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domenica 11 luglio 2010

Vicenza: continua la guerra alla musica liturgica. Complice l'estate un'altro coro viene sciolto

Avevamo riferito a maggio, grazie ad un'imbeccata, della triste sorte del coro di San Paolo a Vicenza (leggi qui). E visto che i buoni maestri fanno scuola, adesso un altro parroco della stessa diocesi ha deciso di seguire le orme del confratello, sciogliendo il coro parrocchiale che non canta secondo i suoi gusti. Che poi rispetti le direttive degli organismi diocesani in materia di musica liturgica e che citi l'esempio del Papa e mostri di voler cantare anche qualcosa in gregoriano, come impone la Sacrosanctum Concilium, questo non conta nulla. L'importante è eseguire il volere del "capo della parrocchia" - come pare si definisca il sacerdote coricida e (notizia di ieri) pure processionicida...
Con finezza e tatto pastorale si continua così a emarginare le forze vive e volenterose, senza neanche pensarci due volte. Un tempo i parroci cacciavano i ragazzini con le chitarre e batterie. Oggi quei ragazzini sono parroci e continuano a pensarla come quando avevano 15 anni. Nonostante la lettera del Concilio Vaticano II, nonostante i documenti sulla musica sacra, nonostante il magistero di Papa Benedetto XVI e il suo esempio.


Vi riporto qui sotto, senza ulteriori commenti, l'articolo uscito il 25 giugno sul "Giornale di Vicenza":

Montecchio. S.Urbano, il parroco boccia il coro
I trenta coristi non partecipano più alle liturgie in chiesa
Don Stefano Manni: «Ho chiesto di fare generi più popolari. I fedeli non cantavano e la messa si era trasformata in un bel concerto»
25/06/2010

I canti sono troppo complicati e il parroco di Sant'Urbano scioglie il coro. Sulla vicenda, una sorta di segreto di pulcinella che tutti nella frazione conoscono ma di cui nessuno sembra aver notizia, le bocche sono sempre state cucite fino a quando don Stefano Manni, parroco della parrocchia di Sant'Urbano e Santissima Trinità, è uscito allo scoperto con una lettera pubblicata sul settimanale diocesano "La Voce dei Berici", in cui esprime la sua «vicinanza a don Luca Trentin riguardo la sospensione del servizio liturgico della Schola cantorum nella parrocchia di San Paolo a Vicenza», affermando di essere anche lui «reduce dello scioglimento del coro di una delle due parrocchie e che molti coristi se ne sono andati sbattendo la porta».
Alla base dello scioglimento del coro ci sarebbe la scelta di brani troppo complicati e una scarsa disponibilità da parte dei trenta coristi ad adattarsi alle indicazioni liturgiche. Spiega don Stefano: «Sono situazioni che si vivono un po' in tutte le parrocchie ma il problema di Sant'Urbano era che ormai il coro veniva inteso dai fedeli come un coro-concerto. La gente a messa non partecipava, non cantava. Così la liturgia si trasformava in un teatro, dove l'assemblea assisteva passivamente, i canti della tradizione venivano persi».
«Prima di decidere di sciogliere il coro - continua il parroco - ho divulgato un avviso spiegando la necessità di ritornare a proporre canti più semplici e inerenti alle indicazioni della liturgia. I coristi, però, non erano intenzionati a modificare le loro abitudini e così, dopo uno scontro verbale, ho sciolto il coro formandone uno interparrocchiale. I pochi elementi dell'ex coro che sono rimasti si sono uniti a quello già esistente di Santissima Trinità, con cui ho collaborato per incentivare i fedeli a partecipare alle funzioni».
L'ex coro, sulla faccenda, fa solo sapere di aver sempre proposto canti suggeriti dall'istituto diocesano di musica sacra per coivolgere i fedeli. Ma preferisce mantenere il riserbo su quanto accaduto per rispetto alla Chiesa e per i numerosi e messaggi positivi che il Papa ha lanciato in favore della musica sacra, in particolare al gregoriano.

23 commenti:

Anonimo ha detto...

