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giovedì 8 marzo 2012

Cardinali cinguettanti e gli hacker vaticani

Ci stiamo appena riprendendo dallo "shock" per l'attacco riuscito di Anonymous contro il sito del Vaticano (leggi qui i particolari), con tanto di rivendicazioni farneticanti, che ci viene incontro quest'altra, incredibile, notizia:

(ANSA) - ROMA, 8 MAR ore 20:18 - Un falso tweet in 4 lingue, sul profilo Twitter intestato al cardinale Tarcisio Bertone, questa sera ha annunciato l'avvenuta morte di papa Benedetto XVI. Naturalmente una notizia falsa. ''E' una cosa senza alcun fondamento, sia il tweet che la notizia riportata'', ha spiegato, interpellato dall'ANSA, il direttore della sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi. ''Una cosa che non ha senso, priva di ogni credibilita' - ha aggiunto - e quindi non degna di qualsiasi attenzione''.

Ma che cosa è notizia falsa? Non si capisce! Che è morto il Papa? Che il Cardinale abbia un profilo Twitter? Che ci sia stato un falso tweet in 4 lingue? Padre Lombardi dice che è "senza alcun fondamento" sia il tweet che la notizia riportata. Ma si riferisce al contenuto o all'esistenza del tweet stesso? Non è la stessa cosa, ovviamente.
Eccovi la "foto" della schermata incriminata. Ma sarà veramente di Bertone la pagina? Io non lo so, certo dice di essere "pagina ufficiale" e non è stata smentita nelle sue pretese, né, finora, rimossa (vedi qui se c'è ancora)
Insomma, non abbiamo capito se Bertone ce l'ha davvero twitter e lo usa, e qualcuno si è introdotto nel suo account per confezionare una notizia falsa, o se è proprio inventato che il Cardinale si cimenti con i cinguettii dell'uccellino azzurro e quindi sia tutta una montatura anche l'affermazione che Bertone usi normalmente Twitter.
Mi chiedo: come si fa a scrivere un take di agenzia di questo genere?
E ancor di più chiedo a voi, cari lettori: non vi sembra che cardinali, vescovi, papi e altri rappresentanti di istituzioni dovrebbero rinunciare ad usare personalmente (ovvero a nome proprio) i social network che li espongono a queste tristi situazioni? Lo so che fa molto "cool" e giovanile. Però non mi sembra serio che coloro che dovrebbero tutelare l'immagine di una istituzione ecclesiale, la quale normalmente usa portavoce e filtri appositi, poi scavalchi tutto con l'uso dei famigerati FaceBook e Twitter, esponendosi a inevitabili errori o dicerie.
Che ci sia più di un cardinale personalmente "twittante" non è un mistero. Che gli account siano sempre forzabili è un fatto, e quelli attribuiti a persone in vista sono più appetitosi per gli hacker (e quelli dei Cardinali segretari di Stato, sono parecchio ghiotti come eventuale bersaglio di giovani curiali in vena di prendere in giro il loro superiore, già tanto bersagliato di recente...)
Con gli attacchi in corso da parte di vari pirati informatici contro il Vaticano, non sarebbe il caso di difendere anche i singoli utenti, magari un po' attempati e perciò non proprio addentro alle "nuove tecnologie"? E' solo una domanda...

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro amico ho dato un'occhiata alla pagina twitter su detta e credo sia una bufala enorme. infatti gli unici tweet sono dal 7 marzo ad oggi. e proprio appena iniziato a cinguettare è arrivata la notizia falsa. Quindi personalmente penso molto improbabile che sia vero.

Ad ogni modo penso anche che se fosse lui non farebbe tweet così superficiali e privi di evangelizzazione

Raffaele G. Rega ha detto...

Non ho capito: è falso il profilo del Cardinale e la notizia o il profilo è di proprietà del Segretario di Stato e ad essere falsa ovviamente la notizia?

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