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domenica 3 giugno 2012

A che età si è troppo vecchi per essere "presbiteri"?

ordinazione diaconale di alcuni attempati ex anglicani
Pare che, a seguito di una decisione proveniente dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, gli ex-ministri anglicani di 80 anni e più che stanno passando all'Ordinariato americano, non potranno venir ordinati presbiteri nella Chiesa Cattolica, indipendentemente dallo stato di salute.
Bisogna prendere con le pinze questa notizia, che tuttavia viene da una fonte solitamente ben informata (The AngloCatholic). Parrebbe infatti più consono lasciare queste decisioni all'Ordinario, che le dovrebbe compiere caso per caso.

Comunque sia, questa posizione può suscitare commenti favorevoli o contrari. Prima di tutto, però, bisogna sempre ricordare che, nella Chiesa Cattolica, nessuno ha diritto ad essere ordinato: è la Chiesa che ha diritto al ministero e per questo ha bisogno di ministri ordinati. In secondo luogo è necessario richiamare che i vescovi hanno il dovere di discernere su chi e quando imporre le mani per il sacerdozio. E la loro valutazione va rispettata.

Però il non ammettere una persona adatta al sacerdozio, solo per via dell'età, non sembra affatto una soluzione teologicamente e spiritualmente così sostenibile. A che età un cristiano è troppo vecchio per essere ammesso tra quelli che, fin dall'antichità, vengono chiamati "anziani" (presbiteri) della comunità?
Può essere posta una barriera invalicabile di un certo numero di primavere, senza tener conto d'altro? Sicuramente no.
Si potrebbe esser tentati di dire: "Ma un prete ottuagenario che cosa può mai fare per la Chiesa?". Ecco la subdola ideologia utilitarista che fa capolino, e pare tanto ragionevole che, di primo acchito, sembra sensata. Ma la risposta deve essere altrettanto drastica: "Ogni prete è una grazia sacramentale per la Chiesa, perché la sua sola esistenza ri-presenta sacramentalmente cristo capo e sacerdote". Ogni prete che semplicemente celebra la santa Eucaristia sta santificando la Chiesa, indipendentemente dall'energia che possiede come uomo. Che lo faccia per un giorno, dieci, cento o mille non ha nessuna importanza.

E poi - se proprio vogliamo metterla sul piano del ministero attivo - quanti preti dopo aver raggiunto e ben superato gli ottanta, sono di grande aiuto a parroci più giovani, con il loro servizio nel confessionale, con la loro capacità di consigliare, con la loro esperienza pastorale e condivisione umana con gli ammalati....
Non abbiamo forse un Papa ottantacinquenne, che sta facendo un ottimo lavoro?
L'ordinazione sacerdotale di uomini anziani, soprattutto nel caso in questione, cioè di persone che per una vita sono state a servizio ministeriale dei cristiani che ora hanno deciso di passare alla Chiesa Cattolica, non sarebbe affatto scandalosa o "stravagante". E anzi, avrebbe il merito di seppellire il giovanilismo imperante, anche a livello vocazionale. L'aspettativa di vita non è mai stata una condizione pro o contro il ricevere gli ordini sacri (d'altra parte non si muore solo di vecchiaia...). Se questi anziani sono abbastanza "giovani" per ricevere la cresima (e tutti i convertiti dall'anglicanesimo la ricevono), perché non dovrebbero essere anche adatti (acciacchi e lucidità mentale permettendo) a servire come presbiteri i loro fratelli?

PS. Nel mio convento abbiamo frati sacerdoti ultranovantenni che continuano egregiamente a confessare e predicare (e qualcuno si azzarda perfino a guidare pellegrinaggi all'estero...). Parlano degli ottantenni come dei giovanotti! Vedete come davvero tutto sia "relativo" al punto di vista!

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