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mercoledì 10 febbraio 2010

Catechesi del Santo Padre su Antonio di Padova.

Con perfetto tempismo, a pochi giorni dalla ostensione che precederà la Traslazione delle Reliquie del Santo, il Papa ha dedicato la sua catechesi del mercoledì al Dottore Evangelico, sant'Antonio di Padova, additato - giustamente - come modello di predicatore che sapeva comunicare efficacemente la Parola di Cristo, senza fare sconti nè sulla dottrina nè sulla morale, eppure attirando schiere di ascoltatori desiderosi di incontrare la verità e la bellezza di Cristo.
Speriamo che questa catechesi del Papa sia una buona occasione, per i teologi e per i frati, per riprendere in mano i testi del Santo Confratello (ispiratore di questo umile blog).
Appena possibile metterò il testo intero. Intanto la sintesi del SIR:


BENEDETTO XVI: UDIENZA
I SACERDOTI “ABBIANO CURA” DELLE OMELIE

“In quest’anno sacerdotale, preghiamo perché i sacerdoti e i diaconi svolgano con sollecitudine questo ministero di annuncio e attualizzazione della Parola di Dio ai fedeli, soprattutto attraverso le omelie liturgiche”. Con queste parole il Papa ha concluso la catechesi dell’udienza generale di oggi, dedicata alla figura di san’Antonio da Padova.
In particolare, Benedetto XVI ha auspicato che le omelie siano “una presentazione efficace dell’eterna bellezza di Cristo, proprio come Antonio raccomandava”. “Possa Antonio di Padova, tanto venerato dai fedeli, intercedere per la Chiesa intera, e soprattutto per coloro che si dedicano alla predicazione”, la preghiera del Santo Padre, che ha auspicato che questi ultimi, “traendo ispirazione dal suo esempio, abbiano cura di unire solida e sana dottrina, pietà sincera e fervorosa, incisività nella comunicazione”.
Tra i “tratti specifici della teologia francescana” insegnata da Antonio, la preghiera come “un rapporto di amore” con il Signore, che crea “una gioia ineffabile” e “ha bisogno di un’atmosfera di silenzio che non coincide con il distacco dal rumore esterno, ma è esperienza interiore, che mira a rimuovere le distrazioni provocate dalle preoccupazioni dell’anima”. C’è poi il “ruolo assegnato all’amore divino, che entra nella sfera degli affetti, della volontà, del cuore”, e da cui “sgorga una conoscenza spirituale, che sorpassa ogni conoscenza”.
Basilica di Sant'Antonio-Padova

1 commento:

giovanni graceffa ha detto...

ricordo sempre con grande piacere la visita che qualche anno fa feci al grande Antonio nella basilica di Padova e la grande emozione che provai a poggiare la mia fronte sul suo sepolcro.

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