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venerdì 6 luglio 2012

Distretti Lefebvriani ragliano e deragliano!

Potete leggere qui le amene accuse di "eresia" sollevate dagli aderenti italiani alla Fraternità Sacerdotale S. Pio X, sui media: "Lefebvriani", contro nientepopodimeno che il neonominato Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Mons. Gerhard Ludwig Müller, emerito di Ratisbona. Accuse, in verità, scopiazzate dal comunicato dei loro confratelli del distretto di Germania (qui per chi legge il tedesco).

Cose da pazzi, o meglio, da veri e propri ricercatori dello scisma a tutti i costi. Che le resistenze interne alla FSSPX fossero enormi contro il progetto di unione con Roma lo si sapeva, ma che potessero arrivare ad attaccare in maniera così virulenta le scelte di Benedetto XVI per posti talmente delicati è inconcepibile. Come se il Papa tedesco non conoscesse gli scritti, in tedesco, del vescovo tedesco che proprio lui nomina ad essere suo successore in un dicastero tanto delicato come la Congregazione "Suprema"! Ma dico: qui si continua ad accusare il Papa di sposare tesi eretiche e nessuno fa niente. Se i tradizionalisti lefebvriani non vogliono la comunione con Roma lo dicano, non c'è problema: tanto non credono mica a ciò che afferma il Concilio Vaticano II, e quindi anche a Lumen Gentium 14
Il santo Concilio si rivolge quindi prima di tutto ai fedeli cattolici. Esso, basandosi sulla sacra Scrittura e sulla tradizione, insegna che questa Chiesa peregrinante è necessaria alla salvezza... Perciò non possono salvarsi quegli uomini, i quali, pur non ignorando che la Chiesa cattolica è stata fondata da Dio per mezzo di Gesù Cristo come necessaria, non vorranno entrare in essa o in essa perseverare.
Meno male che ai ragliamenti risponde oggi in brevi, ma chiare battute, quel signor teologo che non può essere definito "modernista" e nemmeno "inviso ai tradizionalisti", cioè mons. Nicola Bux. Leggiamo la sua intervista rilasciata a Vatican Insider, dove rispedisce con eleganza e competenza al mittente le accuse di eresia dirette a Müller:

Tradizionalisti all'attacco di Müller intervista di A. Tornielli

La nomina del vescovo di Ratisbona Gerhard Müller a nuovo Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede è stata preceduta e seguita dalla diffusione – prima attraverso anonime email e quindi in articoli sul web, compreso nel sito italiano della Fraternità San Pio X – di piccole estrapolazioni dai suoi scritti che riporterebbero posizioni discutibili in materia di fede. Le cose stanno davvero così? Vatican Insider ha intervistato su questo il teologo Nicola Bux, consultore della Congregazione per la dottrina della fede.

Nel suo libro di dogmatica, Müller scrive che la dottrina sulla verginità di Maria «non riguarda tanto specifiche proprietà fisiologiche del processo naturale della nascita…».
«Il Catechismo della Chiesa Cattolica precisa che l’aspetto corporeo della verginità è tutta nel fatto che Gesù sia stato concepito senza seme umano, ma per opera dello Spirito Santo. Essa è un’opera divina che supera ogni comprensione e possibilità umana. La Chiesa confessa la verginità reale e perpetua di Maria ma non si addentra in particolari fisici; né pare che i concili e i padri abbiano detto diversamente.
In questa linea, mi sembra, vada inteso quanto ha scritto Müller, il quale non sostiene una “dottrina” che neghi il dogma della perpetua verginità di Maria, ma mette in guardia da un certo, per dir così, “cafarnaismo”, cioè quella maniera di ragionare “secondo la carne” e non “secondo lo spirito”, già emersa a Cafarnao tra i giudei al termine del discorso di Gesù sul pane della vita».

Nel 2002 Müller, nel libro «Die Messe - Quelle des christlichen Lebens», parlando del sacramento eucaristico scrive che «il corpo e il sangue di Cristo non indicano componenti materiali della persona umana di Gesù nel corso della sua vita o della sua corporeità trasfigurata. Qui, corpo e sangue significano la presenza di Cristo nei segni del medium costituito da pane e vino».
«Proprio a Cafarnao i termini usati da Gesù, carne e sangue, furono fraintesi in modo antropomorfico e il Signore dovette ribadire il loro senso spirituale che non vuol dire che la sua presenza sia meno reale, vera e sostanziale. Si veda in proposito il Catechismo della Chiesa Cattolica. Sant’Ambrogio dice che non si tratta dell’elemento formato dalla natura, ma della sostanza prodotta dalla formula di consacrazione: la stessa natura viene trasformata, perciò corpo e sangue sono l’essere di Gesù. Il concilio Tridentino dice che nell’eucaristia è presente “sostanzialmente” nostro Signore, vero Dio e vero uomo. È presente sacramentalmente con la sua sostanza, un modo di essere misterioso, ammissibile per fede e possibile da parte di Dio.

