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venerdì 26 dicembre 2014

A solis ortus cardine. Canto mattutino del tempo di Natale versione Frisina

L'inno natalizio delle Lodi, opera di Sedulio dal titolo "A solis ortus cardine" è di grande bellezza e delicatezza.
Mons. Frisina l'ha intepretato in polifonia, intercalando le strofe gregoriane con la sua recente composizione. Semplice ed efficace, a pare mio (anche se so che la musica liturgica di Frisina possiede o grandissimi fans, o spietati oppositori....).
Utile per cori parrocchiali che desiderino ripescare dal grande repertorio testuale della Chiesa qualche canto di Natale che vada al di là dei pur benemeriti "Tu scendi dalle stelle" e "Venite fedeli" (vedi qui).
Tutti gli spartiti del disco "Et incarnatus est" si possono reperire anche su Scribd.



Spartito completo di questo canto scaricabile da qui

Testo e traduzione (dal sito ufficiale)


1    A solis ortus cardine
adusque terrae limitem,
Christum canamus Principem,
natum Maria Virgine.

2    Beatus Auctor saeculi 
servile corpus induit,
ut carne carnem liberans
non perderet quod condidit.

3      Clausae parentis viscera
caelestis intrat gratia,
venter Puellae baiulat
secreta quae non noverat.

4      Domus pudici pectoris
templum repente fit Dei:
intacta nesciens virum
Verbo concepit Filium.

5     Enixa est puerpera
quem Gabriel praedixerat,
quem matris alvo gestiens
clausus Ioannes senserat.

6     Foeno iacere pertulit,
praesepe non abhorruit,
parvoque lacte pastus est
per quem nec ales esurit.

7     Gaudet chorus caelestium 
et Angeli canunt Deum,
 
palamque fit pastoribus
 
Pastor, Creator omnium.

8       Iesu, tibi sit gloria,
qui natus es de Virgine,
cum Patre et almo Spiritu,
in sempiterna saecula. Amen.
·        Da dove sorge il sole
fino ai confini della terra
cantiamo a Cristo Principe,
nato da Maria Vergine.

·        Il santo Autore del mondo
assunse il corpo del servo
per liberare l'umanità con la sua carne
e non perdere ciò che aveva creato.

·        Nel grembo della casta Madre
entra la grazia celeste,
il ventre della fanciulla porta
segreti che ella non conosce.

·        La dimora di un cuore puro
diventa improvvisamente tempio di Dio:
l'immacolata che non conosce uomo
per la Parola di Dio concepì il Figlio.

·        La puerpera ha dato alla luce
Colui che Gabriele aveva predetto,
Colui che Giovanni aveva riconosciuto
ancora nel grembo materno.

·        Accetta di essere posto sul fieno,
non disdegna la mangiatoria,
è alimentato da un po' di latte,
Lui che nutre perfino gli uccelli del cielo.

·        Gioisce il coro celeste,
e gli Angeli cantano a Dio,
e si rende manifesto ai pastori
il Pastore, Creatore di tutte le cose.

·        O Gesù, a te sia gloria,
che nascesti dalla Vergine,
con il Padre e lo Spirito vivificante
nei secoli eterni. Amen.

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