Se non si vive all’interno della parrocchia non si possono conoscere a fondo i problemi e quindi, almeno per educazione e rispetto, si dovrebbe avere l’accortezza di esprimere le proprie opinioni solo dopo essersi correttamente informati.
Il coro parrocchiale di S. Urbano di Montecchio Maggiore (o meglio l’ex coro) ha sempre agito rispettando poco la liturgia, imponendo molte volte canti non inerenti alla liturgia del giorno.
Premetto che cantava durante la S. Messa al massimo dieci volte l’anno per poi ricevere l’applauso finale. Voglio ricordare anche che si tenevano innumerevoli prove per imparare un solo canto il quale, dopo essere stato eseguito in chiesa poche volte, veniva accantonato per altri nuovi brani che coinvolgevano poco o mai i fedeli presenti alla celebrazione dell’Eucarestia.
Questo perché il maestro, pur avendo studiato alla Scuola Ceciliana, ha sempre voluto fare di testa propria. Ai vari richiami del parroco non ha voluto cedere di una virgola, così si è sciolto il coro e messo in libertà il maestro che veniva adeguatamente pagato (questo ancora nel 2008).
Conseguentemente si riunirono i membri disponibili dell’ex-coro per formare un nuovo coro interparrocchiale il quale anima in modo lodevole le liturgie, coinvolgendo il popolo e cantando anche in latino. Ho usato il termine “interparrocchiale” perché attualmente il parroco serve due parrocchie.
Va detto che il parroco è dotato di una bella voce per il canto e apprezza vari generi musicali, prova ne sia che esiste un altro coro di bambini, ragazzi e ragazze che animano le celebrazioni nelle quali sono coinvolti.
Per concludere faccio presente che chi presiede la liturgia è il sacerdote, non il maestro del coro.

Nella speranza di veder pubblicato questo mio commento Le porgo cordiali saluti.

Morini Angelo

Anonimo ha detto...

E' possibile avere qualche esempio del repertorio proposto dal Maestro del coro e qualche esempio del repertorio richiesto dal parroco?

Quali sono i generi di musica che apprezza questo parroco?

Giovanni ha detto...

Se il coro cantava solo 10 volte all'anno, come dice Morini Angelo, che bisogno c'era di scioglierlo? Non ci sta bene un po' di pluralismo nella Chiesa? Si chiacchiera tanto di dare spazio a tutti ma poi questo non si realizza.

Anonimo ha detto...

Conosco la situazione e credo sia giusto far sapere all’autore di questo blog che lo stesso maestro del coro è stato allontanato da almeno altre due parrocchie nel corso degli ultimi anni, proprio per la sua inosservanza alle esigenze della liturgia e alla sua totale chiusura alle richieste del parroco di turno (che, vorrei ricordarlo, presiede la celebrazione).
Spiace e addolora veder definito un parroco di paese processionicida e coricida, poichè il coro c’è e accompagna i fedeli nei canti (anche in lingua latina) ben più di dieci volte l’anno.
Per quanto riguarda le processioni, guarda caso, gli unici intervistati nell’articolo del giornale di Vicenza del 10/07/2010 sono tutti membri del vecchio coro che volevano togliersi qualche sassolino dalla scarpa dopo due anni dallo scioglimento; la maggioranza del paese infatti sta con il parroco ed il vescovo e approva le decisioni prese dal consiglio pastorale.
Mi rendo conto che questo post è stato pubblicato in buona fede ma alle volte occorre non fermarsi a ciò che scrive una giornalista, tanto più se questa è strettamente imparentata con una delle persone intervistate ed ha accuratamente scelto di dar voce solo a pochi soggetti tutt’altro che imparziali.
Il mio consiglio all’autore del blog è di selezionare meglio e con cura le sue fonti onde evitare di prestarsi al gioco di quei “giornalisti” che spesso dimenticano la deontologia professionale.

Michele

Anonimo ha detto...

Ripeto la domanda:

E' possibile avere qualche esempio del repertorio proposto dal Maestro del coro e qualche esempio del repertorio richiesto dal parroco?

