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lunedì 4 dicembre 2017

Obbligo di San Nicola dal 2017

Come sapete il nostro Blog, tra le sue altre devozioni - numerosissime in verità -, è particolarmente attento al culto di San Nicola di Bari, grande vescovo antiariano vissuto a cavallo tra III e IV secolo, tradizionale patrono dei fanciulli nel mese del Natale, tanto da esser diventato il prototipo della figura "laicizzata" del Babbo Natale (vedi qui).
Dunque, nell'imminenza della sua ricorrenza, desidero ricordare a tutti i sacerdoti italiani che il 6 dicembre, da quest'anno 2017, per volere della Conferenza Episcopale Italiana, si festeggia come obbligatoria in tutte le chiese della penisola la Memoria di San Nicola.
Per la liturgia della Parola, le Letture della Messa possono essere quelle del giorno oppure quelle proposte dal lezionario dei Santi (Is 49,1-6; Sal 88; Ef 4, 1-7. 11-13; Lc 12,35-40). L'eucologia è quella proposta dal Messale Romano alle pagg. 629 e 671 e seguenti.
Vi riporto qui la circolare con cui è stata elevata la sua memoria, precedentemente facoltativa:

Per chi desiderasse conoscere meglio la figura storica del Santo Taumaturgo di Myra e di Bari, che accomuna nella devozione Cattolici, Ortodossi e pure i Protestanti, c'è una scheda molto ben fatta, scaricabile da questo link.
E buon Avvento a tutti!


martedì 29 novembre 2016

Kalenda: la luna del Natale di quest'anno liturgico (2016/2017)

Il quesito di ogni Avvento è: "Che luna si deve dire quest'anno al canto della Kalenda di Natale?", tradotto: che giorno lunare cade il Natale, in modo da poter cantare l'annuncio natalizio tradizionale del Martirologio in modo appropriato? Qui il testo della Kalenda in latino e traduzione italiana.
Per chi desiderasse approfondire, consiglio questo post scritto a suo tempo.
Comunque, la "luna" per il Natale dell'anno liturgico 2017 è vicesima sexta (ovvero il 25 dicembre del calendario solare cade nell'anno 2016 il 26° giorno dall'ultima Luna Nuova).
Il canto o l'annuncio inizierà pertanto così "Octavo Kalendas Ianuarii, Luna vicesima sexta....".
Come sempre, a questo link troverete lo spartito con la musica gregoriana: http://media.musicasacra.com/pdf/kalenda2009.pdf

lunedì 7 marzo 2016

Canti in italiano per la V domenica di Quaresima - anno C


Prosegue il progetto di offrire e divulgare alcune antifone proprie, in Italiano, per le Messe delle domeniche di Quaresima. Siamo giunti alla Quinta settimana. Ecco i testi musicali elaborati dal M° Porfiri dell'Antifona d'Ingresso, del ritornello del Salmo Responsoriale e dell'Antifona alla Comunione. PDF scaricabile con questo collegamento, oppure vedi in anteprima qui sotto:

lunedì 29 febbraio 2016

Canti in italiano per la IV domenica di Quaresima - anno C


La seconda puntata delle antifone proprie d'ingresso e comunione, più ritornello del salmo responsoriale, canti composti dal M° Aurelio Porfiri per la IV domenica di Quaresima. E' la domenica della gioia, la domenica Laetare, che invita - a metà del cammino quaresimale - a rallegrarsi per la conversione dei cristiani, raffigurati dall'antica Gerusalemme ricostruita (vedi: Laetare Jerusalem).
Cliccare qui per aprire e scaricare il file PDF che potete visionare qui sotto in anteprima:



Altri post per questa domenica:  I paramenti rosacei
                                                   Gregoriano per la IV domenica di Quaresima

martedì 9 febbraio 2016

Chi può imporre le ceneri? Quando e come si danno? Le risposte del Vicariato di Roma

Ogni anno, con il Mercoledì delle Ceneri, si scatena una delle giornate più "fantasiose" dei cattolici: tutti devono avere la loro spruzzatina delle preziosissime ceneri. Molti, soprattutto poco praticanti, affollano le chiese il Mercoledì dell'inizio della Quaresima, perché quando si "prendono le ceneri" , guai, non si può mancare. Pare a volte incredibile l'effetto di questa distribuzione e le proteste per avere le ceneri a qualunque ora e in qualunque momento. Ed effettivamente questo sacramentale è davvero per tutti, perché tutti siamo peccatori (magari i bambini piccoli da poco battezzati no, ma sorvoliamo...), però con un po' d'ordine! La cenere è comunque per tutti, come - d'altronde - la morte di cui la cenere è segno e richiamo: "Ricordati uomo che sei polvere, e in polvere ritornerai", recita l'ammonimento del ministro che impone l'austero segno quaresimale sul capo del penitente.
Tuttavia, meglio ribadirlo a scanso di equivoci, la cenere del mercoledì NON E' UN SACRAMENTO e non è nemmeno strettamente necessario per la salvezza. Quindi si dovrebbero osservare le norme che vi ricopio devotamente qui sotto, onde evitare "Fai-da-te" liturgici. Queste, naturalmente, valgono solo per il rito romano. A Milano, per intenderci, non ho idea di come funzioni (anche perché non hanno il mercoledì delle Ceneri e la quaresima ambrosiana inizia direttamente domenica prossima!)

INDICAZIONI LITURGICO - PASTORALI

PER LA CELEBRAZIONE DEL MERCOLEDI' DELLE CENERI
(a cura dell'Ufficio Liturgico del Vicariato di Roma)

- La benedizione e l’imposizione delle ceneri si fanno a ogni messa, secondo la forma indicata dal messale (pp. 65-67): dopo il saluto liturgico iniziale segue subito la colletta, poiché l’atto penitenziale è sostituito dal rito delle ceneri. Dopo l’omelia, il sacerdote benedice le ceneri con una delle due orazioni previste e con l’aspersione. Segue l’imposizione delle ceneri e si conclude con la preghiera universale. La celebrazione prosegue come al solito.

- Se è presente un secondo ministro ordinato, questi impone le ceneri al celebrante principale, usando le formule consuete.

- Si invitano i ministri a valorizzare entrambe le formule proposte dal Messale (eventualmente alternandole): la prima (= Convertitevi, e credete al Vangelo) è appello alla conversione, la seconda (= Ricòrdati che sei polvere, e in polvere tornerai) lo motiva. Rimane comunque la possibilità di scegliere e utilizzare una sola delle due formule, recitandola per ogni fedele (nb: meglio la seconda!).

- Le ceneri si ottengono bruciando i rami di olivo e di palma benedetti la domenica delle Palme dell’anno precedente. Le ceneri avanzate si disperdono nella terra.

- Ministro dell’imposizione delle ceneri è soltanto il vescovo, il presbitero e il diacono. Il Messale non prevede di affidare l’imposizione delle ceneri a ministri istituiti o a ministri straordinari della comunione; né prevede di inviare i ministri straordinari perché rechino le ceneri ai malati. Potrebbe essere opportuno che nei primi giorni della Quaresima il parroco e i sacerdoti visitino i malati per incoraggiarli e per confermare loro che la sofferenza, cristianamente accettata e offerta, è atto penitenziale di altissimo valore.

