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giovedì 2 luglio 2009

La Santa Sede chiede un nuovo apostolato: la celebrazione "in utroque usu"

Una notizia che, non c'è dubbio, farà parlare e discutere parecchio.
Leggere l'originale qui su NLM. (In italiano mi sa che stavolta il Cantuale è arrivato primo :-))).

In occasione del secondo anniversario del Motu Proprio "Summorum Pontificum" (7 luglio), pare che la Commissione Ecclesia Dei, incaricata fin dall'inizio dell'applicazione del documento pontificio, abbia chiesto al Monastero benedettino di Norcia uno "speciale apostolato", cioè la celebrazione della santa Messa "in utroque usu", ossia secondo la forma straordinaria accanto alla forma ordinaria, "in collaborazione con la Santa Sede e in comunione con il vescovo diocesano" - aggiunge la nota della Commissione che richiede ai monaci questo servizio.
Lo comunicano ufficialmente i monaci della giovane comunità del paese nativo di San Benedetto, accompagnando la notizia con un'intervista esplicativa del loro abate Dom Cassian Folsom.
l'Abate tecnologico aggiunge che, per la metà di luglio, spera di avere la possibilità di fare ogni giorno una registrazione mp3 della messa conventuale cantata nel rito straordinario da condividere con il popolo del Web.

Questo "speciale apostolato" richiesto ai monaci, è il segno di una attiva promozione della convivenza e della diffusione del rito antico accanto al rito moderno, come ha sempre voluto Papa Benedetto, al fine di fecondare reciprocamente le modalità celebrative, ricollegando all'antica tradizione anche la forma ordinaria, che rischia sempre di prendere tangenti soggettive, e inoltre suggerendo la necessaria evoluzione organica del rito straordinario (che rischia il fissismo se viene lasciato in mano a frange fondamentaliste, quasi fosse una loro esclusiva).
Infatti, precisa l'apertura della lettera di mandato, questa celebrazione secondo i due usi dell'unico rito romano deve servire a far crescere l'unità della Chiesa. La Messa non può essere segno di divisione all'interno di una stessa Chiesa. Ecco perchè il Papa non può che desiderare la convivenza e il muto arricchimento delle diverse forme liturgiche della Chiesa una e santa.

La lettera è del 21 aprile, ma è stata resa nota al grande pubblico solo recentemente.
Ecco qui il bollettino in inglese della comunità monastica interessata:

Nel giornalino della comunità, linkato sopra, c'è anche una interessantissima intervista con il giovane abate, liturgista, che discute e giustifica - documenti alla mano - questo nuovo apostolato richiesto dalla Santa Sede. Padre Zuldhorf già ne ha fatto oggetto di uno dei suoi famosi commenti.

Qui sotto la scansione della lettera della Commissione, redatta in Italiano, (cliccarci sopra per ingrandire):

2 commenti:

lector ha detto...

E' possibile una traduzione per i non anglofoni?

Anonimo ha detto...

l'intervista è tradotta su messainlatino.it

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