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venerdì 8 dicembre 2017

Un'antifona dell'Immacolata sparita dall'ufficio divino...ma ricomparsa.

Vi presento la bella antifona dei Secondi Vespri tradizionali della solennità dell'Immacolata Concezione, nell'ufficiatura postconciliare nel volume della Liturgia delle Ore sostituita dall'annuncio angelico dell'Ave Maria (ma di nuovo presente nell'Antiphonale Romanum del 2009...). Vale la pena riascoltarla e meditarne il contenuto. Come a Natale si proclama "Hodie", oggi è nato il Messia, il Sole che sorge, così all'Immacolata si canta "Hodie", oggi è sorta l'aurora che anticipa, annuncia e permette l'arrivo del Messia.
La mia traduzione mette in rilievo il complemento "ab ea" non come complemento d'agente (perché è Cristo che sconfigge il Male, non Maria!) ma nel senso ben attestato in latino di "punto di origine di qualcosa", nel nostro caso da dove si incomincia a vedere realizzata la redenzione. A partire da Maria - e in lei in modo perfetto - il demonio strisciante è stato schiacciato dalla Grazia del suo Figlio.

Hódie egréssa est virga de radíce Iesse: hódie sine ulla peccáti labe concépta est María: hódie contrítum est ab ea caput serpéntis antíqui, allelúia.
Oggi è spuntato il germoglio dalla radice di Iesse: oggi senza alcuna macchia di peccato è stata concepita Maria: quest'oggi a cominciare da lei viene schiacciata la testa dell'antico serpente, alleluia.

La musica come si trova nel Liber Usualis di Solesmes:

Spartito un pochino diverso, secondo l'Antiphonale Romanum del 2009, come viene cantato nei video che vi propongo:



mercoledì 29 novembre 2017

Novena dell'Immacolata Concezione: canto del Tota Pulchra

Inizia, come ogni anno, dal 29 novembre, la Novena in preparazione alla Solennità dell'Immacolata Concezione. Un bel video con il canto del Tota Pulchra eseguito dai Frati Francescani della Basilica di Sant'Antonio ogni sera, secondo il tono gregoriano in uso tra i Minori Conventuali, con alcune variazione rispetto a quello del Graduale.


domenica 2 ottobre 2016

Il transito del Beato padre Francesco d'Assisi in musica

In occasione della meditazione vigiliare per la festa di San Francesco, cioè il suo Transito da questo mondo a Dio (3 ottobre), ecco il mottetto cinquecentesco del compositore J. de Aliseda che riprende i versetti 1 e 8 del salmo 141(142), recitato dal Serafico Padre sul letto di morte secondo la testimonianza della Leggenda Maggiore XV,5.

Beatus Franciscus,
dum morti appropinquaret,
lacrimosis oculis
in coelum intendens dixit:
voce mea ad Dominum clamavi
voce mea ad Dominum deprecatus sum:
educ de custodia animam meam
ad confitendum nomini tuo
me expectant justi donec retribuas mihi.

Il beato Francesco
mentre si avvicinava alla morte,
con le lacrime agli oggi
fissando il cielo disse:
"Con la mia voce al Signore ho gridato aiuto,
con la mia voce ho supplicato il Signore.
Strappa dal carcere la mia anima,
perché io renda grazie al tuo nome
Mi attendono i giusti,
per il momento in cui mi darai la ricompensa".

San Bonaventura, Leggenda Maggiore (FF 1241-1243)
Avvicinandosi il momento del suo transito, [il beato Francesco] fece chiamare intorno a sé tutti i frati del luogo e, consolandoli della sua morte con espressioni carezzevoli li esortò con paterno affetto all'amore di Dio.
 Si diffuse a parlare sulla necessita di conservare la pazienza, la povertà, la fedeltà alla santa Chiesa romana, ma ponendo sopra tutte le altre norme il santo Vangelo.
 Mentre tutti i frati stavano intorno a lui, stese sopra di loro le mani, intrecciando le braccia in forma di croce (giacché aveva sempre amato questo segno) e benedisse tutti i frati, presenti e assenti, nella potenza e nel nome del Crocifisso.
 Inoltre aggiunse ancora: “State saldi, o figli tutti, nel timore del Signore e perseverate sempre in esso! E, poiché sta per venire la tentazione e la tribolazione, beati coloro che persevereranno nel cammino iniziato! Quanto a me, mi affretto verso Dio e vi affido tutti alla Sua grazia!
1242 Terminata questa dolce ammonizione, I'uomo a Dio carissimo comandò che gli portassero il libro dei Vangeli e chiese che gli leggessero il passo di Giovanni, che incomincia: “Prima della festa di Pasqua...”.
 Egli, poi. come poté, proruppe nell'esclamazione del salmo: “Con la mia voce al Signore io grido, con la mia voce il Signore io supplico” e lo recitò fin al versetto finale: “Mi attendono i giusti, per il momento in cui mi darai la ricompensa”. 
Quando, infine, si furono compiuti in lui tutti i misteri, quell'anima santissima, sciolta dal corpo, fu sommersa nell'abisso della chiarità divina e l'uomo beato s'addormentò nel Signore.