- Il gesto dell’imposizione delle ceneri consiste nello spargere le ceneri sul capo, recitando la formula per ogni fedele. Pur senza eccessi impropri, va assicurata una materialità davvero visibile e percepibile del segno, sia quando si presentano le ceneri per la preghiera di benedizione, sia quando si impongono sul capo del fedele.

- Poiché le ceneri vanno imposte all’interno di un contesto celebrativo, la benedizione con l’imposizione delle ceneri può svolgersi anche durante una celebrazione della Parola. In questo caso il rito si modella sulla Liturgia della Parola della Messa, come indicato a p. 68 del Messale. Tale modalità celebrativa può essere molto utile nella pastorale dei luoghi di lavoro o nelle rettorie (aperte anche negli orari della pausa pranzo per gli uffici), nei luoghi di cura, o qualora la celebrazione si svolgesse in orari serali, per venire incontro a lavoratori e studenti.

- Il Messale prevede il rito delle ceneri solo nel primo mercoledì di quaresima. Non può essere spostato in altro giorno, e mai va compiuto di Domenica, neppure fuori della Messa: il forte monito penitenziale e il digiuno non sono compatibili con il fondamentale carattere pasquale della Domenica.



PS. Vorrei aggiungere un suggerimento utile, preso dalla tradizione: Come si danno le ceneri alle suore? Nell'antichità e nel medioevo tutte le donne andavano a messa con il capo coperto: ad esse le ceneri non venivano messe sopra il velo, ma imposte in forma di croce segnando la fronte con le ceneri stesse. Agli uomini invece si spargevano sul capo scoperto. Per questo, per es., nei paesi anglosassoni, le ceneri si impastano con un po' d'acqua benedetta, in modo che aderiscano alla fronte (e in questa maniera vengono amministrate a tutti i fedeli oggi).
Nulla vieta - anzi questo è il modo tradizionale - di offrire alle suore le ceneri in questo modo, segnando la loro fronte con il pollice intriso delle sacre ceneri.

mercoledì 16 dicembre 2015

"Che luna è"? Anche quest'anno vi rivelo il giorno lunare per la Kalenda...


Ogni anno, la settimana che precede il Natale - se non mi sono organizzato prima (vedi qui) - sono inondato di email che chiedono tutte quante: "Padre, che cosa dobbiamo cantare nella Proclamazione del Natale (la Kalenda) dove dice luna.... Che luna è quest'anno?"
Bene, ora risponderò all'arcano sciogliendo il mistero. Ma vi ricordo che basta consultare un qualunque calendario del Rito Romano tradizionale (vetus Ordo, Forma Straordinaria, come preferite...) per avere la risposta - se proprio non avete voglia di calcolare il giorno lunare in cui cade il Natale.

Dunque la luna è......rullo di tamburiiii.......:"quinta decima"!

E non chiedetemi "che numero è quinta decima??". Comunque in italiano è quindicesima (perché la luna nuova si verifica quindici giorni prima, e infatti Natale, quest'anno, cade con la LUNA PIENA)

Per conoscere meglio la "Kalenda" o "annuncio del Natale", vedi qui oppure qui

sabato 14 novembre 2015

Messa consigliata in questi giorni di tragedia


La Chiesa, nella sua bimillenaria storia di preghiera e culto, ha un formulario adatto per ogni circostanza, soprattutto per i tempi di angoscia e attacchi come quelli che stiamo vivendo. La preghiera ci aiuta ad affrontare i momenti di terrore senza cedere all'odio, ma senza nemmeno abdicare alla ricerca di giustizia senza cui non c'è vera pace. Papa Francesco ha definito i recenti attacchi a Parigi come "un pezzo" di quella Terza guerra mondiale "a pezzi" che si va combattendo da tempo.
Perciò cari confratelli sacerdoti e cari laici collaboratori pastorali, usiamo in questi giorni, tra le Messe "per varie necessità" del Messale Romano, quella dal titolo "In tempo di guerra o di disordini", il cui formulario vi riporto qui di seguito:

IN TEMPO DI GUERRA O DI DISORDINI
(colore liturgico penitenziale: viola)

ANTIFONA D’INGRESSO
Dice il Signore:
«Io ho progetti di pace e non di sventura;
voi mi invocherete e io vi esaudirò
e vi farò tornare
da tutti i luoghi dove vi ho dispersi». Ger 29, 11.12.14

Oppure:
Flutti di morte mi hanno circondato,
mi hanno stretto dolori d’inferno;
nella mia angoscia ho invocato il Signore,
dal tuo tempio ha ascoltato la mia voce. Sal 17, 5-7


COLLETTA
O Dio, forte e misericordioso,
che condanni le guerre
e abbatti l’orgoglio dei potenti,
allontana i lutti e gli orrori che affliggono l’umanità,
perché tutti gli uomini, pacificati tra loro,
possano chiamarsi veramente tuoi figli.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli

Oppure:
O Dio, amico della pace,
conoscerti è vivere, servirti è regnare;
libera da ogni aggressione il popolo che confida in te,
perché, sotto la tua difesa e protezione,
possa dedicarsi senza timore al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.


SULLE OFFERTE
Ricordati, o Padre,
che il tuo Figlio è la nostra pace,
e nel suo sangue ha distrutto le nostre discordie:
per questa rinnovata offerta del suo sacrificio
rendi all’umanità che tu ami
la tranquillità e la pace.
Per Cristo nostro Signore.


ANTIFONA ALLA COMUNIONE
«Vi lascio la pace,
vi dò la mia pace», dice il Signore;
«non come la dà il mondo, io la do a voi.
Non si turbi il vostro cuore
e non abbia timore». Gv 14, 27


DOPO LA COMUNIONE
Signore, che ci hai nutriti con la dolcezza di quest’unico pane,
che ci conforta nelle prove della vita,
concedi all’umanità, sconvolta dalla guerra,
di ricuperare il bene della pace,
per vivere secondo la tua legge
nella giustizia e nella fraternità.
Per Cristo nostro Signore.

Originale Latino dal Messale di Paolo VI:

TEMPORE BELLI VEL EVERSIONIS

Ant. ad introitum 
Dicit Dóminus: Ego cógito cogitatiónes pacis et non afflictiónis; invocábitis me, et ego exáudiam vos, et redúcam captivitátem vestram de cunctis locis. Jr 29,11-12 Jr 14

Oppure:
Circumdedérunt me gémitus mortis, dolóres inférni circumdedérunt me; et in tribulatióne mea invocávi Dóminum, et exaudívit de templo sancto suo vocem meam.Cf. Ps 17,5-7

Collecta
Deus miséricors et fortis, qui bella cónteris deprimísque supérbos, immanitátes a nobis et lácrimas dignáre festinánter arcére, ut omnes in veritáte tui nominári fílii mereámur. Per Dóminum.

Oppure:
Deus, auctor pacis et amátor, quem nosse vívere, cui servíre regnáre est, prótege ab ómnibus impugnatiónibus súpplices tuos, ut, qui in defensióne tua confídimus, nullíus hostilitátis arma timeámus. Per Dóminum.

Super oblata
Memoráre, Dómine, Fílium tuum, qui est ipse pax, ódia nostra suo Sánguine peremísse, et, mala nostra propitiátus aspíciens, da, ut homínibus quos díligis pacem hæc hóstia cum tranquillitáte restítuat. Per Christum.

