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mercoledì 20 agosto 2014

San Pio X, a cent'anni dalla morte e 60 dalla canonizzazione

tomba di San Pio X in Vaticano
Era il 20 agosto 1914, la Guerra Mondiale iniziata da poco, il cuore del Papa, Pio X, si ferma nella notte. Si conclude così il primo pontificato tutto vissuto nel XX secolo.
Oggi, dunque, ricorre il primo centenario della morte del Santo Padre proveniente dalle terre venete, e quest'anno festeggiamo pure il sessantesimo anniversario della sua canonizzazione (29 maggio 1954).
Pio X ebbe tanti nemici in vita, e anche dopo, che cercarono di dipingerlo come un tiranno e un ossessionato dall'eresia modernista. Certo fece il suo lavoro di Pontefice e non trascurò le deviazioni dottrinali, senza dimenticare la pastorale: fu anzi un grande papa-pastore, basti pensare alla sua attenzione al catechismo dei bambini, alla prima comunione, alla diffusione dell'attività missionaria...

Il suo equilibrio da "innovatore sotto apparenze conservatrici" potrebbe essere riassunto da un aneddoto (probabilmente inventato e infatti smentito dalla Segreteria di Stato del tempo). Si tratterebbe dell'atteggiamento verso il "nuovo" ballo che si stava diffondendo a macchia d'olio nel secondo decennio del '900: il Tango, importato dall'Argentina. Tale ballo fu censurato e accusato da più parti ecclesiali di essere sensuale e peccaminoso. Pio X avrebbe assistito ad una dimostrazione con una coppia di ballerini i quali danzarono in sua presenza. Avrebbe potuto valutare da sé e dare un giudizio informato. La sua sentenza, espressa nel dialetto della sua terra che mai abbandonò, sarebbe stata:
«Mi me par che sia più bèo el bàeo dea furlana; ma no vedo che gran pecài ghe sia in stò novo bàeo!»
Ovvero: "A me pare più bello il ballo della friulana, però non vedo che gran peccati ci siano in questo ballo nuovo". 

Alla sua intercessione affidiamo Papa Francesco, perché San Pio vegli sul magistero del suo successore al Soglio di Pietro, e gli interceda quella discrezione (= capacità di discernimento) per prendere giuste decisioni per cui Francesco non cessa di chiedere preghiere.

Per la vostra serata agostana, vigilia della festa di San Pio X, che si celebra il 21 agosto (secondo il calendario di Paolo VI), vi propongo la visione di un film sulla vita del Santo Pastore.
Il titolo è "Gli uomini non guardano il cielo". Fu girato nel 1952, dopo la beatificazione del Papa, con la regia di Umberto Scarpelli. Nei panni del Santo Padre c'è Henry Vidon.

venerdì 15 agosto 2014

Virgo prudentissima: antifona e Magnificat dei Vespri dell'Assunta


Salutiamo la festa della Madonna assunta in cielo con l'ascolto dell'antifona al Magnificat Virgo prudentissima (dei I vespri, in realtà) con il cantico della Beata Vergine, eseguiti dal coro "Vox clamantis", gruppo della Repubblica Estone, nel loro disco Filia Sion.




Vergine sapiente più di tutte, dove te ne vai come aurora tanto rutilante? Figlia di Sion, così avvenente e soave: bella come la luna, fulgida come il sole.

La Messa "Assumpta est" di Palestrina, per la solennità di oggi

Difficilmente l'ascolterete nella vostra Chiesa, fosse anche una cattedrale famosa (tra l'altro moltissime, in Italia, sono proprio dedicate alla Madonna Assunta): si sa, è piena estate. Chiuso per ferie... Però grazie a YouTube, possiamo iniziare la giornata festiva del "Ferragosto" gustando la Missa "Assumpta est Maria" composta da Giovanni Pierluigi da Palestrina.
Questa registrazione dei Tallis Scholars contiene l'ordinario della messa preceduto dal mottetto che musica le parole dell'antifona d'Introito della solennità odierna, a cui aggiunge il versetto 6,9 (6,10 in italiano) del Cantico dei Cantici. 
Se vi interessa lo spartito del mottetto, potete scaricarlo a questo collegamento. Qui, invece, gli spartiti della Messa. Sotto il video musicale trovate testo e traduzione di "Assumpta est Maria in coelum".