martedì 5 gennaio 2016

Il viaggio epico dei Re Magi riassunto in cinque minuti

Uno splendido ri-montaggio con le immagini del film Nativity ci fa rivivere la storia dei Magi, dalla decisione di seguire il presagio astrale all'incontro col Dio-Bambino al ritorno a casa. Per gustare l'Epifania con un video: 

venerdì 4 dicembre 2015

Beatificazione di due frati francescani conventuali, primi martiri del Perù

Il 5 dicembre vengono beatificati nello stadio della città peruviana di Chimbote i frati Minori Conventuali Michael Tomaszek e Zbigniew Strzalkowski, insieme al sacerdote italiano Don Alessandro Dordi. Sono i primi religiosi uccisi in odio alla fede in Perù, i protomartiri di questa terra cristianizzata da almeno 500 anni. Uccisi dai terroristi comunisti di Sendero Luminoso, perché con il loro aiuto alla popolazione poverissima della zona in cui erano missionari, impedivano l'avanzare della rivoluzione proletaria. Il 9 agosto 1991 i due religiosi, prelevati dal piccolo convento di Pariacoto, venivano sommariamente processati e uccisi a colpi d'arma da fuoco. Qui il sito web dedicato alla beatificazione.

Un terzo frate del gruppo di missionari polacchi, fra Jarek, era rientrato per qualche settimana in Polonia nei giorni dell'esecuzione dei confratelli. E' tornato sul luogo del martirio e ha registrato la sua testimonianza:


Il vescovo di Chimbote, diocesi del Perù in cui lavoravano i tre prossimi beati, Angel Francisco Piorno Simon, ha voluto evidenziare l’avvenimento – “senza precedenti nella vita ecclesiale” - con una lettera alla rivista "Mar Adentro”: “Le loro figure ci commuovono e ci danno forza” ha scritto il presule, che dal marzo dello scorso anno vive con misure speciali di protezione per le denunce contro la corruzione e la violenza nella provincia dell’Ancash, 500 chilometri al nord di Lima, di cui si è fatto voce. “Ci commuovono perché se non è facile governare giorno dopo giorno la nostra vita nel cammino dell’esistenza, molto più difficile è affrontare la morte con dignità e coraggio quando essa ci si presenta cruenta, ingiusta e crudele”. La morte, per i due missionari, è arrivata un pomeriggio d’agosto del 1991 quando alcuni incappucciati arrivarono all’improvviso, li catturarono e li fecero salire su un furgone con le mani legate. Lungo il tragitto il processo sommario e la condanna a morte perché il loro aiuto ai poveri frenava la rabbia del popolo e rallentava la rivoluzione. L’esecuzione avvenne poco dopo, vicino al piccolo cimitero del pueblo di Pariacoto. “Possiamo intuire come gli batteva il cuore e come li attanagliava la paura; due erano giovani e dentro di loro doveva emergere il legittimo istinto di vivere” scrive il vescovo nella sua lettera. “La maggior parte degli esseri umani non sono preparati per un momento così. Loro, invece, lo erano, le piccole fedeltà di ogni giorno li avevano preparati per la testimonianza magnifica di fedeltà senza limiti”.

Fra Marco Tasca, Ministro Generale dei Francescani Conventuali, qualche mese fa, ha inviato a tutti i religiosi dell'Ordine una toccante lettera circolare a proposito del significato del martirio di Carità e di Fede dei due confratelli polacchi. Ve ne presento un estratto, potete leggerla integralmente nel sito della Beatificazione 

“Bisogna uccidere quelli che predicano la pace”

“In effetti, i principali capi di accusa che i terroristi di Sendero luminoso (movimento di matrice maoista guidato da Abimael Guzmán) avanzano a carico dei due frati riguardano la fede come realtà che disimpegnerebbe da ogni causa in favore dell’uomo e l’aiuto ai poveri – attraverso la distribuzione di cibo – come forma di colonialismo e condizionamento delle coscienze. Di seguito riportiamo alcune frasi pronunciate nel processo-farsa contro i due frati.

Ingannano il popolo perché distribuiscono alimenti della Caritas, che è imperialismo. Predicano la pace e così addormentano la gente. Non vogliono né la violenza né la rivoluzione. La pace disonora la gente. Bisogna uccidere quelli che predicano la pace. Con la religione addormentano il popolo. La religione è l’oppio del popolo. La Bibbia è un modo per addormentare il popolo, ingannarlo e dominarlo.

Concetti veteromarxisti (siamo nel 1991, due anni dopo la caduta del muro di Berlino) che esaltano la rivoluzione armata e additano la religione come oppio dei popoli. Sarà questa ideologia perversa e alquanto rozza a condannare a morte i nostri confratelli. Ricordiamo l’avvenimento con le parole del “terzo compagno”:

