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sabato 24 marzo 2012

La corona di Spine del Signore e le reliquie della Passione presso la Basilica di Sant'Antonio a Padova

reliquiario parigino della S. Couronne d'epines di Gesù
La storia della corona di spine di Gesù, una delle più insigni reliquie della Passione recuperate da Sant'Elena e tanto care alla devozione dei cristiani d'Occidente e d'Oriente, è una storia di fede, ma anche di soldi, di "regali" interessati e insieme di generosità e condivisione. Queste ultime virtù sono evidenziate dallo stato attuale della reliquia della corona, conservata a Notre Dame: le sue spine sono quasi del tutto assenti; offerte, nel corso dei secoli, alle tante chiese e diocesi dell'Europa. Le chiese francescane, in particolare, hanno beneficiato dell'appartenenza di San Luigi IX al Terz'Ordine di San Francesco, ricevendo spesso alcune spine della Corona di Gesù.
L'imperatore latino di Costantinopoli Baldovino II aveva "donato" al re di Francia San Luigi tutta una serie di reliquie che erano poi state collocate, in gran parte, nella Sainte-Chapelle di Parigi costruita appositamente per contenerle. Baldovino infatti, nel 1238, si trovava in Francia per cercare di rastrellare fondi e aiuti militari per sostenere il suo impero latino dal tentativo di riconquista dei legittimi proprietari ossia i Bizantini che avevano perduto la città per mano dei Veneziani durante la cosiddetta IV Crociata. In quell'occasione Baldovino impegnò presso la Corona francese la Contea di Namur per 500.000 lire di Parigi e regalò al re di Francia la reliquia nota come "Corona di Spine di Nostro Signore". Quest'ultima però non l'aveva con sé visto che l'aveva impegnata presso i Veneziani a fronte di una forte somma di denaro. Perciò San Luigi riscattò con grande esborso di denaro la reliquia ricevuta "in regalo" portandola poi a Parigi. Per essa fece costruire la "Sainte Chapelle", la più bella delle chiese del gotico francese, splendido reliquiario di vetro e pietra per la più insigne delle reliquie di Parigi.

La Basilica padovana di Sant'Antonio, negli armadi della Cappella delle Reliquie, possiede uno splendido reliquiario quattrocentesco contenente tre spine della Corona di Gesù (nicchia centrale, reliquiario num. 17), quasi certamente donate al santuario antoniano dallo stesso Re santo di Francia, per la sua devozione al Santo di Padova. La reliquia vicentina della Santa Spinea ha la medesima provenienza e nello stesso periodo (cf. qui).
Oltre a queste reliquie, la Basilica ha anche un frammento della Pietra del sepolcro di Cristo e della veste di Nostro Signore (nicchia di destra, num. 89), frammenti della pietra del Getsemani (nicchia di sinistra, num. 46), e naturalmente una scheggia del legno della vera Croce (nicchia centrale, reliquiario num. 3).

La comunità dei Frati del Santo, nel 1872, aveva anche ottenuto dalla Santa Sede di poter celebrare - con  Messa votiva al tempo alquanto diffusa - la memoria della Corona di Spine, nel IV venerdì di Quaresima. Tale celebrazione avveniva con grande concorso di popolo, che desiderava vedere e ricevere la benedizione con queste reliquie che erano state a contatto con il corpo e il sangue del Signore durante la sua Passione.

Qualcuno oggi sorride di queste venerazioni, considerandole retaggi di superstizioni medievali. Invece di comprendere che il Cristianesimo è una religione storica, che racconta la storia della Salvezza, e non ha paura di guardare all'umanità del Salvatore e ai manufatti che sono stati coinvolti in questa storia e la narrano con la loro materialità simbolica. Non sempre - è vero - le reliquie della Passione sono autentiche, sono in ogni caso delle "icone", delle immagini intrise di forza evocativa. E questo non toglie che quelle, con tuta probabilità originali, abbiano una forte carica spirituale ed emotiva, capaci come sono di evocare in chi le accosta il ricordo della Passione di Gesù.
Non tutti potevano o possono recarsi in Terra Santa. Per loro, cioè per i poveri, il francescano re San Luigi voleva acquistare le reliquie più importanti della crocifissione e sepoltura di Cristo, per offrirle alla venerazione di quanti sono solo ricchi di fede, ma non possono affrontare il grande pellegrinaggio ai luoghi dove si sono svolti i fatti della nostra salvezza.
Anche recentemente il Direttorio Vaticano su Liturgia e Pietà popolare ha dovuto ribadire la legittimità di queste devozioni tanto disprezzate da chi non sa più apprezzare la devozione semplice dei semplici, contestualizzandole - comunque - sulla necessaria base biblica che valorizza e fornisce il quadro di interpretazione, e non dimentica affatto, la storia fin nei suoi particolari. Ecco il passo:
129. Il testo evangelico, singolarmente particolareggiato nella narrazione dei vari episodi della Passione, e la tendenza alla specificazione e alla differenziazione propria della pietà popolare, hanno fatto sì che i fedeli rivolgessero l’attenzione anche ad aspetti singoli della Passione di Cristo e ne facessero quindi oggetto di devozioni particolari: all’«Ecce Homo», il Cristo vilipeso, «con la corona di spine e il mantello di porpora» (Gv 19, 5), che Pilato mostra al popolo; alle sante piaghe del Signore, soprattutto alla ferita del costato e al sangue vivificante da essa sgorgato (cf. Gv 19, 34); agli strumenti della Passione, quali la colonna della flagellazione, la scala del pretorio, la corona di spine, i chiodi, la lancia della trafittura; alla santa sindone o lenzuolo della deposizione.
Queste espressioni di pietà, promosse in alcuni casi da persone eminenti per santità, sono legittime. Tuttavia, per evitare un frazionamento eccessivo nella contemplazione del mistero della Croce, sarà conveniente sottolineare la considerazione complessiva dell’evento della Passione secondo la tradizione biblica e patristica.
A completamento di questo post, un piccolo documentario sulla Santa corona e la sua venerazione "ecumenica", nei primi venerdì del mese, presso la Cattedrale di Notre Dame di Parigi dove oggi è custodita la reliquia. 