Ant. ad communionem
Pacem relínquo vobis, pacem meam do vobis, dicit Dóminus; non quómodo mundus dat, ego do vobis. Non turbétur cor vestrum neque formídet. Jn 14,27

Post communionem
Uno pane, qui cor hóminis confírmat, suáviter satiátis, da nobis, Dómine, et belli furóres superáre felíciter, et tuam amóris ac iustítiæ legem fírmiter custodíre. Per Christum.


venerdì 30 ottobre 2015

Tutti i santi in un'unica antifona: meraviglie del gregoriano


Per i primi vespri della Solennità di Tutti i Santi abbiamo un'antifona al Magnificat particolarmente lunga ed elaborata. In essa - utilizzata tuttora dalla liturgia romana per la vigilia della festività- vengono menzionate le diverse categorie di Santi, ma non si dimentica di premettere ad essi i nove cori angelici, con i loro rispettivi nomi, anche se in un ordine che non rispecchia quello classico di san Gregorio Magno. Tutti i santi, schiere angeliche comprese, sono così contemplati in un'unica antifona e a tutti insieme si chiede l'intercessione per noi, quaggiù, davanti a Dio.

Ecco il testo e la traduzione:
Ángeli, * Archángeli, Throni et Dominationes, Principátus et Potestátes, Virtútes cælórum, Chérubim atque Séraphim, Patriarchæ et Prophétæ, sancti legis Doctóres, Apóstoli, omnes Christi Mártyres, sancti Confessores, Vírgines Dómini, Anachoritæ Sanctique omnes intercedite pro nobis.
Angeli, Arcangeli, Troni e Dominazioni, Principati e Potestà, Virtù dei cieli, Cherubini e Serafini, Patriarchi e Profeti, Dottori santi della Legge, Apostoli, Martiri tutti di Cristo, santi Confessori, Vergini del Signore, Monaci e Santi tutti intercedete per noi.
Il video musicale, con l'esecuzione dell'antifona e del Magnificat da parte della Cappella Sistina. Sotto lo spartito gregoriano nella revisione di Solesmes.



mercoledì 16 settembre 2015

Il canto del sacerdote e le risposte del popolo nel rito della Messa in Italiano

Non avendo trovato in rete un PDF con la Melodia per il rito della Messa in italiano, lo propongo qui, e credo che in giro ce ne sia un certo bisogno.
Spesso, infatti, si sentono celebranti pieni di buona volontà "inventare" con un certo pressapochismo, "ad orecchio", una melodia per il canto di una colletta o di un postcommunio. Onde evitare distrazioni per il popolo e impossibilità di rispondere (perché magari non riconosce la melodia), è meglio seguire le indicazioni che troviamo nell'appendice del Messale Romano e che qui vi ho fotocopiato in modalità digitale (è possibile anche scaricarle). 
Riporto la Seconda Melodia per il rito della Messa, di cui ho anche trovato la registrazione completa (che potete sentire, traccia per traccia, nella playlist di Soundcloud qui sotto).
La cosiddetta "seconda melodia" è in realtà esemplata sui toni "simplices" della liturgia romana tradizionale, per questo apparirà piuttosto familiare e facile da memorizzare (correttamente!).
Speriamo che questo ottimo materiale, a suo tempo fatto circolare anche su musicassetta dalla CEI, quando uscì la II edizione del Messale, possa essere utile per migliorare la cantillazione dei celebranti e la solennità delle celebrazioni.



venerdì 3 aprile 2015

Haec dies quam fecit Dominus: canti per il giorno e l'ottava di Pasqua

Otto giorni un'unica giornata festiva: è l'ottava di Pasqua. Il tempo si dilata nel giorno della Risurrezione, e i cristiani pregustano liturgicamente l'eternità, continuando per una settimana a ripetere ad ogni momento di preghiera: "Questo è il giorno che ha fatto il Signore, rallegriamoci ed esultiamo!". Antifone, responsori e graduali continuamente ripropongono: "Haec dies quam fecit Dominus, exsultemus et laetemur in ea", intercalando gioiosi "Alleluia".
Vi propongo due modalità facili per il canto di questo ritornello pasquale, tratto dal Salmo 117,24. La prima viene dal Graduale Simplex, che adatta il testo e la musica popolarissima del canto conosciuto come "lapis revolutus est" e lo pone come canto d'ingresso per la Messa del giorno a Pasqua. La seconda modalità utilizza lo stesso testo del Graduale Simplex, musicato però da Marco Frisina (compositore contemporaneo che a me non dispiace, e non capisco perché susciti tanto astio in alcuni....).

Qui per scaricare lo spartito dal Graduale Simplex



Altra esecuzione dello stesso canto: qui.



Lo spartito del canto di Frisina è a questo collegamento

venerdì 13 febbraio 2015

Ufficio liturgico in italiano della Traslazione delle reliquie di Sant'Antonio di Padova

San Giovanni Paolo II venera la lingua di S.Antonio nel 1982
E' un ufficio proprio della Basilica di Sant'Antonio di Padova e dei Frati francescani che celebrano la seconda festa del Santo dei Miracoli, la festa "invernale", conosciuta popolarmente come "Festa della Lingua" perché commemora il ritrovamento della lingua incorrotta del Taumaturgo. La celebrazione cade liturgicamente il 15 febbraio, ma le manifestazioni esterne e la processione tipica all'interno della basilica padovana sono sempre spostate alla domenica seguente.

15 febbraio
TRASLAZIONE DI S.ANTONIO DI PADOVA,
SACERDOTE E DOTTORE DELLA CHIESA

Il corpo di S.Antonio fu trasportato solennemente il 17 giugno 1231 dall’Arcella alla chiesa di Santa Maria “Mater Domini”, dove fu deposto in un sarcofago. L’8 aprile 1263, presente S.Bonaventura, venne portato nella nuova Basilica, sotto la cupola centrale. Aperto il sarcofago, la lingua del Santo fu ritrovata incorrotta. Nel giugno del 1319 ebbe luogo un’altra traslazione, al posto, sembra, dove le sacre spoglie si trovano tuttora. Una solenne ricognizione - secondo la tradizione - sarebbe stata fatta il 15 febbraio del 1350 dal Card. Guido di Boulogne-sur-mer, Legato Pontificio, che avrebbe ricomposto i resti mortali del Santo in un urna d’argento, in realtà collocò il mento del Santo nell'attuale sontuoso reliquiario a forma di busto tempestato di gemme preziose. Al 1981 risale l'ultima ricognizione dei resti del Santo: le sue ossa, composte in un'urna di cristallo, sono state riposte nell'Arca marmorea che da secoli ospita il corpo del Taumaturgo francescano.

INVITATORIO

Ant. Adoriamo il Signore,
che ha manifestato in sant’Antonio
la potenza della sua parola.

Salmo invitatorio come nell’Ordinario

Ufficio delle letture

INNO
La sapienza che occulti
nel silenzio del chiostro
è svelata dal cielo,
chiara luce alle genti.

Agli uomini annunzi
il messaggio di grazia,
con ricchezza dispensi
i favori celesti.

Apri al vero le menti
dall’errore offuscate,
tutti i cuori rinfranchi
sul sentiero del bene.

Sei dei poveri il padre,
degli oppressi il sostegno:
tutti esorti a cercare
solo i beni del cielo.

La divina potenza
accompagna il tuo dire:
con l’antico nemico
è sconfitto ogni male.