Il 9 agosto 1989 1991 – era un venerdì – dopo la celebrazione eucaristica, Miguel e Zbigniew furono prelevati separatamente dal convento e portati al Municipio di Pariacoto. Insieme, furono fatti salire su uno dei camioncini della missione, insieme a suor Berta HERNÁNDEZ, Ancella del Sacro Cuore di Gesù, che volle andare di propria iniziativa. Più tardi, sulla strada per Cochabamba, prima di attraversare il ponte fecero scendere la religiosa dal veicolo; quindi incendiarono il ponte e condussero i frati in un luogo chiamato Pueblo Viejo, vicino al cimitero. Lì, a sangue freddo, assassinarono fra Miguel con un colpo alla nuca e fra Zbigniew con due colpi, uno alla spalla e l’altro alla testa. Con loro fu ucciso anche il sindaco del paese, Giustino Masa.
Il cartone macchiato di sangue con scritto il motivo della condanna
I corpi non vennero rimossi fino al giorno dopo, quando la polizia fece i rilevamenti e giunse sul luogo anche monsignor BAMBARÉN. La mattina in cui fu celebrata la messa delle esequie, dopo l’autopsia nella città di Casma, al passaggio del feretro la gente rese omaggio ai frati martiri con fiori, bandiere, preghiere, lacrime e cartelli con scritto Paz y bien, Perdónales porque no saben lo que hacen, Nuestros padres no murieron. “Pace e bene”, “Perdonali perché non sanno quello che fanno”, “I nostri padri (Miguel e Zbigniew) non sono morti”.

“Lo stesso luogo dell’eccidio – leggiamo nel libro scritto a quattro mani da fra Jarek e Alberto Friso, giornalista del “Messaggero di sant’Antonio” – fu oggetto dell’attenzione degli abitanti di Pariacoto. Si recarono sul posto con delle vanghe e raccolsero per quanto fu possibile la terra bagnata dal sangue dei martiri, terra diventata sacra. Poi, in processione, la portarono al vicino cimitero, dove si trova ancora, in un cenotafio sotto una croce che riporta i nomi di Miguel e Zbigniew” (Frati martiri. Una storia francescana nel racconto del terzo compagno, EMP 2013, p. 202). La vox populi aveva intuito che quel sangue versato era prezioso e parlante, segno di un amore che non si può soffocare nemmeno con la morte.

In quei giorni drammatici, come abbiamo detto, fra Jarek si trovava in Polonia per celebrare il matrimonio della sorella, proprio mentre Giovanni Paolo II era a Częstochowa per la Giornata mondiale della gioventù. I due si incontrarono brevemente, in privato, il 13 agosto, e il papa, dopo aver chiesto informazioni sull’accaduto, disse: “Sono i nuovi santi martiri del Perù”. Una frase profetica, che da quel momento in poi accompagnerà e sosterrà il culto spontaneo della gente e il percorso del processo di beatificazione intrapreso dai confratelli.

Conclusione della lettera di fra Marco Tasca

Se “ad alcuni il Signore chiede il martirio della vita, c’è anche il martirio di tutti i giorni, di tutte le ore: la testimonianza contro lo spirito del male che non vuole che noi siamo evangelizzatori” (Papa Francesco, Catechesi inaugurale del Convegno Ecclesiale della Diocesi di Roma, 17-19 giugno 2013). Mi piace – si legge nel sito - concludere questa Lettera richiamando ancora una volta lo stretto rapporto esistente tra la testimonianza quotidiana e il martiro, declinato da papa Francesco come lotta contro tutto ciò che quotidianamente, per pigrizia nostra e per suggestione del maligno, si oppone allo slancio missionario. Se fra Miguel e fra Zbigniew potessero parlare oggi al nostro Ordine racconterebbero del loro grande entusiasmo per l’annuncio del Vangelo a ogni uomo, a partire dai piccoli che hanno concretamente amato e servito. Parlerebbero di un Vangelo che più che un testo scritto è un messaggio buono e liberante (euanghélion) da consegnare attraverso la parola e l’esempio, soprattutto con stile gioioso e fraterno. Testimonierebbero dell’infinita misericordia di Dio che ha alimentato il loro desiderio di partire per terre lontane, di “uscire” in modo radicale e irreversibile per incontrare e condividere, evangelizzare ed essere evangelizzati. Rimaniamo allora in ascolto della breve e densa esistenza di questi nostri due confratelli e della loro fine più che eloquente, affinché il Signore ci renda evangelizzatori autentici, gioiosi e fecondi.


Il Signore ci ha fatto dono dei nostri fratelli Miguel e Zbigniew quando sono entrati nell’Ordine; attraverso la loro scelta missionaria ci incoraggia a rinnovare il nostro cammino di sequela; con il loro martirio ci testimonia la vittoria sulla morte e sul male di quanti si affidano alla Sua grazia; con la loro beatificazione ci dona degli intercessori. Facciamo tesoro di questo momento di grazia ed impegniamoci a seguire l’esempio dei nostri martiri. A loro ricordo l’Ordine si farà promotore di alcune iniziative e progetti catechetici e di promozione umana per i quali, fin da ora, chiedo le vostre preghiere ed il vostro contributo”.
Il beato Zbigniew in marcia per raggiungere un villaggio della sua missione in Perù

domenica 29 novembre 2015

Tutti i più bei canti mariani per la Messa consegnatici dalla tradizione latina

All'inizio della Novena in preparazione alla Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, propongo un disco registrato dai monaci benedettini dell'Abbazia di Solesmes, custodi e divulgatori del Gregoriano.
Nella prima parte si possono ascoltare tutti i canti propri per la Festa dell'Immacolata, nella seconda parte i canti per la Festa dell'Annunciazione, poi i canti tratti dal comune della Vergine Maria, compresi i canti dell'ordinario, e infine i canti propri della solennità dell'Assunzione. E' dunque un concentrato di canti mariani della tradizione latina: le più belle lodi alla Madonna innalzate dai cristiani d'Occidente per secoli e secoli, fino ad oggi.
Sotto il video trovate l'intero "indice" del disco. Accanto ad ogni titolo vi rimando allo spartito del canto (almeno per quelli che ho reperito). Buon ascolto. 


Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

1 Introito: Gaudens gaudebo (spartito)
2 Graduale: Benedicta es tu (spartito)
3 Alleluia: Tota pulchra es (spartito)
4 Offertorio: Ave Maria (spartito)
5 Communio: Gloriosa (spartito)
6 Sequenza: Ave mundi spes (spartito)
7 Inno: O gloriosa Domina (spartito)

Annunciazione della Beata Vergine Maria

8 Introito: Vultum tuum (spartito)
9 Kyrie IX (spartito)
10 Gloria IX (spartito)
11 Graduale: Diffusa est (spartito)
12 Tratto: Audi filia (spartito)
13 Offertorio: Ave Maria (spartito)
14 Sanctus IX (spartito)
15 Agnus Dei IX (spartito)
16 Communio: Ecce Virgo (spartito)

Per le Feste della Vergine Maria

17 Introito: Salve Sancta parens (spartito)
18 Kyrie X (spartito)
19 Gloria X (spartito)
20 Graduale: Benedicta et venerabilis (spartito)
21 Alleluia: Post partum (spartito)
22 Sanctus X (spartito)
23 Agnus Dei X (spartito)
24 Communio: Beata viscera (spartito)

Assunzione della Beata Vergine Maria al cielo

25 Introito: Signum magnum (spartito)
26 Graduale: Audi filia (spartito)
27 Alleluia: Assumpta est (spartito)
28 Offertorio: Assumpta est (spartito)
29 Communio: Beatam me dicent (spartito)
30 Responsorio: Vidi speciosam 
31 Salmo: Eructavit cor meum

lunedì 14 settembre 2015

Per il segno della Croce liberaci Signore!

Festa dell'Esaltazione della Santa Croce

Per signum Crucis de inimícis nostris líbera nos, Deus noster.
Per mezzo del segno della Croce liberaci dai nostri nemici, o nostro Dio

Mottetto di Francesco Durante (1684-1755)


In gregoriano: antifona alla comunione per il 14 settembre, Esaltazione della Santa Croce.



Lo stesso testo cantato in modo più semplice come antifona del vespro. Cantano i monaci cistercensi austriaci di Heiligenkreuz:




giovedì 4 giugno 2015

La Processione del Corpus Christi a Toledo


Non c'è un'altra processione del Corpus Domini (o Corpus Christi come dicono all'estero) come quella di Toledo (Spagna) in tutto il mondo. Roma compresa. Il Santissimo Sacramento, intronizzato nella spettacolare custodia gotica voluta dal Card. Cisneros, cesellata da Enrique de Arfe e conservata nella Catedral Primada (18 kg d'oro, più argento e altri metalli e pietre preziose), passa per le vie e i vicoli della città primaziale del regno spagnolo, in un tripudio di fede, di tradizione di devozione popolare, scortato dal clero, dalle confraternite, dal popolo e dalle autorità. Una processione che diventa segno di comunione e di unità, cristiana e di unione sociale, anche con significati civili. 
Ecco il video di questa mattina, 4 giugno 2015:

martedì 2 giugno 2015

Padova: In diretta dal Santuario di Sant'Antonio la webcam sulla Tomba


Non solo Fatima, Lourdes o Assisi: come negli altri grandi santuari della cristianità, anche dalla Basilica di Sant'Antonio di Padova, santuario internazionale, una webcam (a cura del Messaggero di Sant'Antonio) trasmette da pochi giorni, 24 ore su 24 le immagini in diretta dalla Tomba del Santo più venerato nel mondo.
Ecco la vostra finestra virtuale sul Santuario Antoniano (per dispositivi Android, scaricare e aprire il sito con Puffin browser per visualizzare video Flash):

domenica 31 maggio 2015

Canti Gregoriani dall'Ufficio e Messa di Sant'Antonio di Padova (rito Romano)

Iniziamo per bene oggi, 31 di maggio, i tredici giorni di preparazione alla festa del nostro Patrono. Questa cosiddetta "tredicina" ricorda il tempo trascorso tra la canonizzazione di frate Antonio, avvenuta a Spoleto il 31 maggio 1232, e la prima ricorrenza liturgica in suo onore, fissata per il giorno della sua morte: il 13 giugno. Ci fu davvero poco tempo, in termini non solo medievali, per far giungere la gioiosa notizia della canonizzazione a Padova e organizzare anche le prime solennità antoniane della storia.
A questo proposito ho trovato su youtube l'intera Messa e buona parte dell'ufficiatura del giorno di Sant'Antonio di Padova in canto Gregoriano secondo il rito Romano (non tutti i testi, dunque, corrispondono a quelli utilizzati dai Francescani nella liturgia propria, che ha il grado di festa, non semplice memoria). Attualmente, comunque, al posto di "Os iusti" come introito, anche il rito romano utilizza "In medio ecclesiae" (come hanno da sempre fatto i frati, in anticipo) perché il Santo di Padova è stato ufficialmente riconosciuto come Dottore della Chiesa da Pio XII nel 1946. L'ordinario della Messa è dal Kyriale XIV, il proprio è quasi tutto dall'ufficio dei Confessori con qualche parte dall'ufficio dei Dottori.
Se vi interessasse invece lo spartito gregoriano dell'ufficiatura francescana "pre-conciliare", potete dare uno sguardo a questa pagina.



