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giovedì 23 aprile 2015

I "detti" sulla vocazione alla vita religiosa, del Beato Egidio di Assisi

Immagine del Beato Egidio nella Basilica di S.Francesco
Oggi ricorre la memoria del beato Egidio, nativo di Assisi. Fu il terzo compagno di San Francesco e si mise a seguirlo nel 1208. Condusse una vita semplice e mite. Nella primavera del 1209, con una decina di confratelli, accompagna Francesco a Roma, dove papa Innocenzo III  approva la prima regola dei frati Minori, ma solo a voce.
Spinto da vera devozione peregrinò ai più noti santuari, tra cui quello del sepolcro di Cristo e Santiago di Compostella. Nei viaggi a piedi, si guadagnava da vivere prestando la sua opera ai contadini e facendo qualunque umile mestiere. Di lui dice il Martirologio Romano: "rifulse nelle sue peregrinazioni per la fede intrepida e la mirabile semplicità".

Nell’ottobre 1226, lui e frate Bernardo, i due primi compagni (Pietro Cattani è già morto), sono accanto a Francesco morente, che vorrebbe benedire Bernardo ma, essendo cieco, pone dapprima la mano sul capo di Egidio. Nel ricordo dei frati Minori, questi è il confratello limpido e laborioso, il portatore di gioia.

Dopo una prima parte della sua vita religiosa dedita all'itineranza, si ritirò negli eremi dell'Umbria e da ultimo in quello di Monteripido fuori Perugia, dove morì il 23 aprile 1262.

Fu consigliere di Papi e di prelati. Di lui ci restano "I Detti" o insegnamenti spirituali, ricchi di arguzia e di sapienza. Da questi "Detti" ne ho tratto alcuni che riguardano la vocazione alla vita religiosa, che il semplice frate Egidio, istruito dall'esempio di san Francesco, teneva in grandissima stima, ma solo se la si abbraccia e la si vive con radicalità evangelica. Mi pare che nell'anno dedicato dal Papa alla vita consacrata possa essere utile rileggerli e meditarli.
Papa Pio VI approvò il culto del beato nel 1777.

Alcuni detti del Beato Egidio di Assisi sulla Vita consacrata e sulla vocazione religiosa:

Diceva frate Egidio, parlando di se stesso: "Vorrei piuttosto avere un po' di grazia divina stando nella vita religiosa, che molta stando nel mondo. Perché nel mondo i pericoli sono di più e gli aiuti di meno che nella vita religiosa. Ma l'uomo peccatore ha più paura del proprio bene che del proprio male, perché ha più paura di fare penitenza e di entrare nella vita religiosa che di stare nei suoi peccati e di rimanere nel mondo".

Un laico andò per consiglio da frate Egidio, domandando se per lui era meglio entrare nella vita religiosa o non entrare. Il beato Egidio gli rispose: " Se un uomo poverissimo venisse a sapere di un tesoro nascosto in un campo aperto a tutti, credi che andrebbe da qualcuno a domandare se egli deve correre in fretta a quel campo? Quanto più gli uomini dovrebbero accorrere di furia a dissotterrare il tesoro celeste!". Il laico, appena ascoltò il discorso, vendette tutto il suo ed entrò nell'Ordine,

Frate Egidio diceva anche: "Molti entrano nella vita religiosa, ma non praticano le cose richieste in essa. Somigliano a quel contadino che si rivestì delle armi di Orlando, ma non sapeva combattere con esse. Mica tutti saprebbero cavalcare il destriero Baiardo, né stargli sopra senza cadere. Non stimo gran cosa entrare nella corte del re, e non stimo gran cosa ricevere doni da lui. Stimo gran cosa piuttosto stare come si deve nella corte reale. Corte del gran Re è la vita religiosa. Entrare in essa e rivere in questo stato dei doni celesti non è gran cosa. Ma saper vivere come si deve in essa, e durare fino al termine con devozione e impegno, questa sì è gran cosa. Vorrei piuttosto stare nel mondo con il devoto e ardente desiderio di entrare nella vita religiosa che stare in questa e averla a noia".

"La gloriosa Vergine Maria Madre di Dio nacque da generazioni di peccatori e di peccatrici, non visse in alcun Ordine religioso, e tuttavia è quel che è!"

"Il religioso deve credere di non sapere e di non poter vivere altrimenti che nel suo Ordine religioso".

Preghiamo
O Dio, che ti sei degnato di innalzare il beato Egidio al vertice della più sublime contemplazione, concedici, per sua intercessione, che, dirigendo costantemente a te le nostre azioni, possiamo vivere sempre nella tua pace vera. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

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