Manifesto ora appare
il tuo merito eccelso:
per te i popoli tutti
cantano gloria all’Eterno. Amen.

1 ant. Dio mi ha fatto ministro del Vangelo,
dono della sua grazia.

SALMO 144,1-13
O Dio, mio re, voglio esaltarti *
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno, *
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.

Grande è il Signore *
e degno di ogni lode;
la sua grandezza *
non si può misurare.

Una generazione narra all’altra le tue opere, *
annunzia le tue meraviglie.
Proclamano lo splendore della tua gloria *
e raccontano i tuoi prodigi.

Dicono la stupenda tua potenza *
e parlano della tua grandezza.
Diffondono il ricordo della tua bontà immensa, *
acclamano la tua giustizia.

Paziente e misericordioso è il Signore, *
lento all’ira e ricco di grazia.
Buono è il Signore verso tutti, *
la sua tenerezza si espande
su tutte le creature.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere *
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno *
e parlino della tua potenza,

per manifestare agli uomini i tuoi prodigi *
e la splendida gloria del tuo regno.
Il tuo regno è regno di tutti i secoli, *
Il tuo dominio si estende ad ogni generazione.

1 ant. Dio mi ha fatto ministro del Vangelo,
dono della sua grazia.

2 ant. Rendo culto a Dio nel mio spirito,
annunziando il Vangelo del Figlio suo.

SALMO 39,5-11
Beato l’uomo che spera nel Signore †
e non si mette dalla parte dei superbi, *
né si volge a chi segue la menzogna.

Quanti prodigi hai fatto, Signore, Dio mio, †
quali disegni in nostro favore!
Nessuno a te si può paragonare.

Se li voglio annunziare e proclamare *
sono troppi per essere contati.

Sacrificio e offerta non gradisci, *
gli orecchi mi hai aperto.
Non hai chiesto olocausto
e vittima per la colpa. *
allora ho detto: “Ecco io vengo.

Sul rotolo del libro di me è scritto *
di compiere il tuo volere.
Mio Dio, questo io desidero, *
la tua legge è nel profondo del mio cuore”.

Ho annunziato la tua giustizia
nella grande assemblea; *
Vedi, non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai.

Non ho nascosto la tua giustizia
in fondo al cuore, *
la tua fedeltà e la tua salvezza
ho proclamato.

Non ho nascosto la tua grazia *
e la tua fedeltà alla grande assemblea.

2 ant. Rendo culto a Dio nel mio spirito,
annunziando il Vangelo del Figlio suo.

3 ant. Sorse simile al fuoco e la sua parola
bruciava come fiaccola, e illuminò
quanti speravano nel Signore.

SALMO 32,1-15
Esultate, giusti, nel Signore: *
ai retti si addice la lode.
Lodate il Signore con la cetra, *
con l'arpa a dieci corde a lui cantate.

Cantate al Signore un canto nuovo, *
suonate la cetra con arte e acclamate.
Poiché retta è la parola del Signore *
e fedele ogni sua opera.

Egli ama il diritto e la giustizia, *
della sua grazia è piena la terra.
Dalla parola del Signore furono fatti i cieli, *
dal soffio della sua bocca ogni loro schiera.

Come in un otre raccoglie le acque del mare, *
chiude in riserve gli abissi.

Tema il Signore tutta la terra, *
tremino davanti a lui gli abitanti del mondo,
perché egli parla e tutto è fatto,
comanda e tutto esiste.

Il Signore annulla i disegni delle nazioni, *
rende vani i progetti dei popoli.
Ma il piano del Signore sussiste per sempre, *
i pensieri del suo cuore per tutte le generazioni.

Beata la nazione il cui Dio è il Signore, *
il popolo che si è scelto come erede.

Il Signore guarda dal cielo, *
egli vede tutti gli uomini.
Dal luogo della sua dimora *
scruta tutti gli abitanti della terra,

lui che, solo, ha plasmato il loro cuore *
e comprende tutte le loro opere.

3 ant. Sorse simile al fuoco e la sua parola
bruciava come fiaccola, e illuminò
quanti speravano nel Signore.

V. Ascolterai dalla mia bocca la parola,
R. e la trasmetterai ai tuoi fratelli.

Dalla prima lettera ai Tessalonicesi di san Paolo, apostolo (2,1-13.19-20)
Voi ricordate la nostra fatica

Voi stessi, fratelli, sapete bene che la nostra venuta in mezzo a voi non è stata vana.
Ma dopo aver prima sofferto e subìto oltraggi a Filippi, come ben sapete, abbiamo avuto nel nostro Dio il coraggio di annunziarvi il vangelo
di Dio in mezzo a molte lotte.
E il nostro appello non è stato mosso da volontà di inganno, ne da torbidi motivi, né abbiamo usato frode alcuna; ma come Dio ci ha trovati degni di affidarvi il Vangelo, così lo predichiamo, non cercando di piacere agli uomini, ma a Dio, che prova i nostri cuori.
Mai infatti abbiamo pronunziato parole di adulazione, come sapete, né avuto pensieri di cupidigia: Dio ne è testimone. E neppure abbiamo cercato la gloria umana, né da voi né da altri, pur potendo far valere la nostra autorità di apostoli di Cristo.
Invece siamo stati amorevoli in mezzo a voi come una madre nutre ed ha cura delle proprie creature. Così affezionati a voi, avremmo desiderato darvi non solo il Vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari.
Voi ricordate infatti, fratelli, la nostra fatica ed il nostro travaglio: lavorando notte e giorno per non essere di peso ad alcuno vi abbiamo annunziato il Vangelo di Dio. Voi siete testimoni, e Dio stesso è testimone, come è stato santo, giusto, irreprensibile il nostro comportamento verso di voi credenti; e sapete anche che, come fa un padre verso i propri figli, abbiamo esortato ciascuno di voi, incoraggiandovi e scongiurandovi a comportarvi in maniera degna di quel Dio che vi chiama al suo regno e alla sua gloria.
Proprio per questo anche noi ringraziamo Dio continuamente, perché avendo ricevuta da noi la parola divina della predicazione, l’avete accolta non quale parola di uomini, ma, come è veramente, quale parola di Dio, che opera in voi che credete. Chi infatti, se non proprio voi, potrebbe essere la nostra speranza, la nostra gioia e la corona di cui ci possiamo vantare, davanti al Signore nostro Gesù, nel momento della sua venuta?
Siete voi la nostra gloria e la nostra gioia.

RESPONSORIO 1Pt 1,25; Lc 1,2
R. La parola del Signore rimane in eterno; * questo è il Vangelo che vi è stato annunziato.
V. Come fu trasmesso dai primi testimoni, divenuti ministri della parola,
R. questo è il Vangelo che vi è stato annunziato.

