury.
Potete seguire meglio scaricandovi il libretto che riporta il testo latino e la traduzione italiana di questo dramma.
E' piuttosto suggestivo pensare che questa specie di spettacolo religioso era in gran voga ai tempi di san Francesco e di sant'Antonio e sicuramente apprezzatissima dai primi e popolani frati Minori.
lunedì 6 agosto 2012
La Trasfigurazione annuncia la volontaria Passione di Cristo
Un'altra antifona bizantina per la festa della Trasfigurazione. Il Kontakion. Questo canto propone una teologia profonda, mentre rilegge il senso della manifestazione del Signore ai suoi apostoli a pochi giorni dal Calvario:
Slavonico ecclesiastico:
На горе преобразился еси,
и якоже вмещаху ученицы Твои,
славу Твою, Христе Боже, видеша,
да егда Тя узрят распинаема,
страдание убо уразумеют вольное,
мирови же проповедят,
яко Ты еси воистинну Отчее сияние
Ti trasfigurasti, o Cristo Dio, sulla montagna, e i tuoi discepoli videro la tua gloria, secondo quanto potevano sopportare, perché, quando ti avrebbero visto crocifisso, ricordassero che la tua Passione fu volontaria e annunciassero al mondo che tu sei veramente lo Splendore del Padre.
Slavonico ecclesiastico:
На горе преобразился еси,
и якоже вмещаху ученицы Твои,
славу Твою, Христе Боже, видеша,
да егда Тя узрят распинаема,
страдание убо уразумеют вольное,
мирови же проповедят,
яко Ты еси воистинну Отчее сияние
Trasfigurazione del Signore: il canto bizantino in tutte le lingue
Un bel video ci offre la possibilità di ascoltare il Tropario della festa della Trasfigurazione del Signore, una delle 12 feste maggiori del calendario bizantino, in varie lingue. Lo stesso testo del canto proprio della festa assume melodie diverse a seconda del genio del popolo e della cultura locale. Ma il mantenere lo stesso tono del canto modale (il tono 7) assicura una unità ad un livello profondo, anche se non percepibile da tutti. Dice dunque questo canto:
Quando, o Cristo nostro Dio, fosti trasfigurato sul monte, hai rivelato la tua gloria ai tuoi discepoli nella misura in cui potevano riceverla. Fa risplendere la Tua luce eterna anche a noi peccatori, attraverso l'intercessione della Madre di Dio. O Elargitore di luce, gloria a Te.
Slavonico ecclesiastico
Преобразился еси на горе, Христе Боже, показавый учеником Твоим славу Твою, якоже можаху, да возсияет и нам, грешным, Свет Твой присносущный молитвами Богородицы, Светодавче, слава Тебе
Spagnolo
Cuando Te transfiguraste, Oh Cristo Dios, en la montaña; Revelaste Tu Gloria a los discípulos según ellos pudieron contemplar. Haz resplandecer Tu Luz Eterna sobre nosotros pecadores; Por las intercesiones de la Madre de Dios; ¡Tú que otorgas la luz, gloria a ti!
Arabo
ما تجلّيت أيها المسيح الإله في الجبل، أظهرتَ مجدك للتلاميذ حسبما استطاعوا، فأشرق لنا نحن الخطأة نورك الأزلي، بشفاعات والدة الإله، يا مانح النور المجد لك.
Slavonico (translitterato polacco)
Przemieniłeś się na górze Chryste Boże, ukazując chwałę swoją Twoim uczniom, na ile ujrzeć mogli.
Niech zajaśnieje i nam grzesznym Twoja światłość Wiekuista; przez modlitwy Bogurodzicy, Światłości dawco, chwała Tobie.
Inglese
When, O Christ our God, Thou wast transfigured on the mountain, Thou didst reveal Thy glory to Thy Disciples in proportion as they could bear it. Let Thine everlasting light also enlighten us sinners, through the intercessions of the Theotokos, O God Thou Bestower of light, glory to Thee.