Ad Missam
1. Introitus "Os iusti meditabitur" 2:32
2. Kyrie XIV 2:09
3. Graduale "Justus ut palma" 4:25
4. Alleluia "Justus germinabit" 3:18
5. Offertorium "Veritas mea" 1:12
6. Sanctus XIV 1:53
7. Agnus Dei XIV 1:22
8. Communio "Beatus servus" 3:55
9. Ite missa est 0:42

Ad matutinum
10. Ad invitatorium "Fontem sapientiae" Psalmus 94 "Venite, exultemus" 4:16
11. Hymnus "Jesu, redemptor omnium" 3:17

Ad laudes
12. Antiphona "Domine quinque talenta" 0:40
13. Antiphona "Euge serve bone" 0:29
14. Antiphona "Fidelis servus" 0:25
15. Antiphona "Beatus ille servus" 0:37
16. Antiphona "Serve bone et fidelis" 0:23
17. Responsorium brevis Amavit eum Dominus" 1:12
18. Versus "Justum deduxit Dominus" 0:38
19. Antiphona ad Benedictus "Serve bone et fidelis" 0:51

Ad vesperas
20. Responsorium brevis "Os iusti" 1:53
21. Versus "Amavit eum" 0:42
22. Antiphona ad Magnificar "O doctor optime" 3:59
Magnificat
23. Benedicamus Domino 0:55

venerdì 29 maggio 2015

Il Cammino di Sant'Antonio: si riparte nella notte del 30 maggio

Sant'Antonio di Padova fu canonizzato il 30 di Maggio del 1232, da Papa Gregorio IX, appena 4 anni dopo il fondatore dell'Ordine Francescano. Per celebrare questa ricorrenza e aprire i successivi 13 giorni che portano alla sua festa, i  Frati minori conventuali della Provincia del Santo organizzano ogni anno un pellegrinaggio a piedi, di 25 km, da Camposampiero, luogo del ritiro contemplativo di Antonio, alla Basilica dove è sepolto, passando per la celletta della sua morte (custodita nella chiesa del quartiere Arcella di Padova).

Ecco l'invito di fra Alberto all'edizione 2015 del pellegrinaggio notturno in onore del Santo dei Miracoli: Il Cammino di Sant'Antonio


Tutti sono benvenuti, anche se non si sono iscritti online in tempo utile.
Le informazioni le trovate al sito www.ilcamminodisantantonio.org

Per conoscere meglio il percorso e la spiritualità dei luoghi antoniani toccati durante il pellegrinaggio, guardate questo breve video:


sabato 23 maggio 2015

Veni Creator di Oreste Ravanello, musica facile e solenne per ogni coro

Il Maestro Ravanello, per molti anni Direttore della Cappella musicale della Basilica Antoniana di Padova e professore al Conservatorio Pollini della città, sapeva scrivere, anche per i cori meno dotati, musica solenne eppure dotata di nobile semplicità. Un esempio è il Veni Creator Spiritus preso dalla Secunda Anthologia Vocalis (che potete scaricare qui), dove le strofe polifoniche del coro si alternano alle parti in gregoriano per l'assemblea (che già prima del Concilio Vaticano II - come si potrà notare - partecipava attivamente al canto... forse più di oggi....).
Nel video, del 2013, l'inno è eseguito dall'australiana Schola Cantorum della Saint Patrick's Church a Albury, nel Nuovo Galles del Sud.
La musica del maestro padovano è arrivata agli antipodi!


Lo spartito (cliccare per ingrandire e salvare l'immagine):

venerdì 22 maggio 2015

Si compiono i giorni della Pentecoste


Mottetto tratto dal responsorio Dum complerentur di Giovanni Pierluigi da Palestrina, eseguito dal Coro del New College di Oxford, un coro attivo fin dal 1379, diretto da Edward Higginbottom (2003):



Dum complerentur dies Pentecostes, erant omnes pariter dicentes, alleluia,
et subito factus est sonus de coelo, alleluia,
tamquam spiritus vehementis, et replevit totam domum, alleluia.
Dum ergo essent in unum discipuli congregati, propter metum Iudæorum, sonus repente de coelo venit super eos, tamquam spiritus vehementis, et replevit totam domum, alleluia.

Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme e dicevano: alleluia,
venne all'improvviso dal cielo un rombo, alleluia
come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa, alleluia
Mentre dunque i discepoli erano radunati insieme per paura dei Giudei, venne all'improvviso sopra di loro un rombo dal cielo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta a casa, alleluia
(Cf. At 2,1-2 e Gv 19,38)

venerdì 3 aprile 2015

Haec dies quam fecit Dominus: canti per il giorno e l'ottava di Pasqua

Otto giorni un'unica giornata festiva: è l'ottava di Pasqua. Il tempo si dilata nel giorno della Risurrezione, e i cristiani pregustano liturgicamente l'eternità, continuando per una settimana a ripetere ad ogni momento di preghiera: "Questo è il giorno che ha fatto il Signore, rallegriamoci ed esultiamo!". Antifone, responsori e graduali continuamente ripropongono: "Haec dies quam fecit Dominus, exsultemus et laetemur in ea", intercalando gioiosi "Alleluia".
Vi propongo due modalità facili per il canto di questo ritornello pasquale, tratto dal Salmo 117,24. La prima viene dal Graduale Simplex, che adatta il testo e la musica popolarissima del canto conosciuto come "lapis revolutus est" e lo pone come canto d'ingresso per la Messa del giorno a Pasqua. La seconda modalità utilizza lo stesso testo del Graduale Simplex, musicato però da Marco Frisina (compositore contemporaneo che a me non dispiace, e non capisco perché susciti tanto astio in alcuni....).

