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domenica 27 maggio 2012

Meditazione di Pentecoste di Sant'Antonio di Padova


Vi propongo un passo dal Sermone per la Pentecoste (§16), scritto dal Santo Patrono di questo Blog, il Dottore evangelico sant'Antonio di Padova. Mi pare una buona esortazione a ricominciare il tempo "durante l'anno" accompagnati dalle lingue di fuoco dello Spirito e dai suoi effetti più importanti: non chiacchiere e nemmeno miracoli, ma scelte di umiltà, povertà e obbedienza, cercando di comunicare la Parola di Dio e non la propria. Un proposito semplice, ma concreto e sempre attuale:

«E [gli Apostoli] cominciarono a parlare lingue diverse, come lo Spirito Santo dava loro di esprimersi» (At 2,4). Chi è pieno di Spirito Santo parla diverse lingue. Le diverse lingue sono le varie testimonianze che possiamo dare a Cristo, come l'umiltà, la povertà, la pazienza e l'obbedienza: e parliamo queste lingue quando mostriamo agli altri queste virtù, praticate in noi stessi. Il parlare è vivo quando parlano le opere. Vi scongiuro: cessino le parole e parlino le opere. Siamo pieni di parole ma vuoti di opere, e perciò siamo maledetti dal Signore, perché egli ha maledetto il fico sul quale non trovò frutti, ma solo foglie (cf. Mt 21,19). 
Gli apostoli «parlavano come lo Spirito Santo dava loro di esprimersi», e non secondo le loro inclinazioni. Ci sono infatti alcuni che parlano secondo le loro inclinazioni, si appropriano delle parole altrui e le proclamano come proprie e le attribuiscono a se stessi.
Di costoro e di quelli che sono come loro, il Signore dice: «Eccomi contro i profeti, i quali si rubano gli uni gli altri le mie parole. Eccomi contro i profeti che dicono le loro parole e proclamano: Dice il Signore! Eccomi contro i profeti che fanno sogni menzogneri, che li raccontano e pervertono il mio popolo con le loro menzogne e con i loro falsi miracoli. Io non li ho inviati, né ho dato loro alcun incarico: essi non hanno giovato per nulla a questo popolo, dice il Signore» (Ger 23,30-32).
Parliamo dunque come lo Spirito Santo ci dà di parlare, chiedendogli umilmente e devotamente che ci infonda la sua grazia affinché compiamo i giorni della Pentecoste con la perfezione dei cinque sensi e nell'osservanza del decalogo; e perché siamo ripieni del gagliardo vento del pentimento e della contrizione e veniamo infiammati dalle lingue di fuoco della confessione. Così infiammati e illuminati meritiamo di vedere il Dio uno e trino tra gli splendori dei santi. Ce lo conceda colui che è Dio, uno e trino, ed è benedetto nei secoli dei secoli. E ogni spirito risponda: Amen. Alleluia 
Sant'Antonio con in mano il libro del Vangelo
e il Fuoco dello Spirito

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