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lunedì 6 dicembre 2010

Tutta bella sei, amica mia.

Tota pulchra es amica mea, et macula non est in te: favus distillans labia tua, mel et lac sub lingua tua: odor unguentorum tuorum super omnia aromata: jam enim hiems transiit, imber abiit et recessit: flores apparuerunt, vineae florentes odorem dederunt, et vox turturis audita est in terra nostra. Surge, propera, amica mea: veni de Libano, veni, coronaberis.

(Cantico dei Cantici 4,7.11.10; 2,11-13; 4,8)

Nel medievale Liber Tramitis si specifica che questa antifona Tota pulchra es è utilizzata per accompagnare le processioni mariane. Essa è conservata anche nell'ufficio dei primi vespri dell'Assunta nel rito Domenicano, ed è l'unica antifona per i cinque salmi, da cantare all'inizio della salmodia e alla fine. 

L'antifona celebra tutta la vita di Maria Vergine, attingendo da vari versetti del Cantico dei Cantici: ne esalta la bellezza di Immacolata, senza macchia di peccato, Sposa dolcissima come miele e profumata pronta per il suo sposo, richiamata dalla morte (hiems transiit, l'inverno è passato) alla vita (surge, propera, amica mea) per andare incontro a Cristo in cielo (veni de libano...), per essere incoronata regina del cielo (coronaberis).

Composizione medievale polifonica:



Diversa esecuzione qui

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