Assumpta est Maria in coelum,
gaudent angeli,
laudantes benedicunt Dominum.
Gaudete et exsultate omnes recti corde, quia hodie Maria virgo cum Christo regnat in aeternum.

Quae est ista, quae progreditur quasi aurora consurgens,
pulchra ut luna, electa ut sol,
terribilis ut castrorum acies ordinata?
Gaudete et exsultate omnes recti corde, quia hodie Maria virgo cum Christo regnat in aeternum.

Maria è assunta in celo,
si rallegrano gli angeli,
lodano e benedicono il Signore.
Rallegratevi ed esultate voi tutti retti di cuore, perché oggi la Vergine Maria insieme a Cristo regna per l’eternità.

Chi è costei che avanza come aurora che sorge, bella come la luna, fulgida come il sole, terribile come esercito a vessilli spiegati?
Rallegratevi ed esultate voi tutti retti di cuore, perché oggi la Vergine Maria insieme a Cristo regna per l’eternità.

giovedì 14 agosto 2014

S.Massimiliano Kolbe, francescano conventuale e martire, sale al cielo la vigilia dell'Assunzione dell'immacolata Madre di Dio

Oggi 14 agosto, vigilia della Pasqua di Maria, festeggiamo il ricordo di uno dei più devoti e ardenti cavalieri della Vergine Immacolata: san Massimiliano Kolbe, frate minore conventuale, missionario, evangelizzatore con i mezzi di comunicazione sociale, intraprendente organizzatore e costruttore tutto "per l'Immacolata", fino all'estremo sacrificio consumato nel campo di sterminio di Auschwitz per sostituirsi ad un compagno di prigionia condannato a morte.
"Ognuno può diventare santo, e grande santo, con l'aiuto dell'Immacolata, purché lo voglia"
S. Massimiliano Maria Kolbe
Nel servizio di TG1 dialogo di qualche mese fa, un ricordo-testimonianza sulla figura del martire francescano:



Se poi avete più tempo, potete guardate questa intervista-conferenza a P. Egidio Monzani, confratello di padre Kolbe, per molti anni direttore del Cavaliere dell'Immacolata, edizione italiana del giornale fondato dal Santo polacco:

mercoledì 13 agosto 2014

Canti russi in onore della Dormizione/Assunzione della Madre di Dio


La festa della Dormizione e Assunzione della Madre di Dio accomuna tutte le chiese di tradizione apostolica fin dai tempi più antichi. Oriente e Occidente concordano nella celebrazione a metà agosto della morte e risurrezione della Vergine, che la tomba non potè trattenere. Preghiere e canti bellissimi sono composti per la liturgia del giorno (anche i cristiani che seguono il calendario giuliano festeggiano il "15 agosto" che cade per loro il 28 del mese).
I primi due canti della raccolta di inni polifonici della liturgia bizantina-russa per la festa dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, sono il Tropario e il Kontakion del giorno, di cui trovate, sotto il video, testo e traduzione:



Тропарь
В рождестве Девство сохранила еси,/ во успении мира не оставила еси, Богородице,/ преставилася еси к животу,/ Мати сущи Живота,// и молитвами Твоими избавляеши от смерти души наша.

Tropario
Nella maternità hai conservato la verginità e nella dormizione non hai abbandonato il mondo, o Madre di Dio; sei stata trasferita alla Vita essendo madre della Vita e con le tue preghiere liberi dalla morte le nostre anime.

Кондак
В молитвах неусыпающую Богородицу/ и предстательствах непреложное упование/ гроб и умерщвление не удержаста:/ якоже бо Живота Матерь,/ к животру престави// во утробу Вселивыйся приснодевственную.

Kontàkion
La tomba e la morte non poterono trattenere la Madre di Dio sempre vigilante nella preghiera, e nella cui intercessione resta ferma speranza. Infatti Colui che abitò un seno sempre vergine ha assunto alla vita colei che è Madre della vita.


