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venerdì 15 ottobre 2010

Il vescovo presidente degli anglo-cattolici di Gran Bretagna (FIF) annuncia il suo passaggio alla comunione con Roma

Traduco al volo questo pezzo di Anna Arco per il Catholic Herald che annuncia la decisione del primo vescovo inglese di aderire al condendo Ordinariato per anglicani che tornano in comunione col Papa. Tutto lascia pensare che prima della fine dell'anno gli ordinariati dovrebbero finalmente essere una realtà. Ora aspettiamo di sentire quanti lo seguiranno:


Il vescovo anglicano di Fulham, presidente di Forward in Faith International ha annunciato che darà le dimissioni entro la fine dell'anno per entrare in un Ordinariato (cattolico).

Parlando oggi all'Assemblea Nazionale di Forward in Faith, il vescovo John Broadhurst, che è una figura di primo paino nel movimento anglo-cattolico, ha detto di aver intenzione di rassegnare le proprie dimissioni prima della fine dell'anno e di volersi unire all'Ordinariato in Gran Bretagna quando esso verrà eretto. Egli ha detto che resterà il presidente di Forward in Faith, che, dice, non è un'organizzazione dipendente dalla chiesa anglicana.

J. Broadhurst è vescovo ausiliare della diocesi di Londra. Ha affermato che il vescovo di Londra probabilmente nominerà qualcuno di nuovo ad occupare l'incarico che Mons. Broadhurst sta rendendo vacante.
Egli è il primo tra i leader anglo-cattolici ad annunciare pubblicamente che parteciperà all'Ordinariato quando verrà fondato.

Altri due "vescovi volanti", cioè nominati per la cura pastorale di quegli anglicani che in coscienza non possono accettare il sacerdozio delle donne, sono anche loro, con tutta probabilità, in procinto di presentare le dimissioni entro la fine dell'anno al fine di entrare nell'Ordinariato.
Si suppone che sia Andrew Burnham, vescovo di Ebbsfleet e Keith Newton Vescovo di Richborough stiano per accogliere l'offerta che Papa Benedetto XVI ha fatto lo scorso autunno con la Costituzione Apostolica Anglicanorum coetibus. Essa consente l'erezione di una nuova struttura canonica per gli anglicani che desiderano essere in piena comunione con Roma pur mantenendo la loro identità.

Quest'anno, il Sinodo generale della Chiesa d'Inghilterra ha votato contro le misure che erano state proposte per offrire ai tradizionalisti una protezione strutturale dalla supervisione di donne vescovo.

Nel corso di una serie di incontri convocati il mese scorso dal vescovo anglicano di Plymouth e destinati ai firmatari di una lettera aperta del 2008 contro l'ordinazione di donne vescovi scritto agli Arcivescovi di Canterbury e di York, i tradizionalisti hanno discusso dell'adesione all'Ordinariato. Hanno anche creato una
nuova associazione intitolata a San Wilfrid e Santa Hilda per anglo-cattolici che non sono sicuri del proprio futuro passaggio all'Ordinariato.

Gruppi di anglicani che intendono far istituire un Ordinariato deve prima scrivere alla Congregazione per la Dottrina della Fede, chiedendo formalmente la costituzione di questa struttura canonica.

L'Ordinariato personale assomiglia molto ad una diocesi militare e si ritiene possa comprendere tutto il territorio delle singole conferenze episcopali nazionali.

Papa Benedetto XVI ha pubblicato la Costituzione Apostolica Anglicanorum coetibus lo scorso novembre.
Finora richieste formali sono arrivate da Stati Uniti, Canada e Australia.

In Gran Bretagna  i gruppi pro-Ordinariato sono andati costituendosi in modo informale nel corso dell'ultimo anno, mentre i "vescovi volanti" cercavano di spiegare al loro clero e ai laici che cosa avrebbe comportato questa offerta del Papa.

Tra le maggiori preoccupazioni per gli anglicani che intendono aderire ad Anglicanorum coetibus vi è il fatto che è improbabile che essi possano ritenere il possesso dei propri edifici sacri quando vorranno "attraversare il Tevere".

Fonte
via: la Buhardilla de Jeronimo

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