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martedì 16 dicembre 2008

Prima intervista a Cañizares: conosciamo meglio il nuovo prefetto del culto divino


Per chi conosce lo spagnolo consigliamo questa intervista a tutto campo  del giornale La Razon al Card. Cañizares, nuovo prefetto del Culto Divino. E mentre tutti lo aspettano a Roma, al suo posto di vigile custode del Culto liturgico e della celebrazione dei sacramenti, il piccolo Ratzinger fa già sentire qualche anticipo. Leggiamo insieme una domanda e risposta abbastanza esplicita:

La Razon: Benedetto XVI ha ripetuto in diverse occasioni che è appropriato ricevere la comunione in bocca e stando in ginocchio. E’ qualcosa di importante o solo questione di forma?
Cardinale: No, non è solo questione di forma. Cosa significa ricevere la comunione in bocca? Che cosa significa fare una genuflessione davanti al Santissimo? Che significato ha mettersi in ginocchio durante la consacrazione nella Messa? Significa adorazione, significa riconoscere la presenza reale di Gesù Cristo nell’eucaristia; significa rispetto e atteggiamento di fede di un uomo che si prostra davanti a Dio perché sa che tutto viene da Lui e noi ci sentiamo senza parole, ammutoliti davanti alla straordinarietà di Dio, alla sua bontà, alla sua misericordia. Per questo non fa lo stesso mettere avanti la mano e ricevere la comunione in qualunque maniera piuttosto che farlo con rispetto; non è lo stesso ricevere la comunione in ginocchio invece che in piedi, perché tutti questi segni indicano un atteggiamento profondo. Ciò che dobbiamo afferrare è l’atteggiamento profondo di un uomo che si prostra davanti a Dio, e questo è ciò che il Papa desidera. 


Benedicto XVI ha reiterado en algunas ocasiones la conveniencia de comulgar de rodillas y en la boca. ¿Es algo importante o mera cuestión de formas?

-No, no sólo es cuestión de formas. ¿Qué significa comulgar en la boca? ¿Qué significa hacer una genuflexión ante el Santísimo? ¿Qué significa ponerse de rodillas durante la consagración en la misa? Significa adoración, significa reconocimiento de la presencia real de Jesucristo en la eucaristía; significa respeto y actitud de fe de un hombre que se postra ante Dios porque sabe que todo viene de Él y nos sentimos anonadados, asombrados, ante la maravilla de Dios, su bondad y su misericordia. Por eso no da la mismo poner la mano y comulgar de cualquier manera que hacerlo con respeto; no da lo mismo comulgar de rodillas que de pie, porque todos esos signos indican una actitud profunda. A lo que tenemos que llegar es a esa actitud profunda del hombre que se postra ante Dios, y eso es lo que quiere el Papa.

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