Romeno
Schimbatu-te-ai la faţă în munte, Hristoase Dumnezeule, arătându-le ucenicilor Tăi slava Ta, pe cât li se putea. Srăluceşte şi nouă, păcătoşilor, lumina Ta cea pururea fiitoare, pentru rugăciunile Născătoarei de Dumnezeu, Dătătorule de lumină, slavă Ţie
Greco
Μετεμορφώθης ἐν τῷ ὄρει Χριστὲ ὁ Θεός, δείξας τοῖς Μαθηταῖς σου τὴν δόξαν σου, καθὼς ἠδυναντο. Λάμψον καὶ ἡμῖν τοῖς ἁμαρτωλοῖς, τὸ φῶς σου τὸ ἀΐδιον, πρεσβείαις τῆς Θεοτόκου, φωτοδότα δόξα σοι
Slavonico ecclesiastico (secondo una popolare melodia polacca)
Preobraziłsia jesi na hore, Christie Boże, pokazawyj uczenikom Twoim sławu Twoju jakoże możachu:
da wozsijajet i nam hresznym swiet Twoj prisnosuszcznyj, molitwami Bohorodicy, Swietodawcze, sława Tiebie
venerdì 22 giugno 2012
A suon di tamburo: videomontaggio della rievocazione del Transito di s.Antonio
In questi giorni mi trovo a Rieti, per i festeggiamenti locali in onore di Sant'Antonio, che durano tutto il mese di Giugno. Nonostante questo continuo a pubblicare - attraverso il "pilota automatico" - qualche post.
Oggi facciamo i complimenti ai ragazzi di PdTv che hanno voluto omaggiare il Santo di Padova con un video che riassume in poco più di due minuti la lunga processione serale del 12 giugno, in onore del Transito di sant'Antonio morente, accompagnato sul carro nel luogo stesso da cui passò da questo mondo al Padre. Originale il ritmo, preso dai tamburini, e le sequenze che vanno a tempo di rap. Da vedere.
venerdì 6 aprile 2012
Riti del Venerdì Santo a Gerusalemme: la processione funebre al Santo Sepolcro
I frati francescani della Custodia di Terra Santa mantengono nella loro peculiare liturgia al Santo Sepolcro tradizioni medievali degne di nota. Soprattutto nei giorni della Passione e Risurrezione del Signore la liturgia nei luoghi che videro gli eventi stessi celebrati si arricchisce di processioni e pie rievocazioni, anche in stile mimetico, di quanto accadde per la nostra salvezza:
giovedì 8 dicembre 2011
Il vespro dell'Immacolata: l'antifona Hodie egressa
Il Maestro Vianini ci offre lo spartito e il canto dell'Antifona dei vespri di questa sera:
Oggi è nato un virgulto dalla radice di Jesse,
oggi è germogliata Maria senza alcuna macchia di peccato,
oggi da Lei è stato calpestato il capo all’antico serpente.
Scarica qui lo spartito visualizzato:
Oggi è nato un virgulto dalla radice di Jesse,
oggi è germogliata Maria senza alcuna macchia di peccato,
oggi da Lei è stato calpestato il capo all’antico serpente.
Scarica qui lo spartito visualizzato:
mercoledì 22 giugno 2011
La registrazione della Missa de Angelis ai tempi di San Pio X
E' apparso su YouTube un nuovo pregevole documento sonoro. Una delle primissime registrazioni di canto gregoriano, incisa nella Basilica Vaticana nel 1904. Si tratta di alcune parti della Missa de Angelis, come la si cantava a Roma ai tempi di san Pio X (eletto da nemmeno un anno al soglio pontificio). La eseguirono i cantori della Sistina, diretti da Antonio Rella, in occasione della celebrazione di San Gregorio Magno. Lo stile è robusto, più simile alla modalità esecutiva che ancor oggi mostrano le parrocchie piuttosto che ai languori mistici di certe esecuzioni monastiche. Anche il testo del Kyrie, come si sente, non era esattamente quello che troviamo nel Graduale odierno rivisto ulteriormente da Solesmes.