Qui per scaricare lo spartito dal Graduale Simplex



Altra esecuzione dello stesso canto: qui.



Lo spartito del canto di Frisina è a questo collegamento

venerdì 27 marzo 2015

Il significato della croce nel mistero della liturgia in un cortometraggio

Per preparare ragazzi, giovani e meno giovani alla celebrazione della Passione del Signore e alla Settimana Santa, vi consiglio questo video, un filmato che ha vinto il premio di miglior cortometraggio religioso del 2012. Potremmo descriverlo come una parabola: dalla noia alla partecipazione attiva nella liturgia.
L'esperienza liturgica e l'ascolto "partecipativo" della Parola di Dio ti rendono davvero contemporaneo alla vicenda della morte e risurrezione del Signore, e quando ricevi la comunione Cristo compie di nuovo in te l'opera della salvezza realizzata una volta per sempre sulla croce. Il linguaggio cinematografico comunica questo in maniera immediata ed emotivamente convincente. Si può "predicare" anche così: e questo coinvolgente sermone dura solo 5 minuti!
Ecco dunque il film "Domenica delle Palme", in inglese sottotitolato in Italiano. Da non perdere e da far conoscere:


Sito ufficiale del film

Traduzione: Francesca Di Russo
Sottotitoli di: Giuseppe Boncoraglio

mercoledì 28 gennaio 2015

Festa liturgica del beato Francesco Zirano, frate e martire

Al termine della messa di Beatificazione, alcuni devoti prendono un po' della terra del luogo
del Martirio di padre Zirano, portata a Sassari dall'Arcivescovo di Algeri.
E' l'ultimo beato della famiglia francescana conventuale: il sardo padre Francesco Zirano, che subì un orrendo martirio ad Algeri dove si era recato per riscattare dai saraceni alcuni schiavi, tra cui anche un cugino e confratello. Il giorno liturgico per la commemorazione di questo beato, iscritto appena l'anno scorso nel Martirologio, è il 29 gennaio (il giorno della sua morte coincide con il 25 gennaio, festa della conversione di san Paolo).
L'Ordine minoritico ha chiesto l'approvazione di alcune parti proprie per l'ufficio del B. Francesco Zirano, tra cui come seconda lettura dell'Ufficio la cruda relazione, di un testimone oculare, dell'esecuzione del beato. In calce al post metto anche un documentario, curato dalla Provincia dei Conventuali di Sardegna, in cui si spiega in maniera particolareggiata la vita e il sacrificio del santo confratello:

29 gennaio
BEATO FRANCESCO ZIRANO, SACERDOTE E MARTIRE

Nacque a Sassari nel 1564 da modesta famiglia. Religioso tra i Frati Minori Conventuali della città, divenne sacerdote nel 1586. Il suo zelo di carità verso il prossimo si orientò in vocazione missionaria nel 1599, quando s’impegnò a liberare un cugino e confratello schiavo ad Algeri dal 1590 per salvaguardarlo dal rinnegare la fede. Arrivato in Africa nel luglio 1602 e impossibilitato a operare redenzioni, durante la guerra allora scoppiata tra il regno cabìle di Cuco alleato di Spagna e la reggenza turca di Algeri, fu catturato come spia e condannato a morte. Sollecitato a farsi maomettano per aver salva la vita, rifiutò ripetutamente e con fermezza, preferendo morire scorticato vivo. Morì il 25 gennaio 1603, proclamando la sua fedeltà a Cristo e alla vocazione francescana, e invocando la luce della fede per i carnefici che l’avevano rinnegata.

Dal Comune dei martiri

COLLETTA

O Dio, che hai suscitato nel beato Francesco, sacerdote,
il coraggio di rischiare la vita per liberare il prossimo
restando fedele a Cristo fino al martirio,
per sua intercessione concedi a noi
di testimoniare il Vangelo
con fede viva, carità operosa, speranza certa.
Per il nostro Signore.

Latino:
Deus, 
qui beátum Francíscum, presbýterum, succendísti,
ut pro libertáte próximi daret se perículo
et usque ad martýrium persevérans in Christo manéret,
eius nobis intercessióne concéde
fidem vivam, actuósam caritátem et spem certam,
ad testificándum Evangélium. Per Dominum.

Dal Comune di un martire, con salmodia del giorno dal salterio.

