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martedì 18 dicembre 2012

I profeti nell'avvento: commemorazione di san Malachia

Giorno 18 dicembre, il Martirologio Romano menziona un altro profeta della venuta di Gesù Cristo. Infatti riporta per oggi la:
Commemorazione di san Malachia, profeta, che, dopo il ritorno da Babilonia preannunciò il grande giorno del Signore e la sua venuta nel tempio e che sempre e dovunque si deve offrire al suo nome una oblazione pura.

Nella "Cupola dell'Emmanuele" della Basilica marciana di Venezia, trova posto anche il profeta Malachia, che reca in mano questo testo messianico:
Ecce mitto a(n)g(e)l(um) meu(m) ante facie(m) tua(m) qui p(re)parabit via(m) tua(m): Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, egli ti preparerà la strada.

Non corrisponde esattamente a Ml 3,1 quanto piuttosto alla citazione ad orecchio che ne fa l'evangelista Marco (Mc 1,2), combinando un versetto di Isaia con uno di Malachia e cambiando il "me" e il "mia", riferiti a Dio, in "te" e "tua", riferiti a Cristo.

Antonio Borrelli sintetizza l'opera del profeta come segue:
Il libro di Malachia tratta dei problemi morali relativi alla comunità ebraica, reduce dalla prigionia babilonese e a cui rimprovera le lamentele contro la Provvidenza di Dio, stimolandola a pentirsi.
Egli mette in evidenza “l’elezione” d’Israele, che non è solo un privilegio onorifico di Dio, ma comporta degli obblighi, come ogni dono divino; rimprovera i sacerdoti che trascurano e offendono la dignità di Dio e del culto a Lui dovuto.
Nella requisitoria contro il malcostume egli è intransigente e condanna i matrimoni misti, difende la indissolubilità del matrimonio; il libro termina con una visione escatologica (cioè quello che seguirà alla vita terrena e alla fine del mondo), annunciante la venuta del messaggero di Dio, che farà una cernita dei buoni nel suo popolo; in questa profezia si può prefigurare la venuta di Giovanni Battista.
I Padri sono concordi nel vedere in Malachia il preannunzio profetico del sacrificio della Messa, con Gerusalemme che perde il titolo di “luogo dove bisogna adorare”, e Gesù che istituisce il rito eucaristico per tutta l’umanità.

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