Comunque, godiamoci questa antica registrazione, pur con tutti i limiti del tempo e dei fruscii "d'epoca", e gioiamo della continuità che ci testimonia:
Così scriveva s. Pio X a proposito dell'arte e del canto, in occasione del XIII centenario della morte del suo predecessore Gregorio Magno, festeggiato con l'enciclica Iocunda sane del 1904:
Comunque, godiamoci questa antica registrazione, pur con tutti i limiti del tempo e dei fruscii "d'epoca", e gioiamo della continuità che ci testimonia:
Così scriveva s. Pio X a proposito dell'arte e del canto, in occasione del XIII centenario della morte del suo predecessore Gregorio Magno, festeggiato con l'enciclica Iocunda sane del 1904:
"Le arti infine, richiamato l’esemplare supremo d’ogni bellezza che è Dio, dal quale deriva tutta la bellezza della natura, più sicuramente si ritraggono dai volgari concetti e più efficacemente s’innalzano ad esprimere l’idea, che d’ogni arte è vita. Il solo principio di adoperarle a servizio del culto, e quindi di offrire al Signore quanto nella ricchezza, nella bontà ed eleganza delle forme si stima più degno di lui, oh come è stato fecondo di bene! Esso ha creato l’arte sacra, che divenne ed è tuttora il fondamento di ogni arte profana. Abbiamo recentemente di ciò trattato in un particolare Nostro motu proprio, parlando del ristabilimento del canto romano secondo l’avita tradizione e della musica sacra. Ma quelle norme medesime si applicano anche, secondo la varia materia, alle arti, così che conviene alla pittura, alla scultura, all’architettura quel che si dice del canto, giacché di tutte queste nobilissime creazioni del genio la chiesa è stata in ogni tempo ispiratrice e mecenate. L’umanità intera, nutrita di questo sublime ideale, innalza templi grandiosi, e quivi nella casa di Dio, come in casa sua propria, solleva la mente alle cose celesti, in mezzo alle splendide ricchezze di ogni arte bella, tra la maestà delle cerimonie liturgiche, tra le dolcezze del canto.
Tutti questi benefici, ripetiamo, l’azione di papa Gregorio seppe ottenere ai tempi suoi e nei secoli a lui seguenti; e tanto per l’intrinseca efficacia dei princìpi ai quali dobbiamo ricorrere e dei mezzi che abbiamo alla mano, sarà possibile ottenere ancor oggi, mantenendo con ogni studio il buono che per grazia di Dio ancora si conserva "ristorando in Cristo" (Ef 1, 10) quanto per disgrazia dalla retta norma fosse deviato".
giovedì 2 giugno 2011
Ascensione del Signore: qualche inno da non dimenticare
L'inno delle lodi per l'Ascensione (che cade oggi, esattamente a 40 giorni dalla Pasqua - anche se in Italia è trasferita per motivi pastorali a domenica prossima). E' anche l'inno per il tempo della novena che va dall'odierna solennità alla Pentecoste: "Optatus votis omnium".
Ecco il testo (clicca qui per la traduzione):
Optátus votis ómnium
sacrátus illúxit dies,
quo Christus, mundi spes, Deus,
conscéndit cælos árduos.
Magni triúmphum prœlii,
mundi perémpto príncipe,
Patris præséntans vúltibus
victrícis carnis glóriam.
In nube fertur lúcida
et spem facit credéntibus,
iam paradísum réserans
quem protoplásti cláuserant.
O grande cunctis gáudium,
quod partus nostræ Vírginis,
post sputa, flagra, post crucem
patérnæ sedi iúngitur.
Agámus ergo grátias
nostræ salútis víndici,
nostrum quod corpus véxerit
sublíme ad cæli régiam.
Sit nobis cum cæléstibus
commúne manens gáudium:
illis, quod semet óbtulit,
nobis, quod se non ábstulit.
Nunc, Christe, scandens æthera
ad te cor nostrum súbleva,
tuum Patrísque Spíritum
emíttens nobis cælitus. Amen.
