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venerdì 3 giugno 2011

La posizione della croce all'altare: non necessariamente "sopra" ma sempre "al centro"

Le rubriche del Messale Romano di Paolo VI (secondo l'ultima edizione III emendata), dicono che sopra l'altare ci deve essere un crocifisso, "vel" (o anche) "circa" o "apud" altarem, cioè "presso" l'altare. Precisano, inoltre, che nel caso si usi la croce processionale, è questa che sarà eretta come croce dell'altare "apud" o "circa" illum.
Così, molti pensano, è ovvio che usando la croce processionale questa sia posta a destra o a sinistra dell'altare. Dopotutto rimane accanto ad esso (come dice l'italiano, traducendo apud e circa con "accanto" piuttosto che "presso").
Ma la prassi antica non era affatto questa!
Il mandato contemporaneo di costruire gli altari staccati dal muro, ripristinando l'antica forma dell'altare intorno al quale si possa girare, può finalmente far ripristinare anche l'antichissima posizione della croce astile all'altare. Secoli prima del posizionamento della croce sopra l'altare (verso il 1200 con Innocenzo III ne abbiamo certezza), la croce processionale con i suoi due candelieri veniva posizionata accanto all'altare, ma proprio DIETRO di esso: croce al centro, candelieri ai lati. Ci sono anche prove "archeologiche": altari in pietra con un foro dalla parte verso l'abside per potervi inserire saldamente la croce.
croce smontabile antica
Ovviamente quando si moltiplicarono gli altari laterali e quanto crebbe il dossale in maniera sproporzionata, non si potè più erigere la croce centralmente dietro l'altare, così si ebbero quelle croci processionali smontabili: giunti all'altare si stacca la croce superiore e la si pone al centro dell'altare su un supporto apposito. I candelieri, provvisti ormai di base, si lasciano anch'essi sopra l'altare. La posizione rimane quella antica: croce fra i due candelieri. Più tardi la croce rimane su ogni altare provvista delle sue "zampette". E così si hanno le due distinte soluzioni, provenienti - in realtà - dalla medesima pratica primigenia.
Qual è il problema? Che entrambe le soluzioni, ovviamente, presuppongono che il sacerdote stia all'altare dalla stessa parte del popolo: a) Così la croce è sempre rivolta sia al sacerdote che al popolo; b) può rimanere centrale, sia che venga utilizzata la croce processionale dietro l'altare (modo più antico) oppure si ponga una croce sopra l'altare (modo medievale).
Che la croce, sia processionale sia sopra l'altare sia spostata di lato, è come si può dimostrare, una innovazione degli ultimi 40 anni, mai supportata da nessuna evidenza del passato. Che invece la croce e i candelieri non vadano posti sull'altare è un uso antichissimo. Ma chi dice questo trascura di sottolineare che questo uso prevede che il prete sia "di spalle al popolo" e quindi il retro dell'altare sia libero per porre croce e candelieri. 
La dimostrazione di tutto questo la troviamo nella ininterrotta pratica delle chiese orientali e perfino in quelle anglicane (che usano spesso sistemazioni liturgiche pre-tridentine) e perfino tra i luterani (anche loro, ovviamente, non possono essere accusati di tridentinismo!).
Si nota la croce processionale posta dietro l'altare bizantino con davanti i sette lumi
Schema di altare bizantino (cattolico e ortodosso), notate la posizione
della croce processionale
Esempio classico di altare anglicano con la croce processionale eretta centralmente.
Altare minimalista luterano: notare la croce nonostante il quadro enorme con la crocifissione.
Controcampo dell'immagine precedente, si nota meglio la posizione della croce dietro l'altare. E i veli sui calici!
Altra chiesa luterana con croce dietro l'altare e candelieri ai lati
Come si vede il problema non è la posizione della croce, ma la posizione del celebrante all'altare. Finchè rimane "faccia al popolo" durante la sua permanenza all'altare non si potrà che utilizzare la sistemazione "benedettiana" dell'arredo dell'altare, che non è affatto - come ben sa e dice il Santo Padre - nè l'optimum, nè un uso tradizionale (tranne a San Pietro e nelle altre antiche basiliche all'altare provvisto di "confessione"). E' una posizione di compromesso, che ha il vantaggio non piccolo di tenere insieme il celebrante "faccia al popolo" e la posizione assolutamente centrale della croce. A chi si lamenta che la croce centrale copre il prete, si può sempre suggerire di tornare alla antica posizione: prete e popolo dalla stessa parte dell'altare, tutti rivolti all'unica croce centrale, vuoi sopra, vuoi dietro, vuoi sul muro, vuoi dipinta, vuoi di legno......
Papa Benedetto a Westminster, celebra fra due croci:
una sopra l'altare e l'altra sulla mensola dietro l'altare

Un bel "set" di croci e candelieri processionali da mettere dietro l'altare

soluzione minimalista "svedese", stile IKEA, per croci e candelieri smontabili per ogni preferenza.

AGGIORNAMENTO DEL POST:
Grazie ad un commentatore anonimo possiamo vedere la foto qua sotto. Mostra lo spostamento della croce astile da un anno all'altro, un riposizionamento al centro voluto da Papa Benedetto. Siamo nelle grotte vaticane, probabilmente a qualche momento di preghiera per i defunti pontefici:


5 commenti:

Anonimo ha detto...

Sempre l'ottimo Cantuale. Complimentoni al curatore!

Anonimo ha detto...

http://img199.imageshack.us/img199/5512/astile.jpg

Anonimo ha detto...

Interessante l'allocuzione fatta dall'ottimo cardinale Kurt Koch lo scorso maggio al simposio annuale sul Summorum Pontificum tenuto al Pontificio Ateneo Angelicum. Egli ha affermato che il cattolicesimo, attualmente, è l'unica confessione cristiana che celebra la liturgia "spalle a Dio", credendo, con ciò, di andare incontro ai bisogni della gente, in realtà disonorando il Signore. I sacrifici, in tutte le religioni, vengono offerti alla Divinità, non al popolo! Ecco l'importanza che, grazie alla futura riforma della riforma, la Messa recuperi l'unico giusto orientamento che essa può avere: ad Deum, versus Orientem, non certo faccia a faccia con i fedeli presenti alla liturgia, cosa mai avvenuta nei 2000 anni di storia della Chiesa!

lycopodium ha detto...

Dubito molto che la Chiesa voglia attualmente fare a meno del versus populum.
Non perché non si renda conto della precarietà teologico-liturgica di questo modo di celebrare, ma perché un cambiamento sarebbe oggi facilmente strumentalizzato.
All'ottimo Cantuale, che ringrazio per il post, mi permetto di sottoporgli questo: http://querculanus.blogspot.com/2009/08/liturgia-e-architettura.html, per proseguire gli approfondimenti.

Anonimo ha detto...

Si, sono foto del 2 novembre degli anni indicati.

f.to L'anonimo fornitore delle foto

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