Cerca nel blog (argomenti, singole parole o frasi):

Condividi

martedì 19 aprile 2011

I libretti delle celebrazioni pasquali del Papa: punti di riferimento per le nostre liturgie

E' ovvio che le liturgie di una piccola parrocchia di quartiere non possano (e non debbano) essere solenni o ricercate come le celebrazioni papali in San Pietro. Ma questo non significa che queste ultime non siano punti di riferimento, obiettivi trainanti che si pongono come modelli ed esempi. La nobile semplicità, non finiremo mai di ripeterlo, non significa sciatteria; e - soprattutto - niente e nessuno può esimere dall'utilizzare i testi liturgici prescritti, sia per quanto riguarda le preghiere sacerdotali, sia per quanto riguarda i canti (a meno che non si debba ricorrere come ultima spiaggia ad un "altro canto adatto e approvato").
Vi segnalo pertanto i libretti delle celebrazioni del Sommo Pontefice approntati per le imminenti feste pasquali:

Messa del Crisma


Messa in Cena Domini, 21 aprile


Celebrazione della Passione del Signore, Venerdì santo, 22 aprile


Veglia Pasquale, 23 aprile


Santa Messa del giorno di Pasqua, 24 aprile

Desidero far notare solo un paio di cose per quanto riguarda la liturgia del Venerdì Santo.
1) Qualcuno si è stupito di vedere che dopo la prima lettura e dopo l'epistola siano presenti il Tractus e il Graduale, al posto dell'ormai onnipresente "Salmo responsoriale" e "acclamazione al Vangelo". Ma non è affatto strano: la riforma liturgica non ha eliminato nè l'uomo nè l'altro. Ha introdotto ANCHE il salmo in forma responsoriale, intendendolo come "oppure", non come modalità esclusiva di canto interlezionale. I libri liturgici, anche il popolare "Messale Gregoriano", presentano l'opzione operata da Guido Marini per la liturgia papale come la prima scelta. E di certo il "Christus factus est" è da tempi immemorabili il canto di risposta all'epistola del giorno e insieme preparazione all'ascolto della Passione del Signore.

2) Il rito dello svelamento della Croce. Il triplice canto che accompagna l'ostensione del sacro legno è stato diviso tra il Papa che lo intona e il cantore che lo compie. Richiede un certo fiato e giustamente si vuole risparmiare al Papa uno sforzo e una intonazione protratta che, anche in ragione della sua età, non è proprio agevole, ma insieme non si vuole rinunciare a questo bellissimo e struggente invitatorio gregoriano. La risposta è fatta dalla Schola (a cui si possono unire i fedeli che conoscono il canto). Per richiamare a momento di adorazione, il diacono inviterà i presenti ad inginocchiarsi, a sostare e in preghiera e poi a rialzarsi, per tre volte, dopo ogni scoprimento e ostensione della croce. Perciò canterà ogni volta il "flectamus genua - levate".
Nulla vieta che in ogni celebrazione parrocchiale - con o senza canto - si inviti il popolo ad inginocchiarsi subito dopo lo scoprimento della croce: troppo spesso si corre subito al bacio e si trascura la lenta processione con cui la croce è portata all'altare, mostrata e venerata lungo la navata della chiesa.



Nessun commento:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online