Qui di seguito l'inno "Iesu nostra redemptio", per i primi e secondi Vespri dell'Ascensione. Si sente raramente perchè nel tempo dopo l'Ascensione si canterà a vespro l'inno allo Spirito Santo.
Testo (e qui la traduzione):
Iesu, nostra redémptio
amor et desidérium,
Deus creátor ómnium,
homo in fine témporum,
Quæ te vicit cleméntia,
ut ferres nostra crímina,
crudélem mortem pátiens,
ut nos a morte tólleres;
Inférni claustra pénetrans,
tuos captívos rédimens;
victor triúmpho nóbili
ad dextram Patris résidens?
Ipsa te cogat píetas,
ut mala nostra súperes
parcéndo, et voti cómpotes
nos tuo vultu sáties.
Tu esto nostrum gáudium,
qui es futúrus præmium;
sit nostra in te glória
per cuncta semper sæcula. Amen.
_____________
Ecco il testo (clicca qui per la traduzione):
Optátus votis ómnium
sacrátus illúxit dies,
quo Christus, mundi spes, Deus,
conscéndit cælos árduos.
Magni triúmphum prœlii,
mundi perémpto príncipe,
Patris præséntans vúltibus
victrícis carnis glóriam.
In nube fertur lúcida
et spem facit credéntibus,
iam paradísum réserans
quem protoplásti cláuserant.
O grande cunctis gáudium,
quod partus nostræ Vírginis,
post sputa, flagra, post crucem
patérnæ sedi iúngitur.
Agámus ergo grátias
nostræ salútis víndici,
nostrum quod corpus véxerit
sublíme ad cæli régiam.
Sit nobis cum cæléstibus
commúne manens gáudium:
illis, quod semet óbtulit,
nobis, quod se non ábstulit.
Nunc, Christe, scandens æthera
ad te cor nostrum súbleva,
tuum Patrísque Spíritum
emíttens nobis cælitus. Amen.
Qui di seguito l'inno "Iesu nostra redemptio", per i primi e secondi Vespri dell'Ascensione. Si sente raramente perchè nel tempo dopo l'Ascensione si canterà a vespro l'inno allo Spirito Santo.
Testo (e qui la traduzione):
Iesu, nostra redémptio
amor et desidérium,
Deus creátor ómnium,
homo in fine témporum,
Quæ te vicit cleméntia,
ut ferres nostra crímina,
crudélem mortem pátiens,
ut nos a morte tólleres;
Inférni claustra pénetrans,
tuos captívos rédimens;
victor triúmpho nóbili
ad dextram Patris résidens?
Ipsa te cogat píetas,
ut mala nostra súperes
parcéndo, et voti cómpotes
nos tuo vultu sáties.
Tu esto nostrum gáudium,
qui es futúrus præmium;
sit nostra in te glória
per cuncta semper sæcula. Amen.
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martedì 29 marzo 2011
Libri così non se ne scrivono più: "L'utile spavento del peccatore", anno 1649
Un libro di tempi andati, eppure, a solo scorrere il lungo indice delle otto parti in cui è diviso, si può ben vedere quante attualissime domande pastorali già si agitavano nel XVII secolo.
"L'utile spavento del peccatore, ovvero la penitenza sollecita", opera del sacerdote Gianfrancesco Maia Materdona, è reperibile completamente online, scannerizzato da Google Books.
Il linguaggio è certo quello infiorato e barocco dell'epoca, alcune espressioni e ridondanze non possono non far sorridere, ma le argomentazioni, anche a spulciar solo qualcosa, danno da riflettere, soprattutto nella seconda parte (dove si dissuade il "peccatore habituato" dal confidare troppo, senza corrispondervi, alle frasi di misericordia e perdono che si trovano sparse nei libri biblici - anche oggi spesso agitate come amuleti, da chi non vuol convertirsi punto...) e nella sesta parte, che insegna come confessarsi e come fare poi la penitenza. Molto concreto e piano: dice pane al pane e... peccato al peccato, proprio per far venire un "utile spavento" al peccatore abitudinario, spingendolo a non rimandare la conversione.