Il formulario della Messa Votiva (F.E.) della Corona di Spine è davvero bello. Una rilettura spirituale della regalità umile di Cristo, ritrovata nelle menzioni della corona e del gesto regale dell'incoronazione nelle pagine dell'Antico e del Nuovo testamento.

IN FESTO SS. SPINEAE CORONAE DOMINI NOSTRI JESU CHRISTI.
Introitus. Cant. 3. Egredimini, et videte, filiae Sion, regem Salomonem in diademate, quo coronavit eum mater sua, parans Crucem Salvatori suo.
Psalm. 8. Gloria et honore coronasti eum, Domine: et constituisti eum super opera manuum tuarum. v. Gloria Patri.

Oratio
Presta, quaesumus, omnipotens Deus; ut qui in memoriam passionis Domini nostri Jesu Christi, Coronam ejus spineam veneramur in terris : ab ipso gloria et honore coronari mereamur in coelis. Qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti.
Fit commemoratio Feriae. 
Lectio libri Sapientiae. Cant. 3. et 4.
Lectulum Salomonis sexaginta fortes ambiunt ex fortissimis Israel : omnes tenentes gladios, et ad bella doctissimi : uniuscujuisque ensis super femur suum propter timores nocturnos. Ferculum fecit sibi rex Salomon de lignis Libani. Columnas ejus fecit argenteas, reclinatorium aureum, ascensum purpureum : media caritate constravit propter filias Jerusalem. Egredimini, et videte filiae Sion, regem Salomonem in diademate, quo coronavit illum mater sua in die desponsationis illius, et in die laetitiae cordis ejus. Quam pulchra es, amica mea, quam pulchra es! Oculi tui columbarum, absque eo quod intrinsecus latet. Veni de Libano, sponsa mea, veni de Libano, veni : coronaberis.
Graduale. Eccli. 45. Corona aurea super caput ejus, expressa signo sanclitatis, gloria honoris, et opus fortitudinis. 
v. Psalm. 20. Quoniam praevenisti eum in benediclionibus dulcedinis, posuisti in capite ejus Coronam de lapide pretioso.

Tractus. Isaiae 61. Induit eum Dominus vestimentis salutis, et indumento justitiae, quasi sponsum decoratum corona. 
v. Isai. 28. Corona tribulationis effloruit in coronam gloriae, et sertum exultationis. f. Sap. 5. Accepit regnum decoris, diadema speciei.

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In Missis votivis Tempore Paschali:
Alleluja, alleluja. f. Eccli. 45. Corona aurea super caput ejus, expressa signo sanclitatis, gloria honoris, et opus fortitudinis. Alleliija.f. Tibi gloria, hosanna: tibi triumphus et vicloria : tibi summae laudis, ethonoris corona. Alleluja.
Per annum usque ad Septuagesimam:
Graduale. Ibid. Corona aurea super caput ejus : expressa signo sanclitatis, gloria honoris, et opus fortitudinis. f. Psalm. 20. Quoniam praevenisti eum in benediclionibus dulcedinis, posuisti in capite ejus coronam de lapide pretioso. Alleliija, alleliija. f. Isai.28. Corona tribulationis effloruit in coronam gloriae, etsertum exultationis. Alleluja.
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+ Sequentia sancti Evangelii secundum Joannem. Joan. 19.
In illo tempore : Apprehendit Pilatus Jesum, et flagellavit. Et milites plectentes Coronam de spinis, imposuerunt capiti ejus, et veste purpurea circumdederunt eum. Et veniebant ad eum, et dicebant: «Ave Rex Judaeorum» : et dabant ei alapas. Exivit ergo iterum Pilatus foras, et dicit eis: «Ecce adduco vobis eum foras, ut cognoscatis, quia nullam invenio in eo causam». Exivit ergo Jesus portans Coronam spineam, et purpureum vestimentum.
Credo.
Offertorium. Tuam Coronam adoramus, Domine : tuam gloriosam recolimus passionem.
Secreta
Tuorum militum, Rex omnipotens, virtutem robora : ut quos in hujus mortalitatis stadio unigeniti Filii tui Corona laetificat; consummato cursu certaminis, immortalitatis bravium apprehendant. Per eumdem Dominum nostrum Jesum Christum Filium tuum, qui tecum vivit.

Praefatio de S. Cruce.
Communio. Prov. 4. Laetare, Mater nostra, quia dabit Dominus capiti tuo augmenta gratiarum, et corona inclyta proteget te.
Postcommunio
Supplices te rogamus, omnipotens Deus; ut haec sacramenta quae sumpsimus, per sacrosanctae Filii tui Coronae, cujus solemnia recensemus, virtutem : nobis proficiant ad medelam. Per eumdem Dominum nostrum Jesum Christum Filium tuum; qui tecum vivit et regnat.

2 commenti:

Gianchi ha detto...

Esiste un formulario della Messa in forma ordinaria ? Grazie.

fr. A.R. ha detto...

Probabilmente esiste in qualche chiesa particolare (per es. Parigi) o altre diocesi che festeggiano la sacra corona, ma io non ne ho conoscenza.

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