SECONDA LETTURA
Da “I Sermoni” di sant’Antonio di Padova, sacerdote (Ed. 1896; 823b – 55ab – 149a – 3ab – 213ab – 401b)
Doti del predicatore evangelico

Al predicatore del Vangelo si addice principalmente: vita, scienza ed eloquenza. Vita esemplare, scienza sana, eloquenza franca.
Il Signore disse a Mosè: “Sali a me sul monte e io ti darò due tavole, su cui ho scolpito la legge e i comandamenti che tu dovrai insegnare ai figli d’Israele” (Es 24,12).
Mosè, il salvato dalle acque, raffigura il predicatore che con l’acqua della dottrina “zampillante alla vita eterna” (Gv 4,14), irriga le anime
dei fedeli. A questo dice il Signore: “Sali a me sul monte”. Il monte per la sua altezza significa l’eminenza di una vita santa, e il predicatore vi deve ascendere per la scala del divino amore, abbandonando la valle delle cose terrestri; lassù incontrerà il Signore, che appunto si incontra sulle cime di una vita santa. Perciò è scritto nel Genesi (22,14): “Il Signore vedrà sul monte”, vale a dire, sulle altezze di una vita santa egli farà vedere e ben comprendere ciò che si deve dare a Dio e al prossimo.
“Ti darò – soggiunge – due tavole”. Queste due tavole designano la scienza dei due Testamenti, la sola che sa sapere, la sola che rende saggi. Questa infatti è la sola scienza che insegna ad amare Dio, a disprezzare ogni mondanità, a sottomettere la carne. Queste sono le cose che il predicatore deve insegnare ai figli d’Israele, perché in esse si compendia tutta la legge e l’insegnamento dei profeti.
La scienza della divina Scrittura è il cantico dei predicatori, a cui invita il Salmista dicendo: “Cantate al Signore un cantico nuovo” (Salmo 95,1). Tutte le scienze mondane e lucrative sono un cantico vecchio, il cantico di Babilonia; solo la Teologia è il Cantico nuovo, che risuona dolcemente all’orecchio di Dio e rinnova l’anima, e questa sola dev’essere il cantico di chi ha ricevuto la missione di predicare. La scienza sacra scaturisce dal testo della pagina divina, e come l’oro è il più prezioso tra i metalli estratti dalla terra, così la scienza sacra sovrasta ogni altro sapere; anzi chi non conosce la dottrina sacra non può ritenersi un vero scienziato. Cristo ci dice: “Io sono la verità” (Gv 14,6). Chi annunzia la verità, annunzia Cristo; chi invece nella predicazione tace la verità, nega Cristo. La verità genera l’odio; per questo alcuni, per non incorrere nell’odio di altri, velano la bocca con il manto del silenzio. Se predicassero la verità, come veramente è e la stessa verità esige e la divina Scrittura apertamente impone, essi incorrerebbero, se non erro, nell’odio delle persone mondane, che finirebbero per estrometterli dai loro ambienti. Ma poiché camminano secondo la mentalità dei mondani, perciò temono di scandalizzarli; mentre invece non si deve mai venire meno alla verità, neppure a costo dello scandalo.
O Signore Gesù, guarda al tuo testamento, che prima di morire hai lasciato ai tuoi figli, confermandolo con il tuo sangue; dona ai tuoi ministri la grazia di annunziare la tua parola con fiducia; non abbandonare le anime dei tuoi poveri, da te redenti, che non hanno alcuna eredità fuori che te. Sorreggili, Signore, con la tua forza, perché sono i tuoi poveri; guidali tu; non li abbandonare, affinché senza di te non si smarriscano, ma attirali a te come all’unico fine; conducili fino all’ultima meta, che sei tu stesso.

RESPONSORIO Is 40,9; Lc 9,59-60
R. Sali su un alto monte, tu che porti liete notizie; * Annunzia a tutte le città: Ecco il vostro Dio.
V. Seguimi, va e predica il regno di Dio;
R. Annunzia a tutte le città: Ecco il vostro Dio.

INNO Te Deum, dove la Traslazione si celebra come festa.

ORAZIONE
O Dio, che per ricondurre gli uomini sulla via della verità, hai suscitato nella Chiesa sant’Antonio, infaticabile predicatore del Vangelo, fa’ che anche noi, forti nella fede, indichiamo ai fratelli, con la santità della vita, la via della salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Lodi mattutine

INNO
Nelle nebbie del mondo
luce fulgida appare,
esultanti cantiamo
al gran Santo di Dio.

Sul suo labbro fanciullo
la preghiera fiorisce,
dell’Amico divino
segue il dolce richiamo.

La gloriosa Signora
alta sopra le stelle
ha lodato col canto
ed amato col cuore.

Dalla quiete del chiostro
il suo canto di lode
si è levato al Signore
trascinando i fratelli.

Nel sereno tramonto
un estremo sospiro
chiude il giorno terreno:
“Vedo già il mio Signore”.

Manifesto ora appare
il suo merito eccelso:
nel suo nome le genti
cantan gloria all’Eterno. Amen.

1 ant. Ti glorificherò, Signore, mio re;
ti loderò, Dio, mio salvatore;
glorificherò il tuo nome.

Salmi e cantico della domenica, I settimana

2 ant. Loderò sempre il tuo nome;
canterò inni a te con riconoscenza,
e benedirò il nome del Signore.

3 ant. Loda il Signore, anima mia:
loderò il Signore tutta la mia vita,
finché vivo canterò inni al mio Dio.

LETTURA BREVE Col 3,16; Ef 6,18
La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi e inni e cantici spirituali.
Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti i santi.

RESPONSORIO BREVE
R. Da oriente e da occidente, * date gloria al Signore.
Da oriente e da occidente, date gloria al Signore.
V. Da tutta la terra cantate al Signore.
Date gloria al Signore.
Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo.
Da oriente e da occidente, date gloria al Signore.

Ant. al Ben.
Glorificò Dio l’Altissimo
con parole di lode,
cantò inni a lui con tutto il cuore
e amò colui che l’aveva creato.

INVOCAZIONI
Apriamo con fiducia il nostro cuore al Dio della potenza e della misericordia, sempre pronto a soccorrerci nelle nostre necessità. A lui rivolgiamo la nostra lode e la nostra preghiera.
Noi ti glorifichiamo, Signore, e confidiamo in te.

O Signore che hai fatto dei tuoi fedeli una stirpe eletta, un sacerdozio regale,
insegnaci ad offrirti in letizia il sacrificio della lode.

O Gesù, fa’ che rimaniamo sempre nel tuo amore,
perché la nostra vita sia un inno a te di adorazione, di ringraziamento, di riparazione e di preghiera.

O Dio, che per mezzo dei sacramenti ci rendi partecipi del tuo mistero di grazia,
 fa che ci accostiamo ad essi con fede viva e carità ardente.

O Gesù, che ci hai comandato di essere perseveranti nella preghiera,
 concedici di non spegnere mai lo spirito della santa orazione e devozione.

O Signore, che hai reso sant’Antonio amante del silenzio e della preghiera,
 donaci di conservare, nella dispersione della vita quotidiana, una continua unione con te.

Padre nostro

ORAZIONE
O Dio, che per ricondurre gli uomini sulla via della verità, hai suscitato nella Chiesa sant’Antonio, infaticabile predicatore del Vangelo, fa’ che anche noi, forti nella fede, indichiamo ai fratelli, con la santità della vita, la via della salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Ora media

Salmi del giorno dal salterio.

TERZA
Ant. Pregai e mi fu elargita la prudenza;
implorai e venne in me lo spirito della sapienza.

LETTURA BREVE Sap 7,13-14
Senza frode imparai la sapienza e senza invidia la dono, non nascondo le sue ricchezze. Essa è un tesoro inesauribile per gli uomini;
quanti se lo procurano, si attirano l’amicizia di Dio, sono a lui raccomandati per i doni del suo insegnamento.