Un'ottima lettura per la Quaresima, soprattutto per i sacerdoti - magari mentre aspettano nel confessionale che qualche anima penitente ricerchi l'assoluzione divina e un buon consiglio.
Ecco qui sotto l'intera opera, che potete scaricare anche da questo link.mercoledì 2 marzo 2011
Piscator TV: Gregoriano "in azione" e ad Alta Definizione
E' apparsa recentemente nel panorama di YouTube una nuova iniziativa legata agli "oratoriani" tedeschi dell'Istituto San Filippo Neri di Berlino: PiscatorTV. Si tratta dei video delle messe gregoriane, riprese in HD nella cappella dell'Istituto. Le messe sono "tridentine" e cantate in modo pulito e chiaro, con partecipazione attiva del popolo, e offrono ai giovani cori, o agli stessi celebranti, dei modelli di nobile semplicità da seguire. Da apprezzare la devozione e l'attenzione data ai testi, alla pronuncia e al canto, senza alcuna enfasi su pizzi e merletti che purtroppo tanto invadono l'estetica "rococò" di certi gruppi tradizionalisti. Inoltre lo stile celebrativo di questi confratelli tedeschi fa respirare un'atmosfera più vicina alla sensibilità contemporanea, lontana dall'affettazione francese, o dalle rigidità americane.
Chi volesse, quindi, prepararsi al Mercoledì delle Ceneri, può seguire qui l'intera celebrazione. A questo link, invece, troverà la Prima Domenica di Quaresima.
Per i testi gregoriani consiglio sempre il buon sito Christus Rex: qui per le Ceneri (gli spartiti sono nell'ordine della Messa di Paolo VI, ma i canti sono i medesimi del vecchio rito), e qui per la Prima Domenica di Quaresima.
Come assaggio vi metto qui sotto il video dell'introito della Domenica in Sexagesima:
lunedì 31 gennaio 2011
Introito per la Presentazione del Signore al Tempio (forma ordinaria & straordinaria)
L'antifona di ingresso per la Messa in entrambe le forme del rito romano del 2 febbraio, festa della Presentazione del Signore al tempio, è la seguente:
Suscépimus, Deus,
misericórdiam tuam in médio templi tui.
Secúndum nomen tuum, Deus,
ita et laus tua in fines terrae;
iustítia plena est déxtera tua.
Sal 47,10-11 (con versetto dal Sal 47,2)
Abbiamo accolto, o Dio,
la tua misericordia in mezzo al tuo tempio.
Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode
si estende ai confini della terra:
di giustizia è piena la tua destra.
Vi posto il canto, eseguito dalla Schola Gregoriana Mediolanensis e lo spartito.
Altri approfondimenti sulla festa della Presentazione del Signore:
Canto per la processione della "Candelora"
Presentazione del Signore: Il vecchio portava il bambino ma il bambino reggeva il vecchio.
Suscépimus, Deus,
misericórdiam tuam in médio templi tui.
Secúndum nomen tuum, Deus,
ita et laus tua in fines terrae;
iustítia plena est déxtera tua.
Sal 47,10-11 (con versetto dal Sal 47,2)
Abbiamo accolto, o Dio,
la tua misericordia in mezzo al tuo tempio.
Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode
si estende ai confini della terra:
di giustizia è piena la tua destra.
Vi posto il canto, eseguito dalla Schola Gregoriana Mediolanensis e lo spartito.
Altri approfondimenti sulla festa della Presentazione del Signore:
Canto per la processione della "Candelora"
Presentazione del Signore: Il vecchio portava il bambino ma il bambino reggeva il vecchio.
domenica 21 novembre 2010
Fino agli estremi confini della terra: Christus vincit!
Dall'Occidente all'Oriente, il gregoriano e il latino uniscono la Chiesa universale in tutte le sue epifanie nelle Chiese particolari.
Dalla Corea cattolica un bell'esempio di fusione tra la melodia tradizionale e internazionale con il testo locale del Christus vincit (그리스도 승리). Senza trascurare il latino: ascoltate tutto il video.
