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sabato 16 agosto 2008

Non pronunciare il nome di Dio:
YHWH = SIGNORE

Sarà il ferragosto, sarà il clima estivo e vacanziero che aleggia anche in Vaticano, fatto sta che la lettera della Congregazione per il Culto Divino "Sull'uso del Nome di Dio", pubblicata l'8 agosto in inglese, in Italiano fino ad oggi non è apparsa: nè sul sito della Congregazione autrice, nè sul sito della Confereza Episcopale italiana (che sarebbe una delle destinatarie, ma il cui sito avverte: "Dal 4 al 23 agosto gli Uffici e Servizi della Segreteria Generale della CEI sono chiusi").

Però la solerte e indefessa Conferenza Episcopale Statunitense l'ha già esposta in bella copia inglese nel pdf che potete liberamente scaricare e leggere.
In sostanza questa lettera non fa che ribadire il dettato di Litugiam authenticam n. 41, che stabiliva che ricorda come nella liturgia cattolica, fin dai tempi antichi, non si sia mai pronunciato il tetragramma sacro YHWH, traducendo sempre con Kyrios, cioè Signore, corrispondente all'Adonai che gli Ebrei pronunciano quando incontrano le quattro lettere sacre.

Le disposizioni finali, tradotte in italiano, suonano così:

Alla luce di quanto sopra esposto, le seguenti indicazioni devono essere osservate:
1) nelle celebrazioni liturgiche, nei canti e nelle preghiere il nome di Dio nella forma del tetragrammaton YHWH non deve essere mai usato né pronunciato.
2) per le traduzioni della Bibbia in linguaggi moderni destinate all'uso liturgico nella Chiesa quanto è già prescritto al n. 41 dell'Istruzione Liturgiam Autenticam deve essere seguito: ovvero il divino tetragrammaton deve essere reso con l'equivalmente Adonai/Kyrios. "Lord", "Signore", "Seigneur", "Herr", "Senor", ecc.
3) Traducendo, in contesto liturgico, testi nei quali sono presenti uno dopo l'altro, o il termine ebraico Adonai o il tetragrammaton YHWH, Adonai deve essere tradotto "Signore" e la forma "Dio" deve essere usato per il tetragrammaton YHWH, similmente a quello che avviene nella traduzione greca dei LXX e nella traduzione latina della Volgata.

Dalla Congregazione del Culto Divino e della Disciplina dei Sacramenti, 29 giugno 2008.

Commento: Qualcuno si chiederà: "ma quando mai si pronuncia in Chiesa il sacro nome di Dio?". Effettivamente questo avviene, a mia conoscenza, principalmente nei canti del CAMMINO NEOCATECUMENALE (ricorda un famoso Santo..... YHWH sabaoth?) e di altri MOVIMENTI (principalmente in inglese: Yahweh, I know you are near...), come pure nelle prediche colte, con citazioni ebraiche, di qualche prete particolarmente versato nelle lingue semitiche e meno nella tradizione che Gesù stesso e gli apostoli (buoni ebrei) sempre rispettarono.

La lettera poi esce in un periodo particolare, in cui molte Conferenze episcopali stanno rivedendo e ritraducendo i loro testi liturgici, sia sacramentari che lezionari. La parte teologico-tradizionale che apre il testo della Congregazione, aiuta certamente i traduttori e i compositori di canti e inni sacri ad essere rispettosi della tradizionale reticenza nell'uso del Sacro Nome che ci accomuna ai "fratelli maggiori". Un segno semitico forte nella liturgia cristiana che è non solo bello, ma giusto e signifiativo ritenere e far cogliere in tutta la sua portata.

6 commenti:

mastrofabbro ha detto...

A forza di girare dovevo pur trovarlo un blog interessante.
Ti ho già inserito tra i miei feed... ancora complimenti.

Anonimo ha detto...

Matteo 6:9 Padre nostro che sei nei cieli,sia
santificato il tuo "NOME".......(se il nome di Dio dev'essere da noi santificato,perchè sostituirlo con un semplice titolo "SIGNORE"?????)
Matteo 24:9 sarete odiati da tutte le genti a causa del mio "NOME".Giovanni 17:26 Io ho fatto conoscere il tuo "NOME"e continuerò a farlo conoscere....(se Gesù rese manifesto il nome di Dio,perchè oggi sostituirlo?)Nel Medioevo il nome di Dio era molto diffuso,infatti il Tetragramma YHWH o JHVH compariva su facciate di case,libri,Bibbie,e perfino in alcune chiese cattoliche e protestanti.

Anonimo ha detto...

sono d accordo

Anonimo ha detto...

Peccato che il libro di Romani al CAP.10 versetto 13 dice "chi invochera' il mio nome sarà salvato".Gia ' ma quale nome ?il nome di Dio compare nella Bibbia piu di 6000 volte.Quindi non dovrebbe essere omesso visto che viene ripetuto così tante volte.E poi Signore e' veramente riduttivo come appellativo per il nostro Creatore,visto che chiamo così tutte le mattine anche il mio vicino dii casa.e poi anche Satana e' un Dio e non dimentichiamoci che e' il Signore del male.Quindi diamo peso alle parole visto che si sta parlando dell'onnipotente che ci ha dato la vita e non di un "Signore " qualunque.
Se solo le persone si soffermassero a leggere la Bibbia chiunque di noi avrebbe una distinzione piu chiara su ciò che ci fu tramandato da Gesù e da Dioe su ciò che invece abbiamo ereditato dai due grandi colossi del passato e cioè dalle tradizioni e dai culti greco-romani che con il cristianesimo nulla davvero avevano a che fare.

fr. A.R. ha detto...

Il "sapiente anonimo" che cita il cap 10 di Romani avrà certo letto anche Atti 4,10-12 dove viene chiarito perfettamente il suo problema, ovvero quale sia il nome da invocare per essere salvato: è il nome di Gesù!: "In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati".
Riprendendo il sospiro del caro anonimo che non conosce così bene la Bibbia come cerca di mostrare ripetiamo: "Se solo le persone si soffermassero a leggere la Bibbia" ma tutta e per bene, non direbbero certe corbellerie citando a sproposito san Paolo... Siamo infatti Cristiani, e grazie al Signore (se preferisce il Kyrios così non fa confusione con il "sig." vicino di casa...) abbiamo ricevuto la completezza della Rivelazione.
Per quello che riguarda il Nome di Dio nell'Antico Testamento si metta a discutere con i fratelli Ebrei, ma ho paura che la pensino come noi: si dice Adonai, anche se si scrive YHWH.

Anonimo ha detto...

La cosa semplice e'che se io non voglio far conoscere il mio nome lo renderei completamente anonimo e non lo farei scrivere migliaia di volte per poi non farlo pronunciare.Che senso avrebbe tutto questo?

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