Quali sono i generi di musica che apprezza questo parroco?

Aggiungo: di quali esigenze liturgiche si sta parlando? Ortodossia dei testi? Dignità e valore intrinseco della musica eseguita?

Anonimo ha detto...

Non saprei chi potrebbe rispondere alla Sua domanda, forse il signore che ha postato il primo commento potrebbe saperne qualcosa visto che sembra anch'egli molto informato sui fatti.
Per quanto concerne la mia persona non so fornirLe alcuna informazione di tipo tecnico, nè conosco qualcuno in grado di poterlo fare.
Sarebbe stato bello e corretto se nei vari articoli apparsi sul GdV si fosse scesi proprio in questo tipo di particolari per dare un'idea più chiara e completa della questione.

Michele

Anonimo ha detto...

Complimenti a quanti scrivono qui per le loro informazioni in merito.
L'unica cosa che io mi domando è:
se è la "giornalista" quella scorretta, perchè nessuno della "maggioranza del paese che sostiene il parroco" ha replicato?
Neppure il parroco si è difeso, anzi, non si è fatto più trovare...

Anonimo ha detto...

oh, scusate, aggiungo...come mai nessuno di coloro che qui hanno scritto non hanno commentato anche l'articolo comparso ieri sul giornale che riporta quanto il parroco ha detto durante la messa? Erano parole un po' pesanti...
perchè nessuno di voi ha contattato il giornale per replicare, scegliendo piuttosto di farlo su un blog?

fr. A.R. ha detto...

Mi permetto di chiedere a quanti intervengono di fornirsi almeno di un nickname se non vogliono usare la propria firma. E inoltre di citare le fonti da cui apprendono le notizie (se non solo di prima mano). Questo aiuta la discussione.

Anonimo ha detto...

Mi sembra ovvio: delle parole del parroco renderà conto il parroco. Se ha scelto di non scrivere sul GdV non posso certo conoscere le sue motivazioni, lo stesso dicesi per il consiglio pastorale e per i parrocchiani.
Posso dedurre che non abbiano voluto dare adito a polemiche ma, ripeto, è solo una mia deduzione.
Non vedo il motivo di commentare l’articolo apparso ieri sulle colonne del GdV, non è di questo che si parla nel post. Il mio unico intento era ed è quello di far presente all’autore che, prima di inserire un articolo ed esprimere giudizi, è bene selezionare correttamente le fonti d’informazione perché le parole (soprattutto se scritte) hanno un peso non indifferente.
Non mi ergo a difensore di una o dell’altra parte in causa (lungi da me) ma faccio delle considerazioni su ciò che ho letto nell’articolo del 10/07/2010 che, lo ribadisco, mi è parso tutt’altro che imparziale ed è stato riportato in questo bel blog che ho piacere di leggere di tanto in tanto.
Sarebbe stato interessante e utile ai fini della discussione, come chiesto dall’altro commentatore anonimo, sapere quali brani e canti venivano proposti dal vecchio coro e quali dal parroco ma, a distanza di due anni, trovare una fonte informata e super-partes penso sia difficile.
Michele
PS come giustamente richiesto da fr. A.R. inserite il nickname o la firma in fondo, aiuta la discussione.

Anonimo ha detto...

Abito a S'URBANO e sinceramente non riesco a capire come si possa minimamente difendere un parroco che pezzo dopo pezzo stà smontando una bella comunità. Riprendendo un commento apparso sopra e faccio notare che per esempio io come molti altri giovani (non facenti parte del coro) abbiamo scelto di andare altrove a causa di questi atteggiamenti commenti sempre poco appropriati verso il nostro ex parroco Don Gino.
Spero vivamente che qualcuno prenda provvedimenti in modo da risolvere questa spiacevole situazione per questa comunità o almeno la maggior parte.

Un ex parrocchiano deluso

Anonimo ha detto...