Ma anche in Giappone non trascurano il gregoriano. Qui ascoltiamo il coro della Cattedrale di Tokyo (opprimente costruzione con muri sbilenchi di grigio cemento armato), coro che anima con fede cattolica la vita liturgica dei fedeli nipponici che cantano a voci spiegate. Il brano, naturalmente, sempre Christus vincit: キリスト汝は勝利す
Buona festa di Cristo Re a tutti!
Dalla Corea cattolica un bell'esempio di fusione tra la melodia tradizionale e internazionale con il testo locale del Christus vincit (그리스도 승리). Senza trascurare il latino: ascoltate tutto il video.
Ma anche in Giappone non trascurano il gregoriano. Qui ascoltiamo il coro della Cattedrale di Tokyo (opprimente costruzione con muri sbilenchi di grigio cemento armato), coro che anima con fede cattolica la vita liturgica dei fedeli nipponici che cantano a voci spiegate. Il brano, naturalmente, sempre Christus vincit: キリスト汝は勝利す
Buona festa di Cristo Re a tutti!
martedì 16 novembre 2010
Allarme: cambiamento dello stemma della Curia Romana in vista
Con sorpresa e un certo sbalordimento ho letto il post di padre Z. che si è accorto come in questa pagina del sito Vaticano: http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_academies/acdscien/index_it.htm appaia un vistoso cambiamento nel disegno dello stemma degli organismi della Curia Romana, in particolare - per ora - della Pontificia Accademia delle Scienze (e - aggiungo - anche dell'Accademia delle Scienze Sociali):
per un confronto con l'attuale stemma nella testata della Pontificia Accademia S. Tommaso:
Sparita la tiara è apparsa una mitria (stile stemma personale del papa attuale) sopra le chiavi decussate. Il tutto con un disegno infantile e sgraziato.
Orrore in vista, dunque, e colpo di mano in atto. Come giustamente nota p. Z. un conto è lo stemma personale di un pontefice, un conto è lo stemma dell'istituzione. La grammatica araldica è un linguaggio specifico, con i suoi segni e i suoi significati. Che senso possa avere parlare un linguaggio sgrammaticato non si riesce proprio a capirlo. A meno che non si voglia davvero introdurre un cambio di identità e abolire definitivamente un segno che - fino ad ora - non è MAI stato abolito dai Papi precedenti. A che pro non si sa, sebbene si possa seriamente dubitare che sia opera o richiesta di Sua Santità. C'è qualcuno che continua a lavorare per cambiare il modo di intendere l'autorità del Papa, ma eliminare i simboli araldici non pare proprio una grande trovata.
PS.: Consoliamoci, almeno, guardando al sito del Patriarcato di Lisbona. Non pare che il locale Patriarca abbia nessuno intenzione di rinunciare alla Tiara che, per privilegio papale, timbra lo stemma della diocesi lusitana:
PS.: Consoliamoci, almeno, guardando al sito del Patriarcato di Lisbona. Non pare che il locale Patriarca abbia nessuno intenzione di rinunciare alla Tiara che, per privilegio papale, timbra lo stemma della diocesi lusitana:
A quanti ritengono che il motivo della de-tiarizzazione papale possa essere di origine ecumenica rispondiamo che ci pare stiano vaneggiando parecchio. Prova ne siano i copricapi, tuttora indossati in ogni occasione, di tutti i vescovi e patriarchi orientali, che chiamano appropriatamente "corona" il proprio sontuoso cappello:
sabato 31 luglio 2010
Sant'Ignazio di Loyola, maestro dello spirito e della disciplina interiore, soprattutto per i preti.
