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mercoledì 5 febbraio 2014

Anche Dante cacciava personaggi contemporanei famosi all'Inferno, e un pittore oggi può farlo?


La BBC e l'Agenzia AFP sono tutte in agitazione perché si sono accorte che nella nuova cattedrale ortodossa di Podgorica in Montenegro è stato scoperto un particolare nel dipinto del "Giudizio Universale".
L'anonimo (ma contemporaneo) iconografo ha ritratto Marx, Engels e il Maresciallo Tito tra le fiamme dell'inferno (e dietro di loro - a parer mio - si intravvede la testa calva di Lenin e accanto a lui ci dev'essere Stalin, ma sono nascosti). Ecco il quadro:
Ovviamente i giornalisti si sono buttati a pesce su questa ghiotta notizia: eccoli lì, i cristiani ortodossi, ora liberi, ne approfittano subito e si vendicano, cacciando all'Inferno i politici di un tempo (e che politici!). Non è forse questa "ingerenza" in cose che non competono alla Chiesa? Non è esagerare? Non dovrebbero anche loro dire "chi sono io per giudicare"? E via opinando pro o contro....
Nel calore della discussione molti non si accorgono però che la bocca del Demonio dipinto sul muro letteralmente "trabocca" di vescovi, re, regine e nobili vari! Tutti all'Inferno in "par condicio", preti, politici e gente comune.
Il genere del "Giudizio Universale" è un monito, deve ricordare e dissuadere i viventi che lo guardano dall'imitare pessimi esempi (e i capi comunisti - comunque la si metta - non sono certo da imitare visti i danni che l'ideologia e la pratica del comunismo hanno portato nell'ex-Yugoslavia). Esempi riconoscibili sono ancora più forti.
Dante Alighieri, sommo poeta italiano, faceva lo stesso nel 1300. Mandava all'Inferno con nomi e cognomi personaggi noti e Papi famosi (Niccolo III, Clemente V, Bonifacio VIII atteso tra i simoniaci... forse anche san Celestino V che fece "il. gran rifiuto"), uomini di governo, di economia e di chiesa. Eppure nessuno si lamenta della sua arte (e chissà quante polemiche avrà attizzato al suo tempo!). 
Nella Basilica di S.Petronio a Bologna all'Inferno c'è perfino Maometto....e pure quell'immagine è "ispirata" alle terzine dantesche del XXVIII canto dell'Infernale Cantica. Ci possiamo scandalizzare per i Signori messi nel fiume di fuoco a Podgorica?
Certo nel tempo del "politicamente corretto" e dell'orrore per qualunque cosa appaia "judgemental" questa "parresia" ortodossa sembra fuori luogo. Ma, dal punto di vista cristiano, è proseguire - con gli stessi criteri di sempre seppur con esempi aggiornati - la tradizione iconografica rendendola significativa per l'oggi.
La BBC ci avvisa, infine, che in un altro monastero montenegrino, oltre a Lenin e Tito, è stato avvistato nel fuoco che non si consuma anche Hitler: nessuno oserà negare che il suo esempio e le sue azioni gli hanno meritato un posto accanto ai suoi nemici dell'Est.

2 commenti:

don Andrea Caniato ha detto...

San Petronio non è la cattedrale di Bologna, come sant'Antonio non è la cattedrale di Padova. Quanto a Maometto e ai suoi compagni di inferno, mi sembra che la loro collocazione è da leggere in senso teologico e non personalistico (il giudizio sulle persone appartiene solo a Dio e solo Dio lo conosce). Quello che è certo è che le vie tracciate da questi signori, non sono vie di salvezza, in quanto non riconoscono o perfino si oppongono all'unico salvatore che è Gesù Cristo. (Come ricorda la Dominus Jesus).

A.R. ha detto...

Ho provveduto subito a correggere l'imperdonabile svista sul titolo di cattedrale (mea culpa)!
Per quanto riguarda invece la lettura teologica (e io aggiungerei "morale") sono perfettamente d'accordo. Alla Chiesa interessa impedire a chiunque di andare all'Inferno (additando anche esempi negativi), non invece compiacersi in condanne di questo o di quello.

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