STENTO A CREDERCI!!! Nell’articolo del 10 luglio vengono intervistati solo ex-coristi. Subito non l’avevo notato ma dopo aver letto il post del sig. Michele me ne sono accorto anch’io.
Ma come si fa a scrivere un articolo così? E sì che in altri articoli riguardanti il paese la giornalista in questione è sempre stata piuttosto obiettiva, a parer mio.
Penso che l’autore del blog abbia preso una grossa CANTOnata. Le domande che giustamente ha posto il primo commentatore anonimo (riguardo ai brani proposti) avrebbe dovuto farsele PRIMA di postare il suo articolo.
Comunque è evidente che chi ha postato sul blog si assume la piena responsabilità di ciò che ha scritto, dei giudizi che ha dato e soprattutto della veridicità (nonché “imparzialità”) delle sue fonti.
Un grand’uomo (lo era sia per chi crede che per chi non crede) una volta predicava: “non giudicare se non vuoi essere giudicato”… non voglio giudicare chi ha postato ma mi sento di dare un consiglio: “non giudicare se non sei sicuro di chi ti da l’imbeccata!”
Lory
PS Vorrei chiarire che non prendo le parti o le difese di alcuno ma nessuno con un po’ di obiettività può smentire che l’articolo è a dir poco partigiano

Anonimo ha detto...

Ma scusate...anche se fosse, cosa cambia che a parlare sono tutti ex coristi? Forse non hanno un pensiero proprio? E poi perchè non dovrebbero dire la loro? Il parroco ha detto la sua in entrambi gli articoli che ho letto, o sbaglio? e se fossero stati loro gli unici a voler parlare?

Taty

Cantore siciliano ha detto...

Sarà anche un articolo partigiano, ma nessuno porta chiari argomenti che smentiscano i fatti: vedo un coro che non canta più nella sua parrocchia. E non perchè cantava male, ma perchè non cantava quello che voleva il parroco. E' così o no? E quindi, in mancanza di smentite solo questo rimane. Un fatto. Che non è tanto caritatevole da parte del parroco.
Ma l'articolo che mi colpisce di più è l'altro, quello che parla delle processioni abolite.
Invece dalle mie parti nessuno si sognerebbe di abolire la processione del Santo Patrono del paese. Lo farebbero scappare via a gambe levate. Ma da noi forse c'è più fede e lì al nord accettano anche che gli tolgano i Santi Patroni. Questo, se è vero, è incredibile.

Anonimo ha detto...

Per cantore siciliano:
é proprio l'articolo che parla delle processioni abolite che è stato da me bollato come partigiano.
Hai fatto un po' di confusione...
Per Taty:
Ognuno ha il sacrosanto diritto di dire la sua ma l'articolo dava la netta impressione di rappresentare la voce popolare (non è "anche se fosse" è proprio così!)

Bye!

Lory

PS il presente blog è finito sul GdV di oggi! Stessa giornalista, articolo obbiettivo a parer mio

Anonimo ha detto...

Per Lory:
scusa, ma per quanto ne sappia io di giornalismo, dare voce al popolo non è il compito del giornalismo? Ok, sono gli ex coristi a parlare, e allora? Non abitano a Sant'Urbano? Non possono esprimere una loro opinione?
e poi, ripeto, siccome ho letto entrambi gli articoli, coro e processioni, a venire riportate non sono solo le voci popolari, ma anche quella del parroco!

Ciao
Taty

Anonimo ha detto...

Grazie GDV per aver dato voce a questo problema che sta pian piano uccidendo la nostra frazione S'Urbano ringrazia.

Una famiglia

Anonimo ha detto...

