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mercoledì 9 giugno 2010

Sant'Antonio, santo della carità e l'approvazione pontificia dei "tredici martedì"

Sant'Antonio verso la fine del XIX secolo diventa sempre più un santo della carità, e si divulga la devozione molto concreta del "pane di sant'Antonio". Il Breve pontificio che vi riporto è una testimonianza della spinta di Leone XIII per coniugare la devozione ai santi con la pratica della solidarietà cristiana. Egli in certo modo lega l'approvazione papale della pratica dei Tredici Martedì (o domeniche) in onore del Santo dei miracoli, alla pia pratica dell'obolo per il pane. Interessantissimo come il Papa unisca la figura del santo Taumaturgo con quella di San Vincenzo de Paoli, in modo da coniugare i gruppi (francescani e vincenziani) che ai due santi fanno riferimento. Fino ad oggi, mi risulta, l'Arciconfraternita di Sant'Antonio, che raccoglie le offerte del pane in onore del Santo, collabora con la San Vincenzo della città di Padova per distribuire ai poveri ciò che è necessario, manifestando di continuare la tradizione benedetta da Papa Leone XIII.
Ecco il testo originale e una mia traduzione della lettera pontificia, che risponde alla domanda inoltrata dal ministro generale dei Frati Minori Conventuali, padre Lorenzo Caratelli. Si trova in ASS 30(1897-1898), 478-479.


BREVE quo Indulgentia plenaria donatur fidelis, qui per tredecim ferias tertias vel dominicas continuas vacaverit piis meditationes vel supplicationibus, vel aliis pietatis exercitationibus ad Dei gloriam et S. Antonii Patavini honorem.
LEO PP. XIII.
Ad perpetuam rei memoriam.
Iucundo animum Nostrum sensu perfuderunt, Nostrisque plane responderunt optatis supplices litterae, quas modo Dilectus Filius Laurentius Caratelli Ordinis Minorum S. Francisci Conventualium Minister Generalis ad Nos dedit significans, cupere se atque optare, ut S. Antonii Patavini cultus ubique gentium augeatur in dies singulos et provehatur. Verum catholici omnes propriam habent rationem cur Beatum Antonium praecipuo
prosequantur honore, excolant obsequio. Ille enim singulari Dei concessu et munere gratias et beneficia quotidiana populo christiano conferre ita solet, ut ipsa Ecclesia hortetur quemlibet fidelem ad eum confugere, si quaerit miracula. Accedit etiam calamitosis hisce temporibus quod Antonius Patavinus, quasi icto caritatis foedere cum S. Vincentio a Paulo, quodammodo consocietur, atque ambo amice coniurent ad levandas vel saltem deliniendas aerumnas miseriasque tenuioris plebis, ita ut beneficiis alter panem comparet, alter diribeat. Et multis quidem in templis ad stipem cogendam in alimentum egenorum posita est suavis imago S. Antonii in ulnis gestantis Puerum Deum, et quasi gratias ab Eo implorantis, quae imago invitare quodam
modo christifideles ac provocare videtur ad expetenda beneficia, quibus acceptis dent stipem obligatam, quae absumatur in emptione panis pro pauperculis. Ex quo fit ut Vincentianae Sodalitates, quae proletariorum familiis necessaria vitae cibaria ex instituto dispensant, validum ab Antonio praesidium et columen sibi polliceantur. Quae cum ita sint volenti libentique animo Nos admotis precibus obsecundamus, et ad augendam fidelium religionem animarumque salutem coelestibus Ecclesiae thesauris pia charitate intenti, omnibus et singulis utriusque sexus christifidelibus, qui vere poenitentes et confessi ac S. Communione refecti, tredecim feriis tertiis continuis et non interpolatis vel tredecim Dominicis item continuis et non interpolatis, quolibet intra
annum tempore, ad cuiusque arbitrium eligendis, piis meditationibus vel supplicationibus vel aliis pietatis exercitationibus ad Dei gloriam eiusdem Sancti honorem vacaverint, qua ex his feriis tertiis vel Dominicis id praestiterint, Plenariam omnium peccatorum suorum Indulgentiam et remissionem vel defunctis applicabilem
misericorditer in Domino concedimus. In contrarium faciem non obstant, quibuscumque. Praesentibus perpetuis futuris temporibus valituris. Volumus autem, ut praesentium Litterarum transumptio seu exemplis etiam impressis manu alicuius Notarii publici subscriptis, sigillo personae in ecclesiastica dignitate constitutae munitis eadem prorsus fides adhibitur, quae adhiberetur ipsis praesentibus, si forent exhibitae vel ostensae;
et praecipimus, ut praesentium Litterarum (quod nisi fiat nullas easdem esse volumus) exemplar ad Secretariam S. Congregationis Indulgentiis Sacrisque Reliquiis praepositae deferatur iuxta Decretum ab eadem S. Congregatione die XIX Ianuarii MDCCLVI latum et a Benedicto XIV Decessore Nostro rec.
mem. die XXVIII dicti mensis probatum. Datum Romae apud S. Petrum sub annulo Piscatoris die I Martii MDCCCXCVIII Pontificatus Nostri Anno vigesimo.
Pro Dno Card. MACCHI
NICOLAUS MARINI Substitutus.

