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giovedì 16 ottobre 2008

Tre nuove forme per dire "Ite missa est"

L'agenzia ZENIT, ci informa (http://www.zenit.org/rssitalian-15765 ) che il Papa ha approvato nuove formule latine ad libitum per il congedo dell'assemblea al termine della messa, secondo la richiesta fatta dai padri Sinodali del precedente Sinodo (sull'Eucaristia, del 2005).
Ci viene rivelato dal comunicato che è stata stampata una "Edizione emendata" della editio typica tertia. Possiamo perciò sperare che torni in commercio il messale latino di Paolo VI che - ora si capisce - non veniva ristampato in attesa degli emendamenti.
Le tre formule alternative compaiono nella terza edizione “typica” (di riferimento) emendata del Messale Romano stampata la settimana scorsa, ha spiegato il Card. Arinze.
Queste tre formule sono.
- "Ite ad Evangelium Domini nuntiandum" (“Andate ad annunciare il Vangelo del Signore).
- "Ite in pace, glorificando vita vestra Dominum" (“Andate in pace, glorificando con la vostra vita il Signore”).
- "Ite in pace" (“Andate in pace”). Nel tempo pasquale si aggiunge "alleluia, alleluia".
La formula latina "Ite missa est" non viene eliminata.
Per noi italiani non è una novità: sembra anzi che la seconda formula sia una retroversione in latino di "Glorificate il Signore con la vostra vita, andate in pace" che già si trova nella II edizione del Messale Italiano insieme ad altre varianti approvate.

Veniamo poi a sapere, tramite il card. Arinze, prefetto del Culto divino, che: "il Compendio Eucaristico, che era stato chiesto dal Sinodo sull'Eucaristia, è quasi terminato. E' un libro che definisce la dottrina sull'Eucaristia, la benedizione, l'ora santa eucaristica, l'adorazione, le preghiere prima e dopo la Messa...".

Ultima rivelazione, non nuova su questo blog, ma adesso ufficiale, è che sono in fase avanzata le consultazioni dell'episcopato mondiale per l'eventuale spostamento dello scambio di Pace.
"Il porporato ha detto che la Santa Sede, su indicazione del Papa e su richiesta del Sinodo precedente, sta anche studiando il momento più adeguato per collocare nella celebrazione eucaristica il gesto della pace.
Il Santo Padre ha detto che bisogna scegliere: o prima dell'“Agnus Dei” (“Agnello di Dio) o dopo la preghiera dei fedeli. Ogni Conferenza Episcopale deve rispondere prima della fine del mese di ottobre. La Congregazione concederà tre settimane a chi presenterà proposte in ritardo. Le proposte verranno poi esposte al Pontefice, che in seguito deciderà".
Io spero vivamente che lo scambio di pace rimanga lì dov'è. Nel rito Romano è sempre stato considerato non un gesto di riconciliazione prima di offrire il proprio dono sull'altare (come nel rito Ambrosiano), ma una manifestazione di amore fraterno, un riconoscimento del corpo di Cristo che è la Chiesa, prima di ricevere il corpo di Cristo che è sull'altare (secondo il dettato paolino).

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