V. Argento pregiato è la lingua del giusto.
R. Le sue labbra istruiscono le moltitudini.

SESTA

Ant. Con la sapienza mi sono venuti tutti i beni;
nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile.

LETTURA BREVE Sap 8,1-2
La sapienza si estende da un confine all’altro con forza, governa con bontà eccellente ogni cosa. Questa ho amato e ricercato fin dalla mia giovinezza, e mi sono innamorato della sua bellezza.

V. I saggi splenderanno come il firmamento.
R. I maestri di sapienza saranno come le stelle nel cielo.

NONA

Ant. Chi osserverà ed insegnerà
questi precetti agli uomini,
sarà considerato grande
nel regno dei cieli.

LETTURA BREVE Gc 3,17-18
La sapienza che viene dall’alto è anzitutto pura; poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, senza parzialità,
senza ipocrisia. Un frutto di giustizia viene seminato nella pace per coloro che fanno opera di pace.

V. Molti loderanno la sua sapienza.
R. Egli non sarà mai dimenticato.

ORAZIONE come alle lodi mattutine.

Vespri

INNO
Hai mostrato qui in terra
la divina potenza:
tutto il mondo ti invoca
dei miracoli il Santo.

Or dal cielo profondi
sopra tutta la Chiesa
il tesoro di grazia
che il Signore ti affida.

Fuga l’ombra del male,
allontana il nemico,
agli erranti concedi
la tua guida sicura.

Fa’ cessare il perielio,
la letizia diffondi
su chi invoca il tuo nome
che sul tempo trionfa.

O eloquente patrono,
parla a Cristo per noi:
tieni viva nei cuori
la beata speranza.

Manifesto ora appare
il tuo merito eccelso:
nel tuo nome le genti
cantan gloria all’Eterno. Amen.

1 ant. Il Signore fece prodigi per mezzo del suo santo,
e diede ascolto alle sue invocazioni.

SALMO 65,1-9
Acclamate a Dio da tutta la terra, †
cantate alla gloria del suo nome, *
date a lui splendida lode.

Dite a Dio: «Stupende sono le tue opere! *
Per la grandezza della tua potenza
a te si piegano i tuoi nemici.

A te si prostri tutta la terra, *
a te canti inni, canti al tuo nome».
Venite e vedete le opere di Dio, *
mirabile nel suo agire sugli uomini.

Egli cambiò il mare in terra ferma, †
passarono a piedi il fiume; *
per questo in lui esultiamo di gioia.

Con la sua forza domina in eterno, †
il suo occhio scruta le nazioni; *
i ribelli non rialzino la fronte.

Benedite, popoli, il nostro Dio, *
fate risuonare la sua lode;
è lui che salvò la nostra vita *
e non lasciò vacillare i nostri passi.

1 ant. Il Signore fece prodigi per mezzo del suo santo,
e diede ascolto alle sue invocazioni.

2 ant. L’umile non tornò confuso, l’afflitto e
il povero lodarono il suo nome.

SALMO 91
E' bello dar lode al Signore *
e cantare al tuo nome, o Altissimo,

annunziare al mattino il tuo amore, *
la tua fedeltà lungo la notte,
sull'arpa a dieci corde e sulla lira, *
con canti sulla cetra.

Poiché mi rallegri, Signore, con le tue meraviglie, *
esulto per l'opera delle tue mani.

Come sono grandi le tue opere, Signore, *
quanto profondi i tuoi pensieri!
L'uomo insensato non intende *
e lo stolto non capisce:

se i peccatori germogliano come l'erba *
e fioriscono tutti i malfattori,
li attende una rovina eterna: *
ma tu sei l'eccelso per sempre, o Signore.

Ecco, i tuoi nemici, o Signore, †
ecco, i tuoi nemici periranno, *
saranno dispersi tutti i malfattori.

Tu mi doni la forza di un bufalo, *
mi cospargi di olio splendente.

I miei occhi disprezzeranno i miei nemici, †
e contro gli iniqui che mi assalgono *
i miei orecchi udranno cose infauste.

Il giusto fiorirà come palma, *
crescerà come cedro del Libano;
piantati nella casa del Signore, *
fioriranno negli atri del nostro Dio.

Nella vecchiaia daranno ancora frutti, *
saranno vegeti e rigogliosi,
per annunziare quanto è retto il Signore: *
mia roccia, in lui non c'è ingiustizia.

2 ant. L’umile non tornò confuso, l’afflitto e
il povero lodarono il suo nome.

3 ant. Fu amato da Dio e dagli uomini,
il suo ricordo è in benedizione.

CANTICO Ap 15,3-4
Grandi e mirabili sono le tue opere, †
o Signore Dio onnipotente; *
giuste e veraci le tue vie, o Re delle genti!

Chi non temerà il tuo nome, †
chi non ti glorificherà, o Signore? *
Tu solo sei santo!

Tutte le genti verranno a te, Signore, †
davanti a te si prostreranno, *
perché i tuoi giusti giudizi si sono manifestati.

3 ant. Fu amato da Dio e dagli uomini,
il suo ricordo è in benedizione.

LETTURA BREVE Sir 46,1b.5; 47,8
Fu grande per la salvezza degli eletti. Egli invocò l’Altissimo sovrano, lo esaudì il Signore onnipotente. In ogni sua opera glorificò il
Santo Altissimo.

RESPONSORIO BREVE
R. Lo invocheranno * ed egli risponderà.
Lo invocheranno ed egli risponderà.
V. Le sue opere sono piene della gloria del Signore;
ed egli risponderà.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Lo invocheranno ed egli risponderà.

Ant. al Magn.
Hai glorificato, Signore, il tuo servo;
per mezzo di lui vai facendo cose grandi:
il tuo nome sarà magnificato.

INTERCESSIONI

Glorifichiamo Dio, che ci ha dato in sant’Antonio di Padova un potente intercessore. Diciamo con fiducia:
Sant’Antonio, intercedi per noi.

O Signore, che hai reso sant’Antonio compassionevole verso i poveri ed i sofferenti,
fa’ che riconosciamo il tuo volto in tutti i nostri fratelli.

O Dio operatore di prodigi, che hai dato a sant’Antonio il dono dei miracoli,
 concedi a noi una fede viva nella tua potenza misericordiosa.

O Signore, che per mezzo dei tuoi Santi ci inviti a camminare in maniera degna della nostra vocazione,
 fa’ che portiamo frutti abbondanti di opere buone.

O Signore, che hai detto: “Domandate e riceverete, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto”,
 donaci un grande amore alla preghiera e una profonda confidenza in te.

O Signore, che ai tuoi servi concedi di contemplare la gloria del tuo volto,
 fa’ che i nostri fratelli defunti godano la gioia eterna nell’assemblea dei santi.

Padre nostro.