UFFICIO DELLE LETTURE

SECONDA LETTURA
Dalla deposizione sul martirio di Giovanni Andrea da Cagliari. (Antonio Daza, Chronica, pars IV, c. 51, Valladolid 1611, pp. 257-258)

Nelle tue mani, Signore, affido il mio spirito

In Valladolid, 29 di marzo 1606, davanti a me Francesco di Santander, fra Antonio Daza, a nome dell’Ordine del padre san Francesco, presentò come testimone Giovanni Andrea Sardo, originario della Sardegna. Dopo aver prestato giuramento in nome di Dio e al simbolo della croce, su cui mise la mano destra secondo la legge, promise di dire la verità sui fatti di cui era a conoscenza.
Interrogato riguardo all’istanza, il testimone dichiarò che sul contenuto della petizione ciò che lui sapeva era che: mentre lui era prigioniero nella città di Algeri da oltre di 22 anni, il padre fra Matteo de Aguirre mandò, con una lettera per il re Don Filippo nostro sovrano, il suo compagno fra Francesco di cui non sa il cognome, solo che era un frate, sacerdote, di circa 30 anni, di barba castana, di media statura, originario della città di Sassari del regno di Sardegna. I mori che lo guidavano lo tradirono con l’inganno, per cui invece di condurlo al porto per l’imbarco lo portarono nel territorio dei Turchi, dove fu fatto prigioniero dai ministri del re di Algeri. Non acconsentirono alla richiesta di riscattarlo e ritenendo che fosse il citato fra Matteo de Aguirre lo condannarono a morte. Lo condussero per eseguire la sentenza nella città di Algeri, presso il Diwan cioè il Consiglio, dove fu deciso che lo scorticassero vivo e lo misero in una buca fino alla cintola. 
Questo testimone vide come i Mori e i Turchi, mentre lo portavano al martirio, cercavano di convincerlo a rinnegare la nostra amata fede cattolica e che il frate Francesco professando e predicando la verità della nostra santa fede, diceva che in essa era nato e in essa voleva morire. Vedendo ciò portarono un boia greco rinnegato, privo di orecchie, il quale affermava che gliele avevano tagliate i cristiani e che l’uomo davanti a lui doveva pagare per questo. Così il teste vide come il boia si avvicinò con un coltello al condannato che aveva le mani legate ed era stato spinto nella citata buca scavata nel terreno; lì gli inferse un taglio dall’orecchio all’indietro, incidendo fino alla vita e il frate Francesco sopportava con grandissima fermezza invocando il santissimo nome di Gesù e di nostra Signora, recitando i salmi. Il boia proseguì scorticandolo con enorme crudeltà. Arrivato alle mani gli tagliava la pelle e amputava le mani all’altezza dei polsi e dopo procedeva alla stessa maniera con i piedi. Mentre gli scorticava i quarti anteriori questo testimone vide che allorché il boia, strappando la pelle, arrivava fino alla bocca dello stomaco, il suddetto fra Francesco, con tremendo dolore, rivolti gli occhi al cielo disse: «Nelle tue mani, Signore, affido il mio spirito: mi hai redento, Signore, Dio fedele». Con queste parole spirò. 
Il boia finì di scorticarlo e, presa la pelle, la riempì di paglia e la pose in cima alla porta che chiamano di Babason. Buttarono il corpo e le ossa nella campagna. Questo testimone e altri Cristiani schiavi andando a raccoglierli, non trovarono dette ossa, ma venne a sapere che altri le avevano prese e portate in terra di cristiani.

RESPONSORIO Cf. Gal 6,14; 2,20; Fil 1,29
R. Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, * che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me.
V. Riguardo a Cristo, a me è stata data la grazia non solo di credere in lui, ma anche di soffrire per lui:
R. Che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me.

Una versione ridotta del documentario di Marco Biggi, narratore padre Umberto Zucca, che ha dedicato otto anni a ricercare e studiare i documenti sulla vita, martirio e e santità di p. Francesco Zirano:

sabato 10 gennaio 2015

Come si cantava alla Basilica francescana di Assisi al tempo della riforma liturgica?

Ho trovato in quel grande deposito di dischi che è YouTube, una registrazione della Deutsche Grammophon piuttosto singolare: un disco di canti, per lo più tardo gregoriani, laudi medievali di Cortona e qualche canto popolare, eseguiti dal Coro della Cappella Papale di San Francesco in Assisi nel 1967, direttore il Padre M° Alfonso Del Ferraro. Quello che descritto è il primo dei due LP dal titolo Gregorianische Gesänge aus Assisi che trovate in questa pagina. Il secondo contiene la Missa in Coena Domini e alcuni altri canti liturgici. A quel tempo nel coro assisiate c'erano ancora i bambini come voci di soprano; tuttavia si nota nel complesso una vocalità piuttosto "teatrale", un po' enfatica, (come quella che ancora caratterizza il coro della Cappella Sistina), con portamenti e rallentamenti un tantino pesanti oggi, ma comunque testimonianze della storia e dell'evoluzione della sensibilità musicale e del repertorio popolare francescano.



Il contenuto del 1° disco Gregorianische Gesänge aus Assisi 
1. Puer natus in Bethlehem
2. O Virgo pulcherrima
3. O spes mea cara
4. Concordi laetitia
5. Cristo risusciti in tutti i cuori
6. Alta Trinita beata
7. Laude novella sia cantata
8. Omne omo ad alta voce
9. Venite a laudare
10. Laudar vollio
11. Troppo perde'l tempo
12. De la crudel morte di Cristo
13. Martir glorioso aulente flore



Il contenuto del 2° disco Gregorianische Gesänge aus Assisi  

De missa:
1.Nos autem gloriari oportet
2. Christus factus est pro nobis obediens.

