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venerdì 28 giugno 2013

Il canto solenne del Papa Giovanni Paolo II nella Messa dei SS. Pietro e Paolo.

Era il 29 giugno del lontano 1985, Papa Giovanni Paolo II, nel pieno delle sue forze canta la Messa solenne dei Santi Patroni di Roma. L'Ordinario della Messa dell'incoronazione di Mozart fu eseguito per l'occasione dall'Orchestra filarmonica di Vienna e il coro Wiener Singverein, diretti dal celeberrimo maestro Herbert von Karajan. Potete ascoltare a questo link tutte le parti cantate.
Nei tre videoclip sottostanti vi faccio sentire solo alcune preghiere cantate dal Pontefice polacco, con la sua voce potente e intonata. Si tratta della colletta della Messa del giorno, del prefazio in tono solenne e della benedizione finale. Il canto delle preghiere presidenziali ha il vantaggio di "rallentare" la dizione dei testi e di sottolinearne i parallelismi con le cadenze (come si può notare nella colletta e meglio ancora nel prefazio).
Dopo aver ascoltato i testi cantati dal Beato Wojtyla si coglie meglio perché il canto del celebrante non vada considerato trascurabile o retaggio medievale da superare. Si pone piuttosto come "collante sonoro" che annoda il vecchio e il nuovo rito e rende "udibile" la continuità pur nella diversità dei testi. Potremmo parlare di "ermeneutica musicale" dei testi liturgici?

Deus, qui huius diéi venerándam sanctámque lætítiam in apostolórum Petri et Pauli sollemnitáte tribuísti, da Ecclésiæ tuæ eórum in ómnibus sequi præcéptum, per quos religiónis sumpsit exórdium.Per Dóminum nostrum Iesum Christum Filium tuum, qui tecum vívit et régnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum. Amen.
O Dio, che allieti la tua Chiesa con la solennità dei santi Pietro e Paolo, fa' che la tua Chiesa segua sempre l'insegnamento degli Apostoli dai quali ha ricevuto il primo annunzio della fede.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen


Vere dignum et iustum est, æquum et salutáre,
nos tibi semper et ubíque grátias ágere:
Dómine, sancte Pater, omnípotens ætérne Deus.

Quia nos beáti apóstoli Petrus et Paulus tua dispositióne lætíficant:
hic princeps fídei confiténdæ,
ille intellegéndæ clarus assértor;
hic relíquiis Isræl instítuens Ecclésiam primitívam,
ille magíster et doctor géntium vocandárum.
Sic divérso consílio unam Christi famíliam congregántes,
par mundo venerábile, una coróna sociávit.

Et ídeo cum Sanctis et Angelis univérsis
te collaudámus,
sine fine dicéntes:
È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.

Tu hai voluto unire in gioiosa fraternità  i due santi apostoli:
Pietro, che per primo confessò la fede nel Cristo,
Paolo, che illuminò le profondità del mistero;
il pescatore di Galilea, che costituì la prima comunità con i giusti di Israele,
il maestro e dottore, che annunziò la salvezza a tutte le genti.
Così, con diversi doni, hanno edificato l'unica Chiesa,
e associati nella venerazione del popolo cristiano
condividono la stessa corona di gloria.

E noi, insieme agli angeli e ai santi,
cantiamo senza fine l'inno della sua lode:



Benedizione solenne

1 commento:

Francesco ha detto...

Dopo Karajan, Bach.
Ho notato con molto piacere che oggi la festa dei santi Pietro e Paolo è stata onorata nientemeno che dal coro della Thomaskirche, la chiesa dove lavorava Bach.

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