Hanno dato gran gioia all’animo Nostro e ai nostri voti han corrisposto le lettere di supplica che ci ha inviato il molto diletto figlio Lorenzo Caratelli, Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali di S. Francesco, in cui manifesta il desiderio e la speranza che il culto di Sant’Antonio di Padova ovunque si accresca di giorno in giorno e sia promosso.
E davvero tutti i cattolici hanno buone ragioni per trattare con sommo onore e venerare con deferenza il Beato Antonio. Questi infatti per singolare concessione e dono di Dio è solito distribuire al popolo cristiano grazie e benefici quotidiani, tanto che la Chiesa stessa esorta ogni fedele, se cerca miracoli, a ricorrere a lui.
Accade anche, in questi tempi calamitosi, che Antonio di Padova, come per un patto di carità, sia in qualche modo associato a San Vincenzo de Paoli, e tutti e due si prodighino insieme come amici ad eliminare o almeno ad alleviare le afflizioni e le miserie della gente più fragile, cosicchè per beneficenza l’uno procuri il pane, l’ altro lo distribuisca.
In molte chiese, infatti, al fine di raccogliere offerte per dar da mangiare ai poveri, è stata posta la dolce immagine di Sant’Antonio che porta sulle braccia il Dio bambino ed è quasi in atto di implorare grazie da Lui. Quest’immagine pare in qualche modo invitare e provocare i fedeli a chiedere favori, perché una volta li abbiano ricevuti diano l’offerta promessa, la quale viene accolta per comprare pane per i poverelli. Per questo accade che i gruppi della San Vincenzo, i quali per loro compito istituzionale dispensano alle famiglie indigenti generi alimentari di prima necessità, si vedono offrire da Antonio valido aiuto e sostegno.
Per tali motivazioni, davvero volentieri Noi desideriamo assecondare le richieste pervenuteci, e per promuovere la religiosità dei fedeli e la salvezza delle anime, con gli occhi fissi con devota carità ai tesori celesti della Chiesa, a tutti i fedeli di ambo i sessi, che veramente pentiti, confessati e comunicati, avranno condotto per tredici martedì continui e senza interruzione (o per tredici domeniche ugualmente continue e non interrotte), a loro piacere nel tempo di un anno, pie meditazioni o preghiere o altri esercizi di pietà, liberamente scelti da ciascuno, a gloria di Dio e in onore di Sant’Antonio, una volta che abbiano osservato ciò in quei martedì o domeniche, concediamo l’indulgenza plenaria e la remissione di tutti i loro peccati, applicabile anche ai defunti. Nonostante qualunque cosa in contrario. Quanto è qui stabilito sarà valido in perpetuo per il futuro.
Vogliamo che alla traduzione o alle copie della presente lettera, anche stampate, purché firmate da un pubblico notaio, e munite del sigillo di una persona ecclesiastica costituita in autorità, si dia la stessa fede, che si attribuirebbe all'originale, se fosse esibito o mostrato; e ordiniamo che un’esemplare di questa lettera (che non vogliamo abbia valore se ciò non si faccia) sia consegnato alla Segreteria della S.Congregazione preposta alle Indulgenze e alle Sacre Reliquie, secondo il decreto emesso dalla medesima S. Congregazione il 19 gennaio 1756 e approvato da Benedetto XIV nostro predecessore di venerata memoria, il 28 dello stesso mese.
Data a Roma presso san Pietro sotto l’anello del Pescatore, il 1° marzo 1898, ventesimo del Nostro pontificato.
I santi Antonio e Vincenzo - vetrate dipinte

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