Ai Vespri bizantini della festa dell'Assunta (qui il testo completo) viene recitata anche questa dossologia in lode alla Vergine:
La tua gloriosa Dormizione rallegra i cieli, fa esultare le schiere degli Angeli: tutta la terra è nella gioia elevando a te un canto di commiato, o Madre del Signore di ogni cosa, Vergine santissima ignara di nozze e che hai liberato il genere umano dall’ancestrale condanna. 
Ad un segno divino i Principi degli Apostoli accorsero dai confini del mondo per seppellirti; e vedendoti elevata da terra verso l’alto, con gioia ripetevano la parola di Gabriele, esclamando: Rallegrati, ricettacolo di tutta la divinità! Rallegrati, tu che sola con la tua maternità hai unito le realtà della terra a quelle del cielo. 
O Vergine Madre, Sposa di Dio, avendo tu generato la vita, nella venerata Dormizione ti sei trasferita alla vita immortale, scortata dagli Angeli, Arcangeli e Potenze, dagli Apostoli, dai Profeti e da tutta la creazione, e tuo Figlio ha ricevuto nelle sue mani pure la tua anima immacolata. 
Gloria... Ed ora. 
Alla tua immortale Dormizione, Genitrice di Dio e Madre della vita, le nubi rapirono nell’aria gli Apostoli: sebbene fossero dispersi per il mondo furono riuniti in un solo coro attorno al tuo corpo purissimo; avendolo seppellito con reverenza ti cantavano le melodiose parole di Gabriele: Rallegrati, Piena-di-grazia, Vergine Madre ignara di nozze; il Signore è con te! Supplica il tuo Figlio e nostro Dio di salvare le nostre anime.

Dopo la Grande Dossologia, si conclude col Tropario della festa: “Nella maternità hai conservato la verginità....”. Lo stesso Tropario e il Kontàkion: “La tomba e la morte...” sono ripetuti a ogni Ora dell’ufficio fino al 23 agosto e sono cantati anche alla Liturgia.

martedì 12 agosto 2014

"Solis, o Virgo radiis amicta": inno alla Vergine assunta, rivestita di sole


La solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, pur essendo antichissima, ha anche testi liturgici alquanto "nuovi". Per esempio l'inno che oggi vi propongo. Il Liber Hymnarius attuale lo colloca alle Lodi del 15 agosto. Il testo è opera dell'innografo ufficiale della Congregazione dei Riti, il gesuita Vittorio Genovesi (1887-1967), in carica dal 1942, raffinato latinista e poeta nella lingua di Roma: le sue composizioni vinsero, tra l'altro vari premi internazionali e compose anche l'inno dei vespri di Cristo Re (Te saeculorum principem). Ecco il testo e la traduzione (ritoccata a partire da questa fonte):

Solis, o Virgo, rádiis amícta,
bis caput senis redimíta stellis,
luna cui præbet pédibus scabéllum,
ínclita fulges.

Mortis, inférni domitríxque culpæ,
ássides Christo studiósa nostri,
teque regínam célebrat poténtem
terra polúsque.

Asseclas diæ fídei tuére;
díssitos adduc ad ovíle sacrum;
quas diu gentes tegit umbra mortis
úndique coge.

Sóntibus mitis véniam precáre,
ádiuva flentes, ínopes et ægros,
spes mica cunctis per acúta vitæ
certa salútis.

Laus sit excélsæ Tríadi perénnis,
quæ tibi, Virgo, tríbuit corónam,
atque regínam statuítque nostram
próvida matrem. Amen.
O Vergine, vestita di raggi di sole,
incoronata di dodici stelle, la luna si offre a sgabello dei tuoi piedi, tu illustre risplendi.

Vincitrice della morte, dell’inferno e della colpa, siedi accanto a Cristo, sollecita nei nostri confronti, e la terra e il cielo ti celebrano potente regina

Proteggi i seguaci della divina fede; riconduci i lontani al sacro ovile; raduna da ogni dove le genti che a lungo ha ricoperto l’ombra della morte.

Implora, mite, perdono per i peccatori, aiuta i piangenti, i poveri, gli ammalati, brilla come speranza certa di salvezza per tutti,
nelle difficoltà della vita.

Lode perenne sia alla Trinità eccelsa,
che a te, o Vergine, ha assegnato una corona e t’ha stabilito come regina e provvida madre nostra. Amen.

La musica di cui è rivestito questo testo nel Liber Hymnarius, nel modo I, è bellissima, ma comune alla maggior parte degli inni mariani di strofe saffica, potete ascoltarla qui.
Vi posto invece lo spartito presente nel buon vecchio Liber Usualis, nel modo IV, melodia semplicissima, di cui abbiamo un video musicale con il canto dei famosi monaci spagnoli del monastero di Santo Domingo di Silos. Le parole hanno minime varianti, e una strofa in più, rispetto al testo ufficiale in uso oggi.


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