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martedì 29 settembre 2015

Imitare gli angeli secondo il pensiero di Sant'Antonio di Padova

A,Vivarini: santi Antonio e Michele arcangelo - XV sec. - Venezia
Per la festa dei santi Arcangeli, che precede di pochi giorni quella degli angeli custodi, vi propongo un bellissimo passo del Dottore Evangelico di Padova che ci spiega come possiamo nella nostra vita entrare a far parte dei cori angelici, vocazione a cui siamo chiamati per una "più grande misericordia" redentrice del Signore.

Dai Sermoni di sant'Antonio di Padova, Sacerdote e Dottore della Chiesa. (Serm XXI dom p.Pent.,3)
Dal Re dei re di tutto il creato, il Signore Gesù Cristo, che comanda agli angeli in cielo e agli uomini in questo mondo, ogni fedele viene nominato «regio funzionario" (in lat. règulus, piccolo re), per il fatto che ha in se stesso una certa raffigurazione degli ordini celesti, e che consta anche lui dei quattro elementi fondamentali di cui consta ogni creatura.
I cori celesti sono nove, ma noi li ordineremo in tre gruppi di tre ordini (cori) ciascuno.
Nel primo gruppo ci sono gli Angeli, gli Arcangeli e le Virtù.
Negli Angeli è raffigurata l'osservanza dei precetti, negli Arcangeli l'attenzione ai consigli e la loro applicazione, nelle Virtù i prodigi della vita santa. Anche tu dunque fai parte del coro degli Angeli quando osservi i comandamenti del Signore. Dice il profeta Malachia: «Le labbra del sacerdote devono custodire la scienza»(Ml 2,7).
Similmente fai parte del coro degli Arcangeli quando osservi non solo i comandamenti, ma ti sforzi di seguire anche i consigli di Gesù Cristo. Infatti Isaia ti suggerisce: «Proponiti un consiglio, raduna una consulta» (Is 16,3).
Infine entri a far parte del coro delle Virtù quando risplenderai dei prodigi di una vita santa. Dice il Signore: «Chi crede in me farà anche lui le opere che faccio io, e ne farà anche di più grandi» (Gv 14,12).
E la Glossa commenta: Ciò che il Signore opera in noi non senza il nostro concorso, è più grande di tutto ciò che egli opera senza di noi; così che quando un malvagio diventa giusto, quest'opera è più grande di tutto ciò che vi è in cielo e in terra e altrove, perché quelle cose passeranno, mentre quest'opera resterà, e in quelle c'è soltanto l'opera di Dio, mentre in questa c'è anche l'immagine di Dio.
Anche se Dio ha creato gli angeli, la giustificazione dell'empio appare opera più grande che creare dei giusti, poiché anche se in entrambe le opere c'è un'eguale potenza, nella giustificazione dell'empio c'è una più grande misericordia.
Sant'Antonio segue la disposizione gregoriana dei nove cori angelici, cioè la gerarchia degli angeli secondo Gregorio Magno (e non ancora quella che diverrà popolare dalla II metà del XIII sec. cioè quella dello Pseudo Dionigi, che Dante dice aver corretto perfino il santo Papa!). Dunque i nomi dei nove cori angelici, secondo questa tradizione sono: Angeli, Arcangeli, Virtù, Potestà, Principati, Dominazioni, Troni, Cherubini, Serafini.

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