ORAZIONE
O Dio, che per ricondurre gli uomini sulla via della verità, hai suscitato nella Chiesa sant’Antonio, infaticabile predicatore del Vangelo, fa’ che anche noi, forti nella fede, indichiamo ai fratelli, con la santità della vita, la via della salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

La lingua di S.Antonio tra le reliquie più insigni della Basilica a lui dedicata

mercoledì 30 luglio 2014

La Messa "per i cristiani perseguitati" formulario latino e italiano


Nel Messale di Paolo VI c'è una messa molto adatta a questi tristi giorni, in cui vediamo dai TG, a mezzogiorno e alla sera, immagini e notizie di persecuzione di fratelli di fede in Iraq, Siria, Palestina, e tanti altri luoghi. Mentre ci chiediamo "cosa posso fare per loro?" e iniziamo a muoverci con iniziative di coscientizzazione o di solidarietà, non dimentichiamoci di pregare per i fratelli perseguitati. Sono loro i primi a chiedercelo. E questo è il nostro primo dovere verso di loro, possibile in ogni momento. Essi soffrono per non abbandonare la propria fede, e preferiscono abbandonare le proprie terre piuttosto che Gesù Cristo.
In tal modo offrono a noi un esempio enorme, da "testimoni autentici e fedeli" (come dice la colletta della Messa). Il minimo che possiamo fare è innalzare per loro "l'incessante preghiera della Chiesa" (At 12,5).
In questi giorni, quando non ci sono feste o memorie, cari sacerdoti, usiamo spesso il formulario della Messa "Pro Christianis persecutione vexatis".
Oggi l'ho celebrata in modo speciale per tutti coloro che sono morti e non hanno potuto avere nemmeno un funerale o una raccomandazione cristiana nel momento supremo della vita.

PS. Chi segue la forma straordinaria del Rito Romano conoscerà e potrà usare il formulario "Pro Ecclesiae defensione". Non è il corrispettivo di questa Messa più recente, e, al nostro orecchio contemporaneo ha preghiere che suonano un tantino "belligeranti" contro quanti perseguitano la Santa Chiesa e pongono ostacoli alla sua missione, ma sono molto "realistiche". Devo dire, tuttavia, che preferisco, in questo caso, la forma Ordinaria (soprattutto nella formulazione originale). Comunque, in ogni rito e lingua, la preghiera è sempre utile e necessaria.

Pro Christianis Persecutione Vexatis

Ant. ad introitum
Cf. Ps 73,20 Ps 21 Ps 22 Ps 23
Réspice, Dómine, in testaméntum tuum, et ánimas páuperum tuórum ne derelínquas in finem;
exsúrge, Dómine, et iúdica causam tuam, et ne obliviscáris voces quæréntium te.

Oppure:
Ac 12,5
Petrus servabátur in cárcere; orátio autem fiébat sine intermissióne ab Ecclésia ad Deum pro eo.

Collecta
Deus, qui inscrutábili providéntia passiónibus Fílii tui vis Ecclésiam sociári, præsta fidélibus tuis, in tribulatióne propter nomen tuum versántibus, spíritum patiéntiæ et caritátis, ut promissiónum tuárum fidi inveniántur testes atque veráces. Per Dóminum.

Super oblata
Súscipe, quæsumus, Dómine, humilitátis nostræ preces et hóstias, et præsta, ut, qui, tibi fidéliter serviéntes, hóminum persecutiónes patiúntur, gáudeant se Christi Fílii tui sacrifício sociári, et sua séntiant inter electórum nómina scripta esse in cælis. Per Christum.

Ant. ad communionem
Mt 5,11-12
Beáti estis, cum maledíxerint vobis et persecúti vos fúerint propter me, dicit Dóminus; gaudéte et exsultáte, quóniam merces vestra copiósa est in cælis.

Oppure:
Mt 10,32
Omnis qui confitébitur me coram homínibus, confitébor et ego eum coram Patre meo, qui in cælis est, dicit Dóminus.

Post communionem
Per huius sacraménti virtútem fámulos tuos, Dómine, in veritáte confírma, et fidélibus tuis in tribulatióne pósitis concéde, ut, crucem sibi post Fílium tuum baiulántes, christiáno nómine iúgiter váleant inter advérsa gloriári. Per Christum.
Per i Cristiani perseguitati

antifona d’ingresso
Cfr Sal 73, 19-22
Sii fedele, Signore, alla tua alleanza, e non dimenticare mai la vita dei tuoi poveri.
Sorgi, Signore, difendi la tua causa, non dimenticare le suppliche di coloro che t’invocano.

Oppure:
At 12, 5
Mentre Pietro era in carcere, saliva a Dio per lui l’incessante preghiera della Chiesa.

Colletta
O Dio, che nel mistero della tua Provvidenza unisci la Chiesa alla passione del Cristo, tuo Figlio, concedi a coloro che soffrono persecuzione a causa del tuo nome, lo spirito di pazienza e di amore, perché siano testimoni autentici e fedeli delle tue promesse. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Sulle Offerte
Accogli, o Padre, le nostre umili offerte e preghiere e concedi ai tuoi servi, che soffrono per la fede, la gioia di comunicare al sacrificio del tuo Figlio e l’intima certezza che i loro nomi sono scritti nel cielo. Per Cristo nostro Signore.

« Prefazio dello Spirito Santo II.

 antifona alla comunione Mt 5, 11-12
«Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno per causa mia», dice il Signore; «rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Oppure:
Mt 10, 32
«Se mi riconoscerete davanti agli uomini, anch’io vi riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli», dice il Signore. 

Dopo la Comunione
Con la forza di questo sacramento, o Padre, confermaci nella verità, e dona ai nostri fratelli perseguitati, che seguono Cristo sulla via del Calvario, la beatitudine di chi soffre a causa della fede. Per Cristo nostro Signore.

sabato 21 giugno 2014

Canti per il Corpus Domini dal rituale italiano per il culto eucaristico

Tra i canti suggeriti dal libro liturgico che regola Il Rito della comunione fuori della Messa e culto eucaristico, tra cui l'Adorazione e le Processioni teoforiche (cioè che portano Dio stesso sotto le specie del pane), si può trovare una rielaborazione del Lauda Sion (qui testo e traduzione), un adattamento in forma semplice e con intercalare di acclamazioni che mi pare adatta ad ogni coro e, in particolare, all'occasione festosa del Corpus Domini. Fu composto da Federico Caudana nel 1927 per la cattedrale di Cremona. Vi riporto il testo, lo spartito come si trova nel rituale al num. 235 (qui lo spartito polifonico in PDF), e il video musicale con l'esecuzione del brano del Coro di Bonemerse (CR):




Lauda, Sion, Salvatorem,
lauda ducem et pastorem,
in hymnis et canticis.
Sit laus piena, sit sonora, 
sit iucunda, sit decora
mentis iubilatio.  R.

R. Christus vincit, 
    Christus regnat,
    Christus imperat!

Ecce panis angelorum,
factus cibus viatorum:
non mittendus cànibus.
Sit laus piena, sit sonora, 
sit iucunda, sit decora
mentis iubilatio.  R.

Bone pastor, panis vere,
tu nos bona fac videre,
in terra vivéntium.
Sit laus piena, sit sonora
sit iucunda, sit decora
mentis iubilatio.  R.

lunedì 24 marzo 2014

Corsi estivi di canto gregoriano da programmare per le vacanze....