San Tommaso aveva detto che il modo della “sostanza” e non quello della “quantità”, caratterizza la presenza di Cristo nel sacramento dell’eucaristia. Il pane e il vino in quanto specie o apparenze, mediano il nostro accesso alla “sostanza”, cosa che accade soprattutto nella comunione. Comunque il concilio Tridentino non vede contraddizione tra il modo naturale della presenza di Cristo in cielo e quello sacramentale di essere in molti altri luoghi. Tutto ciò è stato ribadito da Paolo VI nella sua purtroppo dimenticata enciclica Mysterium Fidei. Non bastano i sensi ma ci vuole la fede. È mistero della fede».

Sul protestantesimo e l’unicità salvifica di Gesù, Müller nell’ottobre 2011 ha dichiarato: «Il battesimo è il segno fondamentale che ci unisce sacramentalmente in Cristo, e che ci presenta come una Chiesa dinanzi al mondo. Perciò, noi come cattolici e cristiani evangelici siamo già uniti persino in ciò che chiamiamo la Chiesa visibile».
«Sant’Agostino ha difeso contro i donatisti, la verità che il battesimo è un vincolo indistruttibile, che non abolisce la fraternità tra i cristiani, anche quando sono scismatici o eretici. Purtroppo oggi nella Chiesa si teme il dibattito, ma si procede per tesi e ostracismi di chi la pensa diversamente. Mi riferisco alla teologia, certo, che può essere opinabile.

Tuttavia anche lo sviluppo dottrinale trae giovamento dal dibattito: chi più ha argomenti, convince. Nelle accuse a monsignor Müller si estrapola dal contesto: così è facile condannare chiunque. Un vero cattolico deve fidarsi dell’autorità del Papa, sempre. In particolare, credo che Benedetto XVI sappia quel che fa. E vorrei rinnovare alla Fraternità Sacerdotale San Pio X proprio l’invito a fidarsi del Papa».

È stato detto che il nuovo Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede non sarebbe stato finora molto favorevole al Motu proprio Summorum Pontificum…
«Io sono certo che comprenda le ragioni che hanno indotto il Papa a promulgarlo e che opererà secondo lo spirito e la lettera del Motu proprio. Quanto alle estrapolazioni di cui abbiamo parlato, le cose scritte da monsignor Müller appartengono alla sua stagione di teologo e un teologo non produce dottrina, almeno immediatamente. Da vescovo deve invece difendere e diffondere la dottrina non sua, ma della Chiesa e credo che l’abbia fatto. Da Prefetto continuerà a farlo, sotto la guida del Papa».

Teniamo presente la distinzione tra teologi (che possono e devono esporre i loro pareri teologici, anche le loro proposte di "novità" interpretative, perché questo è il loro lavoro!) e vescovi che esercitano il magistero (il quale deve servire la dottrina della Chiesa, riconoscendo come coerente o scartando quello che non è compatibile con la Sacra Scrittura, interpretata dal Magistero, e la Tradizione apostolica). I vescovi in comunione con il Papa non esercitano il magistero perché sono tanto intelligenti o studiati (cosa che ovviamente non è affatto da escludere!!), è invece dottrina tradizionale che questo sia il loro specifico carisma a servizio dell'edificazione della Chiesa: per mantenerla nella vera fede. Non tocca ai preti, non tocca ai diaconi, non tocca neppure ai laici (nemmeno se fanno parte di qualche movimento ecclesiale), è invece incarico dei vescovi in comunione con il Romano Pontefice essere "maestri della fede". Non per niente ogni tanto (speriamo tanto tanto...) i vescovi insieme al Papa si mettono tutti insieme per fare un Concilio Ecumenico...

1 commento:

Anonimo ha detto...

Invoco la "PAR CONDICIO" e chiedo la carità di una confutazione NEL MERITO, circa il contenuto del seguente link :
http://www.salpan.org/SCANDALI/Risposta%20a%20Don%20Bux.html

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