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venerdì 19 dicembre 2008

Natale alle porte: A solis ortus, inno del tempo natalizio

Uno dei più splendidi inni latini è senza dubbio A solis ortus, un capolavoro di poesia, opera di Sedulio, autore del V sec., rivestita di una melodia altrettanto bella. Di andamento dolce e meditativo, questo inno è qui proposto secondo la versione musicale restaurata dai monaci di Solesmes e contenuta nel Liber Hymnarius.




A solis ortus cardine
Adusque terrae limitem
Christum canamus Principem,
Natum Maria Virgine.

Beatus auctor saeculi
Servile corpus induit,
Ut carne carnem liberans
Non perderet quod condidit. 

Clausae parentis viscera
Caelestis intrat gratia;
Venter puellae baiulat
Secreta quae non noverat. 

Domus pudici pectoris
Templum repente fit Dei;
Intacta nesciens virum
Verbo concepit Filium.
 
Enixa est puerpera
Quem Gabriel praedixerat,
Quem matris alvo gestiens
Clausus Ioannes senserat.

Foeno iacere pertulit,
Praesepe non abhorruit,
Parvoque lacte pastus est
Per quem nec ales esurit.
 
Gaudet chorus caelestium
Et Angeli canunt Deum,
Palamque fit pastoribus
Pastor, Creator omnium.
 
Iesu, tibi sit gloria,
Qui natus es de Virgine,
Cum Patre et almo Spiritu,
In sempiterna saecula. Amen.

Italiano

Da dove sorge il Sole, fino ai confini della terra cantiamo a Cristo, figlio del Re, nato dalla Vergine Maria.

L’autore beato dell’universo, ha indossato un corpo da schiavo, per liberare la carne per mezzo della carne e non perdere ciò che aveva creato.

La grazia celeste entra nel grembo della casta madre. Il ventre della fanciulla porta in sé segreti che neppure lei conosce.

La casa di un cuore puro, diventa all’improvviso tempio di Dio. Colei che vergine non conosce uomo, per la  Parola di Dio concepisce il Figlio.

La gestante diventa madre di colui che Gabriele aveva predetto, di colui che Giovanni ancor chiuso nel grembo materno aveva riconosciuto.

Accetta di esser posto sul fieno, non disdegna la mangiatoia, si ciba di un po’ di latte, lui che non permette che neanche un uccellino patisca la fame.

Si allieta il coro dei cieli, e gli angeli cantano le lodi di Dio, viene rivelato ai pastori il Pastore, creatore di ogni cosa.

Gesù a te sia gloria, a te nato dalla Vergine, insieme al Padre e al vivificante Spirito, nei secoli eterni. Amen.

English:

From the point where the sun rises right up to the end of the world let us sing of Christ the king born from the virgin Mary.

The blessed creator of the world put on a slave’s body so that freeing flesh by flesh he might not lose what he had made

Into the womb of the chaste mother there enters heavenly grace;the girl’s belly bears secrets which she does not know.

The house of a chaste breast suddenly becomes the temple of God;she who was untouched and did not know man conceived the Son through a word.

The expectant woman has given birthto him who was predicted by Gabriel, whom John recognised and leapt for joy when he was shut in his mother’s womb.

He endured to lie on hay, he did not shrink from the crib, he was fed on a little milk - he who does not allow even a bird to go hungry.

The heavenly chorus rejoices and the angels sing of God, there is revealed to shepherds the Shepherd, who is the creator of the universe.

Jesus, glory be to you, who were born from the virgin, together with the Father and the life giving Spirit through everlasting ages.  Amen.

Lo spartito (cliccare sopra l'immagine per vedere lo spartito stampabile)


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