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giovedì 2 ottobre 2014

Inno per i vespri dei Santi Angeli custodi

L'inno Custodes hominum, che vi ho diligentemente trascritto nello spartito secondo l'edizione presente nel Liber Hymnarius di Solesmes, è attribuito tradizionalmente al santo cardinale gesuita Roberto Bellarmino. Ecco qui il testo, la traduzione, il file musicale con un'esecuzione sommaria (da Liber Hymnnarius Wiki) e una nuova esecuzione della Schola Cantorum Kennemerland (Olanda):

Custódes hóminum psállimus ángelos,
natúræ frágili quos Pater áddidit
cæléstis cómites, insidiántibus
  ne succúmberet hóstibus.

Nam quod corrúerit próditor ángelus,
concéssis mérito pulsus honóribus,
ardens invídia péllere nítitur
  quos cælo Deus ádvocat.

Huc, custos, ígitur pérvigil ádvola,
avértens pátria de tibi crédita
tam morbos ánimi quam requiéscere
  quicquid non sinit íncolas.

Sanctæ sit Tríadi laus pia iúgiter,
cuius perpétuo númine máchina
triplex hæc régitur, cuius in ómnia
  regnat glória sǽcula. Amen.


1. Cantiamo gli angeli custodi degli uomini,
che il Padre affiancò come celesti compagni alla nostra fragile natura, perché non soccombesse ai nemici che la insidiano.

2. Infatti, l’angelo traditore che era andato in rovina, giustamente privato degli onori concessi, ardente di invidia cerca di tenere lontani coloro che Dio chiama al cielo.

3. Qui dunque, o custode, vigile accorri, allontanando dal luogo a te affidato tanto le malattie dell'animo quanto qualunque cosa non permetta che gli abitanti riposino.

4. Sempre sia lode alla Trinità Santa, dalla cui perpetua volontà è retta questa triplice macchina [la terra, il cielo e gli inferi] e la cui gloria regna in tutti i secoli. Amen.
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