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martedì 11 maggio 2010

La prima donna italiana che crede di essere ordinata sacerdote

Oggi la chiesa italiana veterocattolica, nata dallo scisma "tradizionalista" a seguito del Concilio Vaticano I, ci mostra cosa avviene quando ci si separa dalla Chiesa Cattolica e si segue la propria strada. Da tradizionalisti, che non volevano innovare niente in materia dogmatica, e per questo non potevano accettare le "novità" del Concilio Vaticano I (come il dogma dell'infallibilità del Romano Pontefice e il suo primato di giurisdizione), i veterocattolici sono divenuti una fotocopia della Chiesa Anglicana, con la quale sono in piena comunione. Anzi, oggi sono più avanzati di alcune chiese della comunione anglicana. Per esempio: ordinano donne-vescovo, quando invece la chiesa d'Inghilterra non lo fa ancora (per poco però...).

La notizia di oggi è che per la prima volta una "diaconessa" italiana verrà ordinata "sacerdotessa" (o così lei pensa...) a Roma (per una delle cinque, sì 5, parrocchie veterocattoliche d'Italia).
Ecco la notizia, tutta giocata sulla sfida ai cattolici e su quanto sono retrogradi e speriamo che il Papa capisca e bla bla bla....

Sarà un'insegnante siciliana la prima donna sacerdote d'Italia
da Repubblica

La consacrazione ufficiale nella chiesa anglicana All Saints, a due passi dal Vaticano. La diacona: "Spero sia uno stimolo al dibattito fra i cattolici, le donne sono un'occasione per la Chiesa contro tutti i pregiudizi"
Sarà la giovane diacona Maria Vittoria Longhitano, 35 anni, siciliana, professoressa in un istituto milanese, la prima donna italiana ordinata sacerdote nel nostro Paese. Accadrà domani alle 11, nella chiesa anglicana di All Saints in via del Babuino, con una cerimonia religiosa aperta al pubblico. Un evento unico [proprio unico, non pare ci siano molte vocazioni...], di grande richiamo storico e sociale, che si svolgerà a due passi dalle mura della Città del Vaticano [come mai questa precisazione?] e durante il quale la donna riceverà dalla chiesa veterocattolica, e più precisamente dalle mani del vescovo Fritz-René Müller, delegato della Conferenza episcopale internazionale dell'Unione di Utrecht per l'Italia, la consacrazione ufficiale.

La chiesa veterocattolica dell'Unione di Utrecht, in piena comunione con la Chiesa anglicana dagli anni Quaranta è - nel cuore del cattolicesimo italiano - una chiesa in lotta per i diritti civili, nella quale nessun membro è discriminato né in base alla razza, all'etnia, al sesso [sottinteso: non come avviene invece nella retrograda Chiesa cattolica romana....]. Nella chiesa veterocattolica le donne possono accedere a tutti gli ordini sacri, dal diaconato all'episcopato.

"La mia ordinazione rappresenta una grande chance per tutte le donne di fede - spiega la Longhitano - significa speranza, significa dare l'impulso a un dibattito fra i cattolici [dibattito? Ma non sa che Giovanni Paolo II ha già chiuso per sempre il dibattito su questo argomento con la lettera "Ordinatio Sacerdotalis"?], significa stimolare una riflessione su cosa significhi, in termini di perdita, negare alle donne la possibilità di vivere la loro vocazione al ministero ordinato. Finché il sacerdozio femminile resterà una tematica astratta, il pensiero comune sarà condizionato da pesanti barriere di pregiudizi [nessun pregiudizio: solo differenza di missione e di vocazione, fondata sulla volontà di scelta e chiamata manifestata da Cristo e sempre tenuta dalla Chiesa]. Quando la gente, invece, entra in contatto con una donna sacerdote, le barriere cadono automaticamente e si spogliano di tutte le connotazioni negative. Questo almeno mi ha insegnato la mia esperienza di diacona [anche qui non si capisce: se era una diacona, come faceva la gente a incontrare in lei una "donna sacerdote"???]".

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PS: ascoltate l'impressionante predica del sacerdote veterocattolico che celebra in onore del Beato Giovanni XXIII al cui villaggio natio i veterocattolici hanno fatto un pellegrinaggio. Loda il "Papa buono" chi ha lasciato la Chiesa Romana e il suo papato! Esalta il Vaticano II (lo chiama una rivoluzione!) chi non accetta il Vaticano I e considera corrotta la Chiesa cattolica! Siamo al massimo del latitudinarismo e dell'ermeneutica della discontinuità.

9 commenti:

er tripparolo ha detto...

Suona come un monito verso alcuni.......

eppure (erroneamente) ci sono alcuni che nutrono una inconfessata ammirazione per quegli alcuni.......

e forse ne condivide (erroneamente) qualche idea o obbiettivo............

Pace e bene fratello, senza dimenticare la perfetta letizia, a cui dobbiamo aspirare.

Anonimo ha detto...

Sagace er Tripparolo, anche a me sembra un monito a chi si separa dalla chiesa per essere più in linea con la tradizione, ma non si sa col tempo dove può finire, una volta separato dal corpo vivo della chiesa.....