De lotione pedum:
3.Mandatum novum do vobis
4. Postquam surrexit Dominus
5. Dominus Jesus, postquam cenavit
6. Domine, tu mihi lavas pedes?
7. Si ego Dominus et Magister vester
8. In hoc cognoscent omnes
9. Maneant in vobis fides, spes, caritas
10. Ubi caritas et amor, Deus ibi est

De missa:
11. Dextera Domini fecit virtutem
12. Sanctus

De solemni translatione ac repositione sacramenti:
13.Pange lingua gloriosi Corporis mysterium

Cantus Poenitentiae:
14.Parce Domine, parce populo tuo

In festo Corpore Christi:
15.Verbun supernum prodiens
16.Lauda Sion Salvatorem.

mercoledì 24 dicembre 2014

Regalo per Natale: I 10 comandamenti di Roberto Benigni


Se non l'avete visto e volete giudicare voi stessi il programma (...nonostante il "chi siamo noi per giudicare?") o semplicemente volete rivederlo, ecco a voi la registrazione delle due serate complete sui Dieci Comandamenti recitati, narrati e commentati da Roberto Benigni.

Benigni I 10 Comandamenti Parte 1


Benigni I 10 Comandamenti Parte 2

venerdì 12 dicembre 2014

Gregoriano d'Avvento, di Natale e di Epifania, con il coro dei monaci di Ligugé

I pezzi classici delle messe e dell'ufficio dei tempi d'Avvento, Natale ed Epifania, cantati dal coro del monastero francese di Ligugé. Potete trovare i testi e gli spartiti dell'intero CD che ascoltate qui, cercando sul servizio GregoBase: un database che sta raccogliendo un po' alla volta tutte le antifone e gli altri canti del repertorio gregoriano, trascritti e digitalizzati, gratuitamente per tutti. Un grande regalo per far conoscere e amare il canto proprio della Chiesa Romana.



1. Avvento: O Radix Jesse
2.            Stirps Jesse
3.            Ave Maria
4.            Juste Et Pie Vivamus/Veni Domine
5.            Gaudete
6.            Jerusalem Gaude
7.            Alleluia, Laetatus Sum
8.            Benedixisti
9.            Ecce Virgo
10.          O Emmanuel
11. Natale: Christus Natus Est
12.            Angelus Ad Pastores Ait/Facta Est
13.            Puer Natus Est
14.            Benedictus Qui Venit
15.            Descendit
16.            Christe, Redemptor Omnium
17.            O Admirabile Commercium!
18.            Dum Medium Silentium
19.            Speciosus
20.            Alleluia. Multifarie
21.            Ecce Maria/Agnus Dei
22. Epifania: Ante Luciferum
23.             Ecce Advenit
24.             Reges Tharsis
25.             Hostis Herodes Impie


lunedì 8 dicembre 2014

L'inno greco alla Vergine santissima: Axion estin

Tutta pura...più onorabile dei Cherubini... più gloriosa dei Serafini
Axion estin: "E' veramente giusto" è il titolo dell'inno bizantino in onore della Tuttasanta Madre di Dio che oggi ascoltiamo, festeggiando in Occidente come "Vergine Immacolata".
Si tratta di un megalinarion (cioè un inno di lode) e theotokion (perché è riferito alla Vergine theotokos= genitrice di Dio), cantato a mattutino e a compieta nell'ufficiatura monastica. Almeno una parte dell'inno, dice la tradizione greca, sarebbe stata rivelata dallo stesso Arcangelo Gabriele ad un monaco del monte Athos dell'VIII sec. 
Ve lo propongo nell'esecuzione solistica di Divna Ljubojević, una grande cantante, originaria della Serbia, specializzata nel canto sacro delle chiese d'Oriente.


Testo greco, pronuncia e traduzione italiana

Ἄξιόν ἐστιν ὡς ἀληθῶς,
μακαρίζειν σε τὴν Θεοτόκον,
τὴν ἀειμακάριστον καὶ παναμώμητον
καὶ μητέρα τοῦ Θεοῦ ἡμῶν.
Τὴν τιμιωτέραν τῶν Χερουβεὶμ
καὶ ἐνδοξοτέραν ἀσυγκρίτως τῶν Σεραφείμ,
τὴν ἀδιαφθόρως Θεὸν Λόγον τεκοῦσαν,
τὴν ὄντως Θεοτόκον,
σὲ μεγαλύνομεν.
Axion estìn os alithos
makarizien se tin Theotokon,
tin aimakariston ke panamomiton,
ke mitera tu Theu imon.
Tin timioteran ton Heruvim,
ke endoksoteran asingritos ton
Serafim,
Tin adiafthoros Theon Logon tekusan,
tin ontos Theotokon,
Se megalinomen.

È veramente giusto proclamarti beata, o Madre di Dio,
beatissima e tutta pura, Madre del nostro Dio.
Noi magnifichiamo Te, che sei più onorabile dei cherubini,
incomparabilmente più gloriosa dei serafini.
Tu, che senza perdere la tua verginità,
hai messo al mondo il Verbo di Dio.
Tu, che veramente sei la Madre di Dio.

Un'altra esecuzione dello stesso canto con lo spartito da seguire:


L'arcangelo rivela a San Cosma innografo
il canto "Axion estin" alla Vergine Maria
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