Come direttore di coro liturgico di una parrocchia della diocesi di Vicenza, partecipo al disagio di una comunità che si trova di fatto frantumata da posizioni irremovibili e da decisioni autoritarie.
Come ho letto sul GdV, almeno per lo scioglimento del coro in argomento non è l'unico parroco attivo, e a dire il vero, questo succede anche fuori diocesi. Tanto per fare un nome importante cito la cappella di Cremona. Nella mia parrocchia è arrivato da poco il nuovo parroco. Egli, senza nemmeno conoscere la realtà corale, senza valutarne il servizio liturgico, senza prendere contatti per comprendere il percorso del coro non ha risparmiato occasione per denigrare il canto in lingua latina, per puntualizzare sulla errata posizione dove il coro anima la liturgia, etc. Egli non ha avuto o voluto trovare l'occasione opportuna per ringraziare i componenti del coro per il loro settimanale servizio liturgico. Credo non si sia ancora accorto che il coro sprona l'assemblea ad una partecipazione attiva, propone ogni domenica il canto del ritornello del salmo responsoriale, segue con attenzione e continuità le indicazioni liturgiche, e partecipa ai corsi diocesani. In qualche occasione vengono inseriti dei brani in polifonia e lingua latina, come pure si eseguono dei canti gregoriani, ma sempre con la convinzione che il canto, al primo posto deve essere con e per tutta l'assemblea, anche se nella celebrazione il coro può proporre qualche brano che l'assemblea semplicemente ascolta. Purtroppo ne ascolta di stupidaggini in chiesa in questi ultimi tempi, e non sono tutte in canto.
Il nostro parroco invece, in una recente occasione di dialogo ha esternato che è importante partecipare alle assemblee diocesane organizzate dall'uff. Liturgico, proprio per non incorrere in abusi o deviazioni corali-liturgiche. Egli però non sa che anche qualche laico conosce bene le norme liturgiche e percepisce i suoi gravi errori e manomissioni della celebrazione liturgica. Allora vale sempre l'antico adagio: "fate quello che vi dico e non fate quello che faccio!"
Gino

Anonimo ha detto...

Per cantore siciliano

1. Tante processioni = tanta fede ?
2. Tante processioni al sud = tanta fede al sud ?
3. Tanta fede al sud...che tipo di fede...?
4. Me lo chiedo davanti a continue notizie di morti ammazzati...!

Un disilluso

Anonimo ha detto...

Il numero delle processioni può essere ridotto, il coro può essere ricondotto nell'alveo delle aspettative del parroco; ma mai si deve lacerare una comunità, come è successo a S.Urbano. Io, che a S.Urbano ci vivo da sempre, sono molto dispiaciuto nel vedere la mia comunità divisa fra buoni e cattivi. Se questo deve essere il frutto del rinnovamento, preferisco i tempi passati, dove dal pulpito non si accreditavano le differenze, ma solo l'impegno a stare uniti e ad amarsi.
Parocchiano amareggiato

Anonimo ha detto...

...e a farsi ognuno gli affari propri, come tanti in paese fanno a scapito degli altri!
Disilluso 2

Anonimo ha detto...

Per disilluso 2
L'aggiunta, che hai fatto seguire al mio intervento, non è mai venuta dal pulpito, neppure reggente l'attuale parroco, ma dal cuore umano, che non sa liberarsi dalla cupidigia. Quello che volevo evidenziare è che oggi,purtroppo, dall'ambone della mia parrocchia escono commenti che non facilitano il dialogo e la concordia. Bisogna risalire all'epoca di don Giuseppe Gazziero (colui che ha iniziato la processione di S.Giovanni Bosco, oggi tolta) per trovare uno stile similare: ma eravamo a cavallo del 1950 e faceva parte dello stile dell'epoca. Allora era un pregio, ma oggi, dopo il concilio Vaticano 2, fortunatamente le cose sono cambiate.
Mi auguro di vedere pubblicato questo commento, anche se mi rendo conto che c'entra poco con il post, ma che comunque merita di essere fatto in risposta all'intervento del 29 luglio di Disilluso 2. Grazie.
Parrocchiano amareggiato

Anonimo ha detto...

Resta il fatto che le beghe tra parroco e parrocchiani dovrebbero rimanere "private", nei blog, nei quotidiani....ma FUORI DALLA MESSA
Invece il parroco usa il pulpito per lanciare accuse a destra e a manca.
Personalmente ho fatto fatica a spiegare ai miei figli, dopo la messa, il comportamento
del parroco...
Per quanto riguarda il coro attuale....bisogna
sentirlo !! sentire la gioiosa partecipazione della comunità tutta ad inni e lodi !!!
saluti

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