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martedì 13 gennaio 2009

La versione italiana del "probabilmente Dio non esiste": da noi c'è chi ne è sicuro

Qualche giorno fa esortavo gli ateii militanti dell'UAAR a intraprendere una campagna come quella inglese (e di altri paesi europeii) del tipo "probabilmente Dio non esiste". Ebbene: l'hanno fatto davvero!


Purtroppo gli atei di casa nostra non sono così corretti e intelligenti come gli atei stranieri. E così lo slogan che dal 4 febbraio (c'è ancora tempo....) campeggerà sugli autobus di Genova (apposta la città di Bagnasco...) sarà nientemeno che: 

“La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”.

Ah sì? E chi ve l'ha provato che Dio non esiste? Gli atei inglesi si limitavano ad un agnostico "probabilmente", da noi invece - oh atei sensazionalisti! - è diventata addirittura "una cattiva notizia" (e certo lo è: l'anti-eu anghelion, l'antievangelo). E se il credente può affermare "Dio esiste" perchè ha fede, in nome di che cosa l'ateo proclama "Dio non esiste"? Non forse della sua contraddittoria "fede atea", e non certo razionale come vuol far credere?

Ma ci chiediamo: essendo una pubblicità, non dovrebbe forse, anche in Italia, rispettare i canoni e la legislazione contro la pubblicità ingannevole? Inoltre, se la si intende come messaggio informativo, ogni giornalista sa che un conto è predicare le proprie idee dal pulpito o affermarle in un dibattito come opinioni, un altro conto è darle addirittura per "fatto" certo. Sarebbe bello avere almeno la fonte di questa notizia, se i buoni atei volessere fornirla. Delle due l'una: o è pubblicità ingannevole, o è opinione spacciata come "fatto" e notizia appurata. In entrambe in casi c'è un problema.
Speriamo che chi di dovere non la lasci passare lisci, naturalmente impedendo che inizino a circolare queste scritte scientificamente ridicole! (Leggete l'art. 11 di questo dpr)
Infatti, nonostante la foto sembri reale, si capisce bene che è un fotomontaggio (anche se Repubblica fa un minestrone di foto vere e costruite...vedi qui le foto). 
Perchè i nostri atei non si limitano, come quelli spagnoli, australiani, inglesi ecc. ad allinearsi al messaggio internazionale? 
Sempre inopportunamente originali questi italiani! Comunque c'è tempo per agire e farla sospendere prima dell'inizio della circolazione previsto, lo ripeto, per il 4 febbraio (in pieno carnevale...).

Aggiornamento: 
Dal quotidiano Genovese, il Secolo XIX, apprendiamo che l'ideatore materiale della pubblicità è Fabio Gasparrini, "creativo" dell’agenzia Horace Kidman, e ci tiene a dire: «Non c’è alcun intento di offesa. Ma di provocare e far discutere». nsiste il pubblicitario: «Nessuno, ovviamente, cambierà idea. Sia chi la pensa in un modo, sia chi la pensa in quello opposto. È soltanto un invito a pensare in chiave illuminista». In "chiave illuminista"? Gli illuministi erano un pochino più razionali nelle loro affermazioni di questo "creativo" copywriter (la sua email, se volete scivirgli direttamente è:

Aggiornamento post aggiornameto: 
Arriva la prima "frenata" da parte di Comune e azienda dei trasporti di Genova, si tira in ballo il "codice etico" della pubblicità, si dice che però non si vuole censurare nessuna "opinione" (e da opinione va rivestita, dico io, l'affermazione)....
 

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Perfettamente corretto. Però, semplicemente, io ci giocherei d'astuzia (e essere astuti col "nemico" non credo sia peccato). Nel senso che credo otterra l'effetto contrario questa campagna (se si farà). Penso possa servire a suscitare tanti dal torpore. E poi si sa l'italiano è un po bastian contrario e questo gioca a favore. Psicologia dunque.
Faccio ancor più però buon affidamento sulla Scrittura: "chi scava una fossa vi casca dentro; e chi tende un laccio ne resta preso".

Anonimo ha detto...

E' ovvio che otterrà l'effetto contrario.
Poi che ateo è quello che l'ha scritta se parte dal presupposto che è "UNA CATTIVA NOTIZIA" per lui dovrebbe essere buona. Il fatto che sia cattiva sta a significare che gli dispiace "che Dio non esiste" o sbaglio?

… se avessi un autobus gli risponderei così:
“la buona notizia è che Dio esiste” (per fortuna di tutti!)
“la cattiva è che ama anche te così non te ne accorgi di quanto ne hai bisogno”
Paolo

Anonimo ha detto...

Volevo segnalare a proposito di questo argomento che a pag. 6 del settimanale "TV Sorrisi e Canzoni" nr. 4 ora in edicola c'è un articolo con i commenti dei direttori dei TG nazionali. E' stato aperto un sondaggio ai lettori e nel nr. 5 ci sarà il responso.

Anonimo ha detto...

credo che dovremmo riflettere sull'immagine di chiesa e religione cristiana da cui scaturisce questo "slogan": secondo loro il fatto che Dio non esite potrebbe essere una brutta notizia, ma non lo è perchè in realtà noi non abbiamo Bisogno di Dio!
bene, ciò che si pensa dunque è che la fede in Dio, sia una necessità, una sorta di consolazione al nostro "disagio esistenziale"... forse, invece di accanirsi contro questo slogan, bisognerebbe ripensare a quello che significa avere fede in Dio ... e soprattutto dimostrare ogni giorno, nella quotidianità, che non è una consolazione, non è religione di rassegnazione ... insomma smettiamola di "puntare il dito contro", altrimenti non ci potremo lamentare se qualcuno lo fa con la religione cristiana!

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