Vi propongo oggi, festa del grande sant'Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti, una paginetta famosa degli "Esercizi spirituali", il testo che inizia la tradizione ignaziana, appunto, di spiritualità. Per Ignazio gli "esercizi" non servono a "ricaricare le batterie" o "prendersi un momento di pausa" o "per respirare meglio in collina". Servono per prendere le grandi decisioni della vita e meditare sulle scelte da compiere. Per questo ci si deve interiormente esercitare. Durano un mese intero, diviso in quattro settimane. Se volete leggere tutto il testo lo trovate qui. Sotto vi riporto la celebre meditazione dei due stendardi o delle due bandiere, che si trova nel quarto giorno della seconda settimane. Non sarebbe male applicarvi, per oggi, a questa santa meditazione ignaziana, in modo da celebrare con l'imitazione lo scrittore che ce l'ha lasciata:
Per sorridere un po': il colloquio tra san Filippo Neri e Sant'Ignazio di Loyola, santi diversi ma contemporanei nella Roma papalina barocca e godereccia, non molto diversa - secondo la stampa scandalistica - dalla Roma dei preti di oggi... Eppure allora (e probabilmente anche oggi) Roma rimane madre di una schiera di Santi.
Martirologio Romano: Memoria di sant’Ignazio di Loyola, sacerdote, che, nato nella Guascogna in Spagna, visse alla corte del re e nell’esercito, finché, gravemente ferito, si convertì a Dio; compiuti gli studi teologici a Parigi, unì a sé i primi compagni, che poi costituì nella Compagnia di Gesù a Roma, dove svolse un fruttuoso ministero, dedicandosi alla stesura di opere e alla formazione dei discepoli, a maggior gloria di Dio.
QUARTO GIORNO.
MEDITAZIONE SU DUE BANDIERE, L'UNA DI CRISTO, NOSTRO SOMMO CAPITANO E SIGNORE, L'ALTRA DI LUCIFERO, NEMICO MORTALE DELLA NOSTRA NATURA UMANA
La solita preghiera preparatoria.
[137] Il primo preludio è il soggetto della meditazione: Cristo chiama tutti gli uomini e li vuole sotto la sua bandiera, mentre Lucifero li vuole sotto la sua.
[138] Il secondo preludio è la composizione vedendo il luogo: qui sarà vedere un grande campo nella regione di Gerusalemme, dove Cristo nostro Signore è il capo supremo dei buoni, e un altro campo nella regione di Babilonia, dove Lucifero è il capo degli avversari.
[139] Il terzo preludio consiste nel domandare quello che voglio: qui chiederò di conoscere gli inganni del malvagio capo, e l'aiuto per difendermi da essi; e di conoscere la vera vita che il supremo e vero capitano insegna, e la grazia di imitarlo.
[140] Primo punto. Immagino nel vasto campo di Babilonia il capo degli avversari, che siede su un grande seggio di fuoco e di fumo, orribile e spaventoso nell'aspetto.
[141] Secondo punto. Considero che egli chiama a raccolta innumerevoli demoni e poi li sparge, chi in una città chi in un'altra, per tutto il mondo, senza tralasciare alcuna regione o luogo o stato di vita, né alcuna persona in particolare.
[142] Terzo punto. Considero il discorso che egli rivolge loro, incitandoli a gettare agli uomini reti e catene; come di solito avviene, cominceranno ad attirarli con l'avidità delle ricchezze; così essi giungeranno più facilmente alla ricerca del vano onore del mondo, e infine a un'immensa superbia. Vi sono perciò tre scalini: il primo è la ricchezza, il secondo il vano onore, il terzo la superbia; da questi tre scalini egli spinge gli uomini a tutti gli altri vizi.
[143] Tutto al contrario si deve immaginare il sommo e vero capitano che è Cristo nostro Signore.
[144] Primo punto. Considero Cristo nostro Signore, in un vasto campo nella regione di Gerusalemme, in luogo umile, bello e gradevole.
[145] Secondo punto. Considero il Signore di tutto il mondo, che sceglie tante persone apostoli, discepoli ed altri e le invia in tutto il mondo per diffondere la sua santa dottrina tra gli uomini di ogni stato e condizione.
