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sabato 30 giugno 2012

Buone notizie per "l'ora di religione": finisce l'era dei docenti senza laurea

Era ora! Finalmente il Governo italiano e la Conferenza Episcopale sono addivenuti ad un nuovo accordo per normare la benedetta "ora di religione" nelle scuole della Repubblica. 
Potete leggere qui l'articolo di Avvenire sull'intesa raggiunta oggi. Qui, invece, ne parla brevemente Vatican Insider.
La grande novità, che prenderà piede definitivamente solo nel 2017, è la richiesta a tutti gli insegnanti di un titolo di studio universitario quinquennale per poter insegnare anche i corsi di Religione cattolica. Speriamo che questa utilissima norma possa in futuro qualificare meglio tanti volenterosi docenti, che però, a volte, capita ancora scambino la cattedra scolastica con l'aula di catechismo. Professionalità, competenza e preparazione culturale sono davvero necessarie, per far uscire dalla "serie B" delle materie scolastiche l'insegnamento religioso. Soprattutto nelle scuole superiori, dove i ragazzi hanno diritto - oltre che bisogno - di insegnanti culturalmente in grado di rispondere alle loro domande, tener testa alle loro argomentazioni e contestazioni, per essere aiutati con efficacia nel comprendere la realtà, anche religiosa.
Questa riforma, insomma, darà di certo buoni frutti: anche chi vorrebbe lamentarsene è meglio che non lo faccia. Farebbe solo la figura dello sfaticato o di chi non pensa ci sia bisogno di formazione e aggiornamento. E un docente non può permettersi una posizione del genere.
Tutti a studiare teologia, dunque, per rendere un miglior servizio alla Chiesa (che deve poter contare su chi conosce bene ciò che insegna a suo riguardo), sia allo Stato (che deve avere cittadini formati in maniera competente in tutti i campi).

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Insomma ci vuole il pezzo di carta anche per andare in Paradiso e farci andare gli altri. Chissà quanti laureati ci sono stati tra i santi? E quanti eretici tra i laureati in teologia? La laurea! Come se la laurea fosse un segno di cultura e di conoscenza, e la laurea in Italia,per giunta! E cosa insegneranno? Quella teologia che insegnano nei seminari e che i preti odierni dimostrano così apertamente con le loro prediche e la loro pratica liturgica? Staremo a vedere.

fr. A.R. ha detto...

Sono certo che, per coerenza con le sue posizioni, lei si fa curare da dottori che non hanno frequentato l'università e se dovesse capitarle di andare in tribunale si farebbe difendere da avvocati senza cultura giuridica. Davvero complimenti per la profondità del suo contributo: sì caro signor anonimo, la laurea è ancora - anche se lei la disdegna - il più importante indicatore che chi l'ha conseguita con fatica e studio ha cultura nel proprio campo e competenza.

Anonimo ha detto...

E quale titolo di studio sarebbe richiesto per lo specifico "campo di competenza" dell'insegnamento della religione?
M

Giorgio ha detto...

Caro fratello la ragione e' importante come lo e' la fede.Sei proprio sicuro che la laurea sia garanzia di una buona qualita' di insegnamento?O sarebbe opportuno valutare la persona del futuro insegnante in modo integrale?Aver conseguito una laurea in Issr velocemente con ottima votazione , sapere tutto , solo per trovare lavoro per poi non avere fede su quello che si annuncia quale frutti puo' portare?La scienza ci dice come e' fatto il cielo ma non come andare in cielo...oggi abbiamo bisogno di vedette, nuovi evangelizzatori che sappiano nella loro quotidianita' essere testimoni contagiosi della speranza che e' in loro......La pace Giorgio

fr. A.R. ha detto...

Caro Giorgio, se l'ora di religione a scuola fosse predicazione o catechismo potresti aver ragione. Ma non è e non deve essere così. E' un'ora di cultura religiosa, certamente di religione cattolica, e il docente deve essere preparato per il suo compito. Come non mi interessa che l'insegnante di lettere sia un grande poeta (ma se lo è, certo è meglio!) e non mi interessa che il prof di matematica sia un genio innamorato dei numeri: mi interessa piuttosto che sappiano insegnare ciò che i programmi prevedono, che abbiano scienza e amore per l'educazione.
Il buon docente preparato è ciò che ha bisogno la scuola, competenza e amore per la propria professione, in tutte le materie. Altrimenti si rischia di usare la scuola pubblica per altri fini, in maniera proselitistica. Ma sarebbe rispettoso dei minorenni affidati all'insegnante?

fr. A.R. ha detto...

E' richiesta la Laurea dell'Istituto superiore di Scienze religiose (3+2 anni), o il Baccellierato in Teologia (cinque anni di studio) o la Licenza specializzata in Teologia (7 anni).

Giorgio ha detto...

Sono pienamente d' accordo sulla necessita' di avere docenti preparati.... ma quali sono i parametri da cui partire per stabilire almeno la minima preparazione?Che tipo di cultura religiosa deve essere offerta in futuro che non rischi di sembrare proselitistica e coercitiva?Quali sono i programmi che devono essere proposti senza fare la tanto denigrata predicazione o catechismo ?Per i miei figli preferisco avere un insegnante che prima di tutto sia un Cristiano poi un poeta o un genio.... :-)

Anonimo ha detto...

Sono un'insegnante di Religione Cattolica di scuola primaria che per essere dove è ha frequentato per quattro anni l'Istituto Superiore di Scienze Religiose, sostenuto più di trenta esami(tra annuali e semestrali) e discusso una tesi. Non sono molto d'accordo col titolo dell'articolo, potrebbe trarre in inganno chi non lo sa e considerare noi insegnanti RC attualmente in servizio degli incompetenti impreparati, cosa tutt'altro che vera.Sicuramente la riforma andava fatta e certamente ciò darà più prestigio al nostro titolo e al nostro ruolo, fornendo insegnanti più preparati, ma...sono anche d'accordo con Giorgio, infondo...noi dobbiamo anche essere modello di cristianità e punto di riferimento per alunni, colleghi, genitori...persone capaci di ascoltare e accogliere e mediare...questo nessuno studio lo può insegnare.

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