Anche quest'anno i frati della Porziuncola ad Assisi continuano ad offrire in sessione estiva un "Corso di Canto Gregoriano" dal 7 al 12 luglio del 2012:
Il Corso triennale di Canto Gregoriano alla Porziuncola, giunto alla sua terza edizione, è patrocinato dal Pontificio Istituto di Musica Sacra e dall'A.I.S.C.Gre (Sezione italiana) - A.Gi.Mus e vuole essere un contributo alla formazione degli operatori musicali nella liturgia, di religiosi, sacerdoti, laici e cultori del genere, che intendono unire formazione liturgica e studio del repertorio in base al libri di canto attuali, e alle acquisizioni scientifiche e musicologiche più recenti, come attuazione pratica del gregoriano nella Liturgia, secondo i dettami del Concilio Vaticano II.
Qui potete trovare tutte le informazioni e qui il depliant per l'iscrizione.

giovedì 6 marzo 2014

Papa Francesco e la preghiera "per chiedere il dono delle lacrime" nel "Messale antico" (ma c'è anche in quello nuovo!)


Papa Francesco durante l'incontro con i sacerdoti della diocesi di Roma (qui video completo), ha parlato della preghiera che era presente nel "Messale antico" per chiedere la grazia di piangere i propri peccati e aprirsi alla Misericordia di Dio:
Omnípotens et mitíssime Deus, qui sitienti pópulo fontem viventis aquæ de petra produxísti: educ de cordis nostri durítia lácrimas compunctiónis; ut peccata nostra plángere valeámus, remissionémque eorum, te miseránte, mereámur accípere. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vivit et regnat, in unitate Spíritus Sancti, Deus, per omnia sæcula sæculorum. AmenO Dio onnipotente e mitissimo, che hai fatto scaturire dalla roccia una fonte d’acqua viva per il popolo assetato, fa uscire dalla durezza del nostro cuore lacrime di pentimento: affinché possiamo piangere i nostri peccati e meritare, per tua misericordia, la loro remissione. Per il nostro Signore Gesú Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Nel messale del 1962 il titolo della Messa votiva citata da Papa Francesco e che vi riporto completamente è:
AD PETENDAM COMPUNCTIONEM CORDIS
Oratio Omnípotens et mitíssime Deus, qui sitiénti pópulo fontem vivéntis aquae de petra produxísti: educ de cordis nostri durítia lácrimas compunctiónis; ut peccáta nostra plángere valeámus, remissionémque eórum, te miseránte, mereámur accípere. Per Dóminum nostrum. 
Secreta Hanc oblatiónem, quaesumus, Dómine Deus, quam tuae maiestáti pro peccátis nostris offérimus, propítius réspice: et produc de óculis nostris lacrimárum flúmina, quibus débita flammárum incéndia valeámus exstínguere. Per Dóminum. 
Postcommunio Grátiam Spíritus Sancti, Dómine Deus, córdibus nostris cleménter infúnde: quae nos gemítibus lacrimárum effíciat máculas nostrórum dilúere peccatórum; atque optátae nobis, te largiénte, indulgéntiae praestet efféctum. Per Dóminum nostrum.

Ma la bella notizia è che nella III edizione latina tipica del Messale Romano di Paolo VI, quella che avremo - si spera - presto in Italiano, sono state reintrodotte come "formulario alternativo" queste preghiere "ad petendas lacrimas" (un po' ritoccate la super oblata e post communionem...). Uscite dalla porta, rientrano dalla finestra.
Le preghiere citate da Papa Francesco per chiedere il dono delle lacrime di pentimento e rinnovamento, le trovate nel Missale Romanum 2002 tra le messe "Ad diversa", num. 38: "Pro remissione peccatorum", formulario B aliae orationes
Eccovi qui le orazioni del "Nuovissimo Messale" che ricalcano quelle dell' "Antico", e che potete usare nelle vostre messe votive:
Collecta Omnipotens et mitissime Deus, qui sitienti populo tuo fontem viventis aquae de petra produxisti: educ de cordis nostri duritia lacrimas compunctionis; ut peccata nostra plangere valeamus, remissionemque eorum, te miserante, mereamur accipere. Per Dominum...
Super oblata Hanc oblationem, quaesumus, Domine quam maiestati tuae pro peccatis nostris offerimus, propitius respice et praesta, ut sacrificium ex quo hominibus profluit fons veniae Sancti Spiritus gratiam lacrimas effundendi pro nostris offensionibus largiatur. Per Christum...
Post communionem Tui, Domine, sacramenti veneranda perceptio faciat nos gemitibus lacrimarum maculas nostrorum diluere peccatorum atque optatae nobis, te largiente, indulgentiae praestet effectum. Per Christum...


Libretto per vespri delle domeniche di Quaresima

Vi consiglio e illustro un bellissimo sussidio offerto dai Canonici della Cattedrale di San Pietro in Bologna: un libretto con tutti i vespri delle domeniche del tempo di Quaresima. I salmi sono in italiano, mentre inni e antifone in latino, in canto gregoriano.
A questo collegamento è possibile scaricare il file completo in formato PDF, o vederlo qui sotto:


martedì 4 marzo 2014

E' possibile cantare il proprio della Messa in italiano? Proviamoci!


Inizia il tempo di Quaresima, un tempo davvero penitenziale per chi desidera cantare ogni giorno "qualcosa" alla S.Messa. Infatti i canti in italiano "adatti" alla Quaresima (e conosciuti da chi deve cantare...) non sono poi tantissimi, e alla messa feriale quotidiana, dopo un po', vengono a noia.
In più, aggiungiamo, spesso e volentieri la musica, il ritmo o qualche altra caratteristica, rende questo o quel canto inadatta alla celebrazione o al cantore di turno.
Quello che propongo in questo post può sembrare un po' drastico: infatti è ciò che intendevano i Padri del Vaticano II quando insistevano che bisogna cantare LA Messa, non cantare A Messa.
Mi sono chiesto: è possibile arrivare a cantare il proprio della Messa, tutti i giorni diverso, ma in italiano; in modo però semplice e snello, che non richieda particolare abilità e magari nemmeno un accompagnamento musicale? Sembra il desiderio di quadrare il cerchio... Eppure c'è una soluzione, di organico adattamento che, almeno per la Quaresima, è fattibile.
Tutti sanno che il Graduale Romanum post-conciliare (qui ora reso disponibile online) riporta per ogni giorno feriale di Quaresima dei canti propri (o appropriati).
Se prendiamo, per es., le antifone dell'introito (il canto d'ingresso) ci rendiamo conto che i testi proposti dal Graduale sono gli stessi che troviamo, in Italiano, ai corrispondenti giorni del Messale Romano. Attenzione: non sempre le antifone del Graduale e del Messale coincidono. In Quaresima si dà il caso che lo facciano. Perciò abbiamo la traduzione ufficiale di questi testi, per la gran parte testi biblici (e in particolare salmi).
Se dunque prendiamo i testi delle antifone del Messale, aggiungendo il versetto del salmo proposto dal Graduale, e utilizziamo gli otto toni gregoriani per rivestire il tutto di musica, otteniamo dei canti "propri" da intonare con "feriale" semplicità.

Provando a mettere in pratica la teoria, ecco un esempio di quello che intendo. Certo sono solo una prova, un esperimento, a voi il giudizio e magari qualche commento per migliorare (ne sono già arrivati e perciò il lavoro è cambiato). Seguendo questo sistema, una volta ripassati i toni gregoriani, si possono eseguire le antifone d'introito, cantando così - pur se in maniera semplicissima - i testi propri di ogni Messa (invece che i soliti-quattro-canti-sempre-uguali-presi-dal-libretto).
Cliccando sull'immagine sottostante (o su questo collegamento) potete scaricare il PDF con lo spartito di esempio che riporta gli introiti per i primi cinque giorni feriali della Quaresima.


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