[146] Terzo punto. Considero il discorso che Cristo nostro Signore rivolge a tutti i suoi servi e amici, che invia a questa missione, raccomandando loro che cerchino di aiutare tutti gli uomini: li condurranno anzitutto a una somma povertà spirituale e, se la divina Maestà così vorrà e intenderà sceglierli, anche alla povertà materiale; poi al desiderio di ricevere umiliazioni e disprezzi, perché da questi nasce l'umiltà. Vi sono perciò tre scalini: il primo è la povertà opposta alla ricchezza, il secondo l'umiliazione e il disprezzo opposti al vano onore del mondo, il terzo l'umiltà opposta alla superbia; da questi tre scalini li guideranno a tutte le altre virtù.
[147] Primo colloquio. Farò un colloquio con nostra Signora, perché mi ottenga dal suo Figlio e Signore la grazia di essere accolto sotto la sua bandiera, anzitutto in somma povertà spirituale e, se la divina Maestà così vorrà e intenderà scegliermi e accogliermi, anche nella povertà materiale;poi sopportando umiliazioni e insulti, per meglio imitarlo in questi, purché possa sopportarli senza peccato di alcuna persona e senza offesa alla divina Maestà. Qui dirò un'Ave Maria.
Secondo colloquio. Chiederò lo stesso al Figlio, perché me l'ottenga dal Padre. Qui dirò la preghiera "Anima di Cristo".
Terzo colloquio. Chiederò lo stesso al Padre, perché me lo conceda. Qui dirò un Padre nostro.
Per sorridere un po': il colloquio tra san Filippo Neri e Sant'Ignazio di Loyola, santi diversi ma contemporanei nella Roma papalina barocca e godereccia, non molto diversa - secondo la stampa scandalistica - dalla Roma dei preti di oggi... Eppure allora (e probabilmente anche oggi) Roma rimane madre di una schiera di Santi.
Martirologio Romano: Memoria di sant’Ignazio di Loyola, sacerdote, che, nato nella Guascogna in Spagna, visse alla corte del re e nell’esercito, finché, gravemente ferito, si convertì a Dio; compiuti gli studi teologici a Parigi, unì a sé i primi compagni, che poi costituì nella Compagnia di Gesù a Roma, dove svolse un fruttuoso ministero, dedicandosi alla stesura di opere e alla formazione dei discepoli, a maggior gloria di Dio.
mercoledì 3 febbraio 2010
Papa Benedetto e la colomba dello Spirito. Richiami iconografici e associazioni di idee
Raffaella ha pubblicato nel suo Blog questa splendida foto del papa mentre tiene la sua piccola predica domenicale all'Angelus:
A me, quella colomba che plana verso il Papa con i fogli davanti, immediatamente, ha fatto venire in mente il modo con cui si rappresenta di solito il grande papa Gregorio I Magno, a cui - non fosse altro che per il canto gregoriano e per la liturgia - il presente pontefice è molto simile.
Guardate e giudicate voi stessi:
Quando si dice CONTINUITA' tra i pontefici, si intende anche la continua assistenza dello Spirito Santo, che, come tutti sanno, predilige farsi vedere in veste di bianca colomba.
A me, quella colomba che plana verso il Papa con i fogli davanti, immediatamente, ha fatto venire in mente il modo con cui si rappresenta di solito il grande papa Gregorio I Magno, a cui - non fosse altro che per il canto gregoriano e per la liturgia - il presente pontefice è molto simile.
Guardate e giudicate voi stessi:
Quando si dice CONTINUITA' tra i pontefici, si intende anche la continua assistenza dello Spirito Santo, che, come tutti sanno, predilige farsi vedere in veste di bianca colomba.
martedì 5 gennaio 2010
La parentela delle antifone: introito dell'Epifania e della Madre di Dio
Il canto d'ingresso della solennità dell'Epifania è Ecce advenit. La musica di questo introito è la stessa del più famoso Salve sancta Parens, introito per le feste della Madonna (si usa anche per il 1° gennaio)
Secondo NLM la musica di questo canto per l'Epifania possiede una natura "orientale", molto adatta alla festa dei Magi. Il testo annuncia l'avvento del Re, il Dominatore, nella cui mano è il regno, il potere e il comando:
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