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venerdì 9 gennaio 2009

I Neocatecumali dal Papa in grande stile: e romani partono in missione per Roma.

Korazym.org e l'agenzia Zenit, riportano la notiza dell'udienza del Cammino Neocatecumenale con il Papa che si svolgera domani (sabato 10 ore 17, basilica di San Pietro). Secondo quanto fanno sapere gli stessi responsabili, si celebrano così, oltre gli Statuti approvati definitivamente da Benedetto XVI, i quarant’anni del Cammino neocatecumenale nella diocesi del papa e ci sarà l’opportunità di presentare a lui la prima Comunità neocatecumenale nata in Italia, appunto a Roma, nella parrocchia dei Santi Martiri canadesi, nel 1968.

Nell’occasione verranno presentate al papa anche quattordici altre comunità della capitale che hanno finito il percorso neocatecumenale e che, d’accordo con i propri parroci e con il Cardinale vicario, sono ora “pronte a partire come communitates in missionem (comunità in missione) alle zone più difficili e secolarizzate delle periferie di Roma, in aiuto ai parroci”.

Entrambe le fonti riportano poi questa affermazioni enorme dei "responsabili del cammino" cioè Kiko:
“E' la prima volta nella storia della Chiesa – afferma una nota del Cammino neocatecumenale - che partono in missione non individui e neppure famiglie ma intere comunità che hanno fatto assieme un lungo percorso di fede”.


Capisco che il Cammino Neocatecumenale debba sempre essere il primo, ma la storia della Chiesa non è proprio come la immagina questa "nota". Comunità di Roma che vanno in missione a Roma, saranno una grande cosa, ma sinceramente non così eclatante. Comunità partite per la missione (e non dietro casa) esistono da tempo: pare che (almeno) una comunità del tempo apostolico o post-apostolico di giudei cristiani sia giunta guidata dal mercante Tommaso fino in India, e lì stabilitasi avrebbe evangelizzato il subcontinente indiano. E chissà quanti gruppi al tempo della diaspora hanno fatto altrettanto, al tempo della mitica "chiesa primitiva". Più tardi sono partite in missione "ad gentes" intere comunità monastiche (nei tempi recenti i trappisti martiri di Tibhirine) e comunità religiose (ma sono considerate vere comunità o no?), da sole o insieme ai loro terziari (laici e sposati) che condividevano un carisma (i laici contano). Ma senza finire nel medioevo, la Comunità missionaria di Villaregia vive questa forma di missione da tempo e con grande serietà e competenza e senza scomodare il Papa o fare titoloni.
Presbiteri, laici e consacrati, che fanno parte di questa Comunità missionaria, sono partiti per la missione da anni.

O non ho capito io cosa si intende nel comunicato, o le affermazioni sono un tantino esagerate anche se le dice il fondatore dei Neocatecumenali. Mi pare infatti che, tra l'altro, comunità neocatecumenali che si mettano a servizio della evangelizzazione o nuova evangelizzazione della loro città non siano per nulla una novità "storica", ma rappresentino il carisma stesso del movimento, da sempre praticato.

leggi tutto: http://www.korazym.org/index.php/movimenti/9-vita-fraterna/746-cammino-neocatecumenale-si-torna-in-vaticano-sabato-la-festa-per-i-40-anni-insieme-al-papa

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