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domenica 17 ottobre 2010

Francescani Conventuali al Sinodo sul Medio Oriente. Intervento di fr César

Due frati libanesi dell'Ordine dei Minori conventuali sono presenti ai lavori del Sinodo sul Medio Oriente. Uno è p. Cesar Essayan, dal 7 ottobre 2010 Custode dei frati di Oriente e Terra Santa e l'altro p. Jalil Canli Hadaya, vicario giudiziale del Vicariato apostolico di Beirut dei latini, pioniere dell'insediamento dell'Ordine in Libano.
Nella congregazione generale del 14 ottobre, fra Cesar ha fatto questo intervento (originale francese qui):


Fr. César ESSAYAN, OFM Conv.,
Consigliere della Delegazione Generale (oggi Custode provinciale) d'Oriente e Terra Santa dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali (LIBANO)
La Parola di Dio, così cara al nostro Padre san Francesco, è il luogo dell’incontro diretto con Cristo. È lì, nella meditazione e nella contemplazione che raggiungo colui che è “il mio Signore e il mio Dio”, colui che si rivela a me e che improvvisamente mi rivela a me stesso e mi invita a divenire “l’uomo nuovo” del quale ci parla san Paolo nelle sue lettere. Si tratta di entrare in comunione con Dio Creatore e Salvatore.
Purtroppo, i nostri cristiani conoscono male Cristo e il suo Vangelo. Utilizzano spesso parole improprie per parlare di Dio e concezioni impregnate di altre credenze. Gli esempi sono molteplici e riportano tutti a una sola idea: abbiamo false immagini di Dio. È quindi essenziale ritornare alla Parola di Dio, poiché tutta la nostra vita dipende, che lo vogliamo o meno, dalla nostra concezione di Dio.
E se Dio è relazione e comunione in Lui stesso, le nostre divisioni diventano fonte di dubbi, di sofferenze e i fedeli non possono che allontanarsi da una Chiesa che rifiuta al suo interno, il perdono, la riconciliazione e la comunione.
Non è forse tempo di camminare insieme per il bene del popolo di Dio che ci è stato affidato? Cosa ci costa coordinare i nostri sforzi? Perché non creare anche delle iniziative comuni con i nostri fratelli ortodossi? Come per esempio, delle giornate ecumeniche “medio-orientali” per i giovani sul modello delle GMG? Sarà solo quando anch’essi si sentiranno Chiesa, circondati e incoraggiati dai loro Pastori che potranno essere i testimoni che Dio si aspetta.
Non si tratta quindi tanto di parlare dei nostri cristiani ma di noi stessi: fino a che punto siamo pronti a correre il rischio del Vangelo che ci invita ad amare i nostri nemici (che spesso sono nostri fratelli)? Il rischio della Riconciliazione e della Comunione anticipata con i nostri fratelli ortodossi e quelli delle Chiese riformate?
“Non abbiate paura”, ci ripete Cristo e anche questo Sinodo, perché “io sono con voi fino alla fine del mondo”.

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