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giovedì 23 ottobre 2008

Il papa e la sua "Opera Omnia": incominciando dalla liturgia

Dall'agenzia di stampa Asca, in margine alla presentazione dell'Opera Omnia di Benedetto XVI. Il papa torna a parlare di come la liturgia sia la colonna portante dell'espressione teologica, e ogni segno, ogni gesto è importante nell'orientare a Cristo la vita, il pensiero e la preghiera dei fedeli.
....E sopra il vostro altare c'è la croce?...

PAPA: VOLEVO CANCELLARE CAPITOLO CONTROVERSO MIO LIBRO SU LITURGIA...

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 22 ott - Da che parte deve guardare il prete durante la celebrazione della messa? Verso i fedeli, come e' diventato abituale dopo il Concilio Vaticano II, oppure verso 'oriente', volgendo loro le spalle? Per essersi dichiarato a favore di questa seconda opzione in un libro pubblicato nel 2000, l'allora card. Joseph Ratzinger si trovo' al centro di un mare di polemiche sulla riforma della liturgia che ancora oggi segnano profondamente il suo pontificato.

Oggi, diventato papa Benedetto XVI, di fronte a quella "distorsione" della sua opera, che si era concentrata solo su "un capitolo di nove pagine su un totale di 200", Ratzinger scrive di aver "pensato qualche volta di eliminare" quella parte del suo lavoro, "perchè potesse finalmente emergere il vero tema del mio libro".

Il libro si intitola Lo spirito della liturgia ed è il testo principale del primo volume della raccolta dell'Opera Omnia di Joseph Ratzinger, presentata oggi dalla Libreria Editrice Vaticana. Il pontefice, nell'introduzione all'opera, si dice contento che la raccolta dei suoi scritti cominci proprio dalla liturgia, che "sin dall'infanzia e' stata per me la realtà centrale della mia vita", capace di rispondere alla domanda "perchè crediamo?".

Quanto alla questione dell'"orientamento della preghiera", scrive Ratzinger, studi successivi hanno mostrato la correttezza della sua idea di fondo, ovvero che "l'idea che preti e fedeli dovessero guardarsi l'un l'altro durante la preghiera e' sorta per la prima volta modernamente ed e' completamente estranea al cristianesimo antico". "Il prete e i fedeli non pregano l'uno all'altro, ma rivolti a un Signore".

Un'intuizione che, adesso che è diventato papa, egli può portare avanti nella Chiesa. "Intanto - scrive ancora Ratzinger nell'introduzione - fortunatamente si afferma sempre più la proposta che avevamo avanzato alla fine del capitolo incriminato: non cambiare la disposizione delle chiese, ma semplicemente mettere una croce in mezzo all'altare, a cui guardino insieme prete e fedeli, per lasciarsi così condurre al Signore che tutti insieme preghiamo". La croce messa al centro dell'altare è una delle caratteristiche distintive delle messe celebrate da Benedetto XVI.

Papa Ratzinger, che confessa di essersi deciso a pubblicare la sua opera omnia dopo "alcune esitazioni", ha però partecipato attivamente al progetto, concordando nei dettagli il piano dell'opera e il contenuto di ogni singolo volume con il curatore, il vescovo di Ratisbona, mons. Gerhard Ludwig Muller.

Ed ecco l'eco di Radio Vaticana alla stessa notizia:

Il Pontefice confida di aver pensato inizialmente, per non riaccendere le polemiche, di eliminare nove pagine del suo libro intitolato “Lo Spirito della Liturgia. Una introduzione”, pubblicato nel 2000, e che forma il testo centrale del primo volume. Purtroppo – rileva - quasi tutte le recensioni si sono concentrate solo su quelle pagine che trattano l’orientamento della preghiera nella Liturgia quasi che si volesse reintrodurre nella Messa il sacerdote “con le spalle rivolte all’assemblea”. Ma poi le ha conservate ritenendo fosse chiara la sua intenzione più profonda.
Ha notato quindi con piacere che si sta facendo strada il suo suggerimento di “non modificare le strutture, ma semplicemente di porre la Croce al centro dell’altare, alla quale guardano il sacerdote ed i fedeli insieme, per lasciarsi così condurre al Signore che preghiamo tutti insieme”.

Il concetto secondo cui il sacerdote e l’assemblea dovrebbero guardarsi negli occhi durante la preghiera – scrive - si è sviluppato soltanto nell’epoca moderna ed è assolutamente estraneo alla cristianità antica. Infatti, il sacerdote e l’assemblea non pregavano l’uno verso l’altra, ma rivolti all’unico Signore. Per questo durante la preghiera guardano nella medesima direzione: o verso Oriente, simbolo cosmico del Signore che deve venire, o – dove questo non fosse possibile – verso un’immagine di Cristo sull’abside, verso una Croce, o semplicemente tutti insieme verso l’alto, come fece il Signore durante la preghiera sacerdotale nella sera prima della sua Passione”.

Il Papa spiega quindi che, al di là delle “questioni spesso pedanti su questa o quella forma”, l’intenzione essenziale di questa opera è quella di porre la Liturgia “nella vastità del cosmo”, che “abbraccia contemporaneamente Creazione e Storia” al cui centro c’è il Salvatore, Gesù Cristo, verso il quale tutti ci rivolgiamo in preghiera.

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