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mercoledì 28 marzo 2012

Tempo di Passione: il crocifisso segno di contraddizione.



Se i crocifissi richiesti dalla Scuola li dà la Provincia va bene, ma se in tempi di crisi, il parroco si offre di regalarli, allora è meglio fare un po' di polemica e rifiutare il dono (anche se si dovrebbe dire, parafrasando: "A crocifisso donato, non si guarda in bocca"). 
Ecco la storia odierna (clicca qui per vedere la fonte):
Il parroco regala i crocifissi al liceo ma l'insegnante di religione li "rifiuta"

PORDENONE - Sembra incredibile eppure è proprio così: l’insegnante di religione, pur in maniera indiretta, ha bloccato una donazione di crocifissi e la scuola è stata costretta a rinunciare al regalo. È quando accaduto al Liceo Grigoletti di Pordenone dove il Consiglio di Istituto dopo una votazione ha rispedito indietro i crocifissi che la parrocchia San Giorgio voleva regalare per affiggerli nelle aule. Ma è stato proprio il voto, anzi il "non voto", dell’insegnante di religione quello determinate per non accettare la donazione.

C’è da fare un passo indietro per capire cosa è accaduto. Nei mesi scorsi il liceo pordenonese temporaneamente diretto a scavalco da Gianfranco Nosella, preside effettivo al Torricelli di Maniago, aveva presentato una richiesta di contributo alla Provincia senza però specificarne il motivo. La richiesta venne respinta. I soldi servivano per l’acquisto di alcuni crocifissi che dovevano finire nelle aule sprovviste o per sostituirne altri in cattivo stato di conservazione.

Il parroco del San Giorgio, saputo che alla scuola servivano crocifissi, si è subito offerto di donarne una ventina. Un regalo, insomma, ben apprezzato anche perchè lo scopo era proprio quello di averne uno per ogni aula. Tutto a posto? Neppure per sogno. Già, perchè a causa di un decreto ministeriale le donazioni che vengono offerte a un istituto scolastico devono essere soggette al voto del Consiglio di istituto. In pratica docenti, personale Ata, genitori e studenti devono votare l’accoglimento del regalo.

Quando al Grigoletti il preside ha messo ai voti la donazione mai si sarebbe aspettato che la situazione potesse prendere quella piega. Il voto, infatti, è finito in parità. Metà a favore, l’altra metà contraria ad accogliere i crocifissi. All’appello mancava solo il parere del docente di religione. Scontato per tutti il fatto che non poteva che essere un voto favorevole. Invece l’insegnante (non si tratta di un sacerdote) ha deciso di astenersi. Morale della favola, a parità di voti la donazione è stata rifiutata.

Da quanto si è appreso l’astensione sarebbe stata motivata da un "problema di coscienza" [ Nota personale: ma non è ancora in vigore la legge che vede nel crocifisso un elemento dell'aula scolastica?]. Insomma, il docente avrebbe scelto questa strada nel "rispetto delle diversità" proprio perchè, visto il suo ruolo, sarebbe stato scontato un "sì" pieno. Si è astenuta per correttezza [ma sapeva o no che il suo mancato voto in realtà valeva come negativo?]. Resta il fatto che la questione pare aver avuto anche una appendice esterna alla scuola. La Diocesi di Concordia - Pordenone sarebbe stata informata da una lettera di un altro insegnante del Grigoletti sul comportamento tenuto dal docente di religione [ricordo che l'ufficio scuola della Diocesi rilascia l'attestato di idoneità all'insegnamento della religione Cattolica, perché questo è ancora il nome della materia...]. Difficile sapere se siano stati presi provvedimenti specifici nei suoi confronti, quello che però pare certo è che il docente di religione ha deciso di dimettersi dal Consiglio di istituto del liceo pordenonese.
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A me resta l'amara impressione che certe astensioni fanno venire spontaneamente in mente un tale Pilato, il quale davanti alla Verità e alla Giustizia si lavò le mani, dicendo: "vedetevela voi". E fu così che il prototipo di tutti i crocifissi venne ucciso per quell'astensione.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Anche la tempistica è interessante: mancano due settimane al 15 aprile. Un "avvertimento" ai lefebvriani?

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