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giovedì 2 aprile 2009

Rileggendo il Testamento di Giovanni Paolo II nel quarto anniversario della sua morte

Rileggendo il Testamento di Giovanni Paolo II, a distanza di quattro anni dal 2 aprile 2005, vi propongo alcune frasi del Papa che anche oggi ci fanno riflettere sulla sua spiritualità e sulla sua visione ecclesiale.
Il Testamento è stato scritto dal Papa a più riprese durante gli esercizi spirituali quaresimali, dal 1979 al 2000.

Scrive, tra le altre cose, Giovanni Paolo II:

Dopo la morte chiedo Sante Messe e preghiere...

...ognuno deve tener presente la prospettiva della morte. E deve esser pronto a presentarsi davanti al Signore e al Giudice — e contemporaneamente Redentore e Padre. Allora anche io prendo in considerazione questo continuamente, affidando quel momento decisivo alla Madre di Cristo e della Chiesa — alla Madre della mia speranza.

....[Il Signore] stesso deciderà quando e come devo finire la mia vita terrena e il ministero pastorale. Nella vita e nella morte Totus Tuus mediante l'Immacolata. Accettando già ora questa morte, spero che il Cristo mi dia la grazia per l'ultimo passaggio, cioè la [mia] Pasqua.

Papa Wojtyla nell'anno 2000, a proposito della sua personale esperienza del Concilio Vaticano II, aggiungeva quanto segue:

Stando sulla soglia del terzo millennio «in medio Ecclesiae», desidero ancora una volta esprimere gratitudine allo Spirito Santo per il grande dono del Concilio Vaticano II, al quale insieme con l'intera Chiesa — e soprattutto con l'intero episcopato — mi sento debitore. Sono convinto che ancora a lungo sarà dato alle nuove generazioni di attingere alle ricchezze che questo Concilio del XX secolo ci ha elargito. Come vescovo che ha partecipato all'evento conciliare dal primo all'ultimo giorno, desidero affidare questo grande patrimonio a tutti coloro che sono e saranno in futuro chiamati a realizzarlo. Per parte mia ringrazio l'eterno Pastore che mi ha permesso di servire questa grandissima causa nel corso di tutti gli anni del mio pontificato.

«In medio Ecclesiae»... dai primi anni del servizio episcopale — appunto grazie al Concilio — mi è stato dato di sperimentare la fraterna comunione dell'Episcopato. Come sacerdote dell'Arcidiocesi di Cracovia avevo sperimentato che cosa fosse la fraterna comunione del presbiterio — il Concilio ha aperto una nuova dimensione di questa esperienza.
Il grande Papa che ha introdotto la Chiesa nel III millennio, continua a farci riflettere sul dono del Concilio Vaticano II, un dono ancora da assimilare e, per molti, da conoscere per quello che veramente  fu e che i testi da esso prodotti testimoniano per le generazioni future. Contro le tendenze di chi tenderebbe a ridimensionare o addirittura ad eludere la portata del Concilio del XX secolo, le parole di Giovanni Paolo II sono un monito e un augurio. Per quanti oggi temono "rivalità" tra sede petrina ed episcopati locali, le espressioni del Papa sulla collegialità sono un balsamo rasserenante. 


Ed ecco alcuni VIDEO-RICORDO appena apparsi in rete per l'anniversario:



 

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