Emanuele ha detto...

Non mi risulta che i lefebvriani (ai quali probabilmente si allude nel post)abbiano mai amministrato il sacramento dell'Ordine ad una donna, né che neghino uno solo dei dogmi della Chiesa.

Giuseppe ha detto...

@emmanuele

Non mi pare che i lefebvriani abbiano già più di cent'anni (come i veterocattolici) e non sono (per ora) staccati completamente dalla comunione cattolica. Ma guarda dove stanno finendo gruppuscoli come i vari sedevacantisti o altri che si eleggono il proprio papa.... Per non parlare dei gruppi di protestanti, anglicani e tanti altri, che (sempre con buone intenzioni) volevano rimanere ancorati alle origini della Chiesa.

er tripparolo ha detto...

Er sor Giuseppe ha bene inteso!

Er problema nun è dove, a che punto si sta......

ma dove (purtroppo) cor tempo e a separazione dove se pò arrivà......

Anonimo ha detto...

Ma in che Chiesa sta celebrando?

Giampaolo ha detto...

L'articolo mostra alcune inesattezze. Intanto comincia dicendo che la Chiesa vetero-cattolica <>.
In primo luogo, è evidente che uno scisma ha sempre una reciprocità. Noi non ci siamo mai separati dalla Chiesa Cattolica, casomai da Roma. Ma dal nostro punto di vista è la Chiesa Cattolica-Romana ad essersi separata dalla Chiesa Cattolica, chiudendo il lungo periodo di progressiva separazione iniziato già con Gregorio VII.
In secondo luogo, noi fummo costretti ad una riorganizzazione in seguito alla condanna subita. Quindi la separazione non fu decisa da noi, ma dal Vaticano.
Si dice poi che siamo fotocopia della Chiesa Anglicana. E' vero che siamo in piena comunione sacramentale, ma è anche vero che siamo diversi su diversi punti. Quindi non siamo affatto una fotocopia.
Altra inesattezza è quella relativa alla Ordinatio Sacerdotalis di Giovanni Paolo II. Infatti, è chiaro a tutti che ancora (per vostra fortuna) quel documento non ha validità di dogma. Infatti, non fu il Papa stesso ad esplicitare la sua posizione ex-cathedra, ma la Congregazione per la Dottrina della Fede. Da qui la possibilità di un dialogo. Tuttavia concordo che sul fatto che Giovanni Paolo II ha posto una chiusura quasi irreversibile, uno dei tanti passi della Chiesa di Roma che la portano sempre più lontana dalla gente, dalla società, ma anche dalla fede della Chiesa antica, quando le donne ricoprivano ruoli importanti di responsabilità che il patriarcalismo sociale, che pervadeva anche la Chiesa, ha progressivamente eliminato.
Sul fatto poi di diversità di missione e vocazione, la nostra posizione è che questa sia solo una ipocrisia per nascondere la verità che sta dietro questa decisione:
- che la Chiesa di Roma che si ritiene infallibile, come il suo vescovo, non può negare se stessa. La Chiesa di Roma è prigioniera di se stessa. Per cui ormai è possibile solo un cattolicesimo alternativo, mentre non è più possibile un cattolicesimo-romano riformato!
- che la Chiesa di Roma ha ormai sposato la tesi per la quale Tradizione significa essere foto-copia di se stessa e non il saper continuamente rileggere la Rivelazione, ciò che ha fatto ad esempio san Paolo, nella sua rilettura di Abramo e di Mosè.
Da qui il suo spostarsi verso la Comunità tradizionalistica di San Pio X!
Infine, il Concilio Vaticano II ha posto nuovamente al centro la conciliarità e ha finalmente aperto all'ecumenismo, fino ad allora duramente condannato.
Al contrario il Concilio Vaticano I (tra l'altro non formalmente chiuso) fu l'estremo tentativo di mantenere il potere centralista e temporale della Chiesa, in aperta contraddizione non solo con tutto il Primo Millennio di storia cristiana, ma anche contro le decisioni espresse dal Concilio ecumenico di Costanza. Mi sembra ovvia la nostra simpatia verso le aperture del Vaticano II, mentre non possiamo accettare la chiusura del Vaticano I.
E' ovvio che non pubblicherete questi commenti, perchè pur non essendo offensivi (come quelli da voi pubblicati) spiegano troppe cose, che sarebbe preferibile tacere. Ma la Verità non può essere taciuta. La Verità ci farà liberi.
Pace & bene.
Giampaolo di Firenze
www.vincenzodilerins.it

bellissima ha detto...

Maria Vittoria,smettila di fare del piagnisteo.... smettila, fai pena, te lo sei cercato e ringrazia dell'ospitalità che hai ricevuto fin ora, ancora spargi malignità verso chi ti ha teso la mano. Il silenzio,l'amore,la compassione, la preghiera,l'umiltà e il dialogo sono qualità che tu non conosci. Buona penitenza.

Anonimo ha detto...

Detta con poche parole ... da donna mi vergogno per lei, sinceramente. Che squallore.

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